Vi presento Eversense, di Mario Migliarese

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Poteva andare peggio, di Elisa e Emiliano

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Dee… Blogger!

La natura caleidoscopica del diabete offre mille sfaccettature e altrettante sfumature. Lo spazio che DeeBee dedica ai blogger permette a chi lo desidera di raccontarle. Ognuno dal proprio punto di vista.

Hai in mente un progetto, un blog legato al diabete e vorresti pubblicarlo su DeeBee? Scrivici. Qui trovi tutti gli strumenti utili a far conoscere i tuoi pensieri.

I BLOGGER SU DEEBEE.IT


Mario Migliarese: “Vi presento Eversense”

Catanzarese e sub per passione, racconta in tempo reale per DeeBee.it, l’esperienza con il rivoluzionario sensore impiantato sottocute.
Diabetico dal 2009, è seguito presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, struttura dove la ricerca è alla base di tutto. Da allora, comincia ad informarsi sulle novità e da allora non si è più fermato. Tanto da essere coinvolto nelle ricerche dalla dottoressa che lo segue.


luisaLuisa Codeluppi: “Il diabete 1 senza filtri”
Insegnante di materie letterarie, è laureata in filosofia ed è diabetica da più di 30 anni. E’ una scrittrice indipendente e blogger. Ha scelto anche DeeBee.it per la pubblicazione dei suoi scritti.
Cultrice del vivere sano, ama l’attività fisica e la lettura.


Elisa e Emiliano: “Poteva andare peggio”
Siamo Emiliano ed Elisa, un biologo e una mamma pittrice e diabetica. Abbiamo una bimba di due anni di nome Amelia anche lei con diabete e celiachia. Raccontiamo la vita da diabetici a diabetici e non e “Poteva andare Peggio” è il nostro progetto per sensibilizzare le persone su queste due patologie! I viaggi, il cibo, l’avventura ma anche le piccole magie quotidiane sono i nostri principali interessi.

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Poteva andare peggio

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GLI ARTICOLI DI ELISA E EMILIANO
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YpsoPump, il nuovo microinfusore leggero e con cartucce preriempite

L'ultimo arrivato in casa Ypsomed promette buone prestazioni ad un prezzo molto competitivo.

Molto spesso Ypsomed viene associato al suo prodotto di punta, il microinfusore senza fili OmniPod, un dispositivo composto solamente da un serbatoio patch e un “telecomando”, il Personal Diabetes Manager (PDM). Ma, durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, in programma dal 17 al 20 maggio a Napoli, la casa svizzera lancia in Italia un nuovo prodotto, YpsoPump, entrando così nel mercato dei microinfusori tradizionali. L’ultimo arrivato in casa Ypsomed, già in uso in Germania, Olanda, Regno Unito e nella Repubblica Ceca, a breve farà il suo ingresso anche nel mercato scandinavo, spagnolo e quello indiano.

I COSTI
Ciò che distingue questo microinfusore dagli altri è, in primis, il costo contenuto: gli esperti di Ypsomed promettono al Servizio Nazionale Sanitario di poter “ottimizzare del 30-70% l’uso delle risorse”. L’obiettivo è di arrivare perfino a triplicare le possibilità per un paziente di accedere alla terapia insulinica con microinfusore, che in Italia è ancora poco diffusa se confrontata con gli altri paesi (tra le 300 mila persone affette da diabete di tipo 1 nel Belpaese, i micronfusi sono solo il 4-5%, contro i quasi 40% di quelli americani). In rete abbiamo trovato in vendita il nuovo microinfusore a 3.600 Euro, un prezzo molto inferiore dei suoi simili prodotti da altre case.
  

LE SPECIFICHE

La prima impressione che abbiamo avuto è stata quella di trovarci davanti a un prodotto con un design accattivante, minimale ma evoluto, in linea con le tendenze del mercato che si evolve.
YpsoPump, progettato nel segno della semplicità e della leggerezza, pesa solo 83 grammi, batteria e cartuccia incluse (viene alimentato da una pila AAA). Le misure ridotte (7,8 cm × 4,6 cm × 1,6 cm), il set d’infusione che ruota liberamente di 360°, l’interfaccia touch, l’uso delle cartucce preriempite NovoRapid PumpCart da 160 U che possono essere cambiate seguendo una procedura semplicissima, unite alla possibilità di portarlo sott’acqua per un’ora fino a un metro di profondità, sono dettagli che lo rendono ideale per chi predilige la praticità. Ha due profili di basali, i classici tre tipi di boli (standard, esteso e combinato), ma manca del suggeritore di bolo. È stato pensato anche per i non vedenti: difatti senza guardare, si può premere tante volte quanti “scatti” d’insulina di desidera fare e, una volta impartito il comando, il microinfusore vibrerà tante volte quante volte si è premuto il tasto per ulteriore conferma, per poi erogare la quantità desiderata. Ognuno può impostare lo “scatto” secondo le proprie necessità. Lo “scatto” (o step) minimo è di 0,1 unità, ma si ha la possibilità di impostarlo anche a mezza, una o due unità.

I set d’infusione Mylife Orbitmicro hanno il cerotto color carne e la cannula da 31 gauge di calibro, che la rende la più sottile attualmente in circolazione. La lunghezza delle cannule è di 5,5 o 8,5 mm ed il catetere è disponibile in quattro lunghezze: 45, 60, 75 e 105 cm.
Le specifiche, soprattutto se correlate ai costi, sono molto interessanti. Non ci resta che attendere le impressioni dei primi utilizzatori.
I VIDEO

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Oltre la stanchezza.

Ieri sera eravamo tutti molto stanchi. Amelia dopo un pomeriggio movimentato aveva la cannulina da dove passa l’insulina, piena di sangue. Può capitare, è uno dei tanti imprevisti di questo complesso sistema di gestione che è il diabete. Abbiamo, dunque, tolto l’agocannula ed inserita una nuova, con grande dispiacere da parte di Amelia, dato che l’avevamo messo proprio da un giorno. Nonostante siamo intervenuti tempestivamente non abbiamo potuto evitare che la glicemia, non passando più insulina dalla cannula, salisse parecchio. Dopo cena aveva 415. Ansia. Anche perché cambiando la cannula non è detto che non si possa trovare un capillare o qualcosa che di nuovo ostruisca il passaggio dell’insulina. Questo per dire che anche se la tecnologia aiuta molto ci sono ancora parecchi errori che possono inficiare una serata! Che poi se sei a casa, ancora ancora, ti regoli. Quando sei in viaggio o magari a cena da qualcuno il tutto è irrimediabilmente rovinato. Per fortuna non accade spessissimo. Ma accade.
Allora, sempre ieri sera, mentre aspettavamo con ansia che scendesse un pò la glicemia e facevamo le costruzioni, Emiliano spadellava e sbatteva e insudiciava, cucinando, tutta la cucina. Non avevo il coraggio e il cuore di andare a vedere cosa stesse accadendo in quel segmento di casa che è il suo luogo preferito. Pensavo stesse sfogando in qualche modo la sua angoscia per la glicemia di Amelia. Pensavo a come potesse fare, alle 11 e passa della sera, dopo avere passato una giornata a manipolare topi, passare tra i rovi e staccarsi di dosso le zecche che copiose si annidavano nel suo corpo, a mettersi pure a cucinare! Eppure sono certa che non si droghi.
Mi sono risposta stamani quando ho visto il risultato di tanto lavoro, di tanto casino in cucina, di tanto far tardi ieri sera.
È sicuramente l’amore la sua droga. L’amore per sua figlia. E anche se a me un pò mi trascura e più che dirmi Ti amo, dice “anch’io”, penso di essere fortunata perché poteva andare peggio, poteva non saper cucinare.
“Focaccine di grano saraceno” prestissimo la ricetta sul nostro blog

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Celiachia? Oramai si trova di tutto! Ma di chè?

Ecco un articolo che parla in modo chiaro delle insidie dei prodotti per celiaci. In molti da quando abbiamo scoperto della celiachia di Amelia mi hanno detto: – va beh ma oramai si trova di tutto senza glutine! La coop è piena di prodotti per celiaci.
È così, vero, ma voi dareste da mangiare ai vostri figli solo cibi confezionati? Non credo proprio. Inoltre i prodotti senza glutine, per avere maggiore legatura degli ingredienti, sono spesso arricchiti di grassi oltre che di zuccheri.
Figuriamoci se Emiliano che è un’ayatollah dell’alimentazione sana e biologica può dare a sua figlia simili prodotti! Intendiamoci, non siamo esenti dal darle ogni tanto le patate in busta o un cioccolatino, sopratutto quando è fuori casa e con altri bimbi che li mangiano, ma un’altra cosa è l’alimentazione di tutti i giorni. Questo per dire che una dieta senza glutine richiede uno sforzo maggiore del prendere un prodotto confezionato a caso del banco celiaci del supermercato, e un’attenzione maggiore verso tutti gli ingredienti e, nel nostro caso, del contenuto di zuccheri. Perché è vero che poteva andare peggio ma l’obesità vorremmo almeno risparmiarcela !

 

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Ritorno al nido.

È lunedì. Il virus di Amelia è passato e ora ci ritroviamo a fare i conti con le glicemie alte. Sì perché dopo aver abbassato drasticamente le dosi di insulina per il virus e per la mancanza di appetito di Amelia, adesso ci troviamo senza punti di riferimento a ricostruire a poco a poco le sue dosi normali per i pasti. Dovendolo fare a poco a poco, per evitare brutte sorprese, ci troviamo spesso con delle glicemie alte. Siamo sempre alla ricerca di un equilibrio tra alto e basso, tra quello che mangia e quello che decide, improvvisamente, di non mangiare più.

Non esiste giorno che non riservi sorprese!
Oltretutto da quando sta meglio Amelia ha sviluppato una fame animalesca e mangerebbe ogni cosa si trovi davanti. Siamo passati dal chiederle ossessivamente di mangiare a cercare di frenarla in tutti i modi. Dallo stare attenti al troppo movimento ad esortarla a muoversi il più possibile. Il movimento, infatti, aiuta ad abbassare le glicemie quindi, anche sull’attività fisica, oltre che sul cibo, adottiamo comportamenti altamente discordanti. Quando ha la glicemia che sta salendo, tipo il sensore segna 3 frecce verso l’alto, proviamo a farla muovere e correre. Quando poi scende troppo dobbiamo fermarla e farle mangiare o bere qualcosa di dolce. Lei non capisce il perché ma comunque lo accetta.
Fermarsi durante i giochi non è poi una cosa così grave ma per un bambino piccolo, che vive intensamente il momento presente, credo sia però una grande scocciatura. Ma anche questo fa parte del gioco, il nostro!
E quindi è lunedì. Dopo giorni di assenza Amelia è rientrata al nido e io ho corso di quà e di là nelle due ore libere che ho a disposizione ma che passo guardando sempre il telefono in attesa di notizie sulle glicemie di Amelia. Poi torno per il pranzo di Amelia, per farle l’insulina, e mi rifugio nella stanza che il nido mi ha gentilmente messo a disposizione, e rifletto sulla mia allegra fatica quotidiana. Disegno la mia bimba indiavolata perché non può mangiare tutti i biscotti e gallette della credenza e mi auguro di avere azzeccato la dose giusta per il pranzo!

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Mario Migliarese

Mi chiamo Mario Migliarese,  sono catanzarese e sub per passione. Nel mio blog vi racconterò in tempo reale l’esperienza con il rivoluzionario sensore Eversense, che ho nel mio braccio, impiantato sottopelle.

GLI ARTICOLI DI MARIO MIGLIARESE
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Abiti

“Tra 5 anni il diabete sarà sconfitto.”
“Tra 10 anni il diabete sarà un ricordo.”
“Tra tre/quattro anni i malati di diabete giovanile saranno guariti.”
In una mano la speranza, nell’altra la disillusione, negli occhi la certezza, nel cuore la delusione.
Mi guardo indietro e mi accorgo che, nel frattempo, è passata una vita.
E se è vero che è una sola, certe esperienze, -senza diabete- non potrò viverle mai.
Il primo bacio l’ho dato con la glicemia alta in bocca.
Non vivrò mai un primo bacio meno amaro.
La discoteca l’ho vissuta con l’insulina in borsa.
Non vivrò mai una notte bianca senza adrenalina ad avvelenare il sangue.
Le prime pizze con gli amici le ho digerite a lacrime salate, con il niente per domarla che avevo in mano.
Non mangerò mai una pizza adolescente senza strascichi cattivi.
Non vivrò mai una lode alla tesi di laurea con la glicemia a 80.
Non ci sarà un’altra ‘prima volta’, un primo giorno di lavoro, un primo viaggio, senza un’ombra di fianco.
Perché, nel frattempo, è passata una vita.
E se è vero che la vita è una sola, mi dovrò accontentare di averla vissuta, fin qui, Preziosa, Profonda e Piena.
L’ aggettivo “Leggera” la mia vita lo indossa, invece,  come un abito fuori misura.
Un bel vestito nuovo che conviene regalare.

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