In arrivo Glimp 4.65, nel segno della leggerezza

Nell’attesa che dai laboratori di DeeBee esca GlimBee 2, il tanto atteso restyling del guscio che insieme a Glimp dona a Libre le funzionalità di CGM con gli allarmi, stiamo per darvi una lieta notizia. Dopo diversi feedback collezionati nel gruppo ufficiale di Glimp e GlimBee, e relative correzioni o migliorie, finalmente CTapp, la software house partner di DeeBee.it, è quasi pronta a rilasciare il nuovo Glimp.

Il lancio ufficiale nel Play Store avverrà il 2 maggio ma, come da tradizione, DeeBee.it è lieta di anticiparvi il nuovo Glimp (versione 4.65), che potete scaricare gratuitamente e iniziare ad utilizzare sin da ora. Ecco la versione per smartphone e l’estensione per smartwatch Android Wear (già compatibile con Android Wear 2.0)

Download “Glimp 4.65” Glimp_4.65-DeeBee.it.apk – Scaricato 212 volte – 6 MB

Download “Glimp 4.65 Wear” Glimp_4.65_Wear-DeeBee.it.apk – Scaricato 69 volte – 3 MB

Queste sono le modifiche salienti:

  1. Invio a Dropbox dei file compressi, oltre a quelli decompressi come già avviene oggi (versione temporanea per permettere l’aggiornamento di tutti i cellulari, vedi paragrafo successivo);
  2. Implementazione della nuova libreria Dropbox (quella precedente sarà dismessa da Dropbox Inc. a giugno di quest’anno, quindi sarà necessario aggiornare l’app alla nuova release);
  3. Reintrodotta la comunicazione bidirezionale con Nightscout (attivabile tramite apposito flag, nel menu “Opzioni”);
  4. Aggiornate le traduzioni in francese;
  5. Aggiunto nuovo flag in “Opzioni” per rimuovere i limiti di scorrimento del grafico (il grafico scorre all’infinito);
  6. Correzione bug compatibilità con Android 7;
  7. Correzione bug minori.
INVIO DEI FILE COMPRESSI

I file compressi, frutto del nuovo protocollo di comunicazione adottato dalle versioni uguali o maggiori alla 4.65, avranno nome e formato diverso dai precedenti e quindi per le vecchie versioni di Glimp saranno illeggibili. Per questo motivo, Glimp 4.65 invierà sia i file nuovi che quelli vecchi, in modo da mantenere la compatibilità all’indietro coi vecchi Glimp. Quando tutti (o quasi) i dispositivi si saranno aggiornati alla nuova versione 4.65, vi sarà un ulteriore rilascio con una versione di Glimp che caricherà soltanto i file nuovi.
L’obiettivo della modifica è quello di rendere Glimp più leggero, risparmiando traffico dati (questo a fronte delle molte segnalazioni in tal senso: alcuni utenti lamentano l’eccessivo consumo dati dell’app e, quindi, l’upgrade alla nuova release si muove in questa direzione). Per i nerd, facciamo presente che i file compressi occupano all’incirca un decimo dello spazio, quindi anche il consumo dati, alla fine del secondo aggiornamento, si ridurrà approssimativamente del 85-90%.

Non c’è che dire: Glimp si conferma sempre più come una delle app più amate dagli utilizzatori di FreeStyle Libre!

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Installazione di Nightscout: la guida italiana ufficiale gratuita, passo passo

A cura di Fabrizio Casellato

Benvenuti nella sezione più impegnativa di questo sito, quella che vi accompagna nella creazione del vostro sistema Nightscout, personale, gratuito e non commerciale.
Questa guida passo passo è stata concepita per chi non è conoscitore dei meandri della programmazione e magari potrebbe confondere un algoritmo con una creatura marina. Ma niente paura! È sufficiente eseguire i passi senza ragionarci sopra, perché è scritta proprio come un percorso da seguire alla cieca. E in poco tempo anche un neofita avrà il suo Nightscout.

Basta non mollare a metà strada perché, come scrive Goethe, “nel mondo reale tutto si basa sulla perseveranza”.

Ora scegliete la vostra guida secondo il sensore che usate!

nightscout - la guida 640
nightscout - la guida Libre
nightscout - la guida G5
nightscout - la guida G4

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«La funzione CGM di Glimp non si attiva sul mio smartwatch». Ecco come risolvere il problema

Alcuni aggiornamenti sui dispositivi che sottendono all’utilizzo CGM del FreeStyle Libre mediante Sony Smartwatch 3 e Glimp (i cosiddetti “OTA”, Over The Air), hanno reso inutilizzabile tale funzione per diversi utenti. Dopo le segnalazioni arrivate in redazione, in collaborazione con la software house CTapp, abbiamo ritenuto opportuno trovare e pubblicare la soluzione.

ERRORE RISCONTRATO

Malfunzionamento: premendo il pulsante “Avvia CGM” sullo smartphone, quest’ultimo non reagisce e non attiva il CGM.

Causa: per motivi ancora ignoti, il servizio Google Play Services, installato sullo smartwatch, non si autoaggiorna all’ultima versione. Dal punto di vista tecnico, la versione inizialmente preinstallata (la LCA43) non è compatibile con le API usate da Glimp .

Verifica: per verificare la versione di Google Play Services installata sullo smartwatch, occorre seguire questo menù: Impostazioni / Informazioni / Versioni. Se la versione visualizzata è antecedente alla 8.3.x, allora non è compatibile ed proprio la causa del problema.

SOLUZIONE

Per risolvere si può agire in due modi distinti:

1. Si attende che l’orologio si aggiorni da solo, ma ci può volere un tempo difficilmente prevedibile;

2. Oppure si può installare manualmente una versione compatibile del servizio Google Play Services direttamente dal sito di DeeBee, seguendo questi passi:

INSTALLAZIONE MANUALE
  1. Scaricare il file APK dal nostro sito

    Download “Google Play Services for Glimp - APK by DeeBee.it” com.google.android.gms_DEEBEE.apk – Scaricato 17 volte –

  2. Copiare l’APK nella cartella ADB che era già stata creata per rootare lo smartwatch (come da guida di DeeBee),
  3. Eseguire il prompt dei comandi,
  4. Spostarsi nella cartella “c:\adb”,
  5. Eseguire il comando:
    adb install -r file.apk
    dove file.apk è il nome dell’apk ora scaricato.

Questa operazione aggiornerà Google Play Services sullo smartwatch alla versione corretta, quella che supporta le API di comunicazione usate da Glimp.

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Esordio del diabete e agonismo: la fine di un sogno?

Riceviamo e pubblichiamo la domanda posta dalla mamma di una bimba affetta da diabete di tipo 1, che si chiede se la patologia le consentirà di continuare l’attività agonistica.

Buongiorno,
mia figlia ha la passione per il nuoto e aveva intrapreso un percorso di carattere agonistico. Ma dopo l’esordio del diabete, malgrado il certificato di idoneità, la società dove si allena sembra molto restìa a farle continuare il percorso iniziato. È possibile per lei non abbandonare il suo sogno o le toccherà rassegnarsi?
La ringrazio.


LO SPORTIVO RISPONDE

Buongiorno cara mamma, premetto inviando un grandissimo abbraccio a Lei e alla sua campionessa.
La ringrazio per la sua domanda che mi offre la possibilità di affrontare una tematica a me molto cara, ovvero quello della idoneità sportiva, aspetto attorno al quale purtroppo ancora oggi aleggiano molti pregiudizi, ignoranza e discriminazione.
Da un punto di vista normativo è bene ricordare che per poter praticare l’attività sportiva a livello agonistico è necessario, per legge, essere sottoposti ad una visita di idoneità medico-sportiva presso un centro di Medicina dello Sport accreditato/autorizzato a livello regionale, presentando una richiesta specifica scritta e in originale da parte della società sportiva di appartenenza. Il Medico dello Sport stabilisce l’idoneità dell’atleta a praticare lo specifico sport per il quale l’idoneità viene richiesta.
Nel caso di persona con diabete, è necessario esibire all’atto della visita un certificato del Diabetologo curante che attesti il grado di compenso metabolico e lo stato delle complicanze
Alla luce di quanto sopra, il certificato di idoneità che sua figlia ha ottenuto sancisce che lei abbia pieno diritto ad allenarsi e gareggiare.
Dunque se le remore della società riguardano l’aspetto legislativo, da questo punto di vista il certificato rappresenta una piena garanzia. Se invece la società non si sente in grado di poter seguire Sua figlia perché teme di non essere preparata a gestire atleti con questa patologia, a mio parere andrebbe rassicurata dando loro precise informazioni sul grado di autonomia di gestione della patologia Vostro e della ragazza nonché spiegazioni sulle questioni pratiche della gestione
Ciò detto, ritengo che oramai le innovazioni tecnologiche nonché le conoscenze e informazioni che possono essere condivise tra medici, pazienti ed operatori siano tali da rendere davvero possibile una piena compatibilità tra sport e diabete siano a tutti i livelli in totale sicurezza, serenità, buon compenso e soprattutto divertimento .
Sono certo che per la società questa situazione rappresenti una valida possibilità di poter arricchire le proprie conoscenze ed esperienze, nonché (aggiungo io), poter avere tra i propri atleti, una persona in grado di affrontare allenamenti e gare con la stessa determinazione e caparbietà con la quale si affronta quotidianamente una patologia cronica.
E se in qualche misura siano indotti a credere che la nostra patologia ci possa porre dei limiti nell’eccellere nello sport, mi permetto di segnalare un paio di storie.
Gary Hall, nuotatore USA che dopo essersi ammalato ha continuato a nuotare. “Il diabete non deve stare tra voi e i vostri sogni” ha affermato in un’intervista: proprio così, il nuotatore ha fatto sua questa convinzione, ha continuato ad allenarsi con maggior determinazione, vincendo dopo un anno 4 medaglie olimpiche, entrando nella storia del nuoto come campione di sport e di vita.
E come non citare la nostra amatissima Monica Priore, diabetica dall’età di 5 anni, nuotatrice.
La metafora della vita di Monica fa riferimento al mare. Non potrebbe essere diversamente, visto che lei con l’acqua ha un rapporto particolare. L’acqua è il suo elemento e il nuoto è lo sport che le ha dato sin’ora grandissime soddisfazioni, oltre che il coraggio di vivere fianco a fianco con il diabete.
“Scoprire lo sport è stata una rinascita”, racconta Monica, “pian piano è cresciuta in me la voglia di reagire alla malattia, che in precedenza mi faceva sentire inferiore ai compagni di squadra. Credevo di non potercela fare, avevo un problema che loro non avevano, spesso stavo male e mi sentivo debole, però mi piaceva nuotare. Lo sport è stato ciò che mi ha aiutato a superare il senso di inferiorità e di diversità”. Praticando il nuoto Monica diventa consapevole che non poteva più essere il diabete a gestire la sua vita, ma doveva essere lei a gestire lui.
Monica decide quindi di voler arrivare a gareggiare alla pari con le atlete che non sono affette da diabete. Per farlo serviva un certificato per poter praticare il nuoto a livello agonistico. Non è stato facile ottenerlo, ma Monica ci è riuscita.“Sono entrata a far parte di una squadra master della provincia di Brindisi ed ho gareggiato con atlete con la mia stessa passione per lo sport, ma non con il mio ‘problema’. Questa è stata la mia più grande vittoria. Ho partecipato a diversi campionati regionali e nazionali. Ho vinto diverse medaglie e la cosa mi ha reso felice”.
E lo scorso novembre 2016, Monica Priore, 40 anni, è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana con la seguente motivazione: “Per la testimonianza dell’importante contributo dello sport nel superamento dei limiti derivanti dalla malattia“.
Quindi cara mamma, tornando al quo quesito, La rassicuro sul fatto che assolutamente no, sua figlia non dovrà mai rassegnarsi ad abbandonare il suo sogno bensì mai come ora crederci crederci e ancora crederci perché nulla e nessuno potrà e dovrà impedirle di essere sulla stessa starting line delle altre atlete ed essere un’atleta sulla quale società, tecnici e compagni di squadra potranno fare e pieno affidamento.

Un abbraccio fortissimo,
Biagio Barletta

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Dieci giorni di Eversense

I primi dieci giorni di test: acqua e luce

Eccomi, non mi sono perso. Sono solo stato un po’ preso dalla vita, la mia e quella di questo gioiello della tecnologia che ospito nel braccio.

Intanto la ferita ormai è quasi invisibile e i valori glicemici rilevati da Eversense sono molto simili a quelli del Dexcom G5 che continuo a portare. L’unica differenza che noto per ora è che in caso di iperglicemie in salita non rapida, Eversense arriva ad un certo punto e poi come se facesse fatica a salire, è come se fosse più lento a seguire l’andamento glicemico.

Ora con il bel tempo e il caldo in arrivo mi sto rendendo conto di due caratteristiche non indifferenti: la luce e le… docce.

E LUCE FU… ANZI NO!

Durante il training ci avevano spiegato che nei primi giorni il sensore sarebbe stato sensibile alla luce del sole. Incredibile, ma vero. In effetti sotto un forte sole calabrese mi risponde picche:

2017-04-04 11.47.51

Con il passare dei giorni, il problema della luce non si è più presentato. Per fortuna per me; passo buona parte della giornata all’aperto.

DOCCE NEMICHE

Non è bello sembrare quel gioco da bambini attacca/stacca. Ecco, con l’arrivo del caldo io mi sento così. Ogni volta che devo farmi una doccia, spesso mi capita anche più volte al giorno, bisogna cambiare il biadesivo che tiene attaccato il trasmettitore sul mio braccio. Per fortuna non irrita: la parte a contatto con la pelle è ricoperta di una colla acrilica molto blanda. Diverso è l’altro lato, rivestito di colla siliconica abbastanza resistente per tenere sù il trasmettitore.

In questi giorni sento proprio la mancanza di un trasmettitore impermeabile. Non avendo nessun foro d’ingresso, sarebbe anche facile realizzarlo. Spero che sia la priorità per le prossime generazioni di trasmettitori, che di sicuro arriveranno presto.

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Nightscout oltre le nuvole

Ha trovato un modo molto particolare per ricordare la sua più lunga passeggiata spaziale fuori dalla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, l’astronauta americano Aaron Wallace. Una volta rientrato a bordo, durante un collegamento trasmesso in diretta sul profilo FB della Stazione, ha raccontato che durante le ore passate fuori, il pensiero principale era rivolto a suo figlio Adam di sette anni, da tre affetto da diabete mellito tipo 1.

A testimoniarlo le foto scattate durante la passeggiata spaziale, durata ben sette ore, durante le quali le glicemie di Adam hanno registrato una forte impennata. Questo rappresenta il record di controllo di glicemie da remoto in termini di distanza. Prima di rientrare a casa l’astronauta ha in programma un’ultima attività extraveicolare per predisporre la Stazione all’attracco delle future capsule.

iss

La Stazione Spaziale Internazionale, mantenuta in orbita  tra 330 km e i 435 km di altitudine, in viaggio a velocità media di 27 600 km/h, è abitata dal due novembre 2000. In questi anni a bordo si sono alternati equipaggi di diverse nazionalità, composti da due fino a sei astronauti. Dovrebbe restare in funzione fino al 2024, data prevista per il raggiungimento degli obiettivi scientifici, per poi essere smantellata, distrutta o riutilizzata parzialmente.

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Eversense, giorno 1. L’intervento (con video)

Il tanto atteso giorno, innesto e raccomandazioni
Giovedì 23 marzo - ore 12.30

Ho voluto fare il gentiluomo, com’è giusto che sia. Prima di me il sensore Eversense è stato impiantato alla mia “socia” in quest’avventura. L’attesa, di ben sei minuti, mi è sembrata infinita. Mi ha fatto ripensare al tempo degli esami, quando aspetti fuori il tuo turno e le ore non passano mai.

Una volta entrato in sala invece, il tempo è volato. Ci sono voluti soli 3 minuti e 50 secondi per fare tutto. Semplicissimo, indolore grazie all’anestesia locale. Non immaginavo certo che ci sarebbe stato uno staff composto da così tante persone. Tra i tutor arrivati in Italia appositamente per l’innesto di oggi, ce n’è una affetta da diabete di tipo 1 che sta testando l’Eversense. Lei però porta al braccio la seconda generazione di trasmettitore, quello che forse dovrei provare io più in là.

mario 4

Una striscia di sutura e un cerotto idrorepellente sopra. Tutto qui la parte visibile sul mio braccio. Ma forse era molto più visibile la mia emozione. Un misto difficile da descrivere in poche righe.

Per le prime 24 ore non dovrò metterci sopra il trasmettitore perché il piccolo taglio deve cicatrizzare. Ho saputo che il piccolissimo Eversense, è rivestito di un materiale simile a quello che si usa per le lenti a contatto, proprio per evitare eventuali irritazioni e infiammazioni. Poi dovrò avviare il sensore e fare la prima calibrazione.

Lo schema per le 4 calibrazioni, da eseguire entro le prime 36 ore con la misurazione capillare, è il seguente:

  • La prima calibrazione a 24 ore dall’innesto
  • La seconda dopo 2-12 ore dalla prima
  • La terza dopo 2-12 ore dalla seconda
  • La quarta dopo 2-12 ore dalla terza

Durante il training ci hanno spiegato che l’assestamento avviene dopo uno/due giorni da quando iniziano le calibrazioni, ma tendenzialmente il sensore diventa affidabile già dalla seconda calibrazione.

Le uniche raccomandazioni che ci hanno dato riguardano il contatto con l’acqua. Per una settimana niente piscina e nelle prime 48-72 ore non dovrei bagnare il punto dell’innesto. Proprio per evitare di bagnare il piccolo taglio, hanno applicato sopra il cerotto idrorepellente.

mario 7

Durante questa fase osservativa, l’app che ho scaricato sul mio smartphone, alla quale il trasmettitore invierà le glicemie, non prevede la condivisione diretta dei miei dati. Quindi non ho follower anche per un discorso di privacy; sono un paziente senza nome e cognome, ma identificato con un apposito codice. Il professor Agostino Gnasso e la professoressa Concetta Irace che mi seguono, potranno accedere al portale con le mie credenziali.

Ora che ho sul braccio sinistro questa meraviglia della tecnologia, frutto dell’incredibile lavoro di una startup americana, già penso al 29 giugno. In quella data dovrei togliere questo sensore. Ma credo proprio che il suo posto lo prenderà un altro, quello con la fase osservativa di sei mesi.

IL VIDEO DELL’INNESTO ESEGUITO IN SALA OPERATORIA

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Eversense, giorno 0. La preparazione

Training preparatorio, calibrazioni, allarmi
Mercoledì 22 marzo - ore 23.50

Riesco a trovare il tempo per scrivere solo ora, dopo una giornata molto impegnativa. Oggi ho fatto il training preparatorio all’impianto del sensore e ho le idee più chiare. Ci hanno illustrato il sensore e il suo funzionamento. Ora so bene come verrà impiantato e quello che dovrò fare durante questo periodo di prova.
Faranno una piccolissima incisione sul mio braccio sinistro; mi hanno detto che successivamente sarà quasi invisibile. Il sensore, che necessita di due calibrazioni giornaliere e che dovrò portare per tre mesi, ha una dose di farmaco per prevenire eventuali infezioni o infiammazioni nel punto dove viene inserito. Durante le prime 24 ore, proprio perché la piccola ferita deve cicatrizzare, non potrò collegare il trasmettitore. Ecco, forse la cosa un po’ fastidiosa è proprio il trasmettitore, parte integrante del sistema. Questo trasmettitore, da portare ancorato al braccio con un cerotto biadesivo da cambiare ogni giorno, genera un campo magnetico che serve per attivare il sensore. Quindi non c’è nulla da fare, per forza deve essere a stretto contatto con il sensore. Mi toccherà ricaricare la sua batteria per un quarto d’ora ogni giorno e ho saputo che non è impermeabile. Questo trasmettitore ha un importantissimo, impagabile asso nella manica: vibra in caso di iperglicemia o ipoglicemia anche se si dovesse trovare lontano dal device, che sarebbe il mio smartphone sul quale ho scaricato l’apposita app.

eversense schema2
Tutte le volte che questo device non si trova vicino al trasmettitore, niente paura. Quest’ultimo registra comunque le glicemie e le invia allo smartphone appena i due apparecchi si avvicinano.
Sono eccitatissimo per domani. So che farò fatica anche a riposarmi.

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Diario di bordo: il sensore “sottopelle” raccontato “a pelle”

"Vi presento Eversense". Mario Migliarese, catanzarese e sub per passione, racconta in tempo reale per DeeBee.it, l’esperienza con il rivoluzionario sensore

Questo articolo è in continuo aggiornamento: aggiungilo nei preferiti e segui i nuovi emozionanti sviluppi!

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