Esonero dal bollo auto, IVA agevolata e pensione di invalidità: ne ho diritto con la mia percentuale di invalidità?

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di P.S., una ragazza affetta da diabete mellito 1.

Gentilissimo Avvocato,
sono una ragazza di 25 anni diabetica da 22 anni (all’esordio avevo 3 anni e mezzo) e le scrivo per avere delle informazioni che purtroppo nessuno è in grado di darmi.
Nel 2013 ho fatto richiesta all’Inps per la legge 104. Dopo un paio di mesi ho ricevuto risposta (posso eventualmente allegarla): mi conferiscono il 60 % di disabilità.
Posso avere la dichiarazione dell’Iva agevolata e l’esonero del bollo auto se acquisto un auto quest’anno? Inoltre, potrei richiedere una pensione di invalidità ?
Grazie mille e buon lavoro.
P.S.


L’AVVOCATO RISPONDE

Gentile P.,
la percentuale di invalidità del 60%, quindi da non confondere con lo stato di handicap di cui pure ha fatto domanda ex lege 104/1992, non consente la richiesta di una pensione di invalidità.
Infatti la pensione di invalidità (o inabilità) civile è una provvidenza economica riconosciuta ai mutilati ed invalidi civili con un’età ricompresa tra i 18 anni e i 65 anni nei cui confronti sia accertata una totale inabilità lavorativa, ossia una invalidità pari al 100%.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate prevede, per l’acquisto dei veicoli, alcune agevolazione fiscali: la detrazione dall’Irpef del 19% del costo del veicolo, l’aliquota Iva agevolata del 4% (invece di quella ordinaria) e l’esenzione dal pagamento del bollo auto e dell’imposta di trascrizione.

La condizione è che si rientri in queste categorie di disabili: non vedenti e non udenti; disabili con handicap psichico o mentale, titolari dell’indennità di accompagnamento; disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni e disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

Al di fuori di questi casi, non è prevista alcuna agevolazione.

Cordiali saluti.
Avv. Umberto Pantanella

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Rinnovo patente e commissione medica

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di G., diabetico di tipo 1.

 Buonasera avvocato,
mi chiamo G. e per rimanere in ambito rinnovo patente vorrei porle il mio problema e soprattutto sapere a chi rivolgermi per far valere la legge anche nel mio caso.
Ho appena rinnovato la patente presso la commissione medica, anche se normativa e centro diabetologico mi indirizzavano presso qualsiasi agenzia della motorizzazione o medico legale, solo che nel momento in cui andavano ad inserire il mio numero di patente sul portale della motorizzazione usciva fuori la dicitura obbligo di commissione medica che non è prevista, perché il mio certificato del centro diabetologico, dove sono in cura, attestava che il mio controllo era medio e che non c’erano complicanze che potessero compromettere la guida (anni stimati sul certificato 5, la commissione li ha tramutati in anni 3).
Sono andato a parlare e con la motorizzazione e con la commissione medica ma nessuno mi sa dare risposta.
Chiedo a lei gentilmente se sa indirizzarmi per far valere i miei diritti, o per me è una legge diversa?

In attesa di una sua risposta la ringrazio infinitamente.
Cordiali saluti.  


L’AVVOCATO RISPONDE

Gentile G.,
poiché la normativa vigente prevede che per il rinnovo in COMMISSIONE MEDICO LEGALE, integrata con Specialista Diabetologo devono andare i titolari di Patenti del gruppo 1 (A, B, BE e sottocategorie) che siano con Rischio Elevato per la sicurezza alla guida (e per Patenti gruppo 2 (C, D, CE, DE e sottocategorie) tutti), è possibile che ci sia stato un disguido nella trasmissione dei dati.

La legge è chiara e l’art 119, comma 4 del C.d.S. prevede che “L’accertamento dei requisiti fisici e psichici è effettuato da commissioni mediche locali costituite dai competenti organi regionali ovvero dalle province autonome di Trento e di Bolzano che provvedono altresì alla nomina dei rispettivi presidenti, nei riguardi:
a) dei mutilati e minorati fisici. Nel caso in cui il giudizio di idoneità non possa essere formulato in base ai soli accertamenti clinici si dovrà procedere ad una prova pratica di guida su veicolo adattato in relazione alle particolari esigenze;
b) di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni di età ed abbiano titolo a guidare autocarri di massa complessiva, a pieno carico, superiore a 3,5 t, autotreni ed autoarticolati, adibiti al trasporto di cose, la cui massa complessiva, a pieno carico, non sia superiore a 20 t, macchine operatrici;
c) di coloro per i quali e’ fatta richiesta dal prefetto o dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri;
d) di coloro nei confronti dei quali l’esito degli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio faccia sorgere al medico di cui al comma 2 dubbi circa l’idoneità’ e la sicurezza della guida;
d-bis) dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti C, D, CE, DE e sottocategorie. In tal caso la commissione medica è integrata da un medico specialista diabetologo, sia ai fini degli accertamenti relativi alla specifica patologia sia ai fini dell’espressione del giudizio finale.”

Il medico diabetologo potrebbe, nel Suo caso, aver sì attestato il controllo medio (controllo della patologia), ma aver certificato (forse per errore) un rischio elevato per la sicurezza alla guida.

Comunque, tenga conto che avverso la decisione della Motorizzazione, ai sensi dell’art. 5 dell’art 119 C.d.S. Lei potrà fare ricorso in autotutela, secondo quanto previsto dalla Legge:
“I provvedimenti di sospensione o di revoca ovvero la riduzione del termine di validità della patente o i diversi provvedimenti, che incidono sulla categoria di veicolo alla cui guida la patente abilita o che prescrivono eventuali adattamenti, possono essere modificati dai suddetti uffici della motorizzazione civile in autotutela, qualora l’interessato produca, a sua richiesta e a sue spese, una nuova certificazione medica rilasciata dagli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana Spa dalla quale emerga una diversa valutazione. E’ onere dell’interessato produrre la nuova certificazione medica entro i termini utili alla eventuale proposizione del ricorso giurisdizionale al tribunale amministrativo regionale competente ovvero del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La produzione del certificato oltre tali termini comporta decadenza dalla possibilità di esperire tali ricorsi”
Il termine per il ricorso al TAR è di 60 giorni e quello al Presidente della Repubblica è 120 giorni.

Cordiali saluti
Avv. Umberto Pantanella

 

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Centri estivi: possono rifiutare l’iscrizione a causa del diabete?

Riceviamo e pubblichiamo il quesito posto da E.A., nostra lettrice e mamma di una bimba affetta da diabete mellito 1.

Buongiorno. Ho provato ad iscrivere telefonicamente mia figlia di 6 anni al grest (centro estivo)  organizzato dalla parrocchia. L’iscrizione è stata rifiutata, telefonicamente, a causa del diabete, o meglio dell’impossibilità da parte del coordinatore di garantire la puntuale somministrazione della merenda preparata da noi alla bimba. Non può, dice assumersi la responsabilità delle conseguenze dell’eventuale mancato spuntino della piccola….
Mi domando se è ammissibile il rifiuto dell’iscrizione ad un attività aperta al pubblico a causa della malattia… Che diritti abbiamo in merito all’iscrizione a corsi etc… E’ possibile precluderci l’accesso e dobbiamo quindi dipendere dal “buon cuore” dell’organizzatore o abbiamo qualche tutela in merito? Mia figlia possiede sia l’attestazione di invalidità, sia quella relativa alla 104 art.3 comma 3
Grazie anticipatamente della risposta che vorrà darmi.


L’AVVOCATO RISPONDE

Gentile Signora,
il rifiuto, sia pur orale, comunicatoLe dalla parrocchia, di fatto costituisce a mio parere una violazione del diritto di un minore invalido e portatore di handicap grave ex art 3 comma 3 Legge 104/92 a non partecipare alla vita sociale e di relazione, sia essa pure svolta in occasione di una partecipazione ad un campo estivo
“parrocchiale”.

Le finalità della legge sono chiare in tal senso. La legge non opera distinzioni tra pubblico e privato, sicché devono essere permessi l’accesso e la partecipazione ad ogni attività anche ludica o ricreativa, anche con gli ausili predisposti dalla legge (accompagnatore).

Il rifiuto di non far partecipare il minore al campo estivo, sul presupposto che la parrocchia non si ritenga responsabile (di controllare) che il minore faccia o non faccia merenda ad orario prestabilito, è a mio parere infondato oltre che discriminante.

La parrocchia è ente non associativo non commerciale, ma non per questo può sottrarsi, essendo comunque un soggetto giuridico riconosciuto dallo Stato italiano, alle leggi e alla responsabilità, sia civile, sia penale, del suo rappresentante legale, cioè il Parroco.

Le consiglio, però, di scrivere, significando il suo diritto e il rifiuto oppostole oralmente, anche al Vescovo, per conoscenza, onde ottenere risposta scritta.
Sono convinto che la situazione possa essere compresa e risolta senza necessità di adire tutele legali.

Cordialità.
Avv. Umberto Pantanella

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«Perchè nonostante visita diabetologica con giudizio estremamente positivo mi hanno rinnovato la patente per soli 2 anni?»

Riceviamo e pubblichiamo il quesito posto da C.M.

Buongiorno, vorrei chiedere un consulto all’Avv. Umberto Pantanella in merito ad una decisione della commissione locale patenti di Genova ASL 3 dalla quale penso di avere subito un danno.

Il mio nome è C.M., sono residente a Genova e sono diabetico da circa 4 anni, non è ancora chiaro quale tipo di diabete mi hanno etichettato in quanto ci sono delle indecisioni se si tratti di Lada o1, comunque sia fossi anche Lada sarebbe il db 1 dell’adulto; sono sempre stato molto attento e sensibile nei confronti della mia malattia, all’inizio come terapia oltre all’insulina basale prendevo solo la pastiglia di metformina prima dei pasti ma andando avanti con il tempo ho provato e deciso di utilizzare poca insulina rapida prima dei pasti in quanto non solo le glicemie sono molto più stabili ed ottimali, ma anche per una questione che posso mangiare un minimo di più senza dovere pagare dazio più di tanto. Naturalmente il tutto discusso e concordato con la mia diabetologa , ed ora arrivo al punto scusandomi di essermi dilungato: 2 giorni fa ho avuto la visita in commissione medica locale presso la ASL 3 di Genova, ho portato tutte le analisi ed i risultati delle visite richieste, le quali risultano essere ottime, glicata a 6,6 leggendo le direttive del ministero dei trasporti ho recepito che un diabetico insulinotrattato, se in buon compenso glicemico o comunque bene compensato, avrebbe diritto al rinnovo della patente da 2 a 3 anni al massimo, mentre un diabetico non insulinotrattato può ottenere il rinnovo della patente per 5 anni, ora la mia domanda è questa: perché nonostante io abbia portato delle analisi perfette e dalla visita diabetologica a pagamento presso la stessa ASL 3 di Genova, dopo un giudizio estremamente positivo, mi hanno rinnovato la patente per soli 2 ANNI??? Non sarebbe il caso di tentare un ricorso ed eventualmente in caso affermativo, potreste darmi un minimo di supporto tecnico?
Grazie e cordiali saluti.
C.M.

L’AVVOCATO RISPONDE

Gentile Sig. C.M.
in base alla vigente normativa il rilascio o il rinnovo della patente, in un soggetto diabetico, dipende dal certificato del medico diabetologo e,  da quanto Lei mi riferisce, Lei è stato inviato alla visita presso la Commissione Medica Locale della sua città a seguito di quanto deciso dal Diabetologo.

Il Codice della Strada è stato di recente riformato e nella sua nuova ed attuale stesura prevede che i pazienti diabetici, in condizione di adeguato compenso della malattia, possono ottenere il rilascio o il rinnovo della patente A, B e BE come tutti gli altri cittadini; l’unica differenza consiste nella necessità di produrre la scheda di valutazione diabetologica che si può inviare da parte del medico accertatore abilitato, in via telematica.

Se non vi sono complicanze, il rinnovo segue le tabelle canoniche, cioè quelle fissate per l’età, al pari di ogni altro soggetto.

L’art. 119 comma 2-bis. del Codice della Strada prevede che “L’accertamento dei requisiti psichici e fisici nei confronti dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti di categoria A, B, BE e sottocategorie, e’ effettuato dai medici specialisti nell’area della diabetologia e malattie del ricambio dell’unita’ sanitaria locale che indicheranno l’eventuale scadenza entro la quale effettuare il successivo controllo medico cui e’ subordinata la conferma o la revisione della patente di guida

Il comma 4 del medesimo art 119 stabilisce inoltre che: “L’accertamento dei requisiti  fisici  e  psichici  e’ effettuato da commissioni mediche locali costituite dai  competenti organi regionali …nei riguardi (…) lettera d):  di coloro  nei  confronti  dei  quali  l’esito  degli  accertamenti clinici, strumentali e di  laboratorio  faccia  sorgere al medico di cui al comma 2 dubbi circa l’idoneità’  e la sicurezza della guida.

Dunque qualora venga rilevata la presenza di complicanze o anche il semplice dubbio sulla idoneità, il medico accertatore, a seconda del grado e della tipologia delle stesse, può o ridurre la validità della patente oppure  inviare il paziente alla competente Commissione Medica Locale (CML).

La circostanza che Lei sia stato chiamato per essere sottoposto a visita medica in CML mi induce a ritenere che il medico abbia applicato il comma 4 dell’art. 119 CDS.

Il successivo comma 5 stabilisce che “I provvedimenti di sospensione o di  revoca  ovvero  la  riduzione  del termine di validità della patente o  i  diversi  provvedimenti,  che incidono sulla categoria di veicolo alla cui guida la patente abilita o che prescrivono eventuali adattamenti,  possono  essere  modificati dai  suddetti  uffici  della  motorizzazione  civile  in  autotutela, qualora l’interessato produca, a sua richiesta e  a  sue  spese,  una nuova  certificazione  medica  rilasciata   dagli   organi   sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana Spa  dalla  quale emerga una diversa valutazione. E’ onere dell’interessato produrre la nuova certificazione medica entro  i  termini  utili  alla  eventuale proposizione del ricorso giurisdizionale al tribunale  amministrativo regionale competente ovvero del ricorso straordinario  al  Presidente della Repubblica. La produzione del certificato  oltre  tali  termini comporta decadenza dalla possibilità di esperire tali ricorsi”.

In altre parole si può:
a) proporre ricorso giurisdizionale al TAR (nel termine di sessanta giorni dal provvedimento negativo) ;
oppure
b) ricorso straordinario  al  Presidente della Repubblica (nel termine di 120 giorni);
oppure
c) Richiedere una  nuova  certificazione  medica  rilasciata   dagli   organi   sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana Spa.

Cordiali saluti.
Avv. Umberto Pantanella

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