Fiasp®, l’insulina che ha messo la freccia

Insulina Fiasp®: l'ultrarapida ancora più rapida arriva in Europa.

Si inizia dalla Germania. È lì che Novo Nordisk lancia per l’Europa Fiasp® (fast-acting insulin aspart), l’insulina ad azione ultrarapida di nuova generazione. Il 10 gennaio di quest’anno, la multinazionale danese leader nei prodotti per il trattamento del diabete, aveva ottenuto l’approvazione della Commissione Europea per la commercializzazione del prodotto nei 28 stati membri. La nuova insulina prandiale, già in uso in Canada da fine marzo, è attualmente autorizzata per il trattamento dei soli pazienti adulti; in Europa sia per terapia in multiiniettiva, sia per quella con microinfusore (diverso è lo scenario in Canada dove l’approvazione comprende solo la somministrazione con le penne o siringhe).

Il nuovo prodotto, da somministrare per via sottocutanea, viene commercializzato in:

  • Penne preriempite (FlexTouch) con incrementi minimi da 1 unità e da usare con aghi NovoFine Plus, NovoFine o NovoTwist.
  • Cartucce di soluzione iniettabile (Penfill), progettate per essere usate con i dispositivi per la somministrazione di insulina di Novo Nordisk e aghi per iniezione NovoFine Plus, NovoFine o NovoTwist.
  • Soluzione iniettabile in flaconcino da usare con siringhe per insulina.

Ne avevamo parlato quasi un anno e mezzo fa, quando ancora il nome era top secret e le aspettative molto alte. Fiasp® ha una formulazione più veloce rispetto alle sue “cugine” NovoRapid e Humalog, vantaggio che si potrebbe tradurre in un miglior controllo della glicemia postprandiale e quindi in una gestione più semplificata della patologia.

ANCORA PIÙ VELOCE

L’aggiunta di due nuovi eccipienti, Nicotinamide (vitamina B3) per aumentare la velocità di assorbimento, e Arginina cloridrato, un amminoacido utile per ridurre la resistenza insulinica, renderebbero la risposta dell’organismo più simile a quella fisiologica di un soggetto sano. Secondo l’azienda farmaceutica che la produce, Fiasp® ha il pregio di permettere un regime flessibile: somministrazioni anche fino a 2 minuti prima dell’inizio del pasto per arrivare anche a 20 minuti dopo il pasto senza compromettere il buon controllo glicemico. Il suo picco di effetto ipoglicemizzante è stato ottenuto tra 1 e 3 ore dopo l’iniezione. Facendo un paragone con NovoRapid, la nuova insulina “è entrata in circolo circa 4 minuti dopo la somministrazione. La comparsa dell’insulina è stata quindi due volte più rapida; il tempo per raggiungere la concentrazione massima (pari al 50%) è stato 9 minuti più breve; la quantità di insulina disponibile è stata di quattro volte superiore durante i primi 15 minuti e due volte superiore durante i primi 30 minuti”.

Nei pazienti che usano il microinfusore “l’insorgenza dell’esposizione (tempo per raggiungere la concentrazione massima) è stata 26 minuti più breve con Fiasp rispetto a NovoRapid e ha determinato una quantità circa tre volte superiore di insulina disponibile durante i primi 30 minuti”.

LE TESTIMONIANZE

Secondo le testimonianze di alcuni pazienti che hanno partecipato nei vari trial, il nuovo prodotto presenta invece qualche problema di assorbimento e necessita comunque di dosi aumentate. La stessa vitamina B3 viene considerata responsabile di questo abbassamento di sensibilità all’insulina. Altri pazienti la ritengono perfetta se usata per le correzioni di iperglicemie. C’è poi anche chi, dopo averla utilizzata, l’ha ritenuta difficile da dosare, per via della maggior velocità d’azione, soprattutto in relazione alla gestione degli alimenti con basso indice glicemico (digeriti e assorbiti più lentamente dall’organismo) o, ancora, dai pazienti che presentano una digestione fisiologicamente più lenta.

Una cosa è sicura: malgrado il notevole passo avanti nella gestione del diabete, Fiasp® non è ancora l’insulina che si aspettava per il perfezionamento del pancreas artificiale.

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Dalla penna al microinfusore, dal glucometro al sensore: il diabete negli occhi

Cosa cambia con l'avvento e l'utilizzo di microinfusori e sensori? Ne vale davvero la pena? Ecco le esperienze dei nostri lettori.

Il diabete di tipo 1 viene notoriamente considerato la malattia invisibile per eccellenza. O meglio, veniva considerata tale fino a quando gli unici strumenti per gestirla erano le penne e le misurazioni capillari. L’uso sempre più massiccio di microinfusori e sensori glicemici hanno reso però il diabete più visibile, una presenza fisica, talvolta ingombrante.

Prendendo spunto dal dubbio di una mamma, alle prese con il passaggio dalla terapia multiiniettiva a quella con il microinfusore, nel gruppo Facebook di DeeBee Italia è nato un dibattito ricco e vivace. Cosa pensa e sente un genitore nel vedere in modo tangibile la malattia del proprio figlio, senza poterla dimenticare neanche per un solo attimo? Quanto questo sentimento può condizionare il proprio figlio? 

Pubblichiamo qui parte della bella e fruttuosa discussione che ha portato molti genitori a intervenire con tanti utili spunti e riflessioni sulle varie sfaccettature dell’argomento. A loro un particolare ringraziamento per aver deciso di condividere anche su DeeBee.it i loro pensieri!

M.L.: Ho un parere da chiedervi. Mia figlia dovrebbe mettere sensore e micro a settembre, e ne siamo felici, lo aspettiamo da tanto. Ma c’è un aspetto che mi mette un po’ di ansia psicologicamente: il vedere su di lei sempre dei “marchingegni”. Ora la guardo e a volte mi sembra quasi “come gli altri”, invece poi mi sembrerà di avere sempre sbattuta in faccia la malattia. A voi è mai successo di avere questi pensieri? Come avete vissuto da genitori questo cambiamento?

I GENITORI RISPONDONO
Serenità

V.L.: Non vedevo l’ora di avere il sensore per la mia bambina, ma quando finalmente è arrivato ho avuto proprio la sensazione che dici tu: la malattia sbattuta in faccia. Ma è durato poco, vedere lei molto più serena ha consentito anche a me di rasserenarmi e ora sono proprio contenta, non saprei farne a meno.

Gli occhiali

S.R.: All’inizio lo nascondi un po’, sotto gli slip o sotto la maglietta. Ora non ci facciamo più caso. Dico sempre a mia figlia: “c’è chi porta gli occhiali e chi con il micro. Ognuno il suo”.

Libertà

E.S.: Penso che ci siamo fatti tutti la stessa domanda. Per me è stato difficile durante le prime settimane, anche perché il micro è stato messo immediatamente alla scoperta della malattia, quindi dovevo metabolizzare tutto in una volta. Poi mi sono resa conto di quanto sia tutto più semplice con micro e sensore, e che ti dà una gran libertà. Forza e coraggio, andrà tutto bene.

Un amico che ti aiuta

T.L.: Il nostro bimbo porta il micro quasi da 2 anni su 5 di diabete. Abbiamo atteso tanto prima di proporglielo proprio perché non eravamo pronti a vederlo con qualcosa addosso che ci ricordasse la malattia sempre, di continuo. Il nostro bimbo l’ha indossato e da subito non si è lamentato di questo compagno di vita. Forse è così che dobbiamo pensarlo: un amico che ci aiuta. Il tempo sicuramente aiuterà anche voi a non pensarlo solo come un segno del diabete.

Fierezza

E.S.: Al mare per puro caso avevano una vicina di ombrellone microinfusa e sensorizzata. Mio figlio si sentiva fiero di non essere solo.

Sicurezza

I.P.: Mia figlia vive il micro come “libertà conquistata” ed pure io la vedo così. Libera dalla penna, libera di mangiare quando vuole e soprattutto con uno strumento che le consente di avere una buona glicemia. Vedo la gioia nei suoi occhi per qualcosa che la rende anche più forte e più sicura di se!

Tranquillità

D.C.: Non so quanti anni abbia tua figlia, ma capisco perfettamente. Per 17 anni mi sono rifiutata di mettere il micro e mi sono decisa solo quest’anno. Porto OmniPod e devo dire che non mi pesa più di tanto. Sono al mare in questo momento con il Pod in bella vista e mi sento molto più tranquilla di quando ero in multiiniettiva. Capirai che è proprio un altro mondo!

Prevenzione

C.P.: All’inizio ti fa un po’ impressione soprattutto se sono piccoli ma vedere la linea dritta della glicemia o poter intervenire in tempo reale prevenendo iper/ipo ti toglie ogni dubbio. I bambini si adattano se i genitori sono convinti. L. ha 4 anni, da 2 con micro e sensore e la nostra vita è cambiata.

Praticità

A.F.:  A. ha il micro da 7 anni. Aveva 10 anni, i primi 3 tutto bene, la terza estate c’è stato un rifiuto, senza dramma siamo passati alle penne sospendendo il micro. Durato poco, la praticità del micro è stata più forte della sua visibilità. Adesso ha anche il sensore, le ho fatto dei manicotti per coprirlo, magari quando va a ballare e lei: si mette il cerottone giallo quasi ad evidenziarlo. Non ha problemi a rispondere a domande imbarazzanti. Secondo me noi genitori ci facciamo problemi, per loro è vita. Ogni tanto per sdrammatizzare la chiamo Robocop, lei ride, io sono serena.

Gestione

F.E.: Sono la mamma di un bambino di 9 anni, diabetico da 1. Mio figlio ha voluto il micro perché eravamo sempre con penne e disinfettante in mano, poi bozzi dolorosi sulle cosce e negli ultimi tempi problemi a farsi le iniezioni davanti ad altri, magari al ristorante o a un compleanno. Abbiamo OmniPod ed è davvero un grosso miglioramento per la gestione della vita quotidiana. Mio figlio gira senza maglietta e sembra che non si ricordi neanche di averlo. Io ci ho fatto l’occhio e non lo vedo neache più. Abbiamo messo anche FreeStyle Libre  e si va avanti, tra iper e ipo.

Il meglio

S.C.: Stessi pensieri. Stesse emozioni. Il micro rappresentava addosso al mio cucciolo di 15 mesi la materializzazione fisica della sua malattia. Nonostante questo non ho esitato un attimo a metterlo subito a due mesi dall’esordio perché al di là dell’impatto emotivo era semplicemente il meglio che potessi fare per lui. Sono passati quasi 3 anni. Micro e sensore rendono esplicita una malattia altrimenti invisibile ma rendono anche mio figlio più  libero sereno e in ottimo compenso. Ben vengano quindi ancorché in qualche modo “discriminanti” come lo sono gli occhiali, apparecchi per i denti, protesi acustiche, ecc. Adulti e soprattutto bambini gli chiedono cosa porti nel marsupietto e lui tranquillo risponde e spiega meglio di quanto farei io!

Le feste

B.B.:  Ciao M., il mio piccolo ha 5 anni e mezzo e da quasi 4 con “la sua macchinetta” come compagna di viaggio e da circa 3 mesi abbiamo anche il Libre. Il micro è davvero una meraviglia proprio per quelle piccole abitudini dei bimbi, le feste di compleanno dove per ore e ore trovano il qualsiasi cibo da poter addentare, le vacanze che magari variano un po’ i tempi, si fanno mangiate con i parenti che non finiscono mai e lui non deve rinunciare a nulla anzi il micro più sensore gli danno un’autonomia fantastica. Arrivano sicuramente molte domande: “ma si è fatto male al braccio?”, “Che bella fascia da capitano?” oppure per il micro ti dicono “che bel marsupio!! Già con il cellulare da piccolo!!” La verità è che affrontando tutto con serenità ci accorgiamo che per loro non è un disturbo.

Salvezza

V.L.: All’esordio D. era piccolissimo (13 mesi) e non si riusciva a gestire. A 17 mesi mi feci un mese e mezzo di ospedale per capire. Conclusione ogni mattina rischiava il coma perché non sopportava la Lantus provata ad ogni ora. Unica soluzione il micro perché dalle 6 all’una era senza basale. Mi dissero uno dei primi in Italia quasi 5 anni fa. Ho detto tutto questo per spiegare come vedo il micro, per me è la salvezza di mio figlio, senza quel meccanismo rischiava la vita tutti i giorni e io ho acquistato un po’ di serenità.

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Tutti i numeri di telefono utili

Dal comune glucometro al più sofisticato sensore glicemico, dalla semplice penna per l’insulina al microinfusore di ultima generazione, ogni persona affetta da diabete mellito di tipo 1 usa dispositivi essenziali per la gestione della propria malattia.

Mi manca la penna di insulina con la mezza unità e non so a chi richiederla. Chi possiamo contattare se nel display del glucometro appare un errore insolito? E se il sensore si stacca prima del dovuto? 

Per dare una risposta veloce a queste domande, grazie al prezioso contributo di Lara Crepaldi, membro della community on-line di DeeBee.it, abbiamo raccolto i contatti utili per richiedere assistenza e informazioni.

Se ne hai altri da segnalare, scrivili nei commenti o inviaci una e-mail a info@deebee.it. Sarà nostra premura inserirli quanto prima.

ATTENZIONE! Per una migliore visualizzazione ti consigliamo di ruotare il telefono in orizzontale.

Casa Farmaceutica

Contatti assistenza

AbbottAssistenza per FreeStyle Libre 800088244 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00

Assistenza altri prodotti 800334216 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle ore 17.30
E-mail:abbottdiabetescareitaly@abbott.com
Accu-CheckAssistenza per i sistemi dell’autocontrollo della glicemia 800822189
Assistenza per i microinfusori di insulina 800089300
E-mail: info@accu-chek.it
Animas VibeAssistenza microinfusore 24/24 800272777
Materiali di consumo 0250905325
BayerServizio clienti 800824055 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 16.30
Beurer Medical ItaliaServizio clienti 800 700 806
LifescanAssistenza tecnica e servizio clienti 800822000 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.00
E-mail: servizioclienti@lifescan.it
LillyPer richiedere la penna da mezza unità per Humalog 800117678 dalle 8.30 alle 21.30
MedtronicAssistenza tecnica 24/24 800209020
Materiali di consumo 0224137261
Pinze e ganci microinfusori 800601122
MenariniAssistenza tecnica e servizio clienti 800869110 dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 17:00 e il venerdì dalle 9:00 alle 16:00
Movi SpaAssistenza 24/24 800272777
Novo Nordisk SpaPer richiedere la penna da mezza unità per Novorapid, Novomix o Levemir contatti@novonordisk.com
Penna da mezza unità per HumalogLilly 800117678 dalle 8.30 alle 21.30
Penna da mezza unità per Lantus e Insuman RapidAccedere all'area contatti su www.sanofi.it
OmniPod Servizio clienti 0332/1890607 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18
Assistenza tecnica 24/24 800975875
Roche Diabetes CareAssistenza per i microinfusori di insulina 24/24 800089300
SanofiPer richiedere la penna da mezza unità per Lantus e Insuman Rapid accedere all'area contatti su www.sanofi.it.
Per informazioni tecniche relative ai dispositivi per il diabete 800131212
Theras LifetechAssistenza tecnica 800587270
TerumoServizio clienti 800661103

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Applicazione del cerotto: tecniche di fissaggio

Uno dei maggiori problemi che si riscontrano con i sensori e i microinfusori è il distacco prematuro del cerotto.

Per venire incontro alle varie esigenze, abbiamo raccolto le tecniche più usate per l’applicazione e il fissaggio, con una sezione speciale per chi soffre di allergia.

Inoltre, in fondo alla pagina, abbiamo inserito un sondaggio con l’elenco dei vari prodotti impiegati: se utilizzi un prodotto non in elenco, indicalo nei commenti, così possiamo inserirlo nella lista.

PRIMA DELL’APPLICAZIONE

La detersione della pelle è un passaggio fondamentale per la presa ottimale del cerotto.emla (2) Alcune persone stendono uno strato di crema anestetizzante che lasciano in posa per almeno 20 minuti coperto da un cerotto o da una pellicola trasparente. Successivamente si procede con la detersione. Questo passo è consigliato per evitare il dolore nei bambini o nelle persone con una bassa soglia di sopportazione.

alcool

La maggior parte delle persone interpellate usa come sgrassante l’alcool rosa e, una volta asciugato il sito, procede con l’applicazione. Altri prodotti utilizzati sono: amuchina, disinfettanti generici, bialcol, sapone neutro e salviettine monouso.

Dopo la detersione qualcuno usa un cerotto spray che dovrebbe favorire l’adesione e minimizzare le allergie, ma questa pratica si è rivelata controversa. Più di una persona, oltre a non avere il beneficio atteso, ha riscontrato un distacco precoce del cerotto.

Un’alternativa efficace è l’accoppiata formata dall’adesivo liquido Mastisol e il relativo prodotto per la sua rimozione, il Detachol, come ci spiega una nostra lettrice, Maria Grazia Ciaramitaro, in questo video.

MODALITÀ DI RINFORZO

Se i prodotti per rinforzare la tenuta dei cerotti di microinfusori e sensori sono i più disparati, le tecniche di rinforzo più usate ed efficaci sembrano essere tre.

Tecnica n.1 – Rinforzo con cerotto sagomato

Sagomare un cerotto con le forbici seguendo queste indicazioni:

  • Creare al centro un foro della dimensione il più possible simile a quella dell’elemento ospitato: con un’apertura larga, la tenuta sarà meno efficace;
  • I bordi esterni non devono essere visibilmente spigolosi per evitare “lembi deboli” che facilitino la scollatura: meglio ancora  stondarli;
  • Lo spessore esterno che eccede la larghezza del cerotto originale deve essere abbastanza esteso da permettere una perfetta tenuta.

cerotto rinforzo

Possono rivelarsi utili alcuni tipi di perforatori con il foro simile alla sagoma del sensore stesso. In commercio ne esistono con forme diverse, basta trovare quello giusto. Assicuratevi che la qualità della lama non sia scadente, poiché alcuni lettori ci segnalano che dopo l’utilizzo di alcuni di essi, il perforatore è diventato inutilizzabile.

Ecco alcune foto gentilmente mandate da chi già adotta questa soluzione.

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Tecnica n.2 – Rinforzo con cerotto intero

La seconda tecnica consiste nel coprire completamente  sensore o microinfusore OmniPod con un pezzo di cerotto intero.

Biagio Lamberti, un nostro lettore residente negli Stati Uniti, ci spiega il suo metodo:

“Questo è il mio sistema di ancoraggio. Si tratta del nastro chirurgico 3M Durapore fatto di tela di seta artificiale ipoallergenica (artificial silk) che fa respirare la pelle ed aiuta ad eliminare velocemente umidità e sudore prima che questi abbiano la possibilità di interagire con l’adesivo compromettendolo. L’ancoraggio che vedete sul Pod (foto sotto) è già in uso da 2-1/2 giorni, quello messo sopra il sensore invece è già vecchio di 5 giorni ed ha subito e resistito ad immersioni nell’oceano Atlantico per 4 ore circa, a 9 o 10 docce ed in più è stato esposto a sudate continue durante 4 battute di pesca. Come potete vedere e’ ancora in buone condizioni. Io non vado molto per il sottile quando metto l’ancoraggio e non curo molto la parte estetica, ma se ci si vuole perdere un po di tempo si possono arrotondare gli angoli con le forbici e spianare quelle pieghe facendo più attenzione nella fase di applicazione e presentarlo quindi più carino. Un’applicazione di questo nastro a me dura una settimana circa e poi sul sensore lo cambio, mentre con il Pod ad ogni tre giorni circa non ci sono problemi di cambio ma lo tolgo insieme al Pod. Io lo trovo molto forte e sicuro e resiste a qualsiasi tipo di impatto; anche quando sono a fare pesca d’alto mare non ho alcuna preoccupazione. Poi non mi da alcuna forma di allergia, arrossamenti o prurito. La scatola nella foto contiene quattro di questi nastri larghi 3 pollici (7.5 cm. circa); io li strappo ( non c’è bisogno di forbici) a circa la stessa lunghezza facendone dei pezzi quadrati 7.5 x 7.5 cm. e li applico molto velocemente senza prendere molti accorgimenti estetici. La scatola su Amazon.com costa $13 dollari e con quattro rotoli di 9 metri circa di lunghezza ciascuno ho calcolato che ci possono fare 160 applicazioni al costo di 8 centesimi circa.”ANCORAGGI_DURAPORE

Ecco alcune foto da cui prendere spunto.

libre_ancoraggio

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Tecnica n.3 – Rinforzo con fasce e polsini

E’ immediato, ma un po’ più vistoso, il rinforzo con fasciature di materiali e fogge varie.

VETRAP
Fascia elastica Vetrap

FASCIA
Fascia elastica in lycra

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Polsino da tennis

Oltre agli acquisti di fasce già pronte è possibile optare per soluzioni fai da te. Ecco alcune suggerite dai nostri lettori.

Fasce per capelli

Questa è la soluzione trovata da una mamma per il figlio che usa il FreeStyle Libre:
“Aveva comprato delle fasce per il polso, però erano comunque strette al braccio. Ieri ho acquistato al mercato 4 fasce per i cappelli da un euro. Ne ho prese 4 di diversi colori. Tagliandole a metà, da ogni fascia ne ho ricavate due adatte per il braccio.
Sono di un cotone morbido con un po’ di stretch. Perfette!
Ora ho 8 fasce al costo di € 4,00″

fascia4

Calzini

“Io per coprire il sensore sul braccio riciclo i calzini! Taglio la punta e il tallone così sono comodi, colorati e farne tanti non mi costa nulla”, ce lo racconta G.A. che da qualche tempo porta il sensore FreeStyle Libre.

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RIMOZIONE

Se l’ancoraggio è un buon ancoraggio, la rimozione del cerotto potrebbe diventare dolorosa! Mentre per alcune “pelli fortunate” non servono prodotti che ammorbidiscano il grip del collante, con altre è invece un passaggio obbligatorio. Per evitare fastidiose irritazioni si usano vari prodotti; gli oli per bambini, Niltac spray  e alcool rosa sono le prime scelte.

MEDTRONIC ENLITE

In caso di distacco prematuro o di dolore durante l’inserimento, per chi utilizza il sensore Enlite di Medtronic sono disponibili due video tutorial, preparati e condivisi da nostri lettori, e che potrebbero tornare molto utili.

IN CASO DI ALLERGIA?

L’allergia verso il collante è purtroppo sempre più diffusa e spesso porta all’abbandono dell’uso di sensori o microinfusori. Per evitare questa scelta drastica, ecco alcune soluzioni a lieto fine per Dexcom e per FreeStyle Libre.


 

SONDAGGIO – COSA USI…

Prima dell'applicazione?

Vedi i Risultati

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Per rinforzare?

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Per rimuovere?

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DEEBEE AWARD: Genteel, il pungipalmo. Già fatto? (con video)

Chi ha coniato per primo l’espressione “un nome una garanzia”, forse non aveva tutti i torti. Dopo aver provato Genteel non puoi non pensare al nome di battesimo dato a questo singolare pungidito. Che poi è talmente particolare che persino chiamarlo così risulta sbagliato. In effetti l’abbiamo da subito soprannominato pungipalmo. Difatti, se è vero che questo strumento si usa per prelevare la goccia di sangue da dare in pasto al glucometro, non è detto che questa debba necessariamente provenire da un dito. Ebbene sì: insieme al fastidio per i buchi sui polpastrelli, Genteel rottama anche un concetto vecchio di decenni.

“Per effettuare la misurazione capillare con il glucometro è necessario prelevare una goccia di sangue dal polpastrello di un dito”.
Falso.

Ripercorriamo insieme questa piccola avventura che ha portato il pungipalmo Genteel sulla scrivania della nostra redazione, per la prima recensione in Italia.

L’ORDINE

Prima dell’estate ci imbattemmo nella testimonianza di Jane, signora australiana con un figlio diabetico di tipo 1, da sempre reticente alle misurazioni capillari per il fastidio provocato dal classico pungidito. Fino a quando, scrive la mamma, “per caso ho scoperto Genteel su Internet e da allora mio figlio non ha più avuto problemi per la misurazione della glicemia”.

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Come ben sanno i nostri lettori più affezionati, DeeBee.it è particolarmente golosa di tecnologia e di oggetti che rendono più facile la gestione del diabete. Inevitabilmente le parole di questa mamma ci fecero drizzare subito le antenne. Dopo una veloce disamina del sito ufficiale www.mygenteel.com, contattammo l’ufficio di Oregon (USA) per poter toccare con mano quello che sembrava essere il pungipalmo delle meraviglie.

SPEDIZIONE: 5 STELLE

Da lì alla nostra prima misurazione capillare con Genteel passarono esattamente 9 giorni di calendario. Non c’è che dire: una spedizione davvero lampo, considerando che il pacco è giunto dall’altra parte dell’oceano.

LA CONFEZIONE

All’interno della scatola arrivata in redazione abbiamo trovato due confezioni. La prima, un elegante parallelepipedo a base esagonale dotato di un sigillo antimanomissione, conteneva Genteel con tutti i suoi accessori; mentre nella seconda c’erano 100 lancette, gentile omaggio del produttore per poter effettuare tutte le prove del caso.

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Gli accessori contenuti nella scatola hanno fattezze professionali: prendendo in mano ogni singolo pezzo si percepisce subito che si tratta di un prodotto di qualità.

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In tutto, il pacco arrivato da oltreoceano contiene: un pungipalmo Genteel, una cover removibile in plastica nera che aderisce al pungipalmo, un astuccio per contenere gli accessori classici (glucometro, lancette, strisce reattive, ecc.), un manuale d’istruzioni in inglese (quello in italiano è disponibile sul sito del produttore in forma digitale), un colorato e variegato set di adesivi per rendere più bello il proprio Genteel (sicuramente molto apprezzato dai bambini). Inoltre, ci sono sei anelli in gomma e due coni in plastica trasparente.

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La funzione degli anelli colorati è duplice. Ad ogni colore corrisponde uno spessore diverso. Proprio l’anello di gomma, che va a contatto diretto con la pelle, ha la capacità di avvicinare o distanziare la lancetta dal sito, minimizzando quindi l’invasività del pungipalmo. Inoltre, proprio la gommosità del materiale rende perfetta l’aderenza alla cute, realizzando così la condizione necessaria affinché Genteel possa creare il vuoto necessario alla fuoriuscita della goccia. 

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PRIMI TEST

Impazienti come i bambini il 24 dicembre, appena arrivato il pacco dagli Stati Uniti e scattate le prime foto, siamo passati all’azione. Seguendo le indicazioni del manuale, abbiamo provato per primo l’anello in gomma azzurro, già innestato su Genteel all’apertura della scatola: è questo difatti l’anello più spesso.

I passi effettuati per la prima prova sono stati semplici e veloci:

  1. Innestare il cono di plastica
  2. Premere lo stantuffo sino ad arrivare a fine corsa
  3. Poggiare con decisione Genteel sul sito di prelievo della goccia
  4. Tenere Genteel in mano come se fosse una penna biro, ma perpendicolarmente al sito
  5. Premere con l’indice sul bottone di Genteel, lasciandolo in posizione
  6. Guardare la gocciolina formarsi
  7. Quando la goccia è della dimensione desiderata, togliere il dito dal pulsante
  8. Rimuovere Genteel

Se il procedimento non ha creato la goccia di sangue, significa che l’anello di gomma è troppo spesso: cambiatelo con uno più sottile e riprovate. Noi ce l’abbiamo fatta al terzo tentativo (anello verde).

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SENSAZIONI

La sensazione è stata davvero particolare: è strano vedere la goccia di sangue fare capolino sul palmo della mano senza aver provato il minimo fastidio o dolore. Data l’incredulità, abbiamo ricaricato Genteel altre 3-4 volte. Dolore? Zero!

Sincerati sul buon funzionamento, abbiamo preso il pungipalmo delle meraviglie e, approfittando del momento di calibrazione del sensore glicemico Dexcom, abbiamo effettuato la misurazione capillare sul palmo di Melissa, una bambina di 3 anni dallo sguardo monello. O meglio, monello fino a quando ha visto il papà appoggiarle sulla mano quello strano oggetto; a quel punto il suo sguardo si è caricato di pura preoccupazione. Ma è stata questione di un attimo: TAC! Fatto. Nel silenzio dei 4 secondi necessari a Genteel per formare la goccia di sangue, lo sguardo da preoccupato è diventato incredulo.

– Melissa, come stai?
– Bene
– Ti ha fatto male?
– No
– Sicura sicura?
– Sì papà, non ho sentito niente.

melissa

SPECIFICHE

Le dimensioni di Genteel sono superiori a quelle di un pungidito standard. Oltre ad ospitare la lancetta e la relativa molla propulsiva, l’apparecchio include un sistema capace di creare una depressione abbastanza potente da poter succhiare (letteralmente) il sangue capillare facendone fuoriuscire una goccia, necessaria per la misurazione della glicemia con il glucometro. In foto, Genteel confrontato con il palmo della mano e con una Papàncreas Case per Nightscout.

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Genteel è compatibile con molti modelli di lancette. Tuttavia, per migliori performance, il manuale d’istruzioni raccomanda l’utilizzo di lancette Johnson & Johnson Life Scan One Touch Fine Point. L’immagine mostra la tabella con le lancette testate e il relativo voto o l’eventuale incompatibilità (come ad esempio le Abbott FreeStyle o le BD Ultra Fine).

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SITI DI PRELIEVO E CALIBRAZIONE DEL SENSORE: MEGLIO LA MANO

Genteel è virtualmente in grado di prelevare la goccia di sangue da qualsiasi zona del corpo. Occorre però fare alcune distinzioni estremamente importanti, perché la concentrazione degli zuccheri presenti nel sangue non è uniforme in tutto il corpo.

Il sito d’eccellenza per rilevare la glicemia nel sangue è la mano. Dai vari test effettuati (fonte: www.diabetesincontrol.com) risulta essere la zona del corpo dove le variazioni glicemiche vengono recepite con maggior rapidità. Gli studi suggeriscono in particolare 14 zone della mano perfette per la misurazione: i 5 polpastrelli più 2 porzioni del palmo della mano che vanno dal polso, rispettivamente al mignolo e al pollice, di entrambe le mani, come mostrato in figura.

siti

Le misurazioni capillari in altre zone, come ad esempio coscia, avambraccio o polpaccio, presentano un ritardo di circa 20 minuti rispetto a quelle della mano e sono quindi attendibili soltanto in presenza di glicemia stabile.

MANUTENZIONE

La manutenzione di Genteel è molto semplice. Basta smontare il pungipalmo e lavare i singoli componenti sotto l’acqua corrente.

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IL VIDEO DI GENTEEL

DEEBEE AWARD

Non c’è che dire. Dopo giorni di utilizzo su grandi e piccini Genteel ha superato tutte le prove e ci ha convinti pienamente. Questo pungipalmo, come altre eccellenze che rendono più leggera la convivenza con il diabete, merita senza dubbio un posto tra gli apparecchi consigliati da DeeBee Italia.

award genteel

Aggiornamento del 2/11/16: COUPON PER SCONTO CON DEEBEE.IT

Sono giunte in redazione molteplici richieste in cui ci viene domandato se è possibile ottenere uno sconto sull’acquisto di Genteel. Siamo felici di comunicare che, a fronte delle vostre richieste, abbiamo ottenuto alcuni coupon che danno diritto a 15$ di sconto sul prezzo finale. Chi fosse interessato, può richiedere il coupon scrivendo a info@deebee.it. La precedenza verrà data agli associati di DeeBee Italia.

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Iperglicemia persistente: cosa fare?

Nel diabete di tipo 1 l’iperglicemia, cioè un aumentato livello di glucosio nel sangue,  può derivare da diverse cause e non sempre sono imputabili alla variabilità della malattia. Somministrazione di insulina insufficiente, infezioni, stress e ormoni non sono i soli motivi, possono infatti presentarsi dei fattori ‘esterni’.

Come procedere in caso di iperglicemia persistente? Quali possono essere i motivi per i quali le correzioni non fanno effetto? Vediamoli insieme:

Somministrazione tramite penne o siringhe

In caso di terapia multiniettiva, i motivi esterni sono di facile individuazione e i passi da compiere in caso di iperglicemie che non vogliono scendere sono essenzialmente due:

  • Effettuare correzione con penna, in una zona integra, attendendo almeno 2 ore tra una somministrazione e l’altra (in caso di insulina ultrarapida).

Le iniezioni di insulina praticate troppo spesso negli  stessi punti possono essere causa di lipodistrofia, cioè di una modificazione dell’aspetto della cute. In caso ciò avvenisse occorre evitare di praticarvi iniezioni: l’insulina viene parzialmente assorbita, l’effetto diminuisce e la glicemia aumenta. La normalizzazione della superficie della cute richiede qualche mese e per prevenirne la formazione è essenziale praticare la rotazione dei siti.

rotazione

  • Sostituire la penna con una da nuova confezione.

Se nonostante le correzioni la glicemia non ritorna a valori ottimali è necessario sostituire l’insulina in uso, prendendola possibilmente da una nuova confezione. Può capitare infatti che si deteriori a causa di sbalzi di temperatura o errata conservazione.

Somministrazione tramite microinfusore

In caso di terapia tramite microinfusore, invece, i motivi da vagliare e i passi da compiere possono essere diversi:

  • Verificare la presenza di bolle ed effettuare un riempiset  in caso di microinfusore con catetere.

bolla

  • Effettuare un cambio set completo e a seguire bolo correttivo.

Tramite microinfusore, l’insulina viene erogata per mezzo di una cannula flessibile nel sottocute. Può capitare che la cannula si ostruisca o si pieghi causando quindi un afflusso anomalo e ridotto con relativo innalzamento glicemico. E’ essenziale quindi procedere alla sostituzione completa.

cannula

  • Effettuare correzione con penna, in una zona integra, attendendo almeno 2 ore tra una somministrazione e l’altra.
  • Sostituire l’insulina con una da nuova confezione.

Se nonostante le correzioni la glicemia non ritorna a valori ottimali è necessario sostituire l’insulina in uso, prendendola possibilmente da una nuova confezione. Può capitare infatti che si deteriori a causa di sbalzi di temperatura o errata conservazione.

 

Ringraziamo per la supervisione il Dott. Riccardo Schiaffini Dirigente Medico I Livello- Endocrinologia e Diabetologia presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma.

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Il FreeStyle Libre prescrivibile in Toscana

Tra poco Libre parlerà la lingua di Dante. Con una nuova delibera la Regione Toscana ha approvato, oltre all’aumento delle strisce reattive e la divisione secondo le tipologie, anche la rimborsabilità del sistema FGM (Flash Glucose Monitoring). In altre parole, per i diabetici residenti in Toscana, tra poco FreeStyle Libre sarà prescritto e rimborsato dal SSN.

Ma se nel Lazio sono previste alcune condizioni per la fornitura con il rivoluzionario sistema di monitoraggio, in Toscana la musica cambia. I pazienti che potranno avere FreeStyle Libre sono tutte le persone affette da diabete Tipo 1 sia in terapia con microinfusore, sia in multi-iniettiva (ossia chi assume insulina solo mediante l’utilizzo delle penne e non per mezzo di microinfusore). E non solo, ma anche alcune categorie di pazienti affetti da diabete Tipo 2, come si legge nel documento (Allegato B):

  • pazienti con diabete Tipo 1
  • diabete pre-gravidico e programmazione della gravidanza
  • pazienti con diabete Tipo 2 con almeno una delle seguenti condizioni aggiuntive:
    – persistente scompenso glicometabolico (HbA1 di 10 mmol/mol oltre il target, per almeno 6 mesi),
    – pazienti con ipoglicemie ripetute e documentate,
    – categorie particolari di pazienti (sportivi, musicisti, lavori e professioni con esposizione al pericolo o che rendano complicato garantire la regolarità dei pasti e/o dell’attività fisica),
    – pazienti con condizioni che impediscano o rendano difficoltosa la digitopuntura

Nel documento si specificano anche una serie di aspetti tecnici che riguardano più che i pazienti, i diabetologi. Al Medico Specialista operante presso le strutture di diabetologia e malattie metaboliche spetta il compito di valutare se è necessaria la prescrizione di quelli che vengono definiti “sistemi a tecnologia avanzata e del monitoraggio del glucosio in modalità Flash“.

Ora si attende solo il decreto attuativo per rendere realtà la delibera in questione. Tempo qualche settimana e la Toscana sarà la terza Regione, insieme a Emilia Romagna e Lazio, che potrà vantarsi di aver reso più facile la vita dei pazienti diabetici.

download2 Delibera n.82 del 30/08/2016 Toscana

download2 Allegato A

download2 Allegato B

 

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Riponiamo in verticale la pesa-carboidrati delle meraviglie

I nostri lettori ci stupiscono sempre. Anche quando non si tratta di tecnologie all’ultimo grido o tematiche strettamente legate alla gestione del diabete. Ne è una testimonianza questa lettera di Giancarlo C. che, arrivata in redazione, ci ha fatto da guida per realizzare il relativo tutorial fotografico:

Non c’è che dire: la bilancia pesa-carboidrati Silvercrest di Lidl è davvero superprecisa, e dopo aver aggiunto la lista dei cho, è diventata anche molto più comoda da usare. Al punto da farle guadagnare ufficialmente sul ripiano della cucina il posto di fianco al Bimby. Posto che, a dirla tutta, era già occupato ed è stato soffiato ad una “vecchia” bilancia. Tutti felici e contenti, quindi (a parte il povero utensile pensionato anzitempo)? No! Perché la vecchia bilancia, quando non utilizzata, poteva essere appesa comodamente alla barra della cucina senza occupare spazio. Quella della Lidl, invece, no. Allora ho provato a dotarla di un ulteriore mirabolante (si fa per dire!) funzione.

LA POSIZIONE VERTICALE

Tempo impiegato: 15 minuti.

Materiale necessario:

  • 1 pinza
  • 25 cm di filo di ferro (spessore 1mm)
  • Dremel/trapano a mano.

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Procedimento

Prendete il trapano (o meglio ancora il Dremel) e praticate 2 fori che attraversino i due angoli del retro della bilancia, con un’inclinazione di 30 gradi, come mostrato in figura.

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Ora fate passare le due estremità del filo di ferro attraverso i fori appena praticati, sagomate il filo secondo la foggia a voi più congeniale (noi l’abbiamo semplicemente curvato, facendogli seguire il bordo del piano in vetro della bilancia) e ripiegate le due estremità su loro stesse creando un “ricciolo”, in modo da ancorarle alla bilancia stessa. Eliminate il filo in eccesso con le due cesoie poste alla base della pinza.

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Ora, non vi resta che appendere comodamente la vostra splendida bilancia, riponendola in modo che occupi il minor spazio possibile.

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Attenzione! Ci sarebbe anche un metodo molto più veloce per appendere la bilancia in posizione verticale. Basterebbe legare un cordino al gambo del piatto: purtroppo, però, in questo modo l’intero peso della bilancia grava sulla struttura atta a pesare gli alimenti: condizione che a lungo andare può lesionare la bilancia: non fatelo!

Ringraziamo Giancarlo C. per la condivisione, il diabete non è solo tecnologia e glicemie, ma tanto altro. E’ quotidianità. Se anche tu hai un’idea utile e vuoi condividerla con noi, scrivici su info@deebee.it

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A6 TouchCare: il nuovo sistema integrato che fa parlare di sé

Previene le ipoglicemie come Medtronic 640G, si applica come OmniPod e promette la precisione del Dexcom G5

E’ nata da poco l’azienda cinese Medtrum che tra qualche settimana farà irruzione nel mercato europeo dei dispositivi per il diabete con l’innovativo sistema A6 TouchCare System, unico nel suo genere. Una sorta di cavallino rampante asiatico che vanta grossi investitori come il Fondo Sequoia, il prestigioso capital venture che ha in parte finanziato Google, Apple e YouTube.

Il nuovo sistema, già provvisto di marchio di approvazione CE, non solo racchiude le caratteristiche dei dispositivi più avanzati attualmente in uso, ma è stato ulteriormente arricchito e migliorato in ogni singolo aspetto. Ma andiamo per ordine:

A6 TouchCare System è  composto da un microinfusore senza catetere (P6 EasyPatch  simile a OmniPod) e un sensore (S6 EasySense – affine a Dexcom G5). I due dispositivi sono integrati in un unico sistema dotato di funzionalità di pancreas artificiale come la PLGS (Predictive Low Glucose Suspend), ovvero sospensione automatica della basale in predizione di glicemia in discesa e riavvio automatico una volta raggiunta una soglia di sicurezza. In questo ricorda il  Sistema Integrato MiniMed™ 640G.

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P6 EasyPatch

La patch pump contiene un serbatoio da 200 unità d’insulina e, diversamente dal suo predecessore OmniPod, ha un tasto laterale per poter dispensare il bolo anche senza il dispositivo di controllo remoto (PDM). E’ certificata come waterproof IPX8 e resistente all’acqua per 60 minuti fino a 2.5 m di profondità.  Risulta più leggera, più sottile e leggermente più larga del suo cugino svizzero.

Dimensioni
P6 EasyPatch: 56.5 mm x 33.3 mm x 13.3 mm
OmniPod: 52 mm x 39 mm x 14.5 mm

Peso
P6 EasyPatch: 21.5 g senza insulina
OmniPod: 25 g senza insulina

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La patch pump è composta da due elementi:

  • la pump base (sotto a destra): è riutilizzabile e contiene tutta la parte elettronica e le impostazioni collegate al PDM del microinfusore;
  • un reservoire patch (sotto a sinistra): è usa e getta (ogni 3 giorni va sostituito) e contiene la fiala d’insulina, l’ago, l’avvisatore acustico e la batteria.

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S6 EasySense

Il sistema CGM per il monitoraggio continuo del glucosio si chiama S6 EasySense e possiede lo stesso MARD al 9% di Dexcom G5. Risulta essere così tra i più precisi in commercio, ma con un costo inferiore del 40%.
E’ composto da un sensore usa e getta a inserzione automatica, con una durata garantita di 7 giorni, e da un trasmettitore riutilizzabile; quest’ultimo garantito per un anno. A differenza degli altri sensori in commercio, le letture del S6 EasySense vengono effettuate ogni 2 minuti, per un totale di 720 giornaliere. Inoltre il trasmettitore comunica tramite wireless o bluetooth con il PDM (distanza fino a 10 metri) e l’app EasyTouch installata in uno smartphone. Il sensore memorizza fino a 15 giorni di dati, quindi nessuna lettura viene persa in caso di lontananza dai dispositivi abbinati. Come gli altri sensori in circolazione visualizza fino a sette diversi livelli di trend indicati con frecce (orizzontale stabile, 45° per discese o salite lente, una/due frecce verticali per discese o salite rapide). Resiste all’acqua fino a 2.5 metri per 60 minuti.

Dimensioni
S6 EasySense:
  36,1 mm x 19,4mm x 12 mm
Dexcom G5:  38,1 mm x 22,86mm x  12,7 mm

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PDM

È il dispositivo di controllo remoto wireless per la gestione sia della pompa d’insulina sia del CGM e serve per la somministrazione dei boli, la programmazione di basali e la visualizzazione dei dati del sensore. Comunica con il trasmettitore CGM fino a una distanza di 10 metri e con la patch pump fino a 4 metri.

Dimensioni:  80 mm x 50 mm  x 18.55 mm
Peso: 43 g
Schermo: 1.8 pollici

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EasyTouch mobile app

Tramite l’app EasyTouch mobile è possibile connettere  sia il microinfusore che il sensore CGM ad uno smartphone utilizzando la connessione bluetooth. Non è tuttavia stato ancora precisato se l’app sarà disponibile sia per iOS che per Android. I dati saranno poi pubblicati su internet, tramite piattaforma cloud rendendo possibile quindi la visualizzazione a distanza dei valori glicemici e le varie somministrazioni di insulina da medici e familiari.

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Medtrum ha inoltre depositato una serie di brevetti tra i quali spicca un’idea interessante ed ambiziosa, certo non facile da realizzare per via delle molteplici variabili e problematiche. Si tratta di un ago d’inserzione unico per l’applicazione della cannula del microinfusore e del filamento del sensore.

brevetto

download2 Manuale in inglese

 

Ringraziamo Biagio Barletta, amministratore del gruppo Facebook “Tutti i diabetici in rete”, per il prezioso e fondamentale contributo.

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