Il virus intestinale e il diabete.

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– Hai mangiato? Vuoi mangiare? Hai fame? No? Perché?
– Come mai la glicemia è così bassa e non riesce a salire?
Magari, in una situazione normale, uno potrebbe anche dire: – va beh, bon, stasera non si cucina, fa mica nulla se una sera non mangia, no?
NO.
Quando c’è la febbre o qualsiasi altro tipo di infiammazione le glicemie tendono a salire. Fai insulina come fosse acqua e non accade nulla. Stai fisso a 300 per ore, sei talmente esausto che quando scende a 296 inizi a pensare che tutto si stia sistemando anche se sai che non è vero.
Quando, invece, i bambini diabetici si chiappano un virus intestinale le glicemie iniziano a scendere, senza pietà. Ogni aggiornamento del sensore è un indicatore del tuo umore e inizi a pregare in aramaico che almeno non vomiti dopo aver fatto l’insulina.
Abbiamo provato cosa significhi per Amelia un virus intestinale il 14 febbraio scorso. Dopo la diarrea e il vomito non voleva più mangiare nulla.
Panico.
Se non si mangia non si può fare l’insulina e se non si fa l’insulina si va in chetoacidosi, una condizione molto pericolosa per l’organismo.
L’abbiamo scoperto vincendo un ricovero in ospedale per reidratare Amelia e cercare di farla mangiare. A soli due mesi dal ricovero per il diabete eravamo di nuovo lì a mettere l’agocannula nel braccino e a tranquillizzarla ogni volta che vedeva un camice bianco.
Uno dei guai del diabete a questa età è la difficoltà di comunicare col bambino in modo efficace, fargli capire che se non fa una cosa possono esserci conseguenze spiacevoli, e mentre provi a farlo vivi una tensione indefinibile. Tutto potrebbe andare bene oppure no. Dipende cosa passa per quella testolina da bambino di tuo figlio.
Se non mangia rischia una ipoglicemia grave che può portare alla perdita dei sensi e al ricorso a una iniezione di glucagone per farla riprendere. Questo rischio c’è tutte le volte che si fa una dose eccessiva di insulina e non si corregge efficacemente con degli zuccheri.
Per questo l’altro ieri mattina, quando Amelia aveva glicemie particolarmente basse e un certo movimento di stomaco, io ed Emiliano ci guardavamo come quei protagonisti dei film dell’orrore, di lato, con gli occhi stretti e un pò imbronciati. Non ci siamo nemmeno salutati per quanto eravamo sovra pensiero e traumatizzati all’idea di una situazione simile a quella di febbraio che poi si è palesata in tutto il suo cattivo odore alle ore 11,30, al nido.
Per fortuna, poteva andare peggio, Amelia non ha vomitato e non sta troppo male, ma le glicemie sono molto basse e per questo le proponiamo di mangiare ogni 5 minuti e in maniera ossessiva. Con l’aiuto del micro riusciamo a modulare meglio la quantità estremamente ridotta di insulina che necessita in questo momento. E con il sensore teniamo sotto controllo le glicemie.
A Febbraio avevamo avuto molti problemi anche perché avevamo scoperto da poco della celiachia di Amelia e, avendo iniziato da poco la dieta, non assimilava quasi nulla di quello che mangiava. Insomma, allora non siamo stati molto fortunati, ma le cose adesso, per fortuna, sono migliorate e questo virus lo stiamo gestendo un po meglio.
Ho tenuto Amelia a casa e mi sono trasformata in una di quelle mamme terribili che per far mangiare i propri figli invoca scenari terrificanti e atroci: – se non mangi finiamo in ospedale!!! – Se non mangi tutti i Bau del mondo piangono, Orso cade e si fa bua e non accendiamo mai più la tv!!!!
NOooooo! Male mamma!
Ma tu vuoi andare all’ospedale?
SI !!!!
E ci credo che vuole andare all’ospedale pur di non sentire queste stupide minacce! È incredibile come l’essere mamma ti faccia diventare, a volte, irrimediabilmente cattiva!
Mi dispiace. L’abbraccio. E le dico che- bau bau se non vuole mangiare chi se ne frega, ci proveremo più tardi.
Ma più tardi mangerà? Non ci resta che sperare di sì e che crescendo, sia lei che io, il tutto migliori. Che lei capisca che questa malattia/condizione/particolarità che è la nostra vita di diabetiche ci impone, a volte, di fare cose controvoglia, ma per il nostro bene. E non bisogna pensare che siamo le uniche al mondo a farlo ma che siamo alcune tra i tanti che con un pò di fatica si guadagnano la felicità, che ritornerà di certo, quando la cacarella sarà finita!
Intanto lottiamo con il riso ( bianco ) e con i denti contro il ViruZ perché poteva andare peggio: poteva essere colera! Arghhhhhhhh

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