Il negozio senza glutine.

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Questo è il nostro negozio di prodotti senza glutine a Poggibonsi. La prima volta che sono entrata non ci ho capito nulla. Mi sembrava di leggere mille nomi, marche, formati, modelli, pacchetti e pacchettini, uno vicino all’altro, pigiati come le persone negli autobus quando fuori piove. Dove troverò quel che cerco? Ma cosa cercavo? In mezzo a tutte quelle scatole e scatoline, la prima volta che sono entrata, ho perso anche i miei pensieri.
Poi arriva Roberto e ti spiega tutto e che puoi fare tutto, che tua figlia gli può tranquillamente smontare il negozio, aprire i biscotti e poi fare bleeeeeeeeeeh, mettersi nel cestino della spesa, urlare e ridurre in granelli ogni cosa. Lui è sereno.
È l’unico posto dove tuo figlio non verrà mai sgridato. Amelia lo sa. Appena intravede la galleria dice: Roberto! RO-BE-TTOOOO! Allora Roberto le va incontro e le sorride, lui è però sempre indaffarato e un pò ti parla e un pò se ne va e un pò si ferma a cercare insieme a noi dei biscotti che non contengano troppi grassi ma nemmeno troppi zuccheri. Ricerchiamo insieme e compariamo mille prodotti, lui paziente e tutto ripiegato li tira fuori da ogni angolo del suo piccolo, magico, negozietto. Da poco ha inventato anche un laghetto con le tartarughe, una specie di piramide di polistirolo con l’acqua, la zattera e le tartarughe, grosse, che tirano fuori il collo e la faccia e, secondo me sò brutte, ma è talmente bizzarro che stiano lì che, alla fine, mi piacciono da morire anche a me.
È una vera fortuna, per noi e per molti, che il suo negozio ci sia, e che dentro ci sia lui. Mi piace pensare che Amelia crescerà un pò li dentro, con lo “zio” che le controlla i carboidrati nelle etichette e si mette sempre a disposizione per lei.
Qualche giorno fa, in un posto dove fanno qualcosa di dolce con farina di riso mi hanno detto: – ma la bimba, quanta celiachia ha ? Se non è troppa li può mangiare !
Ho pensato:- con che unità di misura si misurerà la celiachia? Kg? Litri? Poco, tanto, tantissimo?
Come si può pensare di proporre cibo non sicuro, e magari contaminato, a una bambina di due anni?
Esiste anche questo.
E noi che: “quanta celiachia ha? Quando cresce la passa? Si, ma una volta ogni tanto può mangiare la pizza!” Ci ridiamo molto sopra. E ci fa pensare che ci sia ancora molta confusione e poca informazione sulla celiachia. Vorremmo provare a parlarne nel nostro blog e con chi ci sta intorno con la stessa cura che Roberto mette nel cercarci i biscotti. Perché lui sa cosa è la celiachia. E ora sta imparando anche cosa è il diabete !
Non poteva andare meglio.

 

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