l’autista del Tir.

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54 e 65 sono i numeri che sono usciti stanotte. Il primo è di Amelia e il secondo è il mio. Il micro di Amelia suonava e il mio dava i bassi con una incessante vibrazione. Praticamente musica tecno. E praticamente noi stamani eravamo come tre che erano stati a un rave.
Svegliare una bimba nel cuore della notte e darle due boccette di glucosio che lei prende con gli occhi chiusi e poi: – ciuccio ciuccio. Questa notte è stata veramente emozionate.
E poi la mattina Emiliano si alza, lei sente che si alza come la macchina suona quando non hai la cintura. E, quindi, si alza pure lei. Il più distrutto però è lui, Emiliano. Il nostro uomo che invece di proteggere la famiglia dagli attacchi degli animali con le lance e con le frecce, si occupa di noi rimanendo sveglio e in ascolto degli allarmi che madre e figlia spesso non sentono. é lui che ci salva tutte le notti, ed è lui che dirige i nostri concerti. Un bravissimo direttore, stanco.
Cosi abbiamo iniziato la giornata, sempre piena di imprevisti e di poesia. A due ore dalla colazione mamma e figli con 300: grazie biscotti senza glutine! Grazie per la vostra quantità di zuccheri esplosiva ed immediata.
Mi vesto, la vesto, bau, miao, latte, bubi, papà. Arrivo al nido, apro la mail e un famoso marchio di negozi di libri mi scrive: – Elisa, ci manchi.
Che tenerezza. Fà piacere una carezza quando sei stanco. Poi arrivo in fondo e vogliono soldi.
Elisa, ci mancano i tuoi soldi.
suona meno poetico.
Provo a lasciare Amelia al nido con la glicemia che piano piano stava scendendo e inizia la corsa contro il tempo per fare tutte le cose che devo fare in quell’ora libera. Sarebbe bello se il babbo non mi chiamasse per chiedermi perché, per come ho fatto tot insulina. E anche la maestra: che devo fare? Staccare la testa per un’ora.
Provo a montare sulla macchina, ma nemmeno la trovo, ho le occhiaie e un aspetto orribile, si accosta un Tir e, tirando giù il finestrino, l’uomo mi dice: oh belllinaaaaaaaa!
Io rispondo girando la chiave e facendo partire dalla radio: l’elefante, l’elefante con le ghette!
Lui rialza il finestrino e svanisce sull’asfalto.
Vorrei svanire anche io nell’asfalto, perché sono stanca. E il mio e quello di Amelia di diabete non andrà in ferie ad Agosto e nemmeno farà i ponti.
Ma finché ci sarà un camionista che si accosta per me c’è speranza.
Grazie guidatore di trasporti internazionali stradali.
Queste sono le bomboniere che ho confezionato ieri sera a tarda notte.

 

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