L’incontro

Ormai il diabete fa parte della mia vita! Non ci sono alternative, non ci si può rinunciare, non si può pensare di non farne i conti ora dopo ora, giorno dopo giorno. Fa parte della mia vita o, meglio, è parte della vita di mio figlio… Essendo ancora piccolo è un carico sulle mie spalle, sulle spalle di noi genitori e non so lui cosa percepisca di tutto ciò: a quattro anni si dovrebbe crescere giocando e ridendo eppure lui fa già i conti con i compromessi del vivere quotidiano: del “metà biscotto”, del “mini-cono”, della “caramella più piccola”. E’ così… è parte della sua vita, della nostra vita.

Gestire la vita di un bambino così piccolo non è facile, per niente! Ti costruisci una corazza, fingi naturalezza, serenità ma dentro è tutto un ribollire di emozioni forti che si rincorrono. C’era nelle mie iniziali considerazioni, dopo le dimissioni dall’esordio, l’idea che crescendo questo peso si sarebbe alleggerito; egoisticamente pensavo che crescendo tuo figlio sarebbe diventato consapevole e responsabile e tu, genitore, saresti stato, come dire… sollevato da un fardello… quantomeno alleggerito! Niente di più sbagliato in questo ragionamento.

Ho fatto un incontro qualche mese dopo; ho conosciuto nel mio stesso paese, la mamma di una ragazza oggi maggiorenne, sì, ma con il diabete… Mi è bastato un attimo, che i miei occhi incrociassero i suoi e ho capito: quel peso non si alleggerirà mai, tuo figlio crescerà, si farà strada nella vita, avrà successo ma, quel peso per noi genitori sarà sempre là. Le preoccupazioni per un’ipo, per un’iper, per una terapia da rivalutare, le notti insonni aspettando che i valori glicemici ritornino accettabili… Tutto identico per me, a un anno dall’esordio, come per lei, mamma di una ragazza con più anni dall’esordio. Negli occhi di quella mamma ho letto tutto e mi sono rivisto come da fuori, e ho capito… nulla ci verrà tolto, nulla cambierà. Nel riflesso di quegli occhi velati, ho letto parole non pronunciate, quelle che ci si tiene dentro perché non vuoi ferire non vuoi togliere speranze! Ma io le ho lette ugualmente!

Cara mamma Teresa, è stato bello ugualmente, il nostro primo incontro… perché anche se mi hai cancellato alcune speranze, mi hai fatto prendere consapevolezza e coscienza di altre; mi hai arricchito e forse anche rinforzato: bisogna rimboccarsi le maniche, bisogna sempre lottare e mai arrendersi perché se ciò è vero per ogni genitore… ancor di più lo è per noi genitori di bimbi “speciali”: Amore è anche questo, l’accettazione di tutto ciò che è stato, che è e che sarà…!

Marco Cefalù

#machenesannoglialtri

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