Il diabete non và in vacanza.

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Stanotte io ed Emiliano stavamo decidendo, quasi, di divorziare. Non c’è tema che ci scaldi e ci appassioni di più delle glicemie di Amelia, che in questi giorni sono molto altalenanti. Ieri sera, dopo un ribasso glicemico, mentre lui era via a prendere lo zio Manfredi, io ho dato ad Amelia un gelato. Niente di strano. Quando, poco dopo, è iniziata una scatenatissima salita verso l’alto, nonostante l’insulina, Emiliano mi voleva ammazzare. Io mi sentivo in colpa. E ci siamo scannati! Siamo andati a letto tristi sotto tutti i fronti e con Amelia con la glicemia ancora alta. Dopo diverse dosi di insulina, alle due di notte, alla luce del cellulare, le abbiamo cambiato l’agocannula. Era piegato. Si, era piegatissimo e l’insulina non poteva passare impedendo così che ad Amelia scendesse la glicemia. Amelia piangeva, il buco dell’ago, l’irritazione del cerotto, un culetto tutto rosso e martoriato, sono cose che un genitore non dovrebbe vedere nel corpo del proprio figlio. Certe cose sono dure da digerire, nemmeno il limone e il bicarbonato può far nulla. Pensi di essere in vacanza, ma le malattie/patologie/condizioni, chiamiamole come vogliamo, non vanno in vacanza. E ora siamo al mare. Il Signore e la Signora Manzo hanno fatto pace, Amelia ha fatto il bagno. Siamo stanchi e con le occhiaie. L’ elefante è oggi un amico. E mi sa che alla fine non divorziamo! Alé !

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