Grazie mamma francese.

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Un paio di giorni fa, in un camping, Amelia ha conosciuto Marlene e la sua mamma. Le rubava le palle e gliele tirava tutte lungo una discesa che portava alle docce zuppe dei bagni comuni. La bimba, di 4 anni, correva a prenderle e le riportava ad Amelia, con amore e con la speranza che non le ributtasse più verso il bagno. Nulla da fare. Amelia le tirava sempre lì. – È una ribelle – diceva la mamma, in francese. Io le rispondevo in un mix letale di inglese, francese e spagnolo. Quello che ieri ho chiesto una cosa in inglese ad un uomo e lui mi ha risposto: – do you speak english?
Tipo esperanto, per intendersi.
Insomma continua questo gioco tra le bimbe con la supervisione di noi mamme. Quando la mamma francese diceva qualcosa di veramente incomprensibile, alle brutte, chiamavo Emiliano che, essendo l’uomo che tutto sà e tutto fà, parla il francese! Chiaramente.
Ieri sera, mentre litigavamo mi ha detto: – ma tu esattamente cosa sai fare?
Niente.
Ma tornando alla piccola e paziente Marlene, continuando gli inseguimenti delle palle e di Amelia, ammirando la scena, inizia a suonare il sottofondo di: beeeeppp beeeeep
Amelia ha la glicemia in discesa. Che palle!
Mi scoccia sempre parecchio disturbarla mentre sta giocando per darle qualcosa.
Allora aspetto un pò.
Dopo un pò: beeeeep beeeeep . Non si può più aspettare, devo darle del glucosio. Così vado a prenderlo e glielo faccio ciucciare dalla sua boccettina.
La mamma mi dice, con calma e consapevolezza: – ha il diabete ?
Si.
Dice alla bimba che Amelia a volte ha bisogno di prendere un pò di zucchero e il discorso finisce. Si continua a giocare.
Che meraviglia. Trovare qualcuno che sà. Quel qualcuno che nella sua tranquillità e senza troppi commenti ti dice: – so cosa è, continuiamo a giocare, sapendo che Amelia ha il diabete, e non cambia niente rispetto a prima-.
Senza il bisogno di spiegare, niente. Senza lo sforzo di far capire, nella giusta forma e misura, le esigenze di Amelia. Senza sentirsi sminuire e senza sentirsi drammatizzare.
Sò cosa è.
Questo vorrei che si diffondesse tramite la nostra pagina: cosa è il diabete a chi non ha il diabete. E trovare sempre più mamme e papà di bimbi senza diabete consapevoli di cosa vuol dire. In grado di spiegarlo ai propri figli o, nel nostro caso, magari spiegandoglielo insieme.
Chissà se ci riusciremo.
Questo pensavo ieri, passo dopo passo, nei pavimenti stellati di Cassis, dove i bus terminano le corse alle 20 e tu devi fare km a piedi in salita per tornare al camping. E intanto litighi con tuo marito perché così il tempo passa più veloce. Grazie Cassis e alla bella mamma francese.

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