Colla.

Le vacanze sono finite per noi, Emiliano è rientrato a lavoro, ed io a casa con Amelia, da sole e con centomila gradi all’ombra. Giovedì sera siamo andate vicino a lavoro di papà e abbiamo dormito col camper dentro al bosco. Anche li faceva molto caldo e c’erano i tafani e le vespe, e le vipere, e i cinghiali e tutta quella ambientazione da film horror che fa si che sei nel bosco isolato e pensi solo che tra poco verrà qualcuno a farti fuori. Ho sempre avuto paura dei posti isolati perché ho la paura di andare in ipoglicemia e non avere da mangiare dietro, o finirlo, e non trovare nulla e vagare nel vuoto tra rami, foglie e quei fastidiosi sassi e radici di alberi secolari e, alla fine, morire, nella più totale delle solitudini.
Per fortuna il camper aiuta, perché nel nostro è difficile che finisca la roba da mangiare. Se partiamo per un fine settimana Emiliano porta cibo per due mesi. In questi è molto siculo.
Insomma, abbiamo dormito nel bosco e poi venerdì, dopo il lavoro di emiliano, siamo andati verso il mare. Ci siamo accampati male, disordinati e un po’ zingari, abbiamo messo male la crema solare che ci scivolava addosso come il sudore, abbiamo reidratato il cane che era nella quasi totalità evaporato, e ci siamo messi a correre verso il mare.
Bello. A mollo. Sempre.
Dici acqua e dici ” cerotto ” quando si parla di diabete e microinfusore. Prima di entrare in acqua cerchi di ancorare il più possibile il cerotto della cannula e quello del sensore. Ma il caldo, l acqua e la crema solare non aiutano.
In Francia era successo a me. Mi ero sdraiata a fare la figa sulla spiaggia e mentre mi giravo a pancia in sù il cerotto della cannula era venuto via. Per salvarlo l avevo tappezzato di nastro adesivo rosso e dal punto di vista estetico stavo da cani. Ma l’estetica non è tutto! Sopratutto quando hai una fornitura di materiale per il diabete molto esigua e non puoi permetterti di sprecare. Anzi, io cerco di risparmiare qualcosa per darlo in caso di emergenza ad Amelia.
Ieri invece è successo ad Amelia. Ma come tutte le cose dei bambini sono sdregolate, fuori controllo e pieni di slanci di vita. Così Amelia giocava con L ‘acqua senza curarsi minimamente del cerotto del sensore e della cannula, fino a quando, per farla saltare sulle pozze come fa Peppa pig, l ho tirata su e ho scoperto che non aveva più cerotto della cannula. Senza cerotto con la cannula il micro non si può attaccare e quindi non possiamo fare l insulina.
Io ed Emiliano ci siamo guardati intensamente, come un tempo facevamo ma per fare cose zozze, ma invece di fare cose zozze abbiamo realizzato che era il momento di correre al camper.
Nel giro di tre giorni abbiamo cambiato 3 volte l’ agocannula. Questa è da giorni la scena del cambio pannolino di Amelia. Dopo 30 minuti aveva la glicemia a 360 e solo grazie alla grande capacità di Emiliano di avere il coraggio di farle un monte di insulina, siamo riuscita a farla scendere in tempo per la cena. Per fortuna Amelia aveva vicino la sua amichetta Livia. E io la mia amichetta che è la mamma di Livia. E per fortuna poi le cose si sistemano. Ma quanti imprevisti che stravolgono a volte il nostro umore e i nostri programmi.
Poteva andare peggio, però, non va dimenticato.
P.s. Ho iniziato a spedire una cinquantina di cartoline! In settimana progettiamo la scritta con tutti i vostri nomi da attaccare sul camper. Non vediamo l’ora!
E speriamo che almeno la colla dell’adesivo regga nei secoli dei secoli!

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