Il meglio del nostro meglio.

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Stamattina ci siamo svegliati presto e, grazie al nostro super camper parcheggiato al Mayer, abbiamo percorso pochi metri per raggiungere il reparto di diabetologia. Per dire ad Amelia che Andrea le avrebbe fatto il prelievo e per vederla andare verso di lui a porgergli il braccio, un pò dubbiosa e un pò titubante.
Sei boccette di sangue tolte mentre cantavamo ” le ruote del bus che girano, girano, girano ” e quella sensazione di giramento di testa che viene come se il prelievo lo stessi facendo tu. E ti stessero levando litri di sangue. Guardare tua figlia che non ha paura di osservare l’ago, che è una farfalla, che le buca la pelle. Ho ammirato il suo coraggio. Io ancora oggi non riesco a Guardare!
Stamattina era presto. E io speravo fosse uno di quei giorni in cui tutti i bambini del mondo stanno bene e gli ospedali non sono necessari. E i medici si annoiano nei loro studi deserti e poco arredati. Ma non era così, purtroppo.
E la glicata di Amelia è un po’ peggiorata. Me l’ha comunicato Emiliano mentre tornavo dalla colazione al bar. Aveva la faccia della morte nera. E io mi sono sentita in colpa. In maniera violenta ho impattato col fatto, inconfutabile, che Amelia ha una malattia e che il suo buon futuro dipende da noi genitori. Da noi imperfetti genitori che non sappiamo cosa voglia dire essere un pancreas ma dobbiamo cercare di mimare ogni giorno la sua funzione.
Ma poi vediamo il nostro dottore dolcissimo e insieme ci buttiamo sui grafici delle glicemie di Amelia alla ricerca di quello che ci sfugge e che ci frega, constatando sempre ogni giorno di più, la complessità di questa malattia. Che non Si stabilizza mai. E ti viene in mente chi ti dice, senza sapere: – daiii che poi si stabilizza !
E ti verrebbe voglia di fargli vedere quei grafici che sono complessi da dare testate nel muro. Perché il diabete richiede uno sforzo maggiore del mettere il micro. Ci devi mettere la testa. Io propongo di metterci anche un medium ma il dottore ed Emiliano non prendono in considerazione la mia proposta. La mia tristezza si schiarisce, però, man mano che ritorno a dire stupidate per ridere. E realizzò che gli esami si fanno per capire cosa non va e aggiustarla non per avere una condanna. Alla tristezza in questo caso. Sono convinta che essere giù di morale alzi la glicemia. Perché tutto funziona al contrario in questo mondo .
Così ora provo a sorridere. Come stamattina che eravamo pieni di speranza, e andiamo al Mare davvero, adesso, provando a trovare le forze per fare sempre meglio del nostro meglio ma col sorriso.

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