Per tutta la vita o per sempre.

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Ieri era fresco in casa, il solito caos di Amelia che ride e corre, il cane che ulula che vuole uscire, Emiliano che si perde in cucina a sperimentare e, fondamentalmente, a inzozzare tutto. Dopo cena mentre pulivo un pò, provavo a mettere ordine nella mia testa confusa e pensavo al concetto di ” per sempre ” e di ” per tutta la vita “. Sono due condizioni altamente ansiogene e durature ma delle due preferisco la seconda. L’idea che alcune cose possano seguirmi anche dopo la morte mi impressiona parecchio. Anni fa quando facevo l’università, mio padre aveva attivato con un gestore telefonico l’opzione ” chiama un numero a piacere PER SEMPRE ” e, amorevolmente, lo aveva attivato con me che, a prescindere da quello che ci sarà dopo la morte, il pensiero che mio padre continuasse a telefonarmi non mi faceva stare per niente bene. Tipo che io sono morta e lui chiama per chiedermi se ho mangiato e se è tutto a posto. Minchia che incubo ! Ad Emiliano, invece, dedico spesso una canzone dei radiohead che a fine testo dice: ” i Will see you in the next life ” – cioè – vorrei vederti/ ritrovarti nella prossima vita.
Io lo vorrei rincontrare Emiliano in un’altra vita, se ci fosse, potremmo fare ancora grandi cose insieme. Magari fondare una band. Oppure grattarci la testa come fanno le scimmie. Magari potessimo essere due scimmie, insieme! Lui dice che, assolutamente No, nella prossima vita vuole essere lasciato in pace, e di certo, mi starà alla larga.
Io credo che in ogni vita viviamo più vite, e quando diciamo per sempre in realtà diciamo ” finché non finisce “. Il diabete mio e di Amelia è per sempre ? O per tutta la vita ? Se fosse per Sempre, seppellitemi col micro, per favore, non vorrei risvegliarmi, ancora col diabete, e dovere ancora discutere con la asl! Se invece fosse per tutta la vita, come quando dicono ” cronico” allora penso che sarà per un pezzo di questa vita che poi, finirà e ne ricomincerà un’altra. Questo penso quando guardo al futuro di Amelia: sarà così per una parte della nostra vita che penseremo sia tutta ma non sarà così. Sarà tutta, fino a un certo punto.
E anche se a volte mi sembra di camminare in punta di piedi e col fiato sospeso, questo pensiero mi aiuta a star meglio. E poi quando ci si ammala si pensa sempre che la felicità sia finita. Esaurita. Bene. Era veramente così deperibile questa felicità ? Siamo veramente capaci solo di felicità facili?
Io credo di no.
Questa settimana è iniziata veramente tutta storta, avrei bisogno di un massaggio alla testa e un pò di solletico nella pancia. Un caffè col latte e un cioccolattino di quelli con la nocciola dentro, che crocchi. Invece sono al nido a fare l’insulina ad Amelia e a sperare di aver fatto per bene. Mentre, ora, è whats up ulula, perché Emiliano vuol sapere perché ho fatto dose tot e non dose tot e io desidero solo essere a ieri quando dipingevo e diluivo i colori dentro una tazza e finivo le ultime cartoline per i nostri sostenitori.
È bello dedicare del tempo a ciò che ci esprime. Dovremmo farlo sempre.
Per sempre !

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