Tachipirinha

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E’ strano come, a volte, improvvisamente, le stagioni cambino e cambino le abitudini e gli scaffali delle nostre cucine. Dal sognare di fare uno spritz alle 19,00 alla sera, con la luce e il caldo forte, a tirare fuori tutta la tachipirina che hai in casa, ripassare dalla farmacia, vitamine, ferro, magnesio, echinacea, achillea, ribes nigrum, ali di pipistrello e truciolato liquido.
L’ultimo giorno di luce ci ha portato una gran tosse e la febbre a 39 e chissàquanto per Amelia, con relativo innalzamento considerevole delle glicemie, della quantità di insulina e della disperazione del babbo. Anche io mi sono un pò ammalata, ho tirato fuori la Tachipirinha delle 19, 00, quella che prima era un cocktail interessante e ora, invece, solo paracetamolo. Cambiamo le stagioni anche nei nostri scaffali, sì, purtroppo. Le teiere di latta che Emiliano ha portato dai suoi soggiorni in Egitto, si svuotano dei fiori e diventano oggi i protagonisti di millemila tisane calde in cerca di conforto dal freddo della casa che non ha spifferi ma veri e propri buchi alle finestre.
Così ieri ci siamo svegliati con un solo occhio aperto, Amelia era un piccolo forno in mezzo a noi, Anubi piangeva perchè voleva uscire, e i nostri micro sotto le coperte suonavano tutte le iper del mondo.
Sarà così per buona parte dell’inverno, come tutti i genitori che hanno bambini piccoli che vanno al nido o alla materna. Sarà un altro inverno con la paura del virus gastrointestinale, per gli amici, ” le cacarelle ” e la paura che il diabete complichi ulteriormente le cose. Sì perchè a noi che siamo oramai abituati a ( quasi ) tutto, la febbre non ci fa specie, ci fa specie dover pensare sempre alle glicemie e a come gestire quelle. Ed Emiliano che mi ricorda ogni giorno che tra poche settimane avremo il controllo della glicata di Amelia, e tra influenza e cannule piegate, chissà cosa verrà fuori. Finchè, con la gola in fiamme, dopo aver giocato tre ore a fila con Amelia a fare la pasta, la cucina, gli gnocchi e la casa di Masha e Orso, non arriva tuo marito e ti dice:
– Sto male, ho mal di gola.
E tu sai che quando marito dice ” mal di gola ” non c’è diabete o celiachia o tiroidismo che tenga, è l’inizio di interminabili ore di veglia e conforto al moribondo. E mannaggia a tutti gli dei ma perchè non viene mai un febbrone alla mamma, che si mette a letto e buona notte a tutti? Perchè il mal di gola della mamma vale meno di quella del papà? E dopo avere fatto tredicimila gnocchi al pongo, lui, disteso come il Cristo Morto del Mantegna, sul divano madido di sudore e disperazione, ti mette alla tv un dei film più tristi della storia, è lì che capisci che il diabete, a volte, è davvero l’ultimo dei tuoi problemi. Anche l’inverno è superabile, purchè Emiliano stia bene. E quando si sarà ripreso vi racconterà di un bellissimo locale gluten free che abbiamo visitato sabato a Firenze. Prima che arrivasse l’autunno, il buio e la febbre.
Buon halloween a tutti, noi domani festeggiamo i morti che portano regali e dolcetti, e noi ce li mangeremo, non troppi, ma li mangeremo, perchè non è vero che chi ha il diabete non mangia dolci! Chi ha il diabete ne mangia di più! ;)

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