Senza fine

I giorni iniziano col primo pensiero di capire se le tue gambe saranno macigni fino a sera, se ti lasceranno camminare normalmente o tremoleranno.
Un attimo dopo lo sai, basta guardare quel numeretto e quello che significa per capire come sarà la tua giornata.
Ci sono quei giorni che iniziano con lui che strilla e vibra quando ancora fuori è notte e tu, ancora con gli occhi chiusi, capisci immediatamente che non sarà una giornata tranquilla e che con gambe pesanti o ballerine dovrai arrangiarti a stare in equilibrio.
E poi ci sono i giorni come oggi, nei quali lo strillo è continuo e qualsiasi cosa fai è sbagliata perchè lui continua a dirti che sei troppo oltre, prima da un lato e poi dall’altro, sempre troppo in bilico per non avere il terrore continuo di cadere.
Allora i numeri diventano il tuo incubo.
15 grammi e 15 minuti. 15 non di più, ma se 15 minuti dopo non bastano diventano altri 15. E la seconda volta aspetti 20, 25, 30… E non capisci perchè non funziona e aspetti fino a quando non decidi di aggiungere 10 per paura di esagerare.
Invece dopo un’ora sai che devi iniziare un altro conto, quello delle due ore e dei multipli di 65 da togliere a piccoli blocchi, stando attenta a non esagerare perchè sennò ricominci da 15.
E ci stai attentissima eh, perchè lo sai cosa succede se sbagli.
E invece sbagli. Una volta. E poi due. E lui continua a strillare per ricordarti quanto sei inetta, come se già non lo facesse il tuo corpo, che continua ad essere strattonato su e giù in quell’altalena che ti tiene sempre in bilico e tu non hai voglia di giocare, hai voglia solo di fermare tutto.
Qualcuno dice che il piattume è noioso, non è vita, io invece vorrei essere schifosamente piatta per potere vivere.
In tutto questo, nelle pause tra uno strillo e l’altro, il silenzio è pesantissimo. Nella testa rimbomba all’infinito la stessa frase: Te l’avevo detto, idiota.
Ma dura poco perchè poi ricomincia lo squillo.
E ricomincia il tuo tiro con le freccette a quel bersaglio che si sposta o che comunque a te sembra che lo faccia e in ogni caso, tu non hai mai avuto doti da cecchino.
Queste giornate da settordici ore per fortuna non sono molte.
Ma ti tirano talmente ai fianchi, da sbrindellarti da tutte le parti.
E sai che non puoi fare altro che aspettare, sola, che passi e che l’asse smetta di vibrare e si rimetta, pur se parzialmente in equilibrio.
Ma ora, a che punto sono?

Alice Brazzo

Ti è piaciuto questo articolo?
Clicca qui
per leggere altri bellissimi articoli della rubrica "Vivere il diabete"!

Vuoi raccontarci tu una storia? Spediscicela qui: info@deebee.it
©Riproduzione riservata


Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *