Pasti e iperglicemia: quanta insulina?

Quanta insulina è necessaria per metabolizzare un alimento o un intero pasto? La chiave è il rapporto insulina/carboidrati (chiamato ICR, dall’inglese “I-Carb Ratio”) o, in altre parole, quanti carboidrati “sono coperti” da 1 unità di insulina. Il calcolo viene effettuato  insieme al proprio medico. I diabetologi, soprattutto quando si tratta di bambini, personalizzano la ricerca di questo rapporto in base al diario glicemico e alimentare del paziente, poiché su ogni individuo l’insulina ha un effetto diverso. Ad esempio, se con alcune persone 1 unità basta per “smaltire” il glucosio contenuto in 15 o 20 grammi di carboidrati, per altre può coprire solo 5 o 6 grammi.

Regola del 500

E’ una regola empirica che rappresenta un punto di partenza per individuare il proprio rapporto insulina/carboidrati e che consiste nel dividere il numero 500 per la dose totale di insulina giornaliera (chiamata TDD, dall’inglese Total Daily Dose, ricavata sommando basale e ultrarapida assunte nelle 24 ore). Ai fini della determinazione di un ICR più affidabile però, anziché utilizzare la TDD, viene sovente impiegata la media del fabbisogno insulinico giornaliero dell’ultima settimana, calcolata previa assunzione di una quantità fissa di carboidrati, in assenza di attività fisica e col paziente in salute.
Se il diabetico è in cura con insulina rapida (invece dell’ultrarapida), si usa 450 invece di 500.

regole 500-2

Esempio

Supponiamo che una persona assuma 20 unità di insulina al giorno.

Basale + ultrarapida giornaliere = 20 unità
ICR = 500 : 20 = 25

Ciò significa che con 1 unità di insulina ultrarapida si metabolizzano circa 25 grammi di carboidrati.
Ora che conosciamo l’ICR possiamo rispondere alla domanda iniziale: “Quanta insulina è necessaria per metabolizzare un alimento o un intero pasto?”

Se per esempio il nostro pasto contiene 65 gr di carboidrati, sarà necessario somministrare 65 : 25 = 2,60 unità di insulina, ossia:

INSULINA = CHO / ICR

Questo vale quando la glicemia prima del pasto è nel target. Se così non è, occorre applicare una seconda regola. Ossia…

La regola del 1800

Quando la glicemia prima del pasto è fuori target bisogna aumentare la dose di insulina da assumere in modo direttamente proporzionale al valore da correggere. E, per fare questo, è indispensabile conoscere il proprio FSI (acronimo di Fattore di Sensibilità Insulinica, o fattore di correzione), ossia di quanto abbassa la glicemia 1 unità di insulina.

Esiste una regola empirica anche per questo: la Regola del 1800, che consiste nel divide il numero 1800 per la dose totale di insulina giornaliera (basale + ultrarapida). Il valore ottenuto indica di quanti punti diminuirà la glicemia a fronte dell’assunzione di 1 unità di insulina. Al pari della Regola del 500, anche per la Regola del 1800 è consigliabile utilizzare la media del fabbisogno insulinico giornaliero dell’ultima settimana, anziché la sola quantità somministrata nell’arco delle precedenti 24 ore, in modo tale da ottenere un FSI più veritiero e affidabile.
Se si utilizza insulina rapida il valore iniziale da inserire sarà 1500.

regole 1800-2

Esempio

Supponiamo che una persona assuma 20 unità di insulina al giorno.

Basale + ultrarapida giornaliere = 20 unità
FSI= 1800 : 20 = 90

Ciò significa che l’assunzione di 1 unità di insulina ultrarapida provocherà una diminuzione della glicemia di circa 90 punti.

Immaginiamo adesso che il valore della glicemia prima del pasto sia fuori target, ad esempio 250, e che il valore target desiderato sia 120; procederemmo con il calcolo in questo modo:

  • Punti di cui si vuole diminuire la glicemia: 250 – 120 = 130 punti
  • Da cui, l’insulina necessaria sarà calcolata come 130 : 90 = 1,44 unità, che dovranno poi essere sommate alla dose del pasto.

Unità di insulina = [Punti di decremento] / FSI

Quindi, riprendendo il primo esempio, alle 1,44 unità per correggere dobbiamo sommare 2,6 unità necessarie a “coprire” il pasto. Per un totale di 4,04 unità somministrate.

Anche questa regola è approssimativa e rappresenta soltanto un punto di partenza. Insieme al medico la si adatterà ai reali fabbisogni, differenziati anche per fascia oraria.

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