Sono momenti

Era tanto, ma tanto tempo, che per fortuna non avevo ipo notturne.
Venerdì sera ero ad una festa, e si sa, che si balla, si fa movimento, si canta, ci si diverte. Al momento della torta avevo 180, così pensando al movimento della serata e avendo ancora insulina attiva, ne ho mangiata un pò (ed era anche buona con gocce di cioccolato, precisiamo!!!) ma non è bastata…
Mi sveglio nella notte con il cuore a suon di tamburo, bum bum bum, veloce, senza forze mi alzo e vado in cucina, nonostante il succo sul comodino, ma ahimè quando mi sveglio in ipo nella notte mi viene d’istinto alzarmi dal letto e so che è sbagliatissimo. Inizio a bere il succo, mi siedo, mi controllo e leggo un 48, continuo a bere il succo, lo finisco, apro la Nutella, ne prendo mezzo cucchiaino, mi dico di stare calma, di non mangiare altro, perché si sa, che in ipo, ci si mangerebbe una casa intera.
Faccio un bel respiro e mi siedo, faccio calcoli per il succo e impostando una glicemia di 50 avrei dovuto fare 0.85 U, ma non ci penso nemmeno e me ne torno a letto, pensando “ah beh di sicuro al risveglio avrò un super 300” e invece mi ritrovo un 165 e tante urla dei miei genitori e di mio fratello dicendo che dovevo svegliarli…
In casa dormivano, e a farmi compagnia alle 4.50 del mattino c’era la paura, perché lo ammetto, ne ho sempre tanta per le ipo, come voi. E dopo quasi 15 anni di diabete quando qualcuno mi chiede cosa si sente, cosa si prova, io rispondo con un “non so spiegarlo.”
Ma come si fa, a spiegare quella sensazione? Di paura, d’impotenza, di stanchezza… Quella sensazione di voler divorare tutto, affinché passi subito, quel timore che precede il risultato del glucometro. Per qualcuno tanto “basta fare l’insulina ai pasti” ed è fatta, ma come si fa a spiegare tutto questo? A spiegare che ci sono tremila fattori di cui tenere conto? Ma nemmeno voglio dare tutti i torti a chi pensa questo, perché mi dico sempre che nella vita in generale, non è facile capire una cosa se non vissuta prima sulla propria pelle. Anche io probabilmente non capisco tante cose vissute da altri se non le vivo in prima persona.
E allora in questo caso spiegare non serve a nulla, ma condividere con chi vive la tua quotidianità invece aiuta molto, ed è tutto qui lo scoop di questo gruppo, farci sentire uniti e mai soli. E nonostante tutto, “sono momenti”, mi dico, oggi è un altro giorno, un altro sorriso, un alto pizzico di forza in più!

Rita Di Lorenzo

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