Intervista Dott. Alberto Sabbion e Dott. Marco Marigliano

Questa volta abbiamo realizzato una “doppia” intervista. Abbiamo parlato con il Dott. Alberto Sabbion e il Dott. Marco Marigliano, Dirigenti Medici del Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica e della UOC di Pediatria ad Indirizzo Diabetologico e Malattie del Metabolismo di Verona, entrambe dirette dal Prof. Claudio Maffeis.

Secondo voi, come incide sulla gestione quotidiana e poi a lungo termine l’utilizzo dei sensori? Parlo sia di sensori a monitoraggio continuo sia di Libre, che in questo si differenzia.

Il monitoraggio glicemico continuo mediante sensore sottocutaneo, negli ultimi anni, ha migliorato il nostro modo di gestire il diabete tipo 1, grazie alla possibilità di comprendere più chiaramente gli effetti della terapia insulinica, della dieta e dei molti fattori che possono influire sul compenso glicemico. Inoltre, ha reso certamente più partecipi anche bambini e genitori i quali, dall’osservazione delle curve glicemiche, possono trarre costantemente informazioni utili per prevenire episodi di ipoglicemia e di iperglicemia e a posteriori possono attuare modifiche più precise della terapia insulinica. È evidente che il buon uso di questa tecnologia avrà una ricaduta importante sul futuro livello di salute dei bambini con diabete, limitando la comparsa delle complicanze ad esso associate. Vari studi evidenziano gli effetti positivi del monitoraggio glicemico continuo sul compenso metabolico, ma non siamo ancora in possesso di dati sufficienti per dare un giudizio sugli effetti derivanti dall’uso dello strumento FreeStyle Libre, per il quale è stato da poco approvato l’utilizzo in età pediatrica a partire dai 4 anni.

Nei vari forum virtuali, che in qualche modo sono ormai proiezione di quello che succede nella vita reale, si discute molto sulla “dipendenza” (mi passi il termine) o ansia che possono creare i sensori e ancora di più il controllo da remoto delle glicemie del bambino. D’altro canto molti ritengono che proprio il sensore dà loro molta più tranquillità. Per esperienza, voi cosa consigliereste a un genitore? Immagino che questo dipenda anche dall’età del bambino o no?

Per l’esperienza fatta in questi anni non possiamo negare che molti genitori, una volta iniziato il monitoraggio glicemico continuo, percepiscano questa tecnologia come irrinunciabile per la cura del diabete del proprio figlio. Il legame che si instaura con il sistema di monitoraggio è ovviamente tanto più forte quanto più piccolo è il bambino e quanto più instabili sono le sue glicemie. Inoltre abbiamo notato come questo sistema permetta ai genitori dei bambini più piccoli di ritornare con maggiore serenità al proprio lavoro, lasciando il proprio figlio all’asilo/scuola monitorato in remoto. Riteniamo che un uso continuativo, soprattutto se abbinato al microinfuosore di insulina, sia consigliabile a patto che questo non diventi fonte di ansia per bambini e genitori o di rifiuto del trattamento da parte del bambino se percepito come eccessiva medicalizzazione.

Conoscete il sistema Nightscout immagino

Siamo venuti a conoscenza di Nightscout tempo fa grazie alle notizie rinvenute sul web.

Tra i genitori del vostro centro ce ne sono che utilizzano questo sistema di controllo a distanza? Loro cosa ne pensano?

Anche presso il nostro Centro ci sono numerosi genitori che utilizzano il sistema Nightscout. Per quanto ci viene riferito in occasione delle visite diabetologiche di controllo, la loro esperienza è complessivamente positiva, anche se talvolta potrebbe essere fonte di ansia quando il bambino non è sotto il loro diretto controllo.

Fino a che età, secondo voi, sarebbe meglio usare questi sistemi? Potrebbe forse, con il passare degli anni, rendere il bambino meno autonomo?

Si può ipotizzare che un sistema come Nightscuot possa limitare l’acquisizione di una progressiva autonomia da parte del bambino e, pertanto, crediamo che il suo utilizzo, con le dovute eccezioni, sia proponibile al di sotto dei 10 anni di età. Ad oggi, tuttavia, non vi sono prove a supporto di tale ipotesi che andrà verificata nel tempo sulla base dell’esperienza fatta da un numero sempre maggiore di bambini.

Quale abbinamento consigliereste? Per es. Libre-Omnipod / Dexcom- Animas Vibe (a parte Enlite che si collega solo a Medtronic). Anche questo dipende dall’età del bambino?

La scelta del microinfusore e del sensore per il monitoraggio glicemico in primo luogo è sempre influenzata dagli obiettivi terapeutici che medico e famiglia si pongono. Tali obiettivi sono certamente in parte condizionati dall’età del bambino. Tuttavia, va ribadito che attualmente non abbiamo dati sufficienti sull’efficacia del funzionamento in abbinato di FreeStyle Libre con un microinfusore e, pertanto, ad oggi gli abbinamenti con microinfusori consigliabili sono solo con i sensori per il monitoraggio glicemico continuo (CGM).

Ci potete anticipare qualche ultima novità in arrivo nel campo dei sensori e microinfusori?

Tra le novità che attendiamo vi sono microinfusori e sensori con caratteristiche di maggiore connettività, in particolare con gli smartphones (una particolarmente imminente, il Dexcom G5), e la possibilità di utilizzare un unico dispositivo di inserimento per l’applicazione della cannula per infusione di insulina e del sensore. Inoltre durante il recente congresso sulla Tecnologia applicata al diabete (ATTd di Milano) al quale abbiamo partecipato, sono stati mostrati alcuni interessanti prototipi di sensori impiantabili sottocute dalla durata di 3-6 mesi. Molto interessanti anche gli studi sul Pancreas Artificiale bi-ormonale, una doppia pompa che prevede l’utilizzo in contemporanea di insulina e glucagone per controllare l’andamento della glicemia.

Voi siete tra i medici che hanno partecipato al trial di Bardonecchia a settembre. Ci potete raccontare qualcosa su questa esperienza e sui risultati ottenuti?

Si trattava di un Campo scuola sull’utilizzo del Pancreas Artificiale in età pediatrica. Si trattava del primo esperimento di questo tipo al mondo, era la prima volta che si provava la tecnologia di automazione della infusione insulinica in bambini molto piccoli (5-8 anni). Il progetto, inizialmente chiamato PEDerPAN (PEDiatric Evolution Research PANcreas) ed poi divenuto PEDarPAN (PEDiatric ARtificial PANcreas), ha visto protagonisti 32 bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni affetti da DMT1 provenienti dai Centri di Diabetologia Pediatrica delle Università di Verona, Milano, Torino, Roma e Napoli. La sperimentazione, coordinata dalla dott.ssa Daniela Bruttomesso, dell’Azienda Ospedaliera di Padova, e dal Prof. Claudio Cobelli ingegnere biomedico dell’Università di Padova, è stata condotta dal 3 al 12 settembre presso il Villaggio Olimpico di Bardonecchia (TO), sotto la supervisione dei medici e degli ingegneri delle Università partecipanti. Il pancreas artificiale è un dispositivo tecnologico innovativo per la terapia del DT1, nel quale la velocità di infusione sottocutanea di insulina somministrata mediante microinfusore, viene stabilita da un algoritmo ospitato in uno “smartphone”, sulla base delle glicemie inviategli in continuo da un sensore sottocutaneo. Tali dispositivi sono ancora in fase sperimentale ma in diversi studi hanno già dimostrato di poter limitare il periodo di tempo che il paziente trascorre con glicemie al di fuori dei livelli ottimali, in particolare nelle ore notturne. Il raggiungimento di tali risultati ha particolare rilevanza nei bambini più piccoli per i quali il diabete è caratterizzato da una maggiore instabilità e costringe i genitori ad una frequente verifica dei livelli di glicemia anche nelle ore notturne. I risultati dello studio sono stati presentati al Congresso ATTd di Milano del febbraio scorso e saranno presto pubblicati (speriamo, al momento attuale non abbiamo ancora la certezza!) su di una importate rivista scientifica del settore, Diabetes Care.

Quali saranno i passi successivi relativi al pancreas artificiale?  Immagino che sia ancora difficile fare previsioni sui tempi. Ma forse voi avete qualche idea in più sui tempi necessari per l’introduzione di questo strumento?

Il futuro del Pancreas Artificiale sarà fatto ancora di tanti trials clinici; non siamo ancora pronti ad oggi ad una integrazione di questa tecnologia nella normale pratica clinica quotidiana. Anche nell’adulto con DT1 (dove la sperimentazione va avanti da molto più tempo, quasi 9 anni ormai) sono stati raggiunti degli steps successivi nella fase sperimentale (ci sono numerosi trials clinici dove i pazienti hanno portato “a casa” il pancreas artificiale per una valutazione della sua efficacia in ambiente non ospedaliero) ma ancora non siamo arrivati al possibile utilizzo nella pratica clinica.
Sicuramente sono stati fatti tanti passi avanti e tanti altri verranno fatti presto. Nel giro dei prossimi 5 anni vedremo nuove funzioni (che deriveranno dagli studi sul Pancreas Artificiale) che saranno inserite nei microinfusori di nuova generazione (soprattutto riguardo il controllo notturno della glicemia) mentre il lavoro sul PA verterà sempre di più sul controllo in maniera più adeguata la fase post-prandiale della glicemia. Non sappiamo se il PA diventerà la cura definitiva del DT1, ma sarà sicuramente la prima terapia capace di gestire in maniera autonoma la glicemia, grazie alla somministrazione automatica dell’ insulina (e forse di altri ormoni, come il glucagone) in base all’andamento glicemico e l’utilizzo di nuovi sensori per la glicemia sempre più precisi e accurati.

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