Dal passato

Sorpresa.
Stamattina apro Fb e trovo un messaggio personale lunghissimo: un nome straniero di donna che non mi è nuovo. Inizio a leggere e comincio a dare un volto a quel nome: una mia alunna di molti anni fa. Mi racconta della sua vita lontana dall’Italia, della nostalgia in certi momenti. Torna al passato e parla di me: “L’ho sempre guardata con fare curioso sa? Aveva dei modi particolari: mangiava lo yogurt in classe, leccava il coperchio, beveva molta acqua ed aveva quella sorta di microfono attaccato alla gonna. Io stupidamente lo chiamavo “coso”, mi chiedevo cosa potesse essere, a cosa servisse, ma non avevo il coraggio di farmi gli affari suoi. Qualche anno dopo ho capito e ora mi sento davvero stupida. Mi dispiace davvero di aver preso alla leggera una cosa che tanto allegra non è. (…) Lei è una guerriera”.
Ho letto il suo messaggio più volte e davvero mi sento commossa. Penso alla nostra difficoltà di parlare di questa malattia, tutti prima o poi scottati dall’ incontro con persone incapaci di ascoltare. Che, a distanza di una vita, qualcuno abbia desiderato dirmi parole come queste, è un risarcimento alla superficialità di tanti.
Che bella domenica.
Buona domenica S. N. E.

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