Nebrodi, ancora problemi per i bambini diabetici

Forse in molti si ricorderanno la storia delle mamme siciliane che si sono trovate senza materiale di ricambio per i loro bambini microinfusi e con il rischio di tornare alla terapia multiiniettiva. Abbiamo seguito l’evolversi della loro battaglia che si sta rivelando sempre più in salita e piena di ostacoli.
L’intervento del presidente del Parco di Nebrodi, Giuseppe Antoci e l’interrogazione del deputato Bernardette Grasso dell’Assemblea Regionale Siciliana avevano portato a una soluzione temporanea del problema con una fornitura per microinfusori sufficiente per un paio di mesi.

Ma intanto si sono mosse molte persone e istituzioni, purtroppo non tutti per venire incontro alle esigenze dei bambini.

A fine maggio il Direttore generale dell’Asp 5 di Messina, Giuseppe Sirna, ha scritto agli specialisti in merito alla fornitura, specificando di “verificare la possibilità di assegnazione del microinfusore che presenta il costo più basso”. Entro 24 ore, con una lettera dai toni molto duri è arrivata la risposta del Prof. Fortunato Lombardo dell’Unità Operativa Complessa – Clinica Pediatrica, Policlinico Universitario G. Martino di Messina.

Ringrazio per la email ma rimango molto basito sul contenuto. Rammento che noi medici dobbiamo garantire, anzi abbiamo l’obbligo di garantire ai nostri pazienti le migliori cure e la migliore qualità di vita con tutti i mezzi in nostro possesso. Dalla delibera n.1139 del 13.05.2016 sembra che il problema sia solo economico e credo che questo non spetti al medico in quanto certamente lui non trae giovamento economico personale; quindi dovremmo lavorare solo sui costi non sulla sicurezza ed efficacia del prodotto in particolar modo se parliamo di bambini e in ottica di tecnologie future ai tempi d’oggi (vedi Pancreas Artificiale). Ricordo inoltre che il medico si basa sempre sulle linee guida nazionali ed internazionali e su criteri basati sulle evidenze scientifiche (EBM) ed in questo settore esistono tantissimi lavori in letteratura che ci danno l’imput per decidere il tipo di terapia da adottare.

Poi non capisco cosa a noi (medici) possano interessare i prezzi che sono stati offerti dalle varie ditte. Non credo che noi lavoriamo sul costo del prodotto ma sul beneficio che possiamo trarre da esso.

Cordiali saluti

Prof. Fortunato Lombardo

Reazioni immediate sono arrivate anche dalle associazioni. Oltre all’Agd Nebrodi, che aveva sollevato precedentemente il caso, si sono attivate anche l’A.G.D. Messina e la Federazione Diabete Sicilia, in rappresentanza delle 25 Associazioni siciliane affiliate. Tutte protestano contro “un’ingerenza grave” da parte dell’ASP di Messina che “da mesi non provvede ad acquistare microinfusori per i giovani pazienti diabetici non permettendo pertanto a molti una corretta gestione terapeutica”.

Intanto il tempo stringe e oltre alle rassicurazioni verbali di una fornitura fino a luglio, le mamme siciliane hanno bisogno di garanzie che fino ad oggi non sono arrivate.

 

 

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