Cos’è preferibile mangiare per prevenire ipoglicemie notturne?

Riceviamo e pubblichiamo la domanda posta da M., alla ricerca di alimenti che possono aiutare a prevenire le ipoglicemie notturne.

In multiiniettiva, prima di andare a dormire, si possono mangiare delle proteine per avere un sostegno durante la notte e avere un contrasto alla Lantus contro eventuali ipoglicemie notturne. Mi domandavo se in base a questo stesso principio, posso deliberatamente ingerire qualche grammo di grasso che parimenti alle proteine ha un effetto ritardato rispetto all’assunzione ma coprirebbe una fascia oraria ancora più lontana?
Se sì quale tipo di grasso è più usato o indicato a questo scopo?


LA DIETISTA RISPONDE

Una problematica molto diffusa, soprattutto nei bambini, è quella delle ipoglicemie che si verificano durante la notte.

Un accorgimento che permette di evitare l’abbassamento notturno della glicemia, prolungando, così, l’autonomia durante il digiuno, è quello di utilizzare l’amido di mais (o maizena): esso è un polisaccaride, o carboidrato complesso (costituito da catene più o meno ramificate di monosaccaridi uniti tra loro con legame glucosidico), perciò viene assorbito dall’apparato digerente lentamente e gradualmente.

L’indicazione migliore è quella di assumere la maizena tra mezz’ora e un’ora dalla fine della cena, può essere sciolta in acqua fredda, nel latte freddo o in uno yogurt, deve essere consumata rigorosamente cruda, perché la cottura renderebbe la digestione più rapida, eliminando, quindi, l’effetto ricercato. È meglio evitare, dunque, di scaldare anche il liquido/alimento, nel quale sciogliamo l’amido.

“Non somministrate insulina per la maizena, altrimenti il suo effetto viene annullato”

La quantità di maizena da assumere varia in base al peso corporeo, in questo caso può iniziare con 1 g di maizena per kg di peso, fino ad arrivare a 1,5 g per kg di peso.

Questo stratagemma può rivelarsi molto utile anche in caso di ipoglicemie tardive dovute all’attività fisica: quando pratichiamo attività fisica, infatti, il muscolo consuma il glicogeno (un polisaccaride) in esso immagazzinato; questa riserva viene, dunque, ripristinata in seguito all’attività fisica prelevando gli zuccheri per costruire il glicogeno direttamente dal sangue grazie all’insulina, abbassando, così, la glicemia.

Dott.ssa Claudia Maffoni

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