Non corrispondenza

I giorni di “non corrispondenza” sono i più difficili.
Magari passi la giornata a 300, perché, dopo una vita di iniezioni, il tuo corpo non assorbe più.
O perché gli ormoni della tua esistenza ansiosa bloccano l’attività dell’insulina nei meandri oscuri delle viscere.
Magari passi la notte successiva in ipoglicemia, perché gli ormoni si sono zittiti, perché i muscoli si sono rilassati, perché la notte porta il consiglio sbagliato.
E la mattina ti trovi spaesato e sfinito di fronte a una giornata che si erge come una vetta da scalare.
E magari ancora, anche quella giornata è vissuta in iperglicemia, perchè sei, semplicemente, troppo stanco.
Non si tratta di dolore fisico, o mentale.
Si tratta di muoversi nella non corrispondenza.
Il viso che pare rilassato mentre dentro il corpo si lamenta.
Il lavoro che richiede la tua presenza, mentre la necessità ti strappa energie per cercare di stare in piedi.
Il mondo che ti parla dell’inessenziale, mentre devi ascoltare i messaggi assertivi che arrivano da dentro.
La vita che richiede risposte mentre ogni parola costa sforzo.
Una non corrispondenza che sa di menzogna.
Una non corrispondenza tra te stesso e un te stesso che non sei tu.
I giorni di non corrispondenza sono i più difficili.
E per superarli devi convincerti che il non perdersi vale sempre la pena.

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