Oceani

Ti vedo che muovi le labbra. Vedi, ti seguo. Mi stai parlando del traffico di stamattina. Dell’incrocio sulla statale. Solo dei cretini potevano pensare di fare una rotonda in quel punto. Dico di sì, proprio così, infatti.
Ho appena bevuto un succo, e prima un budino liquido e prima una coca-cola. Stamattina va così.
Ti guardo le labbra. Il presente è la tua strada e la macchina davanti a te, che andava ai 40
Il presente sono le mie gambe che sento molli, che sento sparire, dal ginocchio in giù.
Il futuro è la lezione che inizieremo tra poco, il futuro è questo cuore che non smette di battermi in gola, velocissimo, urgente.
Il presente è questa stanza le sedie le voci i corpi.
Il presente è il mio bisogno di sedermi di appoggiare la testa di chiudere gli occhi di chiudere tutto. Solamente, di aspettare.
Ti vedo che muovi le labbra e sento la tua attesa, verso di me. Perché ho il vestitino elegante il sorriso le labbra rosse, perché sicuramente avrò da dire e da dare. E la mia pelle cerca di dire e cerca di dare mentre l’anima mi tiene stretta trattenendo anche il respiro.
E dal mio tempo sospeso vedo le tue labbra che si muovono.
La strada trafficata tu l’hai già attraversata mentre io devo superare questo oceano.

ti vedo

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