Dai, rilassiamoci con lo shopping !!!

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Metti un caldo pomeriggio di giugno, mettici pure la folle idea di andare a fare shopping, mischia il tutto, ed ecco la ricetta per un pomeriggio che sarebbe dovuto essere… rilassante!!! Presa la decisione usciamo, il mio compagno ed io, con ovviamente al seguito, il signor D, il sensore glicemico e per la prima volta shopping con il micro addosso. Entriamo nel negozio e superato il primo impatto della temperatura a -7, mi faccio aiutare dal mio compagno a scegliere qualcosa. Il vero dramma non è il fatto che io non vedo, e ho bisogno di aiuto per scegliere i vestiti, il vero dramma è che il mio compagno conosce solo cinque colori. Le altre sfumature, varie ed eventuali, sono identificabili con l’aggiunta della parola “tipo” davanti al colore. Faccio un esempio pratico: questo è blu, quest’altro è tipo blu (non azzurro, celeste, o carta da zucchero, no no!)

Comunque scegliamo qualcosa e andiamo al camerino dove c’è la seconda escursione termica, perché è senza aria condizionata e i gradi all’interno si aggirano intorno ai 50, credo. Tra l’altro il mio compagno deve comunque guardare anche per me quando provo qualcosa, ma non gli è chiaro il concetto “chiudi la tenda”. E sono sempre costretta a farlo entrare nel camerino con me, tanto pesa soltanto 110 kg!!! Comincio a provare, io appiccicata allo specchio, sulle punte tipo Carla Fracci e lui che occupa tutto lo spazio. E lì, grazie a tutta la chincaglieria che ho addosso, comincia il delirio: bretelle che si impigliano prima al sensore, poi al filo del microinfusore; il filo del microinfusore, per non essere da meno, si impiglia al sensore,  poi le etichette che si impigliano al filo del micro. A quel punto arriva l’illuminazione, e decido di togliere direttamente il micro. Alla domanda del mio compagno: “dove lo metto mo sto coso?” non rispondo solo perché sono una signora! Ultimo step, e poi saremmo usciti, un vestito scelto dal mio compagno …”tipo bianco e blu con qualcosa disegnato sopra tipo fiori ma non proprio”…??? Concetto chiarissimo ovviamente. Lui mi aiuta ad indossarlo , ma a livello testa il vestito fa un po’ di resistenza, ed io suggerisco che forse forse c’è qualcosa che non va. Ma l’uomo, imperterrito e a forza di strattoni, con la delicatezza che lo contraddistingue, riesce a farmelo indossare. Ora, questo vestito ha più di una bretellina che probabilmente deve essere incrociata in modo particolare sulla schiena. Lui mi guarda e mi fa: “ah ecco, ti sta proprio bene” …e io gli faccio semplicemente notare che non discuto del fatto che mi stia bene, ma se questa bretella deve stare proprio intorno al collo, come me l’hai messa tu?  Io ho 30 secondi di autonomia dopodiché smetto di respira’ e schiatto!!!. Non sto a raccontare quanto c’è voluto per togliere il vestito e metterlo nel modo giusto, so solo che ad un certo punto, forse per il troppo caldo, mi è sembrato che anche il signor D non ne potesse più e deve aver esclamato qualcosa del tipo: “e adesso basta, c’è un limite a tutto”!!! Non oso immaginare cosa possano aver pensato i confinanti di camerino.  Così, con qualche vestito in più e qualche chilo in meno, perché lì dentro era una sauna, ci rechiamo alla cassa, paghiamo, e stavamo per uscire quando io ho una folgorazione…l’anello!!! Per provare i vestiti avevo perso l’anello nel camerino, così siamo tornati indietro per cercarlo, e per fortuna l’ho ritrovato. Ma lo shopping non doveva essere rilassante ???

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