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YpsoPump, il nuovo microinfusore leggero e con cartucce preriempite

L'ultimo arrivato in casa Ypsomed promette buone prestazioni ad un prezzo molto competitivo.

Molto spesso Ypsomed viene associato al suo prodotto di punta, il microinfusore senza fili OmniPod, un dispositivo composto solamente da un serbatoio patch e un “telecomando”, il Personal Diabetes Manager (PDM). Ma, durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, in programma dal 17 al 20 maggio a Napoli, la casa svizzera lancia in Italia un nuovo prodotto, YpsoPump, entrando così nel mercato dei microinfusori tradizionali. L’ultimo arrivato in casa Ypsomed, già in uso in Germania, Olanda, Regno Unito e nella Repubblica Ceca, a breve farà il suo ingresso anche nel mercato scandinavo, spagnolo e quello indiano.

I COSTI
Ciò che distingue questo microinfusore dagli altri è, in primis, il costo contenuto: gli esperti di Ypsomed promettono al Servizio Nazionale Sanitario di poter “ottimizzare del 30-70% l’uso delle risorse”. L’obiettivo è di arrivare perfino a triplicare le possibilità per un paziente di accedere alla terapia insulinica con microinfusore, che in Italia è ancora poco diffusa se confrontata con gli altri paesi (tra le 300 mila persone affette da diabete di tipo 1 nel Belpaese, i micronfusi sono solo il 4-5%, contro i quasi 40% di quelli americani). In rete abbiamo trovato in vendita il nuovo microinfusore a 3.600 Euro, un prezzo molto inferiore dei suoi simili prodotti da altre case.
  

LE SPECIFICHE

La prima impressione che abbiamo avuto è stata quella di trovarci davanti a un prodotto con un design accattivante, minimale ma evoluto, in linea con le tendenze del mercato che si evolve.
YpsoPump, progettato nel segno della semplicità e della leggerezza, pesa solo 83 grammi, batteria e cartuccia incluse (viene alimentato da una pila AAA). Le misure ridotte (7,8 cm × 4,6 cm × 1,6 cm), il set d’infusione che ruota liberamente di 360°, l’interfaccia touch, l’uso delle cartucce preriempite NovoRapid PumpCart da 160 U che possono essere cambiate seguendo una procedura semplicissima, unite alla possibilità di portarlo sott’acqua per un’ora fino a un metro di profondità, sono dettagli che lo rendono ideale per chi predilige la praticità. Ha due profili di basali, i classici tre tipi di boli (standard, esteso e combinato), ma manca del suggeritore di bolo. È stato pensato anche per i non vedenti: difatti senza guardare, si può premere tante volte quanti “scatti” d’insulina di desidera fare e, una volta impartito il comando, il microinfusore vibrerà tante volte quante volte si è premuto il tasto per ulteriore conferma, per poi erogare la quantità desiderata. Ognuno può impostare lo “scatto” secondo le proprie necessità. Lo “scatto” (o step) minimo è di 0,1 unità, ma si ha la possibilità di impostarlo anche a mezza, una o due unità.

I set d’infusione Mylife Orbitmicro hanno il cerotto color carne e la cannula da 31 gauge di calibro, che la rende la più sottile attualmente in circolazione. La lunghezza delle cannule è di 5,5 o 8,5 mm ed il catetere è disponibile in quattro lunghezze: 45, 60, 75 e 105 cm.
Le specifiche, soprattutto se correlate ai costi, sono molto interessanti. Non ci resta che attendere le impressioni dei primi utilizzatori.
I VIDEO

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Fiasp®, l’insulina che ha messo la freccia

Insulina Fiasp®: l'ultrarapida ancora più rapida arriva in Europa.

Si inizia dalla Germania. È lì che Novo Nordisk lancia per l’Europa Fiasp® (fast-acting insulin aspart), l’insulina ad azione ultrarapida di nuova generazione. Il 10 gennaio di quest’anno, la multinazionale danese leader nei prodotti per il trattamento del diabete, aveva ottenuto l’approvazione della Commissione Europea per la commercializzazione del prodotto nei 28 stati membri. La nuova insulina prandiale, già in uso in Canada da fine marzo, è attualmente autorizzata per il trattamento dei soli pazienti adulti; in Europa sia per terapia in multiiniettiva, sia per quella con microinfusore (diverso è lo scenario in Canada dove l’approvazione comprende solo la somministrazione con le penne o siringhe).

Il nuovo prodotto, da somministrare per via sottocutanea, viene commercializzato in:

  • Penne preriempite (FlexTouch) con incrementi minimi da 1 unità e da usare con aghi NovoFine Plus, NovoFine o NovoTwist.
  • Cartucce di soluzione iniettabile (Penfill), progettate per essere usate con i dispositivi per la somministrazione di insulina di Novo Nordisk e aghi per iniezione NovoFine Plus, NovoFine o NovoTwist.
  • Soluzione iniettabile in flaconcino da usare con siringhe per insulina.

Ne avevamo parlato quasi un anno e mezzo fa, quando ancora il nome era top secret e le aspettative molto alte. Fiasp® ha una formulazione più veloce rispetto alle sue “cugine” NovoRapid e Humalog, vantaggio che si potrebbe tradurre in un miglior controllo della glicemia postprandiale e quindi in una gestione più semplificata della patologia.

ANCORA PIÙ VELOCE

L’aggiunta di due nuovi eccipienti, Nicotinamide (vitamina B3) per aumentare la velocità di assorbimento, e Arginina cloridrato, un amminoacido utile per ridurre la resistenza insulinica, renderebbero la risposta dell’organismo più simile a quella fisiologica di un soggetto sano. Secondo l’azienda farmaceutica che la produce, Fiasp® ha il pregio di permettere un regime flessibile: somministrazioni anche fino a 2 minuti prima dell’inizio del pasto per arrivare anche a 20 minuti dopo il pasto senza compromettere il buon controllo glicemico. Il suo picco di effetto ipoglicemizzante è stato ottenuto tra 1 e 3 ore dopo l’iniezione. Facendo un paragone con NovoRapid, la nuova insulina “è entrata in circolo circa 4 minuti dopo la somministrazione. La comparsa dell’insulina è stata quindi due volte più rapida; il tempo per raggiungere la concentrazione massima (pari al 50%) è stato 9 minuti più breve; la quantità di insulina disponibile è stata di quattro volte superiore durante i primi 15 minuti e due volte superiore durante i primi 30 minuti”.

Nei pazienti che usano il microinfusore “l’insorgenza dell’esposizione (tempo per raggiungere la concentrazione massima) è stata 26 minuti più breve con Fiasp rispetto a NovoRapid e ha determinato una quantità circa tre volte superiore di insulina disponibile durante i primi 30 minuti”.

LE TESTIMONIANZE

Secondo le testimonianze di alcuni pazienti che hanno partecipato nei vari trial, il nuovo prodotto presenta invece qualche problema di assorbimento e necessita comunque di dosi aumentate. La stessa vitamina B3 viene considerata responsabile di questo abbassamento di sensibilità all’insulina. Altri pazienti la ritengono perfetta se usata per le correzioni di iperglicemie. C’è poi anche chi, dopo averla utilizzata, l’ha ritenuta difficile da dosare, per via della maggior velocità d’azione, soprattutto in relazione alla gestione degli alimenti con basso indice glicemico (digeriti e assorbiti più lentamente dall’organismo) o, ancora, dai pazienti che presentano una digestione fisiologicamente più lenta.

Una cosa è sicura: malgrado il notevole passo avanti nella gestione del diabete, Fiasp® non è ancora l’insulina che si aspettava per il perfezionamento del pancreas artificiale.

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L’app DID Plus e i corsi gratuiti di calcolo dei carboidrati

Sbarca finalmente sul Play Store di Google il Diario Interattivo del Diabete (DID Plus), noto prodotto dell’azienda italiana METEDA, specializzata nello sviluppo e diffusione di software e device medicali dedicati al diabete. Fino a poco tempo fa l’app era prerogativa di chi usava un sistema iOS. Attualmente, per scelte strategiche dell’azienda di Cupertino, questa applicazione non è più presente nello Store Apple.

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Ciò che rende particolarmente interessante questa app e che ha convinto DeeBee.it a divulgare l’evento, è l’approccio che METEDA ha utilizzato: pratico e tangibile, proprio come piace a noi. Difatti, a differenza della concorrenza, l’azienda non si è limitata a rendere disponibile l’app sullo store di Big G, ma ha deciso di calarsi in modo efficace nel quotidiano delle persone affette da diabete, organizzando veri e propri corsi via web, atti non solo a una formazione per il miglior utilizzo dell’app, ma anche a dare delle indicazioni per la miglior gestione del diabete e della conta dei carboidrati.
Per questo motivo, a partire dal prossimo evento, su DeeBee.it troverete il calendario ufficiale dei corsi disponibili.

“Abbiamo deciso di ospitare 50 pazienti per volta perché a fine corso lo specialista, diabetologo o nutrizionista, risponde via chat alle varie domande e dubbi dei partecipanti, e quindi un numero superiore di persone sarebbe stato difficile da gestire” dice Marco Vespasiani, responsabile marketing dell’azienda. “Visto la grande richiesta per il primo appuntamento del 25 febbraio, stiamo lavorando per organizzare altri appuntamenti per le persone che ne fanno richiesta, diversificando gli orari e i giorni della settimana. Il calendario ufficiale aggiornato verrà pubblicato di volta in volta sul sito DeeBee.it e le persone che hanno scaricato DID Plus e sono interessate, possono iscriversi ai corsi compilando un apposito modulo”.

UN PO’ DI STORIA

Il progetto ha le radici nel lontano 1997, quando gli smartphone e le app erano ancora strumenti da macchina del futuro. “Circa 10 anni fa il progetto DID fu stato sviluppato solo per iOS in un’ottica prettamente di telemedicina. Infatti esclusivamente il medico aveva la facoltà di impostare il bolo suggerito e i dati venivano raccolti nella cartella clinica informatizzata (MyStar Connect)” specifica Vespasiani.
Ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi e l’app rimase comunque uno strumento di nicchia. Con gli input di medici e pazienti che ne avevano compreso le potenzialità, DID fu successivamente risviluppata solo per il sistema iOS, riscontrando grande interesse e diventando una delle più apprezzate.

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“In questa ultima versione, l’opzione ‘bolo’ è sbloccata: il paziente, sotto consiglio e supervisione del proprio diabetologo, lo può fare ora anche in autonomia. Se lo desidera, il paziente può attivare anche il collegamento in telemedicina con il proprio diabetologo e con l’aiuto di DID può calcolare il bolo di insulina in base a fattori personalizzati che permettono al sistema di suggerire la dose insulinica” ci racconta il manager, che specifica a questo punto la necessità dei corsi on line: “Si tratta sempre di un device medicale e abbiamo pensato di affiancare i pazienti con dei corsi; non solo quindi una guida tecnica di come si usa l’app, ma un vero e proprio percorso di conoscenza, per non usare alla cieca questo strumento”.

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Nella versione appena lanciata, il paziente insulinodipendente ha la possibilità di memorizzare una serie di informazioni utili alla gestione della patologia: dalla glicemia all’attività fisica svolta (specificando la disciplina e il tempo di esercizio), dalle malattie in corso che possono influire sulla glicemia, alle scelte alimentari. La ricerca dell’alimento e della attività si può fare anche usando il microfono del proprio smartphone e, come per gli altri prodotti METEDA, il database fotografico delle varie porzioni degli alimenti, rende il calcolo ancora più intuitivo.

DID Plus è un software regolato dalla normativa dei dispositivi medici ed è certificato in Classe IIa, quindi non può essere usato in autonomia da minori. Il genitore che ha le necessità di usare l’app per i proprio figlio, può registrarsi con i propri dati, e usarla seguendo i rapporti di calcolo indicati dal diabetologo.

Si ricorda che per la registrazione al corso è necessario:

  • usare il sistema Android
  • scaricare  l’app DID Plus
  • l’indirizzo e-mail per iscriversi al corso deve essere lo stesso usato per la registrazione sull’app.

Per iscriversi ai prossimi corsi basta compilare il seguente modulo:

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Cagliari: «La burocrazia condanna mio figlio a continue iniezioni»

C’è un bimbo di nove anni in Sardegna che il 6 febbraio, insieme alla sua mamma, dovrebbe andare nell’ospedale di Cagliari, non per un controllo di routine dal suo diabetologo e neanche per mettere il microinfusore, ma per restituirlo. Non è che non lo vuole, anzi. È da quattro mesi che lo usa e non se ne vuole separare. Ma la regole sono regole e diventano molto pesanti e anche assurde quando vengono applicate male, come in questo caso.

“Abbiamo iniziato il periodo di prova con OmniPod il 5 ottobre del 2016. Ci siamo trovati bene da subito, malgrado le difficoltà che comporta, come per tutti, il primo periodo del passaggio dalla terapia multiiniettiva a quella con microinfusore” racconta Nicoletta, la mamma che da mesi sta lottando contro la burocrazia. I due mesi di prova sono volati in fretta, ma non altrettanto in fretta si sono spostate le carte da un ufficio all’altro. A novembre del 2016 è stata presentata la richiesta del diabetologo per la fornitura definitiva e da allora le pratiche sono rimaste ferme nell’Ospedale San Giuseppe di Isili.

Il microinfusore che usa suo figlio, l’OmniPod, è composto da due elementi. Il Pod, un piccolo serbatoio di insulina che si porta attaccato al corpo e si cambia ogni tre giorni, e il PDM (Personal Diabetes Manager), telecomando che serve per gestire l’infusione, la sospensione, le basali e tutto quello che la terapia richiede. “L’azienda che fornisce il dispositivo ci è venuta incontro allungando di altri due mesi il periodo di prova, lasciandoci il PDM per un totale di quattro mesi, ma non sono bastati”.

Il dispositivo che gestisce il sistema di microinfusione ha un costo di circa 1.300 euro. E per poterlo avere in dotazione per un quadriennio, sembra che manchi un codice identificativo. Quindi la concessione è sospesa.

“Se non fosse da piangere, sarebbe una commedia dell’assurdo” dice Nicoletta. “Io ho appena ritirato la fornitura trimestrale dei Pod. Ma devo andare in ospedale lunedì (6 febbraio, ndr) per riconsegnare il telecomando che abbiamo in prova. Quello in dotazione non è arrivato e non so quando e se arriverà. È come essere usciti da una concessionaria solo con le gomme perché la macchina non te la danno”.

Poco dopo il 6 febbraio i bambini che dovrebbero consegnare il telecomando dei loro microinfusori diventeranno due, e dopo ancora tre e così via man mano che finisce il periodo di prova. Saranno i bambini che avranno visto svanire un piccolo scorcio di libertà e quegli attimi di spensieratezza ritrovata senza dover più fare continue iniezioni.

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Iperglicemia persistente: cosa fare?

Nel diabete di tipo 1 l’iperglicemia, cioè un aumentato livello di glucosio nel sangue,  può derivare da diverse cause e non sempre sono imputabili alla variabilità della malattia. Somministrazione di insulina insufficiente, infezioni, stress e ormoni non sono i soli motivi, possono infatti presentarsi dei fattori ‘esterni’.

Come procedere in caso di iperglicemia persistente? Quali possono essere i motivi per i quali le correzioni non fanno effetto? Vediamoli insieme:

Somministrazione tramite penne o siringhe

In caso di terapia multiniettiva, i motivi esterni sono di facile individuazione e i passi da compiere in caso di iperglicemie che non vogliono scendere sono essenzialmente due:

  • Effettuare correzione con penna, in una zona integra, attendendo almeno 2 ore tra una somministrazione e l’altra (in caso di insulina ultrarapida).

Le iniezioni di insulina praticate troppo spesso negli  stessi punti possono essere causa di lipodistrofia, cioè di una modificazione dell’aspetto della cute. In caso ciò avvenisse occorre evitare di praticarvi iniezioni: l’insulina viene parzialmente assorbita, l’effetto diminuisce e la glicemia aumenta. La normalizzazione della superficie della cute richiede qualche mese e per prevenirne la formazione è essenziale praticare la rotazione dei siti.

rotazione

  • Sostituire la penna con una da nuova confezione.

Se nonostante le correzioni la glicemia non ritorna a valori ottimali è necessario sostituire l’insulina in uso, prendendola possibilmente da una nuova confezione. Può capitare infatti che si deteriori a causa di sbalzi di temperatura o errata conservazione.

Somministrazione tramite microinfusore

In caso di terapia tramite microinfusore, invece, i motivi da vagliare e i passi da compiere possono essere diversi:

  • Verificare la presenza di bolle ed effettuare un riempiset  in caso di microinfusore con catetere.

bolla

  • Effettuare un cambio set completo e a seguire bolo correttivo.

Tramite microinfusore, l’insulina viene erogata per mezzo di una cannula flessibile nel sottocute. Può capitare che la cannula si ostruisca o si pieghi causando quindi un afflusso anomalo e ridotto con relativo innalzamento glicemico. E’ essenziale quindi procedere alla sostituzione completa.

cannula

  • Effettuare correzione con penna, in una zona integra, attendendo almeno 2 ore tra una somministrazione e l’altra.
  • Sostituire l’insulina con una da nuova confezione.

Se nonostante le correzioni la glicemia non ritorna a valori ottimali è necessario sostituire l’insulina in uso, prendendola possibilmente da una nuova confezione. Può capitare infatti che si deteriori a causa di sbalzi di temperatura o errata conservazione.

 

Ringraziamo per la supervisione il Dott. Riccardo Schiaffini Dirigente Medico I Livello- Endocrinologia e Diabetologia presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma.

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A6 TouchCare: il nuovo sistema integrato che fa parlare di sé

Previene le ipoglicemie come Medtronic 640G, si applica come OmniPod e promette la precisione del Dexcom G5

E’ nata da poco l’azienda cinese Medtrum che tra qualche settimana farà irruzione nel mercato europeo dei dispositivi per il diabete con l’innovativo sistema A6 TouchCare System, unico nel suo genere. Una sorta di cavallino rampante asiatico che vanta grossi investitori come il Fondo Sequoia, il prestigioso capital venture che ha in parte finanziato Google, Apple e YouTube.

Il nuovo sistema, già provvisto di marchio di approvazione CE, non solo racchiude le caratteristiche dei dispositivi più avanzati attualmente in uso, ma è stato ulteriormente arricchito e migliorato in ogni singolo aspetto. Ma andiamo per ordine:

A6 TouchCare System è  composto da un microinfusore senza catetere (P6 EasyPatch  simile a OmniPod) e un sensore (S6 EasySense – affine a Dexcom G5). I due dispositivi sono integrati in un unico sistema dotato di funzionalità di pancreas artificiale come la PLGS (Predictive Low Glucose Suspend), ovvero sospensione automatica della basale in predizione di glicemia in discesa e riavvio automatico una volta raggiunta una soglia di sicurezza. In questo ricorda il  Sistema Integrato MiniMed™ 640G.

A6 system_biagio

P6 EasyPatch

La patch pump contiene un serbatoio da 200 unità d’insulina e, diversamente dal suo predecessore OmniPod, ha un tasto laterale per poter dispensare il bolo anche senza il dispositivo di controllo remoto (PDM). E’ certificata come waterproof IPX8 e resistente all’acqua per 60 minuti fino a 2.5 m di profondità.  Risulta più leggera, più sottile e leggermente più larga del suo cugino svizzero.

Dimensioni
P6 EasyPatch: 56.5 mm x 33.3 mm x 13.3 mm
OmniPod: 52 mm x 39 mm x 14.5 mm

Peso
P6 EasyPatch: 21.5 g senza insulina
OmniPod: 25 g senza insulina

p6 patch2_biagio

La patch pump è composta da due elementi:

  • la pump base (sotto a destra): è riutilizzabile e contiene tutta la parte elettronica e le impostazioni collegate al PDM del microinfusore;
  • un reservoire patch (sotto a sinistra): è usa e getta (ogni 3 giorni va sostituito) e contiene la fiala d’insulina, l’ago, l’avvisatore acustico e la batteria.

cerotto

S6 EasySense

Il sistema CGM per il monitoraggio continuo del glucosio si chiama S6 EasySense e possiede lo stesso MARD al 9% di Dexcom G5. Risulta essere così tra i più precisi in commercio, ma con un costo inferiore del 40%.
E’ composto da un sensore usa e getta a inserzione automatica, con una durata garantita di 7 giorni, e da un trasmettitore riutilizzabile; quest’ultimo garantito per un anno. A differenza degli altri sensori in commercio, le letture del S6 EasySense vengono effettuate ogni 2 minuti, per un totale di 720 giornaliere. Inoltre il trasmettitore comunica tramite wireless o bluetooth con il PDM (distanza fino a 10 metri) e l’app EasyTouch installata in uno smartphone. Il sensore memorizza fino a 15 giorni di dati, quindi nessuna lettura viene persa in caso di lontananza dai dispositivi abbinati. Come gli altri sensori in circolazione visualizza fino a sette diversi livelli di trend indicati con frecce (orizzontale stabile, 45° per discese o salite lente, una/due frecce verticali per discese o salite rapide). Resiste all’acqua fino a 2.5 metri per 60 minuti.

Dimensioni
S6 EasySense:
  36,1 mm x 19,4mm x 12 mm
Dexcom G5:  38,1 mm x 22,86mm x  12,7 mm

cgm_medtrum

PDM

È il dispositivo di controllo remoto wireless per la gestione sia della pompa d’insulina sia del CGM e serve per la somministrazione dei boli, la programmazione di basali e la visualizzazione dei dati del sensore. Comunica con il trasmettitore CGM fino a una distanza di 10 metri e con la patch pump fino a 4 metri.

Dimensioni:  80 mm x 50 mm  x 18.55 mm
Peso: 43 g
Schermo: 1.8 pollici

pdm

EasyTouch mobile app

Tramite l’app EasyTouch mobile è possibile connettere  sia il microinfusore che il sensore CGM ad uno smartphone utilizzando la connessione bluetooth. Non è tuttavia stato ancora precisato se l’app sarà disponibile sia per iOS che per Android. I dati saranno poi pubblicati su internet, tramite piattaforma cloud rendendo possibile quindi la visualizzazione a distanza dei valori glicemici e le varie somministrazioni di insulina da medici e familiari.

app_medtrum

Medtrum ha inoltre depositato una serie di brevetti tra i quali spicca un’idea interessante ed ambiziosa, certo non facile da realizzare per via delle molteplici variabili e problematiche. Si tratta di un ago d’inserzione unico per l’applicazione della cannula del microinfusore e del filamento del sensore.

brevetto

download2 Manuale in inglese

 

Ringraziamo Biagio Barletta, amministratore del gruppo Facebook “Tutti i diabetici in rete”, per il prezioso e fondamentale contributo.

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Cosa mi porto in viaggio?

“La lista è un bene assoluto, la lista è vita”. Questa frase di Itzhak Stern nel film Schindler’s list sembra fatta su misura per chi deve prepararsi per un viaggio con il diabete al seguito.

Noi ne abbiamo preparata una per facilitare l’operazione “bagagli”, croce e delizia delle vacanze. Contiene tutto ciò che può servire in terapia con penne o microinfusore, per chi utilizza sensore, adulti o bambini. Aspettiamo i vostri suggerimenti per rendere questa lista più completa possibile.

    • Glucometro (se dimentichi il glucometro puoi andare in farmacia dove spesso ne hanno di diversi tipi da dare in omaggio, a volte con delle strisce)
    • Cavo di alimentazione del glucometro (ove presente)
    • Strisce reattive
    • Strisce per chetoni
    • Pungidito
    • Lancette
    • Aghi per penne
    • Disinfettante o alcool rosa
    • Cotone o garze
    • Insulina, compresa basale, in fialette o penne preriempite (per sicurezza portare una ricetta bianca del medico di base con la prescrizione -da qualche mese i medicinali si possono prendere anche fuori dalla propria regione-)
    • Borsetta termica e siberini o astucci Frio
    • GlucoDeeBee
    • Glucagone (e ricetta bianca di riserva)
    • Cambio set per microinfusore
    • Sensori di riserva
    • Batterie per microinfusore o PDM
    • Tappino per chiudere il cerotto del microinfusore
    • Crema anestetica
    • Ricevitore o lettore per sensori con i relativi cavi di alimentazione
    • Inseritore e caricabatteria per trasmettitore per gli utilizzatori di Enlite
    • Manuale del microinfusore
    • Numero di assistenza in caso di guasto del microinfusore o sensore
    • Microinfusore sostitutivo, Animas Vibe o Medtronic (in caso di viaggi all’estero o in zone poco raggiungibili è possibile richiedere un microinfusore da utilizzare in caso di guasto, previo contatto con l’assistenza)
    • Cerotti di protezione  e fissaggio– vetrap, tegaderm e simili
    • Fasce, polsini o cover di protezione microinfusore e sensori
    • Siringhe per insulina
    • Prodotti per togliere i cerotti (olio, Niltac o simili)
    • Forbicine (per sagomare i cerotti di rinforzo)
    • Bilancia
    • Un fotodietometro (ce ne sono diversi qui)
    • Tessera sanitaria con l’esenzione
    • Certificato del diabetologo in inglese per viaggi in aereo
    • Numeri d’emergenza diabete o del centro diabetologico del posto in cui stai andando in vacanza

Per chi usa Nightscout

    • Un cavo OTG di scorta (per Dexcom ed Enlite)
    • Cavo alimentazione per lo smartwatch
    • Per viaggi all’estero prevedere un piano dati apposito nella SIM del telefono predisposto all’invio delle glicemie.
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Diabete in emergenza

Convivere con il diabete significa a volte dover affrontare situazioni di emergenza che è bene riuscire a gestire nel migliore dei modi e senza essere colti in contropiede.

Troppa insulina, troppo poca, un banale incidente, il microinfusore che fa capricci o semplicemente situazioni insolite da gestire. La lista sarebbe infinita ma, più che sui motivi, questa volta ci siamo concentrati sul cosa fare in circostanze che richiedono un intervento immediato. Con la supervisione e l’avallo di alcuni dei migliori diabetologi italiani, abbiamo redatto una serie di procedure da seguire per rendere il nostro intervento più efficace e incisivo, nel più breve tempo possibile.

Tutti i numeri di telefono utili

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Il tuo bimbo è in ipoglicemia? Qual è il modo migliore per correggerla? La risposta migliore è: col glucosio. In alternativa puoi anche ...
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Veneto, meno vincoli per ottenere i sensori glicemici dal SSN

Un passo avanti verso l'equo accesso ai presidi medici. In arrivo i sensori associati anche ad Accu-Chek, OmniPod per i microinfusi e le cannule sottocutanee I-port Advance e Insuflon.

Cambiamenti in vista per i bambini e alcune fasce di adulti diabetici residenti nel Veneto. Il 27 maggio 2016  è stato reso noto l’ultimo Protocollo regionale in materia di terapia con microinfusori che introduce importanti novità.

D’ora in poi i dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia potranno essere concessi in abbinamento anche con microinfusori in sistema associato e non solo integrato come prima.  In altre parole, fino a ieri chi utilizzava un microinfusore poteva ottenere dal SSN il sensore che “parlava” nativamente con il microinfusore, e questo tagliava fuori tutti pazienti il cui microinfusore non possedeva un sensore dedicato. Oggi invece il vincolo è stato reso più morbido: chi ha un microinfusore potrà ottenere un sensore, anche se non abbinato nativamente con il microinfusore in possesso. Ciò apre a nuovi scenari come, per esempio, alla prescrivibilità del sensore a chi usa OmniPod. 

veneto

La nuova normativa riguarda sia bambini sia adulti e in tutti e due i casi si tratta di tipologie specifiche di pazienti, come da protocollo regionale.

PAZIENTI PEDIATRICI (ALLEGATO B2)

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PAZIENTI ADULTI (ALLEGATO A2)

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Il problema della fornitura dei dispositivi per il monitoraggio continuo resta molto sentito soprattutto per i genitori con bambini piccoli affetti da diabete. Queste sono solo due delle testimonianze arrivate in redazione dal Veneto:

Mia figlia è diabetica da quasi 2 anni e in questo lasso di tempo, a causa dei protocolli regionali in vigore all’epoca, ho sostenuto le spese per l’acquisto per le  cannule sottocutanee (gli I-port) e per il sensore Dexcom. In Veneto infatti entrambi per la mia bimba non erano previsti, in particolar modo il sensore, in quanto non utilizzavamo la terapia con microinfusore. Anche in questo caso però era concesso solo in caso di sistema integrato, infatti da ottobre 2015, cominciando la nostra avventura con Animas Vibe (che comunica con il sensore Dexcom) il nostro conto in banca ha trovato respiro.

Per chi usava OmniPod o Accu-Chek, microinfusori non integrati con alcun tipo di sensore, la situazione è sempre stata ben diversa.

Dopo l’esordio ho iniziato a leggere, sono entrata in questo mondo così poco familiare. Mi sono avvicinata pian piano alla tecnologia, incuriosita dalle potenzialità del sensore; le manine di Davide erano così rovinate, le prove glicemiche erano veramente troppe ed era così difficile capire l’andamento giornaliero. Mi muovevo un po’ a naso, come un funambolo alle prime armi, ma non ero soddisfatta e le glicate confermavano un lavoro approssimativo. Volevo qualcosa di più per Davide e così mi viene fatto provare per una settimana il sensore Dexcom G4. Fu più che sufficiente per capire che ti trattava di uno strumento eccezionale, peccato che la Regione non preveda sensori per i “pennuti” (usavamo ancora le penne…). Non mi sono abbattuta, ho affrontato la spesa e ho deciso di vivere con mio figlio questa nuova avventura! La mia strada continuava intanto verso l’interesse per il microinfusore, da 6 mesi Davide usa OmniPod e chiedete a lui: non tornerebbe mai indietro!!! Ora l’ultimo pezzetto del puzzle sta per sistemarsi, pare che la Regione abbia approvato l’uso del sensore anche con altri microinfusori, come OmniPod. Era ora!! Questi strumenti sono dei grandi alleati!! Parola di mamma!!

Prescrivibilità delle cannule sottocutanee per la somministrazione di insulina

Oltre ai sensori, il nuovo protocollo prevede la fornitura anche di I-port Advance e Insuflon per alcune categorie di pazienti diabetici come si legge nel modello B6 relativo alla richiesta di fornitura:

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L’allegato B riporta:

“Le cannule sottocutanee sono porte di accesso per iniezioni ipodermiche indicate nei pazienti che si somministrano (o ai quali sono somministrate) più iniezioni quotidiane di farmaci, compresa l’insulina. […] considerato che il dispositivo può rendere più agevole la somministrazione di insulina, si ritiene di riservarne l’utilizzo per le tipologie di pazienti di seguito riportate:
– bambini con età < 6 anni che effettuano più di 4 somministrazioni di insulina/die;
–  bambini/adolescenti con età < 18 anni agofobici che sono inseriti in un percorso strutturato che porta all’uso del microinfusore.”

Non ci sono novità invece sulla prescrivibilità del sensore nei casi di terapia multiiniettiva. Ci auguriamo che al più presto venga parificato l’accesso lasciando la decisione al medico, come si chiede a gran voce da migliaia di persone attraverso la petizione lanciata il 10 marzo.

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Risultati promettenti per il Pancreas Artificiale in età pediatrica: “E’ fattibile e sicuro”

Fino agli ultimi giorni dell’estate del 2015 per molti di noi il Villaggio Olimpico di Bardonecchia a Torino era solo uno splendido esempio di architettura razionalista, opera dell’architetto Gino Levi Montancini, fratello della ben più nota Rita. Ma bastò una settimana per rendere quel posto molto più speciale. Dal 3 al 12 settembre, in quel villaggio tra le alpi Cozie, si svolse la sperimentazione pediatrica sul pancreas artificiale: il progetto PEDerPAN, successivamente ribattezzato in PEDarPAN (*PED*iatric *ar*tificial *PAN*creas).

Per la prima volta nel mondo un trial del genere coinvolse bambini dai 5 ai 9 anni affetti da diabete Tipo 1. I trenta pazienti provenivano da cinque centri diabetologi pediatrici d’eccellenza (Milano, Verona, Torino, Roma e Napoli), coordinati dalla Dott.ssa Daniela Bruttomesso, dell’azienda ospedaliera di Padova.

In un’intervista per DeeBee, due dei medici che hanno partecipato al trial, Dott. Alberto Sabbion e il Dott. Marco Marigliano, Dirigenti Medici del Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica di Verona, ci spiegarono che “il pancreas artificiale è un dispositivo tecnologico innovativo per la terapia del DT1, nel quale la velocità di infusione sottocutanea di insulina somministrata mediante microinfusore, viene stabilita da un algoritmo ospitato in uno “smartphone”, sulla base delle glicemie inviategli in continuo da un sensore sottocutaneo”.

Il gruppo Facebook ufficiale di DeeBee.it seguì quasi in tempo reale quello che succedeva a Bardonecchia. I post dei genitori arrivavano di giorno e di notte, portando allegria o preoccupazione, piccoli momenti di felicità o attimi di sconforto. Difficile dimenticare quelle giornate, le prime foto intrise di emozioni, i racconti di ipoglicemie risolte al volo o di capricci a mensa, di giochi scatenati dei bambini e soprattutto di notti “piatte”, con le glicemie perfette. Eventi rimasti impressi nella memoria non solo per i genitori e i bambini, ma anche per i medici che parteciparono come il Dott. Riccardo Schiaffini dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma che ci raccontò nella sua intervista: “L’esperienza di Bardonecchia è stata veramente notevole e di grande spessore scientifico ed umano”

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L’American Diabetes Association ha finalmente reso pubblici su Diabetes Care i risultati della sperimentazione PEDarPAN, che ancora una volta infonde fiducia e fa sperare in un futuro migliore per tutti i  bimbi affetti da diabete Tipo 1 e per i loro genitori.

grafico ipo Brdonecchia

Visto che in tanti aspettavano con trepidazione le conclusioni del trial, abbiamo tradotto l’abstract dello studio, reperibile in inglese su DiabetesJournals.org.

OBIETTIVO DEL PROGETTO: Il progetto PEDarAN (Pediatric Artificial Pancreas) ha testato una specifica versione pediatrica dell’algoritmo MMPC (Modular Model Predictive Control), su bambini con età compresa tra i 5 e i 9 anni, durante la permanenza in un campo scuola.

METODI E MATERIALI DI RICERCA: 30 bambini in totale, tra i 5 e i 9 anni d’età, con diabete di tipo 1 hanno completato un trial randomizzato in cross overe open-label2. Tre giorni con un AP (Pancreas Artificiale) sono stati confrontati con tre giorni di terapia gestita in modalità manuale SAP (Sensor-Augmented Pump, ossia Microinfusore e Sensore).

RISULTATI: L’ipoglicemia notturna è stata ridotta in AP rispetto a SAP, mediane (percentili 25th–75th): 0.0% (0.0–2.2) vs. 2.2% (0.0–12.3) (P = 0.002), senza significativi cambiamenti del periodo in target, media: 56.0% (SD 22.5%) vs. 59.7% (21.2%) (P = 0.430), ma con un incremento della media glicemica 173 mg/dL (SD 36) vs. 150 mg/dL (SD 39) (P = 0.002). Nelle 24 ore, l’ AP ha permesso di ridurre ad un terzo il periodo in ipoglicemia (P < 0.001) a fronte di un minore tempo nel target, 56.8% (SD 13.5) vs. 63.1% (SD 11.0) (P = 0.022), incrementando la media glicemica  169 mg/dL (SD 23) vs. 147 mg/dL (SD 23) (P < 0.001).

CONCLUSIONI: Questo trial, primo trial con AP ambulatoriale mono-ormonale e una popolazione di questa età, mostra la fattibilità e la sicurezza dell’algoritmo MMPC nei bambini piccoli. Sarà effettuata un’ulteriore messa a punto al fine di migliorare l’efficacia.

RICERCATORI: Simone Del Favero, Federico Boscari, Mirko Messori, Ivana Rabbone, Riccardo Bonfanti, Alberto Sabbion, Dario Iafusco, Riccardo Schiaffini, Roberto Visentin, Roberta Calore, Yenny Leal Moncada, Silvia Galasso, Alfonso Galderisi, Valeria Vallone, Federico Di Palma, Eleonora Losiouk, Giordano Lanzola, Davide Tinti, Andrea Rigamonti, Marco Marigliano, Angela Zanfardino, Novella Rapini, Angelo Avogaro, Daniel Chernavvsky, Lalo Magni, Claudio Cobelli, Daniela Bruttomesso

1 Studio in cross over: è uno studio in cui lo stesso soggetto viene esposto in tempi diversi, a uno o più trattamenti diversi, secondo una sequenza generalmente casuale (randomizzata). In questo modo tutti i soggetti, alternativamente e in modo casuale ricevono tutti i trattamenti

2 Studio open-label: è uno studio in cui sia lo sperimentatore sia il partecipante sanno che cosa si sta somministrando. È il contrario del “doppio-cieco”

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