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Arriva GlucoMen Day CGM, il sensore glicemico green

Un po' Libre e un po' Dexcom, ha tutte le carte in regola per competere con gli altri big.
In casa DeeBee, che non era chiusa per il lockdown, è arrivato GlucoMen Day® CGM della Menarini, il nuovo promettente dispositivo che si affaccia senza timore nel panorama dei sensori glicemici a monitoraggio continuo. Come da tradizione lo proveremo sia in solitaria sia in parallelo con altri sensori per capire meglio le peculiarità del prodotto.
Abbiamo ricevuto un kit completo che, diversamente da quasi tutti gli altri prodotti simili, contiene in gran parte componenti riutilizzabili e di lunga durata.

Il kit

Vederlo durante l’illustrazione video che ci è stata fatta o sulla carta è un conto. Averlo tra le mani e renderci conti delle dimensioni e caratteristiche esterne del sensore, è altra cosa.

Il kit contiene:

  • Una scatola con due sensori, due cerotti di rinforzo e due salviette per detergere la pelle e migliorare la tenuta.
  • Un glucometro GlucoMen e le relative strisce reattive, utili per le calibrazioni giornaliere, che possono essere trasferite automaticamente via Bluetooth al cellulare che funge da ricevitore. Per ogni sensore c’è una scatola da 25 strisce inclusa (e questo non è un dettaglio trascurabile dato che sovente a fronte della prescrizione di un sensore, le ASL diminuiscono drasticamente le strisce prescritte!)
  • Due trasmettitori ricaricabili, la base di ricarica, il cavetto e l’applicatore.
Trasmettitore rivoluzionario

I trasmettitori del GlucoMen Day® CGM sono dotati di una batteria al litio e sono garantiti per cinque anni. Ebbene sì: sono ricaricabili! Per darvi un’idea visiva del suo volume, l’abbiamo messo a confronto con i trasmettitori di altre marche.

Come potete notare, le dimensioni del nuovo arrivato in Casa Menarini sono un ibrido tra il Dexcom G6 (spessore simile ma più corto) e il FreeStyle Libre (larghezza simile ma più spesso).

Ai pazienti vengono fornite due unità in modo che al cambio sensore si potrà avere sempre pronto un trasmettitore carico. Per avere una ricarica completa, che dura comunque oltre ai 14 giorni della vita del sensore, ci vogliono mediamente quattro ore.

Applicatore

Il sistema GlucoMen Day® CGM è nato nel segno del riuso e del rispetto per l’ambiente. I sensori si inseriscono con un apposito applicatore che, come i trasmettitori, è garantito per ben cinque anni. Ha la forma che ricorda quella di un mouse di ultima generazione, oggetto molto familiare e che permette l’applicazione del sensore in autonomia anche in punti difficili. La casa produttrice specifica che il sensore deve essere portato sull’addome, anche se non è controindicato l’uso in altri siti.

Una volta inserito il sensore, resta da gettare soltanto questo componente di plastica.

La grande novità del sistema è la mancanza di un ago guida: il filamento di platino si inserisce sottocute senza “aiuto” evitando così danni ai tessuti e permettendo un riscaldamento di soli 55 minuti per il sensore. La tecnologia usata è quella della misurazione elettrochimica attraverso biosensore. Sebbene questa soluzione preveda ancora la presenza di un filamento sottocute, gli studi clinici che Menarini ci ha illustrato, grafici alla mano, garantiscono un inserimento senza traumi e quasi del tutto indolore.

Sensori

I sensori GlucoMen Day® CGM hanno una durata di 14 giorni e necessitano di una calibrazione al giorno (tranne il primo giorno di inserimento che di calibrazioni ne servono due). Il MARD dichiarato è 9,9% ed è approvato per pazienti dai 6 anni, per le donne in gravidanza e per i pazienti critici e in dialisi.

Altra peculiarità del sensore consiste nel fatto che il filamento viene innestato nel sottocute non in perpendicolare (come per esempio avviene con FreeStyle Libre), ma a 35° poiché “una maggiore lunghezza consente di analizzare una quantità maggiore di liquido interstiziale e ottenere misurazioni più accurate“.

GlucoMen Day® CGM della Menarini non ha un proprio ricevitore, è sufficiente un cellulare compatibile con l’app proprietaria per avere i valori glicemici che vengono rilevati ogni minuto, le frecce di tendenza, il grafico e i vari report.

L’app, disponibile per Android e iOS, permette la personalizzazione dei vari allarmi, inclusi quelli predittivi. L’unico allarme impossibile da silenziare o ignorare è quello di glucosio molto basso (da 54 mg/dL in giù).

I dati sono condivisibili in tempo reale attraverso un cloud certificato e per l’analisi dei dati è possibile usare  GlucoLog e Diasend.

Prospettive

La domanda che ormai accompagna l’uscita di ogni nuovo device è: integrato con cosa? Quindi, l’abbiamo girata a Menarini…

GlucoMen Day® CGM della Menarini sarà a breve integrato con una  nuova patch pump e precisamente con Eoflow. L’accordo tra le due aziende fa ben sperare che i ritardi, dovuti all’emergenza Covid-19, non spostino l’uscita microinfusore dopo il 2021. Non nascondiamo la trepidante attesa per un prodotto che potrebbe dare un nuovo impulso al settore delle patch, insieme a Omnipod e Solo.

Inoltre, dopo l’estate si prevede la conclusione di un accordo con FitBit che porterà al polso dei pazienti e i loro follower le glicemie rilevate dal GlucoMen Day® CGM.

Insomma tanti elementi che, complice anche il prezzo molto contenuto del dispositivo, rendono questo nuovo sensore una gran bella novità.

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FreeStyle Libre 2, già prescrivibile in Campania

Dopo una lunga attesa sono arrivati anche in Italia “i bottoncini bianchi parlanti” o meglio i sensori FreeStyle Libre2, dotati di allarmi.  Li avete conosciuti in queste pagine del sito per via dei vari test comparativi eseguiti dai nostri collaboratori durante gli ultimi mesi e ora i sensori sono acquistabili dal sito della casa produttrice che “sta lavorando con tutte le altre autorità sanitarie per garantire l’inserimento nelle procedure di acquisto regionali”.

Ad oggi, il FreeStyle Libre 2 è prescrivibile nella sola regione Campania dove, dal 22 aprile il sensore della nuova generazione, è stato incluso nella procedura di acquisto. 

Attualmente in Italia non sono in vendita i lettori per FreeStyle 2 e quindi gli utenti dovranno usare gli smartphone per attivare e usare i sensori con l’apposita app LibreLink.

Come avevamo precedentemente scritto, le due generazioni di sensori si differenziano per:

  • la modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth)

  • la presenza degli allarmi

Le letture del sensore quindi avvengono ogni minuto, ma per sapere l’esatto valore del glucosio bisogna scansionare.

In caso di allarmi non confermati di perdita del segnale, di glicemie sopra o sotto il range impostato, il cellulare abbinato al sensore continua a ripetere l’allarme ogni cinque minuti fino a quando si esegue una scansione che permette di avere il valore dello zucchero nel sangue.

Gli allarmi, i valori rilevati con la scansione e i report possono essere condivisi con altri cellulari collegati con il master attraverso l’app LibreLinkUp.

  • Il MARD (Mean Absolute Relative Deviation – l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). La versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza; secondo il produttore, usando l’app FreeStyle Libre Link, raggiunge un MARD del 9,2% (contro 9% complessivo dichiarato per Dexcom G6, 9,4% di Eversense e 8,7% dichiarati per Guardian Sensor 3 che, tuttavia, raggiunge questa accuratezza solo sul braccio per pazienti dai 14 anni con tre-quattro calibrazioni al giorno; accuratezza che scende al 9,6% in caso di sole due calibrazioni giornaliere).

 

Il sensore non è approvato per prendere decisioni terapeutiche e la stessa casa farmaceutica consiglia: “Il test tramite puntura del dito con un misuratore della glicemia è necessario quando i livelli di glucosio variano rapidamente, laddove i livelli di glucosio nel fluido interstiziale possono non riflettere accuratamente i livelli glicemici oppure se il sistema rileva un’ipoglicemia o un’imminente ipoglicemia o quando i sintomi non corrispondono alle letture del sistema”.

Chi fino ad ora ha usato FreeStyle 1 con l’aggiunta di dispositivi intermedi come MiaoMiao, BluCon o Bubble potrà liberarsene ed avere glicemie continue sul cellulare o smartwatch usando solo ed esclusivamente il sensore FreeStyle Libre 2?

La risposta è no. Per poter avere le glicemie continue serviranno ancora i vari piccoli lettori da applicare sopra al nuovo sensore di casa Abbott. Per ora non ci sono previsioni e notizie su eventuali progetti ufficiali in tal senso.

Esistono tuttavia delle procedure non ufficiali che eliminerebbero la necessità del MiaoMiao o simili, permettendo quindi di ricevere i valori glicemici sul telefono senza dover strisciare il lettore sul sensore; ma per motivi legali, il cosiddetto patching della app è fortemente contrastato dalla casa madre e deve comunque essere realizzato in autonomia dall’utente.

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Nuove tecnologie per il diabete: «Noi penalizzati perché siamo sardi»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Angela Sanna, affetta da diabete di tipo 1 e residente in Sardegna.

Uno dei tanti problemi nella vita di un diabetico riscontrato con la sanità pubblica: La mancanza della prescrizione dei dispositivi innovativi.

La Regione Sardegna, nel 2017, ha aderito alla convenzione stipulata dalla Regione Piemonte per la fornitura di microinfusori per insulina (e di tutti i sistemi di monitoraggio in continuo). La Regione Piemonte, e altre regioni interessate che avevano stipulato tale convenzione hanno poi provveduto a stipulare un nuovo contratto “ponte” con le aziende fornitrici, che offrivano prodotti più tecnologici e innovativi, la Sardegna invece è rimasta ferma.

Si…. ferma. Sarebbe bastata una deroga (così come hanno fatto le altre regioni) o un nuovo contratto.

I microinfusori forniti dalla Regione Sardegna ai diabetici sardi sono rimasti, ad oggi, maggio 2020, quelli vecchi proposti nel 2017, ormai obsoleti, superati da dispositivi tecnologicamente più avanzati, e oltretutto se dobbiamo dirla tutta anche in numero insufficiente, troppo poche infatti le concessioni, e visto l’alto tasso di diabetici sardi, senza parole….. 😰

Diabetici che non possono essere penalizzati solo ed esclusivamente perché sardi.

Noi diabetici sardi abbiamo il diritto come tutti i diabetici italiani di curarci al meglio, con dispositivi evoluti, oggi disponibili e prescrivibili, dispositivi che talvolta si discostano di pochissimo rispetto al costo di quelli ormai obsoleti (vedi il Medtronic 640G, unico prescrivibile con il microinfusore successivo prodotto della stessa azienda Medtronic 670G) e proposti nella vecchia convenzione.

Inoltre come tutta la tecnologia a breve avremo dispositivi ancora più evoluti, come il 780G sempre della Medtronic, il prodotto top del periodo, più innovativo, il top proprio nella gestione del diabete e che potrà essere di grande aiuto nella gestione di esso e nella prevenzione delle complicanze di questa subdola malattia.

Perché si, chi non lo vive non lo sa ma avere un microinfusore per la maggior parte di noi diabetici significa rivivere, riavere una vita, con sacrificio, ma rivivere, perché avere un microinfusore significa comunque gestire al meglio il diabete con tanto impegno, studio dei vari fattori che influenzano l’andamento glicemico con il microinfusore ma, un diabetico microinfuso è per la maggior parte delle volte un diabetico, che con l’aiuto del diabetologo e del referente dell’apparecchio che utilizza, attento e che si cura di se stesso per non avere complicanze e non ricadere un domani sul servizio sanitario nazionale come persona invalida.

Quindi: noi diabetici sardi chiediamo agli Assessori, alle Associazione che dicono di lavorare per la nostra tutela, un aiuto …… aiutateci nella lotta per ciò che farà stare bene noi pazienti. bene oggi e domani.

Aiutateci per avere dispositivi di nuova generazione che ci permetterebbero di vivere più a lungo sereni, senza complicanze, senza nessun costo futuro per la sanità pubblica.

Angela Sanna

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COVID-19 e DIABETE

In questi giorni di emergenza per il Coronavirus in Italia, pubblichiamo una nuova riflessione del Professor Camillo Ricordi, Direttore del Diabetes Research Institute dell’Università di Miami e massimo esperto mondiale nel trapianto di isole pancreatiche.

Anche se oggi i dati non sono certo incoraggianti in generale, volevo in parte rassicurare pazienti con T1D e familiari rispetto alle immagini e tabelle pubblicate che riportano in Italia una mortalità del 35,5% per i soggetti con DIABETE come co-morbidità. Oggi durante la videoconferenza dell’Istituto Superiore della Sanità ho fatto un intervento chiedendo specificamente di chiarire se ci fosse un’analisi disponibile che differenzi tra Diabete di Tipo 1 e Diabete di Tipo 2. Mi è stato confermato che si tratta di statistiche legate al Diabete di Tipo 2 dove la maggioranza dei pazienti hanno più di 65 anni di età e spesso altre co-morbidità.

Anche tra i 17 (dati del 17 marzo) pazienti deceduti che avevano un’età inferiore ai 50 anni e in particolare i 5 decessi tra i 31 e 39 anni di età, il soggetto era affetto da T2D e non T1D. La mortalità tra i maschi è molto superiore a quella delle donne, per ragioni ancora da determinare, ma il Diabete di Tipo 1 non costituisce per ora un aumentato fattore di rischio. Valgono comunque le regole della mia precedente riflessione sul controllo metabolico e cercare di mantenere un sistema immunitario in buone condizioni, inclusa la dieta e evitare il fumo. Iperglicemia e inadeguato controllo metabolico possono infatti contribuire a una minore capacità del sistema immunitario a combattere infezioni in genere.

Oggi inoltre, in risposta al mio commento/domanda, mi è stato detto che un dato importante emergente è il livello molto elevato di infiammazione nel sangue rilevato in questi pazienti con Diabete di Tipo 2, come rilevato per esempio dai livelli elevatissimi di PCR (proteina c reattiva) rilevata in questi soggetti.

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Fonte delle immagini: Istituto Superiore della Sanità

NOTA: Omega 3 o Vitamina D se uno li prende già per qualsiasi ragione non c’è motivo di sospenderli, ma non ci sono ovviamente studi randomizzati prospettici specifici per COVID-19 e non c’è nessuna ricerca rigorosa che indichi un loro possibile utilizzo in termini curativi per COVID-19. Quindi continuate a restare a casa e a seguire le indicazioni del Ministero della Salute.

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FreeStyle Libre 2 è pronto all’approdo in Italia

Chi ha l’occhio allenato e l’indole da osservatore, avrà fatto caso che nell’ultimo aggiornamento dell’app ufficiale Abbott FreeStyle LibreLink è inclusa anche la versione FreeStyle Libre 2.
In DeeBee l’avevamo testato già più di un anno fa, quando l’uscita in Italia sembrava imminente. Ora, l’integrazione della seconda versione del sensore nell’app, fa ben sperare.

Come funziona?

Se non fosse per quel piccolo “2” sulla scatola e sui singoli componenti del kit, esternamente la versione di Libre con allarmi sembra identica al suo predecessore.

In caso di valori glicemici alti o bassi rispetto al range, il lettore blu avvisa con un allarme sonoro o vibrazione. Successivamente, ad ogni allarme, bisogna scansionare esattamente come il precedente FreeStyle per sapere la glicemia. La connessione Bluetooth quindi non viene sfruttata per trasmettere i valori glicemici al lettore, ma solo per avvisare.  Lo stesso accade se il lettore resta fuori dalla portata del Bluetooth e non riesce a comunicare con il sensore: avviso sonoro o vibrazione.

Gli allarmi del lettore hanno scarsissima possibilità di personalizzazione: suono alto o basso. Per chi preferisce la discrezione è possibile impostare solo la vibrazione del lettore, ma, come scrive uno dei tester “alla fine il lettore vibrava sempre, spesso quando magari era appoggiato sul tavolo o ero in lontananza, diventando un vero e proprio fastidio, soprattutto mentre ero al lavoro. Alla fine ho disattivato completamente gli allarmi, tornando in pratica alla versione precedente del FreeStyle”.

Posso attivare il sensore Libre 2 con lo smartphone? 

Sì. Esattamente come la precedente versione, in questo caso il sensore verrà letto solo ed esclusivamente dallo smartphone e non più dal lettore. Se gli allarmi li volete sul cellulare, l’unica scelta è l’attivazione del FreeStyle 2 attraverso l’app. Quindi gli allarmi si possono avere o nel lettore o nel cellulare e non in entrambi. 

Cosa succede con i follower?

Lo stesso sensore quindi si potrà usare con il lettore e il cellulare (a scelta uno dei due potrà avere gli allarmi, secondo il dispositivo che è stato usato per attivarlo).

E i follower? Prima di tutto ricordiamo, per chi è alla prima armi, che la glicemia può essere visionata anche a distanza su uno smartphone, via Internet: chi la vedrà – solitamente un genitore T3 o, più in generale un caregiver – è definito follower. Se avete attivato Libre 2 con il cellulare, gli allarmi arriveranno anche ai follower attraverso l’app LibreLinkUp.

FreeStyle Libre 2 è un CGM?

Si definisce CGM (Continuos Glucose Monitoring) un sensore che permette di visionare le glicemie in tempo reale, 24 ore su 24, senza la necessità di utilizzare dispositivi terzi. Ufficialmente FreeStyle Libre non lo è, anche se nel recente accordo con Insulet, il dispositivo viene considerato un vero e proprio CGM.

Quali sono le differenze tra Libre 1 e Libre 2?

Colore del lettore a parte (nero per la prima versione e blu per la seconda), come dicevamo prima, i dispositivi sono identici nell’aspetto e nel packaging.

Le differenze restano nella modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth), nella presenza degli allarmi e nel MARD (Mean Absolute Relative Deviation: è l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). Secondo il produttore, la versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza.

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Coronavirus – lettera di una malata cronica

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di una nostra lettrice

Ciao, mi chiamo H.S. Sono malata cronica da 20 anni. Soffro di diabete tipo 1.
Ciò comporta un rischio più alto di ammalarmi, in quanto il mio sistema immunitario è un po’ debole. E ciò comporta che quando mi ammalo posso avere conseguenze più gravi rispetto alle persone sane che si ammalano della stessa cosa.
Sono anche mamma. Di due bambine. Di cui una malata cronica. Ha un’altra malattia rispetto alla mia, più grave, che le comporta difese bassissime e conseguenze piuttosto gravi ogni volta che si ammala.
La gente mi chiede, tu hai paura di questo Coronavirus?
Io ci ho pensato. Mi fa paura? La risposta sincera è si.
Mi fa paura. Per la sua alta contagiosità. Perchè è pericoloso per chi soffre di malattie pregresse.
Vorrei evitare di ammalarmi io, ma soprattutto vorrei evitare che ne venga a contatto mia figlia.
Le misure prese dal governo sono discutibili. Penso che trovare le misure giuste in un momento del genere è difficilissimo. Ma io sono grata per ciò che stanno facendo.
Come sono grata della possibilità di lavorare da casa in questo periodo.
Non mi faccio paralizzare da questo virus, però. Andiamo al parco. Impariamo ad andare in bicicletta. Prendiamo un gelato, magari quando c’è poca gente. Vediamo alcuni, pochi, amici.

Ho sentito dire “non capisco perché io debba smettere di girare, tanto è pericoloso solo per le persone con malattie pregresse, io non rischio”.
Questi pensieri mi fanno venire la rabbia. Come gli anti vax, ma quello è un altro tema.
Prima io, poi gli altri che me ne frega?
Ci hai pensato che se tu giri e ti ammali aumenti la probabilità che altri si ammalino? E che fra questi ci sono persone a rischio?
Se sei davvero cosi fortunato ad essere sano e per di più a non avere in famiglia diabetici, asmatici, immunodepressi, leucemici, persone che fanno la chemio, ecc, ecc, baciati i gomiti.
Perché sei davvero fortunato!
Ti potrei invidiare per questo, ma in realtà nonostante le difficoltà, amo la vita che Dio mi ha affidato e perciò non ti invidio.
Ma ti dico, sii felice per ciò che hai ma abbi quel po’ di considerazione per chi è meno fortunato.
Questo discorso esula totalmente dal Coronavirus.
– Riguarda tutti quelli che “ho un po’ di febbre, ma sono lo stesso in ufficio, perché il lavoro mica si ferma.”
Hai pensato che tu forse ti senti bene anche con un po’ di febbre e lavori lo stesso, ma la persona di fianco a te potrebbe stare a casa settimane intere se prende lo stesso tuo virus?

– Riguarda quelli che “mia figlia ha avuto la febbre a 39 fino a ieri; oppure ha avuto il caghetto; oppure ha una tosse da lupo, ma oggi è all’asilo, sai quanto costa la babysitter?”

A parte che a mio avviso non fai del gran bene neanche a tua figlia, ma hai considerato che altri bambini prenderanno lo stesso virus? E che fra quelli ci sono bambini come mia figlia che finiscono al pronto soccorso per una “banale” influenza?
Si, i babysitter costano, da mamma lavoratrice di due bambine piccole e senza nonni a disposizione, ne so qualcosa. Ma il bene per i nostri figli e il bene per la società dovrebbe contare di più.
– Riguarda anche quelli che si incontrano con altri, baci, abbracci e poi alla domanda come stai rispondono “sono giorni che combatto un gran raffreddore / influenza/ vomito , ecc”.

STATEVENE a casa quando siete malati. Tenete a casa i vostri bambini se sono malati.
E non solo per il Coronavirus. Sempre. A prescindere.
Se non lo fate per il vostro benessere, fatelo per chi è intorno a noi.

Il Coronavirus mi fa paura. Ma mi fanno molta più paura le persone egoiste.
Negli ultimi anni mia figlia ha avuto una vita mista fra ricoveri, malesseri ed interventi da un lato e l’estrema normalità dall’altro. Va all’asilo. Va a sport. Ha amici. Ama la sua vita.
Lei rischia ogni giorno quando va all’asilo. Più di una volta è finita in ospedale diversi giorni, ha subito flebo, stati deliranti da febbre, trasfusioni di sangue, ecc. per una semplice infezione presa da scuola.
Io la mando lo stesso (ovviamente con il benestare dei medici) perché oltre a saperla nelle mani di Dio, voglio permetterle di vivere il più possibile una vita normale.
Non le farei nessun favore tenerla a casa sotto una campana di vetro.
Ma se voi girate nei pochi giorni in cui non state bene, rischiate che le persone come mia figlia non possono più girare liberamente neanche quando stanno bene. Che devono essere isolati per non rischiare di ammalarsi.
Il tuo comportamento quando non stai bene può comportare il futuro di mia figlia, come quello di tanti altri bambini, adulti e anziani.
Pensaci. La prossima volta che pensi di lavorare con l’influenza, che mandi il bimbo a scuola col caghetto.
Pensaci.
In questo periodo se giri la Lombardia, magari pure la zona rossa e poi giri le altre regioni tranquillo come il sole, pensaci.
Non augurerei mai a nessuno di entrare nel club dei malati cronici.
Ma se mai la vita ti riservasse di entrarci, ti auguro che intorno a te ci siano persone poco egoista.
Che pensano a ciò che fanno. Non perché rischiano loro. Ma perché non vogliano che rischino gli altri.

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Nuovo Coronavirus e diabete, parla il Prof. Camillo Ricordi

In questi giorni di emergenza per il Coronavirus in Italia, pubblichiamo una riflessione del Professor Camillo Ricordi, Direttore del Diabetes Research Institute dell’Università di Miami. Il massimo esperto mondiale nel trapianto di isole pancreatiche, dà anche alcuni consigli per le persone affette da diabete. 

Niente panico, ma è giusto preoccuparsi, fare di tutto per marginare l’epidemia e seguire le indicazioni del Ministero della Salute in termini di prevenzione e trattamento.

In risposta alle numerose domande che mi sono arrivate da pazienti e famiglie, suggerirei le seguenti riflessioni:

  1. La mortalità da Coronavirus è molto più alta rispetto alla mortalità da influenza, soprattutto per soggetti di età superiore ai 65 anni.
  2. Se uno ha altre malattie (comorbidità), incluso il diabete ha un rischio maggiore. Questo è probabilmente legato al fatto che le statistiche per il diabete riflettono tutte le fasce di età e i dati sono per il 95% riferibili al diabete di tipo 2 e quindi a una patologia che colpisce nella maggioranza dei casi soggetti di età superiore ai 65 anni.
  3. Negli USA per esempio più del 90% dei soggetti che hanno più di 65 anni hanno anche una malattia cronica degenerativa (comorbidità) e più del 75% sono affetti da due comorbidità. Questo spiega anche perché soggetti giovani abbiano un rischio di mortalità molto più basso.
  4. Non c’è quindi motivo di panico, ma bisogna comunque tener presente che il diabete è associato in generale a un aumentato rischio di infezioni, anche perché l’iperglicemia ha un effetto negativo sulle risposte del sistema immunitario. A maggior ragione quindi bisogna cercare di mantenere un buon controllo metabolico, con dosi appropriate di insulina, cercare di mantenere il sistema immunitario in buone condizioni, magari con un po’ di vitamina C e una dieta sana, seguendo le indicazioni del medico curante e tutte le precauzioni indicate dal Ministero della Salute.

                                                   Camillo Ricordi

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Microinfusore “senza filo” Omnipod: due sensori all’Horizon

Fa venire in mente un noto spot pubblicitario di un gelato a due gusti la notizia arrivata il 19 febbraio da Insulet Corporation. In un solo giorno l’azienda del Massachusetts ha annunciato accordi commerciali con i maggiori player del settore, Dexcom e Abbott.

Nello specifico, l’accordo, non in esclusiva, con Dexcom prevede l’integrazione del prossimo Omnipod Horizon con i sensori Dexcom G6 ed i futuri G7. Ciò permetterà di avere, finalmente, una patch pump in grado di modulare l’erogazione d’insulina in base alle letture del sensore glicemico, in completa autonomia. Secondo le previsioni, la commercializzazione dovrebbe avviarsi dalla seconda metà del 2020.

Un simile accordo è stato raggiunto anche con Abbott, produttrice del sensore glicemico Freestyle Libre. Questa volta, l’integrazione  all’interno della piattaforma Omnipod Horizon riguarda la futura generazione del sensore, il FreeStyle Libre 2 (che da FGM – flash monitoring glucose diventa CGM – continuos monitoring glucose).

Il sistema Horizon appare, quindi, una promettente piattaforma modulare, che oltre a garantire la compatibilità con i CGM di punta del mercato, contribuisce a rendere più aderente la terapia migliorando nel contempo la qualità della vita delle persone  affette da diabete.

Forse tutto questo non sarebbe stato possibile senza il grande apporto di Tidepool, il sistema che ha dato ufficialmente il via e ha reso più concreto il concetto di interoperabilità. Il successo della piattaforma è frutto non solo del grande lavoro di un team composto principalmente da persone con il diabete e da genitori di bambini con la patologia, ma anche della donazione dei dati degli utenti in completo anonimato.

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Watlaa, il Duracell degli smartwatch

Abbiamo provato per voi il nuovo Watlaa, lo smartwarch ideato da un finlandese, papà di un bambino affetto da diabete. Il dispositivo è pensato esclusivamente per la lettura rapida dei valori glicemici, collegato direttamente via Bluetooth ad un dispositivo MiaoMiao o Bubble per la lettura del sensore FreeStyle Libre 1.

Confezione e primo utilizzo 

Lo smartwatch arriva in DeeBee per una prova in una confezione bianca ed essenziale. Le istruzioni sono estremamente scarne e rimandano al sito che invece contiene le informazioni necessarie per usare al meglio l’orologio.

Ergonomia e vestibilità

L’orologio viene fornito con un cinturino in tessuto, comodo e traspirante. La chiusura in velcro mantiene una discreta aderenza, anche se l’impressione è che sia più facile che l’orologio possa ruotare intorno al polso rispetto ai cinturini in pelle con chiusura classica ed a quelli in metallo. È comunque possibile sostituirlo con un altro cinturino da 20 mm in modo semplice.

Lo smartwatch non è impermeabile; resiste a sporadici schizzi d’acqua, ma non a immersioni. Lo schermo ha una buona visibilità sia al chiuso che all’aperto, anche grazie alla scelta di usare lo sfondo nero con colori brillanti.

Semplicità

Croce e delizia del Watlaa è l’interfaccia estremamente semplificata, con un solo tasto sulla parte bassa dello schermo. All’inizio l’utilizzo risulta innaturale, simile ai vecchi orologi digitali in cui per cambiare l’ora occorreva premere molte volte e se si superava di un tocco quella desiderata occorreva “fare il giro”.

Incredibilmente, dopo pochi giorni tutto risulta molto fluido, grazie alla selezione minimale delle funzioni e ad una buona organizzazione del menu: 8 tocchi per connettere il MiaoMiao al dispositivo ed avere la prima lettura.

Tutto il menu è navigabile tramite due tipi di tocco: tocco breve per avanzare, tocco lungo (3 secondi) per selezionare. La semplicità ed intuitività delle funzioni è nettamente superiore rispetto ad un classico smartwatch WearOS.

Funzioni

L’orologio permette queste (e solo queste) semplici funzioni:

  • Collegamento Bluetooth a dispositivo
  • Impostazione di allarmi sonori e vibrazioni (soglia basso, soglia alto, perdita connessione Bluetooth) con configurazione intervalli di controllo e snooze
  • Aggiunta di una calibrazione e reset delle calibrazioni
  • Impostazioni varie come ora, luminosità, ecc ..
  • Conteggio passi (che non abbiamo utilizzato)
  • Visualizzazione storico ma a nostro parere troppo povera per essere realmente utile)

Connettività

Punto dolente del dispositivo l’assenza di connessioni verso l’esterno diverse dal Bluetooth.

Vi è la possibilità di connettere un xDrip da cellulare verso l’orologio, facendo leggere al cellulare l’orologio anziché il MiaoMiao con la funzione “Scansione Bluetooth”. Questa funzione permette di avere tutti i valori “rilanciati” anche sul cellulare, e poter così collegare follower, scaricare dati ed altre funzioni che richiedono connettività internet. Per poterla utilizzare occorre aggiornare xdrip+ e Watlaa all’ultima versione.

Durata batteria

Punto forte del dispositivo una durata della batteria ineguagliabile. Lo abbiamo usato per più di una settimana senza arrivare sotto il 30%. Notevole.

App e supporto

Per il momento lo smartwatch supporta xDrip+ e xDrip per iOS e si prevede la possibilità di usarlo anche con Glimp e Diabox .

I dati possono essere memorizzati per un massimo di 30 giorni e successivamente si possono esportare attraverso l’applicazione Watlaa ed altre applicazioni. L’applicazione Watlaa permette inoltre l’aggiornamento del firmware dello smartwatch. Per ora, complice il recente lancio del prodotto, il supporto da parte della ditta consiste nel piccolo manuale d’uso, ai faq del sito e alle varie informazioni nei forum e social.

Per chi comunque ha il cellulare sempre a portata di mano, è possibile collegare xDrip del cellulare alle letture del Watlaa, scaricando i dati da esso o collegando followers.

In sintesi

Pro: durata della batteria, semplicità di utilizzo, focus sulle reali necessità.

Contro: mancanza di connettività diretta per scarico dati ed integrazioni, unico tasto.

Dopo la prova ci sentiamo di poter consigliare questo smartwatch a chi desidera avere le proprie glicemie al polso usando uno strumento che costa poco e ha un semplice utilizzo. Non avendo la possibilità di connettersi alla rete (se non con un smartphone collegato), risulta ovviamente inutilizzabile per i bambini che necessitano di monitoraggio a distanza. Può essere consigliato invece per chi abbia l’esigenza di non avere sempre con sé il cellulare: la connessione diretta al MiaoMiao è possibile anche dai normali smartwatch android con xDrip+, ma richiede un po’ di esperienza e difficilmente la batteria durerà così a lungo. È quindi una valida alternativa agli orologi oggi in voga per la visione della glicemia al polso.

Emanuele Briano

©Riproduzione riservata
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FreeStyle Libre con gli allarmi: MiaoMiao 1 vs MiaoMiao 2

Se il detto comune recita “i gatti hanno sette vite” (o nove per gli anglosassoni), un motivo ci sarà. Per ora il gattino più famoso di queste pagine, il MiaoMiao, sta vivendo una seconda vita, con l’uscita della versione MiaoMiao 2. Vediamo quali sono le differenze tra le due versioni.

DIMENSIONI E PORTABILITA’

Senza dubbio il MiaoMiao 2 è più piccolo, sottile e leggero.

 

Se il MiaoMiao 1 si appoggia lateralmente al sensore FreeStyle, il suo erede si posiziona sopra, coprendolo completamente. Questa soluzione da un lato riduce la perdite delle letture, ma dall’altro risultano più frequenti gli errori di schiacciamento del sensore, sopratutto la notte se ci si dorme sopra.

Inoltre con il MiaoMiao 2 risulta meno agevole la misurazione glicemica scansionando con il cellulare o il lettore di Libre. Bisogna tenere presente che il punto più facile per la lettura resta quello consigliato dal produttore del dispositivo.

Se nella prima versione il foro di reset del MiaoMiao si trova all’interno del dispositivo (costringendo l’utilizzatore di toglierlo in caso di necessità), il nuovo reader ha il foro verso l’esterno, facilitando l’operazione.

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BATTERIE E ACCESSORI

Le due versioni del MiaoMiao arrivano dotate di cavo per la ricarica e adesivi per applicazione. La versione nuovo ha in più un’apposita fascetta (in due misure a scelta al momento dell’acquisto), che a volte si allenta col rischio di far cadere il “gatto bianco”.

La batteria del MiaoMiao 1 dura circa 15/20 giorni (si ricarica facilmente in circa due ore; vi segnala l’avvenuta ricarica con luce verde), mentre il nuovo arrivato ha un’autonomia di circa 7/10 giorni al massimo.

APP E GLICEMIE AL POLSO

Le due versioni restano identiche per quanto riguarda le app per la gestione.

Restano invariate anche le soluzioni per avere le glicemie al polso. E se le volete averle a un costo estremamente contenuto, la soluzione con Mi Band è quella che fa per voi.

La comunicazione con l’azienda produttrice in caso di anomalie o guasti non è molto agevole e veloce ma dopo continue sollecitazioni si ricevono informazioni in merito.

Ringraziamo per la collaborazione Ezio Principato,

Francesca e Lorenzo Consonni

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