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Eppure

Sono io quella lì sdraiata sul divano, ma anche no.
Quel corpo ghiacciato, ai suoi piedi brick di succhi di frutta vuoti, carte di caramelle nelle tasche, bustine di miele svuotate sul tavolino e sul pavimento, un bicchiere appiccicoso di zucchero sciolto in equilibrio precario sul petto. Il cuore che pompa, la pancia e le gambe che continuano a perdere linfa, la nausea che sale da un posto indefinito, dentro.
Sono io, perché Elio mi sta addosso e mi lecca la faccia, e e sono io che rispondo con parole corte. “Tato”…”Bravo”.
Ne ho pochissime di ipoglicemie. Generalmente riesco ad agire prima, a mangiare zuccheri per tempo.
Eppure. Il diabete di tipo 1 è la malattia degli ‘eppure’. E quella lì sono proprio io.
L’ipoglicemia cattiva, quella prolungata, è cedere il passo a qualcos’altro da te.
È la vulnerabilità che si rende concreta, la debolezza che si fa sostanza. È il corpo di cui ti fidi annullato da un corpo inattivo e incapace, sconosciuto, terribilmente esposto.

È stata lunga, stavolta. Forse un’ora e mezza fatta di minuti traballanti. Lunghissima.

Adesso sono tornata a riva.
Le gambe, il cuore, i pensieri al posto giusto.
Sono tornata a riva, scompigliata ma più o meno intatta.
Pronta a rispondere “Bene e tu?” a chi mi chieda come sto.

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La glicemia corre in auto

Prima di iniziare, è necessaria una premessa: le autovetture in commercio sono molte e tutte diverse, così come i sistemi Android dedicati ad esse, quindi vi ricordo che questa è una guida generica.

Se decidete di acquistare un dispositivo Android da installare sulla vostra auto, leggete preventivamente questa guida e guardate qualche video su Youtube, poi verificate se siete in grado di poterlo installare da soli oppure se rivolgervi ad un installatore (elettrauto, installatori impianti audio, officine o concessionari…) e, in tal caso, chiedete sempre più di un preventivo e poi confrontateli.

Materiale necessario

Unità Android che può essere:
  • Universale (adattabile a qualunque tipo di autovettura);
  • Specifica per modello di autovettura (non disponibile su tutti i modelli).

L’unità non è nient’altro che un tablet che si adatta alla vostra auto sostituendo il vostro impianto radio/navigatore; consiglio Android 8.1 solo Wi-Fi con almeno 2Gb di Ram e 16Gb di Rom e almeno 2 prese USB. I dispositivi abilitati alla telefonia 3G o 4G e sistemi operativi inferiori a 8.1 possono creare problemi: si tratta di problemi risolvibili, ma non mi sembrava il caso di perderci tempo; inoltre, utilizzare il comparto telefonico significherebbe dover utilizzare un’altra SIM telefonica, oltre a quella del nostro smartphone che, invece, possiamo utilizzare comodamente – ed economicamente – come hotspot wifi.

Questo sistema ha al suo interno diverse funzioni: oltre ad essere un tablet, è una radio AM/FM con RDS (non proprio perfetta), è un navigatore google maps (altre app sono scaricabili da Google Play come ad esempio HERE che consiglio in quanto si possono scaricare le mappe offline gratuite), è un visualizzatore foto e video, c’è la possibilità di aggiungere retrocamera per il parcheggio, utilizzo dei comandi originali sul volante ed altre chicche che differiscono da vettura a vettura.

Attenzione! I video, le applicazioni e i giochi non vengono bloccate quando la vettura è in movimento: questi potrebbero distrarre durante la guida! Perciò, prestate tutte le precauzioni del caso, soprattutto se prestate la vettura a qualcuno (figli, amici ecc).

Ecco alcune foto. In commercio si trovano vari modelli, con schermi piccoli-grandi-esagerati…

Unità Android universale, da installare al posto della vostra autoradio: €130 circa.

Unità Android per Ford Focus 2011/2017: €260 circa.


Potete trovarli qui cercando con il nome della vostra vettura, aggiungendo android car (esempio: “golf 6 android car”). Dovrete fare attenzione e controllare sempre feedback e commenti sui prodotti (soprattutto al fine di tutelarvi da eventuali truffe). Le spese di spedizione possono variare anche di molto, da gratuite fino a oltre €130.
Io personalmente ho acquistato qui (ho scelto spedizione dalla Spagna con corriere GLS) e mi sono trovato bene: hanno risposto alle mie domande (solo in inglese), i tempi di consegna sono stati rispettati ed i commenti che ho letto riguardo al venditore sono positivi; anche dopo la vendita sempre disponibile per risolvere eventuali problemi secondo i commenti riportati (questo non posso però confermarlo visto che per fortuna non ne ho avuto bisogno).
Ricordatevi di usufruire dei vari coupon a disposizione (piccoli sconti).
Volendo si trovano anche su eBay o siti italiani, ma avreste gli stessi prodotti (sempre cinesi) con un aumento del prezzo che può variare anche ben oltre il +70%.

Se decidete di procedere con l’acquisto, contattate prima il venditore e specificate su che vettura dovete installare il sistema, magari mandando una foto della radio attualmente installata, con le luci dell’auto accese in modo che se alcuni tasti originali dovranno essere spostati e sostituiti, quelli nuovi saranno illuminati dello stesso colore di quelli originali.

Nightscout o Yagi

Seguite le guide per configurare Yagi o Nightscout per i vari CGM su DeeBee.it utilizzando il sistema come follower per la maggior parte dei sensori quindi prelevando i dati dal cloud (se scaricate le applicazioni originali solo quelle da utilizzare come follower) oppure sui microinfusori Medtronic 670 e 640 collegando un glucometro Contour Next Link 2.4 direttamente ad una presa USB senza cavo OTG.

Attrezzatura per smontare componenti interni della vettura

Cacciaviti, leve in plastica per smontaggio rivestimenti (per non rovinare le parti più delicate e di solito sono comprese dentro le unità che acquistate) e altri attrezzi che possono variare in base alla vettura che possedete.

Saltate questo punto se vi affidate a un’installatore (rivolgetevi a terzi se non siete sicuri di come si deve procedere). Non posso quantificare la spesa perché può variare di molto. Dipende dal costo della manodopera, dal tipo di impianto che andrete a montare, dal modello di auto, dalla velocità di montaggio dell’installatore e soprattutto dalla sua onestà… Ho installato personalmente il mio in circa un’ora e mezza. Su alcune vetture potrebbero volerci fino a tre ore solo per l’installazione (configurazione software non compresa).

Eventuali adattatori di innesto per la vettura

Sono da acquistare a parte (specificate sempre al venditore il tipo di vettura su cui verrà installato il sistema) e sono necessari per le unità Android universali. Le unità specifiche per tipo di auto hanno invece tutto compreso all’interno della scatola che vi arriverà a casa.

Un mouse con filo e presa USB

Attenzione: i mouse wireless non sempre vanno bene (ma potete comunque provare). Potrebbe servire, in alcuni rari casi, per calibrare il monitor se non risponde ai comandi del touch screen.

Installazione sulla vettura

Ora dovete decidere se proseguire da soli o affidarvi ad un installatore. Personalmente, per questa fase posso solo darvi alcuni consigli su come procedere perché ci sono troppe variabili e si dovrebbe creare una guida per ogni vettura.

In linea generale, la procedura da seguire è simile all’installazione di un’autoradio. Ci sarà in più da posizionare:

  • l’antenna del navigatore,
  • il microfono per il viva voce
  • un piccolo altoparlante (non in tutti i modelli è presente)
  • le prese USB, che portete posizionare nel cassetto porta oggetti o dove reputate sia più comodo per voi.

Il collegamento elettrico in linea di massima dovrebbe andare bene così come vi arriva. Sono tutti connettori plug-in (non si può sbagliare!); in alcuni casi potrebbe essere necessario spostare alcuni fili oppure collegarne altri, ma questo può dipendere dal tipo di vettura, dal tipo di allestimento e da altre variabili… Però non c’è da preoccuparsi! Non si fanno danni irreparabili. E’ buona norma controllare sempre se vi mandano le istruzioni online o cartacee.

Per le istruzioni su come smontare e rimontare i vari particolari del vostro cruscotto e installare il vostro nuovo sistema vi consiglio di utilizzare Youtube cercando, ad esempio, Golf 6 Installation Android car. Raccomando di effettuare la ricerca in inglese, poiché in Italia non sono molto diffusi questi sistemi.
Se invece avete bisogno di sapere come smontare un determinato pezzo usate sempre lo stesso sistema, anche in italiano, cercando ad esempio smontare radio golf 6, oppure smontare cassetto portaoggetti Golf 6; se non trovate nulla, provate anche qui a tradurre in inglese, assicuratevi che quello che vedete nel video sia uguale a quanto installato sulla vostra auto!

Aggiungo qualche video di esempio su come installare un sistema Android in alcune auto:

Configurazione

Importante: non installate nessuna applicazione fino a quando non avete collaudato il sistema!

Ora passiamo alla configurazione. Dopo aver acceso il dispositivo, attendete il caricamento del sistema operativo (potrebbe volerci un po’ di tempo). La procedura è simile a quella di uno smartphone, quindi dovrete inserire account google e le credenziali wifi (se ne avete la possibilità, collegatevi inizialmente alla rete di casa in modo da poter fare tutti gli aggiornamenti delle varie applicazioni dal Play Store).

Successivamente collegate il vostro smartphone al sistema tramite bluetooth così potrete usare il vivavoce.
Sempre sullo smartphone attivate poi la modalità hotspot e collegate l’unità Android della vostra auto tramite WiFi.

A questo punto, il sistema andrà collaudato per 2/3 giorni; verificate in questo frangente che funzioni tutto (come il navigatore, il vivavoce, la radio, le porte USB, il browser, ecc…).

Sensore CGM

Se tutto funziona correttamente, potete collegare il vostro sistema CGM utilizzando le guide di DeeBee.it seguendole passo passo! Inizialmente installate solo le applicazioni che vi serviranno per vedere le glicemie, perché le altre applicazioni potrebbero interferire.

Testate ancora qualche giorno che funzioni tutto, poi potrete installare anche altre applicazioni; cercate però, dopo aver installato ogni app, di verificare che funzioni e, se vi da problemi. eliminatela subito.
Cercate di non caricare il sistema con troppe app, in quanto rallentereste il sistema provocando blocchi inattesi.

COMPLIMENTI!
Ora potrete viaggiare con la glicemia, vostra o di un vostro familiare, sempre visibile. E senza dover guardare in continuazione il telefono, fonte di distrazione.

Un ringraziamento particolare a Rocco Troilo, autore della guida.

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Solo, la patch pump che lascia Omnipod meno solo

Entro il 2019 nel panorama striminzito dei microinfusori patch in uso in Italia, entrerà Accu-Chek Solo di Roche, il dispositivo che a luglio del 2018 ha ottenuto il marchio CE ed è approvato per i pazienti dai 2 anni di età.  Il microinfusore si basa sul progetto della Medingo Ltd, approvato nel 2009 dal FDA e acquistato dalla Roche un anno dopo.

Diversamente dal più diffuso Omnipod, Solo ha una unità semi-usa e getta che viene gestita via Bluetooth da un palmare touchscreen (con glucometro Accu-Chek Aviva integrato). La parte che si attacca al corpo è smontabile ed è composta da:

  • Il classico cerotto bianco
  • Una superficie di plastica trasparente dove si innestano i vari pezzi, progettata per durare fino a 120 giorni.

  • Un nucleo che contiene il minimotore (con un sistema a pistone simile ai microinfusori tradizionali,  – e quindi differente rispetto al sistema Omnipod) e le componenti elettroniche; è utilizzabile fino a 4 mesi e in esso viene inserita la parte “usa e getta”.
  • Il serbatoio “usa e getta” che può contenere da 80 fino a 200 unità di insulina e viene sostituito ogni tre giorni. È di materiale trasparente per dare la possibilità di vedere il livello di insulina e l’eventuale presenza di bolle d’aria.

Solo può essere applicato a scelta in quattro possibili zone del corpo: adome, gambe, alto gluteo e braccia.

Se a colpo d’occhio la patch di Solo sembra molto simile al suo “cugino” Omnipod, la differenza la fanno alcuni dettagli importanti.

  • Solo ha due tipi di cannule (in teflon morbido) e non solo una: da 6mm e 9 mm.
  • L’erogazione avviene non solo dal palmare, il Diabetes Manager, ma anche attraverso due pulsanti ai lati della patch, evitando così spiacevoli inconvenienti in caso di smarrimento o difetti del “telecomando”. Premendo contemporaneamente i due pulsanti laterali, dopo la conferma sonora, si può erogare in velocità quello che viene chiamato, per l’appunto, “quick bolus”. Ogni volta che si premono i pulsanti, si eroga una quantità di insulina secondo le necessità, con un passo personalizzabile da 0,20 a 2 unità per volta.
  • È resistente all’acqua ma non alle immersioni, quindi in caso di bagni e nuoto bisogna rimuoverlo lasciando sul corpo solo la piastra trasparente.

  • La basale minima è di 0.10U/ora (contro 0.05U/ora di Omnipod), ma il passo minimo è di 0.01U (contro 0.05U di Omnipod)

Palmare

Si chiama Diabetes Manager il palmare (o “PDM”) da 4 pollici con un display a colori e con l’opzione di blocco che evita l’uso accidentale del dispositivo. A display bloccato si possono vedere comunque l’ora e la data, il livello dell’insulina nel serbatoio e la basale in atto. Si ricarica come un comune smartphone, è dotato di un pulsante vero e proprio per la conferma del bolo e ha un glucometro integrato (in foto il confronto con il telecomando di Accu-Chek Insight).

Arriva il gruppo utenti italiani Accu-Chek Solo

Con l’avvento ormai imminente nel mercato italiano, alziamo il velo sul gruppo Facebook dedicato al nuovo nato di casa Roche: il salotto digitale nel quale i membri potranno scambiarsi informazioni, idee e opinioni sul nuovo microinfusore.
Come consuetudine dei gruppi DeeBee, anche questo sarà un gruppo chiuso, a protezione della privacy dei suoi membri: veniteci a trovare, vi aspettiamo!

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Quotidianità

Ogni mattina ti accompagno a scuola.

Stai crescendo, non c’è che dire, e ti guardo sempre con grande orgoglio! Siamo mano con la mano, io sempre un po’ più avanti di te e tu quasi a farti trascinare.

Passo dopo passo, nel silenzio della strada, cerco di ascoltarti; il tuo battito diventa il mio battito, la tua energia fluisce verso di me in uno scambio continuo ed io entro in te, sono parte di te.

A volte lo penso davvero: vorrei essere proprio dentro di te, cellula con le tue cellule e lottare…

Forse da dentro, riuscirei più facilmente nell’intento, saprei meglio dirige il “traffico” e farei in modo che tutto proceda per il verso giusto, insulina, carboidrati, ormoni… saprei io come mettere tutti a posto!

Sai, da fuori è più difficile. Gli imprevisti sono tanti e tutto si può stravolgere da un minuto ad un altro. E’ una lotta impari e non si riesce sempre a giocare d’anticipo.

E mentre camminiamo tu mi guardi da sotto il cappuccio e mi sorridi, quasi come se avessi letto nel mio pensiero… e ti sorrido anch’io!

Ecco, siamo arrivati, ti lascio in classe e vado via.

Un altro giorno di calcoli, previsioni, speranze è cominciato!

                                                                                                                            Marco Cefalù

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E mi chiedo perché

Un’amica che non sentivo da tempo mi ha confidato di essersi ammalata da qualche anno di una malattia cronica.
È una malattia che non richiede gestione costante della terapia da parte del paziente, come il diabete di tipo 1. Deve assumere quantità di farmaci più o meno fisse.
Mi ha detto di essere entrata in crisi e di appoggiarsi a varie figure -professionali e non- per l’aspetto psicologico.
Mi ha detto che spesso piange per ore.
Ho provato immediatamente empatia e desiderio di aiutarla.
Solo successivamente ci ho ragionato a piú ampio spettro.
Può darsi che mi sbagli, ma non mi pare che per il diabete di tipo 1 fosse prevista, quando mi sono ammalata io, la possibilità di entrare veramente in crisi.
Magari è una percezione distorta, ma credo che, tanto tempo fa, ci si aspettasse da una persona che si fosse appena ammalata di diabete di tipo 1 -tenuta quindi a reimpostare la sua quotidianità e a stravolgere la sua vita- che ci fosse un graduale lineare adattamento, benché si trattasse, il più delle volte, di un bambino/a o di un ragazzino/a.
Non so se sia così anche ora, ma in qualche modo credo di sì.
Mi pare che un periodo di critico assestamento, di crisi esistenziale, di sbandamento, non fosse contemplato né dalla società né dal mondo medico.
E mi chiedo perché.
Io mi sono sentita obbligata da subito, a tirar fuori tutte le forze. E quando, successivamente, ho deragliato, non ho avuto altra scelta che tirarne fuori ancora di più, subito, e inventarmi quelle che non avevo.
Mi rimangono tante domande senza risposta.
Perché non fosse/sia previsto che una malattia che coinvolge tutti gli aspetti della vita possa portare destabilizzazione psicologica, perché non fosse/sia contemplato un periodo di non accettazione, perché alla paura o a domande esistenziali profonde sollevate dalla malattia si sia spesso risposto con la semplificazione.
Farò del mio meglio per accompagnare la mia amica nel suo percorso, perché la ragazzina che sono stata per tanta parte della sua vita si è aiutata da sola.

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A zero

Il mio corpo è strano.
Il corpo dei CPEPTIDEZERO, in qualche modo, lo è. Risponde prima di noi a un disagio che quasi non abbiamo iniziato ad avvertire.
Lo fa nel modo più cruento, innalzando in modo vertiginoso il livello di zucchero nel nostro sangue.
Lo fa di fronte al disagio, alla stanchezza, alla seppur minima tensione. Lo fa durante una lite, o anche solo una discussione. Non abbiamo tamponi, cuscinetti, pezze. Quando cadiamo lo facciamo sul duro.
Il corpo dei CPEPTIDEZERO è crudele e utile: non ci permette di mentire a noi stessi.  È un corpo con antenne da tutte le parti, anche dove in genere non ce ne dovrebbero essere. Non possiamo ignorare il disagio, tacere i dolori, minimizzare le frustrazioni, perché il nostro corpo parla, urla, strepita con parole che rendono melmoso il nostro sangue limpido.
È un corpo che sa essere testardo e forte, tanto da contrastare l’insulina iniettata.
Amo il mio corpo e lo odio.
Amo il mio corpo e odio la sua anomalia.
Amo il mio corpo e odio il suo CIPEPTIDEZERO.
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Caro diabete…

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di una ragazza di 13 anni, da tre affetta da diabete Tipo 1

Caro diabete…
Questo 31 marzo, per me sarà una giornata particolare.
Nel senso, sarà una giornata normale, ma è l’anniversario (in senso negativo) di una giornata tanto brutta per me. Tre anni fa fui ricoverata in ospedale improvvisamente e questa cosa davvero mi ha segnata nella mia vita.
Da fuori potrà sembrare strano, ma a viverlo tutto è diverso. Nel senso, potrà sembrare strano che il diabete (patologia non grave se presa in tempo) possa, a volte farmi riflettere molto. Ci penso su, che, per pochi istanti, forse ora non sarei più qui. Ma molte altre volte meglio non farci caso, sulla pelle di una bambina di tredici anni che ama la vita (dopo ciò la amo ancora più) fa una brutta sensazione. Non so cosa dire, ma vorrei ringraziare tutte le persone che, nonostante tutto, mi fanno stare bene. Amici, famiglia, addirittura anche persone che nemmeno pensavi di conoscere, che hai conosciuto per caso, ma è stato un “caso” (se così si può chiamare) bellissimo.
Caro diabete…
Se non ci fossi stato tu, forse ora non sarei più me stessa. Tutte le sofferenze, le difficoltà, ogni singolo sacrificio, mi hanno formata. Mi hai fatta crescere prima del tempo, non mi lascio influenzare perché sono le persone deboli che si fanno condizionare.
Caro diabete…
Se non ci fossi stato tu, non avrei conosciuto MAI (o forse ma dettagli) persone stupende, ossia i miei amici diabetici. E perché no, anche i dottori, anche quelli un po’ meno simpatici.
Caro diabete…
grazie per farmi soffrire con quei cerotti ed aghi sulla pelle.
Soffro sia fisicamente sia dentro.
Fisicamente perché, nonostante tutto, ti senti la pelle man mano diventare sempre più debole. Soprattutto i polpastrelli delle mani, quando non riesci più a scrivere, a suonare il flauto, ad avvertire il tatto. E che dire dei cerotti del microinfusore e del sensore, perché comunque ti limitano, non puoi esagerare a correre, devi stare sempre sul chi va là e controllare che tutto vada bene. Poi vabbè, soffri anche dentro, mi pare ovvio. Quando avverti dolore come se ti avessero iniettato una siringa (oramai non mi fanno più nulla le siringhe) e non riesci nemmeno a muoverti e ti senti un nulla. E vabbè, soffri dentro anche perché, con tutto ciò che vivi, ti devi anche sentir dire: “E che fa, cosa sarà mai questo diabete?!”. Queste brutte sensazioni ti fanno capire tanto.
Caro diabete…
Allora, sarà l’ennesima volta che dico “caro” quando sei tutto tranne “caro”. Non sei caro e lo sai.
Beh, in fondo parlare ad un nemico come te mi fa ridere, anche se sei da affrontare continuamente con serenità, senza mai farsi abbattere.
Caro diabete…
Grazie perché grazie a te ho capito, anche se per poco, cosa significa la parola “fame”, quando volevo mangiare ma non potevo, che il dolore fu così straziante da farmi addormentare.
Caro diabete…
Grazie perché con te si comprende davvero cosa significa la parola “dolore”. Non una cavolata, ma bensì un qualcosa che fa star male anche la tua famiglia, quando non sai con chi sfogarti e ti fa male sentire che anche le persone a cui tieni tanto soffrono per te.
Caro diabete…
Molti potrebbero pensare come si faccia ad uscire positivamente da una situazione così con calma. In realtà bisogna farsi forza e non basarsi su quella che ci potrebbero dare gli altri.
Caro diabete…
Non vorrei essere pesante, quindi concludo qui.
E ricorda che non mi abbatterai mai, come tutte le persone forti che vivono la mia stessa situazione.
Ricorda che non riuscirai mai a scoraggiarci perché basta pochissima felicità per far sì che possiamo accendere quella luce che ci fa rendere conto che, intorno a noi, ci sono tante cose che ci rendono felici, e sono molte di più di quanto si possa immaginare. I colori, la luce del Sole, la vita tranquilla, e non nella guerra come in altre zone del pianeta. Io posso muovermi, e non come persone che non possono camminare.
Posso capire, studiare e fare una vita quasi completamente normale, poter parlare, scrivere, disegnare, avere la certezza di un futuro. Un pensiero, concedimelo, lo dedico ad Alessandro, Carla ed Edo, che non sono stati fortunati come me e che hanno lasciato troppo presto questa vita. E pur non conoscendoli li porterò sempre nel mio cuore.
Alla fine volevo ringraziare tantissimo ogni singola persona che mi rende felice, ma anche coloro che, giorno dopo giorno, mi stupiscono in negativo, perché mi fanno capire quanto il diabete mi abbia formata come carattere.
Sono fortunatissima e, quando lo comprendo, a tratti mi sembra quasi surreale.
Caro diabete…
Ultimissima cosa, poi giuro che la smetto. Un giorno la finirai di esserci o resterai sempre con me?
Non immagini quanto io voglia che passerai. E però se non potrai pazienza, potrò sempre continuare a sognare.

La tua Rosa

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Fuori moda

Non siamo proprio di moda noi signore e signori dell’ ipoglicemia.
Con le nostre pause fuori tempo, con le soste nel momento più bello.
In questa epoca che di soste non se ne concede. In questi anni di velocità forzata.
I nostri stop improvvisi. I nostri minuti congelati.
E non importa che ti stia redarguendo la bocca più autoritaria del creato, che ti stiano toccando le mani più dolci del mondo, che tu stia svolgendo il compito più importante della tua vita. STOP.
Anche se non vorresti, anche se non ti piace, anche se la tua mente dice ‘no’.
In quest’ epoca di super performance, in questa epoca illusa del “volere è potere”.
STOP: blocchiamo gli occhi le mani il corpo, lasciando a tumultuare il cuore e pensieri.
Senza poterci arrabbiare con nessuno,
e neanche bene con noi stessi.
In un’epoca di minuti consumati, di secondi spremuti a sangue.
STOP e scendiamo un pochino dal mondo, che continua a girare vorticoso.

STOP lo sguardo fisso avanti a me
Lo sforzo di respirare lenta
La mente che ogni volta fatica ad accettare la resa.

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Roma e Torino unite da un calendario

Metti una singolare giornata d’inverno con un sole tiepido perfino a Torino. Aggiungici il desiderio per fare una consegna speciale, cornice di un grande puzzle creato a più mani. Immetti nella visuale alcuni vigili che per non creare intralcio si presentano in borghese nel Centro di Diabetologia Pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino. Sommare ai loro sorrisi quelli della professoressa Ivana Rabbone e del Dott. Davide Tinti, e voilà: una giornata qualsiasi diventa particolare per noi di DeeBee e non solo.

Una parte dei proventi del calendario realizzato con un incredibile dispiegamento di forze degli agenti della Sezione II (ex X) del Corpo della Polizia Municipale di Torino (anche lì non in divisa, ma in impeccabili abiti d’epoca), sono stati destinati a DeeBee Italia. Che a sua volta ha acquistato e donato ai bambini del reparto di diabetologia e ai medici che lo gestiscono, un televisore 55 pollici, un Notebook HP, una stampante Laser Color + cartucce per un totale di 1.570,71€.

La restante somma ricevuta dai calendari è destinata a sovvenzionare parte della fornitura per la misurazione della glicata da dito al Policlinico Umberto I di Roma e per le varie attività di DeeBee.

Un antico proverbio arabo recita: Il passato è la radice del presente e il presente è il seme del futuro. E noi continuiamo instancabili a seminare, con l’aiuto di tante realtà sparse per lo stivale che ogni volta ci testimoniano la loro impagabile fiducia e stima.

Prof.ssa Ivana Rabbone
Dott. Davide Tinti

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Comunicato urgente. Spike lascia l’app store Apple: Guida italiana alla migrazione

Il 6 aprile 2019 Apple revocherà il Certificato Enterprise di Spike: senza di esso, gli utenti non potranno più utilizzare l’app attualmente installata sul telefono. Nel dettaglio, chi chiuderà l’app ora in esecuzione sul telefono, non potrà più aprirla.

SOLUZIONE

Da questo momento, Spike non sarà più scaricabile dallo Store ufficiale, bensì sarà distribuito dall’app store Ignition. La transizione dovrebbe comportare tempi di inattività minimi per la maggior parte degli utenti (inferiori all’ora) e l’installazione di un nuovo certificato sul telefono potrà essere effettuata in meno di 5 minuti, seguendo la guida presente qui:

Download “Come migrare Spike (da fare entro il 6/4/19)” MIGRAZIONE SPIKE DA APP CENTER A IGNITION STORE - WWW.DEEBEE.IT.pdf – Scaricato 177 volte – 1 MB

Ribadiamo che, se vogliono continuare ad usare Spike con tempi di inattività pressoché minimi, tutti gli utenti Spike dovranno completare la migrazione ad Ignition prima del 6 aprile. La migrazione non provocherà perdita di dati.

NO BACKUP, NO APPLE WATCH

È importante notare che l’attuale versione 3.6.2 di Spike disponibile su Ignition non ha la funzione di backup/ripristino del database iCloud e non include l’app Apple Watch; entrambe, come si legge anche nel comunicato ufficiale, sono state rimosse temporaneamente a causa di problemi tecnici che Ignition sta cercando di risolvere, quindi Spike per il momento non disporrà dell’applicazione Apple Watch, (le complicazioni continueranno ad essere disponibili) nè del backup.

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