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Sugarmate – Il diario glicemico che ce l’ha fatta!

Tenere un diario costante dei propri valori glicemici è ormai, soprattutto per utilizzatori di sensori, un mero ausilio che ci viene spesso dato gratuitamente dagli stessi produttori di sensori, come avviene ad esempio per le applicazioni Dexcom.
Esiste in ogni caso una rilevante fetta di pazienti diabetici che sono ancora alle prese con scritture manuali dei propri valori capillari, tramite le decine di applicazioni mobile e desktop ormai note a tutti.
Avendone usate un bel po’, senza esserne particolarmente appassionato, ho potuto nel tempo identificare alcuni (tre) fattori comuni:

1. Nessuna applicazione riesce a creare il giusto compromesso tra utenti manuali che annotano le proprie misurazioni capillari, ed utenti di sensore CGM.
2. Nessuna applicazione ha mai veramente sprecato energie nel tentare di creare un sistema di alerting per ipo ed iper degno di nota.
3. Nessuna applicazione ha mai veramente capito che anche l’occhio vuole la sua parte, anche per applicazioni così di nicchia e destinate all’ambito medico.

Ci sentiamo forse di dire che questo trend si è interrotto con la ormai famosa app di gestione del diario glicemico (e non solo) nota al pubblico come “Sugarmate“.

È notizia recentissima l’acquisizione da parte di Tandem della applicazione a supporto della gestione ed il controllo del diabete Sugarmate, applicazione disponibile su piattaforma iOS ed in modalità “webview” anche per Android e Windows 10, ma soprattutto pronta all’uso su Apple Watch, Car Play, Amazon Alexa, Apple Siri ed integrabile con applicazioni di terze parti tramite uso di componenti API state-of-the-art.

I punti di forza di questa applicazione, che ci spingono senz’altro a dedicarle un articolo sono in sintesi i seguenti:

• Ottima esperienza utente (la migliore in assoluto dal mio punto di vista)
• Integrazione diretta con Dexcom G4, G5 e G6 in modalità follower
• Integrazione tramite bridge nightscout
• Scaricabile da Apple Store o dal sito ufficiale sugarmate.io
• Disponibilità di statistiche base ed avanzate
• Sistema di alerting che sfrutta mobile push e chiamate in entrata
• Presenza di tutto l’armamentario d’obbligo per diari glicemici (misure manuali, registrazione insulina, cibo, attività sportiva, ecc.) che la rendono efficace anche per utenti non CGM

Le funzioni

Andiamo nel dettaglio di alcune componenti applicative, concentrandoci su quelle più importanti ai fini della classificazione di questa categoria di software.

La Dashboard (Home)

Veramente ben fatta, immediata e customizzabile secondo le proprie preferenze tramite numerosi “widgets” che hanno il fine di rendere l’applicazione vicina alle esigenze specifiche di un dato utente. Una gran punto di forza.
I widgets sono tantissimi, tutti personalizzabili e forniscono moltissime informazioni di grande interesse come:

• Time in Range
• Stima della A1C
• Stima del GMI
• Deviazione Standard
• Analisi dei quartili
• Media glicemica al risveglio

Trattasi di tutti indicatori che se utilizzati con costanza permettono l’identificazione di eventuali patterns che possono portare a migliorare il controllo globale.
La dashboard, dal mio punto di vista, racchiude in sintesi quanto di buono fatto questa applicazione riesce ad esprimere rispetto alle concorrenti, a volte fin troppo complesse e poco usabili, per non dire niente affatto usabili.

Come si evince dall’esempio di sotto, che fornisce una vista esplicativa dei widgets, è possibile anche usarla in modalità dark su device iOS.


Una piccola pressione del tastino col simbolo “+” ci permette di aggiungere i soliti “eventi” della gestione del diabete; da notare l’integrazione di Fatsecret che ci permette di scansionare codici a barre dei prodotti per ricavarne, se disponibili, i valori nutrizionali.

Settings

Doverosa sezione, veramente molto ricca, che permette di personalizzare i parametri fondamentali dell’applicazione come i Data Sources, ovvero le sorgenti CGM se disponibili ed anche il look and feel dell’applicazione che come anticipato, si presta tanto all’esperienza utente.

Studiare bene questa intera sezione perchè permette di comprendere a pieno le potenzialità di questo software.
Le sorgenti CGM dirette sono ovviamente limitate a Dexcom che per ora è l’unica azienda produttrice di sensori di largo consumo che permette integrazioni di questo tipo. Questo non impedisce che tramite il bridge Nightscout, la app sia utilizzabile anche da utenti di altri sensori.

Alerts

Questa sezione è una dei fattori di diversificazione di Sugarmate da altre app simili per la facilità di configurazione degli allarmi.
L’applicazione può usare notifiche push personalizzabili, in base ad algoritmi predittivi proprietari che lavorano su misurazioni verso l’alto in caso di iperglicemia, o anche chiaramente verso il basso per gestire eventi di ipoglicemia.
Le notifiche push sono disponibili anche in caso di anomalie nella ricezione di valori dal CGM o per valori alti e stabili che potrebbero portare ad eventi di chetoacidosi diabetica.
L’applicazione è inoltre dotata di 3 particolari allarmi di emergenza molto importanti:

• Invio SMS in caso di ipoglicemia urgente
• Invio posizione GPS tramite SMS
• Telefonata al proprio cellulare in caso di ipoglicemia durante orari notturni prestabiliti

Reports

L’applicazione permette invio per email di un utile spreadsheet che fornisce una vista importante per coloro che hanno l’abitudine di analizzare il proprio andamento su un foglio di calcolo.
La funzione è semplice e funzionale, non una cosa da poco per applicazioni di questa categoria che spesso ne sono sprovviste.

I contro

Chiaramente non è tutto oro ciò che luccica; di seguito qualche difettuccio osservato.

1. È possibile riportare, in maniera poco spiegabile data la completezza dell’applicazione, l’assenza di una funzione intelligente che possa indicare patterns specifici analizzando i dati rilevati, suggerendo in maniera diretta una chiave di lettura tra la miriade di statistiche calcolate. Sarebbe risultato estremamente utile a coloro che necessitano di supporto maggiore nell’interpretazione dei trends glicemici. In ogni caso, la presenza di tutto il set di statistiche rende questa mancanza tutto sommato accettabile.

2. L’applicazione è decisamente scritta per iOS e dunque per il mondo Apple, e ben si presta agli amanti di iPhone, di fatti costringendo gli utenti Android ad un’esperienza leggermente diversa mediante uso della modalità “browser”. Questa volta forse si tratta di una mancanza più grave ma giustificata dal fatto che trattasi di un’applicazione scritta e gestita da una sola persona, Josh Juster,  il lavoro rimane ampiamente apprezzabile.

3. L’applicazione potrebbe tentare un supporto diretto almeno per FreeStyle Libre di Abbott. Questa integrazione potrebbe diventare tangibile dato l’interesse di Tandem nel dotarsi di una integrazione diretta con questi sensori.

Conclusione

Si intuisce chiaramente il motivo che ha spinto Tandem ad acquisire i diritti di questa applicazione, una transazione unica in questo settore. Sugarmate è stato selezionato in una miriade di concorrenti, alcuni peraltro alquanto validi.
Lo sforzo nel fornire funzioni complesse in maniera semplice, permettere ad utenti poco esperti di accedere ad un’esperienza d’uso completa e circoscritta è veramente un bel traguardo degno di un articolo dedicato.
Il futuro di Sugarmate è per ora molto interessante, Tandem ha già fatto capire che occuperà un posto di onore per gli utenti che hanno necessità di accedere ai dati del microinfusore dell’azienda Americana, che a breve arriverà in Italia con l’attesissimo ControIIQ, dalle proprie vetture CarPlay o mediate Amazon Alexa.
Vedremo se in futuro invece Sugarmate diventerà anche l’applicazione che prenderà il controllo remoto della stessa Tandem. Un futuro interessante grazie a Sugarmate!

Francesco Consiglio

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Dexcom G6 PRO: cos’è?

Da qualche mese Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione e del controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha approvato Dexcom G6 Pro, il primo e l’unico sensore in CGM usa e getta per uso professionale.  

Diversamente dal suo simile Libre Pro che funziona solo “in cieco” (cioè senza che sia visibile la glicemia), questa versione di Dexcom G6 prevede anche l’eventuale visione dei valori da parte del paziente e non solo del medico. Anche se Dexcom G6 Pro non arriverà in Italia, è interessante conoscerlo perché il suo utilizzo potrebbe essere anche una sorta di prova sul campo del tanto atteso Dexcom G7 che secondo alcune indiscrezioni sarà proprio usa e getta.

Apparentemente il dispositivo è identico al suo “gemello diverso” G6, ma i due si differenziano per alcune caratteristiche:

  • Se i sensori sono gli stessi, il trasmettitore bluetooth della versione PRO non dura i classici tre mesi ma è, come detto, usa e getta.
  • Durata identica fino a 10 giorni del sensore, nessuna necessità di calibrare e allarmi solo in modalità non “in cieco” (nel momento dell’inserimento del sensore il medico o l’operatore sanitario decide la modalità d’uso: in cieco o meno). Il dispositivo viene usato dal paziente esclusivamente con uno smartphone compatibile.
  • Le letture di Dexcom G6 Pro, come quelle del G6 possono essere utilizzate per prendere decisioni terapeutiche e i dispositivi sono approvati per pazienti dai due anni di età.
  • Il prezzo dello starter kit è molto inferiore ai singoli elementi acquistati separatamente.

 

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Nuovo glucagone spray nasale Baqsimi: acquisto e utilizzo (con video)

L’arrivo in Italia del glucagone nasale Baqsimi non è stato  come si sperava. Il flaconcino nella scatola gialla per ora non è mutuabile, ma è possibile acquistarlo con la ricetta bianca. In attesa della decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco sull’eventuale regime di rimborsabilità, il costo di 140,29€ per ora resta a carico del paziente.

Molte famiglie, principalmente quelle con bambini piccoli che a settembre dovranno tornare a scuola, lo hanno già acquistato. Un semplice spray (che non richiede neanche aggiustamenti in base all’età del paziente) al posto di una vera e propria iniezione, facilita sicuramente la collaborazione di insegnanti che hanno alunni e studenti affetti da diabete. Inoltre non è necessario conservarlo in frigo, ma in temperature al di sotto dei 30° e dura due anni. La polvere contenuta nel flaconcino monouso  viene somministrata in un’unica narice ed entra in circolo senza bisogno di essere aspirata; d’altronde sarebbe un’azione impossibile per una persona in ipoglicemia grave. Il farmaco funziona alla perfezione quindi anche in caso di naso otturato.

 

 

 

 

 

 

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Arriva GlucoMen Day CGM, il sensore glicemico green

Un po' Libre e un po' Dexcom, ha tutte le carte in regola per competere con gli altri big.
In casa DeeBee, che non era chiusa per il lockdown, è arrivato GlucoMen Day® CGM della Menarini, il nuovo promettente dispositivo che si affaccia senza timore nel panorama dei sensori glicemici a monitoraggio continuo. Come da tradizione lo proveremo sia in solitaria sia in parallelo con altri sensori per capire meglio le peculiarità del prodotto.
Abbiamo ricevuto un kit completo che, diversamente da quasi tutti gli altri prodotti simili, contiene in gran parte componenti riutilizzabili e di lunga durata.

Il kit

Vederlo durante l’illustrazione video che ci è stata fatta o sulla carta è un conto. Averlo tra le mani e renderci conti delle dimensioni e caratteristiche esterne del sensore, è altra cosa.

Il kit contiene:

  • Una scatola con due sensori, due cerotti di rinforzo e due salviette per detergere la pelle e migliorare la tenuta.
  • Un glucometro GlucoMen e le relative strisce reattive, utili per le calibrazioni giornaliere, che possono essere trasferite automaticamente via Bluetooth al cellulare che funge da ricevitore. Per ogni sensore c’è una scatola da 25 strisce inclusa (e questo non è un dettaglio trascurabile dato che sovente a fronte della prescrizione di un sensore, le ASL diminuiscono drasticamente le strisce prescritte!)
  • Due trasmettitori ricaricabili, la base di ricarica, il cavetto e l’applicatore.
Trasmettitore rivoluzionario

I trasmettitori del GlucoMen Day® CGM sono dotati di una batteria al litio e sono garantiti per cinque anni. Ebbene sì: sono ricaricabili! Per darvi un’idea visiva del suo volume, l’abbiamo messo a confronto con i trasmettitori di altre marche.

Come potete notare, le dimensioni del nuovo arrivato in Casa Menarini sono un ibrido tra il Dexcom G6 (spessore simile ma più corto) e il FreeStyle Libre (larghezza simile ma più spesso).

Ai pazienti vengono fornite due unità in modo che al cambio sensore si potrà avere sempre pronto un trasmettitore carico. Per avere una ricarica completa, che dura comunque oltre ai 14 giorni della vita del sensore, ci vogliono mediamente quattro ore.

Applicatore

Il sistema GlucoMen Day® CGM è nato nel segno del riuso e del rispetto per l’ambiente. I sensori si inseriscono con un apposito applicatore che, come i trasmettitori, è garantito per ben cinque anni. Ha la forma che ricorda quella di un mouse di ultima generazione, oggetto molto familiare e che permette l’applicazione del sensore in autonomia anche in punti difficili. La casa produttrice specifica che il sensore deve essere portato sull’addome, anche se non è controindicato l’uso in altri siti.

Una volta inserito il sensore, resta da gettare soltanto questo componente di plastica.

La grande novità del sistema è la mancanza di un ago guida: il filamento di platino si inserisce sottocute senza “aiuto” evitando così danni ai tessuti e permettendo un riscaldamento di soli 55 minuti per il sensore. La tecnologia usata è quella della misurazione elettrochimica attraverso biosensore. Sebbene questa soluzione preveda ancora la presenza di un filamento sottocute, gli studi clinici che Menarini ci ha illustrato, grafici alla mano, garantiscono un inserimento senza traumi e quasi del tutto indolore.

👉 Novità! Se vuoi scoprire tutte le novità, parlare con chi già usa GlucoMen Day, sciogliere i tuoi dubbi ed essere sempre aggiornato, iscriviti gratuitamente al gruppo italiano dedicato a GlucoMen Day.

Sensori

I sensori GlucoMen Day® CGM hanno una durata di 14 giorni e necessitano di una calibrazione al giorno (tranne il primo giorno di inserimento che di calibrazioni ne servono due). Il MARD dichiarato è 9,9% ed è approvato per pazienti dai 6 anni, per le donne in gravidanza e per i pazienti critici e in dialisi.

Altra peculiarità del sensore consiste nel fatto che il filamento viene innestato nel sottocute non in perpendicolare (come per esempio avviene con FreeStyle Libre), ma a 35° poiché “una maggiore lunghezza consente di analizzare una quantità maggiore di liquido interstiziale e ottenere misurazioni più accurate“.

GlucoMen Day® CGM della Menarini non ha un proprio ricevitore, è sufficiente un cellulare compatibile con l’app proprietaria per avere i valori glicemici che vengono rilevati ogni minuto, le frecce di tendenza, il grafico e i vari report.

L’app, disponibile per Android e iOS, permette la personalizzazione dei vari allarmi, inclusi quelli predittivi. L’unico allarme impossibile da silenziare o ignorare è quello di glucosio molto basso (da 54 mg/dL in giù).

I dati sono condivisibili in tempo reale attraverso un cloud certificato e per l’analisi dei dati è possibile usare  GlucoLog e Diasend.

Prospettive

La domanda che ormai accompagna l’uscita di ogni nuovo device è: integrato con cosa? Quindi, l’abbiamo girata a Menarini…

GlucoMen Day® CGM della Menarini sarà a breve integrato con una  nuova patch pump e precisamente con Eoflow. L’accordo tra le due aziende fa ben sperare che i ritardi, dovuti all’emergenza Covid-19, non spostino l’uscita microinfusore dopo il 2021. Non nascondiamo la trepidante attesa per un prodotto che potrebbe dare un nuovo impulso al settore delle patch, insieme a Omnipod e Solo.

Inoltre, dopo l’estate si prevede la conclusione di un accordo con FitBit che porterà al polso dei pazienti e i loro follower le glicemie rilevate dal GlucoMen Day® CGM.

Insomma tanti elementi che, complice anche il prezzo molto contenuto del dispositivo, rendono questo nuovo sensore una gran bella novità.

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FreeStyle Libre 2, già prescrivibile in Campania

Dopo una lunga attesa sono arrivati anche in Italia “i bottoncini bianchi parlanti” o meglio i sensori FreeStyle Libre2, dotati di allarmi.  Li avete conosciuti in queste pagine del sito per via dei vari test comparativi eseguiti dai nostri collaboratori durante gli ultimi mesi e ora i sensori sono acquistabili dal sito della casa produttrice che “sta lavorando con tutte le altre autorità sanitarie per garantire l’inserimento nelle procedure di acquisto regionali”.

Ad oggi, il FreeStyle Libre 2 è prescrivibile nella sola regione Campania dove, dal 22 aprile il sensore della nuova generazione, è stato incluso nella procedura di acquisto. 

Attualmente in Italia non sono in vendita i lettori per FreeStyle 2 e quindi gli utenti dovranno usare gli smartphone per attivare e usare i sensori con l’apposita app LibreLink.

Come avevamo precedentemente scritto, le due generazioni di sensori si differenziano per:

  • la modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth)

  • la presenza degli allarmi

Le letture del sensore quindi avvengono ogni minuto, ma per sapere l’esatto valore del glucosio bisogna scansionare.

In caso di allarmi non confermati di perdita del segnale, di glicemie sopra o sotto il range impostato, il cellulare abbinato al sensore continua a ripetere l’allarme ogni cinque minuti fino a quando si esegue una scansione che permette di avere il valore dello zucchero nel sangue.

Gli allarmi, i valori rilevati con la scansione e i report possono essere condivisi con altri cellulari collegati con il master attraverso l’app LibreLinkUp.

  • Il MARD (Mean Absolute Relative Deviation – l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). La versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza; secondo il produttore, usando l’app FreeStyle Libre Link, raggiunge un MARD del 9,2% (contro 9% complessivo dichiarato per Dexcom G6, 9,4% di Eversense e 8,7% dichiarati per Guardian Sensor 3 che, tuttavia, raggiunge questa accuratezza solo sul braccio per pazienti dai 14 anni con tre-quattro calibrazioni al giorno; accuratezza che scende al 9,6% in caso di sole due calibrazioni giornaliere).

 

Il sensore non è approvato per prendere decisioni terapeutiche e la stessa casa farmaceutica consiglia: “Il test tramite puntura del dito con un misuratore della glicemia è necessario quando i livelli di glucosio variano rapidamente, laddove i livelli di glucosio nel fluido interstiziale possono non riflettere accuratamente i livelli glicemici oppure se il sistema rileva un’ipoglicemia o un’imminente ipoglicemia o quando i sintomi non corrispondono alle letture del sistema”.

Chi fino ad ora ha usato FreeStyle 1 con l’aggiunta di dispositivi intermedi come MiaoMiao, BluCon o Bubble potrà liberarsene ed avere glicemie continue sul cellulare o smartwatch usando solo ed esclusivamente il sensore FreeStyle Libre 2?

La risposta è no. Per poter avere le glicemie continue serviranno ancora i vari piccoli lettori da applicare sopra al nuovo sensore di casa Abbott. Per ora non ci sono previsioni e notizie su eventuali progetti ufficiali in tal senso.

Esistono tuttavia delle procedure non ufficiali che eliminerebbero la necessità del MiaoMiao o simili, permettendo quindi di ricevere i valori glicemici sul telefono senza dover strisciare il lettore sul sensore; ma per motivi legali, il cosiddetto patching della app è fortemente contrastato dalla casa madre e deve comunque essere realizzato in autonomia dall’utente.

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Nuove tecnologie per il diabete: «Noi penalizzati perché siamo sardi»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Angela Sanna, affetta da diabete di tipo 1 e residente in Sardegna.

Uno dei tanti problemi nella vita di un diabetico riscontrato con la sanità pubblica: La mancanza della prescrizione dei dispositivi innovativi.

La Regione Sardegna, nel 2017, ha aderito alla convenzione stipulata dalla Regione Piemonte per la fornitura di microinfusori per insulina (e di tutti i sistemi di monitoraggio in continuo). La Regione Piemonte, e altre regioni interessate che avevano stipulato tale convenzione hanno poi provveduto a stipulare un nuovo contratto “ponte” con le aziende fornitrici, che offrivano prodotti più tecnologici e innovativi, la Sardegna invece è rimasta ferma.

Si…. ferma. Sarebbe bastata una deroga (così come hanno fatto le altre regioni) o un nuovo contratto.

I microinfusori forniti dalla Regione Sardegna ai diabetici sardi sono rimasti, ad oggi, maggio 2020, quelli vecchi proposti nel 2017, ormai obsoleti, superati da dispositivi tecnologicamente più avanzati, e oltretutto se dobbiamo dirla tutta anche in numero insufficiente, troppo poche infatti le concessioni, e visto l’alto tasso di diabetici sardi, senza parole….. 😰

Diabetici che non possono essere penalizzati solo ed esclusivamente perché sardi.

Noi diabetici sardi abbiamo il diritto come tutti i diabetici italiani di curarci al meglio, con dispositivi evoluti, oggi disponibili e prescrivibili, dispositivi che talvolta si discostano di pochissimo rispetto al costo di quelli ormai obsoleti (vedi il Medtronic 640G, unico prescrivibile con il microinfusore successivo prodotto della stessa azienda Medtronic 670G) e proposti nella vecchia convenzione.

Inoltre come tutta la tecnologia a breve avremo dispositivi ancora più evoluti, come il 780G sempre della Medtronic, il prodotto top del periodo, più innovativo, il top proprio nella gestione del diabete e che potrà essere di grande aiuto nella gestione di esso e nella prevenzione delle complicanze di questa subdola malattia.

Perché si, chi non lo vive non lo sa ma avere un microinfusore per la maggior parte di noi diabetici significa rivivere, riavere una vita, con sacrificio, ma rivivere, perché avere un microinfusore significa comunque gestire al meglio il diabete con tanto impegno, studio dei vari fattori che influenzano l’andamento glicemico con il microinfusore ma, un diabetico microinfuso è per la maggior parte delle volte un diabetico, che con l’aiuto del diabetologo e del referente dell’apparecchio che utilizza, attento e che si cura di se stesso per non avere complicanze e non ricadere un domani sul servizio sanitario nazionale come persona invalida.

Quindi: noi diabetici sardi chiediamo agli Assessori, alle Associazione che dicono di lavorare per la nostra tutela, un aiuto …… aiutateci nella lotta per ciò che farà stare bene noi pazienti. bene oggi e domani.

Aiutateci per avere dispositivi di nuova generazione che ci permetterebbero di vivere più a lungo sereni, senza complicanze, senza nessun costo futuro per la sanità pubblica.

Angela Sanna

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COVID-19 e DIABETE

In questi giorni di emergenza per il Coronavirus in Italia, pubblichiamo una nuova riflessione del Professor Camillo Ricordi, Direttore del Diabetes Research Institute dell’Università di Miami e massimo esperto mondiale nel trapianto di isole pancreatiche.

Anche se oggi i dati non sono certo incoraggianti in generale, volevo in parte rassicurare pazienti con T1D e familiari rispetto alle immagini e tabelle pubblicate che riportano in Italia una mortalità del 35,5% per i soggetti con DIABETE come co-morbidità. Oggi durante la videoconferenza dell’Istituto Superiore della Sanità ho fatto un intervento chiedendo specificamente di chiarire se ci fosse un’analisi disponibile che differenzi tra Diabete di Tipo 1 e Diabete di Tipo 2. Mi è stato confermato che si tratta di statistiche legate al Diabete di Tipo 2 dove la maggioranza dei pazienti hanno più di 65 anni di età e spesso altre co-morbidità.

Anche tra i 17 (dati del 17 marzo) pazienti deceduti che avevano un’età inferiore ai 50 anni e in particolare i 5 decessi tra i 31 e 39 anni di età, il soggetto era affetto da T2D e non T1D. La mortalità tra i maschi è molto superiore a quella delle donne, per ragioni ancora da determinare, ma il Diabete di Tipo 1 non costituisce per ora un aumentato fattore di rischio. Valgono comunque le regole della mia precedente riflessione sul controllo metabolico e cercare di mantenere un sistema immunitario in buone condizioni, inclusa la dieta e evitare il fumo. Iperglicemia e inadeguato controllo metabolico possono infatti contribuire a una minore capacità del sistema immunitario a combattere infezioni in genere.

Oggi inoltre, in risposta al mio commento/domanda, mi è stato detto che un dato importante emergente è il livello molto elevato di infiammazione nel sangue rilevato in questi pazienti con Diabete di Tipo 2, come rilevato per esempio dai livelli elevatissimi di PCR (proteina c reattiva) rilevata in questi soggetti.

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Fonte delle immagini: Istituto Superiore della Sanità

NOTA: Omega 3 o Vitamina D se uno li prende già per qualsiasi ragione non c’è motivo di sospenderli, ma non ci sono ovviamente studi randomizzati prospettici specifici per COVID-19 e non c’è nessuna ricerca rigorosa che indichi un loro possibile utilizzo in termini curativi per COVID-19. Quindi continuate a restare a casa e a seguire le indicazioni del Ministero della Salute.

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FreeStyle Libre 2 è pronto all’approdo in Italia

Chi ha l’occhio allenato e l’indole da osservatore, avrà fatto caso che nell’ultimo aggiornamento dell’app ufficiale Abbott FreeStyle LibreLink è inclusa anche la versione FreeStyle Libre 2.
In DeeBee l’avevamo testato già più di un anno fa, quando l’uscita in Italia sembrava imminente. Ora, l’integrazione della seconda versione del sensore nell’app, fa ben sperare.

Come funziona?

Se non fosse per quel piccolo “2” sulla scatola e sui singoli componenti del kit, esternamente la versione di Libre con allarmi sembra identica al suo predecessore.

In caso di valori glicemici alti o bassi rispetto al range, il lettore blu avvisa con un allarme sonoro o vibrazione. Successivamente, ad ogni allarme, bisogna scansionare esattamente come il precedente FreeStyle per sapere la glicemia. La connessione Bluetooth quindi non viene sfruttata per trasmettere i valori glicemici al lettore, ma solo per avvisare.  Lo stesso accade se il lettore resta fuori dalla portata del Bluetooth e non riesce a comunicare con il sensore: avviso sonoro o vibrazione.

Gli allarmi del lettore hanno scarsissima possibilità di personalizzazione: suono alto o basso. Per chi preferisce la discrezione è possibile impostare solo la vibrazione del lettore, ma, come scrive uno dei tester “alla fine il lettore vibrava sempre, spesso quando magari era appoggiato sul tavolo o ero in lontananza, diventando un vero e proprio fastidio, soprattutto mentre ero al lavoro. Alla fine ho disattivato completamente gli allarmi, tornando in pratica alla versione precedente del FreeStyle”.

Posso attivare il sensore Libre 2 con lo smartphone? 

Sì. Esattamente come la precedente versione, in questo caso il sensore verrà letto solo ed esclusivamente dallo smartphone e non più dal lettore. Se gli allarmi li volete sul cellulare, l’unica scelta è l’attivazione del FreeStyle 2 attraverso l’app. Quindi gli allarmi si possono avere o nel lettore o nel cellulare e non in entrambi. 

Cosa succede con i follower?

Lo stesso sensore quindi si potrà usare con il lettore e il cellulare (a scelta uno dei due potrà avere gli allarmi, secondo il dispositivo che è stato usato per attivarlo).

E i follower? Prima di tutto ricordiamo, per chi è alla prima armi, che la glicemia può essere visionata anche a distanza su uno smartphone, via Internet: chi la vedrà – solitamente un genitore T3 o, più in generale un caregiver – è definito follower. Se avete attivato Libre 2 con il cellulare, gli allarmi arriveranno anche ai follower attraverso l’app LibreLinkUp.

FreeStyle Libre 2 è un CGM?

Si definisce CGM (Continuos Glucose Monitoring) un sensore che permette di visionare le glicemie in tempo reale, 24 ore su 24, senza la necessità di utilizzare dispositivi terzi. Ufficialmente FreeStyle Libre non lo è, anche se nel recente accordo con Insulet, il dispositivo viene considerato un vero e proprio CGM.

Quali sono le differenze tra Libre 1 e Libre 2?

Colore del lettore a parte (nero per la prima versione e blu per la seconda), come dicevamo prima, i dispositivi sono identici nell’aspetto e nel packaging.

Le differenze restano nella modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth), nella presenza degli allarmi e nel MARD (Mean Absolute Relative Deviation: è l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). Secondo il produttore, la versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza.

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Coronavirus – lettera di una malata cronica

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di una nostra lettrice

Ciao, mi chiamo H.S. Sono malata cronica da 20 anni. Soffro di diabete tipo 1.
Ciò comporta un rischio più alto di ammalarmi, in quanto il mio sistema immunitario è un po’ debole. E ciò comporta che quando mi ammalo posso avere conseguenze più gravi rispetto alle persone sane che si ammalano della stessa cosa.
Sono anche mamma. Di due bambine. Di cui una malata cronica. Ha un’altra malattia rispetto alla mia, più grave, che le comporta difese bassissime e conseguenze piuttosto gravi ogni volta che si ammala.
La gente mi chiede, tu hai paura di questo Coronavirus?
Io ci ho pensato. Mi fa paura? La risposta sincera è si.
Mi fa paura. Per la sua alta contagiosità. Perchè è pericoloso per chi soffre di malattie pregresse.
Vorrei evitare di ammalarmi io, ma soprattutto vorrei evitare che ne venga a contatto mia figlia.
Le misure prese dal governo sono discutibili. Penso che trovare le misure giuste in un momento del genere è difficilissimo. Ma io sono grata per ciò che stanno facendo.
Come sono grata della possibilità di lavorare da casa in questo periodo.
Non mi faccio paralizzare da questo virus, però. Andiamo al parco. Impariamo ad andare in bicicletta. Prendiamo un gelato, magari quando c’è poca gente. Vediamo alcuni, pochi, amici.

Ho sentito dire “non capisco perché io debba smettere di girare, tanto è pericoloso solo per le persone con malattie pregresse, io non rischio”.
Questi pensieri mi fanno venire la rabbia. Come gli anti vax, ma quello è un altro tema.
Prima io, poi gli altri che me ne frega?
Ci hai pensato che se tu giri e ti ammali aumenti la probabilità che altri si ammalino? E che fra questi ci sono persone a rischio?
Se sei davvero cosi fortunato ad essere sano e per di più a non avere in famiglia diabetici, asmatici, immunodepressi, leucemici, persone che fanno la chemio, ecc, ecc, baciati i gomiti.
Perché sei davvero fortunato!
Ti potrei invidiare per questo, ma in realtà nonostante le difficoltà, amo la vita che Dio mi ha affidato e perciò non ti invidio.
Ma ti dico, sii felice per ciò che hai ma abbi quel po’ di considerazione per chi è meno fortunato.
Questo discorso esula totalmente dal Coronavirus.
– Riguarda tutti quelli che “ho un po’ di febbre, ma sono lo stesso in ufficio, perché il lavoro mica si ferma.”
Hai pensato che tu forse ti senti bene anche con un po’ di febbre e lavori lo stesso, ma la persona di fianco a te potrebbe stare a casa settimane intere se prende lo stesso tuo virus?

– Riguarda quelli che “mia figlia ha avuto la febbre a 39 fino a ieri; oppure ha avuto il caghetto; oppure ha una tosse da lupo, ma oggi è all’asilo, sai quanto costa la babysitter?”

A parte che a mio avviso non fai del gran bene neanche a tua figlia, ma hai considerato che altri bambini prenderanno lo stesso virus? E che fra quelli ci sono bambini come mia figlia che finiscono al pronto soccorso per una “banale” influenza?
Si, i babysitter costano, da mamma lavoratrice di due bambine piccole e senza nonni a disposizione, ne so qualcosa. Ma il bene per i nostri figli e il bene per la società dovrebbe contare di più.
– Riguarda anche quelli che si incontrano con altri, baci, abbracci e poi alla domanda come stai rispondono “sono giorni che combatto un gran raffreddore / influenza/ vomito , ecc”.

STATEVENE a casa quando siete malati. Tenete a casa i vostri bambini se sono malati.
E non solo per il Coronavirus. Sempre. A prescindere.
Se non lo fate per il vostro benessere, fatelo per chi è intorno a noi.

Il Coronavirus mi fa paura. Ma mi fanno molta più paura le persone egoiste.
Negli ultimi anni mia figlia ha avuto una vita mista fra ricoveri, malesseri ed interventi da un lato e l’estrema normalità dall’altro. Va all’asilo. Va a sport. Ha amici. Ama la sua vita.
Lei rischia ogni giorno quando va all’asilo. Più di una volta è finita in ospedale diversi giorni, ha subito flebo, stati deliranti da febbre, trasfusioni di sangue, ecc. per una semplice infezione presa da scuola.
Io la mando lo stesso (ovviamente con il benestare dei medici) perché oltre a saperla nelle mani di Dio, voglio permetterle di vivere il più possibile una vita normale.
Non le farei nessun favore tenerla a casa sotto una campana di vetro.
Ma se voi girate nei pochi giorni in cui non state bene, rischiate che le persone come mia figlia non possono più girare liberamente neanche quando stanno bene. Che devono essere isolati per non rischiare di ammalarsi.
Il tuo comportamento quando non stai bene può comportare il futuro di mia figlia, come quello di tanti altri bambini, adulti e anziani.
Pensaci. La prossima volta che pensi di lavorare con l’influenza, che mandi il bimbo a scuola col caghetto.
Pensaci.
In questo periodo se giri la Lombardia, magari pure la zona rossa e poi giri le altre regioni tranquillo come il sole, pensaci.
Non augurerei mai a nessuno di entrare nel club dei malati cronici.
Ma se mai la vita ti riservasse di entrarci, ti auguro che intorno a te ci siano persone poco egoista.
Che pensano a ciò che fanno. Non perché rischiano loro. Ma perché non vogliano che rischino gli altri.

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Nuovo Coronavirus e diabete, parla il Prof. Camillo Ricordi

In questi giorni di emergenza per il Coronavirus in Italia, pubblichiamo una riflessione del Professor Camillo Ricordi, Direttore del Diabetes Research Institute dell’Università di Miami. Il massimo esperto mondiale nel trapianto di isole pancreatiche, dà anche alcuni consigli per le persone affette da diabete. 

Niente panico, ma è giusto preoccuparsi, fare di tutto per marginare l’epidemia e seguire le indicazioni del Ministero della Salute in termini di prevenzione e trattamento.

In risposta alle numerose domande che mi sono arrivate da pazienti e famiglie, suggerirei le seguenti riflessioni:

  1. La mortalità da Coronavirus è molto più alta rispetto alla mortalità da influenza, soprattutto per soggetti di età superiore ai 65 anni.
  2. Se uno ha altre malattie (comorbidità), incluso il diabete ha un rischio maggiore. Questo è probabilmente legato al fatto che le statistiche per il diabete riflettono tutte le fasce di età e i dati sono per il 95% riferibili al diabete di tipo 2 e quindi a una patologia che colpisce nella maggioranza dei casi soggetti di età superiore ai 65 anni.
  3. Negli USA per esempio più del 90% dei soggetti che hanno più di 65 anni hanno anche una malattia cronica degenerativa (comorbidità) e più del 75% sono affetti da due comorbidità. Questo spiega anche perché soggetti giovani abbiano un rischio di mortalità molto più basso.
  4. Non c’è quindi motivo di panico, ma bisogna comunque tener presente che il diabete è associato in generale a un aumentato rischio di infezioni, anche perché l’iperglicemia ha un effetto negativo sulle risposte del sistema immunitario. A maggior ragione quindi bisogna cercare di mantenere un buon controllo metabolico, con dosi appropriate di insulina, cercare di mantenere il sistema immunitario in buone condizioni, magari con un po’ di vitamina C e una dieta sana, seguendo le indicazioni del medico curante e tutte le precauzioni indicate dal Ministero della Salute.

                                                   Camillo Ricordi

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