Come aggiornare YagiClock: guida e strumenti gratuiti

Avete già richiesto la vostra YagiClock ma è uscito un aggiornamento del software con nuove funzioni che vorreste utilizzare anche voi?

Nessun problema. Ecco pochi semplici passi da seguire.

Quale progetto finanzierò se richiedo YagiClock a DeeBee Italia?Per noi è importante che chi usa YagiClock lo sappia…
Il ricavato viene come sempre investito totalmente nelle iniziative di DeeBee. Ovviamente, donazioni più grandi sono molto ben accette (ringraziamo di cuore tutti i donatori che fino ad oggi, ognuno secondo le proprie possibilità, ha già sostenuto i nostri progetti).  Per esempio: oltre a qualsiasi previsione, nell’ambito della nostra campagna “Basta una Goccia”, abbiamo iniziato per il secondo anno consecutivo la fornitura del materiale necessario per la glicata da dito per tutti i bambini seguiti al Policlinico Umberto I di Roma  e… a breve inizieremo altrove. Quindi AIUTATECI! E se conoscete qualcuno che potrebbe essere interessato a questo progetto, passate parola.

Procedimento

Scarica sul PC l’applicazione per effettuare l’upgrade di YagiClock.

Download “YagiClock Firmware Updater” YagiClock Firmware Updater.zip – Scaricato 7 volte – 15 MB

Estrai il file zip ed esegui, con un doppio click, il file flash_download_tools_v3.6.5.exe (in caso di ulteriori richieste di conferma, procedi pure).


Comparirà questa nuova finestra. Seleziona: “ESP32 Download Tool”.


Clicca sui tre puntini in figura e seleziona la versione del file YagiClock_firmware che desideri installare sulla sveglia. Se ancora non l’hai scaricato, puoi farlo da questa pagina.

Collega la YagiClock al PC con un cavetto USB. Attendi l’installazione dei driver. Poi, nel campo in basso a destra, apri la tendina e seleziona in nuovo valore che vedrai (che sarà nel formato COM”XY”; Attenzione: anche se vedi già una scritta nel campo, devi selezionare lo stesso il nuovo valore).


Ora procediamo con l’aggiornamento vero e proprio della tua YagiClock! Clicca sul bottone START. Comparirà la scritta DOWNLOAD: significa che il nuovo software si sta installando sulla sveglia.

Attendi sino a quando compare la scritta FINISH. Significa che l’upgrade è avvenuto con successo!

Benissimo! Ora puoi accendere la sveglia premendo il bottone rosso che trovi sul retro.

Ciò fatto, sul display della tua YagiClock comparirà per qualche secondo la versione del nuovo firmware.

Arrivati a questo punto, che si tratti di un aggiornamento o di nuova installazione, consigliamo comunque di effettuare una nuova configurazione di YagiClock.

Nota. Nel caso abbiate modificato per errore qualche dato, che non andava toccato, e non siate più in grado di tornare alla situazione iniziale, non c’è nessun problema: cancellate tutto ciò che avete salvato su PC, scaricate nuovamente i file dal sito e effettuate il processo da capo.

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Ciò che mi interessa

Non mi interessa se mi chiedono che cos’è il sensore sul gluteo.
Mi interessa se il sensore sbaglia e mi manda fuori strada.
Non mi interessa dire che posso mangiare il gelato.
Mi interessa se dopo il gelato sto a 300 o a 60, mi interessa se sto a pezzi.
Non mi interessa farmi 100 insuline al giorno.
Mi interessa quando l’insulina non agisce.
Non mi interessano i tatuaggi con scritto “diabete tipo 1”.
Mi interessano le parole giuste su questa malattia.
Non mi interessa dire che ‘va tutto bene’.
Mi interessa ritrovarmi in ciò che dico.
Non mi interessano i titoloni sul giornale.
Mi interessa la ricerca vera.
Non mi interessano i lividi o i bozzi sulla pelle.
Mi interessa ciò che lo zucchero in eccesso fa al mio cervello.
Non mi interessano le liti tra le associazioni.
Mi interessa che stanotte un ragazzo (l’ennesimo) è morto per ipoglicemia notturna.
Non mi interessano le insuline miracolose.
Mi interessa la risposta del mio corpo.
Non mi interessa dimostrare qualcosa.
Mi interessa il valore della mia fatica.
Non mi interessa il futuro.
Mi interessa l’aprirsi del presente.

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AAA Personale cercasi

Da quando esiste DeeBee abbiamo avuto modo di conoscere molte realtà, generosità espresse in modi diversi, mani tese, non solo virtualmente.

Mai come questa volta però la solidarietà ha preso una forma inaspettata: una struttura alberghiera cerca personale iscritto al collocamento mirato legge 68/99 e un loro consulente, membro del nostro gruppo su Facebook, ha pensato a qualcuno affetto da diabete che potrebbe essere interessato.  Quindi pubblichiamo qui tutti i dettagli necessari per presentare la propria candidatura presso Golf Hotel Vicenza che si trova ai piedi dei colli Berici, a poca distanza dal centro della città di Vicenza.

Le figure professionali richieste sono:

Cucina:
  • 1 pizzaiolo
Sala:
  • 2 secondo maitre
  • 2 commis de rang
  • 1 hostess operativa
Sales:
  • 1 sales assistant per tour operator
  • 1 sales assistant per gestione in house
Manutenzione
  • 1 facchino/manutentore
SPA
  • 1 receptionist con altre funzioni relative alla spa
  • 1 estetista operativa senior
  • 1 estetista junior

I Curriculum Vitae, completi di foto e liberatoria per il trattamento dei dati personali, devono essere mandati all’indirizzo hr@golfhotelvicenza.com

In bocca al lupo a tutti anche da parte nostra e un ringraziamento particolare a G.G. per la preziosa informazione!

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Arcobaleno Kaleido, il microinfusore ibrido con un tocco in più

Chi ha battezzato con il nome “Kaleido” il nuovo microinfusore ibrido appena sbarcato in Italia, sicuramente conosceva sir Brewster, l’inventore del caleidoscopio. Un passatempo che portava a coltivare ed apprezzare la piacevolezza della vista e che, ancora oggi, è sinonimo di bellezza.

Prodotto dalla strartup olandese Vicentra e distribuito in Italia da Bioseven, Kaleido è senza dubbio il più glamour in circolazione. Non a caso lo slogan è Injecting Colour Into Diabetes (infusione di colore nel diabete!) e viene prodotto in dieci colori. È utilizzabile sia come patch pump con catetere corto, sia come microinfusore tradizionale con catetere lungo. In entrambi i casi, grazie a particolari cerotti, è possibile attaccarlo e staccarlo in ogni momento, rendendolo più discreto e comodo possibile. Infatti uno dei fondatori della Vicentra è lo stesso che ha progettato Cellnovo, il microinfusore ibrido recentemente uscito dal mercato.

Il kit contiene:

  • due unità principali che consentono di non avere mai la batteria scarica;
  • il palmare;
  • la base di ricarica con caricatore per le pompe;
  • cavo micro USB;
  • materiale di consumo tra cui insertori (da 6 o 9 mm), catetere corto o lungo e adesivi.

Unità principale

Ci è balzata subito agli occhi la forma molto particolare, che non si presta all’erogazione tradizionale mediante stantuffo e vite senza fine. Abbiamo quindi chiesto al produttore di quale tecnologia si avvale la nuova e coloratissima pompa. Ebbene, a differenza degli altri microinfusori sul mercato, per erogare insulina Kaleido utilizza la cosiddetta tecnologia “a micro impulsi”. Ovvero, la patch si affida ad un pistone che, premendo in modo costante e uniforme sulla membrana della cartuccia, induce l’insulina a fuoriuscire dalla cartuccia. A detta del produttore, questa tecnologia garantisce una precisione superiore a quella rivendicata da tutti gli altri competitor di mercato.

Misura 50 x 35 mm e solo 12 mm di spessore (contro 52 x 39 x 14,5 mm di Omnipod)  in 19 grammi di peso. È certificata IP68 e può quindi essere esposto all’acqua per un massimo di 1 ora ad 1 metro di profondità. I due microinfusori nel kit (così come il palmare) sono dotati di un allarme acustico, che avvisa l’utente in caso di emergenze, tra cui occlusione del catetere, batteria scarica, serbatoio in posizione errata o con quantità di insulina limitata. Trascorse 72 ore dall’avvio, la pompa avvisa l’utente invitandolo a sostituire il serbatoio e il sito di infusione.

La pompa viene riempita al massimo con 200 unità di insulina mediante un ago e una siringa (forniti nei kit mensili), tramite una porta di riempimento nella cartuccia. Sia il riempimento sia il priming (ossia l’associazione iniziale della patch con il palmare) sono molto semplici ed intuitivi. L’erogazione minima della basale e del bolo è di 0.05U.

Grazie alla modalità di ricarica rapida (fast charger), è possibile caricare una pompa completamente scarica, fino al 70% in un’ora circa. La batteria al litio da 260 mAh, ricaricabile con l’apposita basetta di ricarica tramite un cavetto micro USB, garantisce l’utilizzo per almeno 3 giorni.

Come Omnipod, ma diversamente da Solo, non ha pulsanti che permettono l’erogazione di insulina. L’unico modo per gestirlo è il palmare.

Palmare

Pesa 60 grammi, offre la possibilità di scegliere 7 profili basali personalizzabili e consente di eseguire le operazioni di regolazioni della pompa tramite la connessione Bluetooth. Inoltre permette di visualizzare altre informazioni:

  • lo stato di carica della pompa,
  • lo stato di carica del lettore stesso,
  • la quantità di insulina rimanente,
  • un calcolatore di bolo intelligente che, oltre a fornire la possibilità di scelta tra un bolo “normale” e uno esteso, aiuta l’utente a calcolare la quantità di insulina corretta, basandosi sulla glicemia “del momento”, sui carboidrati che si andranno ad assumere e sulla IOB (Insulin On Board – insulina in circolo residua).

Il palmare infatti, prima di fornire un’ipotesi di bolo, ricorda all’utente la quantità di insulina in circolo, dando così la possibilità di  includerla o escluderla del calcolo (ad esempio nel caso in cui si assumano carboidrati più volte e in tempi diversi).

A sinistra il palmare Kaleido, a destra PDM di Omnipod

Il palmare, che misura 9x107x50 mm, è dotato di una batteria al litio integrata da 550 mAh, ricaricabile tramite cavo micro USB, che permette di coprire almeno 2 giorni di utilizzo. Come anticipato, le pompe (così come il palmare) sono disponibili in 10 colori diversi: in questo modo, quando il lettore dialoga con la pompa per informazioni o avvertenze di ogni genere, il riferimento sarà proprio in base alla colorazione, in modo da semplificarne l’utilizzo, anche ai più piccoli.

Si narra che Goethe, appena saputo dell’invenzione del kaleidoscopio ne cercava uno descrivendolo come un oggetto per osservare immagini colorate e geometriche, le quali “mutano ad ogni minimo movimento con la massima regolarità”. Sembra proprio una frase adatta al microinfusore ideale…

Un ringraziamento particolare a Matthias per le informazioni e la preziosa collaborazione.

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Open source e diabete. Alcuni spunti dai pazienti favorevoli

Abbiamo deciso di sondare il mondo dell’open source dedicato al diabete, raccontandovi i vari punti di vista delle parti in causa -medici, pazienti e creatori delle app non ufficiali. L’articolo che state leggendo è parte integrante di una serie

In questa breve raccolta, abbiamo riportato alcune esperienze di utilizzatori dei sistemi non ufficiali e le pubblichiamo per dare anche il punto di vista di chi, con le dovute cautele, ne trae beneficio.

Mark: «A chi mi dice “Non è approvato FDA e non ha il marchio CE”, io genitore rispondo: neppure io lo sono, eppure sono l’alternativa da voi raccomandata! Perché io che non sono CE andrei bene e il mio Closed Loop no?»

Doriana: «Dormo da due anni: da quando uso AndroidAPS. Dopo 8 anni da zombie… Perchè non dovrei usare un sistema che da due anni mi porta estremo sollievo?»

Omar: «Ogni persona è diversa, eppure i medici danno a tutti la stessa regola: sotto i 70 è ipoglicemia ed è pericoloso. Direi che sia più pressapochista una verità assoluta del genere, che non un sistema evoluto che si adatta ad ogni andamento glicemico»

Jasper: «Il diabetologo ti prescrive l’insulina, imposta i profili basali e ti dà alcune regole da seguire. Dopodiché si aspetta che tu sia in grado di gestire la patologia per i 3 mesi successivi… Ebbene, se non ci riesci e la tua glicata rimane alta e con Loop e AndroidAPS di abbassa, se il diabetologo è contrario questi strumenti, l’alternativa consiste nel farti seguire da lui stesso, ogni giorno per 6 o più boli al giorno. Altrimenti, che alternative ho?»

Henry: «Senza queste app, posso prendere 10-15 decisioni al giorno per gestire il mio diabete. Invece, le app prendono una “microdecisione” ogni 5 minuti, rendendo la gestione molto più naturale e precisa. Nel tempo ho collezionato tantissime immagini e post di persone nel panico per aver preso decisioni sbagliate; alcune sono finite persino in ospedale. Chi l’ha detto che la gestione manuale sia migliore o più sicura di quella offerta da queste app?»

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Open source e diabete. «Il mio voto? Zero più…», prof.ssa Ivana Rabbone

Con questo articolo, oggi apriamo un filone che proverà a toccare il mondo dell’open source dedicato al diabete, raccontandovi i svariati punti di vista delle parti in causa: dalla visione di medici autorevoli, a quella dei pazienti, ivi compresi figure “miste”, come un medico che è anche papà di un bimbo diabetico, oppure il creatore di uno di questi sistemi che è anche diabetico a sua volta.

Le soluzioni proposte dalla community del diabete, quindi arrivate “dal basso” e non ufficiali (chiamiamole soluzioni fai-da-te) tentano di risolvere spesso problemi laddove le soluzioni offerte dai canali ufficiali sono invece lacunose. Basti pensare alla visione a distanza della glicemia: nata nel 2014 con il sistema Nightscout, è stata lanciata ufficialmente da Dexcom, con il sensore G5, ben 3 anni dopo. Diventando parte integrante, spesso irrinunciabile della gestione anche da parte dei medici.

Pur tuttavia, è di pochi giorni fa il comunicato FDA (l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici) che mette in guardia i pazienti dall’utilizzo di soluzioni non ufficiali di qualsiasi genere.

Dott.ssa Ivana Rabbone,
Vicepresidente S.I.E.D.P. e Referente del Centro di Diabetologia Pediatrica Ospedale Infantile Regina Margherita – Città della Salute e della Scienza di Torino

Lei si ricorda come ha accolto e cosa ha pensato inizialmente di Nightscout? L’ha consigliato o sconsigliato ai genitori del suo centro? All’inizio, come Lei ben saprà, queste soluzioni, anche le migliori, hanno avuto vita dura e molte difficoltà di diffusione…

Appresi per la prima volta di Nightscout grazie proprio ad una azienda (MOVI) che come ricorderete portò in Italia, o meglio cercò di fornire una sorta di assistenza per mettere in atto il sistema Nightscout per il monitoraggio a distanza delle glicemie da sensore. Trattandosi di un sistema di monitoraggio a distanza mi parve subito una novità che avrebbe cambiato l’approccio generale nella gestione del diabete soprattutto da parte dei caregivers [indica “coloro che si prendono cura” e si riferisce a tutti i familiari che assistono un loro congiunto, ndr] ma parve subito chiaro che sarebbe stato necessario fornire assistenza per tutti quei pazienti e genitori di pazienti che tanto abili con la tecnologia non sono.

Dopo la visione a distanza delle glicemie, la community non si è fermata. Forse perché ha libertà di movimento e persone molto motivate (una mamma T3 esperta di informatica o elettronica, ovviamente ha una spinta maggiore di un qualsiasi ingegnere di una qualsiasi casa farmaceutica). Tra i sistemi non ufficiali, ve ne sono alcuni ancora oggi definibili pionieristici. Ci sono quelli che permettono la sostituzione del telecomando con lo smartphone, quelli che somministrano l’insulina a distanza, per arrivare al “Closed Loop” open source (o “Pancreas Artificiale”).

Andiamo per gradi e facciamo un primo esempio: l’app SightRemote per Roche Insight (benché non più manutenuta) consente di usare lo smartphone per pilotare il microinfusore in modo più fluido e veloce, sostituendo di fatto il telecomando bluetooth in dotazione. Che ne pensa?

La ritengo una comodità, che tuttavia presenta numerose criticità, prima fra tutte la sicurezza. Esistono test randomizzati e controllati, con giorni e giorni di utilizzo, che certificano l’app come sicura e funzionale? Esiste un supporto continuativo h24 in caso di problemi e malfunzionamenti, che dia una risposta rapida ed efficace, anche qualora il progetto open source venga abbandonato? Esistono aggiornamenti per correggere o migliorare le funzioni dell’app? In caso di problemi, chi se ne assumerebbe la responsabilità? Chi si occupa dell’istruzione dei nuovi pazienti che si avviano al suo utilizzo? Chi esegue la formazione al personale sanitario?

Secondo lei è prematuro in generale, o soltanto pericoloso a livello medico (basti pensare all’allarme hacker lanciato tempo fa)?

Oltre ai dubbi e alle perplessità precedente esposte, qui si configura un rischio ancora maggiore. Mettiamo che un malintenzionato voglia erogare un bolo da remoto tramite sms per una qualsiasi ragione (dalle più futili, come un errore o uno scherzo, fino alle più serie e preoccupanti, come una vendetta personale o un attacco terroristico). Il codice del sistema è on-line, open-source, ovvero a portata di chiunque. Qualsiasi persona potrebbe pertanto inserirsi nel codice di chi utilizza il sistema ed eseguire l’operazione. Dopo questa riflessione, le faccio io una domanda: lei quanto si sente al sicuro per sua figlia rispetto a questo rischio?

Visto l’argomento, è inevitabile non passare a un gradino più alto: ai sistemi definiti “Closed Loop” open source (o, per gli amici, “Pancreas Artificiali”) che promettono di gestire autonomamente la glicemia del paziente diabetico. Loop e AndroidAPS, nello specifico, modulano il rilascio di insulina sulla base di andamento glicemico, IOB, attività fisica e carboidrati ingeriti. Tutto non ufficiale, quindi a rischio e pericolo del paziente. Ma è una realtà, sempre più allargata e numerosa, e la controparte “ufficiale” (diabetologi, case farmaceutiche, ecc. ecc.) non possono far finta che non ci sia.

Perché in Italia non si parla del Pancreas Artificiale fai-da-te, certamente con tutte le precauzioni e le attenzioni del caso?

Al momento attuale per questi sistemi la sicurezza, primo parametro da tenere in considerazione, non è rispettata in quanto in letteratura scientifica non si trovano dati solidi, validati e verificati. Per tale motivo, oltre ad una grave carenza legislativa, si configura un problema etico per il medico, in quanto va contro alla base della nostra deontologia: “primum non nocere”. Pertanto, il medico che prescrive tali sistemi non solo va contro la legge, ma anche contro le proprie norme e regole etiche e deontologiche.

Abbiamo cercato testimonianze di chi usa felicemente e con grandi soddisfazioni il Closed Loop open, che riportiamo qui, e abbiamo visto curve glicemiche da fare invidia. Lei cosa ne pensa, dopo aver letto le parole di genitori e pazienti?

Rispetto ai sistemi Closed Loop Fai-Da-Te penso che, dal punto di vista di efficacia, tali sistemi sembrano migliorare i principali parametri considerati indicativi di compenso glicemico, come il time in range. Tuttavia, ricordiamoci che le testimonianze di chi utilizza tali sistemi non sono assolutamente rappresentative, ma riflettono le esperienze dei pochi che sono riusciti a configurare ed utilizzare correttamente il sistema senza troppi problemi. L’utente medio, che noi conosciamo bene, ha spesso grosse difficoltà nel gestire anche le cose più semplici. Se genitori come lei sono capaci di creare app per analizzare i dati e spedirli a terzi, le posso assicurare che ce ne sono altrettanti che hanno difficoltà ad eseguire banali calcoli aritmetici.

Secondo lei perché questi sistemi fai-da-te fioriscono soprattutto all’estero?

All’estero, soprattutto negli Stati Uniti, siccome i pazienti pagano di tasca propria o tramite assicurazione per i dispositivi che utilizzano, esiste minore controllo rispetto ai sistemi fai-da-te. Esiste, in alcuni casi, anche una vera necessità legata ad un minore costo delle strumentazioni fai-da-te (vedi riavvio dei trasmettitori, estensione durata dei sensori, uso di vecchie pompe per sistemi pancreas artificiale) che va presa in considerazione. In Italia, in cui i dispositivi sono prescritti dal medico ed acquistati dall’ASL, esiste un maggior controllo rispetto ai device, oltre che programmi di educazione volti a massimizzare l’efficacia degli strumenti nelle mani dei pazienti. Ritengo questo un vanto tutto nostro, in quanto offriamo lo stesso livello di cura a tutte le persone, con più o meno fatica a seconda delle capacità dell’individuo e della sua famiglia.
I rischi sopra citati hanno portato alla scelta di non diffondere tali pratiche ed esempi, che nelle mani sbagliate possono creare non pochi danni. Con l’espandersi del fenomeno fai-da-te in diabetologia, sono sempre più numerosi i casi di persone che provano a configurare i sistemi nonostante evidenti lacune, senza leggere i documenti e le disclaimer di utilizzo, con importanti rischi per la salute.

In relazione ai sistemi Closed Loop fai-da-te che, ricordiamolo, comandano il microinfusore e infondono insulina automaticamente, secondo lei, questi possono essere usati:
A) Da chiunque
B) Con cautela, solo da pazienti adulti e illuminati
C) Con cautela, anche su minorenni, da genitori illuminati
D) Non dovrebbero essere mai usati, da nessuno
E) Altro (specificare)

Se tali sistemi presentano benefici per chi possiede competenze mediche, informatiche e tecnologiche, questo non è estendibile all’intera popolazione di pazienti. Anzi, al contrario, secondo la nostra opinione tali sistemi possono essere efficaci solo in “mani” selezionate. Se un adulto può prendersi la libertà di rifiutare la terapia proposta dal medico, assumendosi la responsabilità delle conseguenze delle proprie azioni, diverso è per un minore, che non è capace di decidere e di autodeterminarsi. Pertanto qualsiasi decisione presa dal genitore contro il parere dei sanitari è passibile di denuncia, fino alla sospensione della potestà genitoriale in caso di rischio per la salute del minore. Proprio come un genitore che liberamente decide di non vaccinare il figlio, o che decide in autonomia di non somministrare un farmaco prescritto dal medico.

Da zero (bocciate, assolutamente contrario) a dieci (promosse a pieni voti, assolutamente pro), quanto considera papabili tutte queste soluzioni open source applicate al diabete?

Direi 0+: “zero” in quanto contraria, “più” perché sarei favorevole dopo la regolamentazione e l’approvazione scientifica.

 

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Nightscout con Heroku non funziona più? Ecco come tornare subito operativi

A volte può capitare di avere problemi con Nightscout nella visualizzazione della glicemia. Potrebbero esserci vari motivi perché ciò accade, ma spesso la ragione è riconducibile ad un malfunzionamento di Heroku.

Di seguito trovate i pochi e semplici passaggi che, nella maggior parte dei casi, risolvono il problema!

Step 1: Accedete al sito https://www.heroku.com/ tramite PC o smartphone e, se non salvate, inserite le vostre credenziali dopo aver cliccato “Log in”

Nota: Le credenziali di Heroku sono diverse da quelle di Nightscout e dovreste averle segnate da qualche parte in fase di registrazione!

Step 2: Cliccate sul nome della vostra app, che apparirà automaticamente dopo aver effettuato il log in.

Step 3: Nella zona in alto a destra della pagina cliccate su “More” (oppure su “Di più” a seconda che abbiate la pagina impostata in inglese o in italiano) e scegliate “Restart all dynos” dal menù che si aprirà.


A questo punto potete chiudere il sito e, nell’arco di poco tempo, Nightscout riprenderà il suo regolare funzionamento!
Se ciò non accadesse, seguite questi ulteriori passi.

Un ringraziamento speciale a Elena Romito per la condivisione

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La glicemia corre in auto

Prima di iniziare, è necessaria una premessa: le autovetture in commercio sono molte e tutte diverse, così come i sistemi Android dedicati ad esse, quindi vi ricordo che questa è una guida generica.

Se decidete di acquistare un dispositivo Android da installare sulla vostra auto, leggete preventivamente questa guida e guardate qualche video su Youtube, poi verificate se siete in grado di poterlo installare da soli oppure se rivolgervi ad un installatore (elettrauto, installatori impianti audio, officine o concessionari…) e, in tal caso, chiedete sempre più di un preventivo e poi confrontateli.

Materiale necessario

Unità Android che può essere:
  • Universale (adattabile a qualunque tipo di autovettura);
  • Specifica per modello di autovettura (non disponibile su tutti i modelli).

L’unità non è nient’altro che un tablet che si adatta alla vostra auto sostituendo il vostro impianto radio/navigatore; consiglio Android 8.1 solo Wi-Fi con almeno 2Gb di Ram e 16Gb di Rom e almeno 2 prese USB. I dispositivi abilitati alla telefonia 3G o 4G e sistemi operativi inferiori a 8.1 possono creare problemi: si tratta di problemi risolvibili, ma non mi sembrava il caso di perderci tempo; inoltre, utilizzare il comparto telefonico significherebbe dover utilizzare un’altra SIM telefonica, oltre a quella del nostro smartphone che, invece, possiamo utilizzare comodamente – ed economicamente – come hotspot wifi.

Questo sistema ha al suo interno diverse funzioni: oltre ad essere un tablet, è una radio AM/FM con RDS (non proprio perfetta), è un navigatore google maps (altre app sono scaricabili da Google Play come ad esempio HERE che consiglio in quanto si possono scaricare le mappe offline gratuite), è un visualizzatore foto e video, c’è la possibilità di aggiungere retrocamera per il parcheggio, utilizzo dei comandi originali sul volante ed altre chicche che differiscono da vettura a vettura.

Attenzione! I video, le applicazioni e i giochi non vengono bloccate quando la vettura è in movimento: questi potrebbero distrarre durante la guida! Perciò, prestate tutte le precauzioni del caso, soprattutto se prestate la vettura a qualcuno (figli, amici ecc).

Ecco alcune foto. In commercio si trovano vari modelli, con schermi piccoli-grandi-esagerati…

Unità Android universale, da installare al posto della vostra autoradio: €130 circa.

Unità Android per Ford Focus 2011/2017: €260 circa.


Potete trovarli qui cercando con il nome della vostra vettura, aggiungendo android car (esempio: “golf 6 android car”). Dovrete fare attenzione e controllare sempre feedback e commenti sui prodotti (soprattutto al fine di tutelarvi da eventuali truffe). Le spese di spedizione possono variare anche di molto, da gratuite fino a oltre €130.
Io personalmente ho acquistato qui (ho scelto spedizione dalla Spagna con corriere GLS) e mi sono trovato bene: hanno risposto alle mie domande (solo in inglese), i tempi di consegna sono stati rispettati ed i commenti che ho letto riguardo al venditore sono positivi; anche dopo la vendita sempre disponibile per risolvere eventuali problemi secondo i commenti riportati (questo non posso però confermarlo visto che per fortuna non ne ho avuto bisogno).
Ricordatevi di usufruire dei vari coupon a disposizione (piccoli sconti).
Volendo si trovano anche su eBay o siti italiani, ma avreste gli stessi prodotti (sempre cinesi) con un aumento del prezzo che può variare anche ben oltre il +70%.

Se decidete di procedere con l’acquisto, contattate prima il venditore e specificate su che vettura dovete installare il sistema, magari mandando una foto della radio attualmente installata, con le luci dell’auto accese in modo che se alcuni tasti originali dovranno essere spostati e sostituiti, quelli nuovi saranno illuminati dello stesso colore di quelli originali.

Nightscout o Yagi

Seguite le guide per configurare Yagi o Nightscout per i vari CGM su DeeBee.it utilizzando il sistema come follower per la maggior parte dei sensori quindi prelevando i dati dal cloud (se scaricate le applicazioni originali solo quelle da utilizzare come follower) oppure sui microinfusori Medtronic 670 e 640 collegando un glucometro Contour Next Link 2.4 direttamente ad una presa USB senza cavo OTG.

Attrezzatura per smontare componenti interni della vettura

Cacciaviti, leve in plastica per smontaggio rivestimenti (per non rovinare le parti più delicate e di solito sono comprese dentro le unità che acquistate) e altri attrezzi che possono variare in base alla vettura che possedete.

Saltate questo punto se vi affidate a un’installatore (rivolgetevi a terzi se non siete sicuri di come si deve procedere). Non posso quantificare la spesa perché può variare di molto. Dipende dal costo della manodopera, dal tipo di impianto che andrete a montare, dal modello di auto, dalla velocità di montaggio dell’installatore e soprattutto dalla sua onestà… Ho installato personalmente il mio in circa un’ora e mezza. Su alcune vetture potrebbero volerci fino a tre ore solo per l’installazione (configurazione software non compresa).

Eventuali adattatori di innesto per la vettura

Sono da acquistare a parte (specificate sempre al venditore il tipo di vettura su cui verrà installato il sistema) e sono necessari per le unità Android universali. Le unità specifiche per tipo di auto hanno invece tutto compreso all’interno della scatola che vi arriverà a casa.

Un mouse con filo e presa USB

Attenzione: i mouse wireless non sempre vanno bene (ma potete comunque provare). Potrebbe servire, in alcuni rari casi, per calibrare il monitor se non risponde ai comandi del touch screen.

Installazione sulla vettura

Ora dovete decidere se proseguire da soli o affidarvi ad un installatore. Personalmente, per questa fase posso solo darvi alcuni consigli su come procedere perché ci sono troppe variabili e si dovrebbe creare una guida per ogni vettura.

In linea generale, la procedura da seguire è simile all’installazione di un’autoradio. Ci sarà in più da posizionare:

  • l’antenna del navigatore,
  • il microfono per il viva voce
  • un piccolo altoparlante (non in tutti i modelli è presente)
  • le prese USB, che portete posizionare nel cassetto porta oggetti o dove reputate sia più comodo per voi.

Il collegamento elettrico in linea di massima dovrebbe andare bene così come vi arriva. Sono tutti connettori plug-in (non si può sbagliare!); in alcuni casi potrebbe essere necessario spostare alcuni fili oppure collegarne altri, ma questo può dipendere dal tipo di vettura, dal tipo di allestimento e da altre variabili… Però non c’è da preoccuparsi! Non si fanno danni irreparabili. E’ buona norma controllare sempre se vi mandano le istruzioni online o cartacee.

Per le istruzioni su come smontare e rimontare i vari particolari del vostro cruscotto e installare il vostro nuovo sistema vi consiglio di utilizzare Youtube cercando, ad esempio, Golf 6 Installation Android car. Raccomando di effettuare la ricerca in inglese, poiché in Italia non sono molto diffusi questi sistemi.
Se invece avete bisogno di sapere come smontare un determinato pezzo usate sempre lo stesso sistema, anche in italiano, cercando ad esempio smontare radio golf 6, oppure smontare cassetto portaoggetti Golf 6; se non trovate nulla, provate anche qui a tradurre in inglese, assicuratevi che quello che vedete nel video sia uguale a quanto installato sulla vostra auto!

Aggiungo qualche video di esempio su come installare un sistema Android in alcune auto:

Configurazione

Importante: non installate nessuna applicazione fino a quando non avete collaudato il sistema!

Ora passiamo alla configurazione. Dopo aver acceso il dispositivo, attendete il caricamento del sistema operativo (potrebbe volerci un po’ di tempo). La procedura è simile a quella di uno smartphone, quindi dovrete inserire account google e le credenziali wifi (se ne avete la possibilità, collegatevi inizialmente alla rete di casa in modo da poter fare tutti gli aggiornamenti delle varie applicazioni dal Play Store).

Successivamente collegate il vostro smartphone al sistema tramite bluetooth così potrete usare il vivavoce.
Sempre sullo smartphone attivate poi la modalità hotspot e collegate l’unità Android della vostra auto tramite WiFi.

A questo punto, il sistema andrà collaudato per 2/3 giorni; verificate in questo frangente che funzioni tutto (come il navigatore, il vivavoce, la radio, le porte USB, il browser, ecc…).

Sensore CGM

Se tutto funziona correttamente, potete collegare il vostro sistema CGM utilizzando le guide di DeeBee.it seguendole passo passo! Inizialmente installate solo le applicazioni che vi serviranno per vedere le glicemie, perché le altre applicazioni potrebbero interferire.

Testate ancora qualche giorno che funzioni tutto, poi potrete installare anche altre applicazioni; cercate però, dopo aver installato ogni app, di verificare che funzioni e, se vi da problemi. eliminatela subito.
Cercate di non caricare il sistema con troppe app, in quanto rallentereste il sistema provocando blocchi inattesi.

COMPLIMENTI!
Ora potrete viaggiare con la glicemia, vostra o di un vostro familiare, sempre visibile. E senza dover guardare in continuazione il telefono, fonte di distrazione.

Un ringraziamento particolare a Rocco Troilo, autore della guida.

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Solo, la patch pump che lascia Omnipod meno solo

Entro il 2019 nel panorama striminzito dei microinfusori patch in uso in Italia, entrerà Accu-Chek Solo di Roche, il dispositivo che a luglio del 2018 ha ottenuto il marchio CE ed è approvato per i pazienti dai 2 anni di età.  Il microinfusore si basa sul progetto della Medingo Ltd, approvato nel 2009 dal FDA e acquistato dalla Roche un anno dopo.

Diversamente dal più diffuso Omnipod, Solo ha una unità semi-usa e getta che viene gestita via Bluetooth da un palmare touchscreen (con glucometro Accu-Chek Aviva integrato). La parte che si attacca al corpo è smontabile ed è composta da:

  • Il classico cerotto bianco
  • Una superficie di plastica trasparente dove si innestano i vari pezzi, progettata per durare fino a 120 giorni.

  • Un nucleo che contiene il minimotore (con un sistema a pistone simile ai microinfusori tradizionali,  – e quindi differente rispetto al sistema Omnipod) e le componenti elettroniche; è utilizzabile fino a 4 mesi e in esso viene inserita la parte “usa e getta”.
  • Il serbatoio “usa e getta” che può contenere da 80 fino a 200 unità di insulina e viene sostituito ogni tre giorni. È di materiale trasparente per dare la possibilità di vedere il livello di insulina e l’eventuale presenza di bolle d’aria.

Solo può essere applicato a scelta in quattro possibili zone del corpo: adome, gambe, alto gluteo e braccia.

Se a colpo d’occhio la patch di Solo sembra molto simile al suo “cugino” Omnipod, la differenza la fanno alcuni dettagli importanti.

  • Solo ha due tipi di cannule (in teflon morbido) e non solo una: da 6mm e 9 mm.
  • L’erogazione avviene non solo dal palmare, il Diabetes Manager, ma anche attraverso due pulsanti ai lati della patch, evitando così spiacevoli inconvenienti in caso di smarrimento o difetti del “telecomando”. Premendo contemporaneamente i due pulsanti laterali, dopo la conferma sonora, si può erogare in velocità quello che viene chiamato, per l’appunto, “quick bolus”. Ogni volta che si premono i pulsanti, si eroga una quantità di insulina secondo le necessità, con un passo personalizzabile da 0,20 a 2 unità per volta.
  • È resistente all’acqua ma non alle immersioni, quindi in caso di bagni e nuoto bisogna rimuoverlo lasciando sul corpo solo la piastra trasparente.

  • La basale minima è di 0.10U/ora (contro 0.05U/ora di Omnipod), ma il passo minimo è di 0.01U (contro 0.05U di Omnipod)

Palmare

Si chiama Diabetes Manager il palmare (o “PDM”) da 4 pollici con un display a colori e con l’opzione di blocco che evita l’uso accidentale del dispositivo. A display bloccato si possono vedere comunque l’ora e la data, il livello dell’insulina nel serbatoio e la basale in atto. Si ricarica come un comune smartphone, è dotato di un pulsante vero e proprio per la conferma del bolo e ha un glucometro integrato (in foto il confronto con il telecomando di Accu-Chek Insight).

Arriva il gruppo utenti italiani Accu-Chek Solo

Con l’avvento ormai imminente nel mercato italiano, alziamo il velo sul gruppo Facebook dedicato al nuovo nato di casa Roche: il salotto digitale nel quale i membri potranno scambiarsi informazioni, idee e opinioni sul nuovo microinfusore.
Come consuetudine dei gruppi DeeBee, anche questo sarà un gruppo chiuso, a protezione della privacy dei suoi membri: veniteci a trovare, vi aspettiamo!

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