Finalmente! Il primo Pancreas Artificiale ufficiale e universale

Ultimamente (e grazie al cielo) stiamo assistendo ad una convergenza da parte di Big Pharma nell’utilizzo di sistemi ibridi e interoperabili (basti pensare alle recenti aperture della nuova patch Omnipod verso due diversi modelli di sensore tra loro rivali) o, ancora, all’organizzazione non profit Tidepool, che ha deciso di mettere a disposizione la sua piattaforma cloud per la gestione dei dati glicemici e il suo know how nonché, più recentemente, ha adottato il Pancreas Artificiale Loop al fine di renderlo approvato da FDA.

In questa direzione si è mossa anche il ricercatore e Professor Roman Hovorka di JDRF che, proprio a partire da oggi, è riuscito nell’intento di mettere a disposizione della “comunità diabetica” il primo Pancreas Artificiale scaricabile dall’app store. Si chiama CamAPS FX e sì, avete capito bene: al pari di una classica app, è possibile accedere  all’app store Amazon e scaricare il Pancreas Artificiale sul proprio telefono Android!

Ovviamente, trattandosi di un’app medica, l’accesso all’installazione non è consentito a tutti indiscriminatamente. Le persone che desiderano installare l’app dovranno confermare quale clinica frequentano e, soltanto allora, previo controllo, potranno scaricare e utilizzare l’app.

Come può un’app trasformarsi in un Pancreas Artificiale?

Anche se tutto questo potrebbe risultare fantascientifico agli occhi di tanti, la risposta è in realtà alla portata di molti. Pensiamo a cosa fanno oggi tantissimi pazienti: si preparano per pasteggiare, leggono sul loro sensore la glicemia e, sulla base di queste indicazioni, decidono quanta insulina assumere. Con l’utilizzo di CamAPS FX l’iter è simile, ma la grandissima differenza è che le decisioni le prenderà l’app in autonomia: sarà lei a calcolare, sulla base dei suddetti valori, la quantità corretta di insulina e sarà lei a comandare il microinfusore. Il tutto mediante un protocollo di comunicazione sicuro e protetto basato sul Bluetooth.

In Italia esistono già sistemi di Pancreas Artificiale ufficiali: il sistema chiuso Medtronic 670G e, entro breve, anche il Tandem t:slim X2. D’altro canto esistono già anche app che fungono da Pancreas Artificiale, come AndroidAPS per Android (gratuito, utilizzabile con una moltitudine di micro differenti) e Loop per iPhone (99 dollari – circa 90€ – all’anno per la licenza da sviluppatore, utilizzabile con Omnipod vecchia versione), ma non sono ufficiali. CamAPS FX, quindi, rappresenta una pietra miliare del panorama prossimo, riuscendo a fare coesistere ufficialità e interoperabilità dei sistemi.

Come si comporterà questo nuovo sistema sui grandi numeri? Lo scopriremo nei prossimi mesi. Possiamo però dire che le app già oggi utilizzabili (ma non ufficiali) offrono e offriranno mezzi e soluzioni più adattabili alla terapia di ogni paziente, grazie una peculiarità intrinseca: non sottostando alle direttive FDA, sono svincolate da qualsiasi paletto posto dagli enti certificatori, sia burocratico che di safety. Con tutti i relativi inconfutabili pregi e difetti, ma anche rischi.

Disponibilità

Allo stato attuale, CamAPS FX è disponibile per il mercato del Regno Unito e si può interfacciare con il sensori Dexcom e il microinfusore Dana RS. Ma la natura multi-interfaccia dell’app consentirà a breve l’utilizzo del sistema anche con altri modelli e marche di CGM e pompe d’insulina.

Una nota dolente potrebbe rappresentare il costo: non è per tutte le tasche visto che parte da circa mille euro l’anno.

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FreeStyle Libre 2 è pronto all’approdo in Italia

Chi ha l’occhio allenato e l’indole da osservatore, avrà fatto caso che nell’ultimo aggiornamento dell’app ufficiale Abbott FreeStyle LibreLink è inclusa anche la versione FreeStyle Libre 2.
In DeeBee l’avevamo testato già più di un anno fa, quando l’uscita in Italia sembrava imminente. Ora, l’integrazione della seconda versione del sensore nell’app, fa ben sperare.

Come funziona?

Se non fosse per quel piccolo “2” sulla scatola e sui singoli componenti del kit, esternamente la versione di Libre con allarmi sembra identica al suo predecessore.

In caso di valori glicemici alti o bassi rispetto al range, il lettore blu avvisa con un allarme sonoro o vibrazione. Successivamente, ad ogni allarme, bisogna scansionare esattamente come il precedente FreeStyle per sapere la glicemia. La connessione Bluetooth quindi non viene sfruttata per trasmettere i valori glicemici al lettore, ma solo per avvisare.  Lo stesso accade se il lettore resta fuori dalla portata del Bluetooth e non riesce a comunicare con il sensore: avviso sonoro o vibrazione.

Gli allarmi del lettore hanno scarsissima possibilità di personalizzazione: suono alto o basso. Per chi preferisce la discrezione è possibile impostare solo la vibrazione del lettore, ma, come scrive uno dei tester “alla fine il lettore vibrava sempre, spesso quando magari era appoggiato sul tavolo o ero in lontananza, diventando un vero e proprio fastidio, soprattutto mentre ero al lavoro. Alla fine ho disattivato completamente gli allarmi, tornando in pratica alla versione precedente del FreeStyle”.

Posso attivare il sensore Libre 2 con lo smartphone? 

Sì. Esattamente come la precedente versione, in questo caso il sensore verrà letto solo ed esclusivamente dallo smartphone e non più dal lettore. Se gli allarmi li volete sul cellulare, l’unica scelta è l’attivazione del FreeStyle 2 attraverso l’app. Quindi gli allarmi si possono avere o nel lettore o nel cellulare e non in entrambi. 

Cosa succede con i follower?

Lo stesso sensore quindi si potrà usare con il lettore e il cellulare (a scelta uno dei due potrà avere gli allarmi, secondo il dispositivo che è stato usato per attivarlo).

E i follower? Prima di tutto ricordiamo, per chi è alla prima armi, che la glicemia può essere visionata anche a distanza su uno smartphone, via Internet: chi la vedrà – solitamente un genitore T3 o, più in generale un caregiver – è definito follower. Se avete attivato Libre 2 con il cellulare, gli allarmi arriveranno anche ai follower attraverso l’app LibreLinkUp.

FreeStyle Libre 2 è un CGM?

Si definisce CGM (Continuos Glucose Monitoring) un sensore che permette di visionare le glicemie in tempo reale, 24 ore su 24, senza la necessità di utilizzare dispositivi terzi. Ufficialmente FreeStyle Libre non lo è, anche se nel recente accordo con Insulet, il dispositivo viene considerato un vero e proprio CGM.

Quali sono le differenze tra Libre 1 e Libre 2?

Colore del lettore a parte (nero per la prima versione e blu per la seconda), come dicevamo prima, i dispositivi sono identici nell’aspetto e nel packaging.

Le differenze restano nella modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth), nella presenza degli allarmi e nel MARD (Mean Absolute Relative Deviation: è l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). Secondo il produttore, la versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza.

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Nuovo Coronavirus e diabete, parla il Prof. Camillo Ricordi

In questi giorni di emergenza per il Coronavirus in Italia, pubblichiamo una riflessione del Professor Camillo Ricordi, Direttore del Diabetes Research Institute dell’Università di Miami. Il massimo esperto mondiale nel trapianto di isole pancreatiche, dà anche alcuni consigli per le persone affette da diabete. 

Niente panico, ma è giusto preoccuparsi, fare di tutto per marginare l’epidemia e seguire le indicazioni del Ministero della Salute in termini di prevenzione e trattamento.

In risposta alle numerose domande che mi sono arrivate da pazienti e famiglie, suggerirei le seguenti riflessioni:

  1. La mortalità da Coronavirus è molto più alta rispetto alla mortalità da influenza, soprattutto per soggetti di età superiore ai 65 anni.
  2. Se uno ha altre malattie (comorbidità), incluso il diabete ha un rischio maggiore. Questo è probabilmente legato al fatto che le statistiche per il diabete riflettono tutte le fasce di età e i dati sono per il 95% riferibili al diabete di tipo 2 e quindi a una patologia che colpisce nella maggioranza dei casi soggetti di età superiore ai 65 anni.
  3. Negli USA per esempio più del 90% dei soggetti che hanno più di 65 anni hanno anche una malattia cronica degenerativa (comorbidità) e più del 75% sono affetti da due comorbidità. Questo spiega anche perché soggetti giovani abbiano un rischio di mortalità molto più basso.
  4. Non c’è quindi motivo di panico, ma bisogna comunque tener presente che il diabete è associato in generale a un aumentato rischio di infezioni, anche perché l’iperglicemia ha un effetto negativo sulle risposte del sistema immunitario. A maggior ragione quindi bisogna cercare di mantenere un buon controllo metabolico, con dosi appropriate di insulina, cercare di mantenere il sistema immunitario in buone condizioni, magari con un po’ di vitamina C e una dieta sana, seguendo le indicazioni del medico curante e tutte le precauzioni indicate dal Ministero della Salute.

                                                   Camillo Ricordi

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Microinfusore “senza filo” Omnipod: due sensori all’Horizon

Fa venire in mente un noto spot pubblicitario di un gelato a due gusti la notizia arrivata il 19 febbraio da Insulet Corporation. In un solo giorno l’azienda del Massachusetts ha annunciato accordi commerciali con i maggiori player del settore, Dexcom e Abbott.

Nello specifico, l’accordo, non in esclusiva, con Dexcom prevede l’integrazione del prossimo Omnipod Horizon con i sensori Dexcom G6 ed i futuri G7. Ciò permetterà di avere, finalmente, una patch pump in grado di modulare l’erogazione d’insulina in base alle letture del sensore glicemico, in completa autonomia. Secondo le previsioni, la commercializzazione dovrebbe avviarsi dalla seconda metà del 2020.

Un simile accordo è stato raggiunto anche con Abbott, produttrice del sensore glicemico Freestyle Libre. Questa volta, l’integrazione  all’interno della piattaforma Omnipod Horizon riguarda la futura generazione del sensore, il FreeStyle Libre 2 (che da FGM – flash monitoring glucose diventa CGM – continuos monitoring glucose).

Il sistema Horizon appare, quindi, una promettente piattaforma modulare, che oltre a garantire la compatibilità con i CGM di punta del mercato, contribuisce a rendere più aderente la terapia migliorando nel contempo la qualità della vita delle persone  affette da diabete.

Forse tutto questo non sarebbe stato possibile senza il grande apporto di Tidepool, il sistema che ha dato ufficialmente il via e ha reso più concreto il concetto di interoperabilità. Il successo della piattaforma è frutto non solo del grande lavoro di un team composto principalmente da persone con il diabete e da genitori di bambini con la patologia, ma anche della donazione dei dati degli utenti in completo anonimato.

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Watlaa, il Duracell degli smartwatch

Abbiamo provato per voi il nuovo Watlaa, lo smartwarch ideato da un finlandese, papà di un bambino affetto da diabete. Il dispositivo è pensato esclusivamente per la lettura rapida dei valori glicemici, collegato direttamente via Bluetooth ad un dispositivo MiaoMiao o Bubble per la lettura del sensore FreeStyle Libre 1.

Confezione e primo utilizzo 

Lo smartwatch arriva in DeeBee per una prova in una confezione bianca ed essenziale. Le istruzioni sono estremamente scarne e rimandano al sito che invece contiene le informazioni necessarie per usare al meglio l’orologio.

Ergonomia e vestibilità

L’orologio viene fornito con un cinturino in tessuto, comodo e traspirante. La chiusura in velcro mantiene una discreta aderenza, anche se l’impressione è che sia più facile che l’orologio possa ruotare intorno al polso rispetto ai cinturini in pelle con chiusura classica ed a quelli in metallo. È comunque possibile sostituirlo con un altro cinturino da 20 mm in modo semplice.

Lo smartwatch non è impermeabile; resiste a sporadici schizzi d’acqua, ma non a immersioni. Lo schermo ha una buona visibilità sia al chiuso che all’aperto, anche grazie alla scelta di usare lo sfondo nero con colori brillanti.

Semplicità

Croce e delizia del Watlaa è l’interfaccia estremamente semplificata, con un solo tasto sulla parte bassa dello schermo. All’inizio l’utilizzo risulta innaturale, simile ai vecchi orologi digitali in cui per cambiare l’ora occorreva premere molte volte e se si superava di un tocco quella desiderata occorreva “fare il giro”.

Incredibilmente, dopo pochi giorni tutto risulta molto fluido, grazie alla selezione minimale delle funzioni e ad una buona organizzazione del menu: 8 tocchi per connettere il MiaoMiao al dispositivo ed avere la prima lettura.

Tutto il menu è navigabile tramite due tipi di tocco: tocco breve per avanzare, tocco lungo (3 secondi) per selezionare. La semplicità ed intuitività delle funzioni è nettamente superiore rispetto ad un classico smartwatch WearOS.

Funzioni

L’orologio permette queste (e solo queste) semplici funzioni:

  • Collegamento Bluetooth a dispositivo
  • Impostazione di allarmi sonori e vibrazioni (soglia basso, soglia alto, perdita connessione Bluetooth) con configurazione intervalli di controllo e snooze
  • Aggiunta di una calibrazione e reset delle calibrazioni
  • Impostazioni varie come ora, luminosità, ecc ..
  • Conteggio passi (che non abbiamo utilizzato)
  • Visualizzazione storico ma a nostro parere troppo povera per essere realmente utile)

Connettività

Punto dolente del dispositivo l’assenza di connessioni verso l’esterno diverse dal Bluetooth.

Vi è la possibilità di connettere un xDrip da cellulare verso l’orologio, facendo leggere al cellulare l’orologio anziché il MiaoMiao con la funzione “Scansione Bluetooth”. Questa funzione permette di avere tutti i valori “rilanciati” anche sul cellulare, e poter così collegare follower, scaricare dati ed altre funzioni che richiedono connettività internet. Per poterla utilizzare occorre aggiornare xdrip+ e Watlaa all’ultima versione.

Durata batteria

Punto forte del dispositivo una durata della batteria ineguagliabile. Lo abbiamo usato per più di una settimana senza arrivare sotto il 30%. Notevole.

App e supporto

Per il momento lo smartwatch supporta xDrip+ e xDrip per iOS e si prevede la possibilità di usarlo anche con Glimp e Diabox .

I dati possono essere memorizzati per un massimo di 30 giorni e successivamente si possono esportare attraverso l’applicazione Watlaa ed altre applicazioni. L’applicazione Watlaa permette inoltre l’aggiornamento del firmware dello smartwatch. Per ora, complice il recente lancio del prodotto, il supporto da parte della ditta consiste nel piccolo manuale d’uso, ai faq del sito e alle varie informazioni nei forum e social.

Per chi comunque ha il cellulare sempre a portata di mano, è possibile collegare xDrip del cellulare alle letture del Watlaa, scaricando i dati da esso o collegando followers.

In sintesi

Pro: durata della batteria, semplicità di utilizzo, focus sulle reali necessità.

Contro: mancanza di connettività diretta per scarico dati ed integrazioni, unico tasto.

Dopo la prova ci sentiamo di poter consigliare questo smartwatch a chi desidera avere le proprie glicemie al polso usando uno strumento che costa poco e ha un semplice utilizzo. Non avendo la possibilità di connettersi alla rete (se non con un smartphone collegato), risulta ovviamente inutilizzabile per i bambini che necessitano di monitoraggio a distanza. Può essere consigliato invece per chi abbia l’esigenza di non avere sempre con sé il cellulare: la connessione diretta al MiaoMiao è possibile anche dai normali smartwatch android con xDrip+, ma richiede un po’ di esperienza e difficilmente la batteria durerà così a lungo. È quindi una valida alternativa agli orologi oggi in voga per la visione della glicemia al polso.

Emanuele Briano

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FreeStyle Libre con gli allarmi: MiaoMiao 1 vs MiaoMiao 2

Se il detto comune recita “i gatti hanno sette vite” (o nove per gli anglosassoni), un motivo ci sarà. Per ora il gattino più famoso di queste pagine, il MiaoMiao, sta vivendo una seconda vita, con l’uscita della versione MiaoMiao 2. Vediamo quali sono le differenze tra le due versioni.

DIMENSIONI E PORTABILITA’

Senza dubbio il MiaoMiao 2 è più piccolo, sottile e leggero.

 

Se il MiaoMiao 1 si appoggia lateralmente al sensore FreeStyle, il suo erede si posiziona sopra, coprendolo completamente. Questa soluzione da un lato riduce la perdite delle letture, ma dall’altro risultano più frequenti gli errori di schiacciamento del sensore, sopratutto la notte se ci si dorme sopra.

Inoltre con il MiaoMiao 2 risulta meno agevole la misurazione glicemica scansionando con il cellulare o il lettore di Libre. Bisogna tenere presente che il punto più facile per la lettura resta quello consigliato dal produttore del dispositivo.

Se nella prima versione il foro di reset del MiaoMiao si trova all’interno del dispositivo (costringendo l’utilizzatore di toglierlo in caso di necessità), il nuovo reader ha il foro verso l’esterno, facilitando l’operazione.

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BATTERIE E ACCESSORI

Le due versioni del MiaoMiao arrivano dotate di cavo per la ricarica e adesivi per applicazione. La versione nuovo ha in più un’apposita fascetta (in due misure a scelta al momento dell’acquisto), che a volte si allenta col rischio di far cadere il “gatto bianco”.

La batteria del MiaoMiao 1 dura circa 15/20 giorni (si ricarica facilmente in circa due ore; vi segnala l’avvenuta ricarica con luce verde), mentre il nuovo arrivato ha un’autonomia di circa 7/10 giorni al massimo.

APP E GLICEMIE AL POLSO

Le due versioni restano identiche per quanto riguarda le app per la gestione.

Restano invariate anche le soluzioni per avere le glicemie al polso. E se le volete averle a un costo estremamente contenuto, la soluzione con Mi Band è quella che fa per voi.

La comunicazione con l’azienda produttrice in caso di anomalie o guasti non è molto agevole e veloce ma dopo continue sollecitazioni si ricevono informazioni in merito.

Ringraziamo per la collaborazione Ezio Principato,

Francesca e Lorenzo Consonni

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Nuovo aggiornamento per la sveglia glicemica YagiClock

Sono ormai moltissime le famiglie che controllano la glicemia del sensore grazie all’orologio da tavolo creato da DeeBee.

Tra le varie funzioni e informazioni della sveglia, c’è quella che ci informa da quanto tempo il dato glicemico non viene più aggiornato (per capirci: “la glicemia che ti sto mostrando è di 7 minuti fa”). Ebbene, negli ultimi giorni alcuni membri della community DeeBee ci hanno scritto per segnalare che questa informazione era scomparsa all’improvviso dallo schermo della YagiClock.

Si mormora che YagiClock stesse protestando per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. C’è invece chi tra i complottisti ha dato la colpa al Coronavirus (ultimamente va di moda). Infine, qualche programmatore ben informato ha puntato il dito contro l’anno bisestile, il cui 366° giorno sarebbe reo della misteriosa sparizione del dato.

Qualunque fosse il motivo, DeeBee ha pubblicato il nuovo firmware, con il quale chi vorrà potrà aggiornare la propria YagiClock (che tornerà in piena forma!):

Download “YagiClock Firmware 1.5.0” YagiClock_firmware_1.5.0.bin – Scaricato 768 volte – 2 MB

Le versioni del software di YagiClock nel tempo si sono susseguite. Se però siete tra quelli che non hanno ancora mai effettuato un aggiornamento, allora qui troverete il semplice procedimento passo passo.

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Il colore dei sogni

Ogni volta che fai qualcosa per gli altri, pensando alla loro felicità, ti senti meglio. E questo alla fine ti riempie il cuore di gioia; è un'esperienza che può cambiare la vita per sempre.

Come può un giovane avvocato diventare mago? E un reparto di un ospedale diventare “la casa di Nemo”? Chiedetelo ad Andrea Adamo, il papà di una bambina affetta da diabete da un paio di anni e sentirete da subito il suo entusiasmo contagiarvi, le sue parole restarvi inchiodate nelle tempie, il suo sguardo acceso di grinta vi resterà nella retina a lungo.

“Le immagini che mi erano rimaste in mente il primo giorno in cui siamo entrati nel reparto del Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica del Policlinico Vanvitelli, nello smarrimento che tutti noi abbiamo provato, erano i volti dei genitori, i disegni dei bambini sui muri e il grigiore che avvolgeva quel luogo, in grande contrasto con il sorriso del team del Dott. Iafusco”. E se in tanti quelle immagini cercano di cancellarle dalla memoria, Andrea Adamo le ha tenute stampate in mente, costruendoci intorno quello che lui chiama il suo piccolo sogno.

Napoli

Geplaatst door DeeBee Italia – Associazione di Volontariato op Dinsdag 28 januari 2020

Nella grande hall dell’ospedale napoletano arrivano famiglie intere con bimbi piccoli e ragazzi più grandi. L’occhio allenato nota caramelle date al volo per correggere una ipo in arrivo, sguardi ai cellulari o smartwatch per controllare le glicemie, occhi stanchi da notti insonni. Alcuni si conoscono, si fermano a salutarsi, si abbracciano; altri salgono dritti al piano del reparto di diabetologia. Al reparto blu, blu come il mare che da qui non si vede, ma che ne senti quasi il rumore tra le pareti curve dipinte come nel più bello dei sogni. Un mondo marino, realizzato da Ospedali Dipinti, il progetto artistico a disposizione di Onlus, Fondazioni e privati che vogliono donare reparti dipinti a strutture ospedaliere.

La meraviglia dei piccoli e l’emozione dei grandi diventa la colonna sonora di questo pomeriggio. Il Dott. Iafusco, con la sua allegria contagiosa, non riesce ad abbracciare tutti, ma “consideratevi baciati”. Gli altri membri del team, i giovani specializzandi, persone che vengono a vedere, giornalisti e cameraman. Tutti riflessi negli occhi emozionati di chi ha realizzato tutto questo, l’avvocato-mago che avrebbe preferito non fosse tirato in ballo e parlare di sé. Andrea, che oltre ad aver trovato i fondi necessari, ad aver coinvolto conoscenti e amici, ha dedicato ogni minuto del suo tempo libero al suo sogno trasformandosi in operaio, facchino, elettricista o capocantiere, sorride e mi ripete che “ci aspettiamo sempre che gli altri facciano qualcosa, associazione di turno o addetti ai lavori. Ed è sbagliato, perché dobbiamo cogliere l’opportunità di fare qualcosa, sempre e per chiunque incroci la nostra strada”. E questa nuova sala è la prova vivente “perché io ho ricevuto aiuto da quasi ogni persona a cui mi sono rivolto; spesso le persone hanno bisogno solo di un’occasione per poter fare qualcosa per gli altri e se non lo fanno in autonomia, allora bisogna chiedere, come d’altronde ho fatto io”.

Durante la presentazione della sala d’attesa messa a nuovo si raccontano episodi divertenti accaduti durante i lavori, si presentano nuovi studi del team di diabetologia del Policlinico, si parla di sport con Monica Priore, dei ragazzi ballano armoniosamente con FreeStyle Libre al braccio, si ripercorrono storie di diabete di altri tempi e ci si augura tutti insieme l’arrivo di una cura definitiva.

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Fuori è quasi buio. Il cielo è rimasto blu sono dentro al reparto. L’aria sa di questa singolare emozione che ti fa sentire parte di qualcosa di nobile. Con la consapevolezza che sì, se vuoi, anche tu puoi fare qualcosa per gli altri. Senza aspettare.

Il colore! Che linguaggio profondo e misterioso, il linguaggio dei sogni.  (Paul Gauguin)

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Pancreas Artificiale: Control-IQ di Tandem entro il 2020

Dicembre 2019 sarà sicuramente ricordato come il mese del Tandem t:Slim X2, non solo per i suoi già numerosi utenti italiani, ma anche per gli utenti di altre tecnologie interessati alle importanti novità introdotte dalla recente certificazione FDA dell’algoritmo Control IQ che difatti apre la porta ad importanti opportunità future.

Andiamo per gradi! In Italia inseguiamo con circa 12 mesi di ritardo le evoluzioni del programma di aggiornamenti di casa Tandem che sono invece già in uso nel mercato americano.

Gli utenti di questo microinfusore, ma anche i curiosi, sanno che in questo periodo il micro è soggetto ad aggiornamenti software che permettono alla pompa di supportare il sensore Dexcom G6 e dunque di poter finalmente utilizzare la funzione Basal-IQ. Ma le novità sono molto più interessanti per gli utenti di oltreoceano e quindi proviamo a fare un breve riassunto del 2019 per il Tandem t:Slim X2.

Basal-IQ – Sospensione della basale in versione Tandem / Dexcom G6

Basal-IQ è un algoritmo predittivo di episodi di ipoglicemia che permette al microinfusore di interrompere la basale in determinate condizioni, al fine di minimizzare il rischio di concreta ipoglicemia. Per fare ciò, il micro si affida alle letture provenienti dal G6 di casa Dexcom.

Vediamo come funziona di seguito:

  • L’algoritmo prevede letture al di sotto degli 80 mg/dl nei prossimi 30 minuti – la basale viene sospesa (ed eventuali boli estesi sono interrotti).
  • L’algoritmo riceve una lettura inferiore a 70 mg/dl – la basale viene sospesa (ed eventuali boli estesi sono interrotti).
  • L’algoritmo riprende l’erogazione della basale in presenza di freccia di tendenza in salita.

Le sospensioni possono durare da 5 minuti a 2,5 ore.

La funzione sembra soddisfare la stragrande maggioranza degli utenti ad esclusione di coloro che lamentano (forse correttamente) il disagio nel vedersi cancellare boli estesi quando la funzione si attiva.

Tandem è la prima pompa ACE – Alternate Controller Enabled

Un’altra milestone del 2019 di Tandem, forse passata troppo in sordina, è la certificazione FDA come primo dispositivo ACE in ambito infusione insulinica.

Una proprietà probabilmente molto complessa da spiegare in termini tecnici ma che praticamente è molto semplice: Tandem t:Slim X2 è la prima pompa ad essere autorizzata a sfruttare funzioni (o erogare funzioni) di altri dispositivi medici certificati (es. sensori Dexcom o FreeStyle Libre) grazie ad alcuni meccanismi convenzionali che permetteranno in futuro di sintonizzare ulteriormente la terapia e renderla così sempre più vicina ai bisogni del paziente individuale. In futuro, produttori di nuovi e più evoluti sensori, o altri dispositivi complementari alla funzione del microinfusore, potranno integrarsi al mondo Tandem grazie proprio a questa proprietà, dando agli utenti sempre più scelte. È ad esempio già noto il progetto di integrare il sensore Freestyle!

Control-IQ – Il primo protocollo infusionale a ciclo chiuso “ibrido” certificato da FDA

Veniamo dunque alla grande novità di quest’ultimo mese: Control-IQ è ufficialmente approvato da FDA e sarà disponibile per gli utenti americani entro febbraio 2020

Cos’è Control-IQ? È un meccanismo che sicuramente ricorda il ciclo chiuso implementato dal Medtronic 670G ma con 2 sostanziali differenze:

  • È un algoritmo ibrido – ovvero si basa su misurazioni derivanti da un componente di un altro produttore, il Dexcom G6.
  • Implementa un algoritmo proprietario di casa Dexcom che si chiama TypeZero (in riferimento alla startup accademica acquisita proprio da Dexcom).

L’algoritmo è in grado di sospendere la basale se necessario ma anche di aumentarla o erogare boli correttivi in previsione di eventi iperglicemici.

L’obiettivo di Control-IQ è quello di contenere la glicemia nel range 70-180 mg /dl attraverso le seguenti strategie:

  • Aggiustamenti basali automatici durante il giorno con un target glicemico tra 112,5-160 mg/dl.
  • Aggiustamenti basali automatici più aggressivi durante la notte con un target glicemico tra 112,5-120 mg/dl.
  • Boli automatici aggiuntivi per un massimo di 1 bolo per ora: a seguito di predizioni glicemiche oltre 180 mg/dl, Control-IQ erogherà il 60% del bolo di correzione reale rispetto ad un target di 110 mg/dl.
  • Modalità “esercizio fisico” permette all’algoritmo di lavorare con intervalli meno stringenti in un range 140-160 mg/dl.
  • Funzione “memoria” permette all’algoritmo di imparare dai trend o da eventuali errori al fine di “aggiustare il tiro” per usi successivi.

Per aggiustamenti di basale chiaramente ci si riferisce alla possibilità che il micro aumenti o diminuisca la basale a seconda dei trend ed al fine di contenere anche la variabilità glicemica.

L’utilizzo su campo

Abbiamo già a disposizione le prime impressioni degli utenti partecipanti al trial e possiamo già affermare che gli intervalli sembrano essere considerati molto (troppo) “conservatori” e non funzionali per chi ha invece obiettivi glicemici audaci (es. A1C < 6,5). Consigliamo di prendere con le pinze qualsiasi impressione ed aspettare almeno 6 mesi, quando potremo godere dei primi feedback degli utenti americani.

Quello che va sicuramente dato per scontato è che questi algoritmi avranno un beneficio certo sulle energie che tutte le persone affette da diabete (o i suoi caregiver) spendono nel controllare la propria terapia infusionale nell’arco delle 24 ore, sapendo che il microinfusore fa una bella fetta del lavoro anche mentre si dorme!

Conclusioni

Quello che ci sentiamo di dire, in pieno spirito televisivo, è che comunque vada sarà un successo!

FDA limita molto le possibilità di questi protocolli per numerosi motivi, spesso condivisibili, ed è dunque da ascrivere soprattutto ancora ai protocolli di sicurezza l’impossibilità di poter impostare i “parametri” di queste funzionalità in base alle proprie esigenze, ma non possiamo che essere ansiosi di utilizzare Control-IQ in quanto Closed Loop, che ormai non è più futuro ma è assolutamente il presente!

In quanto a tempistiche in Italia, volendo fare un parallelo con la messa in esercizio del protocollo Basal-IQ, ci azzardiamo a prevedere la presenza del Control-IQ nel mercato italiano non prima della seconda metà del 2021.

Francesco Consiglio

©Riproduzione riservata
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Enjoy!

Come riavviare il trasmettitore del Dexcom G6 e G5

Chi usa il sensore glicemico Dexcom G6 (o G5) lo sa molto bene: ogni sensore dura 10 giorni (7 per il G5) e ogni trasmettitore dura poco più di 3 mesi. Ciò che non tutti sanno, però, è che queste scadenze non sono fisiologiche, bensì sono programmate dal sistema stesso. In altre parole, per esempio, anche se la batteria a bordo di un trasmettitore gli garantirebbe 6 mesi di vita, dopo i primi 3 arriva una direttiva al suo hardware: “Spegniti!”. E lui non può fare altro che obbedire.

Perché ve lo stiamo raccontando? Perché ciò ci viene notificato sovente riguarda i ritardi nelle forniture dei nuovi trasmettitori, con il rischio concreto di lasciare a piedi e nel buio glicemico i malcapitati. Il procedimento che vi mostriamo serve proprio per fare luce su questo buio, poiché la salute viene prima di tutto.

Se la domanda che in tanti si pongono è: “Posso prolungare la vita di un trasmettitore, facendolo durare oltre i 3 mesi canonici?”, la risposta è “nì”. Dipende in effetti dalla versione hardware del trasmettitore utilizzato. Noi abbiamo provato la procedura per voi, che ha funzionato alla grande (e al primo tentativo!). Ecco come abbiamo fatto.

Questa guida va ad aggiungersi a quella già pubblicata su DeeBee.it, che permette di estendere la vita del sensore Dexcom G6 oltre i 10 giorni di utilizzo, andando in aiuto a chi resta sguarnito di sensori a causa delle politiche del Servizio Sanitario Nazionale.

La guida passo passo
Nota bene. Questa guida riporta foto e passaggi relativi al Dexcom G6, ma funziona anche per Dexcom G5.

Innanzitutto, lasciate il sensore e il trasmettitore nel loro sito di applicazione (quindi addome, gluteo, braccio, gamba…) senza rimuoverli. Prendete il telefono, andate  sulle impostazioni del telefono e selezionate l’app Dexcom G6 (a seconda dei modelli di smartphone, questa pagina può essere raggiunta anche tenendo premuta l’icona dell’app Dexcom G6).
Toccate “Arresto forzato” e interrompete l’esecuzione dell’app Dexcom G6. Da questo momento entrerete in un periodo di buio glicemico che durerà circa 3 ore, nel quale non vedrete più le glicemie.

Toccate Memoria.
E cancellate i dati nella memoria dell’app. In questo modo, essa si dimenticherà di avere già utilizzato il trasmettitore che avete addosso e, soprattutto, si scorderà la sua data di scadenza!

In caso sia spento, accendete il GPS dello smartphone (o la “posizione”) nelle impostazioni del telefono.

Ciò fatto, scaricate sul vostro telefono master (ossia quello collegato al trasmettitore del Dexcom G6) l’app xDrip+Yagi o l’app xDrip+. Installatela ed eseguitela toccando “Apri”.
Leggete il disclaimer. Se siete d’accordo mettete la spunta e proseguite, toccando il bottone “I agree” e proseguite.
Leggete il contratto di licenza. Se siete d’accordo, mettete la spunta e toccate “Salva”.

Selezionate “G4, G5 & G6”.
E poi “G6”.
Confermate, toccando “Yes”.
A questo punto, l’app vi chiede di inserire il codice del trasmettitore di sei cifre, che trovate sulla scatola dello stesso (oppure stampigliato sotto il trasmettitore). Inseritelo.
E inizializzate il nuovo sensore.
Confermate, toccando “Inizializza sensore”.
Per funzionare, xDrip+ necessita dei permessi di utilizzo del Bluetooth e del GPS. Per cui, concedete questi permessi.
Consentite l’utilizzo del Bluetooth.
xDrip+ vi chiede se il sensore è stato appena inserito. Selezionate “Not Today”.
E inserite una data a caso, precedente a quella odierna. Ad esempio, la settimana scorsa.
Vi viene ora richiesto il codice numerico a 4 cifre (ciò che il call center chiama “algoritmo”) stampigliato sulla confezione del sensore. Inseritelo.


La prima parte è conclusa. Ora, l’app xDrip+ sta cercando di connettersi al trasmettitore. Attendete (fino a 30 minuti).
Dovete sapere che non tutte le funzionalità di xDrip+ sono visibili. Alcune di esse sono accessibili soltanto se conosce la loro esistenza. Questo è il caso della funzione di riavvio del trasmettitore!
Quando xDrip+ rileverà il trasmettitore, sarà il momento di eseguire la funzione.

Ecco come si fa.

Toccate il simbolo del contagocce (o della spada, se siete dei guerrieri!).
Tenete premuto per qualche secondo sull’icona del microfono (o della tazza con dentro un biscotto, se avete fame).
E scrivete esattamente questa frase in inglese:
enable engineering mode
Toccate OK, ripetete il procedimento (icona contagocce, icona microfono…) e scrivete esattamente quest’altra frase:
hard reset transmitterE toccate “Ok”.

Per capire cosa stia succedendo esattamente in questo momento, possiamo andare sulla voce “Stato del sistema” presente nel menù dell’app.

Vedrete una videata simile a quella qui sotto.
Vicino a “Connection Status” compare una scritta del tipo “Dexcom… Authed”. Significa che il trasmettitore è connesso correttamente al telefono.
Scorrete la videata verso destra e arriverete a quest’altra schermata. L’ultima voce su sfondo rosso indica che l’app è al lavoro e sta cercando di capire la carica della batteria del trasmettitore. Mentre (cosa più importante!), verso metà della lista compare la scritta: “Brain state: Reseting”. Significa che l’app sta cercando di resettare l’orologio del trasmettitore, riportandolo a zero (un po’ come se qualcuno resettasse i nostri anni, riportandoci al giorno in cui siamo nati).
Non resta che aspettare. Solitamente, entro i primi venti minuti, compaiono queste nuove scritte.

Cerchiamo di capire il loro significato:

  • Sensor status: Stopped – Significa che il sensore non sta rilevando ancora le glicemie (corretto, va bene così);
  • Brain State: Deep Sleeping – Se ricordate, prima era “Reseting”. Ottimo segno!
  • Transmitter Days: 0 – Questa è la riga più importante: xDrip+ ci sta dicendo che il trasmettitore è convinto di avere ZERO giorni di vita. Ossia, il reset ha funzionato alla grande e possiamo iniziare a riutilizzare il trasmettitore!
  • Voltage A, Voltage B e Resistance: questi numeri indicano la carica residua. Se sono scritti su uno sfondo rosso, come nella foto, significa che la batteria si sta scaricando. Che è in effetti vero, dato che è stata usata già per ben 3 mesi… Ma potrebbe durarne ancora altrettanti. Nel caso in cui, invece, dopo qualche settimana il trasmettitore non inviasse più le glicemie, allora potrete considerarlo come definitivamente defunto e dovrete sostituirlo.

Siamo davvero a cavallo! Un cavallo molto promettente.

Andate nelle impostazioni dello smartphone e, dal menù “Applicazioni”, bloccate l’esecuzione di xDrip+ che, ormai, non serve più per i nostri scopi (in caso di incompatibilità tra xDrip+ e l’app ufficiale Dexcom G6, alla fine della procedura potrete anche disinstallare xDrip+).
Ora non resta che avviare nuovamente l’app ufficiale Dexcom G6 come se fosse la primissima volta che la utilizzate. Per cui vi farà vedere nuovamente tutto il tutorial e i video. Dopo aver toccato “Ok” millemila volte e dopo avere inserito nuovamente il codice del sensore e quello del trasmettitore, l’app si metterà alla ricerca del “nuovo” (per lei!) trasmettitore.
Come ulteriore conferma, se andrete sulle impostazioni dell’app toccando l’icona dell’ingranaggio, vedrete che la data di attivazione del trasmettitore sarà quella odierna.

Nota bene. Se xDrip+ non riesce a resettare il trasmettitore la prima volta, provate altre volte. Alcuni utenti hanno dovuto effettuare la procedura più volte prima di avere successo.
Queste procedure sono frutto di ricerche amatoriali e, a volte, alcuni accorgimenti riportati dalla community DeeBee aiutano parecchio. Vi consigliamo quindi di unirvi a noi nel gruppo DeeBee.
E se vi venisse da urlare: “Lazzaro, alzati e cammina!”, sappiate che vi capiamo.
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