Dexcom G6 vs Eversense XL vs Dexcom G5. Seconda parte.

Abbiamo messo alla prova i due sensori di punta di casa Dexcom e il sensore impiantabile Eversense. Ecco cosa è successo.

Di Mario Migliarese

Sto facendo impazzire i sensori. Un’iperglicemia continua e ancora non ne ho capito il motivo. Ho il sentore di un problema con l’erogazione dell’insulina stanotte che mi trascino anche in giornata.

Eversense: 273
Dexcom G5: 218
Dexcom G6: 236

La cosa strana è che non sono riuscito ad allineare perfettamente i tre sensori. Ho addirittura evitato di calibrare Eversense fino a che potevo tirare la corda proprio per capire se era un disallineamento momentaneo o no.

Il disallineamento è proseguito non solo per valori alti, ma anche per quelli bassi. Per esempio i due “gemelli” segnano 80-85 mentre Eversense 150. Ovvio che per i valori alti lo scarto tende ad accentuarsi. Per scongiurare qualche errore del glucometro, quando vedo differenze così notevoli, faccio due o tre misurazioni capillari di seguito. So che anche il glucometro può sbagliarsi, ma di poco.

La scelta secondo me resta sempre molto, ma molto soggettiva. Quando hai la possibilità di fare un confronto del genere, come quello che ho fatto lo scorso anno G5 ed Eversense, o come lo stiamo facendo ora ancora più completo, ti si accendono non le lampadine, ti si accende un albero di Natale. Se riesci a leggere ed interpretare per bene quello che i sensori cercano di dirti, ti rendi conto che tra di loro le differenze ci sono eccome e sono davvero notevoli.

Naturalmente l’aspetto fisico dell’impianto di Eversense, rappresenta una barriera per molti, mentre a me non crea nessun problema. Ma con questi dati alla mano, ad oggi io non me la sentirei di prendere decisioni terapeutiche basandomi sui Dexcom, cosa che faccio tranquillamente con Eversense.

La giornata inizia con colori pastello che invitano al relax. Se non fosse per i miei impegni di lavoro, sarei stato volentieri a riposo oggi.

In gergo a casa nostra si chiamano venerdì gastronomici. I sensori li chiamano così:

Eversense: 305
Dexcom G5: 331
Dexcom G6: 347

Sembrava tutto a posto fino alle 2.30, con glicemie tra 170-180. Successivamente i valori sono saliti a dismisura e a niente sono servite le correzioni. Verso le 5 e mezza Eversense mi dava 330, i gemelli HIGH (fuori intervallo) e il glucometro 322. Al di là dei miei errori di calcolo, della nottataccia e il nervosismo, dei cavi, cavetti, riavvi e perdita di segnale, mi rendo conto che io senza un sensore CGM non ci saprei più stare.

Situazione rientrata pian piano e giornata che si appresta a chiudersi in bellezza. Appena si è tutto assestato, ho calibrato i tre sensori. Il G6 l’avevo calibrato per la prima volta il terzo giorno e questa è la seconda calibrazione.

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DeeBee vince l’ambito concorso Sanofi MAKEtoCARE con il progetto Yagi

La visione della glicemia in lontananza e la condivisione con il diabetologo non sono mai state così facili.

Ad oggi la visione a distanza delle glicemie ha un solo sinonimo: Nightscout, il sistema open e gratuito che ha permesso a migliaia di famiglie con bambini affetti da diabete una libertà impensabile fino a qualche anno fa. Conoscere la glicemia dei propri cari in tempo reale e in lontananza non ha prezzo e chi l’ha provato, lo sa molto bene.

Proprio per questo motivon DeeBee Italia ha dato vita ad un “ecosistema informativo” per la divulgazione di questo formidabile strumento che non ha eguali. Il sito DeeBee.it e il gruppo ufficiale italiano di Nightscout hanno supportato, supportano (e, speriamo, supporteranno ancora) tantissime persone, molte delle quali nel tempo si sono evolute da “lettori” del sito o semplici “membri” del gruppo, ad amici o esperti con i quali condividere e arricchire ulteriormente l’esperienza in prima linea.

Lo scoglio più grande in cui si imbatte spesso l’utilizzatore medio che desidera configurare Nightscout, è la necessità di dover seguire una guida passo passo . Malgrado in DeeBee abbiamo sempre cercato di supportare – per quanto in nostro potere – ogni singolo fruitore, nel tempo molte persone hanno desistito. È stata questa “difficoltà diffusa” a portarci alla nascita del nuovo sistema: Yagi è stato presentato a Roma il 10 ottobre, vincendo il contest MAKEtoCARE promosso da Sanofi piazzandosi davanti a oltre 80 progetti.

YAGI

Iniziamo dal nome, il cui acronimo richiama la proverbiale ironia che da sempre ci contraddistingue, l’ironia che ci strappa un sorriso anche quando le glicemie fanno cilecca. Difatti Yagi, la cui denominazione richiama quello di una famossima antenna capace di “spedire in lontananza” con estrema efficacia, è anche l’acronimo di Yet Another Graph Interface, che in italiano suona più o meno come “L’ennesima interfaccia grafica”. Come se non ce ne fossero già abbastanza…

Facilità di fruizione

I concetti chiave sono immediatezza e semplicità. Una user e una password si sostituiscono alla scoglio di prima e al setup tecnico con la guida dettagliata.
I più grandi propositi del nuovo sistema sono fondamentalmente due:

  1. Rendere la visione a distanza alla portata di tutti, anche di chi non mastica assolutamente niente di informatica;
  2. Rendere la condivisione con il proprio diabetologo facile e istantanea

La spedizione sulla nuvola di Yagi

ll modello (lo stack progettuale, per i più nerd) consiste principalmente in:

  1. Un gruppo di applicazioni in grado di leggere le glicemie del sensore per scriverle sul cloud;
  2. La nuvola Yagi, che ospita tutti i dati del paziente;
  3. Un gruppo di applicazioni in grado di visualizzare le glicemie, prelevate di volta in volta dalla nuvola.

Ad oggi ognuno dei tre punti è stato sviluppato con un attuatore ed è funzionate in fase di test: xDrip+ legge il sensore glicemico e un portale web visualizza le glicemie in remoto.

xDrip+

Per la spedizione sulla nuova, abbiamo aggiunto la gestione di Yagi alla famosissima app open source xDrip+, nella quale è sufficiente inserire le proprie credenziali Dropbox al fine di inviare le glicemie sulla nuvola Yagi e le statistiche al proprio diabetologo.

Il portale web

Nel momento in cui vi scriviamo, alcune funzioni sono in sviluppo (come la visione dall’orologio), altre ancora sono già in fase di test avanzato (come il portale web).

Per accedere al portale web è necessario inserire la user e la password della propria utenza Dropbox (la stessa già utilizzata con l’app xDrip+, per intenderci).

Statistiche al diabetologo

Il diabetologo, senza necessità di installare software, con Yagi è in grado di monitorare al volo la buona gestione o meno del diabete e di intervenire. A tal fine, il paziente ha a disposizione un bottone “Clicca e condividi” che permette di spedire al proprio medico un link segreto (via Whatsapp, oppure e-mail, QR-Code, o altro) che ospita tutte le statistiche (media, mediana, glicata stimata, Time In Range, periodi temporali relativi all’ultima settimana, mese e trimestre, percentili ecc.).


A queste statistiche, nel tempo se ne aggiungeranno altre: stiamo infatti intervistando i medici diabetologi per capire insieme a loro quali sono le statistiche che utilizzano con più frequenza per rimodulare la terapia.

Domande e risposte

Come posso provare Yagi?

Yagi è in alpha-test ed è fornito ad un numero limitato di utenti. Se sei interessato a testarlo e se utilizzi Android con Dexcom G5, G6 o FreeStyle Libre in CGM, scrivici a info@deebee.it oppure nel post presente nella nostra pagina Facebook o nel nostro gruppo ufficiale.

Con quali sensori funziona Yagi?

Attualmente con i sensori supportati da xDrip+, e perciò Dexcom G5, Dexcom G6, Libre, Dexcom G4 Share…
Gli sviluppi futuri prevedono l’integrazione di Yagi anche per Dexcom G4 (con innesto nell’uploader “storico” di Nightscout di Jason Calabrese) Medtronic 630G, 640G e 670G (mediante l’innesto della funzionalità nel 600-series Android Uploader di Lennart Goedhart), ed Eversense.

Con quali sistemi operativi funziona Yagi?

Attualmente con Android. Ma è in programma l’estensione del sistema ad Apple.

Come faccio a vedere la glicemia in remoto?

Attualmente con il portale Yagi (in fase di test, previa e-mail) e con gli orologi Android Wear (in fase di pre-test, ancora privato). In futuro anche con altre modalità, ancora da stabilire.

Quanto costa Yagi?

Zero! Yagi è un sistema open source completamente gratuito, in pieno spirito DeeBee.

Yagi funziona anche con l’orologio?
  • Ricezione delle glicemie. In questo momento la visione della glicemia in lontananza può essere fatta solo dal portale web. E’ già in pre-test la visione dall’orologio, ma non è stata ancora rilasciata pubblicamente;
  • Trasmissione delle glicemie. Invece, ci sono già bambini con l’orologio al polso su cui è attivo Yagi: in questo caso, l’orologio trasmette direttamente al portale Yagi le glicemie in lontananza, senza la necessità di utilizzare uno smartphone.
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Dexcom G6 vs Eversense XL vs Dexcom G5. Prima parte.

Abbiamo messo alla prova i due sensori di punta di casa Dexcom e il sensore impiantabile Eversense. Ecco cosa è successo.

Di Mario Migliarese

Sabato è stato sempre il mio giorno preferito, settimana lavorativa conclusa, la prospettiva della domenica in famiglia. Giorno perfetto per iniziare il test. Sarà sicuramente impegnativo, ci vorrà grande attenzione e spirito di osservazione, ma sono sicuro che ne varrà la pena. Porterò contemporaneamente Eversense XL, il mio ormai fedele di glicemie da più di un anno, Dexcom G5 e l’ultimo arrivato in casa Dexcom, il tanto atteso G6. Ho avuto un piccolo intoppo iniziale con le applicazioni perché sto facendo girare tutto sullo stesso cellulare.

Eccoli qui, tutti insieme dopo un viaggio rocambolesco, in Italia e non solo. Eversense, già impiantato il 24 luglio, resta ovviamente al braccio, gli altri due “ospiti” li metto sull’addome. Uno per lato, in modo da avere un sito identico per tutti e due.

L’inserzione del G6 è clamorosamente più facile. Un click ed è fatta. Peccato che resta una quantità impressionante di plastica da smaltire, nulla a che vedere con gli altri sensori. Non è da sottovalutare, perché preservare l’ambiente secondo me è importantissimo.

Per evitare distacchi precoci, visto il mio stile di vita molto movimentato e il Dexcom G5 abbastanza datato, ho preferito usare un velo di Mastisol per aumentare l’aderenza.

A prima vista il G6 resisterà più a lungo. Per com’è stato progettato, molto aderente al cerotto e non basculante come il suoi fratelli nati prima, difficilmente si potrà impigliare ai vestiti. Sarò forse abituato ormai ad Eversense, che una volta tolto il trasmettitore è come se non ci fosse, ma devo fare molto attenzione ai due Dexcom per non portarli via asciugandomi dopo una doccia o durante una partita.

Sono sbalordito dall’iniziale allineamento dei tre sensori, non ci posso credere ai pochissimi punti di differenza tra le diverse tecnologie. Sembrerò esagerato, ma è davvero emozionante:

Eversense: 127
Dexcom G5: 121
Dexcom G6:116

La danza dei valori glicemici inizia a cambiare ritmo quando (di proposito) mangio un dolcetto a metà mattinata. E questa schermata la dice tutta.

Eversense: avviso predittivo di iperglicemie
Dexcom G5: freccia obliqua in rialzo
Dexcom G6: freccia stabile

Eversense è da subito reattivo nel percepire le risalite e le discese, lo segue a ruota il G5 e più lentamente il G6. Ma stiamo parlando di qualche minuto, non di più. E non so se questo possa dipendere anche dai siti in cui ho inserito i due Dexcom.

Ma anche tra i due sensori della casa Dexcom noto differenze: il G5 tende ad essere più “pronto” alla risalita, mentre nelle discese succede l’opposto. Il nuovo arrivato è più pronto.

Ho notato che i due Dexcom tengono l’asticella un po’ più alta rispetto a Eversense, i valori distano di pochi punti, ma in rialzo.

Glucometro: 110
Eversense: 106 (scostamento dalla capillare: -3,5 %)
Dexcom G5: 120 (scostamento dalla capillare: +9,0 %)
Dexcom G6: 134 (scostamento dalla capillare: +21,8 %)

Indubbiamente, le osservazioni più succose sono quelle relative a glicemie fuori range. E’ interessante vedere cosa succede durante le ipoglicemie. Quindi, ho appositamente fatto un bolo leggermente abbondante (voi non fatelo!). Ecco il risultato:

Eversense: 66
Dexcom G5: 72
Dexcom G6: 66

Nota bene: ho calibrato solo Eversense e il Dexcom G5: vedere questa precisione è davvero sorprendente!

E se in giornata le glicemie sono state accettabili, la sera del sabato, complice una cena tra amici, un’iperglicemia prolungata ha messo a dura prova tutto il sistema. Vi lascio immaginare una notte “canterina” tra allarmi dei Dexcom e vibrazioni di Eversense. Per preservare il mio sistema nervoso, abbiamo deciso di togliere gli allarmi ai due gemelli diversi e farli seguire a distanza da qualcun altro del team. Mal comune mezzo gaudio? Era così il detto?

Ma di questo dolce concerto notturno vi parlerò nel prossimo articolo…

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Prima assoluta in Italia: DeeBee.it sta testando per voi il Dexcom G6

Ben approdati nel primo dei tanti articoli che parleranno di Dexcom G6. Abbiamo in programma test comparativi con i più disparati sensori, con il Pancreas Artificiale e molto altro!

In tanti usano l’espressione “il postino suona sempre due volte”, ma direi che oggi il titolo del famoso libro e film io l’avrei trasformato in “Il corriere basta che suoni una sola volta“. A condizione che mi consegni un pacco come questo!

Lo aspettavamo trepidanti ed è arrivato alla vigilia di Ferragosto. Non poteva non partecipare alla tradizionale grigliata, ospite silenzioso di una giornata di festa, la sua prima giornata di lavoro a tempo pieno in suolo italiano.

Non avrei mai immaginato di emozionarmi nell’avere tra le mani quello che io considero il vero erede del Dexcom G4, il sensore che tutti aspettano da tanto, che può diventare più preciso del G5, o davvero senza la necessità di misurazioni capillari (come nessun altro sensore al mondo prima di lui). Per come la vedo io è una pietra miliare della storia del diabete: un vero mini glucometro che si attacca al braccio, indipendente e preciso. Completo, finito. Il Re indiscusso dei Sensori.

Dexcom G6, il Re dei Sensori ;)Primo unboxing italiano!

Pubblicato da DeeBee Italia – Associazione di Volontariato su Martedì 14 agosto 2018

È ora. Al posto del vecchio set di inserimento, chiamato affettuosamente “il siringone“, ora c’è un applicatore che con un click fa tutto. Molto più facile e indolore.

Mani tremanti come fosse un primo appuntamento, in effetti è una sorta di primo appuntamento con quello che forse accompagnerà i nostri giorni e le notti nella danza delle glicemie.

Ecco l'innesto del primo sensore Dexcom G6 in Italia. Con tanta, tanta emozione! A breve, tante notizie e prove su DeeBee.it

Pubblicato da DeeBee Italia – Associazione di Volontariato su Venerdì 17 agosto 2018

Portabilità

Vedere vicini Dexcom G4 e Dexcom G6 aiuta a capire già a occhio nudo il salto di qualità fatto nella portabilità dei sensori. Se il G4 è attaccato nella tipica posizione da “tappo della birra” (per non parlare del G5, che è persino più grosso del G4!), il Dexcom G6 è completamente aderente e “a filo” del sito di inserzione: questa posizione molto “stealth” gli conferisce un profilo meno ingombrante, più naturale.

I progettisti hanno davvero curato ogni dettaglio, compresa la finitura che, a differenza dei predecessori, non è più liscia ma a grana fine. Ciò conferisce al trasmettitore un “feel” molto gradevole al tocco.

Ora mi resta in mano l’ingombrante applicatore, che devo ancora capire come smaltire.

App non ufficiale e app ufficiale

Il mio animo un po’ nerd mi ha spinto a iniziare la prova da subito con una delle app non ufficiali. Ho scaricato l’ultima versione di xDrip+ su uno smartwatch Finowatch Q1 PRO con Android 6.0, usato precedentemente per altri test su FreeStyle Libre in CGM. Ho inserito i codici di trasmettitore/sensore e poi atteso 2 ore. Niente altro. E, come per magia, è apparsa la glicemia. Senza calibrazioni, senza fare null’altro!

I giorni successivi, complici alcune interruzioni nella comunicazione tra orologio e G6 (ancora da indagare) ho deciso di usare l’app ufficiale, facile da impostare e gestire. La precisione mi mette quasi timore; continuo a non calibrare.

Il comando della calibrazione opzionale, necessaria quando i valori  si discostano troppo dal sensore, non a caso è poco visibile nell’app: nascosta all’interno del menu impostazioni e non direttamente accessibile dalla schermata principale. Fatta proprio per non abusarne.

Come i suoi predecessori, anche il G6 è sensibile alle compressioni. Ne ha sofferto già la prima notte e a breve forse è il caso di provare a usare un’apposita protezione.

Riconosco di essere preso da una sorta di entusiasmo da questo primo test del Dexcom G6 che sarà viaggiatore: non rimarrà molto qui con me. Passerà nei prossimi mesi di mano in mano, contestualmente all’esaurirsi del sensore. Per cui le prove di varia natura saranno multiple, su diabetici di età diversa ed eseguiti da teste con visioni diverse. E se uno dei tester – ma non ditegli quello che sto per scrivere! – fosse raffreddato mentre lo usa, sarebbe veramente la prova del nove: il G6 consente letture glicemiche senza interferire con il paracetamolo e altre sostanze.

Continuate a seguirci su DeeBee.it, ma anche nel nostro gruppo Facebook privato, nella nostra pagina Facebook pubblica, su Twitter e tramite la nostra newsletter. Perché dopo questo articolo introduttivo e conoscitivo, ne pubblicheremo altri estremamente interessanti, con test comparativi sul campo e tanto altro…

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Glicemia al polso con Fitbit. Ecco la guida pratica

Fi Fiiii, Fitbit! Con il fischio d’inizio mi è stato annunciato l’arrivo in casa DeeBee del top di gamma della Fitbit, lo Ionic, nome altisonante e dalle premesse interessanti, specialmente dopo la promessa (ancora non mantenuta) di lettura diretta del trasmettitore Dexcom G5. Così, dopo le prime prove non ufficiali svolte da DeeBee presso la sede, mi sono offerto di effettuare alcuni test approfonditi per capire se potesse presentare qualche vantaggio in più rispetto ad altri prodotti consolidati. Così “Fi Fiii”, un bel giorno, arriva con il corriere mandato da DeeBee e, preso dall’entusiasmo di un giovane ragazzino attempato, ho provato subito a stabilirci un contatto e ho cominciato a testare le watch face disponibili, compatibili con Nightscout. Ne ho trovate quattro: se le prime due mi hanno lasciato perplesso per una carenza lampante dal punto di vista grafico, le altre due, molto belle esteticamente e molto funzionali, hanno invece catturato la mia attenzione. Parliamo di GlanceFlashCGM .

Se è vero che l’installazione del software Fitbit, l’abbinamento tra orologio e telefono e l’installazione delle watch face richiedono pochissimo tempo, lo stesso non si può dire per la configurazione delle stesse: difatti, l’azione diventa un po’ più complessa a causa delle stringhe da compilare per l’indicazione corretta dell’endpoint.

Ma facciamo un passetto indietro. Cos’è l’endpoint? L’endpoint è un indirizzo, un link, e rappresenta la fonte da cui l’orologio “pesca” i valori glicemici da visualizzare sul quadrante. Se non viene impostato, la watch face non funzionerà!

Provate quindi le watch face, e ritenendole entrambe valide, la scelta cadrà su quella che visivamente sarà più di vostro gradimento.

La watch face FlashCGM è più colorata e “giocattolosa”, mentre la Glance è più elegante e seriosa.

Le due watch face

Ma passiamo alle cose serie. I successivi passaggi configurano il Fitbit per l’utilizzo con iPhone, ma verosimilmente la procedura è la stessa anche per dispositivi Android. Dopo aver scaricato dallo store l’applicazione Fitbit, si procede con creare un account Fitbit. Una volta registrato l’account, il programma Fitbit permette di accoppiare lo smartwatch Ionic (nel mio caso, ma vale anche per il Fitbit Versa, altro orologio della casa californiana) e contestualmente viene controllata la disponibilità di aggiornamenti; in caso positivo, lo smartwatch viene aggiornato all’ultima release software. Terminati questi passi obbligati, si entra nel vivo, andando quindi a scegliere la watch face da installare.

Installazione watch face

Innanzitutto, occorre scegliere quale dei due quadranti installare. Per farlo, cerchiamo il nome della watch face desiderata.

(clicca le immagini per ingrandire)

Watch Face Glance

Nel caso in cui la vostra scelta sia ricaduta su Glance, per impostarla seguite questi passi:

Endpoint

Una volta completata l’installazione, il passaggio più importante sarà l’impostazione dell’endpoint (croce e delizia…).
Per la Glance dovremo configurare l’Api endpoint, che varierà al variare del sistema di origine da cui provengono i dati. Ossia, a seconda che voi utilizziate Azure, Heroku, xDrip+ oppure Spike, dovrete impostare parametri differenti.

Ecco quale stringa impostare, sulla base del sistema da voi utilizzato.

Nightscout con Azure
https://nomesito.azurewebsites
.net/api/v1/entries/sgv.json

 

Nightscout con Heroku
https://nomesito.herokuapp
.com/api/v1/entries/sgv.json

 

xDrip+
http://127.0.0.1:17580/sgv.json

 

Spike
http://127.0.0.1:1979/sgv.json

Watch Face FlashCGM

Nel caso in cui la vostra scelta sia ricaduta su FlashCGM, per impostarla seguite questi passi:

Endpoint

Per in quadrante FlashCGM, dovremo configurare sia “Settings API URL” che il “Data API URL”, che varieranno al variare del sistema di origine da cui provengono i dati. Ossia, a seconda che voi utilizziate Azure, Heroku, xDrip+ oppure Spike, dovrete impostare parametri differenti.

Ecco quali stringhe impostare, sulla base del sistema da voi utilizzato.

API URL Nightscout con Azure
Settings
https://nomesito.azurewebsites
.net/api/v1/status.json
Data
https://nomesito.azurewebsites
.net/api/v1/entries/sgv.json?count=24

 

API URL Nightscout con Heroku
Settings
https://nomesito.herokuapp
.com/api/v1/status.json
Data
https://nomesito.herokuapp
.com/api/v1/entries/sgv.json?count=24

 

API URL xDrip+
Settings
Lasciare vuoto
Data Lasciare vuoto

 

API URL Spike
Settings
http://127.0.0.1:1979/api/v1/status.json
Data
http://127.0.0.1:1979/api/v1/sgv.json?count=24

xDrip+

Qualora voleste utilizzare il Fitbit in abbinamento con xDrip+ (Android), dovrete abilitare sul telefono la voce “xDrip Web Service”, accessibile mediante il menù “Inter-app Settings”.

Spike

Qualora voleste utilizzare il Fitbit in abbinamento con Spike (Apple), dovrete abilitare sul telefono funzione “Internal HTTP Server”, accessibile mediante il menù “Integration”. 

Considerazioni finali

Pro: Smartwatch dal design ricercato, costruito con materiali pregiati, molto indicato per gli sportivi, vista l’ottima integrazione della piattaforma Fitbit, con rilevatore di frequenza cardiaca in continuo e dalla buona autonomia (3-4 giorni).

Contro: Prezzo di mercato mediamente superiore rispetto alla concorrenza, mancanza di applicazioni degne di nota, mancato supporto, ad oggi, della connessione diretta con il Dexcom G5.

In sintesi: Il Fitbit Ionic resta uno smartwatch da prendere in considerazione solo se si è particolarmente sportivi, mentre resta una valida alternativa l’ultimo arrivato della casa, il Fitbit Versa, che oltre a strizzare l’occhio al vecchio Pebble Time di cui ricalca l’estetica, cerca di essere sbarazzino, potendo contare su un nutrito set di cinturini colorati ed alla moda, pur rimanendo in un target di prezzo più accessibile.

Leo Minno

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Omnipod e Dexcom G6: intervista al nuovo distributore esclusivo per l’Italia

È recente il cambio di guardia nella distribuzione in Italia di Omnipod, il microinfusore senza catetere, unico per ora nel suo genere. Abbiamo intervistato Cristiano Ferrari, presidente di Theras Group, l’azienda di Salsomaggiore Terme che tra poco porterà nella penisola anche l’ultimo uscito di casa Dexcom: il G6, il sensore che non necessita di calibrazioni.

Grazie per l’intervista che sicuramente sarà d’aiuto ai nostri lettori. Ci racconta qualcosa della Theras, della sua storia e dei campi di cui si occupa oltre al diabete

Theras è una azienda italiana nata nel 2011, fin da subito abbiamo avuto come punto centrale delle nostre attività il paziente, infatti, abbiamo cercato di fornire soluzioni che portassero un reale miglioramento nella qualità della vita e nello stato di salute dei pazienti. Allo stesso tempo abbiamo cercato di portare ai professionisti della salute soluzioni terapeutiche all’avanguardia.
Anche il nome della compagnia racchiude molto bene il significato del nostro impegno, ossia Terapia ed Assistenza, poiché riteniamo che nell’attuale panorama sanitario italiano una azienda debba fornire ai professionisti della salute e di conseguenza ai pazienti assieme a terapie innovative, anche un elevato livello di assistenza e supporto successivo alla vendita.
Per spiegare meglio, la nostra volontà è da sempre stata quella di mettere a disposizione il nostro know-how sui prodotti alla classe medica per elevare lo standard terapeutico offerto ai pazienti.
Oltre al diabete il nostro focus è il dolore cronico anche in questo ambito come nel diabete abbiamo cercato di avere soluzioni terapeutiche non farmacologiche che offrissero al medico una ampia gamma di possibilità.

Dal primo luglio voi distribuite Omnipod, il microinfusore senza fili, unico di questo genere per il momento. Mi sa dire quanti sono in Italia i portatori di questo tipo di dispositivo?

Anche la nostra partnership con Insulet per la distribuzione esclusiva di Omnipod in Italia rientra nella visione aziendale di mettere a disposizione della classe medica e quindi dei pazienti un prodotto assolutamente innovativo e che al momento non ha eguali sul mercato italiano. Non abbiamo dati precisi relativi ai pazienti in trattamento possiamo solo stimare che siano attorno a qualche migliaio.

Spesso leggiamo di diabetologi, principalmente pediatrici, che stentano a prescrivere Omnipod. Secondo lei perché?

La decisione della terapia per ogni paziente è una decisione puramente medica che tiene conto di molti fattori, per cui non possiamo entrare nel merito delle scelte dei clinici. Il nostro impegno è però quello di fornire loro tutte le informazioni possibili per permettere loro la possibilità di prendere quanto più possibili decisioni consapevoli.

Come state gestendo il passaggio degli utenti da Ypsomed?

Abbiamo una rete di professionisti su tutto il territorio nazionale, all’incirca una persona per ogni regione, che lavora fianco a fianco dei medici ed è disponibile a fornire tutto il supporto necessario direttamente nei centri diabete, ma abbiamo anche un numero verde per fornire il più ampio supporto possibile ai pazienti che utilizzano le nostre tecnologie.  Al numero verde 800587270 siamo pronti a fornire assistenza tecnica sull’utilizzo di Omnipod 24 su 24 sette giorni su sette. 

Siete raggiungibili anche dall’estero?

Si

Ci sono state grosse emergenze in questo primissimo periodo?

No, non abbiamo avuto delle vere e proprie emergenze specifiche, sicuramente la transizione da Ypsomed a Theras ha comportato un aumento del volume delle attività del nostro personale sia alla assistenza tecnica che del personale di campo.
Abbiamo concordato con il nostro partner Insulet una serie di procedure per gestire al meglio ogni problema tecnico del sistema Omnipod e come potete immaginare abbiamo cercato di arrivare preparati al meglio per gestire questa fase, ma ovviamente possiamo
migliorare e ci scusiamo con i pazienti che dovessero aver lamentato qualche disservizio.

Il Tandem, micro di prossimo arrivo in Italia, ha la possibilità di aggiornare il proprio sistema operativo e grazie a ciò, implementa nuove funzioni con il passare del tempo, come stop della basale in previsione di ipo, interfacciamento con il Dexcom G6 e in futuro prossimo probabilmente Pancreas Artificiale. Il nuovo Omnipod potrà vantare le stesse caratteristiche ed essere in più senza filo?Che lei sappia ci sono in arrivo altri microinfusori patch?

Questa che mi fa è una serie di domande molto interessanti. Vorrei darle una risposta univoca. Il mondo del diabete è un mondo in  continua evoluzione e le differenti aziende stanno proponendo nuove soluzioni e questo non può essere che un bene per i pazienti che potranno beneficiare di nuove tecnologie che li aiuteranno a gestire meglio la loro patologia.
Posso dirvi che Dexcom e Insulet sono aziende all’avanguardia tanto è che la rivista Forbes le ha classificate rispettivamente 2° e 4° tra le compagnie più innovative del mondo, per cui i prodotti che verranno messi a disposizione della classe medica e dei pazienti porteranno un ulteriore vantaggio in termini di innovazione.

A breve arriverà in Italia il tanto atteso Dexcom G6. Che tempi si prevedono? Che prezzo avrà in rapporto al G5?

Come lei sa noi siamo i distributori di Dexcom per l’Italia e stiamo lavorando con l’azienda per portare quanto prima questa innovazione ai pazienti italiani, i tempi non sono ancora certi in quanto non dipendono solo dalla nostra volontà e da quella di Dexcom, ma sono vincolati anche alle tempistiche burocratiche e amministrative che occorre espletare per rendere disponibile un prodotto sul mercato italiano. Per quanto riguarda i prezzi al momento non sono stati definiti con precisione, ma sicuramente non si discosteranno dai prezzi del G5.

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Telefono incompatibile con il Dexcom? Ecco la soluzione (guida passo passo)

Riceviamo e pubblichiamo la guida di Marco Lusvarghi, che ci spiega come collegare uno smartphone – dichiarato “non compatibile” dalla casa madre – al Dexcom G5 per poter visualizzare il grafico al polso, su uno smartwatch.

Dispositivi utilizzati

Al momento sono in possesso di:

PREMESSA IMPORTANTE: Ci tengo a precisare subito che questa guida permette di visualizzare il grafico delle glicemie su smartwatch solo se si ha con se il proprio smartphone; infatti, il collegamento bluetooth avviene prima tra sensore e smartphone, e poi successivamente tra smartphone e orologio. Ne segue che l’orologio non può ricevere direttamente le glicemie (per ora), per cui bisogna sempre avere il telefono con se.

Per me è stato molto utile in quanto, essendo studente universitario, durante gli esami non posso tenere lo smartphone con me (che viene posato sulla cattedra a pochi metri, quindi in grado di ricevere glicemie dal sensore) ma mi permette di tenere sotto controllo in modo comodo glicemie e orario costantemente.

I passi da seguire

Andate nelle impostazioni del vostro smartphone e autorizzate l’installazione di applicazioni da fonti sconosciute.

Per farlo, sbloccate il sistema di sicurezza Android seguendo questi semplici passaggi:

  1. Aprite le Impostazioni.
  2. Andate nella sezione Sicurezza.
  3. Attivate le Sorgenti/Origini sconosciute.

Ciò fatto, ho scaricato l’app modificata, da qui.

Tramite il link sopra riportato, sarete in grado di creare la vostra personalissima app compatibile con Dexcom G5/G6 e per ogni smartphone.

L’utente di Reddit che ha condiviso questa cosa ha inoltre aggiunto le opzioni per ridurre il tempo di warmup del sensore a 10 minuti, ridurre vibrazioni e altre cose utili.

Il questionario per scaricare l’app personalizzata è in inglese, ma di facile comprensione.

COSA ASSOLUTAMENTE IMPORTANTE: se avete il G5, scaricate la versione americana, ovvero G5 US v1.7.6.1 (Android 6.0+) BETA.

Questo risulta fondamentale poichè l’app presenta funzioni in più e permette la compatibilità con Clarity per fare i vari report. Al momento infatti non sembrano essere disponibili per chi utilizza app europea che è ancora alla versione 1.2.

Una volta installata l’app, vi verrà chiesto di iscrivervi al sito Dexcom americano che risulta essere diverso dal sito europeo. Fatelo, poi effettuate l’accesso con i dati con cui vi siete appena iscritte e configurate l’app seguendo le istruzioni.

Essendo l’app americana, le scritte saranno tutte in inglese, per cui dovrete familiarizzare un attimo con qualche parola (nulla di difficile in ogni caso)

Suggerisco di scaricare subito da indirizzo anche l’app Clarity americana (che risulta più aggiornata) e fare subito login con dati di accesso americani, per avere dalle prime rilevazioni le glicemie e fare così i primi report.

Lo smartwatch

Una volta arrivati a questo punto, presumendo che lo smartwatch sia già abbinato al vostro smartphone (se non lo è seguite la procedura guidata dallo stesso) scaricate l’app WearOS sul vostro telefono e sincronizzate lo smartwatch.

Assicuratevi che:

  • Lo smartphone sia connesso al wifi
  • Lo smartwatch sia connesso via bluetooth al telefono

in quanto ora andremo a installare il quadrante di Dexcom sull’orologio!

Prendete l’orologio e spostatevi nel Playstore dello smartwatch. Scorrete giù la schermata che vi si presenta, finché non vedete l’app di Dexcom. Entrate e toccate “Installa”.

Nota geek: l’app Dexcom che installate sullo smartwatch è quella ufficiale a tutti gli effetti. L’orologio, vedendo l’app sul telefono, scaricherà dai server di Google l’app originale e la sincronizzerà con quella “modificata” del vostro telefono.

Una volta scaricata l’app sullo smartwatch, vi comparirà la scritta “imposta quadrante”; toccatelo e automaticamente avrete le glicemie visualizzate sull’orologio.

Per concludere, consiglio questo metodo a tutti coloro che spesso sono in giro e sono scomodi nel tirare fuori spesso il telefono dalla tasca. Infatti l’orologio Ticwatch E ha il grande vantaggio di durare anche due giorni utilizzandolo soltanto come ricevitore di glicemie.

Glicemia sempre visibile sull’orololgio

Lo smartwatch Ticwatch E presenta anche la modalità Ambient, ovvero la capacità di lasciare lo schermo dell’orologio sempre attivo in bianco e nero in modo da farvi vedere costantemente le glicemie girando semplicemente il polso.

Nota: l’app permette condivisione con piattaforma Dexcom ma non con Diasend, in quanto Diasend non è compatibile con app americana.

In conclusione, riportiamo un suggerimento che potrebbe risolvere alcuni eventuali malfunzionamenti: sul telefono non deve essere installato nulla di ufficiale; inoltre è buona norma disinstallare altre app non ufficiali, programmi alternativi e/o precedenti.

*Il procedimento è da considerarsi sperimentale e non dev’essere utilizzato per prendere decisioni terapeutiche. Prima di ogni trattamento medico, chiedere consiglio al proprio diabetologo di fiducia.

©Riproduzione riservata
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La nuova frontiera. Glicemie al polso (anche da lontano), ma senza smartphone. Ecco come si fa.

Un orologio economico e un'app gratuita sono la chiave che dà accesso a un nuovo inedito panorama, alla portata di tutti.

Ci racconta come si fa Sérgio Silva, diabetico e amante di parapendio.

«Quando ho pensato di convertire FreeStyle Libre in CGM, l’ho fatto per evitare gravi ipoglicemie notturne, un grosso rischio per chi è affetto da diabete e vive da solo. Ma nello stesso tempo ho pensato anche all’attività che pratico, il parapendio, un sport in cui dipendiamo da noi stessi. E quindi ero alla ricerca di una soluzione. Potevo optare per un telefono o per un orologio. Alla fine ho scelto l’orologio per ricevere i dati dai dispositivi (MiaoMiao, BluCon, Sony Smartwatch 3…), con un grande vantaggio per me che volo: essendo tutto al mio polso, non ho paura che mi cada giù!

Ecco una foto che ho scattato:

Hai mai pensato di voler seguire l’andamento glicemico di tuo figlio quando è a scuola, ma non gli è permesso usare lo smartphone oppure di poter vedere la sua glicemia in modo discreto con un’occhiata all’orologio mentre sei a lavoro? Un orologio con connessione 4G e con installata l’app gratuita XDrip+ può aiutarti in questo caso, dal momento che nessuno può impedirti di “vedere” … l’ora :)

L’orologio

In passato, avevo letto di alcuni orologi raccomandati, in cui BluCon funzionava, come per esempio il Microwear H5 ma, analizzando in particolar modo l’autonomia di utilizzo, il migliore che  ho trovato è lo smartwatch Finowatch Q1 PRO con Android 6.0, la cui batteria ha una capienza di ben 720mAh, è anche impermeabile IP67 (contro la 600mAh Microwear H5 e non impermeabile) e permette di inserire al suo interno una microSIM, che gli permette di lavorare e di connettersi ad internet senza telefono!

Sconsigliamo le versioni di Android 5.x poiché presentano alcuni bug nella gestione del Bluetooth e, dunque, occorre una procedura di media difficoltà per renderli utilizzabili.

Ordinato dallo store ufficiale, mi è arrivato in tempi molto ragionevoli, nonostante alcuni giorni di giacenza in dogana. Ho pagato in tutto circa 80 €, tasse doganali incluse.

Gli aggiornamenti dell’orologio

Appena ricevuto, mi sono chiesto se esistessero aggiornamenti del sistema operativo Android con una versione più recente. Nella voce “Informazioni su Smartwatch” ho trovato l’opzione per l’aggiornamento del sistema e ho effettuato un controllo. In effetti, c’era un aggiornamento disponibile (il che è positivo, perchè indica un prodotto ancora seguito dal produttore. Prima di procedere, mi sono connesso a una rete wifi: gli aggiornamenti sono sempre corposi!

Nota tecnica (opzionale) per i più nerd. Ho controllato la data del “security patch”, “baseband version” e “kernel version”.
Cos’è il Kernel? È ciò che colma il divario tra software e hardware. Senza questo, ad esempio, la fotocamera dello smartphone o dello smartwacth non potrebbe funzionare quando si apre il programma della fotocamera.
Cos’è il Baseband? Detta in parole semplici è ciò che controlla le antenne del dispositivo, consentendo di utilizzare bluetooth o wifi. In caso di guasti Bluetooth o di disconnessioni è la baseband che deve essere aggiornata.

Attenzione! Una volta terminato il download, l’orologio si riavvia ma… lo schermo diventa nero! Non è un problema: rimani in attesa perché l’orologio sta installando il nuovo sistema operativo, ottimizzando le applicazioni installate. Potrebbe rimanere così, con lo schermo nero, anche più di mezz’ora. Lascialo lavorare, non disperare! Ad un certo punto, lo schermo si accenderà da solo, segnalando che si stanno aggiornando le applicazioni, e voilà! Aggiornamento riuscito.

Ho rieffettuato il processo altre volte, ciclicamente, continuando ad aggiornare il sistema. Cioè, Sono andato di nuovo nel menù per controllare se c’erano altri aggiornamenti e… ce n’erano altri! Ho ripetuto il processo altre due volte. Alla fine di tutti gli aggiornamenti, le date riportate erano le seguenti:

  • Baseband: 2018/01/18
  • Kernel: 2018/04/27

Installazione dell’app gratuita xDrip+

Dopo aver installato gli aggiornamenti di sistema, ho configurato il mio account Google e aggiornato le app tramite Play Store disponibile su smartwatch. Ho quindi scaricato l’ultima versione di XDrip+ – sul mio PC, per semplicità – e l’ho poi copiata sul mio orologio (ho utilizzando un cavo USB per collegare l’orologio al PC).

Come ottenere il massimo dall’orologio Finowatch Q1 PRO

Posizione

Durante l’utilizzo di xDrip, per connettere i dispositivi esterni (come MiaoMiao o Dexcom G5) ti verrà chiesto di concedere i permessi per rilevare la posizione dell’orologio: imposta il valore “Alta precisione” e, dopo aver effettuato la connessione, reimpostala a “OFF”: ciò consentirà di risparmiare risorse dell’orologio e di avere una maggiore autonomia della batteria.

Display e Batteria

Sempre nelle opzioni dell’orologio, raggiungibili dal menù “Impostazioni”, seleziona:

DISPLAY
1. Luminosità adattiva: ON
2. Sleep: dopo 5 secondi
3. Dimensione carattere: Piccola

BATTERIA
1. Stand by intelligente: ON

Alcune impostazioni utili per ottenere più autonomia e un migliore utilizzo di .

Altre impostazioni per geek

I più intraprendenti, potranno attivare il menù sviluppatore, che dà accesso a tantissime altre funzioni dell’orologio (modificale soltanto se sai cosa state facendo).

INFORMAZIONI SU OROLOGIO:
Tocca ripetutamente (8 volte o più) su “Numero BUILD” fino a quando comparirà la scritta: “Sei uno sviluppatore”.
Ora, torna nel menù impostazioni e tocca “Opzioni sviluppatore”.
Dal menù Developers imposta:
1. Window Animation Scale, Transition animation e Animator Scale: Animation Off
2. Accessibilità: High contrast text ON

Autonomia e Bluetooth

Ho scelto questo orologio per la capacità della batteria ma, dalla mia esperienza, posso dirti che con il Bluetooth sempre attivo, difficilmente arrivo alle 14 ore di autonomia (contro le 24 ore dichiarate). Ho preso l’abitudine di mettere in carica l’orologio quando torno a casa dal lavoro perché, tra tante prove ho anche scoperto una funzione non molto positiva: l’orologio perde la connessione Bluetooth quando la batteria è inferiore al 20%! Ho provato a disabilitare l’opzione “Standby Intelligente” all’interno del menu Batteria (Impostazioni Orologio) ma non ho risolto il problema. Per riavere il collegamento è necessario mettere in carica lo smartwatch e ripristinare la connessione con il dispositivo bluetooth soltanto quando il livello della batteria è superiore al 20%. Se non si riconnette, andare su “Impostazioni” dell’orologio: disattivate poi riattivate il bluetooth.
Porto l’orologio al polso mentre dormo e appena sveglio lo metto in carica per poter avere abbastanza batteria fino a quando torno a casa. Se non la carico al mattino, la batteria dura fino all’ora di pranzo.

Ecco cosa succede quando la batteria scende sotto il 20%:

Per quanto riguarda i costi relativi all’ulteriore scheda dati nanoSIM, ci sono operatori che forniscono una seconda carta con o senza costi aggiuntivi per condividere lo stesso traffico del telefono cellulare. Se necessario, verifica con il tuo operatore.

Se qualche lettore ha risolto il problema della disabilitazione del Bluetooth quando la batteria scende sotto il 20%, ci scriva a info@deebee.it, in modo tale da aggiornare l’articolo per tutti i nostri lettori.

Uno sguardo ravvicinato all’orologio Smartwatch Finowatch Q1 PRO

PRO

• Connessione 4G
• Android 6.0 (aggiornamenti disponibili)
• Ricevi i dati MiaoMiao, BluCon e Dexcom G5* senza bisogno di un telefono cellulare
• Alto volume e vibrazioni negli allarmi
• Google Play Store
• Prezzo economico
• Impermeabile: IP67
• Batteria capiente da 720mAh

* in attesa di ulteriori verifiche

CONTRO

• Perdita di connessione Bluetooth quando la batteria raggiunge il 20% (circa) di carica residua,
• Nessun menu di notifica. Questo rende difficile posticipare gli allarmi perché è necessario aprire XDrip+ e fare SNOOZE tramite il menù,
• Non è possibile “svegliare” l’orologio con due tocchi sullo schermo, è necessario premere il pulsante di accensione,
• Visibilità ridotta nei giorni di sole.

La mia esperienza con MiaoMiao

Sono stato fortunato perchè un conoscente mi ha mandato un messaggio via Facebook chiedendomi se fossi disposto a testare il suo MiaoMiao. Aveva il dubbio che ci fossero discrepanze nel valore capillare della glicemia, calibrando anche più volte al giorno. È con il MiaoMiao di Telmo Rubens che sto facendo questo test e lo ringrazio! Ero uno di quelli che si aspettavano che il T-Mini venisse rilasciato …

La mia prima opinione su MiaoMiao quando l’ho visto su Internet è stata: “sembra un apribottiglie”, ovviamente scherzando. Infatti, per la forma dà subito l’idea che un’altra parte del braccio sarà occupato da un oggetto plastica. E se prima abbiamo fatto di tutto per nascondere il Libre, evitando di essere al centro dell’attenzione, ora con MiaoMiao la missione diventa più difficile.

La prima impressione quando ho avuto tra le mani il MiaoMiao è stata la sorpresa per il  peso, così leggero! Ho cercato nella scatola un manuale di istruzioni e non l’ho trovato. Mi chiedevo come avrei fatto a connetterlo al telefono o all’orologio”! Dov’era il PIN? Mi stavo preoccupando, in effetti ma, appena ho acceso l’orologio per effettuare la connessione tramite XDrip+, ho capito che non serviva nessun PIN: il collegamento lo si effettua all’interno dell’app xDrip+! Sono riuscito ad ottenere il collegamento sul primo tentativo (con BluCon ci avevo impiegato circa tre ore cercando di collegarlo al Finowatch Q1 PRO e ci ero riuscito dopo aver provato mille combinazioni possibili nelle opzioni e tra le diverse versioni di XDrip+).

Oltre allo spazio che occupa nel braccio, uno dei dettagli che mi preoccupava, era l’uso dell’adesivo, per timore di allergie. Fortunatamente non ho avuto allergia alla colla, cosa capitata ad altre persone ed è un altro fattore da tenere in considerazione. Se non si vuole usare la colla, si può sperimentare il sostegno Kiwi Slim – Shell for MiaoMiao

Di solito metto il Libre nella zona interna del braccio per evitare di perderlo sbattendo in qualche spigolo e questo è un problema con il MiaoMiao. Quando sono disteso su un fianco, a volte questo impedisce la trasmissione delle glicemie all’orologio. Ho risolto attivando l’allarme in XDrip+ se non riceve letture per 10 minuti:

Menù Impostazioni
-> Allarmi e avvisi
-> Avviso di lettura mancante
-> Abilita avviso di lettura mancante ON
-> Avviso se nessun dato è stato ricevuto in 10 minuti.

Temo che sbattendo da qualche parte o anche facendo parapendio, possa perdermi il MiaoMiao come mi è già successo con Libre. Molto probabilmente mi dovrò comprare una fascia stampata in 3D per metterlo in sicurezza durante gli allenamenti. Ci sono alcuni modelli in vendita su Internet e costano dai 20 ai 30 €:

C’è anche un altro produttore nel settore chiamato “Freestylestickr” ma, nel tempo, abbiamo ricevuto varie email di utenti che si sono lamentati per la fragilità dei prodotti venduti.

Ricaricare MiaoMiao

Per quanto riguarda il MiaoMiao, l’ho caricato usando un caricabatterie 2.1A, comprato come alternativa per ricaricare il mio Samsung S8 +, e mi sembra l’opzione migliore.

Non c’è molto altro da dire su MiaoMiao! Ha funzionato a meraviglia! E dopo averlo fissato sul braccio, non ricordo nemmeno di avere qualcosa oltre il  Libre. È davvero leggero! Dal momento che non ho ricevuto il T-Mini e vista questa esperienza… MiaoMiao dovrebbe essere la mia scelta per convertire Libre in CGM.

Per quanto riguarda i valori discrepanti che Telmo temeva: con xDrip+  non ho notato molta differenza, a volte 15 mg/dL in più o in meno. Ho sempre cercato di calibrare quando la lettura di Libre è stata appena eseguita da MiaoMiao.

PRO

• Qualità e affidabilità
• Peso
• Facilità di connessione
• Ricaricabile
• Impermeabile
• Multilingua

CONTRO

• Prezzo (la versione cinese del mercato è metà del prezzo), e io avevo optato per T-Mini per il prezzo.
• Formato
• La colla può causare allergie (a meno di usare gusci di terze parti)
• Assenza di manuale
• xDrip+ è aggiornabile soltanto usando il PC

L’app gratuita xDrip+

Ho questa app sul mio Samsung S8+ per leggere il Libre di NFC. Il lettore ufficiale dà sempre un valore diverso dal capillare, mentre con XDrip+ i valori possono essere più vicini al capillare. Aiuta immensamente la possibilità di calibrare!

Riflettevo… non è necessario calibrare il Libre, perché Abbott non avrebbe dato l’opportunità di calibrare il lettore con la glicemia capillare, fino a quando non hanno finito per vendere strisce reattive e sensori Libre. E mi chiedo: quanti reclami sarebbero stati evitati a causa di valori diversi? La mia idea è: quando fai una misurazione capillare con il glucometro integrato nel lettore Libre, basta che il sistema controlli se c’è un sensore attivo e poi chiederti: “Vuoi calibrare il Libre?”, “Se sì, passa il lettore su Libre”. E così si farebbe un allineamento e potremmo essere più riposati. Dopotutto, non è così che funziona anche xDrip per la calibrazione? Capirai i farmacisti … #WeAreNotWaiting

Tornando a xDrip+ sull’orologio, i pulsanti e i menu sono piccoli; all’inizio sembra strano ma poi ci si adatta. Con MiaoMiao, di solito installo l’ultima versione di xDrip+ (a differenza di BluCon, per il quale alcune versioni vanno e altre no). Nei test che leggi in questo articolo ho usato la versione del 21 maggio 2018.

Innanzitutto devi assicurarti che Bluetooth sia attivo nelle “Impostazioni” dell’orologio, però attenzione: il pairing non è fatto in questo menu, tutto viene fatto e gestito all’interno di xDrip+. E, naturalmente, assicurati che MiaoMiao sia ben posizionato sopra il Libre e che la sua batteria sia carica.
All’apertura di xDrip+ per la prima volta, ti verrà chiesto quale tipo di dispositivo utilizzare. Scegli Libre, quindi l’opzione Bluetooth (Limitter…)
Ciò fatto, devi andare nelle Impostazioni xDrip+ e scegliere l’opzione “Scansione Bluetooth”. MiaoMiao apparirà nell’elenco (basta premere e la connessione verrà eseguita senza problemi). Il prossimo passo è attivare il nuovo sensore nelle “Impostazioni” (ricordati che viene usata questa opzione solo una volta, quando si inserisce il nuovo Libre, dopodichè appena appoggio il MiaoMiao sul Libre, le letture continuano indisturbate).
In caso di malfunzionamenti, vai su “Stato sistema” – “Pagina di stato classica”: Riavvia e, se ancora non risolvi, scollega e ricollega il Bluetooth nelle impostazioni dell’orologio.

Impostazioni xDrip + per NightScout

Scrivere sull’orologio, date le dimensioni ridotte, è complicato. Immagina ora cosa significa scrivere tutti i dettagli per caricare le glicemie sulla nuvola di Nightscout! E’ qualcosa che richiede decisamente tempo.
Ho impostato il mio telefono come xDrip Follower e ho attivato il backup dei dati, in modo tale che vengano caricati sulla mia Nuvola Nightscout, in modo da bypassare la (complicata!) configurazione sull’orologio. Ma questo è solo un’escamotage che rende la spedizione delle glicemie sulla vostra nuvola Nightscout dipendente da un cellulare. 

Impostare lo smartphone come follower dell’orologio

C’è però anche così un problemino: se il master è l’orologio, risulta difficile impostare il follower poiché il menu non appare correttamente sull’orologio! Io stesso ho segnalato il problema agli sviluppatori.
Ottenere l’opzione di condivisione sull’orologio è una questione di pazienza e fortuna: ho toccato lo schermo ripetutamente, fino a quando non è apparso il QR code.

Dopodiché, una volta fatta la scansione usando il telefono, non tutte le impostazioni venivano copiate sul telefono. Ma, tenta e ritenta, alla fine ce l’ho fatta! E sono riuscito a copiare tutte le impostazioni come follower.

Calibrazione di xDrip+

Tornando alla calibrazione… Oltre ad effettuarla quando la lettura è appena stata fatta da MiaoMiao, non dobbiamo dimenticare altri fattori importanti per una taratura efficace: la glicemia dev’essere stabile, non dobbiamo aver ingerito carboidrati e la IOB (l’insulina in circolo) dev’essere assente. Faccio una calibrazione al mattino presto, quando mi sveglio, e un’altra prima di cena.

VEDI ANCHE: La calibrazione di FreeStyle Libre con l’app Glimp Consigli per la calibrazione del Dexcom

Aggiornamento di xDrip+

xDrip+ è un’app in continua evoluzione e, magari, in futuro vorrai installare una versione più recente. Purtroppo, non sono riuscito ad aggiornare xDrip direttamente suo mio orologio. Durante l’esecuzione dell’installazione del file apk,  infatti,  premendo il pulsante “NEXT”, non succede nulla.


Per fortuna, c’è una soluzione:  installare il file apk sull’orologio tramite il PC, mediante il prompt dei comandi, digitando:

adb install -r nomefile.apk

Nota. Nel caso ti servano altre informazoni, qui è spiegato come preparare lo smartwatch e il computer per l’installazione.

 

PRO

• Molti dispositivi supportati: Dexcom, Medtronic, Abbott…
• Caricamento nella nuvola Nightscout (più server)
• Calibrazione
• Allarmi
• Lettura della glicemia a voce alta (per persone ipovedenti)
• Previsione dell’ipoglicemia

CONTRO

• Non disponibile nel Google Play Store.
• SNOOZE scomodo: a causa del sistema di notifica dell’orologio, non è possibile sospendere rapidamente gli allarmi, ma occorre aprire l’app e disabilitarli tramite il menu delle opzioni.
• Difficile scrivere note o aggiungere trattamenti (bolo, carboidrati, ecc.).
• Mancanza di ottimizzazione per schermi con risoluzione 240×240.»

Autore: Sérgio Silva

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La glicemia al polso marchiata DeeBee.it

Il passaggio da Pebble ad Android Wear, imposto dalle logiche di mercato, ci ha spinto a creare una nuova watch face, nata dalla modifica di "Nightwatch", con tante gradite novità!

La notizia è ormai risuonata ovunque, come una campana a morto: il caro vecchio orologio usato da tanti, il Pebble, ha fatto la sua ora, è stato dismesso. Non verrà più prodotto né manutenuto. Caput. Adios.
Data questa deprimente notizia, abbiamo pensato fosse opportuno, ma ancor più necessario, dare continuità alla scaricatissima watch face “4 in a Raw!”. Quella che viene comunemente chiamata watch face (the face of a watch) altro non è che il quadrante di uno smartwatch. E se non esiste un quadrante che riporta certe caratteristiche (nel nostro caso particolari e assolutamente necessarie per via dei valori glicemici), allora questo quadrante bisogna crearlo.

Dopo due anni di onorato servizio, abbiamo archiviato bollando come obsoleto  il “4 in a Raw”, creato  appunto per il compianto Pebble,  e ci siamo messi all’opera sui nuovi orologi “del futuro”, gli Android Wear. In questo modo possiamo offrire e ricreare tutte quelle funzioni uniche che DeeBee ha regalato in passato – come l’anticipo della glicemia (grazie al valore non filtrato) e relativi allarmi per il Dexcom G4.
Il tutto, con una nuova e più moderna veste grafica.

Glicemia non filtrata per Dexcom G4 (o “raw data”)

Ma facciamo un passo indietro… Che cos’è la glicemia “non filtrata”?
Si chiama così il valore glicemico rilevato all’origine dal sensore, il numero nudo e crudo ancora non sottoposto all’elaborazione dell’algoritmo del ricevitore Dexcom G4. Quest’ultimo, applicando alcuni filtri matematici, effettua un ricalcolo e consegna sullo schermo il numero che tutti noi vediamo: il valore elaborato del dato glicemico.

Se da un lato lo scopo dell’algoritmo è quello di pulire il dato glicemico da eventuali errori di rilevazione, dall’altro lato questo ricalcolo introduce un errore temporale consistente perché aumenta di circa ulteriori 7-10 minuti il ritardo che già è insito nella misurazione interstiziale offerta dal sensore glicemico. A conti fatti, possiamo dire che la glicemia visualizzata sul ricevitore Dexcom G4 è in ritardo di circa 15 minuti rispetto alla misurazione effettuata con il glucometro. E sappiamo bene che in un quarto d’ora la glicemia possa subire notevoli variazioni.

La novità introdotta dall’uso di questo tipo di dati sta tutta nei tempi: non essendoci alcun algoritmo che filtra il dato creando ulteriori ritardi, possiamo dire che la glicemia non filtrata è in ritardo di circa soli 6-7 minuti rispetto alla misurazione effettuata con il glucometro.

Se i raw data offrono come pro un ritardo notevolmente ridotto (a circa un terzo) rispetto alla glicemia capillare, il contro consiste in una maggior facilità nella presenza di errori di rilevazione. Sebbene un occhio attento e abituato a leggere i grafici glicemici non avrà problemi a capire quando una glicemia non filtrata sia errata, non può dirsi altrettanto di chi è alle prime armi. Quindi, DeeBee sconsiglia l’utilizzo dei raw data.

L’app Android: Nightwatch Raw

L’app Nightwatch Raw, regista e perno del nuovo progetto DeeBee, è stata sviluppata a partire dall’app originale e open Nightwatch del team storico di Nightscout. Su di essa, abbiamo effettuato alcune modifiche e molte ulteriori implementazioni.

Vediamole nel dettaglio.

Glicemia non filtrata

Innanzitutto per il Dexcom G4, abbiamo dato la possibilità di mettere al centro del sistema  la glicemia non filtrata, arricchendo quindi il menù delle preferenze rispetto all’app originale.

Il grande vantaggio consiste proprio nel sistema degli allarmi, che si basa sul valore glicemico mostrato a video e che ora ha la possibilità di scattare prima, con tutti i benefici che ne conseguono sulla gestione della glicemia.
Inoltre, siamo in grado di visualizzare la glicemia anche in presenza dei famigerati tre punti interrogativi “???”.

Ultime rilevazioni

In alto a sinistra sono riportate in modo permanente le ultime quattro glicemie (filtrate o meno a seconda della scelta effettuata nel menù di cui sopra). In questo modo si offre una visione più precisa dell’andamento glicemico degli ultimi 20 minuti.

 Widget

Come nella versione originale, è possibile inserire un widget nella schermata Home del proprio cellulare, con la glicemia in bella vista.

Freccia e scostamento

In caso di glicemie non filtrate (Dexcom G4) la freccia è stata completamente ripensata: non è più quella riportata dal ricevitore, ma mostra un trend molto più attendibile, calcolato con un sistema di medie pesate, appositamente studiato da DeeBee Italia. Provare per credere!

A fianco della freccia è riportata la variazione positiva o negativa dell’ultimo valore non filtrato rilevato, rispetto a quello precedente.

DeeBee.it watchface: per ogni tipo di sensore!

Passiamo adesso al quadrante per orologi smart Android Wear.
Nel panorama dei quadranti che mostrano l’andamento glicemico sullo schermo dell’orologio al polso, fa da oggi la sua comparsa “DeeBee.it watchface”. Si tratta del primo quadrante per Android Wear, pensato da DeeBee Italia, che mette al centro – ove possibile – la cosiddetta “glicemia non filtrata” e che anticipa le rilevazioni del ricevitore Dexcom di circa dieci minuti*.

Per Medtronic, Dexcom e Libre

In realtà, fa questo e molto di più. Diversamente dal suo omologo per Pebble, la nuova watchface potrà essere utilizzata anche per gli altri sensori sul mercato, come Medtronic, Dexcom G5 e Libre (alcuni nativamente, altri dopo aver creato la propria nuvola Nightscout).

Quindi DeeBee.it watchface può essere usata con Medtronic, Libre e Dexcom G5. In più, nel caso del Dexcom G4, può essere utilizzata anche per vedere le glicemie non filtrate.

Presentazione del quadrante DeeBee.it

Grazie alla tecnologia che avanza e che mette a disposizione strumenti sempre più accattivanti, il nuovo quadrante DeeBee.it si presenta con un look rivisto e più ricercato rispetto al suo antenate.

Oltre a poter scegliere se visualizzare anche sull’orologio la glicemia non filtrata o meno,  potrete selezionare il tema da voi preferito. Oggi sono quattro, ma in futuro potremo aggiungerne ulteriori (se avete in mente altre richieste scriveteci nei commenti, via email a info@deebee.it, o anche nel nostro gruppo ufficiale).

Il quadrante

Per il momento le informazioni riportate nel quadrante sono:

    1. Data e ora
    2. Batteria residua del telefono che trasmette le glicemie
    3. Valore visualizzato sul ricevitore ufficiale (ove previsto)
    4. Scoccare delle ore nel grafico
    5. Differenza tra le ultime due glicemie
    6. Andamento glicemico
    7. Ultime 4 glicemie
    8. Glicemia
    9. Curva glicemica e limiti glicemici scelti
    10. Minuti dall’ultima lettura
    11. Batteria residua dell’orologio

Minuti dall’ultimo aggiornamento e valore filtrato

Nell’estremità superiore del grafico vengono ora riportati, in modo discreto, il numero di minuti trascorsi dall’ultimo aggiornamento del grafico e il valore riportato sul ricevitore del Dexcom G4 (ove presente).

L’utilità di queste informazioni è molteplice:

  • Minuti ultimo aggiornamento: se guardando l’andamento glicemico ci sia il dubbio se correggere con insulina o zucchero, dando uno sguardo a questo numero si capisce con precisione quanto ancora bisognerebbe aspettare per avere un nuovo valore glicemico, valore che probabilmente scioglierebbe il nostro dubbio (particolarmente utile in caso di ipoglicemie).
  • Valore Dexcom G4: è utile per capire se il ricevitore sta per suonare perché ha superato la soglia di allarme (molto comodo per la notte). Inoltre, se il valore mostra i “???”, sappiamo che dobbiamo prestare ancora più attenzione nell’interpretazione della glicemia non filtrata mostrata sul quadrante.

Segnalazione glicemia non aggiornata

La nuova watchface  evidenzia in rosso la glicemia in caso di ritardi nella ricezione dei valori dal sensore.
E come se non bastasse, se non vengono ricevute glicemie entro circa 15 minuti, l’orologio emette una vibrazione per segnalare questo malfunzionamento; lo stesso succede dopo circa 30 minuti.

I vantaggi della nuova watchface

Malgrado i deficit introdotti dall’utilizzo dei dati non filtrati, questi offrono indiscutibilmente anche alcuni importanti vantaggi.

10 minuti di anticipo

Il vantaggio più grande consiste nel conoscere con 7-10 minuti di anticipo la glicemia rispetto al ricevitore Dexcom. Soprattutto in condizioni di forte variabilità, questa caratteristica ci consente di capire se la glicemia si sta stabilizzando oppure no. Quante volte, per esempio, il Dexcom mostra una glicemia in picchiata e, non appena correggete la discesa (con zucchero o meglio con GlucoDeeBee), la discesa si arresta e magari inizia pure a salire, e voi avreste voluto fare a meno di correggere? In questo caso la glicemia non filtrata, che “vede oltre”, ci avrebbe detto in anticipo che la discesa si sarebbe fermata e quindi avremmo evitato di correggere.

Guardate questa foto emblematica: il Dexcom segnala un’ipo imminente con freccia discendente. Nello stesso istante, invece, la nuova app, che vede oltre, ci dice invece che la glicemia sta salendo, con una freccia in su. E, in effetti, il valore glicemico sta davvero aumentando…

Freccia coerente

Un ulteriore vantaggio consiste nella reingegnerizzazione della freccia che mostra il trend, come anche si evince dalla foto sopra riportata. Non sono rare le volte in cui il Dexcom G4, per esempio, mostra una freccia in giù quando invece la glicemia si sta ormai stabilizzando se non addirittura salendo, invertendo la tendenza. Le frecce della DeeBee.it watchface sono invece sempre coerenti con l’andamento glicemico rilevato dal sensore.

Migliorie rispetto alla watchface “antenata”

Vediamo in cosa è migliorato il nuovo quadrante rispetto a quello che avevamo precedentemente creato per il Pebble partendo dall’app Nightwatch.

Ancora più veloce dell’antenata!

Se nella vecchia watchface, 4 in a RAW!, c’era una latenza di aggiornamento che poteva variare da pochi secondi a quasi un minuto, la nuova DeeBee.it watchface si aggiorna ancora più velocemente, ereditando la velocità dell’app originale Nightwatch.

Batteria dell’uploader

Una delle varie richieste fatte nel nostro gruppo ufficiale, era relativa alla possibilità di inserire nel quadrante anche la percentuale della batteria residua del cellulare “collegato” al sensore, ossia quello che spedisce sul web le glicemie. Richiesta accolta e percentuale inserita!

Multisensore

Potrete utilizzare la nuova watchface con tutti i tipi di sensore. È sufficiente  creare la relativa nuvola Nightscout.

Nuova grafica

Rispetto alla vecchia versione, il nuovo quadrante è configurabile. Potete scegliere se visualizzare la glicemia filtrata o quella standard del sensore. Inoltre potrete cambiare il colore del layout.

Futuri sviluppi

Presenza di rete

Inserimento di icone – come avviene nella versione per Pebble – per indicare l’eventuale presenza di problemi di connessione (e il tipo di problema).

Calibrazione

L’indicazione della calibrazione avvenuta mediante un simbolo sul grafico (come  già avviene per il nostro portale Glimp for Web e per il portale Nightscout).

Integrazione diretta con Glimp

È allo studio un’integrazione diretta con l’app Glimp, che in presenza di alcuni dispositivi dona gli allarmi al Libre, in modo tale da rendere immediata la trasmissione al polso su qualsiasi orologio Android Wear, senza passare attraverso Nightscout.

Attenzione!

Questo è un progetto sperimentale in versione alpha, suscettibile di modifiche non preventivate e di malfunzionamenti non previsti. Qualunque anomalia riscontriate, potete scriverci un’email a info@deebee.it e cercheremo di correggerla nel più breve tempo possibile.
Prima di qualsiasi decisione terapeutica, consultate il vostro diabetologo.

Hai un Android Wear 2? Occhio!

Alcuni orologi (gli Android Wear 2.x, di ultima generazione) prevedono un ulteriore passo dopo l’installazione dell’app sul telefono: prendete l’orologio e aprite “Play Store” (dall’orologio stesso, non dal telefono!), selezionate la voce di menù “App sul Telefono”, e toccate l’icona con la goccia rossa “Nightwatch Raw”. Seguirà l’installazione sull’orologio della DeeBee.it Watchface.

Non vi resta che selezionare il quadrante con il logo di DeeBee.it.

 

SCARICA L’APP E LA WATCHFACE

Download “DeeBee.it Watchface per Android Wear” DeeBee_it_Watchface_v1_02R.apk – Scaricato 208 volte – 6 MB

 

Domande e Risposte

Quanto dura la carica dell’orologio?

Non c’è una risposta univoca: dipende dall’orologio acquistato. Le nostre prove hanno visto, per esempio, che la durata più lunga è stata quella  di Huawei Watch 2 (versione non 4G) attestandosi sulle 68 ore (quasi 3 giorni). Altri modelli sono durati meno.

Come faccio a utilizzare questa watchface?

1. Acquista un orologio Android Wear,
2. Associalo al tuo smartphone Android,
3. Scarica e installa sul telefono l’apk che hai scaricato qui sopra,
4. Crea gratuitamente la tua nuvola Nightscout (sulla quale il tuo sensore salverà le glicemie),
5. Inserisci l’indirizzo della tua nuvola personale di Nightscout nelle impostazioni dell’app NightWatch Raw, che scaricherà la glicemie sul tuo orologio.

È impermeabile?

Dipende dall’orologio Android Wear comprato: ce ne sono vari modelli e su di essi si installa il quadrante (la watchface).

Dove si acquista l’orologio?

Gli orologi Android Wear si possono acquistare nei negozi di elettronica o sul web (come Amazon.it)

Quanto costa l’orologio?

Da decine, a centinaia, a migliaia di euro.

Android wear o Android standalone?

Wear, quindi dovrete collegare l’orologio al vostro smartphone.

Si collega al Dexcom G5?

Legge il G5, e serve un telefono connesso al web.

Si collega al Dexcom G4?

Sì, creando una nuvola Nightscout.

Si collega al Medtronic?

Sì, creando una nuvola Nightscout.

Si collega al FreeStyle Libre?

Sì, creando una nuvola Nightscout. In futuro anche senza.

Si collega a Eversense?

In fase sperimentale sì. Per dettagli scriveteci.

Funzione con iPhone?

No. È un’app compatibile con smartwatch e smartphone Android.

Sei uno sviluppatore di software e sei interessato al sorgente? Questo è un progetto open e ci piace restare in contatto con chi vorrà scaricarlo per utilizzarlo. Scrivici per ottenere una copia: info@deebee.it

*Come spiegato approfonditamente nell’articolo, anticipo può variare ed arriva fino a circa 7-10 minuti; inoltre la glicemia mostrata può essere non attendibile in determinate circostanze.

DISCLAIMER – La watchface DeeBee.it è un quadrante sperimentale per Android Wear e non dev’essere usato ai fini terapeutici come già avviene per il sistema Nightscout. Tutte le considerazione riportate in questa pagina sono state scritte da persone diabetiche e/o con familiari diabetici e sono frutto di progetti fai da te non riconosciuti a livello scientifico. Prima di ogni trattamento terapeutico consultare SEMPRE il proprio diabetologo. DeeBee Italia non è responsabile per decisioni terapeutiche sulla base della watchface DeeBee.it e diffidiamo chiunque dall’utilizzo in tal senso. La watchface DeeBee.it watchface è stata resa disponibile per il download ai soli fini didattici.

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App Spike: neonata e già regina

Da pochissimo nel panorama delle app per la gestione del diabete è entrato un vento nuovo che questa volta arriva dal Portogallo. Si chiama Spike e, permettete il gioco di parole, spacca davvero. Per il momento si interfaccia con vari dispositivi tra i più moderni: Dexcom G4 e G5, BluCon, BlueReader, LimiTTer, Transmiter PL e anche con Miao Miao. L’artefice è Miguel Kennedy che abbiamo conosciuto proprio per presentarvelo.

Intanto grazie per averci concesso quest’intervista. Siamo curiosi di sapere qualcosa di lei, credo anche i nostri lettori.

Il piacere è mio e grazie a voi.

Mi sono sempre piaciute le scienze da quando ero piccolo: matematica, fisica, chimica, ecc. Ho avuto il mio primo computer a 16 anni e da allora mi sono innamorato della programmazione. A 18 anni ho studiato Ingegneria Informatica presso l’Istituto Superiore Tecnico di Lisbona, poi ho lavorato come programmatore per alcuni anni e ho anche insegnato. Nel corso della vita ho cambiato poi carriera e sono entrato nel campo della nutrizione e dello sport. Ho deciso di creare Spike per non lasciare perdute le mie conoscenze nel campo della programmazione. Mi riempie di gioia e mi rende felice poter dare il mio contributo alla comunità diabetica e di influenzare positivamente la vita delle persone.

C’è un motivo particolare che l’ha indirizzata verso la tecnologia applicata alla gestione del diabete?

Mi è venuto molto naturale. Ho sempre usato la tecnologia per tutto quello che faccio nella vita. Adottare un approccio più tecnologico alla gestione del diabete è stato per me un passaggio logico. Ho avuto l’esordio del diabete solo due anni fa e quindi avevo già un ampio background tecnologico da applicare alla mia gestione della patologia.

Com’è nata l’idea di Spike, l’app che sta spopolando e piace a molti?

L’accoglienza è stata travolgente e inaspettata. Spike è ancora un progetto “bambino”, rilasciato solo 3 settimane fa. Eppure più di 2.000 persone in 72 paesi ne fanno già uso.

Spike è nata grazie a Johan Degraeve. Un anno e mezzo fa Johan aveva creato un progetto chiamato iOSxDripReader facendo un lavoro incredibile e portando alcune funzioni xDrip core su iOS. Circa 6 mesi fa sono entrato in contatto con lui e ho iniziato a contribuire allo sviluppo di iOSxDripReader. In quel periodo ho anche iniziato a sviluppare una nuova interfaccia utente per l’applicazione. Lavorando proprio all’interfaccia utente, ho iniziato a cambiare parecchio codice in iOSxDripReader e ad aggiungere nuove funzionalità. Con il passare del tempo ho deciso di pubblicarla come un’altra app a parte, con un nome e un insieme di caratteristiche diverse e più mirate al grande pubblico.

Dopo il rilascio di Spike, ho invitato Johan a unirsi a me per svilupparla ulteriormente. E sono davvero molto grato ad averlo come mio partner. Il suo talento e la sua generosità verso la comunità diabetica sono una parte essenziale del successo di Spike.

In effetti si sperava che potesse accadere un giorno una fusione del genere, anche se sembrava quasi “fantascienza”. Invece è avvenuta, anzi già c’era prima del rilascio, in pieno spirito di cooperazione e solidarietà.

xDrip è una grande parte di Spike. L’algoritmo utilizzato da Spike per calibrare le letture della glicemia e connettersi ai trasmettitori di diverse marche è stato inizialmente sviluppato dal team xDrip e successivamente trasferito a iOS da Johan. Siamo tutti amici e ci parliamo regolarmente. Questo ci permette di condividere informazioni e discutere strategie su come portare funzionalità sempre più avanzate al pubblico. C’è un grande spirito di cooperazione tra sviluppatori nella comunità diabetica. Tutti sono sempre disponibili ad aiutare quando è necessario. La nostra collaborazione si concentra sulla ricerca di soluzioni per problemi di sviluppo comuni, ma ogni team è responsabile dello sviluppo delle caratteristiche per la propria app.

In cosa si differenzia Spike dalle altre app dello stesso genere?

Spike è un’applicazione sviluppata con la mentalità #WeAreNotWaiting. È fatta da diabetici per diabetici. Altamente integrata con la comunità diabetica open source, applicazioni e servizi. Il fatto che Spike non sia un’app medica ci dà più libertà per sviluppare caratteristiche che non sono ancora disponibili al grande pubblico. Ci sono troppe caratteristiche in Spike da elencare quindi invito tutti a visitare spike-app.com per saperne di più sull’app e chiedere un invito per provarla.

Quanto tempo avete lavorato per questo progetto: ho l’impressione che ora lei sia operativo quasi 24 ore al giorno.  Mi sbaglio?

Spike è stata sviluppata in circa 5-6 mesi di intenso lavoro. Potrebbe non sembrare molto, ma in realtà il tempo così breve è stato possibilie solo perchè si partiva da iOSxDripReader. Quindi direi che il tempo totale di sviluppo per rendere Spike una realtà sarebbe stato di circa 2 anni.

Ho un lavoro da mandare avanti, ma anche la fortuna di poter gestire in autonomia la mia attività. Quindi ho potuto “rubare” un po’ di tempo al lavoro per concentrarmi su Spike nel suo primo mese di rilascio in modo da poterla rendere il più stabile possibile e dare supporto ai nuovi utenti. Ora che Spike è usato da molte persone e la maggior parte degli utenti sono in grado di sostenersi a vicenda, io e Johan abbiamo più tempo per concentrarsi sullo sviluppo.

Quante persone lavorano con lei?

In questo momento Spike è sviluppata da Johan Degraeve e  me.

Sarà possibile sincronizzare i dati (database, impostazioni, letture) con un servizio Cloud personale, sicché in caso di perdita del cellulare, loggandosi con uno nuovo ed inserendo le credenziali, di possa continuare ad usarlo senza bisogno delle due ore di calibrazione e senza aver perso la cronologia?

Sì! Attualmente stiamo lavorando su questa funzionalità (e molte altre!). Sviluppare una funzionalità di questo tipo rappresenta una grande sfida, soprattutto perché vogliamo che le persone possano sincronizzare impostazioni e dati tra Spike e xDrip, ma lo sviluppo è già iniziato e siamo certi che presto saremo in grado di portarla ai nostri utenti.

Pensa di creare una versione Android che non sia una concorrente di xDrip, ma una continuazione del suo progetto sicché si possa alternare un cellulare android/iPhone senza cambiare o uscire dal mondo Spike. Una sorta di fidelizzazione sulle due piattaforme?

No, non è prevista. La comunità Android ha già una grande app, xDrip. Spike sarà disponibile solo sulla piattaforma iOS, ma poiché stiamo cercando di ottenere la sincronizzazione dei dati tra Spike e xDrip, gli utenti possono passare facilmente da iOS a Android e viceversa. Questo sembra essere un approccio migliore, almeno secondo la nostra visione. Permetterà agli utenti di avere tutti i benefici e ogni team di sviluppo potrà concentrarsi sulla propria piattaforma.

DeeBee ha realizzato un portale che da FreeStyle Libre (in CGM o non) esporta i valori dappertutto (smartphone Android e iOS, PC, tablet ecc). Tutto con estrema semplicità, perché nella nostra esperienza abbiamo visto che spesso le persone si fanno intimidire da tanta tecnologia. Avete in mente un progetto simile?

No, con le stesse caratteristiche, no… Attualmente Spike permette agli utenti di seguire altri utenti se il master carica i dati su un sito Nightscout e il follower ottiene i dati da quello stesso sito Nightscout. Spike può anche connettersi direttamente ad un altro Spike, senza Nightscout o connessione Internet, purché entrambi i Spike si trovino sulla stessa rete Wi-Fi. Stiamo progettando una nuova modalità che permetterà ai followeri Spike di seguire direttamente i master Spike (Spike to Spike), senza un sito Nightscout, anche se entrambi gli utenti non sono connessi alla stessa rete Wi-Fi. Stiamo attualmente ricercando e sperimentando soluzioni per realizzare questo obiettivo.

Lei ha dichiarato che Spike sarà per sempre gratuita e questo le fa un grande onore. Che riscontro ha avuto dalla comunità delle persone affette da diabete o da genitori di bambini affetti da diabete?

Il riscontro è stato incredibile. Ricevo tantissime mail e messaggi ogni giorno da parte degli utenti che mi dicono che Spike è stato di grande aiuto nella gestione del loro diabete e un molti feedback da parte dei genitori che utilizzano Spike sul telefono del loro bambino  per monitorare l’andamento glicemico. È molto gratificante sapere che Spike sta influenzando la vita delle persone in modo così positivo. Ne vale la pena. Spike è libero e sarà sempre libero e open source. È nato con lo scopo di contribuire alla comunità diabetica e raggiungere il maggior numero possibile di persone.

Impegni permettendo, verrà in Italia a parlarci quando organizzeremo un evento di DeeBee? Ci contiamo!

Certamente che si può fare. A un solo patto: dovete consentirmi di parlare in inglese, spagnolo o portoghese. Il mio italiano è orribile! :)
Vi ringrazio ancora. È un onore essere su DeeBee.it.

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