Arriva in Italia il t:slim X2™

L’interruzione della produzione del microinfusore Animas Vibe,  con l’uscita dal mercato della Animas Corporation, porta in Italia un nuovo microinfusore. A partire dalla primavera di quest’anno Tandem t:slim X2, approvato per i pazienti sopra i 6 anni d’età, uscirà per la prima volta dagli Stati Uniti e si affaccerà nel belpaese.

Quindi è ora di conoscere meglio questo dispositivo che ha come parola d’ordine leggerezza e precisione, ma non solo: anche integrazione. Infatti ad agosto del 2017, FDA ha approvato il sistema integrato TSlim X2 con Dexcom G5® e a breve dovrebbe arrivare l’approvazione del sistema con PLGS (Predictive Low Glucose Suspend): spensione dell’erogazione d’insulina in caso di ipoglicemia prevista nei successivi 30 minuti.

Malgrado le dimensioni ridotte (7.95 cm x 5.08 cm x 1.52 cm), in un’unica schermata si hanno  a colpo d’occhio tutte le informazioni necessarie sia sull’erogazione dell’insulina, sia sull’andamento glicemico, allarmi inclusi.

Il serbatoio da 300  unità non è cilindrico, soluzione che permette di avere uno spessore minore e il meccanismo brevettato di erogazione permette altissima precisione e maggiore sensibilità in caso di occlusione della cannula.

Il microinfusore, in alluminio leggero (112 gr) è impermeabile fino a 0.9 metri per 30 minuti. Lo schermo, in vetro resistente e infrangibile, è touchscreen e a colori. Diversamente da altri microinfusori, il t:slim X2™ viene alimentato con batterie ricaricabili: basta un semplice alimentatore con presa USB.Si ha la possibilità di impostare fino a 6 profili di basale, con un incremento minimo di 0,001 U/h e a varie velocità d’infusione. Impostabili fino a 16 segmenti di rapporti IC (insulina/carboidrati): da 1:1 fino a1:300.

Le varie impostazioni si possono effettuare anche attraverso il proprio PC ed eventualmente condividerle con il proprio diabetologo.

E se il paziente non volesse usare il sistema integrato? Nessun problema, una volta disattivato il monitoraggio in CGM, dalla schermata scompaiono i grafici e i valori glicemici per lasciare maggiore spazio alle opzioni legate solo alla somministrazione dell’insulina.

Visto il rapido evolversi dei sistemi di monitoraggio, il t:slim X2 si adeguerà: senza dover cambiare microinfusore si potrà eseguire un semplice aggiornamento per renderlo compatibile con il Dexcom G6 integrato e successivamente per quello che sarà il pancreas artificiale a sistema ibrido firmato Tandem.

 

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Il 2018 profuma di Pancreas Artificiale

Tutti i grandi protagonisti si stanno muovendo verso la creazione di un sistema Closed Loop (detto anche ad "ansa chiusa"), il primo vero passo tangibile verso la creazione del Pancreas Artificiale.

La via ormai è segnata e la direzione è soltanto una: demandare alla coppia sensore+microinfusore, sempre più rodata e affiatata, la gestione del valore glicemico mediante la somministrazione automatizzata di insulina. Ciò che fino a pochi anni fa era solo un sogno nell’immaginario collettivo, oggi fa capolino nel nostro panorama, grazie alla miniaturizzazione e all’ingegnerizzazione ma, soprattutto, agli algoritmi messi a punto dai matematici, supportati dagli studi clinici.

Pancreas Artificiale

Se ne parla sempre più spesso, ma per tanti il Pancreas Artificiale, (abbreviato come PA)  è ancora una coppia di parole che richiama alla mente dispositivi futuristici degni di Steve Austin, l’uomo bionico dell’avveniristica serie (o telefilm, per usare il termine un po’ impolverato degli anni ’80).

In realtà, il compito del Pancreas Artificiale è quello di regolare in autonomia il livello di zuccheri nel sangue: abbassandoli quando sono troppo alti, non facendoli scendere ancora se tendono al basso. A ben vedere, è esattamente ciò che un diabetico cerca di fare quotidianamente.

Come lavora il Pancreas Artificiale

In che modo il Pancreas Artificiale, può fare tutto ciò? Semplificando molto il PA si compone di:

  • Un sensore che legge la glicemia;
  • Un microinfusore che infonde insulina;
  • Un algoritmo che fa parlare tra loro sensore e microinfusore, e decide le unità di insulina sulla base dell’andamento glicemico.

Negli anni passati abbiamo visto arrivare sul mercato italiano sensori sempre più precisi e microinfusori sempre più performanti. Il 2018 sarà l’anno in cui vedremo finalmente in Italia, i primi sistemi Closed Loop che prenderanno autonomamente decisioni in merito alla quantità di insulina da somministrare.

I sistemi prossimi alla commercializzazione

Ecco un elenco di sistemi ad ansa chiusa che a breve faranno capolino. Una precisazione è d’obbligo: qui non stiamo prendendo in esame i sistemi fai da te, quali Loop e OpenAPS nati un paio d’anni fa e già utilizzati con successo da alcuni pionieri, ma che, se impostati in modo non ottimale, rappresentano un serio rischio per la salute.

Medtronic MiniMed 670G

Si tratta del successore di MiniMed 640G con sensore Enlite Sensor 2. Oltre ad interrompere la somministrazione di insulina basale in caso di ipoglicemia prevista, questo nuovo microinfusore intelligente automatizza  una parte dell’infusione di insulina.

Credits: Medtronic

È un sistema Hybrid Closed Loop che in modalità Auto Mode, modula il rilascio di insulina basale in modo che la glicemia rimanga in un range ottimale. Il bolo per il pasto dev’essere ancora calcolato ed effettuato manualmente.
Le glicemie sono rilevate dal nuovo sensore Guardian Sensor 3.
La commercializzazione è prevista per il primo trimestre del 2018.

Diabeloop

Diabeloop è il nome della società che ha dato vita all’algoritmo per il Pancreas Artificiale utilizzato da Cellnovo, microinfusore ibrido del quale abbiamo parlato l’anno scorso.
Le glicemie sono rilevate dal sensore Dexcom.

Credits: Michel Le Moine per LExpress

Lo studio pilota è previsto per il primo trimestre del 2018 e la commercializzazione entro  lo stesso anno.

Roche, Senseonics, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Eversense di Senseonics (di cui trovate qui il gruppo degli utenti italiani) in abbinamento al microinfusore Roche.
L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Ecco il nuovo sensore impiantabile, portato da Mario Migliarese (foto dal suo Blog).

Lo studio pilota è previsto per il 2018 con l’utilizzo del sensore Eversense® XL (fino a 180 giorni di durata).

Cellnovo, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Dexcom (non dichiarato ufficialmente) in abbinamento, nuovamente, al microinfusore Cellnovo.

Credits: Labiotech.eu

L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Lo studio pilota è previsto per il 2018.
Non sono stati forniti dettagli sullo studio pilota. Il lancio è previsto per il 2018.

E poi?

In studio ci sono anche altri sistemi, progettati da altrettante società, ognuno con i suoi pro e i suoi contro e che probabilmente saranno commercializzati nei prossimi anni:

  • Tandem, che lavorerà con Dexcom G6;
  • OmniPod DASH, con un sistema senza catetere e più compatto di Cellnovo;
  • Bigfoot Biomedical, che utilizzerà la prossima versione di FreeStyle Libre;
  • Lilly, che ha annunciato un accordo per integrare Dexcom CGM nel proprio sistema ibrido Connected Diabetes Ecosystem
  • Beta Bionics, Pancreas Artificiale biormonale (unico nel suo genere), in grado di secernere insulina, ma anche glucagone per far risalire la glicemia.

La rivoluzione è in atto ed è appena iniziata. Non parliamo ancora di sistemi a guida completamente automatica, bensì di ibridi. Difatti, non sono ancora in grado di gestire l’assunzione di cibo, l’attività fisica e simili. Ma sicuramente rappresentano un grande passo avanti verso ciò che possiamo definire come l’alleggerimento della gestione quotidiana del diabete. Nel 2018 sentiremo il profumo del Pancreas Artificiale. Quando potremo assaggiarne uno? Una cosa è sicura: il fermento e l’innovazione apportati sia dai grandi player sia da promettenti startup è tangibile. E questo non può fare che bene e dare a tutti nuova ottimistica speranza.

«Il nuovo anno porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando».

Lucio Dalla

Fonte “I sistemi prossimi alla commercializzazione”: Diatribe.org

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xDrip per iPhone: disponibile per tutti. Richiedi il codice di accesso.

Come scaricare la versione Apple dell'app e interfacciare il sensore glicemico con il proprio telefono, per spedire poi le glicemie in lontananza (e altro ancora).

xDrip per iPhone, recensita su DeeBee.it qualche mese fa (ricevendo l’Award DeeBee per l’innovazione), ha fatto un altro passo verso il rilascio ufficiale. Johan Degraeve, papà dell’app, ci ha informati che da oggi il software è disponibile per tutti sulla piattaforma TestFlight. Ma procediamo per passi e  vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cos’è TestFlight?

È una novità che fu introdotta con il rilascio di iOS 8 e che permette di installare e testare applicazioni beta sui propri dispositivi Apple. Dopo aver ricevuto l’invito da parte di uno sviluppatore, è possibile installare le nuove versioni dell’app.
L’app in questione, nello specifico, è xDrip per iPhone.

Un passo avanti verso il rilascio ufficiale nell’App Store

Alcuni nostri lettori utilizzano già xDrip su un dispositivo Apple e avranno probabilmente ricevuto, o riceveranno a breve, un’email proveniente da TestFlight, con l’invito a scaricare xDrip.

A cosa serve xDrip per iPhone

Nell’email, oltre all’invito a scaricare, sono specificate le funzionalità di xDrip per iPhone:

  • Serve per leggere e mostrare le letture glicemiche di un trasmettitore CGM.
  • Si connette con xBridge, Dexcom G5, BluCon e BlueReader.
  • Spedisce le glicemie in remoto sulla nuvola di Nightscout.
  • Allarmi: iperglicemia, ipoglicemia, letture non pervenute, batteria scarica.
  • Invia le glicemie all’app Salute.
  • Effettua la sintesi vocale delle glicemie (come già avviene, ad esempio, con Glimp per Android), leggendo il valore ad alta voce per gli ipovedenti o i non vedenti.

Come scaricare xDrip per iPhone

Se non avete ricevuto l’email, potete richiedere espressamente un invito. In questo caso, vi verrà inviato un codice (tecnicamente, codice Redeem), che dovrete utilizzare con TestFlight.
Potete richiedere il codice  scrivendo un’email all’indirizzo xdrip@proximus.be, oppure, potete provare con il bottone sottostante (funzione soggetta alle impostazioni del browser).

Cosa cambia rispetto a prima

Con TestFlight, si supera il “problema” del codice univoco che prima bisognava fornire al programmatore, il cui ulteriore onere consisteva poi nel compilare un’app ad hoc per ogni singolo utilizzatore. Questa evidente forzatura, che sottoponeva lo sviluppatore ad una mole di lavoro maggiore e creava lungaggini nel processo, viene in tal modo eliminata.

Cosa deve fare chi utilizza già xDrip

Innanzitutto, invitiamo tutti a disinstallare la vecchia app e reinstallare l’app utilizzando TestFlight:  con la nuova installazione perderete le vecchie impostazioni nell’app (quindi le soglie di allarme, l’indirizzo di Nightscout, ecc). Poco male: basterà impostare nuovamente l’app con i vostri dati.

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La nuova versione di Nightscout è stata rilasciata

Nightscout Habanero Red (formalmente, versione 0.10.2) è disponibile per il download e l'installazione.

Il team di Nightscout non si ferma mai e ci ha abituati a continue migliorie dell’ormai conosciuto sistema di visione remota della glicemia.  Nel dettaglio, in questa nuova versione sono presenti correzioni a malfunzionamenti pregressi e alcune migliorie.

NOTA. Se non avete riscontrato errori o anomalie nel Nightscout Habanero che usate ora, potete non effettuare l’aggiornamento.

CONTRIBUTO ALLA TRADUZIONE

Se siete interessati a dare il vostro contributo nella traduzione di Nightscout in italiano, iscrivetevi nel gruppo Facebook “Nightscout Translators”.

COME MIGRARE ALLA NUOVA VERSIONE

I passi per migrare alla nuova versione li trovate nel sito Nightscout.info.

COSA È CAMBIATO NELLA NUOVA VERSIONE
  1. La versione Node è ora la 8.9.1, con correzione di bug legati alla sicurezza (@sulkaharo, @PieterGit)
  2. Downgrade di npm alla versione 5.2.0, che corregge i prolbiemi intermittenti con l’installazione di Nightscout (@sulkaharo)
  3. Reso più efficiente il caricamento dei dati sul cibo per il client (@MilosKozak)
  4. Test units addizionali per una migliore copertura sui casi d’uso (@christopher-fredregill)
  5. Corretta la generazione di javascript per la ricerca di bug in sviluppo e produzione (@sulkaharo)
  6. Corretta la gestione delle date nell’API dei treatments (@jamorham, @ecc1)
  7. L’editor di profilo ora calcola la basale totale giornaliera (@alimhassam)
  8. L’orologio BG ha ora la freccia di tendenza della glicemia e il supporto alle 24 ore (@sulkaharo, @danielharrelson)
  9. Nuova vista “2 ore” e predizione openAPS / rendering dei dati caricati migliorato (@scottleibrand)
  10. Ulteriori migliorie nel filtro dei dati sul glucosio per i report (@sulkaharo)
  11. La funzione di cambio profilo AAPS è stata migliorata (@milosKozak)
  12. Il rendering degli eventi non puntuali, bensì con una certa durata, è stato migliorato (@milosKozak)

Tutte le note in lingua inglese sono reperibili qui.

VERSIONAMENTO

Questo update è chiamato Habanero Red (0.10.2). Il precedente era Habanero Yellow (0.10.1) e l’iniziale Habanero era… Habanero “senza colore” (0.10.0).

(credits: Sulka Haro)

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Confronto tra sistemi Dexcom: G5 e G4, con e senza Nightscout

Quali sono le differenze salienti tra i sensori di casa Dexcom? Quali sono i vantaggi portati da Nightscout? Proviamo a fare chiarezza.

C’era una volta un bimbo di nome G4. Un giorno chiese a mamma Dexcom un fratellino e la mamma, dopo 3 anni di gestazione, dette alla luce G5. All’inizio G4 fu felice del fratellino ma dopo aver giocato insieme per un anno, si accorse che tutte le attenzioni si erano concentrate sull’ultimo arrivato G5. Nacque così la gelosia tra i due e, nella competizione familiare, ognuno volle far valere le proprie ragioni. G4 disse al fratello: “ueeeè, carettell arruzznut, ma lo sai da quanto tempo sto sul mercato? E poi guàrdati allo specchio, tu G5 sei grassottello”.
Il G5, di tutta risposta, disse al fratello: “Ma guardati, tu sei antico, hai un solo fidanzato. Io, invece, sono social e di tendenza e ho tanti amici iOS e Android, tu invece solo il ricevitore Dexcom”.
Il G4 urlò ad alta voce come ultimo grido: “Ma io ho il Nightscout!!!”, e G5, sornione, rispose: “Anch’io ho Nightscout! Ed in più posso avere i followers!”. G4 scoppiò a piangere e scappò via.

Questa favoletta racchiude un po’ tutte le differenze e i punti comuni tra le due generazioni di sensori. Ora si torna seri per una minuziosa comparazione tra i due sistemi, ai quali aggiungiamo le varianti apportate da Nightscout.

Sistemi Dexcom a confronto:
G5 vs G4 vs G4 con Nightscout

Dimensioni, applicazione e calibrazioni

Malgrado il sensore CGM Dexcom G5 rappresenti la naturale evoluzione tecnologica del Dexcom G4, si presenta leggermente più spesso del suo predecessore.  I due sensori si applicano nello stesso modo e restano invariate le due calibrazioni obbligatorie al giorno (ogni 12 ore, possibilmente con valori glicemici stabili).
Mard e letture  
Il sistema CGM Dexcom G5 per ora è l’unico approvato dalla Food Drug Administration per prendere decisioni terapeutiche, quindi senza effettuare misurazioni aggiuntive con il prelievo capillare. E il 9% contro il 13% di Mard del suo predecessore, parla da sé (Mard –Mean Absolute Relative Deviation – è l’indice di errore della lettura glicemica e ovviamente più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare).
Il Dexcom G5 risulta essere molto più veloce e accurato nelle letture, specialmente con valori alti o bassi. Su questi ultimi, però, in molti hanno notato che “perde qualche colpo”, con ritardi che arrivano fino a 15 minuti in caso di glicemia dagli 80 mg/dl a scendere.
Il G4, dal canto suo, accusa un notevole ritardo, specialmente in caso di variazioni glicemiche particolarmente veloci. Se però al G4 viene associato il sistema Nightscout – che chiamiamo per semplicità “G4+NS” – allora il ritardo si riduce considerevolmente, finanche di 10 minuti, a patto di saper interpretare la glicemia non filtrata.
Modi e portata di trasmissione, ricezione dei dati e range di azione
Nel Dexcom G4 la comunicazione con il ricevitore avviene via wireless utilizzando un sistema non compatibile con il bluetooth, mentre il G5 trasmette i dati via bluetooth BLE non solo al ricevitore, ma anche agli smartphone. G4+NS prevede la creazione facoltativa di xBridge, un ricevitore che sostituisce quello ufficiale.
Chi ha provato sia uno sia l’altro sensore smentisce in parte la portata uguale dei due ricevitori: in molti trovano il Dexcom G5 con una portata minore dei 6 metri dichiarati e il G4 con una portata spesso superiore. Infine, il sistema G4+NS con xBridge prevede una rete opzionale di ripetitori che consentono di estendere ulteriormente il range di ricezione.
Durata del trasmettitore

La differenza è davvero notevole:  la batteria del G4 dura minimo sei mesi (anche se a volte raggiunge e supera il doppio dei mesi) e viene azionata appena il sensore viene estratto dalla scatola. Per il Dexcom G5 la durata è fissa: 112 giorni (90 canonici + 22 ulteriori in attesa del cambio trasmettitore).
La community ha redatto un metodo per estendere ulteriormente la durata della batteria di entrambi i trasmettitori.

Follower
Il sensore CGM Dexcom G5, diversamente dal suo fratello minore Dexcom G4, nasce con la possibilità di controllo remoto utilizzando il sistema Dexcom Share, creato ad hoc dalla casa madre. Dexcom Share permette la condivisione dei dati fino ad un massimo di 5 follower e offre la possibilità di utilizzare come ricevitore un telefono cellulare, liberando quindi l’utente dal vincolo di avere ulteriori dispositivi (come invece avviene per il G4, il cui ricevitore dev’essere connesso al telefono cellulare nel caso in cui si voglia spedire le glicemie in lontananza). Con il Dexcom G5, il cellulare funziona come ricevitore e contemporaneamente invia i dati in lontananza. Si può scegliere di far visualizzare ai follower solo le glicemie o anche gli avvisi.
Chi possiede un G4, per visualizzare le glicemie al polso deve ricorrere necessariamente a Nightscout, ma non c’è limite al numero di device che possono riceverne i dati. Di contro, la creazione di Nightscout è più complessa rispetto al setup del sistema Dexcom Share.
Portabilità del sistema
Ulteriore pro del G5 consiste nel fatto che il telefono usato per la trasmissione delle glicemie in lontananza può essere ricaricato mentre lavora e può essere utilizzato perciò 24 ore no stop, a differenza di G4+NS, che prevede l’utilizzo di due device uno per il giorno (che si ricarica la notte) e uno per la notte (che si ricarica di giorno). L’uso di un solo cellulare/ricevitore/trasmettitore, porta come dote, quindi, una sola sim (è sufficiente un piano dati da 1Gb con abbonamento da 5 euro/mese) e una durata batteria di circa 3 giorni.
Tra le due soluzioni, si pone la soluzione G4+NS con xBridge, che può essere utilizzato anche durante la ricarica (quindi anche lui 24 ore no stop), ma che necessita di un telefono esterno, al quale connettersi per spedire le glicemie.
Glicemie non filtrate e “buio glicemico”
Ormai, grazie ai tanti post scritti nel nostro gruppo Facebook, è appurato che rispetto al Dexcom G4, con il G5 i famigerati punti interrogativi sono molto meno e quindi si sente poco la mancanza dei dati non filtrati. Se con il Dexcom G4 i dati non filtrati erano trasmessi al ricevitore che li interpretava, adesso i dati rilevati dal Dexcom G5, vengono elaborati dal trasmettitore e giungono sul telefono già elaborati e filtrati. Quindi la maggiore precisione del G5 rispetto al G4 porta ragionevolmente ad affidarsi a quanto indicato sul display del cellulare.
Una menzione speciale va in questo caso al G4+NS, che permette di visualizzare la glicemia non filtrata e, soprattutto, l’andamento della glicemia durante le due ore di riavvio del sensore. Al contrario, con il G5 abbiamo due ore di “buio glicemico“, tempo nel quale non si ha a disposizione nessun dato sulla glicemia, a meno di effettuare una misurazione capillare con il glucometro: molti utilizzatori del G5 considerano ciò un prezzo adeguato da pagare, per quello che oggi viene considerato il migliore sensore GCM sul mercato.
APP
Per leggere le glicemie, oltre al ricevitore tradizionale, con il Dexcom G5  è possibile utilizzare uno smartphone. E questo permette di configurare la funzione di condivisione remota, per inviare i dati in the cloud, nella nuvola di Dexcom: queste informazioni potranno essere visualizzate in tempo reale da dispositivi (follower) sia Apple che Android.
L’app è user friendly, cioè ben fatta da vedere e da ut21ilizzare. Si possono configurare gli stessi allarmi presenti nel ricevitore Dexcom. L’app dei followers, però, non ha gli allarmi di velocità calo o salita. Entrambe presentano una carenza importante: non è presente la differenza glicemica (cioè i punti mg/dl) del valore attuale rispetto alla rilevazione precedente.
Di contro, per il G4 non sono previste app ufficiale dedicate. A colmare il divario ci pensa ancora una volta Nightscout: per G4+NS l’ecosistema di applicazioni open, sviluppate da tanti utilizzatori illuminati, fa impallidire il parco applicazioni ufficiali. Probabilmente, per la stragrande maggioranza delle vostre esigenze c’è già un’app che fa ciò che chiedete.
Comunicazione con il microinfusore
Paradossalmente il G5, votato all’intercomunicabilità mediante un protocollo universalmente riconosciuto qual è il Bluetooth, non si interfaccia ad oggi con alcun microinfusore e cede il passo al G4, capace di interfacciarsi, invece, con Animas Vibe.
Il sistema G4+NS, invece è in grado di comunicare con alcuni modelli di microinfusore Medtronic, mediante il sistema open source non certificato OpenAPS (referenti: Scott Leibrand and Dana Lewis), e con il microinfusore DANA Diabecare R, mediante l’app open source non certificata AndroidAPS (referente: Milos Kozak).
Con Nightscout le cose cambiano!
Utilizzando la glicemia non filtrata visualizzata da Nightscout, la precisione del Dexcom G4, al netto dei valori errati a causa di compressioni, filamento esausto e simili, si avvicina molto a quella del Dexcom G5 ma non lo eguaglia: il G5 rimane comunque più preciso.
Come recita la favola di papà Leo, anche con il G5 è possibile utilizzare NS. Non si hanno però a disposizione le glicemie non filtrate, poichè i dati vengono elaborati dal trasmettitore.
Considerazioni finali

Non è così scontato reputare un vero leader indiscusso. Se è vero che il Dexcom G5 è un cecchino e difficilmente sbaglia il valore glicemico rilevato oltre ad avere un’elevata un’elevata portabilità, la portata del segnale e le dimensioni fanno un passo indietro rispetto al G4. Tuttavia, la certificazione FDA relativa al Dexcom G5, che lo innalza a unico sensore CGM, sul mercato, certificato per prendere decisioni terapeutiche, mette un indubbio carico sulle caratteristiche salienti dell’ultimo arrivato di casa Dexcom e ne decreta la miglior scelta. Una menzione d’onore va comunque al sistema G4 con Nightscout, per la maggiore portata, e soprattutto per le dimensioni ridotte che lo rendono particolarmente adatto ai bambini in tenerissima età.
Leo Minno
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È arrivata la watchface “4 in a Raw!” 2.0: finalmente gli allarmi che anticipano il Dexcom G4 sono realtà

Come molti dei nostri lettori ormai già sanno, “glicemie in remoto” significa anche poter vedere il valore degli zuccheri del sangue di una persona lontana, sul proprio smartwatch. E per fare questo, occorre installare sull’orologio una delle watchface (o quadranti) create appositamente per questo scopo.

Grazie a una funzionalità sviluppata da DeeBee Italia, una delle watchface, chiamata 4 in a Raw!, mette al centro la cosiddetta “glicemia non filtrata“, ossia un valore glicemico che anticipa* ciò che il ricevitore ufficiale Dexcom mostrerà tra 8-10 minuti.

Ma la nuova versione 2.0 della nostra watchface offre nuove utilissime funzioni, che vanno così ad aggiungersi alla già lunga lista di strumenti offerti dalla prima, storica versione, frutto di una fork del quadrante open source Urchin CGM.

ALLARMI

4 in a Raw! 2.0 offre un nutrito sistema di allarmi. A differenza delle watchfaces sino ad oggi disponibili, la sua peculiarità (unica nel suo genere) è quella di basare le sue decisioni esclusivamente sulla “glicemia non filtrata” (o “raw data”). Il grande vantaggio di questo approccio consiste nel venire allertati con una manciata di minuti di anticipo di uno stato ipoglicemico. Come sappiamo bene, pochi minuti di anticipo nella gestione di un probabile stato ipoglicemico possono cambiare l’esito della correzione, scongiurando un’ipoglicemia altrimenti inevitabile.

Soglia di ipo e iper

Dalle impostazioni è ora possibile stabilire il target glicemico, superato il quale l’orologio vibrerà, avvertendo chi lo indossa: due vibrazioni per sopraggiunta ipergliemia, tre vibrazioni per ipoglicemia (con pattern vibratori simili alle segnalazioni del ricevitore Dexcom ufficiale).
Inoltre, è possibile stabilire le fasce orarie (suddivise in ipo e iper) in cui il sistema di allarmi deve essere vigile e pronto a scattare.

allarmi

In caso di impostazione degli allarmi, in alto a sinistra del display dell’orologio vengono riportati i valori di soglia.

allarmi1

All’interno di una fascia oraria in cui il sistema di allarmi dev’essere attivo, comparirà sul quadrante la relativa soglia, riportata mediante una linea rossa: l’assenza della linea indicherà, invece, l’assenza di allarmi per quella determinata fascia oraria. Quindi, ad esempio, se nel quadrante non è tracciata nessuna soglia (cioè nessuna linea rossa), allora significa che in quel momento nessun allarme è attivo.

allarmi2

Snooze di ipo e iper

A fronte di un allarme che scatta, è possibile definire un intervallo temporale dopo il quale, se il valore glicemico fuori target persiste, l’orologio vibrerà nuovamente. È possibile indicare un intervallo per l’iperglicemia e uno per l’ipoglicemia: mentre sappiamo che l’assunzione di glucosio (come la nostra soluzione rapida Glucodeebee 15) fa alzare velocemente la glicemia, per far rientrare un’iperglicemia è necessario più tempo. Ecco quindi che, ad esempio, l’utente può impostare uno snooze per l’ipo di mezz’ora e per l’iper di 2 ore; si presume che, in caso di ipo, entro 30 minuti la glicemia sia risalita e invece, in caso di iper, entro 2 ore sia scesa.

Allarmi attivi in presenza di  “???”

Come sappiamo, se è vero che la glicemia non filtrata può aiutare anticipando il ricevitore ufficiale, è vero anche che in caso di molto rumore nella lettura del valore degli zuccheri nel sangue,  potrebbe fornire valori errati. Quando il rumore è eccessivo, il ricevitore ufficiale mostra tre punti interrogativi. Quindi, l’utente ha facoltà di decidere se gli allarmi devono scattare anche in questa condizione oppure no. Nota bene: l’allarme non scatta contestualmente alla comparsa dei “???”, ma in caso di ipo o iper anche  in presenza dei “???”.

snooze

Dati non ricevuti

In caso di dati non pervenuti per più di 15 minuti, l’orologio può emettere una vibrazione: è l’utente a decidere se attivare o meno questa funzione.

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RUMORE DEL VALORE GLICEMICO

In questa nuova versione, durante il riavvio o in presenza di forte rumore (cioè in presenza dei “???”), la glicemia del Dexcom sarà scritta in rosso, al fine di catturare l’attenzione dell’utente (e, in pratica, invitandolo a ponderare con ancora più attenzione il valore riportato sul quadrante).

allarmi3

CURVA NON FILTRATA

A differenza della precedente versione del quadrante, adesso il grafico mostrato è quello relativo alla glicemia non filtrata: in questo modo, la curva glicemia visualizzata è congruente con le ultime quattro glicemie riportate nella parte bassa della watchface.

SCARICA 4 in a Raw! 2.0

Attenzione: a causa di un bug dell’app Pebble, a volte l’installazione non va a buon fine. In tal caso, per aggirare il problema si consiglia di scaricare prima la watchface sullo smartphone (senza eseguirla); e solo in un secondo momento accedere alla sezione “Download” e, da lì, eseguire il file scaricato.

Download “4 in a Raw! 2.01 per Pebble Classic e Pebble Time” 4inaRaw 2.01.aplite.beta.pbw – Scaricato 111 volte – 143 KB

Problemi di installazione?

A causa di un bug dell’app Pebble, alcuni lettori segnalano di non riuscire a installare la watchface. Ecco come procedere, allora:

  1. Installate Firefox sul cellulare;
  2. Navigate nuovamente con Firefox (dal cellulare) su questa pagina;
  3. Scaricate la watchface “4 in a RAW!”;
  4. Tra le app proposte da Firefox per l’apertura del file scaricato, scegliete “Pebble”.

Ringraziamo Barbara Lovrencic, che ci ha confermato il funzionamento di questa procedura alternativa, scrivendo nel nostro gruppo ufficiale.

*Come spiegato approfonditamente qui, l’anticipo può variare ed arriva fino a circa 7-10 minuti; inoltre la glicemia mostrata può essere non attendibile in determinate circostanze.

DISCLAIMER – La watchface 4 in a RAW! è un quadrante sperimentale per Pebble e non dev’essere usato ai fini terapeutici come già avviene per il sistema Nightscout. Tutte le considerazione riportate in questa pagina sono state scritte da persone diabetiche e/o con familiari diabetici e sono frutto di progetti fai da te non riconosciuti a livello scientifico. Prima di ogni trattamento terapeutico consultare SEMPRE il proprio diabetologo. DeeBee Italia non è responsabile per decisioni terapeutiche sulla base della watchface 4 in a RAW! e diffidiamo chiunque dall’utilizzo in tal senso. La watchface 4 in a RAW! è stata resa disponibile per il download ai soli fini didattici.

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Come costruire in casa il ricevitore economico xBridge per Dexcom G4: la guida ufficiale completa

Guida completa alla costruzione di xBridge versione 2.47e. Idea e realizzazione di John Stevens.

Traduzione in italiano a cura di Cristiana Murgia, Alessandro Pesce, Alessandro Vignolini e Leo Minno.

Nota Bene

  1. La prima sezione, denominata “Specifiche tecniche“, è per utenti esperti e tratta gli aspetti relativi alla programmazione. È adatta ai programmatori e a chi vuole approfondire il funzionamento di xBridge.
  2. La seconda sezione, denominata “Costruzione di xBridge“, è di media difficoltà ed è invece adatta a chi, pur non conoscendo la programmazione, ha bisogno di costruire xBridge e di utilizzarlo. È dunque la sezione più adatta alla maggioranza dei lettori.

XBridge2 – v2.47e

XBridge2 è un firmware per il Wixel Pololu e circuiti aggiuntivi, che permettono al Wixel di funzionare come un ponte tra un trasmettitore Dexcom G4 e uno smartphone, utilizzando Bluetooth 4.0 (BLE) con moduli HM-10/11 o Bluetooth 4.1 con moduli HM -16/17. Xbridge2 richiede che il Wixel sia collegato al modulo HM-1x BLE, utilizzando, come minimo, il design originario creato da Stephen Black per il suo sistema xDrip. E’ richiesta una piccola modifica hardware affinché sia possibile ricevere il voltaggio della batteria e monitorarlo tramite l’applicazione e una modifica ai collegamenti che permette al HM-1x di disattivarsi quando il Wixel è in modalità basso consumo e riaccendersi quando ne esce. Guarda gli schemi dei circuiti riportati di seguito.

La versione V2.47e aggiunge il supporto per i moduli HM-16/17 e ha un circuito più semplice. Se avete già costruito un circuito xBridge2, NON SONO NECESSARIE MODIFICHE per utilizzare la versione 2.47e.

NOTA: Questa applicazione può essere utilizzata con un xDrip-Wixel classico, ma non sarà disponibile la funzione di risparmio batteria prevista dal software.Il software del xBridge2 riconoscerà automaticamente se stai utilizzando un xDrip-Wixel e la velocità del modulo HM-1x

La seguente guida può anche essere scaricata in formato PDF.

Download “xBridge x2.47e - guida ufficiale completa” xBridge-2.47e-ITA-DeeBee.it_.pdf – Scaricato 27 volte – 420 KB

Ringraziamenti

Il codice originale, l’ingegnerizzazione e la decodifica del pacchetto di dati Dexcom sono stati fatti da Adrien de Croy, senza il quale questo progetto non sarebbe stato possibile.
L’ispirazione di continuare è venuta da Lorelei Lane, Jason Calabrese e altri della comunità e fondazione Nightscout.
Il circuito originale XDrip su cui si basa questo lavoro è stato progettato da Stephen Black, che ha anche creato l’applicazione XDrip.
Il circuito di monitoraggio della batteria è stato progettato da Chris Botelho.
Il metodo di spegnimento e di accensione del modulo HM-10 è stato progettato da Gabor Szakacs.
Il metodo integrato in v2.47e che migliora la stabilità BLE con i telefoni Android è stato ispirato dall’opera di @keencave e @danpowell88 nella stanza Gitter di xDrip+.
Voglio inoltre riconoscere il lavoro di Lumos e Slasi del forum Pololu Wixel per il loro lavoro nel disattivare correttamente il Wixel e la parte radio. Ho fatto abbondante uso della libreria radio di “slasi” e ho usato alcuni dei codici presenti nella libreria di disattivazione di “lumos”, nel codice Wixel xBridge.

SPECIFICHE TECNICHE

Panoramica

Come suggerisce il nome, questo dispositivo funziona puramente come un ponte tra il trasmettitore Dexcom G4 e un dispositivo compatibile Bluetooth, ad esempio un telefono cellulare o un tablet. Questo ritrasmette copia di un pacchetto dati ottenuti da un trasmettitore Dexcom G4. IL DISPOSITIVO NON ALTERA O RICALCOLA QUESTI DATI. Non traduce ed effettua calcoli con i dati grezzi presenti nei pacchetti dati per ottenere una stima del valore glicemico.

Va notato che solo tre parti dei dati vengono ritrasmessi dal Dexcom G4. Questi sono i due valori di 32bit che rappresentano i dati di glucosio nel sangue, e un valore a 8 bit che rappresenta lo stato della batteria presente nel trasmettitore G4.

Aggiunge informazioni sullo stato della batteria dell’xBridge, mostrando in percentuale, la capacità residua e l’identificativo ID del trasmettitore Dexcom G4, che sta filtrando/analizzando.

Questo dispositivo, il suo software e qualsiasi altro software aggiuntivo sviluppato per  l’utilizzo dello stesso, NON DEVONO essere utilizzati per prendere decisioni terapeutiche sulla gestione del diabete. Utilizzare sempre un misuratore di glucosio capillare e le opportune decisioni di gestione. Tutto questo è solo per uso informativo e sperimentale.

Il codice originale per xDrip era basato sul lavoro di Adrien de Croy , Lorelai Lane ed altri, ma ha delle limitazioni. Il presente firmware ha le seguenti funzionalità che le risolvono:

  • Non riceve alcun pacchetto dati Dexcom fino a quando non è stato inserito un identificativo ID del trasmettitore Dexcom G4 da filtrare. Ciò è importante per assicurare che sia correttamente agganciato al segnale del trasmettitore in questione e ritrasmetta solo i suoi dati univoci all’applicazione dello smartphone. IMPLEMENTATO (v2)
  • Memorizza l’ID del trasmettitore nella memoria flash, in modo da ricordarlo se, per qualsiasi motivo, venisse meno l’alimentazione. L’applicazione non richiede il reset, nel caso l’evento si verificasse. IMPLEMENTATO (v1)
  • Trasmette una segnalazione all’applicazione al risveglio dalla modalità di sospensione indicando l’ID del trasmettitore che sta filtrando. L’applicazione a quel punto può inviare un pacchetto TXID qualora l’ID del trasmettitore da filtrare sia errato oppure, ignorare la segnalazione. Questo è necessario per assicurare che quando un paziente cambia il trasmettitore, l’applicazione riconosce che il Wixel è operativo in modo da poter inviare un nuovo pacchetto TXID. Normalmente il Wixel si sveglierà 5 minuti dopo l’ultimo pacchetto ricevuto per rimanere in attesa fino a quando non riceve un pacchetto dal trasmettitore sul quale è configurato. IMPLEMENTATO (v2)
  • Trasmette una segnalazione all’applicazione ogni 5 secondi se il codice è di nuova installazione ed il Wixel non ha ricevuto un pacchetto TXID. Continuerà a trasmettere segnalazioni ad intervalli di 5 secondi fino al ricevimento di un TXID ed il codice ID del trasmettitore non è memorizzato nella memoria flash. La segnalazione indica che l’ID è impostato a zero, e l’applicazione, una volta configurata con l’ID del trasmettitore, deve inviare un pacchetto TXID, prima che il codice cominci ad accettare I pacchetti. Il Wixel risponderà al pacchetto TXID con una segnalazione, indicando che il il TXID è stato memorizzato con successo nella memoria flash. IMPLEMENTATO (v2)
  • Accetta un pacchetto ID del trasmettitore dall’applicazione del telefono e lo salva in flash. Nota, l’applicazione del telefono deve attendere un pacchetto di dati o una segnalazione prima di determinare se l’ID trasmettitore è errato ed inviare un pacchetto TXID al ponte. IMPLEMENTATO (v1)
  • Invia, sotto forma di pacchetto dati, la percentuale di batteria del ponte, determinata dal voltaggio della batteria. IMPLEMENTATO (v2)
  • Corregge automaticamente il pacchetto di “ascolto” per adattarsi durante il ciclo di programmazione. Questo assicura che ogni modifica al codice, non richieda anche una modifica del pacchetto di “ascolto” per un funzionamento affidabile. NON ANCORA IMPLEMENTATO
  • Configura l’ID del modulo HM-10 per essere “xBridgeXX”, dove XX è il byte meno significativo del numero di serie del Wixel. Questo assicura che ogni ponte ha un, ragionevolmente, unico ID, rendendo la connessione Bluetooth con il telefono che esegue l’applicazione, più affidabile. IMPLEMENTATO (v2)
  • Il Wixel non va’ in modalità di sospensione se è collegato ad una porta USB del PC. Ciò consente di sperimentare o rieseguire la scansione del dispositivo BLE da un’applicazione, se per qualunque motivo la connessione è persa o l’applicazione viene sostituita, mentre il ponte è stato programmato con un ID del trasmettitore. Permette anche la cattura di pacchetti da parte di un PC per l’analisi delle prestazioni. IMPLEMENTATO (v2.1)

Storia delle versioni passate

1 Sperimentale e verifica dei concetti. Utilizzato per perfezionare il codice Packet Capture, sviluppare l’archiviazione nella flash dell’ID del trasmettitore, e il funzionamento generale del wixel come dispositivo ponte. Protocollo e comandi solo testo.
2 Versione pronta per il consumatore. Tutti i pacchetti vengono ritrasmessi come pacchetti binari. implementato:

·         Wixel Power Mode 2 riposo

·         Wixel Power Mode 1 su USB connessa al PC.

·         Monitoraggio della batteria

·         HM-1x modulo disinserito

·         Protocollo livello funzionale 1

Protocollo

Ogni pacchetto di dati inviati o ricevuti dal ponte è descritto di seguito. Comuni a ciascun pacchetto sono i primi due byte di 8bit. Il primo byte è la lunghezza del pacchetto in byte. Il secondo è un ID per il tipo di pacchetto che viene inviato.

Si noti che i pacchetti inviati dal ponte ad un’applicazione telefonica includeranno un ultimo byte che rappresenta il livello funzionale del protocollo che viene programmato nel firmware della wixel. Questo è stato richiesto da Stephen Black, e ha senso. Se più funzionalità di protocollo saranno aggiunte in futuro, qualsiasi applicazione che utilizza il ponte dovrà sapere come gestire diverse versioni del livello firmware / protocollo nella wixel.

Pacchetto dati

Un pacchetto di dati viene inviato dal wixel all’applicazione del telefono. Esso contiene i dati rilevanti inviati dal trasmettitore Dexcom G4, oltre al voltaggio della batteria del ponte e TxID che sta analizzando.

Il pacchetto dati ha le seguenti strutture:

Byte Valore Tipo di dati Descrizione
0 0x11 8 bit intero positivo Numero di bytes nel pacchetto (17)
1 0x00 8 bit Intero positivo Codice per pacchetto Dati
2:5 Segnale Grezzo 32 bit Intero positivo Segnale grezzo del sensore
6:9 Segnale filtrato Segnale del sensore filtrato
10 Voltaggio della batteria di Dexcom TX 8 bit Intero positivo Voltaggio della batteria del trasmettitore. Di solito circa 214 per un nuovo trasmettitore. L’applicazione dovrebbe avvertire se questo raggiunge <= 207, che il trasmettitore richiede la sostituzione.
11 Percentuale della batteria del ponte 8 bit Intero positivo La percentuale della batteria del ponte (0-100). Questo è calcolato dalla tensione VIN usando un divisore di tensione resistivo 10k / 27k su P0_0. VIN di 3,2V (equivalente all’ingresso da 865mV su P0_0) è pari a 0%, poiché è la tensione di esercizio più bassa della batteria. VIN di 4V (equivalente a 1081mV in ingresso su P0_0) è 100%, in quanto questa è la tensione massima consegnata, la batteria rimane in modo stabile una volta che la corrente viene rimossa dalla batteria.
12:15 Dexcom TxID 32 bit Intero positivo ID del Transmettitore Dexcon codificato che il ponte sta analizzando
16 Livello di Protocollo di XBridge 8 bit Intero positivo Indica il livello di protocollo di xBridge. Si noti che attualmente questo sarà 0x01

Al ricevimento di questo pacchetto, l’applicazione del telefono deve elaborarla prendendo le parti del pacchetto che verrà utilizzato.

Se l’applicazione determina che il Dexcom TxID è diverso da quello impostato, dovrebbe inviare immediatamente un pacchetto TXID al ponte e ignorare il pacchetto. Se l’applicazione è soddisfatta del Dexcom TxID inviato, dovrebbe accettare il pacchetto e immediatamente inviare un pacchetto di riconoscimento. Il pacchetto di riconoscimento permette immediatamente alla wixel di entrare in modalità di bassa potenza.

La struttura del pacchetto di riconoscimento è la seguente:

Byte Valore Tipi di dati Descrizione
0 0x02 8 bit intero positivo Numero di bytes nel pacchetto (2)
1 0xF0 8 bit intero positivo Codice per il pacchetto Dati

Questo pacchetto non include l’indicazione del livello funzionale del protocollo XBridge, in quanto arriva dall’applicazione al bridge.

Si noti che la wixel altrimenti entra in modalità di bassa potenza se non riceve un pacchetto di riconoscimento o TXID entro 3 secondi dalla trasmissione di un pacchetto di dati.

Sia il pacchetto di dati che il pacchetto di riconoscimento fanno parte del livello funzionale del protocollo 1 (0x01).

Pacchetto TXID

Il pacchetto TXID viene inviato dall’applicazione del telefono al ponte per impostare il ponte per filtrare su un unico ID Dexcom G4 trasmettitore. Ciò è importante per assicurare che il ponte “blocchi” correttamente il trasmettitore corretto per un paziente e anche per assicurarsi che l’applicazione riceve solo pacchetti dal trasmettitore del paziente che sta monitorando.

La struttura del pacchetto TXID è la seguente:

Byte Valore Tipi di Dayi Descrizione
0 0x06 8 bit intero positivo Numero di byte nel pacchetto (6).
1 0x01 8 bit intero positivo Codice del pacchetto dati
2:5 TxID 32 bit intero positivo L’intero 32 bit codificato rappresenta l’ID del trasmettitore Dexcom G4 che il ponte sta analizzando i pacchetti.

Nota: poiché questo pacchetto viene inviato dall’applicazione al telefono, non include un byte a livello di protocollo XBridge.

Il pacchetto TXID fa parte del livello funzionale del protocollo 1, anche se l’applicazione non invia questo tag byte al dispositivo ponte.

Pacchetto Segnalazione

Il pacchetto Segnalazione viene inviato dal ponte all’applicazione telefonica per indicare quale trasmettitore ID Dexcom G4  sta analizzando. L’applicazione può utilizzare questa segnalazione per sapere quando il ponte è attivo, e se questo ha un diverso ID del trasmettitore per  il quale l’applicazione è configurata, può correggere questo inviando un pacchetto TXID.

La struttura del pacchetto di segnalazione è la seguente:

Byte   Valore Tipi di Dati Descrizione
0 0x07 8 bit intero positivo Numero di byte nei pacchetti (6).
1 0xF1 8 bit intero positivo Codice per il pacchetto Dati
2:5 TxID 32 bit intero positivo L’intero 32 bit codificato rappresenta l’ID del trasmettitore Dexcom G4 da cui il ponte dovrebbe analizzare i pacchetti.
6 Livello di protocollo XBridge 8 bit Intero positivo Livello di protocollo XBridge. Indica il livello di protocollo di xBridge. Si noti che attualmente questo sarà 0x01.

Nota, questo pacchetto è anche raddoppiato come pacchetto di riconoscimento per un pacchetto TXID. Quando l’applicazione riceve questo pacchetto può essere sicura che questo sia il valore ID del trasmettitore impostato nella memoria flash wixel.

Il pacchetto di segnalazione fa parte del livello funzionale protocollo 1.

Decodifica e codifica di un trasmettitore ID Long Int

Affinché l’applicazione invii il valore corretto in un pacchetto TXID al ponte, è necessario che sia in grado di codificare il testo dell’ID trasmettitore ad un Long int. Questo viene fatto usando il seguente pseudo codice, prelevato direttamente dal codice originale xBridge. L’applicazione dovrà replicare questo processo per inviare i dati corretti.

char SrcNameTable[32] = { '0', '1', '2', '3', '4', '5', '6', '7', '8', '9', 'A', 'B', 'C', 'D', 'E', 'F','G', 'H', 'J', 'K', 'L', 'M', 'N', 'P','Q', 'R', 'S', 'T', 'U', 'W', 'X', 'Y' };

/* asciiToDexcomSrc - function to convert a 5 character string into a unit32 that equals a Dexcom transmitter Source address.  The 5 character string is equivalent to the characters printed on the transmitter, and entered into a receiver.

Parameters:
addr-a 5 character string. eg "63GEA"

Returns:
uint32-a value equivalent to the incodeded Dexcom Transmitter address.

Uses:
getSrcValue(char)

This function returns a value equivalent to the character for encoding.

See srcNameTable[]

*/

uint32 asciiToDexcomSrc(char addr[6])
{
// prepare a uint32 variable for our return value
uint32 src = 0;
// look up the first character, and shift it 20 bits left.
src |= (getSrcValue(addr[0]) << 20);
// look up the second character, and shift it 15 bits left.
src |= (getSrcValue(addr[1]) << 15);
// look up the third character, and shift it 10 bits left.
src |= (getSrcValue(addr[2]) << 10);
// look up the fourth character, and shift it 50 bits left.
src |= (getSrcValue(addr[3]) << 5);
// look up the fifth character
src |= getSrcValue(addr[4]);
//printf("asciiToDexcomSrc: val=%u, src=%u\r\n", val, src);
return src;
}

/* getSrcValue-function to determine the encoding value of a character in a Dexcom Transmitter ID.

Parameters:
srcVal-The character to determine the value of

Returns:
uint32-The encoding value of the character.
*/

uint32 getSrcValue(char srcVal)
{
uint8 i = 0;
for(i = 0; i < 32; i++)
{
if (SrcNameTable[i]==srcVal) break;
}
//printf("getSrcVal: %c %u\r\n",srcVal, i);
return i & 0xFF;
}

La decodifica di un lungo ID del trasmettitore è molto più semplice. È possibile implementare una parte di codice simile se si memorizza l’ID come int lungo, ma  si desidera visualizzare l’equivalente di testo.

// convert the passed uint32 Dexcom source address into an ascii string in the passed char addr[6] array.

void dexcom_src_to_ascii(uint32 src, char addr[6])
{
//each src value is 5 bits long, and is converted in this way.
addr[0] = SrcNameTable[(src >> 20) & 0x1F];//the last character is the src, shifted right 20 places, ANDED with 0x1F
addr[1] = SrcNameTable[(src >> 15) & 0x1F];//etc
addr[2] = SrcNameTable[(src >> 10) & 0x1F];//etc
addr[3] = SrcNameTable[(src >> 5) & 0x1F];//etc
addr[4] = SrcNameTable[(src >> 0) & 0x1F];//etc
addr[5] = 0;//end the string with a null character.
}

Nota sulla modalità Promiscua

In questo codice, se al wixel NON è stato inviato un pacchetto TXID, NON raccoglierà i pacchetti da qualsiasi trasmettitore Dexcom e li passerà all’applicazione smartphone. Questa è una caratteristica di sicurezza ed è di progettazione. Non si desidera che un’applicazione visualizzi o memorizzi dati da un trasmettitore di altri.

Tuttavia, nella parte del codice che raccoglie i pacchetti, è consentita la modalità promiscua.

Se si desidera veramente utilizzare la modalità promiscua, de-commenta nella sezione principale () Questa viene chiaramente commentata come la sezione che invia le segnalazioni fino a quando un pacchetto TXID imposta l’ID del trasmettitore. Quindi semplicemente non inviare mai un pacchetto TXID.

Operazione di base del codice

Il codice Wixel utilizza i seguenti passaggi quando si attiva o è acceso.

  • Inizializza tutti i sistemi base IO e Wixel.
  • Attende per 30 secondi, elaborando IO. Ciò consente di collegare un terminale seriale tramite USB, in modo da poter vedere cosa sta succedendo.
  • Carica il registro dei flags interni salvati per determinare se ha impostato il modulo HM-1x. Fa questo solo la prima volta che viene eseguito dopo il caricamento del codice XBridge. Nessun punto che fa troppo spesso.
  • Se il flag indica che l’HM-1x NON è configurato, lo configura.
  • Carica i limiti della capacità della batteria dalla Flash. Se questi non sono impostati, li imposta sui valori predefiniti.
  • Carica il valore TXID dalla Flash.
  • Accende il modulo HM-1x.
  • Se il valore TXID NON è impostato, entra in loop, in attesa di una connessione BLE e quindi invia pacchetti di segnalazione fino a ottenere un pacchetto TXID. Memorizza quindi tutte le impostazioni nella flash e va avanti.
  • Entra in loop dove aspetta il pacchetto dal trasmettitore Dexcom.
  • Se un pacchetto del trasmettitore Dexcom non viene ricevuto in 320 secondi (5 minuti e 20 secondi), invia un altro pacchetto di segnalazione e riprova. Il Wixel NON si fermerà fino a che non abbia catturato un pacchetto.
  • Una volta che ha catturato un pacchetto, attende che sia stabilita una connessione BLE tra HM-1x e il telefono. Quindi invia il pacchetto di dati.
  • Se un pacchetto ACK non viene ricevuto in 10 secondi, esso ri-invia il pacchetto di dati.
  • Se viene ricevuto un ACK, salva tutte le impostazioni nella flash, spegne il modulo HM-1x, imposta tutto gli IO a basso consumo di energia e si spegne per circa 255 secondi.
  • Alla riattivazione, rialimenta l’HM-1x, riavvia la radio e inizia ad aspettare nuovamente i pacchetti.
  • In qualsiasi momento, è possibile ricevere un pacchetto dall’applicazione, o un pacchetto o comando dalla USB. Questo viene elaborato immediatamente e il programma torna al punto precedente.

Flusso di base delle comunicazioni

Dall’avvio dopo il caricamento del codice sul wixel, il codice xBridge2 inizia l’invio di pacchetti segnalazione a intervalli di 5 secondi su UART1 e USB (se è collegato). Per interrompere questo ciclo, un pacchetto TXID deve essere ricevuto su UART1 o USB (se collegato).

Una volta che la wixel ha ricevuto un pacchetto TXID e salvato le informazioni nella flash, inizia a scansionare i pacchetti Dexcom da quel trasmettitore.

Quando il wixel riceve un pacchetto di dati Dexcom, invierà un Data Packet su UART1 o USB (se collegato). L’applicazione ricevente deve elaborare il pacchetto e se il TXID inviato nel pacchetto è valido, può inviare un pacchetto ACK di dati che metterà immediatamente la wixel a riposo per un certo periodo di tempo prima del pacchetto successivo.

Se il TXID nel pacchetto di dati non è corretto, l’applicazione deve rimandare un pacchetto TXID al wixel per impostarlo sull’ID corretto.

La wixel invierà un pacchetto di segnalazione, se non ha ricevuto un pacchetto dati entro 5 minuti e 30 secondi di attiva. L’applicazione deve elaborare questo pacchetto e ignorare il pacchetto segnalazione se tutto è apposto o inviare un pacchetto TXID se la segnalazione contiene l’ID errato. Ciò assicura che quando un paziente cambia il proprio ID del trasmettitore nell’applicazione, la wixel può essere aggiornata al più presto dopo la sua attivazione e prima di ricevere un pacchetto dal nuovo trasmettitore. Se non venisse inviata una segnalazione all’attivazione della wixel, la wixel sarebbe semplicemente in loop a tempo indefinito fino a ricevere un pacchetto da un trasmettitore che non funzionava più.

La ragione per cui abbiamo dovuto inviare le segnalazioni in questo modo è per due motivi. In primo luogo, l’implementazione di BLE in Android non rileva chiaramente una connessione chiusa, e riprova la connessione ad una velocità sufficiente a garantire che si connetta immediatamente il modulo HM-1x acceso dalla Wixel. Altrimenti, avremmo inviato la segnalazione appena il Wixel si attiva e accende l’HM-10. Qualsiasi ritardo tra l’accensione e la cattura di pacchetti iniziali potrebbe impedire che un pacchetto dexcom venga perduto.

In secondo luogo, non vogliamo interrompere la cattura di pacchetti, quindi è meglio impostare un limite sulla cattura di pacchetti, fermare e inviare la segnalazione e quindi avviare nuovamente la cattura di pacchetti. Quindi, consentendo alla cattura di pacchetti di eseguire un po ‘più di quei 5 minuti previsti significa che abbiamo meno probabilità di perdere la cattura di pacchetti.

COSTRUZIONE xBRIDGE

Lista componenti

I componenti minimi richiesti per fare un circuito xBridge sono:

  • 1x Pololu Wixel
  • 1x Caricatore Adafruit Micro Lipo con connettore Micro USB (PRODUCT ID: 1904) o equivalente.
  • 1x resistenza a film metallico da 10k 1% 1/2W.
  • 1x resistenza a film metallico da 27k 1% 1/2W.
  • 1x JNHuaMao HM-1X (HM-10/HM-11 con CC2541 SoC, o HM-16/HM-17) basata sul modulo BLE.
    Nota: Se state ordinando un HM-10/11, assicuratevi di prendere un SoC CC2541 e non un SoC CC254.  JNHuaMao non rilascia più il firmware per il SoC CC2540.
    Nota: Se state ordinando un modulo HM-16/17, assicurarsi di specificare che la versione del firmware sia minimo la v119.  Al momento non è possibile aggiornare il firmware sui moduli HM-16/17 da soli.
  • 1x Batteria ai Polimeri di Litio da 3.7V (LiPo).  La capacità è una vostra scelta, ma raccomandiamo 1200mAh per un uso continuo di 5 giorni o più. Questa dovrebbe essere già dotata di un connettore JST, che si inserisce nella presa JST sulla scheda caricabatteria.

Come indicazione di quanto tempo possa durare una batteria, utilizzare la formula riportata di seguito. Nota che questo calcolo è solo teorico, non aspettatevi che questo numero sia esattamente reale. Questa formula è solo per il confronto delle capacità della batteria e si applica solo al circuito xBridge2 e al firmware wixel.

Durata in giorni = Capacità della batteria mAh/168.

Esempio del calcolo di durata della batteria.
Una batteria da 1200mAh durerà: 1200/168= 7,14 giorni.

Facoltativamente puoi includere:

  • Un modulo ricevitore universale 20mm Reverse/Forward Micro USB Qi (Adafruit Product IDs 2114, or 2116.  Questo si inserisce nella presa micro USB del caricatore
  • Interruttore sul polo positivO della batteria per spegnere il trasmettitore.
  • JST Spina con filo e Presa. Saldare la presa su GND e VIN (Assicurarsi che la polarità sia corretta, il cavo della batteria rossa va su VIN, il nero va su GND) e saldare la spina e il filo JST ai pin di uscita della scheda caricabatteria. È quindi possibile scollegare facilmente la wixel dalla batteria e dal caricabatteria quando non si utilizza il ponte

Schema circuito

Esistono 4 diversi circuiti per la costruzione del proprio xBridge.

  1. Modulo HM-10 o HM-16 connesso al Wixel e al circuito di carica Adafruit.Nota: State molto attenti a non surriscaldare le piazzole di saldatura sul modulo HM-10.  Sono molto delicate.  Assicurarsi inoltre che i cavi non mettano pressione su queste.

2. HM-10 sulla scheda di supporto, con la scheda Wixel e Adafruit.

3. Modulo HM-11o HM-17

4. Modulo HM-11 di Chris Bothello’s (Grazie a Noah Terracalls).
Nota: a partire da v2.47.

Opzioni di Carica Batterie

Attenzione, è PERICOLOSO lasciare che la vostra batteria LiPo scenda sotto il suo voltaggio nominale anche per poco tempo. Anche se le batterie sono dotate di protezione contro lo scarico completo, continuano comunque a scaricarsi. Tenete sempre le vostre batterie LiPo cariche.

Il modo più ovvio di caricare la batteria è di connettere il modulo di carica Adafruit ad un cavo USB micro collegandolo ad una porta USB. Appena il LED Rosso si spegne e si accende quello Verde, la batteria è carica.

Questo, però, può non essere sempre comodo, specialmente se vi siete costruiti un sistema impermeabile. Avrete bisogno di aprire il contenitore per connettere i cavi.

Una soluzione usata frequentemente è la carica attraverso una base di ricarica senza fili Qi. Qi è uno standard wireless di ricarica per Smartwatch ecc. Adafruit (ed i loro rivenditori) vendono una serie di queste basi, vi consigliamo di acquistare quelle che sono dotate di presa micro. Collegate una di queste basi alla scheda di ricarica Adafruit, e mettete il ricevitore della carica, di piatto, all’interno di un lato del bridge che state usando.  Poi appoggiatelo su un trasmettitore di carica Qi (disponibile ovunque per 20-50 Euro) che a sua volta è collegato via USB alla rete elettrica.

Una volta appoggiato sul trasmettitore di carica Qi, il LED di carica Rosso dovrebbe accendersi sul bridge.  Probabilmente, dovrete muoverlo un pò per assicurarvi che il centro del ricevitore sia esattamente al centro del trasmettitore. Questa è l’unico problema con queste basi di ricarica wireless, è facile spostarlo accidentalmente e quindi interrompere per errore la ricarica.

A voi la scelta!

Aggiornamento firmware del modulo HM-10/11

ATTENZIONE: Seed Studio (www.seedstudio.com) ed alcuni altri fornitori distribuiscono moduli HM-11 che NON sono autentici, e quindi questa procedura non funzionerà con questi moduli. Un modulo HM-11 autentico deve rispondere ad un comando AT+NAME? con “OK+NAMEHMSoft”, ed apparirà sulla connessione BLE con il nome “HMSoft”.  Se il vostro modulo NON risponde come descritto sopra, o non appare con il nome “HMSoft”, NON SARA AUTENTICO.  Potrà comunque funzionare con la app wixel xBridge2, dato che la app riuscirà automaticamente a rilevare la velocità di trasmissione (Baud Rate) del modulo usandola correttamente.

Per essere certi dell’autenticità del modulo HM-11, vi suggerisco di acquistarlo da: https://www.fasttech.com/product/1740900-hm-11-bluetooth-v4-0-transceiver-ble-module.

Fornitore molto veloce ed affidabile.

Da notare anche che:

Il nuovo firmware non è presente sui moduli HM-10/11 che lavorano con il sistema CC2540 SoC. Al momento di ordinare il modulo HM-10/11 dovrete specificare il sistema CC2541 SoC.

Sui moduli HM-16/17 il firmware non può essere aggiornato. Al momento dell’ordine specificate la versione minima V119, e rispedite indietro il modulo nel caso non vi arrivi corretto.

Per assicurare un regolare funzionamento di XBridge e del modulo HM-1x, si raccomanda di aggiornare immediatamente il firmware del modulo HM-1x, una volta assemblato l’hardware.

Questo perchè i moduli sono spesso consegnati con SoC diversi (cc2540 o cc2541), e vari livelli di firmware diversi.

Per correggerli, aggiornateli almeno al livello V534. Questo è il livello con il quale è stato testato il codice wixel di XBridge.  Nota: basta che il modulo risponda ad un comando AT con OK, e lavorerà correttamente con xBridge2.

Prerequisiti

Per prima cosa dovrete copiare o il file già compilato usb_serial.wxl (che può essere copiato da https://github.com/jstevensog/wixel-sdk/blob/master/apps/usb_serial/usb_serial.wxl), o compilarlo usando il wixel-sdk che trovate qui https://github.com/jstevensog/wixel-sdk.  Collegate il vostro wixel ad un PC via USB, ed usate il programma di Configurazione Wixel (Wixel Configuration Utility) per caricarlo sul vostro wixel.

Secondariamente, avrete bisogno di un emulatore di terminale. In questo caso ci sono due opzioni; usare un programma standard (PuTTY, Hyperterminal, etc) o un emulatore di terminale Arduino. L’Arduino è probabilmente l’opzione da preferire, anche se si può usare un programma standard, quest’ultimo è solo piu’ pratico.  Provate l’assistente (PC Comm Assistant) di JNHuaMao che trovate qui https://www.jnhuamao.com/HMPCComAssistant_en.rar, o se lavorate con Windows 10, sia qui https://www.jnhuamao.com/HMBLEComAssistant_x86.zip che qui https://www.jnhuamao.com/HMBLEComAssistant_x64.zip (dipende se state usando Windows a 32 o a 64 Bit).

Se usate un programma standard tipo per es. PuTTY, dovrete fare COPIA/INCOLLA del comando nella finestra del terminale.  Questo perché il modulo HM-1x NON accetta caratteri CR o LF. Il modulo sente solo un ritardo alla fine della stringa del comando e cerca di eseguirlo. Se provate ad inserire il comando nel programma, questo vi ignorerà dato che non potrete scriverlo abbastanza velocemente da inserirlo completamente.

Nota: Settate i parametri di connessione a 9600 baud, 8 bits, 1 stop bit, no parity

Alcune persone mi hanno riportato di aver ricevuto moduli HM-1x che usano una velocità diversa (baud rate 115200). La documentazione del fornitore JNHuaMao dichiara che il baud rate di fabbrica dei moduli HM-10 e HM-11 è 9600 baud.  Come ho fatto notare precedentemente, il modulo che avete ricevuto potrebbe non avere l’ultimo firmware, o potrebbe non essere stato resettato al test di Controllo Qualità e quindi consegnato non aggiornato.  Al momento in cui caricate la versione del firmware aggiornata, il modulo DOVREBBE comunicare a 9600 baud.  Se ancora non comunica alla velocità indicata, avrete bisogno di emettere il comando “AT+BAUD0” seguito da “AT+RESET”, in modo da confermare che il modulo sta ora comunicando alla velocità di 9600 baud, prima di caricare la app xBridge2 sul wixel.

Infine, andate all’indirizzo https://www.jnhuamao.cn/download_rom_en.asp?id=# e scaricate file zip contenente il firmware V534 che è quello corretto per il SoC sul vostro HM-1×0.  Usate una lente d’ingrandimento per leggere in numero del modello sul vostro modulo. Dovrebbe essere sia CC2540 o CC2541.  Se avete l’intenzione di farne alcuni, scaricateli tutti e due.  Non potete sapere quale dei due otterrete.  Aprite il file zippato in una nuova cartella. Vedrete un file readme.txt, un file HMSoft.bin (il firmware), ed un file HMSoft.exe (L’utility di aggiornamento del firmware).

Fasi dell’aggiornamento.

  1. Assicuratevi che il vostro wixel sia collegato al PC via USB.
  2. Assicuratevi di sapere qual è la porta COM usata. Potete servirvi del Wixel Configuration Utility per trovarla.
  3. Assicuratevi di aver installato il programma usb_serial.wxl sul wixel.
  4. Aprite il vostro programma emulatore (terminal program).
  5. Inviate “AT” al wixel. La risposta dovrebbe essere “OK”.
  6. Inviate “AT+SBLUP” al wixel. Risponderà con “OK+SBLUP”.  Da questo momento è pronto ed in attesa di trasferimento del firmware aggiornato.
  7. CHIUDETE ORA IL PROGRAMMA EMULATORE (TERMINAL PROGRAM) !!!!!
  8. Aprite il file HMSoft.exe. Si aprirà una finestra come questa 
  9. Cliccate sul bottone alla destra della stringa di testo “Image File:” e cercate il file image file. Esempio sotto. 
  10. Inserite in numero della porta COM. Per es. in questo caso il mio wixel è sulla porta 10, quindi la mia schermata sarà come quella sotto: 
  11. Cliccate su “Load Image”. La stringa mostrerà il processo. Il processo ha bisogno di alcuni minuti per completarsi. Una volta finito. il modulo HM-1x sarà aggiornato al livello richiesto.  Chiudete la finestra di aggiornamento firmware (HMSoft Serial Bootloader).
  12. Per verificare il livello del Firmware del modulo, aprite l’emulatore (terminal program) ancora una volta. Inviate il comando “AT+VERR?”.  Dovreste vedere la risposta  “OK:HMSoft v534”
  13. Ora potete caricare il file xBridge2.wxl usando il Wixel Configuration Utility, ed il sistema e pronto per l’uso.

Modifiche per l’utilizzo dell’ app xBridge con il circuito xDrip-wixel.

Il firmware xBridge2 adesso rileva automaticamente se il circuito è collegato come un xDrip wixel “classico” o un xBridge, al momento dell’accensione. Si autoconfigurerà automaticamente per utilizzare l’originale  commutatore di tensione di Chris Bothello nel caso venga rilevato un circuito classico, in modo da trasferire la capacità della batteria su xDrip.

Se utilizzate xBridge2 su un circuito classico. DOVETE selezionare xBridge come Metodo di Raccolta Dati (Data Collection Method) in xDrip/xDrip+, perchè in caso contrario il sistema non funzionerà.

La app xDrip può essere configurata in modo che NON mostri il livello della batteria del bridge ma che lo invii al Peeble, nel caso in cui non abbiate configurato il commutatore di tensione, o se accendete il bridge con metodi diversi (come collegandolo direttamente ad un telefono come alcuni hanno fatto).

Creare il programma xBridge wixel.

Per creare il programma xBridge wixel, utilizzate il Wixel SDK che trovate qui https://github.com/jstevensog/wixel-sdk.  Questo SDK ha sia la libreria di attesa “lumos” che  la libreria “slasi” radio_mac modificata.  Sebbene il codice non usi la prima, usa la libreria radio_mac.

Leggete le istruzioni di Pololu per creare il programma se non avete familiarità con la creazione del programma.

Oppure, potete avere il file xBridge2.wxl dall’archivio (repository) in apps/xBridge2 (https://github.com/jstevensog/wixel-sdk/blob/master/apps/xBridge2/xBridge2.wxl), e caricarlo semplicemente sul Wixel usando la Wixel Configuration Utility.

Installazione dell’app xBridge sul Wixel

Prima di installare la app xBridge sul Wixel assicuratevi che TUTTI i telefoni o qualsiasi altro apparecchio che trasmette via BLE siano spenti (o che comunque il loro Bluetooth lo sia).  Se qualche apparecchio trasmette ancora dei segnali Bluetooth, impedirà al modulo HM-1x di configurarsi correttamente SE un’altro apparecchio ha stabilito una connessione al modulo prima che la app xBridge app abbia iniziato i suoi tentativi di configurarlo.

La app xBridge adesso aspetta 30 secondi prima di iniziare, in modo che, se lo volete, potete collegarvi utilizzando un cavo USB ad un terminale per vedere il processo di avvio.

Aprite la Wixel configuration utility, poi aprite la app xBridge2.  Collegate il vostro bridge al vostro computer via USB.  Dovreste vederlo sulla Wixel Configuration utility come sotto:

Cliccate sul bottone Write to Wixel, e la app sarà caricata sul wixel.

Aspettate almento 30 secondi, fino a che vedrete acceso il LED Verde sul wixel, e almeno un lampeggio del LED Rosso. Eventualmente potete usare un terminale per vedere il processo di avvio.

A questo punto potete accendere il Bluetooth del vostro telefono facendo una scansione del vostro xBridge usando xDrip/xDrip+. Dovete cercare il nome tipo “xBridgeXXYY”, dove XX e YY sono caratteri alfanumerici. Una volta localizzato il nome, selezionatelo e la connessione al vostro xBridge sarà stabilita.

Se sul telefono vedete solo il nome HMSoft, per prima cosa provate a spegnere e riaccendere il wixel.  Se questo non risolve, c’è un problema con la connessione seriale tra il Wixel ed il modulo HM-1x.  Andate alla sezione Risoluzione dei Problemi.

Il LED Rosso lampeggiante (molto veloce e tenue, ogni 10 secondi) sta a significare che il wixel sta cercando di ottenere l’ID del Trasmettitore. L’impostazione predefinita di xDrip/xDrip+ è a “00000”.  Avrete bisogno di configurare correttamente xDrip/xDrip+ per lavorare con xBridge.

Nella sezione Setting di xDrip/xDrip+, selezionate “xBridge Wixel” come fonte dati (di default è “xDrip Wixel”).  Una volta fatto, si aprirà una nuova sezione chiamata “Dexcom Transmitter ID”. Selezionatela ed inserite il vostro ID del Trasmettitore Dexcom.  Ricordatevi di inserire le lettere (A-Z) in MAIUSCOLO.

Apparirà anche una nuova sezione che vi permettera di visualizzare (o non visualizzare) il livello della batteria in xDrip/xDrip+.  Le impostazioni predefinite lo visualizzaranno.

Dovreste ora essere in grado di far partire il vostro sensore, permettere a xDrip/xDrip+ di ottenere due misurazioni e aggiungere la doppia calibrazione per iniziare ad utilizzare il sistema.

Comandi di terminale seriale

xBridge2 supporta tre comandi da emettere su un terminale seriale collegato alla wixel tramite USB.

Nota: la wixel DEVE essere attiva per emettere questi comandi. Il modo migliore per assicurarsi cio, è quello di alimentare la tua wixel, in quanto rimarrà attiva finché non cattura un pacchetto dal trasmettitore Dexcom. In caso contrario, attendere che il LED di stato HM-1x lampeggi o si illumini, indicando che la wixel è attiva. Questo vale solo per un circuito xBridge.

Quando la wixel è alimentata, hai 10 secondi per collegare un terminale seriale prima che entri in funzione. Tentare di collegare un terminale seriale a una wixel non attiva non funziona. Provare di nuovo fino a quando non si riesce, se non è possibile accendere il wixel ciclicamente.

S – Premendo il tasto S vi verrà fornito un display di stato. Ciò è utile nella risoluzione dei problemi per far sapere come xBridge2 pensa che sia configurato.

D – Premendo il tasto D si attiverà la commutazione (accensione o disattivazione dell’uscita di debug) sulla linea seriale USB. Non dovrai farlo a meno che non si stia provando a utilizzare un xBridge2 con un programma seriale / USB o un dispositivo, che potrebbe essere confuso con l’output di debug. Naturalmente, se si segue la descrizione del protocollo, questo non dovrebbe essere necessario. Tuttavia, se si utilizza una libreria PERL Serial IO che prevede un parametro di fine linea o di ritardo di tempo, non è possibile effettivamente eseguire una acquisizione byte-by-byte del flusso e cercare i byte di identificazione per ciascun tipo di pacchetto. In questo caso, questo comando può essere utile.

B – Premendo il tasto B si accenderà e spegne “Sleeping” (spegnimento) del modulo HM-1x. Verrà visualizzato un messaggio che dice se è acceso o spento. Questo aiuterà quelli con telefoni o versioni Android che non si riconnettono in modo affidabile al dispositivo BLE una volta acceso. Se si verificano numerosi problemi di Bluetooth o perdita di pacchetti, è possibile utilizzare questo comando per impedire che il modulo HM-1x sia disattivato e quindi risolvere il problema. NOTA: questo influirà sulla durata della batteria del ponte.

P – Premendo il tasto P si ripristinano i valori di alta e bassa tensione della batteria ai valori predefiniti. Utilizzare questo solo quando l’indicazione della capacità della batteria in xDrip / xDrip+ è diventata inesatta. Questo ti eviterà di dover risanare nuovamente la wixel per correggerla. Mentre non ho mai sperimentato questo problema, con vari wixel e ponti, alcuni hanno riferito che le loro indicazioni sulla batteria diventano molto imprecise (sono semplicemente un’indicazione in ogni caso).

L – Premendo il tasto L commuterà la visualizzazione dei LED. Spegnendo i LED la durata della batteria sarà maggiore. Se ritieni che sia tutto apposto con xbridge, puoi spegnere i LED. Il più colpito è il LED Yellow BLE Connection Status sulla wixel. Altrimenti conosciuto come “Il sole ardente”. Potresti dormire meglio con questo spento.

Significato delle luci LED

I LED wixel indicano come segue:

VERDE ACCESO Mostra solo se il wixel è collegato ad un computer tramite la porta USB e un programma terminale è collegato ad esso.

 

ROSSO, LAMPEGGIA TRE VOLTE, POI SI SPEGNE E RIINIZIA Il programma xBridge2 è stato caricato ed è in attesa di un pacchetto TXID dall’applicazione (xDrip / xDrip + o qualsiasi altra cosa).
ROSSO SEMPRE LAMPEGGIANTE A INTERVALLI DI 1 SECONDO  xBridge2 ha ricevuto un pacchetto TXID, e sta scansionando il pacchetto dal trasmettitore Dexcom G4..
GIALLO ACCESO Il HM-1x e il telefono hanno stabilito una connessione BLE.

Risoluzione dei Problemi

Ovviamente, la prima cosa da controllare sono le connessioni fra le varie schede. Assicuratevi che tutto sia corretto prima di continuare. Inoltre, se avete problemi con l’indicatore della capacità della batteria mostrata in xDrip/xDrip+, controllate che non ci siano saldature fredde o che non ci siano tracce di possibili cortocircuiti nel circuito di resistenza del divisore di tensione.

Problemi con l’aggiornamento del firmware del modulo HM-1x

Questi moduli sono piuttosto robusti e resistono bene. Se per caso si capita di togliere l’alimentazione dal modulo durante l’aggiornamento, dopo aver inserito il comando AT+SBLUP, non vi allarmate. Semplicemente il processo di aggiornamento non sarà stato completato. Alimentatelo nuovamente e inviate di nuovo il file del firmware. il processo verrà completato.

Il problema più comune, è stabilire la connessione con il modulo usando la seriale USB e l’app sul wixel.  Mi è stato riportato (sebbene non l’abbia visto personalmente) che alcuni moduli sono stati consegnati con una velocità (baud rate) diversa da quella specificata dal produttore.  Potete determinare la velocità settando il vostro programma a velocità diverse rilasciando poi un “AT” su ognuna della velocità fino a quando non riceverete “OK” in risposta. Al momento di caricare il nuovo firmware, la velocità (baud rate) dovrà essere di 9600 baud, che è anche quella usata da xBridge.

Appare il nome HMSoft, invece di xBridgeXXYY.

Se, quando collegate il vostro xBridge con xDrip/xDrip+ (o qualsiasi scan BLE) vedete il nome HMSoft, questo normalmente significa che:

  1. Quando avete caricato la App sul wixel, avevate una connessione Ble aperta in scan.
    Scollegate il modulo BLE (meglio, chiudete e spegnete il Bluetooth da tutti i telefoni o altri apparecchi vicini), e ricaricate il codice wixel.
  2. Non avete verificato che il vostro modulo HM-1x stesse comunicando alla velocità corretta di 9600 baud.
    In questo caso o non avete aggiornato il firrmware, o semplicemente non avete controllato la velocità del modulo. Caricate nuovamente la app sul wixel, e controllate la velocità iniziando il ciclo da 115200 baud a scendere. Una volta determinata la velocità, caricate nuovamente il nuovo firmware sul modulo o all’ultimo inviate il comando “AT+BAUD0”, seguito da “AT+RESET”.

Come posso sapere se sta funzionando?

Prima di connettersi a xDrip/xDrip+ o ad una qualiasi altra app, il wixel dovrà attivarsi. Se non siete connessi con un cavo USB, attraverso un programma emulatore (terminal program) per almeno 30 secondi, all’ inizio, non noterete niente.

Se, invece, siete connessi, dopo 30 secondi, dovreste vedere il LED VERDE accendersi.

dato che il codice accende solamente il LED Giallo, quando la connessione BLE è effettuata con la normale operazione, potrebbe essere difficile capire cosa sta succedendo. Di seguito alcune istruzioni che potete seguire passo passo:

  1. Al momento in cui caricate il file xBridge2.wxl sul wixel e siete connessi via USB, il LED VERDE si accenderà dopo 30 secondi ed il LED ROSSO si accenderà brevemente. Il LED VERDE sta ad indicare la connessione stabilita attraverso la porta USB, il LED ROSSO che ha letto i suoi parametri dalla memoria FLASH.
  2. Usate un programma di scansione BLE o xDrip/xDrip+, per controllare la lista degli apparecchi BT. Dovreste trovare una connessione sotto il nome di XBridgeXX. Se la vedete, il wixel è attivo e ha configurato correttamente il modulo HM-10, e dovrebbe essere pronto a partire.
  3. Se, al contrario, vedete solo una connessione con il nome di HMSoft, il wixel non è stato capace di comunicare correttamente con il modulo HM-10. Controllate tutte le connessioni e collegamenti oltre a controllare che abbiate caricato il file xBridge2.wxl sul wixel.
  4. Se stabilite una connessione BLE al sistema, il LED Verde sul modulo HM-1x si accenderà ed anche il LED Giallo sul wixel si accenderà brevemente subito dopo. Questo indica che il wixel riconosce la connessione.
  5. Se non avete ancora inserito il vostro ID del Trasmettitore in xDrip/xDrip+, noterete che il LED ROSSO lampeggerà 4 volte ogni 10 secondi. Questo significa che il wixel sta indicando a xDrip/xDrip+ che non ha il codice ID del Trasmettitore.
  6. Se, al contrario, avete inserito il vostro codice ID del Trasmettitore on xDrip/xDrip+, ed il sistema l’ha ricevuto, il LED ROSSO lampeggerà (mezzo secondo acceso/spento) mentre attende il pacchetto dati dal trasmettitore.

NOTA: Se avete usato il comando L che indica il settaggio con LED OFF, nessun LED si accenderà.

  1. Se volete vedere più in dettaglio cosa sta succedendo, collegate il wixel con un cavo Mini USB ad un PC o un portatile. Dopo un certo periodo di tempo (fino a 5 minuti se era in modalita’ riposo quando lo hai connesso) il LED VERDE si accenderà. Collegate un programma emulatore (terminal program) al dispositivo. Il wixel sarà in modalità riposo (SLEEP) mentre è collegato al programma Terminale, ma è il solo modo che permetta alla USB di rimanere attiva, se ha ricevuto un pacchetto dal trasmettitore Dexcom, lo ha inviato e ha ricevuto un pacchetto ACK dall’applicazione.
  2. Se volete vedere il flusso di comunicazioni, potete aprire un terminal seriale e collegarlo al wixel. Usate 9600, 8, 1, no parity come settaggio del terminale. Vedrete che XBridge può inviare segnali di output che NON sono di testo, quindi potrete vedere occasionalmente lettere incomprensibili.  Vedrete, però, molti messaggi di diagnostica che vi mostreranno cosa sta succedendo.  Potete inviare un comando “s” o “S” dal terminale e riceverete un messaggio di stato, che vi dettaglierà i contenuti delle variabili di memorizzazione della Flash e le variabili che contengono questi valori nel programma. Vedete sotto per i dettagli sul tipo di messaggi che potete vedere.

Esempio di uscita su porta seriale USB

Lo schermo sopra indicato mostra un avvio dopo il caricamento del firmware. Notare che questa wixel era già stata connessa ad un’app xDrip / xDrip +. Come potete vedere, quando è stato avviato per la prima volta tutti i xBridge_flags sono stati impostati su 1 (ffff). Dopo l’impostazione e la configurazione dell’HM-1x, le flag sono ora impostate su fffe. Inoltre, le impostazioni battery_minimum e battery_maximum non sono ancora impostate (mostrando 65535).

Dopo aver configurato l’HM-1x, esso invia un pacchetto di beacon fino a ottenere un pacchetto TXID in risposta. Una volta ricevuto il TXID, salva tutte le impostazioni nella flash e inizia la scansione dei canali radio per un pacchetto.

In questa schermata successiva, puoi vedere che ha preso un pacchetto dal trasmettitore Dexcom. La wixel attende fino a che non ha una connessione BLE con il telefono, quindi invia una segnalazione (BEACON), quindi il pacchetto DATA, e attende un pacchetto ACK.

Una volta che lo riceve, salva le impostazioni nella flash (il messaggio di sopra) e va a riposo.

È relativamente frequente per l’attuale xDrip / xDrip +che l’app per impieghi un po ‘per stabilire una connessione. Da qui potete vedere tutti i messaggi “in attesa di pacchetti”. La wixel rimane in attesa per due minuti dopo la ricezione di pacchetti, di una connessione BLE. In alcune occasioni, questo non accadrà, e la wixel tornerà a riposo, questo verrà visualizzato come un pacchetto perso in xDrip / xDrip+.

In qualsiasi momento quando la wixel è attiva, è possibile premere il tasto “S” sulla tastiera per ottenere un display di stato. Vedi sotto.

Qui si può vedere che la wixel si è attivata e ha acceso l’HM-1x (ble on). Ha ricevuto un comando (ho premuto il tasto S) e lo sta elaborando. È possibile vedere i valori di default della batteria minima e massima e la capacità della batteria che è stata calcolata al 70%.

Test di funzionalità

I seguenti test vengono eseguiti su ogni iterazione del codice XBridge2 per assicurarsi che funzioni come previsto. Se state modificando questo codice, eseguite questi test per assicurarvi che il codice soddisfi queste funzioni minime.

Questa sezione sul test presuppone che tu abbia familiarità con Android Studio e l’utilizzo dei registri di Debug Android (ADB).

Prerequisiti per i Test

Per effettuare questi test avrete bisogno di:

  • Telefono Android con debug USB abilitato.
  • Android Studio
  • Una copia dell’archivio app XDrip/xDrip+, che contiene il supporto XBridge.
  • Una unità XBridge costruita seguendo i diagrammi di questo documento.

Test 1 – Trasmissione del pacchetto Beacon e settaggio del TXID.

  1. Assicuratevi che XDrip/xDrip+ stia funzionando che vediate i log ADB.
  2. Caricate di nuovo il file xBridge2.wxl nel modulo wixel. NOTA: NON fate partire e fermate semplicemente il programma wixel, riprogrammate la wixel con il programma in modo da cancellare la memoria Flash usata da XBridge2.
  3. Osservate il log ADB. Dovreste vedere questa sequenza di eventi:
    1. Serie di messaggi di connessione BLE GATT.
    2. Messaggi che indicano la ricezione del Pacchetto Segnalazione (Beacon).
    3. Messaggio che dice che il Pacchetto Segnalazione (Beacon) è sbagliato.
    4. Messaggio “sending message”.
    5. Ricezione di un altro Pacchetto Segnalazione (Beacon), che è la conferma del precedente.
  4. Il wixel rimarrà ora in ascolto e in attesa pronto per un Pacchetto Dati. Non ci sono messaggi che mostrano questa fase di ascolto/attesa, ma ci saranno messaggi al momento in cui sarà ricevuto un Pacchetto dati.

Test 2 – Ricezione dei dati Dexcom, ed avvio modalità di attesa (sleep).

  1. Osservate i log dell’ADB fino all’arrivo di un messaggio che vi confermi la ricezione del Pacchetto Dati. Nota, se utilizzate Android Studio, potete filtrarlo attraverso il DexCollectionService in modo da trovarli più facilmente.
  2. Una volta ricevuto, il mesaggio sarà seguito da una dicitura “invio messaggio” (“sending message”). Questo è il messaggio ACK del Pacchetto Dati, e metterà il wixel in attesa (sleep).
  3. Seguiranno una serie di messaggi che mostrano la disconnessione del BLE GATT, e la successiva connessione al BLE del sistema. Questo avverrà anche se il modulo HM-1x non è attivo.

Test 3 – Attivazione del wixel e ricezione dei dati Dexcom.

  1. Osservate il log dell’ADB fino che compaiano una serie di messaggi che confermano che la connessione al BLE GATT è in corso. Nota, anche se pensate che questo accada con intervalli molto regolari, non sempre succede. Questo non vuol dire che il wixel non si è attivato come programmato, né che abbia perduto un pacchetto di dati.  L’esecuzione del BLE non rileva automaticamente quando un sistema accoppiato sia nuovamente disponibile.
  2. Ad un certo punto, dopo che la connessione BLE è stata stabilita, il log ADB mostrerà la ricezione di un Pacchetto Dati come dal Test 2 sopra descritto. In funzione dei tempi, potrebbe anche mostrare la ricezione di un Pacchetto Beacon, che sarà preso in considerazione solo se il TXID non è ciò che la app si aspetta.
  3. Il wixel ritornerà in modalità di attesa (sleep) come descritto nel Test 2 sopra.

Note di Utilizzo

Usando il codice xBridge ci sono alcune cose da ricordarsi, e molte di queste serviranno anche per usare il codice xDrip-wixel.

  1. Cambiate la batteria quando la carica scende sotto il 40%. Dato che misuriamo in modo molto semplice il voltaggio per determinare la capacità, e le batterie LiPo si scaricano in modo più veloce man mano che arrivano al loro voltaggio minimo, consigliamo di ricaricarle a questo livello di carica e non aspettare oltre. Anche se la batteria potrebbe lavorare ancora alcune ore a questo livello, certamente non durerebbe molto.
  2. Tenete il bridge vicino a voi. Anche se il modulo BLE avrebbe una portata maggiore ed una affidabilità maggiore del protocollo originale a 2.4 GHz usato dal trasmettitore Dexcom, è comunque consigliato tenerlo ad una distanza di 20pollici / 6 mt di raggio.
  3. Allo stato delle cose, il bridge può perdere occasionalmente delle misurazioni. Stiamo ancora ricercando le cause di questo comportamento. Se usate un caricatore wireless Qi, questa perdita potrebbe essere più frequente probabilmente a causa del campo elettromagnetico che interferisce con il ricevitore Wixel.
  4. Se avete problemi con la versione di Android del vostro telefono e con il Bluetooth, per la connessione e la disconnessione che xBridge2 utilizza per risparmiare la carica della batteria, potete provare a mantenere il BLE sempre attivo. Usate il comando “B” in una finestra di Terminale per attivare o disattivare questa funzione. Se decidete di avere il BLE sempre attivo, questo consumerà maggiormente la batteria. La connessione al telefono, però, rimarrà stabile fino a che il bridge rimane nel range di portata del telefono.
    NOTA: il modulo HM-1x NON mostrerà il LED DI STATO Verde quando il wixel è disattivato. Questa è una caratteristica non documentata di questi moduli quando le linee seriali sono inviate in LOW, che è ciò che fa il wixel quando entra in modalità di sospensione per risparmiare la carica della batteria.
  5. Le indicazioni del livello della batteria in xDrip/xDrip+, come vengono calcolate e trasmesse dal xBridge2, NON sono precise. Questa è solo in indicazione di massima. Questo perchè viene misurato il voltaggio della batteria e non il livello di corrente che entra ed esce dalla batteria.

Di seguito alcune annotazioni da seguire:

  1. Anche se l’indicazione è al 100% della carica della batteria, questa potrebbe NON essere caricata completamente. Caricate sempre la batteria fino a che il LED Verde sul caricatore vi indica che la batteria è al massimo della carica.
  2. Quando interrompete la carica, la capacità della batteria scenderà rapidamente. Questo perchè il voltaggio usato per caricare la batteria è molto maggiore di quello nominale della batteria stessa. Quanto potrebbe calare dipende da come la batteria viene caricata. Se completamente carica, il livello scenderà intorno al 90% in poche ore, secondo il tipo di capacità (mAh) della vostra batteria
  3. Al momento in cui la carica della batteria raggiunge il 30%, la batteria si scaricherà rapidamente. Cambiate la batteria prima possibile al raggiungimento del 30% di carica.
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Nightscout Menu Bar: glicemia sempre sott’occhio per chi possiede un Mac

Se utilizzate macOS e state cercando un modo per avere la glicemia di Nightscout sulla barra del menu, questa applicazione gratuita fa per voi.

Sviluppato dal giovane Michael Pangburn, Nightscout Menu Bar è un programma leggero, che occupa pochissime risorse del computer, diventando così il compagno ideale per ogni attività svolta da tutti i Nightscouter che possiedono un Macintosh.

Caratteristiche

Queste sono le peculiarità salienti del programma:

  • Livelli del glucosio nel sangue mostrati in tempo reale nella barra del menu;
  • Storia dei valori glicemici a portata di click;
  • Rilevazione automatica della unità di misura (mg/dL o mmol/L), prelevata dalle impostazioni del proprio sistema Nightscout;
  • Personalizzazione del layout, con possibilità di inclusione dell’ora di rilevazione e del delta (ossia dell’incremento del valore glicemico attuale rispetto alla rilevazione precedente);
  • Solo 12 Mb circa di memoria utilizzata.

Installazione

  • Scaricate l’ultima versione del file Nightscout-Menu-Bar.zip ed estraetelo sul vostro Mac;
  • Prendete il file estratto, chiamato Nightscout Menu Bar.app, e aggiungetelo nella Cartella della Applicazioni;
  • Eseguite l’applicazione e, quando richiesto, inserite l’indirizzo del vostro sito Nightscout.

Opzionalmente, potete decidere di eseguire l’applicazione ad ogni avvio, mediante l’aggiunta nel percorso:
Preferenze di sistema > Utenti e Gruppi
Da qui, selezionate il vostro account utente, quindi fate clic su “Elementi login” e aggiungete l’applicazione selezionando il “+”.

Nel caso di problemi di download, potete scaricare Nightscout Menu Bar anche qui.

Download “Nightscout Menu Bar v1.0.2” Nightscout-Menu-Bar.zip – Scaricato 9 volte – 3 MB

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DeeBee Award: finalmente è arrivato l’xDrip per iPhone

L'app, gratuita e non ufficiale, nasce per interfacciarsi con il Dexcom G5 e con tutti i dispositivi della famiglia xDrip.

Lo stavamo aspettando da tempo e per gli amanti della mela morsicata è arrivato finalmente xDrip; ma andiamo per ordine. xDrip è un software che permette di interfacciarsi con i più disparati trasmettitori glicemici per visualizzare le glicemie e renderle disponibili, tramite Nightscout, da qualsiasi dispositivo connesso alla rete (computer, tablet, smartphone, smartwatch). Fino a questo momento è stato solo appannaggio degli utenti Android, ma il talentuoso Johan Degraeve ha deciso che fosse il momento di lavorare alla trasposizione del programma su dispositivi Apple. E così, anche se ancora molto acerbo nelle funzionalità e nella grafica, il piccolo xDrip o se vi piace di più, iosxdripreader, riesce già ad interfacciarsi con vari sensori (il Dexcom G5, originale o rigenerato che sia, BluCon, ecc…) e a mostrare il grafico delle glicemie, trasmettere le letture su Nightscout, e programmare i principali avvisi a cui siamo abituati.

Come posso ottenerla?

L’applicazione non è disponibile in App Store, per poterla installare c’è bisogno che sia firmata con il codice identificativo univoco (UDID) del vostro dispositivo Apple. Per trovare il vostro UDID, occorre raggiungere questa schermata di iTunes e cliccare più volte sul codice ECID, fino a far apparire la scritta UDID. A quel punto potrete comunicare al programmatore il codice, così ottenuto, per firmare l’applicazione.

Dopo aver inviato l’email di richiesta (johan.degraeve@gmail.com), il programmatore inserirà il vostro codice all’interno dell’app, che sarà quindi installabile da quel momento in poi e per tutti i successivi aggiornamenti sul vostro dispositivo. Per avere disponibile sempre la versione più aggiornata dell’app, controllate periodicamente la seguente pagina:

https://github.com/JohanDegraeve/iosxdripreader/releases

Scaricare il file iosxdripreader.ipa

Procedura d’installazione

Con l’iPhone collegato al computer, aprire iTunes, cliccare sul menù “file”, scendere sino alla voce “aggiungi file alla libreria…” e selezionare il file precedentemente scaricato. Avviando la sincronizzazione, partirà automaticamente la procedura d’installazione del programma sull’iPhone.

Funzionamento dell’app

Dopo aver avviato il programma, selezioniamo il sensore che si desidera abbinare all’app; selezioniamo avvia sensore. Poi, sulla schermata principale, teniamo premuto sullo schermo sino ad ottenere una vibrazione. Questo passaggio serve per mantenere il display acceso e facilitare l’abbinamento del trasmettitore. Se si abbina a un Dexcom G5, dopo circa una decina di minuti, riceveremo la notifica per l’inserimento della doppia calibrazione, al termine della quale, apparirà la glicemia ed inizierà la costruzione del grafico. Di default ad ogni lettura, il programma accende il display e mostra il valore glicemico, ma questa opzione è configurabile, così come gli avvisi e la stringa di connessione a Nightscout, dal menù accessibile dal simbolo dell’ingranaggio.

Precisazioni

All’interno dell’app è possibile inserire massimo 100 chiavi UDID univoche. Il programmatore, si è reso disponibile a trovare un metodo tramite altri suoi amici con account Apple sviluppatori, a replicare l’app per avere la possibilità di generare altre chiavi, ma coordinare il tutto non è facile. La cortesia che si chiede, quindi, è quella di richiedere l’attivazione, solo ed esclusivamente se si ha intenzione di utilizzare il programma, altrimenti queste chiavi andrebbero perse. In caso di incertezza e per evitare quindi sprechi, vi invitiamo a desistere, in attesa di un rilascio ufficiale nell’App Store.

Ecco gli screenshot principali dell’app:

Range, menu e preferenze

La grafica è acerba, ma siamo certi che il tempo farà sbocciare questa nuova app come un bel fiore.

L’app, benché neonata e in rapido sviluppo, riceve il DeeBee Award per l’indubbia innovazione portata.

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Heroku e Nightscout: ecco cosa fare se recentemente vi è arrivata questa email (guida passo passo)

Negli ultimi giorni, chi utilizza il metodo Heroku per Nightscout potrebbe aver ricevuto un’email dal team Heroku. Nel qual caso, vi consigliamo di effettuare la modifica che segue, al fine di risolvere una vulnerabilità scoperta di recente.

Procedura di aggiornamento del Node.js

Step 1 – GitHub

Accedete al vostro account Github, con la user e la password che, se avevate usato la nostra guida, vi siete segnati nella tabella.

Navigate nella pagina: https://github.com/nightscout/cgm-remote-monitor

  1. Selezionate la “branch” che avete utilizzato in fase di creazione del vostro Nightscout (solitamente è “master”),
  2. Nell’elenco che comparirà, cercate il file package.json e selezionatelo. Cliccate sul simbolo della matita.

Ora, scorrete verso il basso, sino a trovare questa scritta:

"engines": {
    "node": "0.10.x"
},

Modificate la scritta in:

"engines": {
    "node": "6.11.1"
},

 

Ciò fatto, scrivete nel campo “Commit Changes”:

update to node 6.11.1

Non resta che salvare, cliccando sul bottone verde “Commit Changes”.

Step 2 – Heroku

Ora, accedete al vostro account Heroku, con la user e la password che, se avevate usato la nostra guida, vi siete segnati nella tabella.

  1. Cliccate su “deploy”,
  2. Selezionate la “branch” che avete utilizzato più sù, quando eravate nella pagina Github (solitamente è “master”),
  3. Cliccate sul bottone “Deploy Branch”.

Ora, il vostro Nightscout è di nuovo pronto e fiammante per funzionare al meglio!

Ringraziamo Katie DiSimone e Kate Farnsworth per le immagini e il procedimento, condivisi per la grande community di Nightscout.

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