FreeStyle Libre 2 è pronto all’approdo in Italia

Chi ha l’occhio allenato e l’indole da osservatore, avrà fatto caso che nell’ultimo aggiornamento dell’app ufficiale Abbott FreeStyle LibreLink è inclusa anche la versione FreeStyle Libre 2.
In DeeBee l’avevamo testato già più di un anno fa, quando l’uscita in Italia sembrava imminente. Ora, l’integrazione della seconda versione del sensore nell’app, fa ben sperare.

Come funziona?

Se non fosse per quel piccolo “2” sulla scatola e sui singoli componenti del kit, esternamente la versione di Libre con allarmi sembra identica al suo predecessore.

In caso di valori glicemici alti o bassi rispetto al range, il lettore blu avvisa con un allarme sonoro o vibrazione. Successivamente, ad ogni allarme, bisogna scansionare esattamente come il precedente FreeStyle per sapere la glicemia. La connessione Bluetooth quindi non viene sfruttata per trasmettere i valori glicemici al lettore, ma solo per avvisare.  Lo stesso accade se il lettore resta fuori dalla portata del Bluetooth e non riesce a comunicare con il sensore: avviso sonoro o vibrazione.

Gli allarmi del lettore hanno scarsissima possibilità di personalizzazione: suono alto o basso. Per chi preferisce la discrezione è possibile impostare solo la vibrazione del lettore, ma, come scrive uno dei tester “alla fine il lettore vibrava sempre, spesso quando magari era appoggiato sul tavolo o ero in lontananza, diventando un vero e proprio fastidio, soprattutto mentre ero al lavoro. Alla fine ho disattivato completamente gli allarmi, tornando in pratica alla versione precedente del FreeStyle”.

Posso attivare il sensore Libre 2 con lo smartphone? 

Sì. Esattamente come la precedente versione, in questo caso il sensore verrà letto solo ed esclusivamente dallo smartphone e non più dal lettore. Se gli allarmi li volete sul cellulare, l’unica scelta è l’attivazione del FreeStyle 2 attraverso l’app. Quindi gli allarmi si possono avere o nel lettore o nel cellulare e non in entrambi. 

Cosa succede con i follower?

Lo stesso sensore quindi si potrà usare con il lettore e il cellulare (a scelta uno dei due potrà avere gli allarmi, secondo il dispositivo che è stato usato per attivarlo).

E i follower? Prima di tutto ricordiamo, per chi è alla prima armi, che la glicemia può essere visionata anche a distanza su uno smartphone, via Internet: chi la vedrà – solitamente un genitore T3 o, più in generale un caregiver – è definito follower. Se avete attivato Libre 2 con il cellulare, gli allarmi arriveranno anche ai follower attraverso l’app LibreLinkUp.

FreeStyle Libre 2 è un CGM?

Si definisce CGM (Continuos Glucose Monitoring) un sensore che permette di visionare le glicemie in tempo reale, 24 ore su 24, senza la necessità di utilizzare dispositivi terzi. Ufficialmente FreeStyle Libre non lo è, anche se nel recente accordo con Insulet, il dispositivo viene considerato un vero e proprio CGM.

Quali sono le differenze tra Libre 1 e Libre 2?

Colore del lettore a parte (nero per la prima versione e blu per la seconda), come dicevamo prima, i dispositivi sono identici nell’aspetto e nel packaging.

Le differenze restano nella modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth), nella presenza degli allarmi e nel MARD (Mean Absolute Relative Deviation: è l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). Secondo il produttore, la versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza.

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Watlaa, il Duracell degli smartwatch

Abbiamo provato per voi il nuovo Watlaa, lo smartwarch ideato da un finlandese, papà di un bambino affetto da diabete. Il dispositivo è pensato esclusivamente per la lettura rapida dei valori glicemici, collegato direttamente via Bluetooth ad un dispositivo MiaoMiao o Bubble per la lettura del sensore FreeStyle Libre 1.

Confezione e primo utilizzo 

Lo smartwatch arriva in DeeBee per una prova in una confezione bianca ed essenziale. Le istruzioni sono estremamente scarne e rimandano al sito che invece contiene le informazioni necessarie per usare al meglio l’orologio.

Ergonomia e vestibilità

L’orologio viene fornito con un cinturino in tessuto, comodo e traspirante. La chiusura in velcro mantiene una discreta aderenza, anche se l’impressione è che sia più facile che l’orologio possa ruotare intorno al polso rispetto ai cinturini in pelle con chiusura classica ed a quelli in metallo. È comunque possibile sostituirlo con un altro cinturino da 20 mm in modo semplice.

Lo smartwatch non è impermeabile; resiste a sporadici schizzi d’acqua, ma non a immersioni. Lo schermo ha una buona visibilità sia al chiuso che all’aperto, anche grazie alla scelta di usare lo sfondo nero con colori brillanti.

Semplicità

Croce e delizia del Watlaa è l’interfaccia estremamente semplificata, con un solo tasto sulla parte bassa dello schermo. All’inizio l’utilizzo risulta innaturale, simile ai vecchi orologi digitali in cui per cambiare l’ora occorreva premere molte volte e se si superava di un tocco quella desiderata occorreva “fare il giro”.

Incredibilmente, dopo pochi giorni tutto risulta molto fluido, grazie alla selezione minimale delle funzioni e ad una buona organizzazione del menu: 8 tocchi per connettere il MiaoMiao al dispositivo ed avere la prima lettura.

Tutto il menu è navigabile tramite due tipi di tocco: tocco breve per avanzare, tocco lungo (3 secondi) per selezionare. La semplicità ed intuitività delle funzioni è nettamente superiore rispetto ad un classico smartwatch WearOS.

Funzioni

L’orologio permette queste (e solo queste) semplici funzioni:

  • Collegamento Bluetooth a dispositivo
  • Impostazione di allarmi sonori e vibrazioni (soglia basso, soglia alto, perdita connessione Bluetooth) con configurazione intervalli di controllo e snooze
  • Aggiunta di una calibrazione e reset delle calibrazioni
  • Impostazioni varie come ora, luminosità, ecc ..
  • Conteggio passi (che non abbiamo utilizzato)
  • Visualizzazione storico ma a nostro parere troppo povera per essere realmente utile)

Connettività

Punto dolente del dispositivo l’assenza di connessioni verso l’esterno diverse dal Bluetooth.

Vi è la possibilità di connettere un xDrip da cellulare verso l’orologio, facendo leggere al cellulare l’orologio anziché il MiaoMiao con la funzione “Scansione Bluetooth”. Questa funzione permette di avere tutti i valori “rilanciati” anche sul cellulare, e poter così collegare follower, scaricare dati ed altre funzioni che richiedono connettività internet. Per poterla utilizzare occorre aggiornare xdrip+ e Watlaa all’ultima versione.

Durata batteria

Punto forte del dispositivo una durata della batteria ineguagliabile. Lo abbiamo usato per più di una settimana senza arrivare sotto il 30%. Notevole.

App e supporto

Per il momento lo smartwatch supporta xDrip+ e xDrip per iOS e si prevede la possibilità di usarlo anche con Glimp e Diabox .

I dati possono essere memorizzati per un massimo di 30 giorni e successivamente si possono esportare attraverso l’applicazione Watlaa ed altre applicazioni. L’applicazione Watlaa permette inoltre l’aggiornamento del firmware dello smartwatch. Per ora, complice il recente lancio del prodotto, il supporto da parte della ditta consiste nel piccolo manuale d’uso, ai faq del sito e alle varie informazioni nei forum e social.

Per chi comunque ha il cellulare sempre a portata di mano, è possibile collegare xDrip del cellulare alle letture del Watlaa, scaricando i dati da esso o collegando followers.

In sintesi

Pro: durata della batteria, semplicità di utilizzo, focus sulle reali necessità.

Contro: mancanza di connettività diretta per scarico dati ed integrazioni, unico tasto.

Dopo la prova ci sentiamo di poter consigliare questo smartwatch a chi desidera avere le proprie glicemie al polso usando uno strumento che costa poco e ha un semplice utilizzo. Non avendo la possibilità di connettersi alla rete (se non con un smartphone collegato), risulta ovviamente inutilizzabile per i bambini che necessitano di monitoraggio a distanza. Può essere consigliato invece per chi abbia l’esigenza di non avere sempre con sé il cellulare: la connessione diretta al MiaoMiao è possibile anche dai normali smartwatch android con xDrip+, ma richiede un po’ di esperienza e difficilmente la batteria durerà così a lungo. È quindi una valida alternativa agli orologi oggi in voga per la visione della glicemia al polso.

Emanuele Briano

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FreeStyle Libre con gli allarmi: MiaoMiao 1 vs MiaoMiao 2

Se il detto comune recita “i gatti hanno sette vite” (o nove per gli anglosassoni), un motivo ci sarà. Per ora il gattino più famoso di queste pagine, il MiaoMiao, sta vivendo una seconda vita, con l’uscita della versione MiaoMiao 2. Vediamo quali sono le differenze tra le due versioni.

DIMENSIONI E PORTABILITA’

Senza dubbio il MiaoMiao 2 è più piccolo, sottile e leggero.

 

Se il MiaoMiao 1 si appoggia lateralmente al sensore FreeStyle, il suo erede si posiziona sopra, coprendolo completamente. Questa soluzione da un lato riduce la perdite delle letture, ma dall’altro risultano più frequenti gli errori di schiacciamento del sensore, sopratutto la notte se ci si dorme sopra.

Inoltre con il MiaoMiao 2 risulta meno agevole la misurazione glicemica scansionando con il cellulare o il lettore di Libre. Bisogna tenere presente che il punto più facile per la lettura resta quello consigliato dal produttore del dispositivo.

Se nella prima versione il foro di reset del MiaoMiao si trova all’interno del dispositivo (costringendo l’utilizzatore di toglierlo in caso di necessità), il nuovo reader ha il foro verso l’esterno, facilitando l’operazione.

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BATTERIE E ACCESSORI

Le due versioni del MiaoMiao arrivano dotate di cavo per la ricarica e adesivi per applicazione. La versione nuovo ha in più un’apposita fascetta (in due misure a scelta al momento dell’acquisto), che a volte si allenta col rischio di far cadere il “gatto bianco”.

La batteria del MiaoMiao 1 dura circa 15/20 giorni (si ricarica facilmente in circa due ore; vi segnala l’avvenuta ricarica con luce verde), mentre il nuovo arrivato ha un’autonomia di circa 7/10 giorni al massimo.

APP E GLICEMIE AL POLSO

Le due versioni restano identiche per quanto riguarda le app per la gestione.

Restano invariate anche le soluzioni per avere le glicemie al polso. E se le volete averle a un costo estremamente contenuto, la soluzione con Mi Band è quella che fa per voi.

La comunicazione con l’azienda produttrice in caso di anomalie o guasti non è molto agevole e veloce ma dopo continue sollecitazioni si ricevono informazioni in merito.

Ringraziamo per la collaborazione Ezio Principato,

Francesca e Lorenzo Consonni

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Nuovo aggiornamento per la sveglia glicemica YagiClock

Sono ormai moltissime le famiglie che controllano la glicemia del sensore grazie all’orologio da tavolo creato da DeeBee.

Tra le varie funzioni e informazioni della sveglia, c’è quella che ci informa da quanto tempo il dato glicemico non viene più aggiornato (per capirci: “la glicemia che ti sto mostrando è di 7 minuti fa”). Ebbene, negli ultimi giorni alcuni membri della community DeeBee ci hanno scritto per segnalare che questa informazione era scomparsa all’improvviso dallo schermo della YagiClock.

Si mormora che YagiClock stesse protestando per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. C’è invece chi tra i complottisti ha dato la colpa al Coronavirus (ultimamente va di moda). Infine, qualche programmatore ben informato ha puntato il dito contro l’anno bisestile, il cui 366° giorno sarebbe reo della misteriosa sparizione del dato.

Qualunque fosse il motivo, DeeBee ha pubblicato il nuovo firmware, con il quale chi vorrà potrà aggiornare la propria YagiClock (che tornerà in piena forma!):

Download “YagiClock Firmware 1.5.0” YagiClock_firmware_1.5.0.bin – Scaricato 768 volte – 2 MB

Le versioni del software di YagiClock nel tempo si sono susseguite. Se però siete tra quelli che non hanno ancora mai effettuato un aggiornamento, allora qui troverete il semplice procedimento passo passo.

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GlucoseTray. La glicemia nella taskbar, con discrezione

GlucoseTray - DeeBee.it .



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*Accedendo e utilizzando GlucoseTray Configurator autorizzi DeeBee.it al trattamento dei dati ai soli fini statistici. DeeBee Italia non si assume nessuna responsabilità sulla bontà dei dati visualizzati. Il servizio potrebbe prevedere la raccolta di dati sensibili in forma assolutamente anonima. GlucoseTray è da considerarsi un progetto sperimentale e non dev'essere utilizzato per prendere decisioni terapeutiche. Prima di ogni trattamento medico, chiedere consiglio al proprio diabetologo di fiducia.
Questo progetto non è legato in alcun modo alla casa produttrice del vostro sensore glicemico.

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Come riavviare il sensore Dexcom G6 per usarlo oltre i 10 giorni

Come riavviare il Dexcom G6

A differenza di Eversense, che dura 6 mesi, il sensore del Dexcom G6 dev’essere sostituito ogni 10 giorni. Oggi, però, vi parlo del riavvio del Dexcom G6, che permette di estendere la durata a più di 10 giorni.

Ufficialmente non si deve fare, ma vince la necessità di arginare il più possibile la spesa per l’acquisto dei dispositivi. E riavvio sia! Il primo tentativo fallisce perché non ricordavo di dover stoppare il sensore prima della scadenza. Il messaggio “il sensore non può essere riutilizzato” non mi piace per nulla, ma non demordo. Riprovo facendo “stop sensor” e in questo modo è come se il sensore fosse non utilizzato. Al riavvio ho inserito il codice che c’è sulla confezione, cosa che non avevo fatto al primo avvio dieci giorni fa. Dopo due ore dal riavvio eccoci nuovamente online: la tripletta glicemica va!

La cosa singolare è che il G6 non mi ha richiesto le due calibrazioni o altro, semplicemente mi ha dato un primo valore, anche abbastanza allineato. Nei vari tutorial che avevo consultato c’erano delle indicazioni specifiche che non ho seguito, con il mio smartphone Android è andato tutto a buon fine senza problemi.

Però sta diventando un problema la tenuta dei cerotti. I bordi iniziano ad alzarsi e il prurito sta diventando fastidioso. Le temperature di questi giorni non aiutano, il mio continuo movimento neanche. Non resta altro che rinforzare con Fixomull Stretch…

COME RIAVVIARE IL DEXCOM G6

Voglio condividere con voi i passi che ho seguito per riavviare il mio Dexcom G6.

  1. Aspettare la scadenza del sensore e l’avviso (oppure stoppare la sessione a mano),
  2. Sfilare il trasmettitore dal sensore,
  3. Attendere 40 minuti,
  4. Riavviare il telefono,
  5. Riattaccare il trasmettitore,
  6. Avviare la sessione inserendo il codice,
  7. Aspettare le 2 ore,
  8. Le letture iniziano senza la richiesta di calibrazione,
  9. Controllare nelle impostazioni la data di scadenza della sessione,
  10. Appena si presenta un momento di curva piatta, calibrare,
  11. Se il valore del Dexcom G6 non si allinea al glucometro, inserire il valore una seconda volta.

Se si possiede un iPhone, il punto 4 può essere saltato. Con Android è preferibile seguire tutti i punti.

Per sfilare il trasmettitore (punto 2) io ho preso una tessera, l’ho tagliata con le forbici ricavando una striscetta larga 1 cm. Che ho poi limato da un lato, rendendola estremamente affilata (ho usato la lima per unghie di mia moglie, ma non diteglielo!).

Poi, ho infilato questa striscia sul lato, tra il trasmettitore e il bordo di plastica trasparente del sensore. Prima da un lato e poi dall’altro.
Ecco una foto che indica dove inserire la striscia aguzza, dalla parte della punta limata (chiaramente, voi non dovrete staccare il sensore dal braccio, come invece vedete nella foto, il sensore deve rimanere incollato sul corpo e dovete sfilare solo il trasmettitore grigio!).

Un’ultima raccomandazione: quando inserite un nuovo sensore, non perdete il codice a 4 cifre. Copiatelo o fate una foto, perché vi servirà per il successivo riavvio!

Vuoi conoscere Mario e tanti altri utilizzatori di Eversense? Iscriviti nel gruppo Facebook protetto Eversense Utenti Italia per trovare risposta a tutte le tue curiosità!

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DD-Guard, il nuovo progetto open source per le glicemie a distanza di Medtronic MiniMed 670G

Il suo nome è DD-Guard, (acronimo di Diabetes Data Guard, la guardia dei dati glicemici). Il suo motto: “Semplice da usare e facile da configurare”. Il suo creatore, un papà T3, Ondrej Wisniewski.

Sembrano una storia e un progetto fatti su misura per essere raccontati da noi di DeeBee!

«Tutto è cominciato l’estate dello scorso anno quando a mia figlia Julia, allora undicenne, è stato diagnosticato il diabete di tipo 1, ci ha raccontato Ondrej. Dopo qualche mese di terapia con le penne mia figlia, incoraggiata da noi genitori e dai medici, ha deciso di passare al microinfusore. Abbiamo scelto il MiniMed 670G della Medtronic che sembra essere uno dei più evoluti attualmente sul mercato. Siamo subito rimasti sorpresi che un dispositivo così tecnicamente avanzato non avesse la possibilità del monitoraggio della glicemia a distanza.

Qualche mese dopo siamo venuti a conoscenza del sistema Nightscout che ha subito attirato il mio interesse. Io sono un ingegnere elettronico e da qualche anno mi occupo di progettazione di sistemi Internet of Things che comprende il monitoraggio e controllo di vari tipi di dispositivi a distanza tramite Internet e servizi Cloud. Quindi avevo già esperienza nell’ambito e ho cominciato a studiare il funzionamento di Nightscout. Essendo un sistema molto complesso che gestisce vari tipi di dispositivi per il monitoraggio continuo del glucosio, il suo impiego risulta abbastanza difficoltoso. Così mi è venuta l’idea di progettare un nuovo sistema che sia facile da installare e utilizzare, quindi alla portata di tutti».

DD-Guard è stato ispirato dal progetto Nightscout e dalla comunità #WeAreNotWaiting che promuove gli sforzi del fai-da-te per sfruttare le ultime tecnologie atte a semplificare la vita delle persone con diabete di tipo 1 e dei loro caregiver. Rispetto alla configurazione classica di Nightscout, DD-Guard spicca per la maggiore comodità d’uso derivante dall’utilizzo di RaspberryPi (un vero e proprio microcomputer), del quale Ondrej spiega che «ha due porte separate ed è possibile farlo ricaricare e allo stesso tempo avere collegato il glucometro; cosa che con la soluzione attuale non sempre è fattibile, a meno di utilizzare – quando funziona – un cavetto a Y».  È proprio RaspberryPi che si occupa di spedire le glicemie online. In pratica, il RaspberryPi (lo scatolotto nero in foto, chiamato gateway) si va a sostituire all’accoppiata “cavetto+smartphone” su cui è installata l’app 600uploader della soluzione classica.

Un progetto in evoluzione

Come spesso accade per i progetti open, la documentazione e il codice sorgente sono pubblicati su Github, per mettere a disposizione quanto sviluppato finora. «Mi piacerebbe che qualcuno potesse contribuire allo sviluppo in modo da raggiungere al più presto l’obiettivo di fornire un sistema di facile utilizzo, usabile anche da chi non è un esperto di elettronica o informatica», sottolinea l’eclettico papà.

In effetti, ciò che al momento manca a questo sistema è la portabilità del gateway per poter monitorare i dati del 670G anche quando l’utilizzatore non si trova in una zona coperta da Wi-Fi. Per questo motivo, ci fa sapere Ondrej, «sto già provando un nuovo dispositivo più piccolo che potrà essere alimentato a batteria. Inoltre servirebbe un’interfaccia utente intuitiva che permetta di impostare i parametri necessari per il corretto funzionamento del gateway. Alla fine, vorrei sostituire l’app attuale, che è solo un prototipo, con un app sviluppata in modo nativo per Android (e forse anche iOS)».

L’interfaccia, sebbene essenziale, risulta gradevole e pulita.

Come funziona DD-Guard

L’idea di base è quella di ricevere in tempo reale i vari dati del 670G come il valore glicemico, lo stato di carica della batteria e le unità di insulina residue, tramite il glucometro “Contour Next Link 2.4”, che funge da ponte radio tra il gateway e il microinfusore. Dati che poi vengono caricati sul cloud e su un dispositivo mobile dove vengono eventualmente visualizzati con l’app DD-Guard. Siamo certi che i più scafati si staranno già chiedendo: “Ma il glucometro servirà ancora?”. La risposta è: sì!

Riassumendo brevemente, questo è l’hardware necessario per approntare DD-Guard:

  1. Medtronic MiniMed 670G e Guardian Link,
  2. Glucometro Contour Next Link 2.4,
  3. Uno smartphone,
  4. Un computer a scheda singola con USB e Wi-Fi come RaspberryPi 3 o simile.

Verosimilmente, chi è interessato a DD-Guard avrà già i primi tre e, di conseguenza, l’unica cosa che dovrà fare sarà costruire il gateway, seguendo la guida presente su Github.

In merito alle integrazioni future con altri sistemi, tra cui figurano Nightscout e Tidepool, Ondrej aggiunge: «mi sto documentando riguardo il sistema Yagi e trovo piuttosto interessante la sveglia glicemica YagiClock. Sto cercando di capire se ci sono delle sinergie, poiché l’idea principale di DD-Guard è probabilmente simile a YagiClock, ossia fornire al utente un dispositivo (il gateway) pronto al uso, ma anche un app per la visualizzazione dei dati/grafici da scaricare dai store ufficiali di Android e iOS».

Non possiamo che raccogliere e girare a tutti voi il suo appello: «L’obiettivo finale di questo progetto deve essere un’applicazione nativa per smartphone, open source, di cui abbiamo il controllo completo. I collaboratori che vogliono dare una mano in questo senso saranno i benvenuti». E ricordate sempre che, come riporta la pagina Github, questo progetto non è associato o approvato da Medtronic. Se si decide di utilizzare DD-Guard, lo si fa a proprio rischio e pericolo.

In alto i nostri smartwatch!

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Server Dexcom offline: come continuare a vedere le glicemie da lontano

Pochi giorni fa abbiamo assistito a un disservizio dei server Dexcom che ha provocato scompiglio tra i T3 della community (i genitori di figli affetti di da diabete e, più in genere, i caregiver). La conseguenza di questa interruzione temporanea dell’accesso online ha comportato l’impossibilità di monitorare le glicemie da remoto.

COME OVVIARE AL PROBLEMA: TEAMVIEWER

Come tanti nostri assidui lettori già sanno, oltre alla trasmissione delle glicemie attraverso il cloud ufficiale Dexcom, per la condivisione remota dei valori glicemici esistono sistemi alternativi, quali Yagi di DeeBee.it e Nightscout.

Oggi, però, vogliamo presentarvi un’alternativa. È una soluzione tampone immediata, utile soprattutto in circostanze come quelle presentatesi domenica, da utilizzarsi per poter dare “un’occhiatina” alla glicemia quando i valori non arrivano più sui nostri cellulari. Insomma, è proprio quella che fa per noi!
L’app di cui parliamo si chiama TeamViewer, e il suo scopo è quello di mostrare in lontananza il display di un telefono, come se questo fosse nelle nostre mani.

A sinistra, il master che riceve le glicemie del Dexcom.
A destra il telefono del genitore, che può essere usato in lontananza per visualizzare e comandare il master.

COSA INSTALLARE

La soluzione di per sé è concettualmente semplice (però, diamo credito a chi l’ha creata: la realizzazione è tutt’altro che banale!) e consiste di due moduli:

  1. Un’app che spedisce le videate del telefono in tempo reale (e in movimento);
  2. Una seconda app che riceve le videate e le visualizza.

Un enorme pro di TeamViewer è portato dal suo team di sviluppo, che ha creato questa piattaforma per innumerevoli sistemi operativi. Cioè, oltre ad Android e Apple, si potrà usare anche con Windows, Mac e addirittura Windows Mobile e BlackBerry! E, tutto ciò, ricordando che è gratuito per un utilizzo non commerciale. Chapeau.

L’APP CHE SPEDISCE/1: QUICKSUPPORT

Sul master occorre installare l’app che permette di condividere le videate dello smartphone, che si chiama TeamViewer QuickSupport. È disponibile sia per Android che per dispositivi Apple. C’è però una differenza sostanziale tra le due piattaforme: prima della sessione di condivisione da parte di QuickSupport, è necessario che chi possiede il master, acconsenta estemporaneamente alla connessione del dispositivo remoto. Ciò significa che ogni inizio connessione dovrà essere autorizzata da chi fisicamente ha con sé il telefono master.

L’APP CHE SPEDISCE/2: HOST

A risolvere questo nodo ci pensa una seconda app, dedicata sempre alla spedizione, da installare sempre sul master (in alternativa a QuickSupport), che si chiama TeamViewer Host. A causa delle policy più stringenti dei device della mela morsicata, questa app è disponibile solo per dispositivi Android. In sostanza, grazie a Host, chi desidera può connettersi in qualsiasi istante e in modo sicuro al telefono master (previo inserimento di email e password), perfino se questo ha il display spento. Mela morsicata ma, questa volta, anche mani…

L’APP CHE RICEVE: REMOTE CONTROL

Il realtà, definire il ricevente come “app” è riduttivo (e formalmente sbagliato). Difatti, per visualizzare la schermata del master, si può usare un’app come anche un browser.

Per una consultazione in mobilità, noi abbiamo testato con successo TeamViewer Remote Control, ossia l’app per la ricezione dello schermo del master, installabile sia su dispositivi Apple che Android.

SICUREZZA DEL SISTEMA

La connessione è sicura poiché, per ogni accesso relativo a un dispositivo non censito prima, riceveremo dai server di TeamViewer un’email che avvisa della nuova connessione e ci richiede l’autorizzazione a procedere. Inoltre, oltre all’utilizzo di una password, è possibile abilitare l’autenticazione a due fattori.

Come ci ricorda il sito: “Le connessioni di TeamViewer avvengono attraverso canali completamente sicuri, basati sul RSA Public-/Private Key Exchange a 2048 bit e crittrografia AES 256 bit. Questa tecnologia è la stessa impiegata dal protocollo https/SSL ed è considerata estremamente sicura secondo gli standard attuali. L’autenticazione a due fattori offre un ulteriore livello di sicurezza per proteggere gli account TeamViewer da accessi non autorizzati. In abbinamento al controllo dell’accesso attraverso la whitelist, TeamViewer consente all’utente di soddisfare le direttive HIPAA e PCI. Con l’autenticazione a due fattori, che si aggiunge al nome utente e password, per effettuare il login a un account TeamViewer occorre un codice generato su un dispositivo mobile. Un apposito algoritmo genera il codice password con scadenza a tempo, utilizzabile una sola volta”.

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Freestyle Libre: quale smartwatch per MiaoMiao e BluCon?

Sempre più persone chiedono aiuto e chiarimenti per poter avere al polso le glicemie rilevate da FreeStyle Libre con MiaoMiao e Blucon. Secondo le rispettive necessità ed esigenze, le risposte sono spesso tante, con il rischio di confondere le idee. Ci ha pensato Sérgio Silva, amministratore del gruppo portoghese www.diabet1cos.pt, a mettere un po’ di ordine.

Quale smartwatch scegliere?

In commercio esistono smartwatch  in grado di leggere direttamente i valori di MiaoMiao e Blucon, ma non tutti possono inviare questi valori glicemici ai follower (cioè a distanza, ai familiari). Ce ne sono altri che possono soltanto mostrare i valori delle app xDrip+, Glimp o Spike installate nel cellulare. È fondamentale capire esattamente cosa fanno i vari smartwatch per evitare un’acquisto errato e inutile.

È necessario non lasciarsi ingannare da siti che offrono imitazioni degli smartwatch e che, per il prezzo conveniente, finiscono per essere allettanti.

Mai comprare uno smartwatch che indica solo “Compatibile con Android o iOS”. E’ importante che abbiano tra le loro specifiche l’utilizzo di uno dei seguenti sistemi operativi: Android 4.4, 6, 7 o più -NO 5!-, oppure Android Wear o, ancora, che dispongano di un quadrante dedicato alla visione della glicemia.

Molti acquirenti fanno confusione tra “Android” (nelle sue varie versioni: 4.4, 6, 7, ecc.), “compatibile con Android” e “Android Wear” (quest’ultimo ribattezzato recentemente in “WearOS”): sono tre sistemi differenti:

  1. “Compatibile con Android”: non va bene per i nostri scopi;
  2. “Android” (nelle sue varie versioni: 4.4, 6, 7, ecc.): va bene, ma dipende dall’utilizzo che ne fate;
  3. “Android Wear” (o “WearOS”): va bene, ma dipende dall’utilizzo che ne fate.

Sistema operativo Android (4.4, 6.0, 7.0…)

Ecco le caratteristiche offerte da un orologio con Android a bordo.

PRO
  • Prezzo accessibile: a partire da 60€
  • Offre la possibilità di alloggiare una SIM 4G al suo interno, per inviare dati ai follower (attenzione: *solo se* nelle specifiche è scritto che supporta la SIM telefonica).
  • Funziona come se fosse un telefono cellulare, cioè riceve le glicemie direttamente da MiaoMiao/BluCon.
  • Se si vuole avere il valore in un altro telefono cellulare, sarà necessario impostarlo come master: in tal caso potrà spedire i dati in lontananza tramite SIM o WiFi.
CONTRO
  • Non permette di avere i valori nella schermata principale. Sarà sempre necessario aprire l’applicazione! Questo richiede tempo e per chi pratica sport non è affatto pratico; e lo stesso deve essere fatto per silenziare gli allarmi.
  • Poca autonomia. La durata è compresa tra le 8 e le 12 ore: è importante non consultare in continuazione i valori perché il consumo della batteria è molto rapido.
  • Un orologio in particolare, il Finowatch Q1 PRO, è usato principalmente dai bambini per inviare i dati ai loro genitori, anche se la dimensione non è molto piccola. Alcuni tolgono il cinturino e portano lo smartwatch in una borsa, in tasca, oppure in custodie create ad hoc.
  • Non ho menzionato la versione Android 5 perché c’è qualche problema con il Bluetooth.

Quali sono gli smartwatch Android più usati?
1. Finowatch Q1 PRO, acquistabile dal rivenditore italiano usando il buono sconto DeeBee oppure da qui.
2. Lemfo 7, 8, 9 e X, acquistabile qui.

Sistema operativo WearOS (Android Wear)

Ecco le caratteristiche offerte da un orologio con WearOS a bordo.

PRO
  • Consente di ricevere valori da MiaoMiao senza bisogno di un telefono cellulare nelle vicinanze. I valori ricompaiono sul telefono cellulare quando ci si avvicina con l’orologio.
  • Permette di avere i valori da visualizzare sullo schermo, il che lo rende molto adatto per chi pratica sport o per chi, per altri motivi, non può toccare in continuazione lo smartwatch o il telefono.
  • Hanno 24 ore o anche più di autonomia, a seconda del modello.
CONTRO
  • Prezzo superiore a 120€
  • È necessario uno smartphone Android per configurare, calibrare o avviare un nuovo sensore.
  • Non c’è la possibilità di inviare i dati ad un follower; per farlo serve necessariamente un telefono cellulare nelle vicinanze (ad eccezione di alcuni modelli, come Huawei Watch 2 con SIM 4G, il cui telefono cellulare può essere anche lontano – ma acceso e connesso al web -: in tal caso spedirà anche i dati ai follower).
  • Alcuni modelli non hanno altoparlante, ma vibrano soltanto in caso di ipo, iper, ecc.

Quali sono gli smartwatch WearOS più usati?
Ticwatch E, S, E2, S2, S2, C2, PRO
Fossil, acquistabili anche su Amazon
– Huawei Watch 2 (in foto)

Quali sono le differenze tra i modelli Ticwatch? Eccole, riassunte in uno schema di facile consultazione.

Bisogna tenere presente che i modelli C2, S2 e E2 non hanno lo speaker, quindi vibrano solamente.

Oltre a questi orologi, ve ne sono altri non Android che permettono di avere la glicemia al polso…

Smartwatch non Android (hanno un sistema operativo proprio, ma con quadranti dedicati alla glicemia)

Ecco le caratteristiche offerte da un orologio con un sistema proprietario a bordo.

PRO
  • Permette di avere i valori da visualizzare sullo schermo, il che lo rende molto adatto per chi pratica sport o per chi, per altri motivi, non può toccare in continuazione lo smartwatch o il telefono.
  • Hanno molte ore di autonomia (anche 3-4 giorni), a seconda del modello.
CONTRO
  • È necessario uno smartphone Android per configurare, calibrare o avviare un nuovo sensore.
  • Non c’è la possibilità di inviare i dati ad un follower; per farlo serve necessariamente un telefono cellulare nelle vicinanze.
  • Non consente di ricevere valori da MiaoMiao senza bisogno di un telefono cellulare nelle vicinanze.

Da sinistra a destra: Pebble Time, Fitbit Versa,
Sony Smartwatch3 (Android Wear), Fitbit Ionic
(fonte: community Facebook DeeBee.it)

Quali sono gli smartwatch “non Android” più usati?

  • FitBit Ionic e Versa (consigliati): qui trovate una recensione
  • Samsung (vari modelli – metodo sconsigliato): i Samsung hanno come sistema operativo TIZEN, che permette di avere solo i valori da inviare tramite Nightwatch oppure xDrip, con il cellulare nelle vicinanze.
  • Garmin (vari modelli).
  • Pebble (sconsigliato): sebbene questi orologi si prestino molto bene per avere la glicemia al polso, sono andati fuori produzione per cui, una volta acquistati, c’è il rischio di non sostituzione in caso di malfunzionamenti.
©Riproduzione riservata
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Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

YagiClock: cos’è e come richiedere la “sveglia glicemica” da tavolo

Visto il successo dell'iniziativa, vi raccontiamo YagiClock: a cosa serve, quali sono le sue funzioni, come riceverla e come fare l'upgrade con versioni sempre più evolute e intelligenti della "sveglia glicemica" marchiata DeeBee.it
Cos’è YagiClock

È la sveglia creata al 100% per DeeBee, da Fabrizio Casellato, sia nella foggia e sia nel software che la governa. Oltre all’ora corrente, come un comune orologio da tavolo, è in grado di mostrare la glicemia di un qualsiasi sensore glicemico in tempo reale, anche a distanza e di suonare in caso di ipo o iperglicemia.

Con quali sensori funziona?

YagiClock funziona con tutte le marche e modelli (FreeStyle Libre, Dexcom G6, G5 e G4, Medtronic 670G, 640G e Veo, Eversense, Medtrum, ecc.), con o senza Nightscout. Per i meno informatici, al posto di Nightscout si può usare il sistema Yagi (a eccezione di Veo e Medtrum S7), creato da DeeBee Italia, senza possedere nessuna nozione tecnica: in pratica, “lo installi e va”.

Vi consigliamo di navigare nei link sopra riportati, per capire esattamente in che modo il vostro sensore può spedire le glicemie in lontananza e sulla YagiClock (ad esempio, chi ha Dexcom potrà utilizzare l’app xDrip+Yagi, chi ha Libre dovrà munirsi di un dispositivo che legge le glicemie in tempo reale 24/24, chi ha Medtronic dovrà collegare un cellulare al glucometro).

Quante versioni di YagiClock ci sono?

Esistono 2 tipi di YagiClock, uguali nel funzionamento ma molto diverse dal punto di vista estetico:

  1. Il modello BASIC, di colore è nero.
  2. Il modello TOP. I colori del modello TOP sono: arancione, bianco, rosso, fucsia, viola, blu, giallo, verde e nero.

Come faccio a richiedere la mia YagiClock?

Per ricevere YagiClock è sufficiente un’offerta. Mandateci un’email a: richieste@deebee.it e vi daremo tutte le indicazioni.
Quando vi spediremo la YagiClock, vi forniremo il codice di tracciabilità e saprete in ogni istante dove si trova il vostro pacco.
Un cavetto microUSB è incluso.

Posso aggiornare la YagiClock quando esce un nuovo software con più funzionalità?

Sì. Per farlo è sufficiente seguire una semplice procedura, collegando la YagiClock al cavetto USB.

YagiClock funziona senza essere attaccata alla presa?

Sì, ma per poco meno di un’ora! La sveglia dev’essere collegata a una fonte di corrente (presa USB, trasformatore del telefono, PC, ecc.), poiché è fornita di una batteria tampone, che le consente di non spegnersi durante eventuali blackout di corrente.

Serve il WiFi per ottenere le glicemie?

Sì, per ricevere le glicemie YagiClock si deve connettere a Internet. E per farlo utilizza la rete WiFi.

Ci sono gli allarmi?

Sì, YagiClock può suonare in caso di ipo o iperglicemia. Qui trovate le semplici istruzioni per impostare le soglie e gli allarmi.

Serve per forza Nightscout o occorre seguire procedure complesse?

No. E non è necessario neppure creare Nightscout per vedere la glicemia e i valori capillari (ossia le calibrazioni). Se siete interessati a visualizzare anche i boli, allora – per ora – serve Nightscout.

Quale progetto finanzierò se richiedo YagiClock a DeeBee Italia?
Il ricavato viene come sempre investito totalmente nelle iniziative di DeeBee. Ovviamente, donazioni più grandi sono molto ben accette (ringraziamo di cuore tutti i donatori che fino ad oggi, ognuno secondo le proprie possibilità, ha già sostenuto i nostri progetti).  Per esempio: oltre a qualsiasi previsione, nell’ambito della nostra campagna “Basta una Goccia”, abbiamo iniziato per il secondo anno consecutivo la fornitura del materiale necessario per la glicata da dito per tutti i bambini seguiti al Policlinico Umberto I di Roma  e… a breve inizieremo altrove. Quindi AIUTATECI! E se conoscete qualcuno che potrebbe essere interessato a questo progetto, passate parola.

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