Sistema integrato Medtrum A6 TouchCare®

La mia esperienza con Medtrum A6 TouchCare® è stata semplicemente commovente. Giorni di utilizzo 40 (al momento della stesura di questo pezzo). Premetto che prima di questo sistema ho utilizzato il microinfusore Cellnovo con sensore Dexcom G5 per 2 anni e mezzo. Trovo il sistema Medtrum A6 TouchCare® nel suo insieme (micro + sensore) preciso, affidabile, comodo e molto user friendly. Se dovessi mettere in elenco le caratteristiche che mi hanno stupito positivamente del sistema, sicuramente le dettaglierei così…

Nota. L’articolo, scritto da Maria Lorenza Dalle Pezze, lettrice di DeeBee.it a cui vanno i nostri ringraziamenti, riporta dati oggettivi insieme a impressioni soggettive. Le considerazione finali sono da ritenersi a carattere personale dell’autrice.

MICROINFUSORE
  • Caricamento della cartuccia semplice e veloce, pare non avere problemi di bolle o di occlusione; almeno, per me è stato così fino ad ora.
  • Inserimento manuale e assolutamente indolore (e io il dolore lo sento!): dopo aver collegato la nuova patch serbatoio (monouso che si sostituisce ogni 3 giorni, ovvero 72 ore + 8 ore) alla pompa riutilizzabile, si fissa con l’adesivo il microinfusore al corpo e si spinge il pulsante che inserisce l’ago. Questo inserimento è risultato per me praticamente indolore, decisamente meno fastidioso del sistema utilizzato nella mia precedente esperienza di microinfusore Cellnovo che aveva un ago in teflon inserito tramite un insertore. L’ago di Medtrum è in metallo, lungo 5 mm (32G).
  • Il cerotto del microinfusore è molto resistente. Forse io non sono il miglior tester perché ho la pelle molto secca e sudo davvero poco, ma non ho mai avuto necessità di rinforzarlo, neanche durante il running, la bicicletta o la piscina. Trovo invece meno saldo il cerotto biadesivo che unisce la pompa (la parte colorata che si riutilizza) al cerotto della patch serbatoio che a volte si stacca un po’. Nessun problema circa la sicurezza della tenuta del microinfusore, che rimane ancora saldamente incollato al corpo, ma non è bello da vedere e si ha anche la sensazione che si possa staccare da un momento all’altro. In questi casi è comunque stato sufficiente attaccarlo con del nastro trasparente (tipo Fixomull Trasparent). Faccio anche presente che il passaggio del fissaggio con il biadesivo non è, al momento, presente sul manuale ma è importante e lo si trova anche nei video ufficiali di Medtrum. Metto un immagine per cercare di spiegarmi.Il nastro biadesivo va posizionato sulla pompa

Il nastro biadesivo permette alla pompa di attaccarsi al cerotto bianco della patch serbatoio.

  • Calcolatore di bolo. Inserendo i carboidrati che si intendono assumere, questa funzione calcola la quantità di insulina necessaria in base al rapporto insulina/carboidrati impostato. È anche possibile inserire manualmente la glicemia che verrà, se necessario, utilizzata nel calcolare la quantità di insulina dovuta se la glicemia è al di sopra o al di sotto del target impostato per una determinata fascia oraria, utilizzando il fattore di correzione settato (ad esempio se si è impostato un target glicemico compreso tra 90 e 110, il calcolatore di bolo aggiungerà insulina al calcolo se la glicemia inserita è maggiore di 110, oppure la toglierà se è minore di 90) . Il calcolatore di bolo tiene in considerazione l’insulina ancora attiva da un precedente bolo e la sottrae a quella suggerita in caso di bolo di correzione, mentre i carboidrati inseriti sono sempre considerati nella loro totalità. Il bolo può essere normale, esteso oppure combo. Infine è anche possibile somministrare un bolo manuale, cioè senza utilizzare il calcolatore.
  • Allarmi sonori, vibrazione e volume: Il microinfusore è dotato di allarme acustico e anche di vibrazione che intervengono solo nei casi di allarmi che impongono il cambio set (ad esempio ostruzione, scadenza della pompa comprese le 8 ore oltre le 72), ma anche quando il microinfusore sospende in automatico la basale per prevista ipoglicemia. Questi allarmi non sono molto forti e non sono silenziabili o disattivabili. Personalmente fatico a sentirli, il che può essere pregio o difetto a seconda delle situazioni, cioè in ufficio non disturba ma neanche si sente in situazioni di rumore medio tipo passeggiando in città. Anche la vibrazione non è forte e personalmente non sempre la sento, ma dipende anche da dove è posizionato il micro. Il PDM, invece suona o vibra in caso di avviso o allarme e ripete il suono o la vibrazione fino a quando non si dà l’ok alla lettura della notifica. Il volume del PDM non è modificabile e personalmente lo trovo assolutamente poco invadente e questa è una caratteristica che apprezzo molto. Per avere avvisi e allarmi a volume alto è necessario impostare un buon volume sul proprio smartphone grazie all’app collegata (di cui scriverò più avanti).
  • L’estetica non è la più elegante in circolazione, ma nulla vieta di abbellire il microinfusore con stickers!

  • Il microinfusore è resistente alle immersioni con certificazione IPX8 (2,5 m, 60 min).Omnipod a sinistra – Medtrum a destra

IL PDM

Il PDM (Personal Diabetes Management – Gestore Personale del Diabete) è il palmare che permette di impostare tutte le preferenze del Microinfusore e del Sensore e di dare gli input dispositivi, attraverso il touch screen a colori intuitivo e molto reattivo al touch.
Anche il PDM mi ha subito colpito per le sue caratteristiche di facilità di utilizzo, piccole dimensioni, ottima risoluzione dello schermo e durata della batteria.

Facilità di utilizzo: il PDM presenta una schermata principale che visualizza la situazione del momento:

Una volta sbloccato il PDM, questa schermata viene aggiornata con anche l’icona di EasyLoop (sospensione automatica della basale – l’icona grigia a sinistra) e  l’icona che indica quanto manca alla successiva calibrazione (l’icona rossa a destra).

E poi scorrendo con il dito si accede:

  • a sinistra al menu a icone
  • in basso al riepilogo degli avvisi/allarmi attivi
  • a destra al riepilogo di stato

  • in alto al menu veloce per attivare un bolo utilizzando il calcolatore di bolo, inserire una calibrazione attivare/disattivare l’audio o la vibrazione del PDM e regolare la luminosità

Caratteristiche

  • Piccole dimensioni: il PDM misura 76,2 x 48,4 x 9,375 mm, schermo da 2,4 pollici, peso 42,4 g.
  • La custodia in gomma antiscivolo è fornita e in genere di colore abbinato con il microinfusore ed è, a mio avviso, indispensabile soprattutto per la funzione antiscivolo. Lo schermo è in plastica.
  • Risoluzione dello schermo: davvero ottima, anche sotto il pieno sole del mezzogiorno estivo si riescono a leggere chiaramente tutti i dati. L’illuminazione è comunque regolabile.
  • Batteria: il PDM è alimentato con una batteria Li-Po integrata da 3,8 V che dura in carica, secondo il manuale, circa una settimana. In realtà difficilmente dura una settimana ma sicuramente almeno 4-5 giorni, poi chiaramente dipende anche da alcuni fattori di utilizzo ed impostazioni come la frequenza di utilizzo del PDM, dall’illuminazione e la durata di retroilluminazione impostata, ecc. Vengono forniti alimentatore e cavo di ricarica, che comunque sono microUSB standard.
  • Comunicazione: il PDM interagisce con il microinfusore e il sensore tramite comunicazione wireless in RF, dichiarata comunicazione a 10 metri con il trasmettitore e a 4 con il microinfusore. Dall’esperienza posso dire che la comunicazione è ottima e anche in caso di perdita di segnale per distanza o barriera (acqua), la comunicazione viene ripresa davvero molto velocemente una volta riavvicinati, cioè al massimo nell’arco di alcuni minuti.

Il sensore Medtrum A6 ha caratteristiche molto simili al sensore A7 di cui DeeBee.it ha già parlato e da cui differisce soprattutto per la durata (7 giorni, anziché 14) e per il fatto che il trasmettitore debba essere ricaricato ad ogni cambio.


Il sensore A6 è integrato con il microinfusore quindi comunica direttamente ed possibile attivare la tecnologia EasyLoop con sospensione automatica della basale in caso di previsione di ipoglicemia.

CARATTERISTICHE DEL SENSORE

  • durata 7 giorni (poi va sostituito);
  • necessita di due ore di riscaldamento;
  • richiede una calibrazione ogni 12 ore (due al giorno);
  • rilevazioni glicemiche ogni 2 minuti;
  • precisione dichiarata MARD 9%;
  • applicazione praticamente indolore, estremamente semplice e possibile anche con una sola mano.

CARATTERISTICHE DEL TRASMETTITORE

  • le dimensioni sono identiche a quelle del trasmettitore S7;
  • dura un anno, ma va ricaricato ogni volta che si sostituisce il sensore attraverso una stazione di ricarica e si ricarica completamente in circa 15-20 minuti;
  • subacqueo, con certificazione IPX8 ovvero resiste a 2,5 metri di profondità per 60 minuti;
  • comunicazione wireless con il PDM fino a 10 metri (dichiarati).

TECNOLOGIA EASYLOOP

La tecnologia EasyLoop è attiva quando microinfusore e sensore sono entrambi on line, ovvero quando comunicano con il PDM. È possibile settare il tempo di attivazione della sospensione della basale rispetto a quando il sensore prevede che la glicemia raggiunga il limite basso impostato e si può impostare anche la velocità di discesa. La sospensione della basale viene attivata quando entrambe le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • il valore della glicemia da sensore è uguale o inferiore a 70 mg/dl oltre il limite di sospensione minimo;
  • il valore della glicemia da sensore previsto è in discesa o entro 15 mg/dl oltre il limite di sospensione minimo nel periodo di tempo stabilito, con tasso di variazione negativo.

Un esempio pratico per meglio comprendere: se io ho impostato il limite di sospensione minimo a 70 mg/dl e il tempo di previsione di raggiungimento del minimo in 30 minuti, la tecnologia EasyLoop sospenderà la basale se la mia glicemia al momento è minore di 140 mg/dl e il sensore prevede che potrebbe raggiungere i 70 mg/dl entro 30 minuti.
La sospensione della basale sarà attiva da un minimo di 30 minuti ad un massimo di 2 ore e la somministrazione della basale riprenderà in autonomia qualora vengano soddisfatte entrambe queste condizioni:

  • il valore della glicemia da sensore è superiore di almeno 15 mg/dl rispetto al limite di sospensione minimo;
  • il valore di glicemia da sensore prevista è superiore di almeno 30 mg/dl rispetto al limite di sospensione minimo nell’arco di 30 minuti.

Nel caso preso come esempio, per la ripresa della basale è necessario che la glicemia attuale sia di almeno 85 mg/dl e sia prevista una glicemia di almeno 100 mg/dl nell’arco di mezz’ora.

Il sensore dispone anche di analoghi avvisi predittivi per il raggiungimento del limite alto di glicemia impostato nell’arco di tempo settato, che al momento non ha alcun effetto automatico sulla somministrazione dell’insulina.

Personalmente sono molto entusiasta della precisione e dell’affidabilità del sensore e di conseguenza della tecnologia EasyLoop che sicuramente ha migliorato di molto la mia qualità di vita di giorno e di notte.

Nel grafico, la linea rossa tratteggiata indica le sospensioni automatiche della basale che, come si vede dall’andamento in verde, hanno mantenuto la glicemia in range, evitando ipoglicemie.

Nel periodo di utilizzo i sensori sono sempre durati i 7 giorni previsti con valori molto allineati dall’inizio alla fine; fanno eccezione solo un paio di sensori, ma il problema sembra essere stato il sito di inserimento (in entrambi i casi il gluteo, che in effetti non è indicato sul manuale come sito adatto per gli adulti, mentre lo è per i bambini).

APP EASYTOUCH

L’Applicazione EasyTouch, disponibile per Android e per Apple, è in sola visualizzazione e riproduce quanto visibile sul PDM, ovvero non è possibile impostare alcun parametro per microinfusore o sensore (né calibrare, effettuare boli o modificare la basale). I dati real time sull’applicazione sono quindi visibili solo se il telefono comunica con il PDM (in altre parole, l’app non riceve i dati direttamente dal sensore o dal microinfusore).

Le informazioni riportate dall’app sono molto esaustive: in una schermata riepiloga agevolmente i dati di microinfusore e sensore, quali glicemia attuale con freccia di tendenza, basale attiva, insulina residua, eventuali boli estesi/combo attivi, durata residua del sensore e del microinfusore, insulina residua nella pompa, ora e quantità dell’ultimo bolo, totale unità basale e bolo giornaliero fino a quel momento, eventuale sospensione per minimo previsto.

Nell’app si possono settare gli avvisi sonori o di sola vibrazione di glicemia bassa/alta e i relativi predittivi. È presente anche una sezione statistiche in real time o con dati storici, ben dettagliata. L’app è altresì necessaria per inviare i dati al portale on line Medtrum EasyView, utile alla consultazione e condivisione dei dati.
Nota per i genitori e i caregiver: è disponibile anche l’app per i follower.

PORTALE EASYVIEW

EasyView è un portale on line per la visualizzazione e condivisione dei dati. E’ realizzato molto bene, con possibilità di accedere a diverse reportistiche e dati di sintesi.


Sicuramente il plus di questo portale è che integra in un’unica schermata tutti i dati di sensore e microinfusore (boli, basale, basale temporanea, sospensioni), i carboidrati registrati ed eventuali inserimenti di dati relativi all’esercizio fisico, alla malattia o note libere. Trovo questa funzionalità veramente eccellente perché permette uno scambio con il medico davvero a 360 gradi. Per il team diabetologico è inoltre attivo il portale è EasyView Pro.

L’azienda dichiara che a breve ci sarà anche l’integrazione con Diasend.

SPECIFICHE TECNICHE DEL MICROINFUSORE

(Fonte: manuale operativo)

Modello microinfusore: MD-114-012
Modello patch Serbatoio: MD-1N-011
Dimensioni: 56,5 mm x 33,3 mm x 13,3 mm
Peso: 21,5 g (senza insulina)
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ +40° C
Intervallo dell’umidità relativa d’esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: *10 °C ∼+55 °C
Intervallo dell’umidita relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Classificazione: alimentazione interna, parti applicate di tipo BF, funzionamento continuo
Batteria: Alimentato da due batterie a bottone (1,5 V)
Distanza di comunicazione wireless: 4 m
Resistenza all’acqua: certificazione IPX8 (2,5 m, 60 min)
Garanzia limitata del Microinfusore: 1 anno
Durata della Patch Serbatoio: 2 anni
Metodo di sterilizzazione della Patch Serbatoio: Mediante ossido di etilene
Volume del serbatoio: 200 U
Intervallo del tasso basale: 0,00 ∼ 10 U/h (incremento: 0,05 U/h)
Intervallo del bolo: 0,05 ∼ 25 U/h (incremento: 0,05 o 0,1 U)
Tasso di erogazione del bolo: 0,05 U/2 s
Massima pressione di infusione e soglia di pressione di occlusione: 15 psi
Tempo massimo prima dell’allarme di occlusione:
Erogazione basale (0,1 U/h): < 30 h
Erogazione basale (1 U/h): < 3 h
Erogazione bolo (3 U a 1,5 U/min):<120 s
Volume del bolo dopo la risoluzione dell’occlusione: < 3 U
Precisione dell’erogazione:
Basale: +/- 5% (a tassi: 0,1 ∼ 10 U/h)
Bolo: +/- 5% (per tutti i valori impostati: 0,05 ∼ 25 U)
Risultati del test di precisione (ciclo di test: 29 h, tasso di erogazione: 1,0 U/H, errore medio: 0.40%):

Nota: II Microinfusore potrebbe non riuscire a raggiungere l’accuratezza della summenzionata misurazione in determinate circostanze quali l’esercizio intenso o eventuali condizioni di funzionamento anomalo.

SPECIFICHE TECNICHE DEL PDM

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-FM-008
Dimensioni: 76,2 x 48,4 x 9,375 mm
Peso: 42,4 g
Schermo: 2,4 ponies
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ 40° C
Intervallo dell’umidita relativa d&#39;esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: -10 ∼ +55° C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Classificazione: Alimentazione interna, funzionamento continuo
Batteria: Batteria Litio-ione-polimero integrata da 3,8 V
Alimentazione: 5,0 V CC, 1,0A
Autonomia della batteria: Una settimana circa se completamente carica
Archiviazione dati: Archivia automaticamente i dati degli ultimi 90 giorni
Distanza di comunicazione wireless: 10 m con il Trasmettitore, 4 m con il microinfusore
Tipo di allarme: Visivo, acustico, vibratorio
Volume: 52,3 dB(A) misurato a 1 m di distanza
Garanzia limitata: 4 anni
Resistenza all’acqua e alla polvere: IP22

SPECIFICHE TECNICHE DEL TRASMETTOTIRE

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-TY-012
Dimensioni: 36,1 mm x 19,4 mm x 12 mm
Peso: 4,8 g
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ +40° C
Intervallo dell’umidità relativa d’esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: +10° C ∼ + 55° C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Batteria: Batteria litio-ione-polimero integrata da 3,7 V
Resistenza all’acqua: certificazione IPXS (2,5 m, 60 min)
Classificazione: Apparecchiatura di tipo BF, funzionamento continuo
Archiviazione dati: Archivia automaticamente i dati degli ultimi 14 giorni
Distanza di comunicazione wireless: 10 m
Garanzia limitata: 1 anno

SPECIFICHE TECNICHE DEL SENSORE

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-N-006 (EasySense A6)

Intervallo della temperatura di conservazione: +2 °C ∼ +30 °C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo glicemico: 40-400 mg/dl
Metodo di sterilizzazione: Per irraggiamento
Vita utile del Sensore: Fino a 7 giorni

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Il nuovo libro dei diabetologi italiani

Basta leggere il titolo per capire che è un libro che ci interessa molto. “Diabete e tecnologia“, a cura della Prof.ssa Ivana Rabbone, edito da Edizioni Minerva Medica, racchiude in 120 pagine l’evoluzione della tecnologia applicata al diabete. 46 firme di vari esperti dei più disparati centri diabetologici d’Italia hanno dato vita a un volume che mancava, una panoramica completa dei molteplici aspetti che la patologia coinvolge. Da un percorso diacronico che racconta il passaggio “Dalle siringhe ai dispositivi iniettivi”, si passa alla “Tecnologia e nutrizione”, o alla “Tecnologia applicata allo sport e diabete” per arrivare alla telemedicina e alle prospettive del Pancreas Artificiale.

La pubblicazione, pensata prevalentemente per i professionisti del settore, delinea tuttavia un caleidoscopio di spunti e riflessioni che offrono un approccio adatto anche al paziente. Oggi un diabetologo si trova inevitabilmente a dover conoscere e gestire tecnologie sempre più avanzate. E un buon diabetologo ha la necessità di aggiornarsi in continuazione, perché le stesse tecnologie crescono e cambiano sempre più in fretta. D’altro canto, il libro è anche fonte di informazioni, novità e – perché no – ispirazione per i pazienti o le loro famiglie. Pregi e limiti dei vari sensori glicemici, il rovescio della medaglia nell’uso dei microinfusori (“i microinfusori maggiormente sostituiti sono quelli più evoluti dal punto di vista tecnologico”), la limitazione della tecnica dei CHO (conteggio dei carboidrati), tecnologia nelle categorie più fragili: neonati e adolescenti, i vantaggi e svantaggi della telemedicina, sono solo alcuni degli argomenti trattati.

Accanto alle tematiche “ufficiali”, c’è un capitolo che ci riguarda molto da vicino. “Analisi del fenomeno Nightscout e la ricaduta sulla pratica clinica” di D.Iafusco, S.Confetto, A.Piscopo, A.Chianese, A.Zanfardino, A.Troncone ripercorre tutte le tappe del percorso, fermandosi ovviamente all’Italia dove: “Il movimento dei Nightscout ha preso via in una data ben precisa: 1 ottobre 2015, giorno in cui viene creato da un piccolo gruppo di genitori della community, il sito internet www.deebee.it”. Oltre al lavoro dei nightscouters per la diffusione del sistema di monitoraggio da remoto (all’epoca sembrava una fanta-idea), gli autori elencano il grande lavoro a 360° dei volontari di DeeBee Italia nelle varie campagne civili definite “molto interessanti” come la petizione per la parità di accesso al sensore glicemico, la mappa delle “scuole diabetiche”, la mozione in Senato per la regolamentazione delle norme per la somministrazione dell’insulina a scuola. Una realtà che

“ha fatto sì che coagulasse intorno ai volontari assenso e positività di molte componenti, non solo famiglie di pazienti con diabete, ma anche di pediatri, personale sanitario e personaggi famosi”

Leggendo il volume si ha la netta sensazione che, rispetto a qualche anno fa, il rapporto diabete-tecnologia stia cambiando in tutti gli attori che la patologia coinvolge. Gli stessi pazienti, i loro familiari, le varie figure intermedie (psicologi, nutrizionisti o infermieri) e in primis i diabetologi sono parte attiva non solo nella diffusione della tecnologica, ma anche nella sua evoluzione. Tanto veloce, da rendere alcune pagine del libro (finito di stampare a dicembre del 2018) già superate, come previsto nella prefazione dalla stessa curatrice del volume, Prof.ssa Ivana Rabbone.

Chi legge probabilmente lo sa molto bene: il diabete ha molteplici facce. E questa caratteristica rende ardua la stesura di un libro di questo genere! Nondimeno, l’autore è riuscito ad aggregare in modo armonico i vari aspetti della patologia e i team di diabetologi che hanno prestato le loro penne.

INDICE CAPITOLI
  • La terapia multiiniettiva: dalle siringhe ai dispositivi iniettivi – F. Cerutti, M. Trada, M. G. Ignaccolo
  • Terapia con microinfusore: ad ogni paziente il suo dispositivo verso la personalizzazione – R. Schiaffini
  • Dal monitoraggio glicemico capillare alla determinazione del glucosio interstiziale: per quanto servirà ancora bucare le dita? – G. Frontino, A. Rigamonti, C. Bonura, V. Favalli, E. Tirelli, R. Di Tonno, F. Meschi, R. Bonfanti
  • Microinfusore e sensore verso l’automatismo: sistemi (s)combinati, combinati e ibridi – A. Scaramuzza, D. Tinti
  • Il pancreas artificiale – D. Bruttomesso, F. Boscari, S. Del Favero, S. Galasso, R. Visentin, A. Avogaro, C. Cobelli
  • Il rovescio della medaglia: i problemi della tecnologia – N. Minuto, G. d’Annunzio, M. Bassi, C. Rebora, A. Parodi
  • Analisi del fenomeno Nightscout e la ricaduta sulla pratica clinica – D. Iafusco, S. Confetto, A. Piscopo, A. Chianese, A. Zanfardino, A. Troncone
  • Tecnologia e nutrizione – C. Maffeis, M. Marigliano
  • Tecnologia applicata allo sport e diabete – F. Lombardo, G. Salzano
  • Tecnologia e categorie fragili – D. Tinti, I. Rabbone, G. Grassi
  • Telemedicina e analisi dei dati: semplificazione o complicazione della pratica clinica? – S. Toni, A. Pulcina, L. Lenzi, F. Barni, E. Casalini, E. Corsini, M. Guasti, B. Piccini
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Arcobaleno Kaleido, il microinfusore ibrido con un tocco in più

Chi ha battezzato con il nome “Kaleido” il nuovo microinfusore ibrido appena sbarcato in Italia, sicuramente conosceva sir Brewster, l’inventore del caleidoscopio. Un passatempo che portava a coltivare ed apprezzare la piacevolezza della vista e che, ancora oggi, è sinonimo di bellezza.

Prodotto dalla strartup olandese Vicentra e distribuito in Italia da Bioseven, Kaleido è senza dubbio il più glamour in circolazione. Non a caso lo slogan è Injecting Colour Into Diabetes (infusione di colore nel diabete!) e viene prodotto in dieci colori. È utilizzabile sia come patch pump con catetere corto, sia come microinfusore tradizionale con catetere lungo. In entrambi i casi, grazie a particolari cerotti, è possibile attaccarlo e staccarlo in ogni momento, rendendolo più discreto e comodo possibile. Infatti uno dei fondatori della Vicentra è lo stesso che ha progettato Cellnovo, il microinfusore ibrido recentemente uscito dal mercato.

Il kit contiene:

  • due unità principali che consentono di non avere mai la batteria scarica;
  • il palmare;
  • la base di ricarica con caricatore per le pompe;
  • cavo micro USB;
  • materiale di consumo tra cui insertori (da 6 o 9 mm), catetere corto o lungo e adesivi.

Unità principale

Ci è balzata subito agli occhi la forma molto particolare, che non si presta all’erogazione tradizionale mediante stantuffo e vite senza fine. Abbiamo quindi chiesto al produttore di quale tecnologia si avvale la nuova e coloratissima pompa. Ebbene, a differenza degli altri microinfusori sul mercato, per erogare insulina Kaleido utilizza la cosiddetta tecnologia “a micro impulsi”. Ovvero, la patch si affida ad un pistone che, premendo in modo costante e uniforme sulla membrana della cartuccia, induce l’insulina a fuoriuscire dalla cartuccia. A detta del produttore, questa tecnologia garantisce una precisione superiore a quella rivendicata da tutti gli altri competitor di mercato.

Misura 50 x 35 mm e solo 12 mm di spessore (contro 52 x 39 x 14,5 mm di Omnipod)  in 19 grammi di peso. È certificata IP68 e può quindi essere esposto all’acqua per un massimo di 1 ora ad 1 metro di profondità. I due microinfusori nel kit (così come il palmare) sono dotati di un allarme acustico, che avvisa l’utente in caso di emergenze, tra cui occlusione del catetere, batteria scarica, serbatoio in posizione errata o con quantità di insulina limitata. Trascorse 72 ore dall’avvio, la pompa avvisa l’utente invitandolo a sostituire il serbatoio e il sito di infusione.

La pompa viene riempita al massimo con 200 unità di insulina mediante un ago e una siringa (forniti nei kit mensili), tramite una porta di riempimento nella cartuccia. Sia il riempimento sia il priming (ossia l’associazione iniziale della patch con il palmare) sono molto semplici ed intuitivi. L’erogazione minima della basale e del bolo è di 0.05U.

Grazie alla modalità di ricarica rapida (fast charger), è possibile caricare una pompa completamente scarica, fino al 70% in un’ora circa. La batteria al litio da 260 mAh, ricaricabile con l’apposita basetta di ricarica tramite un cavetto micro USB, garantisce l’utilizzo per almeno 3 giorni.

Come Omnipod, ma diversamente da Solo, non ha pulsanti che permettono l’erogazione di insulina. L’unico modo per gestirlo è il palmare.

Palmare

Pesa 60 grammi, offre la possibilità di scegliere 7 profili basali personalizzabili e consente di eseguire le operazioni di regolazioni della pompa tramite la connessione Bluetooth. Inoltre permette di visualizzare altre informazioni:

  • lo stato di carica della pompa,
  • lo stato di carica del lettore stesso,
  • la quantità di insulina rimanente,
  • un calcolatore di bolo intelligente che, oltre a fornire la possibilità di scelta tra un bolo “normale” e uno esteso, aiuta l’utente a calcolare la quantità di insulina corretta, basandosi sulla glicemia “del momento”, sui carboidrati che si andranno ad assumere e sulla IOB (Insulin On Board – insulina in circolo residua).

Il palmare infatti, prima di fornire un’ipotesi di bolo, ricorda all’utente la quantità di insulina in circolo, dando così la possibilità di  includerla o escluderla del calcolo (ad esempio nel caso in cui si assumano carboidrati più volte e in tempi diversi).

A sinistra il palmare Kaleido, a destra PDM di Omnipod

Il palmare, che misura 9x107x50 mm, è dotato di una batteria al litio integrata da 550 mAh, ricaricabile tramite cavo micro USB, che permette di coprire almeno 2 giorni di utilizzo. Come anticipato, le pompe (così come il palmare) sono disponibili in 10 colori diversi: in questo modo, quando il lettore dialoga con la pompa per informazioni o avvertenze di ogni genere, il riferimento sarà proprio in base alla colorazione, in modo da semplificarne l’utilizzo, anche ai più piccoli.

Si narra che Goethe, appena saputo dell’invenzione del kaleidoscopio ne cercava uno descrivendolo come un oggetto per osservare immagini colorate e geometriche, le quali “mutano ad ogni minimo movimento con la massima regolarità”. Sembra proprio una frase adatta al microinfusore ideale…

Un ringraziamento particolare a Matthias per le informazioni e la preziosa collaborazione.

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Solo, la patch pump che lascia Omnipod meno solo

Entro il 2019 nel panorama striminzito dei microinfusori patch in uso in Italia, entrerà Accu-Chek Solo di Roche, il dispositivo che a luglio del 2018 ha ottenuto il marchio CE ed è approvato per i pazienti dai 2 anni di età.  Il microinfusore si basa sul progetto della Medingo Ltd, approvato nel 2009 dal FDA e acquistato dalla Roche un anno dopo.

Diversamente dal più diffuso Omnipod, Solo ha una unità semi-usa e getta che viene gestita via Bluetooth da un palmare touchscreen (con glucometro Accu-Chek Aviva integrato). La parte che si attacca al corpo è smontabile ed è composta da:

  • Il classico cerotto bianco
  • Una superficie di plastica trasparente dove si innestano i vari pezzi, progettata per durare fino a 120 giorni.

  • Un nucleo che contiene il minimotore (con un sistema a pistone simile ai microinfusori tradizionali,  – e quindi differente rispetto al sistema Omnipod) e le componenti elettroniche; è utilizzabile fino a 4 mesi e in esso viene inserita la parte “usa e getta”.
  • Il serbatoio “usa e getta” che può contenere da 80 fino a 200 unità di insulina e viene sostituito ogni tre giorni. È di materiale trasparente per dare la possibilità di vedere il livello di insulina e l’eventuale presenza di bolle d’aria.

Solo può essere applicato a scelta in quattro possibili zone del corpo: adome, gambe, alto gluteo e braccia.

Se a colpo d’occhio la patch di Solo sembra molto simile al suo “cugino” Omnipod, la differenza la fanno alcuni dettagli importanti.

  • Solo ha due tipi di cannule (in teflon morbido) e non solo una: da 6mm e 9 mm.
  • L’erogazione avviene non solo dal palmare, il Diabetes Manager, ma anche attraverso due pulsanti ai lati della patch, evitando così spiacevoli inconvenienti in caso di smarrimento o difetti del “telecomando”. Premendo contemporaneamente i due pulsanti laterali, dopo la conferma sonora, si può erogare in velocità quello che viene chiamato, per l’appunto, “quick bolus”. Ogni volta che si premono i pulsanti, si eroga una quantità di insulina secondo le necessità, con un passo personalizzabile da 0,20 a 2 unità per volta.
  • È resistente all’acqua ma non alle immersioni, quindi in caso di bagni e nuoto bisogna rimuoverlo lasciando sul corpo solo la piastra trasparente.

  • La basale minima è di 0.10U/ora (contro 0.05U/ora di Omnipod), ma il passo minimo è di 0.01U (contro 0.05U di Omnipod)

Palmare

Si chiama Diabetes Manager il palmare (o “PDM”) da 4 pollici con un display a colori e con l’opzione di blocco che evita l’uso accidentale del dispositivo. A display bloccato si possono vedere comunque l’ora e la data, il livello dell’insulina nel serbatoio e la basale in atto. Si ricarica come un comune smartphone, è dotato di un pulsante vero e proprio per la conferma del bolo e ha un glucometro integrato (in foto il confronto con il telecomando di Accu-Chek Insight).

Arriva il gruppo utenti italiani Accu-Chek Solo

Con l’avvento ormai imminente nel mercato italiano, alziamo il velo sul gruppo Facebook dedicato al nuovo nato di casa Roche: il salotto digitale nel quale i membri potranno scambiarsi informazioni, idee e opinioni sul nuovo microinfusore.
Come consuetudine dei gruppi DeeBee, anche questo sarà un gruppo chiuso, a protezione della privacy dei suoi membri: veniteci a trovare, vi aspettiamo!

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Microinfusore Accu-Chek Insight: come eliminare l’allarme di fine PBT e dormire di più

Sono già passati più di quattro anni dall’esordio di mia figlia che come pochi, anzi pochissimi bambini, è uscita dall’ospedale con microinfusore e sensore. Come vola il tempo… Ma sto già divagando! Torniamo all’argomento oggetto di questo articolo.

Abbiamo sentito la necessità di passare a un microinfusore che permettesse di essere pilotato da lontano. Senza entrare nel merito delle riflessioni che ci hanno spinto verso questa scelta, insieme al diabetologo, abbiamo deciso di passare al modello Accu-Chek Insight della Roche.

Benché il sistema soddisfacesse le nostre necessità, c’era tuttavia una specifica della pompa d’insulina che stava per farci desistere e migrare verso altre soluzioni… salvo poi ovviare al problema con una soluzione che voglio condividere con voi.
Ma andiamo per ordine.

I nostri primi quattro anni li abbiamo passati con il microinfusore Animas Vibe, ora fuori produzione. Una sua caratteristica (che fosse sua l’abbiamo scoperto soltanto dopo il passaggio al nuovo Insight;  eravamo convinti che fosse così per tutti i microinfusori) consisteva nella gestione silente del “fine periodo della basale temporanea“.

Per capire bene il problema, vi porto un esempio pratico molto ricorrente nelle nostre nottate. Capita che la glicemia della nostra bimba inizi a scendere sotto certi livelli di soglia, oppure a galoppare verso il basso con una rapidità che ci porta a rizzare le antenne, subodorando un’imminente ipoglicemia. Al fine di ovviare al problema, se pensiamo che il lasso di tempo sia sufficientemente lungo, usiamo sospendere l’erogazione basale per un’oretta (a volte meno, altre più). Quindi, in pratica, ciò che facciamo consiste nello svegliarci, alzarci, andare nella cameretta di nostra figlia e sospendere la basale (un po’ ciò che fa lo SmartGuard del Medtronic 640G, anche se ritengo che il cervello e il sentore umano possano ancora gestire meglio di un algoritmo questo tipo di situazioni – ma è una considerazione soggettiva e personale). Ciò fatto, passato il periodo prestabilito, la basale temporanea viene interrotta automaticamente dal microinfusore e riprende l’erogazione standard di insulina basale. Con Animas Vibe questo avviene in modo silente.

Se prima di passare a Accu-Chek Insight eravamo convinti che questo fosse il comportamento standard di ogni pompa d’insulina, dopo aver usato il microinfusore Roche, la sorpresa. Difatti, a differenza del Vibe, una volta scaduto il periodo di basale temporanea, il microinfusore Insight notifica la ripresa dell’erogazione della basale standard con un segnale (sonoro o vibrato). Questo allarme continua a trillare/vibrare sino a che non si preme il tasto OK sul microinfusore: ciò fatto, il dispositivo si zittisce.
In sostanza, l’effetto collaterale di un sistema così concepito è quello di obbligare un genitore a svegliarsi e alzarsi la notte il doppio delle volte: una prima volta per attaccare la basale temporanea, e una seconda dopo un’ora (o altro) per zittire il microinfusore.

Mi sono informato sulla possibilità di modificare questa impostazione. E ho scoperto (altre) tre cose:

  1. Tanti genitori vogliono e apprezzano questo allarme (che io trovo scomodissimo),
  2. Pochissimi hanno saputo aiutarmi, sostenendo che non fosse possibile fare ciò che mi ero ripromesso (cioè zittire per sempre quella notifica),
  3. Quasi nessun utente di Insight ha zittito questa notifica, per i punti di cui sopra.

Avete letto bene: quasi. Perché in realtà, incrociando una serie di messaggi che mi sono arrivati da alcuni utilizzatori illuminati (tra cui gli amici Mario MigliaresePaolo Toni dall’Italia e Cathy Van de Moortele dal Belgio) ho scoperto l’arcano: questo allarme si può disattivare. Allora, dato che in pochissimi lo sanno, voglio spiegare qui, su DeeBee.it, come si fa.

Se non siete coadiuvati e guidati da un medico o da un rappresentante, non proseguite oltre! Le informazioni che seguono sono ai soli fini didattici. Prima di cambiare una qualsiasi impostazione dei vostri dispositivi medici, confrontatevi con il vostro medico di fiducia. Ogni modifica in tal senso è a rischio e pericolo del lettore. DeeBee Italia e l’autore dell’articolo si dissociano dal proseguire in autonomia e si reputano sollevati da qualsiasi implicazione derivante dal successivo procedimento.

Accu-Chek Insight. Come disattivare la notifica di fine PBT

Innanzitutto, dovete procurarvi un’applicazione (ufficiale) da installare sul vostro PC: Accu-Chek 360. L’applicazione può essere acquistata online oppure, se siete fortunati, vi è già stata fornita insieme al microinfusore (potete provare a farne richiesta al vostro rappresentante Roche).

State ora nei pressi del microinfusore e collegate il telecomando con il cavetto micro-USB al PC: sarà lui a fare da ponte tra l’applicazione e il microinfusore. Automaticamente, verranno installati i driver sul computer.

Prendete in mano il telecomando e toccate in sequenza:

  1. Comunicazione
  2. Collega al PC

Dopo pochi secondi, il telecomando mostrerà il messaggio: “Connesso”.

Ok. Siete ora pronti per eseguire il programma “Accu-Chek 360”. Appena lo lancerete verrà mostrata una finestra di scelta. Cliccate su “Leggi il dispositivo”.

Ora su “Cerca il dispositivo”.

L’applicazione si metterà alla ricerca dei dispositivi Accu-Chek connessi al computer.

Fino a che rileverà il telecomando e il microinfusore Insight ad esso connesso. Siccome l’impostazione che ci interessa modificare appartiene al microinfusore, selezionate “ACCU-CHEK Insight”.

Il PC inizierà a scaricare le informazioni presenti sul microinfusore.

Ciò fatto, cliccate sul bottone “FINE”.

Finalmente, vi verrà mostrato il pannello dal quale modificare le impostazioni. Se non siete coadiuvati dal vostro medico o da un rappresentante Roche, che decideranno se operare i successivi passi, il mio consiglio è quello di non proseguire oltre.

Per disabilitare il segnale di “fine profilo basale temporaneo”, cliccate sul bottone “Disattivo“, come indicato in figura.

Ciò fatto, verrà visualizzato un promemoria. Leggetelo e poi cliccate OK. 

In alto a sinistra sullo schermo, è presente il bottone di salvataggio: premetelo.

Ancora una volta il programma richiederà di premere un ulteriore bottone di salvataggio. Premetelo nuovamente per proseguire oltre.

Ciò fatto, il programma vi chiederà su quale dispositivo volete effettuare il salvataggio delle nuove impostazioni. Scegliete il microinfusore ACCU-CHEK cliccando su “Usa ancora ultimo dispositivo”.

Una volta premuto il bottone “AVANTI”, il PC si metterà in comunicazione con il microinfusore. Attendete alcuni secondi.

Vi verrà chiesto di confermare le modifiche che stanno per essere effettuate sul dispositivo. Mettete la sputa sulla voce “Modifiche da confermare: 1” e cliccate il bottone “AVANTI”.

Finalmente, inizierà il salvataggio delle nuove impostazioni su Insight!

Al termine del processo, verrà visualizzato il messaggio: “Impostazioni salvate correttamente sul dispositivo”.

Buone nanne a tutti!
Fabrizio

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

GyroPod, il guscio per proteggere Omnipod. Richiedilo su DeeBee.it

Oggi vogliamo presentarvi GyroPod, il guscio per Omnipod creato per preservare il pod, la preziosa (e amata!) pompa di insulina “senza catetere” di casa Insulet, da urti, agenti atmosferici e raggi UV.

Robustezza, vestibilità e versatilità sono le caratteristiche che contraddistinguono questo prodotto, necessario per evitare distacchi precoci.

Resistenza e resilienza

GyroPod è realizzato in nylon, un materiale professionale che conferisce al guscio una solidità molto superiore ai materiali comunemente utilizzati nelle stampe 3D e gli permette di avere pareti sottili ma resistenti anche agli urti più forti.

Indossabilità

Il particolare profilo, stondato e smussato in ogni sua parte, conferisce a GyroPod vestibilità e adattamento al sito di inserimento del Pod.

Versatilità

La struttura di GyroPod è composta da due moduli tra loro concentrici. Una volta innestati uno nell’altro, questi diventano un corpo unico. Ruotabili indipendentemente tra loro, essi aderiscono perfettamente al pod, in qualunque posizione questo si trovi.

Braccio, gamba e vita

La fascia elastica e allungabile permette di indossare GyroPod in qualunque parte del corpo.

Come ordinare GyroPod

Il progetto del guscio GyroPod, in vendita nel negozio specializzato in fasce e gusci per diabete 3Diabetics.com, ci è stato donato dalla stessa ditta gratuitamente per aiutare la nostra ricerca e la nostra attività. Se anche voi volete aiutarci e riceverlo da DeeBee Italia, potete contattarci all’indirizzo email: richieste@deebee.it

Dove vanno le donazioni?

Le donazioni, unica fonte di sostentamento per DeeBee Italia, sono  reinvestiti in nuovi progetti per una migliore gestione del diabete, come Glimp for Web, il BluCon DEEfender, il GlimBee, il calcolatore di zuccheri e di carboidrati, e tanti altri. Ma il nostro maggiore sforzo è concentrato sulle iniziative benefiche legate alla campagna “Basta una Goccia“. Per ora abbiamo realizzato un primo (e dispendioso) grande passo: strumento di laboratorio per la glicata dal dito e fornitura a lungo termine per la Diabetologia Pediatrica del Policlinico Umberto I a Roma, di cui proponiamo il servizio del Tg RAI.

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Da oggi, t:slim X2 ha il suo gruppo Facebook italiano

È arrivato il nuovo gruppo, nato per lo scambio di informazioni, idee, opinioni sul microinfusore intelligente che sostituirà Animas Vibe

Sarà presto? Forse sì, ma non vogliamo farci trovare impreparati. Nasce oggi il gruppo Tandem t:slim X2™ Utenti Italia – Il microinfusore intelligente, l’unico sul mercato dotato di touchscreen a colori. Fino ad ora questo microinfusore è stato prerogativa dei soli pazienti negli Stati Uniti, ma con l’uscita dal mercato della Animas Corporation, viene considerato anche per l’Italia il naturale erede del ben più noto Animas Vibe.

Nel gruppo appena nato si potrà conoscere meglio il nuovo arrivato che oltre alla resistenza e leggerezza, avrà il grandissimo pregio di integrarsi con il Dexcom G5®, caratteristica unica nel panorama odierna dei microinfusori. Ma non solo: tra non molto arriverà la possibilità di sospensione dell’erogazione d’insulina in caso di ipoglicemia prevista nei successivi 30 minuti, rendendolo uno dei sistemi più sicuri nella gestione del diabete.

Il t:slim X2, grazie al suo innovativo sistema operativo che prevede una funzionalità di aggiornamento del software, sarà sempre all’avanguardia: si potranno usare, per esempio, le future versioni del sensore Dexcom – il più preciso sul mercato – senza dover cambiare microinfusore. Inoltre, la sua naturale inclinazione alla programmazione di nuove funzionalità lo rende senza dubbio interessante anche agli occhi dei tanti nightscouter sempre alla ricerca di nuovi e utili sviluppi home made, in pieno spirito DeeBee. Staremo a vedere cosa ci riserveranno il futuro e le tante menti illuminate…

In Italia il microinfusore verrà distribuito da Movi e da poco è stato reso pubblico l’accordo di distribuzione con Rubin Medical per la Svezia, Norvegia e Danimarca. Saranno quindi europei i primi utenti che si aggiungeranno ai 70 mila pazienti americani che già usano t:slim X2.

Allora vi aspettiamo nel nuovo gruppo che, insieme ai tre già pienamente operativi, dedicati rispettivamente al sensore impiantabile Eversense, all’app Glimp per FreeStyle Libre, e a tutti gli aspetti sulla gestione del diabete di DeeBee forniscono ogni giorno informazioni di prima mano e supporto, tecnico e non, a migliaia di membri.

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Arriva in Italia il t:slim X2™

L’interruzione della produzione del microinfusore Animas Vibe,  con l’uscita dal mercato della Animas Corporation, porta in Italia un nuovo microinfusore. A partire dalla primavera di quest’anno Tandem t:slim X2, approvato per i pazienti sopra i 6 anni d’età, uscirà per la prima volta dagli Stati Uniti e si affaccerà nel belpaese.

Quindi è ora di conoscere meglio questo dispositivo che ha come parola d’ordine leggerezza e precisione, ma non solo: anche integrazione. Infatti ad agosto del 2017, FDA ha approvato il sistema integrato TSlim X2 con Dexcom G5® e a breve dovrebbe arrivare l’approvazione del sistema con PLGS (Predictive Low Glucose Suspend): spensione dell’erogazione d’insulina in caso di ipoglicemia prevista nei successivi 30 minuti.

Malgrado le dimensioni ridotte (7.95 cm x 5.08 cm x 1.52 cm), in un’unica schermata si hanno  a colpo d’occhio tutte le informazioni necessarie sia sull’erogazione dell’insulina, sia sull’andamento glicemico, allarmi inclusi.

Il serbatoio da 300  unità non è cilindrico, soluzione che permette di avere uno spessore minore e il meccanismo brevettato di erogazione permette altissima precisione e maggiore sensibilità in caso di occlusione della cannula.

Il microinfusore, in alluminio leggero (112 gr) è impermeabile fino a 0.9 metri per 30 minuti. Lo schermo, in vetro resistente e infrangibile, è touchscreen e a colori. Diversamente da altri microinfusori, il t:slim X2™ viene alimentato con batterie ricaricabili: basta un semplice alimentatore con presa USB.Si ha la possibilità di impostare fino a 6 profili di basale, con un incremento minimo di 0,001 U/h e a varie velocità d’infusione. Impostabili fino a 16 segmenti di rapporti IC (insulina/carboidrati): da 1:1 fino a1:300.

Le varie impostazioni si possono effettuare anche attraverso il proprio PC ed eventualmente condividerle con il proprio diabetologo.

E se il paziente non volesse usare il sistema integrato? Nessun problema, una volta disattivato il monitoraggio in CGM, dalla schermata scompaiono i grafici e i valori glicemici per lasciare maggiore spazio alle opzioni legate solo alla somministrazione dell’insulina.

Visto il rapido evolversi dei sistemi di monitoraggio, il t:slim X2 si adeguerà: senza dover cambiare microinfusore si potrà eseguire un semplice aggiornamento per renderlo compatibile con il Dexcom G6 integrato e successivamente per quello che sarà il pancreas artificiale a sistema ibrido firmato Tandem.

 

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Il 2018 profuma di Pancreas Artificiale

Tutti i grandi protagonisti si stanno muovendo verso la creazione di un sistema Closed Loop (detto anche ad "ansa chiusa"), il primo vero passo tangibile verso la creazione del Pancreas Artificiale.

La via ormai è segnata e la direzione è soltanto una: demandare alla coppia sensore+microinfusore, sempre più rodata e affiatata, la gestione del valore glicemico mediante la somministrazione automatizzata di insulina. Ciò che fino a pochi anni fa era solo un sogno nell’immaginario collettivo, oggi fa capolino nel nostro panorama, grazie alla miniaturizzazione e all’ingegnerizzazione ma, soprattutto, agli algoritmi messi a punto dai matematici, supportati dagli studi clinici.

Pancreas Artificiale

Se ne parla sempre più spesso, ma per tanti il Pancreas Artificiale, (abbreviato come PA)  è ancora una coppia di parole che richiama alla mente dispositivi futuristici degni di Steve Austin, l’uomo bionico dell’avveniristica serie (o telefilm, per usare il termine un po’ impolverato degli anni ’80).

In realtà, il compito del Pancreas Artificiale è quello di regolare in autonomia il livello di zuccheri nel sangue: abbassandoli quando sono troppo alti, non facendoli scendere ancora se tendono al basso. A ben vedere, è esattamente ciò che un diabetico cerca di fare quotidianamente.

Come lavora il Pancreas Artificiale

In che modo il Pancreas Artificiale, può fare tutto ciò? Semplificando molto il PA si compone di:

  • Un sensore che legge la glicemia;
  • Un microinfusore che infonde insulina;
  • Un algoritmo che fa parlare tra loro sensore e microinfusore, e decide le unità di insulina sulla base dell’andamento glicemico.

Negli anni passati abbiamo visto arrivare sul mercato italiano sensori sempre più precisi e microinfusori sempre più performanti. Il 2018 sarà l’anno in cui vedremo finalmente in Italia, i primi sistemi Closed Loop che prenderanno autonomamente decisioni in merito alla quantità di insulina da somministrare.

I sistemi prossimi alla commercializzazione

Ecco un elenco di sistemi ad ansa chiusa che a breve faranno capolino. Una precisazione è d’obbligo: qui non stiamo prendendo in esame i sistemi fai da te, quali Loop e OpenAPS nati un paio d’anni fa e già utilizzati con successo da alcuni pionieri, ma che, se impostati in modo non ottimale, rappresentano un serio rischio per la salute.

Medtronic MiniMed 670G

Si tratta del successore di MiniMed 640G con sensore Enlite Sensor 2. Oltre ad interrompere la somministrazione di insulina basale in caso di ipoglicemia prevista, questo nuovo microinfusore intelligente automatizza  una parte dell’infusione di insulina.

Credits: Medtronic

È un sistema Hybrid Closed Loop che in modalità Auto Mode, modula il rilascio di insulina basale in modo che la glicemia rimanga in un range ottimale. Il bolo per il pasto dev’essere ancora calcolato ed effettuato manualmente.
Le glicemie sono rilevate dal nuovo sensore Guardian Sensor 3.
La commercializzazione è prevista per il primo trimestre del 2018.

Diabeloop

Diabeloop è il nome della società che ha dato vita all’algoritmo per il Pancreas Artificiale utilizzato da Cellnovo, microinfusore ibrido del quale abbiamo parlato l’anno scorso.
Le glicemie sono rilevate dal sensore Dexcom.

Credits: Michel Le Moine per LExpress

Lo studio pilota è previsto per il primo trimestre del 2018 e la commercializzazione entro  lo stesso anno.

Roche, Senseonics, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Eversense di Senseonics (di cui trovate qui il gruppo degli utenti italiani) in abbinamento al microinfusore Roche.
L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Ecco il nuovo sensore impiantabile, portato da Mario Migliarese (foto dal suo Blog).

Lo studio pilota è previsto per il 2018 con l’utilizzo del sensore Eversense® XL (fino a 180 giorni di durata).

Cellnovo, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Dexcom (non dichiarato ufficialmente) in abbinamento, nuovamente, al microinfusore Cellnovo.

Credits: Labiotech.eu

L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Lo studio pilota è previsto per il 2018.
Non sono stati forniti dettagli sullo studio pilota. Il lancio è previsto per il 2018.

E poi?

In studio ci sono anche altri sistemi, progettati da altrettante società, ognuno con i suoi pro e i suoi contro e che probabilmente saranno commercializzati nei prossimi anni:

  • Tandem, che lavorerà con Dexcom G6;
  • OmniPod DASH, con un sistema senza catetere e più compatto di Cellnovo;
  • Bigfoot Biomedical, che utilizzerà la prossima versione di FreeStyle Libre;
  • Lilly, che ha annunciato un accordo per integrare Dexcom CGM nel proprio sistema ibrido Connected Diabetes Ecosystem
  • Beta Bionics, Pancreas Artificiale biormonale (unico nel suo genere), in grado di secernere insulina, ma anche glucagone per far risalire la glicemia.

La rivoluzione è in atto ed è appena iniziata. Non parliamo ancora di sistemi a guida completamente automatica, bensì di ibridi. Difatti, non sono ancora in grado di gestire l’assunzione di cibo, l’attività fisica e simili. Ma sicuramente rappresentano un grande passo avanti verso ciò che possiamo definire come l’alleggerimento della gestione quotidiana del diabete. Nel 2018 sentiremo il profumo del Pancreas Artificiale. Quando potremo assaggiarne uno? Una cosa è sicura: il fermento e l’innovazione apportati sia dai grandi player sia da promettenti startup è tangibile. E questo non può fare che bene e dare a tutti nuova ottimistica speranza.

«Il nuovo anno porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando».

Lucio Dalla

Fonte “I sistemi prossimi alla commercializzazione”: Diatribe.org

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

YpsoPump, il nuovo microinfusore leggero e con cartucce preriempite

L'ultimo arrivato in casa Ypsomed promette buone prestazioni ad un prezzo molto competitivo.

Molto spesso Ypsomed viene associato al suo prodotto di punta, il microinfusore senza fili OmniPod, un dispositivo composto solamente da un serbatoio patch e un “telecomando”, il Personal Diabetes Manager (PDM). Ma, durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, in programma dal 17 al 20 maggio a Napoli, la casa svizzera lancia in Italia un nuovo prodotto, YpsoPump, entrando così nel mercato dei microinfusori tradizionali. L’ultimo arrivato in casa Ypsomed, già in uso in Germania, Olanda, Regno Unito e nella Repubblica Ceca, a breve farà il suo ingresso anche nel mercato scandinavo, spagnolo e quello indiano.

I COSTI
Ciò che distingue questo microinfusore dagli altri è, in primis, il costo contenuto: gli esperti di Ypsomed promettono al Servizio Nazionale Sanitario di poter “ottimizzare del 30-70% l’uso delle risorse”. L’obiettivo è di arrivare perfino a triplicare le possibilità per un paziente di accedere alla terapia insulinica con microinfusore, che in Italia è ancora poco diffusa se confrontata con gli altri paesi (tra le 300 mila persone affette da diabete di tipo 1 nel Belpaese, i micronfusi sono solo il 4-5%, contro i quasi 40% di quelli americani). In rete abbiamo trovato in vendita il nuovo microinfusore a 3.600 Euro, un prezzo molto inferiore dei suoi simili prodotti da altre case.
  

LE SPECIFICHE

La prima impressione che abbiamo avuto è stata quella di trovarci davanti a un prodotto con un design accattivante, minimale ma evoluto, in linea con le tendenze del mercato che si evolve.
YpsoPump, progettato nel segno della semplicità e della leggerezza, pesa solo 83 grammi, batteria e cartuccia incluse (viene alimentato da una pila AAA). Le misure ridotte (7,8 cm × 4,6 cm × 1,6 cm), il set d’infusione che ruota liberamente di 360°, l’interfaccia touch, l’uso delle cartucce preriempite NovoRapid PumpCart da 160 U che possono essere cambiate seguendo una procedura semplicissima, unite alla possibilità di portarlo sott’acqua per un’ora fino a un metro di profondità, sono dettagli che lo rendono ideale per chi predilige la praticità. Ha due profili di basali, i classici tre tipi di boli (standard, esteso e combinato), ma manca del suggeritore di bolo. È stato pensato anche per i non vedenti: difatti senza guardare, si può premere tante volte quanti “scatti” d’insulina di desidera fare e, una volta impartito il comando, il microinfusore vibrerà tante volte quante volte si è premuto il tasto per ulteriore conferma, per poi erogare la quantità desiderata. Ognuno può impostare lo “scatto” secondo le proprie necessità. Lo “scatto” (o step) minimo è di 0,1 unità, ma si ha la possibilità di impostarlo anche a mezza, una o due unità.

I set d’infusione Mylife Orbitmicro hanno il cerotto color carne e la cannula da 31 gauge di calibro, che la rende la più sottile attualmente in circolazione. La lunghezza delle cannule è di 5,5 o 8,5 mm ed il catetere è disponibile in quattro lunghezze: 45, 60, 75 e 105 cm.
Le specifiche, soprattutto se correlate ai costi, sono molto interessanti. Non ci resta che attendere le impressioni dei primi utilizzatori.
I VIDEO

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!