SCiO e DietSensor: scanner molecolare e bilancia bluetooth per la prima volta insieme in Italia (prima parte)

DeeBee.it ha messo alla prova per voi il tanto atteso scanner molecolare, in abbinamento con la suite DietSensor, la bilancia bluetooth che promette di trasformarsi nel perfetto coach nutrizionale, anche per chi è diabetico.

Ci ha messo un bel po’ e finalmente eccola qui, davanti a me, pronta per essere aperta. La scatolina dello scanner molecolare SCiO, uno dei due oggetti del desiderio arrivati stamattina, mi consegna un piccolo dispositivo… scarico. Impaziente e senza perdere tempo, lo metto in carica senza usare il cavetto micro USB in dotazione, ma quello che adopero normalmente per ricaricare lo smartphone: infatti SCiO si ricarica con un qualsiasi trasformatore di ultima generazione (oltre che con la presa USB del PC).

L’opuscolo con le istruzioni, contenuto nella scatola di SCiO, mi indica che la prima cosa da fare è installare sul mio smartphone Android l’app SCiO dal Play Store di Google.

Come da abitudine di uno che prova un odio atavico per i manuali, non prendo in considerazione le altre istruzioni e aspetto le due ore di ricarica suggerite. Appena la apro, l’app cerca di connettersi via Bluetooth al mio SCiO e, neppure fosse una condanna che spetta a tutti i sensorizzati, mi richiede immediatamente una calibrazione dello scanner molecolare.

La mia prima calibrazione non è andata a buon fine. Neanche la seconda. Mi rassegno, evidentemente devo leggere le istruzioni per poter continuare il test.

Ecco cosa non andava: la procedura guidata dell’app, molto ben fatta, mi ricorda che per effettuare la calibrazione, devo estrarre SCiO dal suo semprepresente guscio e reinserirlo capovolto.

Finalmente la calibrazione ha esito positivo. Da questo momento, posso puntare il mio SCiO su ogni leccornia mi venga in mente, come uno jedi con la sua spada laser! O almeno, questo era quello che speravo. Ma non anticipo oltre e procedo con i test che mi vedranno per giorni interi puntare e ripuntare per molte volte lo scanner su alimenti e non solo, provando e riprovando per carpire tutti i segreti e capire le opportunità che potrebbe offrire questo gioiello della tecnologia.

Dopo la connessione e la calibrazione, è il momento di capire come si deve usare lo scanner. E, difatti, il wizard dell’app prosegue facendomi vedere alcune immagini che spiegano in che modo si devono scansionare gli oggetti.

Riassumendo le indicazioni, occorre:

  • Essere a circa un centimetro dalla superficie da scansionare;
  • Puntare lo scanner con un angolo di 90°;
  • Illuminare la superficie da analizzare con la luce blu di SCiO.

Inoltre, l’app mi spiega che per scansionare oggetti di dimensioni ridotte, trovo nella scatola una sorta di “tappo” magnetico di SCiO, col quale ricoprire il led dello scanner dopo aver riposto all’interno l’oggetto da analizzare.

Come ultimo consiglio sulla posizione in fase di scansione, SCiO mi insegna che per “leggere” alcuni oggetti occorre appoggiare lo scanner sulla loro superficie. Dopo svariate prove, ho capito che questa regola vale per tutti gli oggetti dalla superficie curva.

Molto bene, la sezione orticaria sembra conclusa. Ora si passa all’azione! L’app prevede due insiemi di strumenti: le SCiO applets e le mini applets. Il cuore dell’app risiede nel primo dei due. Ma vediamo insieme a cosa servono e ovviamente qualche prova sul campo.

SCiO APPLETS

Innanzitutto, è bene chiarire un concetto fondamentale. Che ha un po’ raffreddato i miei entusiasmi iniziali. SCiO non è un sistema “punta e scansiona” ma, come ci suggerisce il menù a sinistra, prima di effettuare una scansione al materiale o (per quanto riguarda il nostro popolo del diabete) al cibo interessato, occorre dire all’app che cosa si sta inquadrando. E questo, a seconda della tipologia della portata, può essere più o meno specifico. Per esempio, se per la frutta e la verdura esiste un menù unificato (quindi più “facile e immediato”) per la carne il discorso è più complesso.  Preventivamente bisogna spiegare all’app che tipo di carne stiamo per analizzare: pollo, maiale, manzo oppure altro tipo di carne.  E nella mia testa è subito scattato il jingle della pubblicità: bongi bongi bobobò! (Ti piace vincere facile?). Perché nel mio immaginario di utente medio, mi sarebbe piaciuto che fosse SCiO a dirmi “stai analizzando una bistecca di brontosauro!”. Beh no, non esageriamo. Ma almeno una bistecca di manzo piuttosto che tacchino o vitello, questo sì! E invece… no! Evidentemente uno scanner molecolare non riesce ad arrivare a tanto.

Quindi, messo da parte il mio sogno nerd di uno scanner punta e scatta, ho continuato le mie prove. Con una visuale diversa.

Eccone alcune.

FRUIT AND VEGETABLES

Ho toccato l’icona di frutta e verdura e l’app mi spiega, purtroppo non in italiano, in che modo effettuare la scansione del prodotto.

Dal tavolo già preparato in giardino per un pranzo primaverile trafugo qualche cetriolo a fette. Inizia così ufficialmente l’avventura con la mia spada Jedi personale!

Ecco il responso di SCiO, confrontato con il database dell’app Fat Secret. L’apporto in carboidrati è di 5% vs 2,16%.

Ho preso poi dalla dispensa anche un pomodoro datterino e una mela. Con questi risultati…

La mela
10% vs 12,23%

Il pomodoro
6% vs 3,92%

DAIRY

L’icona sul menù mi illustra un bel pezzo di formaggio per indicarmi tutti i prodotti caseari. In frigo scorgo un bel pezzo di Asiago: per la prima volta non guardo un formaggio con gli occhi dello stomaco, ma con uno sguardo distaccato, incuriosito. Cerco di  percepirne il colore, i riflessi e mi chiedo come faccia questo intrepido piccolo scanner a carpire così tante informazioni solo guardando.

Effettuo la scansione e questo è il risultato visualizzato sul display del mio smartphone. Noto una cosa che mi piace molto: durante la scansione di frutta e verdura, l’app mette in risalto il dato riguardante i carboidrati, ora invece visualizza la percentuale di grassi.

PRODUCE SELECTOR

Questa è una funzione davvero particolare e divertente direi. In sostanza, SCiO restituisce in valore di BRIX, che rappresenta un indice di rifrazione usato in ambito professionale per stabilire se un vegetale è più o meno gustoso. Ma davvero SCiO riuscirà a dirmi in anticipo se un frutto è buono o meno?

Il primo passo da compiere consiste nel “dire” all’app il tipo di frutto che vogliamo analizzare.

Seleziono “Peaches” e seguo le – ormai amiche – istruzioni, che mi spiegano: la pesca è un oggetto tondeggiante, quindi devo appoggiare SCiO sul frutto.

E, dopo aver seguito da bravo utente obbediente tutti i passi indicati, ecco la schermata che compare.

SCiO mi dice che l’indice BRIX è 11 e che la pesca ha un gusto nella media. Sarà vero? Assaggio: in effetti è una pesca anonima, né da ricordarla, ma neanache da dimenticarla. SCiO ci ha preso!

Fine prima parte

©Riproduzione riservata

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