Impressioni di ottobre

Non so quanti “perderanno tempo a leggere questa mia riflessione…”
Spero che qualcuno ci sarà…
Non sono solito dare sfogo alle mie sensazioni/rabbie in questo modo…
Ma arriva per tutti un momento…
Certo un diario segreto sarebbe stato meglio… no forse peggio…
Perché spero almeno che un piccolo obiettivo verrà raggiunto…
E così siamo in seconda media…
Passano gli anni, cambiano i compagni, cambiano gli insegnanti, cambiano le aule, cambiano i professori, cambia il micro, cambia il glucometro, cambi tu…
No, tu non cambi… cresci…
Diventi ogni giorno di più un ometto…
Prima degli altri…
Così come è stato per me…
Io però fino a 10 anni ero “come gli altri”…
Io fino a 10 anni giocavo, ridevo, scherzavo…
Ah vero, questo lo fai anche tu…
E allora cosa c’è di diverso?

Tutto…
Negli anni ’80 i diabetici tipo 1 bambini erano molti di meno…
Che sfortuna: io fra i pochi eletti?
Sì, una sfortuna, ma perché?
I miei compagni, i miei Amici erano e sono miei Amici.
Se li vedo ora, se li incontro, ancora mi chiedono (certo non tutti) come sto e se va tutto bene, così come la mia maestra o i professori…
A scuola ero come gli altri, fra gli altri…
E se restavo fuori dal giro, non era perché loro lo volevano…
Era perché ero io a deciderlo… forse perché ero cresciuto prima di loro e più di loro e allora non sentivo più quell’età… ma quella dei più grandi…
Forse è questo che mi ha portato poi ad avere “pochi Amici” e a legare con quelli più grandi di me…
Ed è forse per questo che ora, anche la mia famiglia, si ritrova un po’ troppo sola…
Però fino a 10 anni sono cresciuto come gli altri…
Tu invece…
Ne avevi poco più di 2…
E come si può?
Come può fare un genitore che dona tutto l’Amore che può al suo piccolo, affrontare il distacco di una scuola, in un momento così difficile?
Giusto o sbagliato che sia, ogni Mamma e Papà, prende la propria decisione, fra mille difficoltà e pensieri…
E cresci…
Fra gli adulti e diventi adulto prima degli altri…
Fra i bambini e diventi “diverso” dagli altri…
Quindi???
Quindi nulla… sei così… sei e sii te stesso…
E quel che sarà, sarà…
Da bambino, adolescente, ragazzo, adulto che sarai, sii sempre te stesso…
E io Papà… e tu Mamma… non possiamo farci nulla…
Se la scuola… i presidi, le insegnanti…
Se la famiglia… i genitori dei tuoi compagni…
Se NON CAPISCONO, se hanno PAURA a “trattarti come un bambino” perché sono “ignoranti”…
Beh, non ci possiamo fare nulla…
Non esistono purtroppo campagne di sensibilizzazione che tengano…
Prevenzione… Cura… Affetto…
Tutto bello… tante belle parole…
Che restano tali…
E te ne accorgi quando sistematicamente si contano sulla punta delle dita le persone che si lasciano coinvolgere e chiedono…
E se lo fanno, la grande maggioranza è perché “sai ho un amico… un parente… o chicchesia…”
No, non è la prevenzione, se pur importante, a fara la differenza…
E’ la CONOSCENZA… è sapere che non è infettiva, né contagiosa e che tu, io, lui… siamo esseri umani e che forse, avremmo bisogno di sentirci meno soli…
Di sentirci al sicuro non solo a casa…
In strada, in auto, in un campo di calcio, su una pista di atletica, in bicicletta, in aereo, a casa di parenti o di amici, la notte, il giorno, a Natale e a Ferragosto…
No… Mamma e Papà, non ci saranno per sempre, ma faranno di tutto per farti stare bene e farti felice per sempre…
Ma tu dovrai lottare per trovare la tua felicità anche dopo… quando non ci saremo…
E se i tuoi coetanei oggi, non sentono, anche per un frammento della loro giornata, il bisogno di chiederti “Hey, tutto ok?” non come la domanda di rito del mattino…
Non come la risposta al telefono “pronto, ciao… come stai?”
Ma un preoccuparsi di te, anche una sola volta…
Noi, tuoi genitori, staremo ancora più male…
Aggiungeremo tristezza alla nostra tristezza di sapere che c’è qualcosa di diverso, nella tua, nella nostra normalità…
E dopo tutti i sacrifici che facciamo per lasciare lacrime, smorfie e dolore nascosti in un angolo della nostra vita, del nostro cuore, per mostrarti sempre un sorriso perchè vogliamo vederti ridere, sarà ancora più difficile perché ci renderemo conto che siamo i soli (anche se come noi tanti altri, troppi ormai) a curarci di te…
A donarti per quel poco che possiamo per affrontare la vita…
In cuor nostro, avremmo voluto donarti un aiuto in più…
Scusaci… non ci siamo riusciti…
E questo aggiunge altro dolore e tristezza…
Ma tu…
Tu non mostri mai quanto stai male dentro, anzi… “non mi importa… non mi interessa…” e dici “che non riesci a piangere”…
Ma sappiamo e capiamo che anche se a te una festa, un’uscita con gli amici o altro davvero non fa né caldo né freddo, vorresti poter decidere tu di dire “No Grazie”…
E invece no…
Perché?
Perché alla base manca la CONOSCENZA, regna la PAURA…
Perché è inutile negarlo…
Essere “diversi” vuol dire “esser fuori”, specialmente adesso, in questi tempi, in questa società…
E allora mi chiedo e chiedo: ha senso fare prevenzione?
Si certo, ne ha, assolutamente… anche dalle discriminazioni…
Per tutti i bambini come mio figlio, avrebbe senso fare aggregazione e non con chi è nella stessa situazione (genitori e bambini si aiutano ma poi non convivono) ma fra chi non è coinvolto, perché è questa la vita…
Perché mostrare un micro in pubblico, davanti ai tuoi compagni, poteva essere un “vanto” fino a pochi mesi fa, ti sentivi felice che ti chiedessero “cos’è?”…
Ma ora, invece, preferisci nasconderlo o toglierlo magari in estate, forse, perché vuoi trovare chi ti apprezzi per quello che sei…
Un bambino di 12 anni…
TI VOGLIO BENE PICCOLO MIO…
Scusami…

                                                                                                                                Fra Martino

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