Il progetto di Dio

Il buon Dio due anni e 3 mesi fa, pensò bene di raddrizzarmi il cervello e di rendermi meno smemorata. Quel giorno deve essersi alzato e deve aver pensato: “è ora che tu bella bambina, incominci a metterci più testa nelle cose, ad essere meno rincoglionita, più concentrata e capace di prenderti le tue responsabilità”. Deve essersi detto: “Ti regalo una malattia che ti farà capire che la matematica non è un’opinione. Che se a 2 aggiungi a caso un 3, rischi di ritrovarti la glicemia a 30. Ti regalo una malattia da indossare ogni giorno come un vestito, e dovrai trovare il modo che questo sia il tuo miglior vestito… il più bello di tutti, e dovrai prendertene sempre cura. Ti regalo una malattia che pretende di avere tutta la tua concentrazione, così smetterai di avere sempre la testa tra le nuvole. Ti regalo una malattia che ti farà capire che quello che hai nel piatto lo finisci, senza fare la schizzinosa. Una malattia apparentemente indolore, ma che ti farà camminare sul filo di un rasoio fino a che avrai vita… così da valorizzare tutto quello che ti è rimasto e tutto quello che prima schifavi.
Ti regalo cara Valentina, la piu bastarda delle malattie metaboliche, cosicché, quando ti troverai in giro con gli amici e vorrai mangiarti un panino, mentre gli altri si divertiranno tu ti fermerai un attimo, ti imporrai di riflettere di quanta insulina avrai bisogno per poter mangiare.
Questa malattia metterà in discussione tutta la tua esistenza e farà parte di te 24 ore al giorno. Lei pretenderà la tua precisione, per tutte quelle volte in cui nella tua esistenza non lo sei stata. Per tutte quelle volte in cui hai rimandato sfide e responsabilità. Ti regalo questa malattia per tirare fuori di te il meglio che hai.
Ti dono questa malattia per darti il coraggio di andare via, perché da sana, rimarrai a cazzeggiare per sempre a Torino senza concludere nulla, ma tu vali molto di più. Non ne avevi solo la consapevolezza.
Eccoti una malattia che ti renderà organizzata come un soldato, paziente come una madre, gentile come una nonna, disciplinata come hna spia del Kgb. Ti regalo la peggiore rottura di palle al mondo, per un totale di 1400 iniezioni all’anno di insulina, per un totale di forza e di energia come mai ne hai avuto prima ad ora.
Ti regalo una malattia noiosissima, così da imparare a divertirti meglio con ciò che hai nella vita.
Una malattia per imparare a riflettere.
E’ la malattia che fa al caso tuo, quella che tu puoi sopportare… quella che farà di te, la versione migliore che tu abbia mai potuto immaginare”.

Valentina Maruca

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