Essere degli expatriati

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È una di quelle cose che nella vita bisogna necessariamente assaggiare. A costo di una glicemia relativamente alta a posteriori. Il Pączek polacco è uno di quei dolci che, se ti trovi a passeggiare per le strade di Cracovia o di Varsavia devi fermarti a gustarlo, perché esso rappresenta un po’ quella che è la tradizione culinaria polacca.Una bomba di dolce. Una sorta di bombolone italiano, ma infinitamente più buono, più morbido e con il ripieno alla marmellata.

C’è stato un periodo della mia vita, quando avevo 20 anni e studiavo a Breslavia, (città situata nella Slesia) in cui non avevo il diabete. La vita era sicuramente più facile poiché mangiavo senza dover pesare, calcolare, iniettare e misurare la glicemia a due ore dai pasti. Tutto ciò che dovevo fare e che amavo fare, era svegliarmi al mattino e andare all’università per seguire le mie lezioni di lingua croata. Tutto ciò che a me interessava ruotava intorno al paleoslavo o più semplicemente alla slavistica e il pączek due o tre volte alla settimana era d’obbligo dopo le lezioni. Il diabete al tempo non era lontanamente contemplato nella mia esistenza, e ogni giorno ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di studiare in santa pace, senza sentirmi stordita dalla glicemia che oscilla vertiginosamente.

Ora che sono diabetica la faccenda è totalmente cambiata: da quando sono tornata a vivere in Polonia, l’ho mangiato all’incirca due volte e ovviamente non ho azzeccato il bolo di insulina, inducendomi una glicemia folle a distanza di due ore. Però il pączek è quello sfizio\ribellione\bontà che ogni tanto è giusto concedersi, in particolar modo se abiti in un posto dove senti la necessità di uniformarti a quelle che sono le tradizioni della sua popolazione.

Lì dove Jaruzelski controllava un’intera nazione sotto la morsa del comunismo, la Polonia rispondeva, viveva e ugualmente gioiva impastando e preparando i Pączki. Lì dove il freddo è intenso e tagliente, il suo popolo risponde usando più burro, più farina e più latte. E il burro qui per me è un altro problema per il diabete. È buonissimo. Troppo. Forse un po’ troppo per me che cerco di evitarlo come la peste a causa degli effetti che ha sulle mie glicemie… ma è ovunque. 

Consiglio vivamente a tutti i miei fratelli e alle mie sorelle diabetiche, di fare un giro da queste parti e di gustare il dolce che ho trattato nell’articolo, e mi congedo riportando la strofa dell’inno nazionale polacco, dove a causa di ragioni storiche viene citata la nostra bellissima Italia:

Marsz, marsz, Dąbrowski                                    Marcia, marcia Dąbrowski
z ziemi włoski do polski                                        dalla terra italiana alla Polonia
za Twoim przewodem                                           sotto il tuo comando
złączem się z narodem                                          ci uniremo come nazione

Valentina Maruca

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