Via dalla Spiga/ Bistrot Milano. Grazie.

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Siamo di ritorno da Milano. Abbiamo passato bellissimi giorni nonostante alti e bassi di glicemia di Amelia ed il suo essere sempre più scatenata che, oddio, chi la fermerà più. Abbiamo visitato il MuBa, un fantastico museo per bambini che abbiamo goduto il giusto perché Amelia era in iperglicemia ed era nervosa e ci diceva: sono arrabbiata! Salvo poi disperarsi una volta usciti perché voleva stare coi bimbi, che aveva fino ad allora, totalmente ignorato. I bambini sono fantastici perché sono completamente folli. Io adoro questo aspetto.
Tra le varie scoperte, come sempre quelle più belle e rivoluzionarie, sono quelle più inaspettate! Siamo, per caso, incappati in un locale molto carino che si è rivelato una scoperta grandiosa per noi celiaci e celiaci di riflesso. Il Bistrot, via dalla spiga. Corso Magenta.
Tutto senza glutine. Tutto. Non cucina separata o altro ma tutto. Abbiamo chiesto più volte, come degli ebeti, se tutto fosse senza glutine, perché dalla strada vedi solo il nome Bistrot, e questa è anche una scelta precisa Che, leggendo sul loro sito, ho molto apprezzato. L’idea del locale non è quella di essere un luogo alternativo o di serie B rispetto al mondo del glutine. È un posto dove al primo posto si pensa a mangiare bene, poi viene il fatto che i celiaci vi possono mangiare serenamente. Il punto, che ho apprezzato terribilmente, è che un celiaco non deve solo mangiare ma deve mangiare bene e in questo è uguale a tutto il resto del mondo. Non ci sono differenze.
Un altro aspetto che mi ha rapito è stato quello di non mettere l’accento su cosa non c è, ma su quel che c’è. In un mondo che gira, oramai, in campo alimentare solo intorno alla sottrazione, pieno di torte e piatti senza lattosio, uova, burro, glutine, zucchero, aria ( quelle che io definisco ” torte senza niente ” ) , mettere l’accento su quel che c’è di buono mi sembra una bella idea. Un invito a non aver paura di tutto e, di conseguenza, togliere tutto, anche quando non c’è bisogno ( errore capitale ).
E poi che dire? Si mangia benissimo, l’ambiente è semplice e molto francese, il servizio è giovane e a volte distratto ma, comunque, dolcissimo. Noi ci siamo stati bene e ve lo consigliamo col cuore e con la pancia. Il pane è fatto da loro ed è uno dei migliori senza glutine che abbia mai mangiato, anche la pasta è fatta a mano e, nonostante la clientela sia giovane ma non bambina, hanno retto alla grande la vitalità di Amelia.
Ora siamo sul treno. Lei dorme, distrutta.
Domani ricomincia il solito tran tran.
E, io, con i saldi e a Milano, ho comprato solo mutande !
Poteva andare peggio !

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