Nuages

Stasera esco per l’ultima -alleluja!- passeggiata della giornata con Elio. Il cellulare in tasca mi fa camminare con una buona musica nelle orecchie:

J’ai dansé sous les nuages
Je suis perdue, la nuit, sans ton amour…
J’ai dansé sous les nuages
Je suis perdue, la nuit, sans ton amour …

È fresco ma non freddo. Mi sorprendo a percepire una anomala sensazione di benessere.
Qualche istante per capire che è perché sono insolitamente ‘leggera’: ho dimenticato a casa lo zainetto.
Dentro, il sensore glicemico che suonava allarmi fino a pochi istanti prima dell’uscita.
Il glucometro per la sua imminente calibrazione.
La penna con l’insulina.
Gli zuccheri per le ipoglicemie.
I soldi per eventuali necessità.
Non succeva credo, da 32 anni.
A tornare in casa a riprenderlo non ci penso neanche, è troppo bello e sconosciuto questo frammento di libertà. Non mi è familiare e non mi appartiene, per questo mi piace.
Cammino e respiro, ancora per un po’, con le spalle e il cuore leggerissimi.

J’ai dansé sous les nuages
Je suis perdue, la nuit, sans ton amour.

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