Scene di ordinaria glicefollia

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Diario di bordo – Terzo giorno di sgabuzzino scolastico col mantello dell’invisibilità

Alle 10, orario di mer(en)da, terrore di ogni genitore in fase di inserimento…
Melissa alta: 250 con 4, dico 4 boli fatti in modo tale da permetterle di fare merenda con gli altri. La glicemia non si schioda, arrivando a un timido 225…

A questo punto che si fa? Sembra una partita di poker giocata al buio. Pensi a tutta l’insulina in corpo e dici, sicuro di te: “VEDO!”. Vuoi smascherare il bluff di sto bastardo di diabete e dici alla maestra di dare a Melissa i suoi biscotti, anche con 225. “Tanto scenderà!”.
Tempo 10 minuti e qualcuno bussa alla porta… É la maestra: “La sa una cosa? Melissa era arrabbiatissima. Non voleva i biscotti! Voleva il panino, come la sua compagna di banco. Dice che lei col diabete non può mangiare il panino col prosciutto”.
– Ah.
E intanto, nel marasma di sentimenti, pensi: “Beh, era a 225. A questo punto se non ha ancora mangiato, tanto meglio: tergiversiamo e vediamo che succede”.
– Quindi non ha mangiato i biscotti?
– No, no. Ne ha mangiato uno, ma controvoglia…
(“Vacca miseria”)

Quindi mo’ che faccio? Ora è alta… Ma ha un litro di insulina pronta a colpire. E se facessi un panino? Ma ha già mangiato il biscotto. I calcoli analitici, gli integrali e le derivate cedono il posto ai dadi: tutto molto più semplice.

– Maestra, faccio una cosa: corro a casa, faccio un panino al prosciutto al volissimo e torno prima della fine dell’intervallo.
Mi metto il mantello dell’invisibilità. Sgommo verso casa. Preparo il panino con le pareti di pane più sottili della storia dell’universo, gli infilo dentro 1kg di prosciutto cotto e, bilancia alla mano, scopro di avere tra le mani un gourmet da 13 cho. Lo impacchetto e gli faccio il codino.
Il codino. Al panino, sì. Dovete sapere che in casa abbiamo l’usanza di fare ai panini di Melissa il codino, a quelli di Lara le orecchiette. Per riconoscerli!

Cmq, torno trafelato a scuola, intercetto la maestra:
– Senta… facciamo una cosa: per non far capire a Melissa che questo è un ripiego, le può dire che ha trovato questo PANINO COL CODINO nello zainetto e che non l’aveva visto prima, MA C’ERA GIA’?
– Mmmm… va bene. Ma non so se si berrà questa storia. É sveglia la ragazza…
– Proviamo.

Arriva un messaggio su Whatsapp fresco fresco: “Panino mangiato tutto”.
Se la sarà bevuta? Lo scoprirò tra un’oretta. All’uscita.
E la glicemia? Ora un 212 mi guarda un po’ sornione e un po’ spavaldo dall’orologio.
Sono di nuovo nello sgabuzzino. Mi sfilo il mantello.

©Riproduzione riservata
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