Il crollo delle complicanze del diabete di tipo 1

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Ultimamente ho visto una slide, presentata in questi giorni all’EASD 2019 (European Association for the Study of Diabetes) di Barcellona, nella quale uno studio ceco dimostra come il sensore migliori di molto la glicata. Ho letto anche commenti autorevoli che si chiedevano con cautela se, visti questi dati, non si potesse anche evincere che, forse, il sensore è lo strumento più importante (persino più del micro) per avere un grafico glicemico dalle curve sexy e invitanti.
Non so se è successo solo al sottoscritto o anche ad altri, ma a me tutto ciò sa molto di uovo di colombo.

Che si usi la penna o il microinfusore, con un sensore
la glicata scende di quasi un punto (fonte: EASD 2019)

L’ASSO: IL SENSORE

Ricordo il 2015 come il periodo in cui la mia nuova vita da T3 imberbe inondava il vecchio Fabrizio, quello che per passione e professione era “esperto di coding” e che, ai tempi della laurea, aveva deciso di cimentarsi all’Università di Informatica in ogni corso  che riguardasse l’intelligenza artificiale, le reti neurali, la teoria dei giochi, la ricerca operativa; in pratica, tutti ambiti che studiano un sistema con gli approcci e le strategie informatiche utili a raggiungere un obiettivo con il miglior rapporto costi/benefici.
Fu proprio in quel periodo, dopo aver mangiato per un anno pane, sabbia e insulina, dopo essermi immerso con tutti i panni di “padre con figlia diabetica” in questo nuovo mondo prosciugato di cellule beta, forte della mia formazione analitica e votata al pratico, che scrissi una lettera aperta, “Le tre briscole“. In quell’articolo (che qualcuno si ricorderà) sostenevo che nel mazzo ci sono 3 briscole, che sta a noi pescare e giocare: Asso, Tre e Re. La più forte, incontrastata, l’Asso da 11 punti, per il mio modesto parere è da sempre il sensore. Il Tre di briscola, la carta da 10 punti, è il microinfusore. E, a ruota, il Re, i cui 4 punti sono rappresentati dalla visione a distanza della glicemia.

È MEGLIO GUIDARE CON UN GINOCCHIO O BENDATI?

In fin dei conti ce lo racconta anche la logica di base. Proviamo a pensare alla curva glicemia come una strada delimitato da due muri: 70 e 180. Ora immaginiamo di essere su quella strada, al volante di una vettura, che direzioniamo di volta in volta per non andare a sbattere sui muri laterali del 70 e del 180. Fin qui, tutto facile.

Ora vi faccio una domanda: se vi legassi una mano dietro alla schiena o se vi chiedessi di girare il volante col ginocchio, andreste a sbattere? Probabilmente no… Se lo facessero a me, credo che doserei la velocità con l’acceleratore in modo da darmi tempo di girare col ginocchio.
Vi faccio un’altra domanda: se invece vi bendassi mentre guidate e vi facessi dare un’occhiatina alla strada ogni tanto, andreste a sbattere? Io dico di sì.

Ora torniamo nella nostra strada glicemica.

Come facciamo a “girare il volante” per cambiare il verso della curva del grafico?

Ovviamente dosando l’insulina che immettiamo. E questo possiamo farlo in due modi: con un microinfusore o con una penna. Alcuni pazienti dicono che gestire il diabete con quest’ultima sia come guidare con un ginocchio, ma su questo non sono tutti concordi. Poco male: in entrambi i modi si riesce a stare sulla strada.

E come facciamo a “vedere la strada”?

Anche qui abbiamo due modi: con un sensore (e la vedremo in ogni momento, cioè senza benda) oppure con un glucometro (e cioè con un’occhiatina). È quindi una conclusione oggettiva, frutto della logica spicciola, che con il solo glucometro si andrà a “sbattere” in ipo e in iper con molta, molta, molta più facilità.

SEMPRE PIÙ BRISCOLE!

In realtà, e per fortuna nostra, il mondo evolve, la scienza e la tecnologia sono in pieno tumulto. E, in soli 4 anni, si sono aggiunte altre due briscole che possiamo giocarci: il cavallo e il fante. Ossia: il PA (Pancreas Artificiale) e i boli remoti (questa briscola è utile per i T3, cioè noi genitori di bimbi diabetici). Obiettivamente, l’ordine delle briscole a questo punto, nel 2019, per qualcuno potrebbe anche essere cambiato e, magari, il Re diventare il Pancreas Artificiale (non può andare più su perché, per costruirlo, servono un sensore e un microinfusore!). Ma, tornando a monte, per me l’unico e incontrastato Asso del mazzo è il sensore. Leggere commenti di luminari quasi sbigottiti sulla questione, sulla scoperta dell’uovo di colombo, lascia sbigottito anche me, umile utilizzatore, oltre che loro…

IL CROLLO DELLE COMPLICANZE

Quindi, invece di quel grafico di Colombo, voglio lasciarvi con un altro grafico, che a me piace molto di più e che, permettetemi di dire, è molto meno scontato e molto più rincuorante. Questo grafico arriva dalla conferenza TCOYD (Taking Control of Your Diabetes) del North Carolina e ci dice che, dalla fine degli anni ’70, i 30 anni successivi sono stati costellati da enormi passi avanti nella gestione del diabete e le complicanze si sono ridotte drasticamente. Grazie al passaggio dalla siringa di vetro alle siringhe monouso, alle penne, ai primi microinfusori, a insuline più veloci, a una maggiore consapevolezza sulla gestione dei carboidrati e chi più ne ha più ne metta (vi consiglio questo libro, se volete approfondire: Diabete e Tecnologia).

REX vs DEX

Non soffermiamoci sulle complicanze del diabete, andiamo oltre: questi grafici ci ricordano che complicanze come perdita della vista e amputazioni sono state quasi azzerate. Che la nefropatia, che porta alla dialisi, si è ridotta dell’85% (semplificando: dove nel 1978 c’erano 10 dializzati, nel 2009 ce n’è solo più uno). Tutto ciò, in un’era in cui l’Asso di briscola era quasi un miraggio, se pensate che proprio durante la fine dello scorso decennio erano ancora in corso i test dei dinosauri Dexcom Seven Plus e FreeStyle Navigator.

CONCLUSIONI

Io non ho il diabete, però ho una figlia con il diabete. Quindi non pensiate che io legga parole come “amputazione” a cuor leggero; il groppo imperversa, la vista trema… Ma faccio uno sforzo (grande) per compiere un passo indietro e guardare il problema negli occhi e nel suo insieme, in modo analitico. Pensate agli strumenti che abbiamo oggi: NESSUNA delle briscole era uno strumento di massa in uso all’inizio dello studio. Poi, durante quel trentennio hanno fatto capolino i primi microinfusori (e stop). Avete presente quando al tuo avversario capitano in mano tutte le briscole e a voi arriva solo ‘na briscoletta (come direbbe il mio amico Andrea de Roma): è molto più difficile fare 61 e vincere la mano! Scommetto che anche voi, come me, vorreste essere l’altro, quello con tutte le carte vincenti.
Vi piace vincere facile? Bongi Bongi Bo Bo Bo!

Ok. Non è “vincere facile”, lo ammetto. Ma è vincere. Sensore, micro, telemedicina, calcolo dei carboidrati, insuline velocissime, basali che si adattano sul trend glicemico (PA), e tanto altro. Sì, anche io aspetto la cura con il cuore in mano ma noi, oggi, la partita possiamo giocarcela, alla grande.

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