La denuncia: «Dal microinfusore alle penne: non togliete le ali ai nostri bambini mentre stanno volando»

Questa è una storia di ritardi, tenacia e generosità che merita di essere raccontata. Immaginate un gruppo di mamme da molti mesi alle prese con le difficoltà a reperire il materiale di ricambio per i microinfusori dei propri figli. Ecco che arriva il momento tanto temuto: il materiale non c’è più, malgrado lo scambio di lettere e rassicurazioni. In pratica i bambini microinfusi rischiano di ritornare alla terapia con le penne, una situazione che una mamma descrive “come se ti mettono le ali e te le tolgono proprio mentre stai volando”.

E insieme allo stop della fornitura, arriva anche una loro clamorosa mossa: un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica.
Succede in Sicilia, dove al Tribunale di Patti è stato depositato l’esposto redatto da Rosy Caiola, presidente dell’Associazione Giovani Diabetici Nebrodi, in provincia di Messina. Stanche di chiedere, le mamme, rappresentate da questa associazione, hanno deciso di seguire le vie legali per ottenere quello che ai loro bambini spetta di diritto.

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In effetti, ci informano che per ora hanno ottenuto come risultato immediato una risposta dalla Direzione Generale ASP: arriveranno le forniture per i bimbi, sufficienti però per soli due mesi. Questo, secondo loro, grazie al presidente del Parco di Nebrodi, Giuseppe Antoci che non è un medico e neanche il genitore di un bambino diabetico. E’ solo un uomo coraggioso che vive sotto scorta e che ha preso a cuore questa battaglia. “Sta cercando di mobilitare il più possibile le autorità competenti. E’ una persona davvero unica che pur non essendo addetto ai lavori ha una sensibilità spiccata e già in precedenza ci ha dato una mano a organizzare eventi per i bambini diabetici» raccontano le mamme siciliane.

In loro aiuto è intervenuto anche il deputato Bernardette Grasso dell’Assemblea Regionale Siciliana che ha presentato un’interrogazione per chiarire “a cosa è dovuta tanta superficialità e insensibilità nell’erogazione di questo delicato servizio?”

Parlando con queste mamme ci rendiamo conto che sono molto decise a proseguire a qualsiasi costo la loro battaglia. Per non trovarsi di nuovo con le penne d’insulina in mano e con i bimbi che devono tornare indietro nel tempo, con le ali spezzate.

 

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