“Insieme si vince”, Dottor Davide Tinti

Sono notoriamente lenta. Ma non a camminare o a correre, e neppure se devo risolvere un problema. Sono lenta a elaborare i sentimenti, a dar loro un nome, a imbrigliarli per tradurli in parole. E più sono “gonfi” e più mi scappano da tutte le parti per svincolarsi e liberarsi in altre forme.
Da venerdì notte riesco a scrivere solo ora, mentre rivedo per l’ennesima volta le immagini di quella sera.

Dopo giorni frenetici pieni di telefonate e messaggi a tutte le ore, inviati via messenger, whatsapp, sms o email, in voce o video (ci mancavano solo i segnali di fumo) eccoci a Torino. Ognuno carico di cose da portare, ognuno emozionato e spaesato davanti a un qualcosa di sconosciuto che avrebbe preso forma da lì a poco. Il tempo di un forte abbraccio e come in un vecchio film a massima velocità allestiamo in teatro lo spazio dedicato a DeeBee, proviamo insieme ai tecnici il proiettore, sistemiamo volantini e banner, colleghiamo i tablet dove scorrono informazioni sul diabete infantile, i progetti del pancreas artificiale, le pagine del sito deebee.it.

Mentre iniziano le prove, incontro per la prima volta Antonio e Mapi, la coppia che dirige la compagnia OLD WILD WEST Country Western Dance&Music. Il feeling era scattato già alle prime comunicazioni scritte, ma quando ci vediamo è nel loro sguardo che trovo un’oasi tranquilla e riparata dalle preoccupazioni che ci accompagnano. Conosco finalmente Enrica, la maestra di Melissa che ha avuto l’idea di questa serata. Una ragazza che sembra avere il sole dentro, un sole che traspare dai suo occhi di velluto scuro e che riscalda chi le sta vicino.

Decine di persone aspettano fuori dal teatro; dentro è un viavai di cappelli, stivali, frange e jeans di diversi tipi e taglie. Uomini e donne di tutte le età, legati dalla passione per la musica e il ballo country che stasera stanno qui per noi, per i nostri figli, anche se non li hanno mai visti. Sono loro i primi ad inaugurare l’urna delle offerte, timidamente, quasi come non voler farsi notare. Non saprò mai chi era il ragazzo in maglietta blu che mentre infila una banconota celeste nella fessura della teca trasparente mi dice a bassa voce: “Se potessi ci metterei un assegno pesante qui dentro, ma per ora lavoro pochissimo”.

Davanti alla nostra postazione passano in tanti, quasi tutti si fermano, chiedono e ascoltano con attenzione. Una mamma ci chiede di cambiare la sua banconota con due di taglio più piccolo. Sorrido tra me e me per la bella lezione quando la vedo in disparte mentre spiega ai suoi due bambini come fare l’offerta e a cosa servono i soldi che loro metteranno nella scatola.

Buio nella sala piena. Il nostro spot con Neri Marcorè viene accolto con applausi che diventano ancora più forti quando sul palco sale il “Dott. Fabrizio Casellato”, presidente della Onlus DeeBee Italia. Fabrizio gioca in casa…

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E dopo le parole di un padre arrivano quelle di un medico, il Dott. Davide Tinti impegnato nello sviluppo del progetto sul Pancreas Artificiale, progetto al quale andrà tutta la somma raccolta durante questa serata. Alle sue spiegazioni si aggiungono quelle di Melissa che, ignara del momento quasi solenne, scappa dalla sua poltrona in prima fila e sale sul palco per aggrapparsi alle gambe del papà. “Insieme si vince, insieme si arriva lontano” dice questo giovane medico che è riuscito a portare una ventata di serenità anche parlando di malattia. Con un pacato sorriso che ha conquistato la platea.

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Lo spettacolo porta in sala echi di altri tempi e il sapore di luoghi lontani. Coreografie che incantano, persone che spalla a spalla si muovono in sintonia e danno un senso di sicurezza, la sicurezza del gruppo.

Il sipario si chiude. Quasi tutti vanno via dal teatro con il nostro gadget, un piccolo pensiero con i colori della DeeBee. Nella nostra teca trasparente ci sono quasi 1.200 euro (che poi diventeranno di più grazie all’ulteriore donazione della compagnia OLD WILD WEST Country Western Dance&Music). Mapi e Antonio fanno gli onori di casa, ci abbracciamo prima di lasciarci. Porto con me uno scorcio di sguardo regalatomi da Mapi, una delicata tenera carezza.

La vita cresce come una brezza” cantava un noto autore di musica country. La vita a volte diventa una tempesta, avrei detto io. Dopo questa serata esco dal teatro pensando che la vita può essere anche una carezza. Mi metto alla guida nella notte calda di Torino e mi perdo nei famosi corsi, guido a lungo e senza fretta, pensando e ripensando a questo strano venerdì quasisabato.

Irida Cami

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