A casa sua

Da piccola ogni tanto andavo a casa della mia amica M. All’ingresso dovevamo metterci le pattìne, perché il pavimento era pulito, troppo pulito. Lei, abituata, si muoveva sciolta, io assumevo l’andatura di bambina stitica. Vivevano in una specie di scantinato perché l’appartamento nuovo, al piano di sopra, era bello, troppo bello per essere abitato. Ogni tanto mi mostrava, con trepidazione religiosa, una bambola di ceramica al centro del letto matrimoniale dei suoi genitori. Una figura rigida con la faccia di cera, gli abiti merlettati a ruota nel centro del letto, lo sguardo vitreo di bambina morta. Quelle bambole non le potevamo toccare, perché erano delicate, troppo delicate. Certe ore, con questa malattia, mi sembra di stare ancora a casa di M.

12516196_10207334995084508_788780378_n

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Saltini

Per passare dalla riva della vacanza a quella della quotidianità bastava fare un saltello. Ma non ho un corpo agile e mi sono ritrovata a fare un balzo nel vuoto.
Da questa parte della riva constato, con stupore vetusto, come da un giorno all’altro per me cambino le cose: osservo l’andamento glicemico tranquillo dei giorni scorsi imbizzarrirsi in vette acuminate, le unità di insulina che ieri tenevano la mia glicemia in stato di grazia oggi del tutto insufficienti, svuotate del valore che hanno avuto dall’altra parte, ad appena un passo da qui.
Senza percepirne le cause sento scivolare la lucidità mentale di ieri nell’odierna melma dolciastra di pensieri stanchi.
Io: due persone diverse nell’arco di due giorni.
E tocco con mano l’abisso di una distanza risibile.
Se mi guardassi dall’esterno definirei questi passaggi repentini “un’esperienza di vita particolare”. Invece è un’esperienza che vivo e non vorrei vivere. E le definizioni finiscono qui.
È uno degli aspetti del diabete difficili da raccontare perché impossibili da capire.
Dovrei dire che davvero il mio corpo di diabetica trentennale è scosso smosso e sbatacchiato dal battito d’ali di quella famosa farfalla in quel famoso posto dall’altra parte del mondo.
Che si tratta di pagare lo scotto di un corpo stupido o forse troppo intelligente.
Dovrei spiegare anche che perdonare questo corpo delicato, robustamente imperfetto a volte non è cosa scontata. Che talvolta volergli bene vale l’ intensità di un lavoro.

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Addosso

Mi sento un quintale di diabete, addosso, quando la glicemia si alza al cinema, per il fatto che sono al cinema. E io sono nel pubblico. E il pubblico dovrebbe solo guardare il film.
Mi sentivo tonnellate di diabete addosso quando nei trekking la glicemia saliva e il mio diabetologo diceva di insistere, che “non poteva essere”, che io ero strana.
Mi sento un grammo di diabete, addosso, quando mi concedo un dolcetto e il calcolo dei carboidrati si fa beffe di me. Le ovvietà non fanno male.
Mi sento un chilo di diabete addosso se il sensore suona la notte. Erano chili su chili quando la notte dovevo puntare la sveglia, per evitare le ipo.
Mi sento montagne di diabete addosso quando qualcuno dice che “con l’insulina facciamo una vita normale”. Ed è soddisfatto, lui.
Mi sento solo una manciata di diabete addosso quando lo racconto a chi ascolta a cuore aperto.
Mi sento un mondo di diabete addosso quando la glicemia scende all’improvviso durante la bike in palestra e l’insegnante si mostra seccato.
Ho un camion di diabete addosso quando per far rientrare una glicemia inchiodata cammino sotto la pioggia. Sono molto più leggera se in cielo c’è il sole.
Mi sento schiacciata dal diabete quando ci entra un altro bambino.
Mi sento solo un pulviscolo di diabete addosso quando questa parola dolce la scrivo.
Mi sento tanto diabete addosso quando la mia psiche riversa zucchero nel sangue.
Sto senza peso in certi giorni nati bene.
Ho un barile di diabete addosso quando sparo per ore insulina a vuoto.
Ne ho solo un granello se penso che ho gestito la mia vita ragionando su di lui.
Mi sento solo polvere di diabete addosso se il mio grafico glicemico si muove ad onde tranquille.
Mi sono sentita soffocare nel diabete ogni volta che negli anni mi è stata fatta una promessa inconsistente.
Sono quasi priva di diabete quando un medico vede, insieme alla faccia del mio diabete, la mia.

12468119_10207274604534782_1863268344_n

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Super umani

Lo sai perché il diabete 1 è una malattia infingarda?
Perché reclama attenzione quando sei tutto impegnato a sopravvivere. Quando la vita ti chiede il massimo lui si mette a strillare. Quando la quotidianità ti stordisce di mazzate lui ti vuole lucido, presente a te stesso e a sé. Amplifica la voce davanti al dolore e non legittima debolezza. Anche la gioia estrema gli dà fastidio e immediatamente apparecchia ombre alla tua tavola.
Ti prego di non parlarmi di iniezioni o buchi nelle dita, che quelle son solo riccioli nell’esistenza, brufoletti in faccia.
Il diabete 1 e una malattia infingarda perché ci pretende Supereroi quando alla fine, seppur forti e avvezzi ai suoi dispetti, pure con la tutina blu e il mantello rosso, non siamo che esseri umani.

12388135_10207158682836812_962226867_n

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale, guarda, se fosse stato per me quest’anno non t’avrei manco scritto, ma so che te l’ aspetti la mia letterina diabetica, come da 30 anni a questa parte. Che secondo me, non per mancarti di rispetto, ma ciò che io desidero me l’avresti potuto realizzare PRIMA.
So che tu ballonzoli e trottoli, so che sei in sovrappeso e i camini sono stretti, però te prego, cerca di non prendertela troppo comoda, che mo’ c’ho una certa fretta.
Vorrei che tu intervenissi PRIMA, prima che troppi ragazzini provino nel corso della vita ciò che ho provato io, la glicemia alta in discoteca per l’adrenalina, l’insuccesso del calcolo dei carboidrati durante le cene con amici, l’iperglicemia negli esami universitari. Vorrei che intervenissi prima, prima della constatazione dei limiti dell’insulina, prima che qualcuno possa sentirsi disarmato. Intervieni prima dei fallimenti, ti prego, datti una mossa. Intervieni nelle vite di tutti noi prima che sia tardi.
Non mi regalare libertà quando villeggerò canuta e inconsapevole al ricovero per anziani, intervieni prima. Intervieni nelle vite di tutti noi quando ancora la fetta d’esistenza col diabete di tipo 1 può essere considerata “un’esperienza”, dopo la quale si apre qualcos’altro. Intervieni prima che la vita col diabete sia l’ intera vita.
Te lo vorrei fare io un regalo caro Babbo, quest’anno: una clessidra. Guardala e pensa a noi, guardala e lavora per noi, guardala e muoviti.
La tua fan di sempre, Lu.

12399372_10207181831415512_1529659818_n

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Come il cielo: BLU

Ai genitori dei bambini diabetici

Ho guardato uno per uno i vostri meravigliosi “bambini blu”. Ho ripensato a me, anni fa, quando scrivevo di diabete con tutti, ma evitavo di parlare coi genitori dei bimbi diabetici. Avevo paura di toccare quella che mi pareva (e mi pare ancora oggi) una feroce ingiustizia e di sentirne il dolore.
Poi, affascinata dall’intelligenza di alcuni genitori, mi sono avvicinata. Ora quello che vedo dietro al diabete di questi bambini è la loro voglia di vivere, la loro bellezza, la forza di voi genitori, l’ammirevole impegno delle famiglie, la spinta a combattere per conquistarsi una sudata felicità.
Mi auguro che anche chi non sa nulla della malattia possa scorgere la molteplicità delle sfumature della vita di questi “bambini blu”. Il coraggio, l’intelligenza e l’allegria, ma anche lo sforzo e la difficoltà, la normalità faticosa, per non dimenticare, finché lo potremo fare tutti davvero, che così non basta, che i loro diritti devono sempre essere tutelati, che gli strumenti necessari non devono essere lesinati, ma anche che la ricerca deve andare avanti e che per questo occorrono fondi.
Io non ho bambini e oggi ho invidiato questi tostissimi genitori blu. Bei bimbi, vì taggo, vi lovvo e vi penso con infinita tenerezza.

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Non restare in silenzio

Il problema è quando le parole non esistono. Raccontarsi sommando spazi, buchi, impossibilità.
L’ho fatto per anni: uno degli aspetti più difficili di questa complicata malattia. Quando certe realtà non esistono, difficile raccontarle.
Parti da una situazione solo tua, da una difficoltà che pesa come un macigno sulla tua vita. La formuli sulla base di ciò che ti dice la pancia e ciò che ti impone il cuore, per tradurla il pensiero. In una realtà in cui il diabete (“di tipo 1” ancora non si diceva) veniva visto come una “condizione facile” semplicemente queste sfumature che improntavano pesantemente il mio presente e che tentavo di tradurre in parole nel tentativo di detonarle, non esistevano. Non esistevano fuori e non esistevano in quello che doveva essere il dentro: tra medici e diabetici. Sono stata, per tanti anni, “la strana”. Lo ribadivano i medici: “Ma non esiste, solo tu funzioni così!”. Una solitudine sancita. Le glicemie alte per lo stress o dopo l’attività fisica, la difficoltà a gestire con innumerevoli buchi (e la povertà di strumenti) la pizza o i grassi, la variabilità glicemica in base allo stato emotivo: cose solo mie. Parlare senza parole affatica la gola, ma crea anche spiragli e dubbi salutari. E così ho continuato. Ora le parole esistono e allora il silenzio è solo una scelta. Secondo me, il più delle volte, una scelta da evitare.

Luisa Codeluppi

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Basta non essere Orfeo

Primo Consiglio di classe della mia classe non facile, in una scuola non facile, di una realtà socìale non facile.
Il sensore inizia a suonare dopo 10 minuti, tra una presentazione e l’altra ai nuovi colleghi. Continua a suonare inevitabile per tutta la riunione. C’ è poco da fa’: sto alta. Ai nuovi colleghi non spiego nulla, lo farò più avanti, ora sono troppo presa da questo elenco di anime “da maneggiare con cura”, da questa galleria di problemi consistenti, dalla manciata di strumenti che abbiamo in mano, risicata.
La riunione finisce, avrei cose da fare a scuola ma le rimando al pomeriggio, con la glicemia così alta se riesco, evito. Scendo le scale per andarmene e già mi sento le gambe più leggere. Salgo in macchina e la freccia del sensore comincia a scendere. Nel percorso guardo un po’ di cielo, scampoli regalati d’ estate, la glicemia scende ancora. Un quarto d’ ora e la glicemia è perfetta. Cinque minuti e devo mangiare, perché sta calando troppo. Ora guardo il mio 124 stabile, così bellino, nella sua perfezione ben divisibile.
Allora vedi? Com’ è facile sto diabete 1? Basta un po’ di sole, basta l’ aria di casa, basta chiudere la porta in faccia ai problemi, agli impegni, alla vita vera. Basta scendere le scale di fretta e ricordarsi di non guardare mai indietro. Basta non essere Orfeo.

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Molta verità

Ho la glicemia alta e il sensore che suona. Porto mia nipote Ludi a prendere il gelato e io mi prendo un orzo con panna montata.
-Zia, ma ti piace più la panna montata o il gelato?
-Il gelato, ma ora non lo posso mangiare
-Ma zia, se un bambino è come te (non so perchè non dica “ha il diabete”), lui non?…cioè…no, niente niente.
Questo pudore, questa ritrosia nell’associare “diabete” e “bambino” mi ha fatto una incredibile tenerezza. Non lo so, ho trovato in quella ritrosia moltissima verità.

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!