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LibreLink: l’app ufficiale per FreeStyle Libre

Arriverà in Italia entro il 2016 LibreLinkl’applicazione ufficiale lanciata in Svezia da Abbott. La nuova app ufficiale permette a uno smartphone dotato di lettore NFC, di leggere direttamente le glicemie rilevate dal sensore FreeStyle Libre, senza dover più utilizzare il lettore convenzionale.

librelink1

Sviluppata da AirStrip, LibreLink consente l’attivazione del sensore  FreeStyle Libre e la visualizzazione delle glicemie per i 14 giorni di utilizzo. Avvicinando il retro dello smartphone al sensore verrà immediatamente mostrata la lettura, il grafico delle 8 ore e la freccia di tendenza, con una grafica moderna ed intuitiva.
Una delle particolarità che la distingue, per esempio dalla nuova applicazione sviluppata per il Dexcom G5, è che per effettuare una lettura non è necessario aprire l’app dal telefono, che però dovrà essere sbloccato (la glicemia verrà visualizzata sullo schermo dello smartphone dopo aver eseguito la scansione).

È possibile usare contemporaneamente l’app LibreLink e il lettore FreeStyle Libre: basta attivare il sensore con il lettore e poi eseguire entro 60 minuti la scansione dello stesso sensore con lo smartphone.

librelink3LibreLink  potrebbe consentire un risparmio economico, in quanto non sarebbe più indispensabile l’acquisto del lettore convenzionale. Se non fosse che seguendo la politica di assistenza in caso di sensori difettosi, Abbott richiede le glicemie di confronto tramite il glucometro integrato nel lettore originale, che quindi dovrà  inevitabilmente accompagnare l’utilizzatore.

Manuale utente (in inglese)
Guida rapida (in inglese)
Scheda Informativa (in inglese)

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

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Intervista alla Dott.ssa Ivana Rabbone

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Ivana Rabbone, medico pediatra presso il Centro di Diabetologia Pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Inizierei dal momento forse più incisivo e traumatico: l’esordio. L’aspetto emozionale immagino che sia simile per tutti i genitori. Quello che abbiamo notato di diverso è l’approccio alla tecnologia sia da parte dei genitori sia dei vari centri e medici. Ci sono dei protocolli da seguire in questi casi o ogni medico giudica secondo la singola situazione, secondo il bambino o i genitori che si trova davanti? Per dirla in altre parole :gestione da subito con sensori e micro o meglio prima penne e glucometro?

“Sicuramente all’esordio è importante che il diabetologo scelga sulla base della singola situazione, tenendo presente il delicato momento in cui il paziente e la sua famiglia si trovano. Le famiglie all’esordio non sempre sono pronte per affrontare troppi nuovi argomenti. L’unica eccezione può essere rappresentata dai bambini molto piccoli in cui l’età fa la differenza per la scelta della tecnologia che risulta essere necessaria (ma anche in questo caso ci possono essere delle eccezioni). Bisogna anche considerare che l’uso avanzato della tecnologia va gestito nei Centri diabetologici di riferimento e quindi con esperienza nell’utilizzo della stessa”.

Ci sono tempi da rispettare nell’eventuale passaggio?

“Dipende dalla preparazione anche emotiva del paziente e della famiglia. Spesso la fretta non dà buoni risultati”.

Secondo Lei, come incide sulla gestione quotidiana e poi a lungo termine l’utilizzo dei sensori? Parlo sia di sensori a monitoraggio continuo sia di Libre, che in questo si differenzia.

“Il monitoraggio glicemico in continuo (Dexcom o Enlite) rappresenta un valore aggiunto per la terapia sia con microinfusore che con penne. La possibilità di conoscere i trend e soprattutto di avere allarmi può dare utili indicazioni per gestire la terapia oltreché essere fondamentale per avvisare in caso di ipo o iperglicemie. Utilissimo nella gestione dei bambini piccoli in particolare in età pre-scolare. Libre è un’altra cosa, non è un monitoraggio in continuo in real time ma un “sensometro”. Non dà allarmi. Poco utile nei bambini piccoli tranne per l’unico vantaggio di togliere un po’ di glicemie (ma non tutte), mentre può essere molto utile negli adolescenti che non vogliono fare i controlli della glicemia capillare e che quindi in altro modo non si controllerebbero. In questi pazienti il vantaggio risulta essere enorme”.

Nei vari forum virtuali, che in qualche modo sono ormai proiezione di quello che succede nella vita reale, si discute molto sulla “dipendenza” (mi passi il termine) o ansia che possono creare i sensori e ancora di più il controllo da remoto delle glicemie del bambino. D’altro canto, molti ritengono che proprio il sensore dia loro molta più tranquillità. Per esperienza, lei cosa consiglierebbe a un genitore?

“Ad un genitore di bambino piccolo consiglio l’utilizzo del sensore. Nei bambini più grandi lo consiglio sulla base dell’indicazione clinica e della motivazione anche del paziente a portarlo”.

Conosce il sistema Nightscout? Cosa ne pensa? 

“Utile e geniale sistema di monitoraggio in remoto. Tuttavia credo che tutti i sistemi in remoto approvati da organismi di controllo siano più affidabili e sicuri soprattutto per la loro divulgazione, rispetto ai sistemi fai da te per quanto geniali. Non sempre tutti i frequentatori del Web sono in grado di discriminare e poi operare in maniera sicura sul proprio figlio”.

Tra i genitori del vostro centro ce ne sono che utilizzano questo sistema di controllo a distanza? Loro cosa ne pensano?

“Sì, già molti pazienti e si trovano bene. Tuttavia consiglio loro sempre di valutare e decidere sempre in funzione della sicurezza del proprio bambino”.

Fino a che età, secondo lei, sarebbe meglio usare questi sistemi? Potrebbe forse, con il passare degli anni, rendere il bambino meno autonomo?

“Saranno i bambini stessi a deciderlo e dipenderà dall’intelligenza dei genitori accettare di essere meno intrusivi possibile pur mantenendo la supervisione”.

Quale abbinamento consiglierebbe? Per es. Libre-Omnipod/ Dexcom- Animas Vibe (a parte Enlite che si collega solo a Medtronic). Anche questo dipende dall’età del bambino?

“Sì e dalla situazione singola”.

Ci può anticipare qualche ultima novità in arrivo nel campo dei sensori e microinfusori?

“Sensori sempre più affidabili e accurati (G5 e G6), miniaturizzati (google sensor) e impiantabili (senseonic) per non parlare poi del pancreas artificiale”.

Lei era tra i medici che hanno partecipato al trial di Bardonecchia a settembre di quest’anno. Ci può raccontare qualcosa su questa esperienza e sui risultati ottenuti?

“Ottimi risultati per quanto attiene la fattibilità anche su bambini piccoli (5-9 anni) e la sicurezza. Riduzione significativa delle ipoglicemie e buon controllo delle iperglicemie soprattutto nel periodo notturno”.

Quali saranno i passi successivi relativi al pancreas artificiale?

“Sperimentazione nei bambini at home nel periodo notturno”.

Immagino che sia ancora difficile fare previsioni sui tempi. Ma forse Lei ha qualche idea in più sui tempi necessari per l’introduzione di questo strumento?

“Sicuramente nei prossimi 3 anni avremo delle belle sorprese”.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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In arrivo il sensore “highlander”

Se ne parla ormai da mesi ed è ora ufficiale la notizia: il sensore continuo di glicemia Senseonicsimpiantabile sottopelle, con durata certificata di 90 giornisarà presentato in Italia all’inizio del 2016.

Sensore

senseonics

Il sensore miniaturizzato Senseonics è progettato per misurare il glucosio nel fluido interstiziale per 90 giorni. A differenza dei sensori di glucosio attuali, il sensore Senseonics è destinato ad essere impiantato per via sottocutanea sulla parte superiore del braccio senza così avere parti sporgenti sulla pelle.

Trasmettitore

trasmettitore

Il trasmettitore Senseonics è progettato per interagire in modalità wireless con il sensore e l’applicazione per smartphone.

Indossato sul braccio, il piccolo trasmettitore è destinato ad alimentare in modalità wireless il sensore per attivare il processo di misurazione del glucosio. Il trasmettitore è progettato per ricevere i dati necessari dal sensore e per calcolare la concentrazione di glucosio. I valori glicemici verranno poi inviati dal trasmettitore ad uno smartphone via Bluetooth.

Applicazione per smartphone

app_sens

L’applicazione Senseonics è progettata per funzionare su uno smartphone per ricevere e visualizzare i dati del sensore di glucosio dal trasmettitore. Lo scopo è  fornire un facile accesso alle letture glicemiche in tempo reale senza appesantire l’utente con un altro dispositivo dedicato.

Oltre al valore glicemico attuale, l’applicazione  visualizza la velocità e la direzione della variazione glicemica, trend grafici, e avvisi per ipoglicemia o iperglicemia, inoltre memorizza i valori per ulteriori analisi e reporting.

Comunicato stampa ufficiale

Sensori miniaturizzati, dispositivi indossabili e chip che comunicano tra loro o con smartphone e smartwatch e possono migliorare la nostra vita. E’ il futuro della tecnologia applicata alla salute: il corpo umano si sta trasformando da elemento passivo a strumento attivo per l’autodiagnosi. Un esempio? Senseonics presenta il primo sensore al mondo che una volta posizionato nel braccio invia per 90 giorni consecutivi in modalità wireless i valori della glicemia a un dispositivo mobile, rendendo la vita di chi ha il diabete di tipo 1 più semplice e più serena.

Milano, 13 novembre – Smart e mini, ma con una durata maxi. Sarà presentato all’inizio del 2016 il primo sensore per il monitoraggio continuo della glicemia completamente impiantabile. Grazie a un trasmettitore indossabile e ad una App per smartphone è in grado di dare risposte accurate e in tempo reale per 90 giorni consecutivi senza essere mai sostituito. Due caratteristiche che promettono di dare un aiuto concreto a chi ha il diabete di tipo 1, 300mila persone in Italia, e vuole avere una vita attiva e serena, prevenendo i pericoli di crisi e picchi glicemici durante la vita quotidiana, lo sport, fuori casa o di notte.

Gli attuali sistemi di monitoraggio continuo della glicemia utilizzano sensori sottocutanei ugualmente sensibili ed efficaci, ma con una durata media di una settimana, al termine della quale devono essere rimossi e sostituiti. Il dispositivo CGM di Senseonics, azienda americana specializzata nello sviluppo e nella ricerca di sistemi innovativi per il monitoraggio della glicemia, è costituito da un sensore minuscolo -misura appena 3 millimetri per 16 – formato da una sottile capsula biocompatibile che racchiude un polimero fluorescente. La novità è duplice: l’utilizzo di una tecnologia innovativa per la rilevazione delle variazioni degli zuccheri e il sensore CGM con la più lunga performance al mondo.

Il dispositivo, che in Italia sarà commercializzato da Movi, è stato valutato in uno studio multicentrico (studio PRECISE – A Prospective, Multicenter Evaluation of the Accuracy of a Novel Continuous Implanted Glucose Sensor) che ne ha dimostrato l’accuratezza e l’attendibilità nel lungo termine: ottenuta, infatti, la certificazione CE per la durata di 90 giorni, sulla base delle prove condotte, la durata potrà essere estesa fino a 180 giorni. Il sensore dei record verrà presentato in Italia durante la IX Conferenza Internazionale ATTD, l’International Conference on Advanced Technologies & Treatments for Diabetes che si terrà a Milano a febbraio 2016.

Grazie ad una semplice procedura il sensore viene posizionato nella zona sottocutanea del braccio e viene “associato” ad un trasmettitore “indossabile” che trasforma in dati i segnali ricevuti dal sensore ogni cinque minuti per poi inviarli allo smartphone e allo smartwatch. Un’App dedicata (già sviluppata per Ios e Android) riceve e mostra i dati sia in forma di valori glicemici in tempo reale che aggregati sotto forma di curva glicemica, consentendo così un controllo efficace e costante dell’andamento degli zuccheri nell’organismo.

“Per fare un esempio semplice – spiega la dottoressa Daniela Bruttomesso, specialista in Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera di Padova – il controllo glicemico abituale da sangue capillare è una fotografia, una istantanea del valore glicemico in un dato momento della giornata. Il monitoraggio glicemico continuo è un film dell’andamento glicemico, di 1 o più giorni, che mostra non solo il valore ma anche la curva glicemica delle ore precedenti e il trend previsto. Inoltre, rispetto all’autocontrollo glicemico tradizionale, ovvero quello da sangue capillare – continua Bruttomesso – il monitoraggio in continuo è in grado di fornire informazioni più dettagliate sulle escursioni glicemiche postprandiali e sulle ipo o iperglicemie notturne. Infine i sistemi CGM possono essere programmati con allarmi di sicurezza personalizzabili – conclude la specialista – come segnali acustici, visivi o vibrazioni, che avvertono con un certo anticipo la persona con diabete che la glicemia sta per raggiungere la soglia di ipo-iperglicemia o che tale soglia di sicurezza è stata superata”.

Con il dispositivo CGM di senseonics, grazie a smartphone e smartwatch, i dati e gli andamenti glicemici vengono visualizzati e rappresentano una fonte preziosa per impostare al meglio la terapia insulinica in ogni condizione. I vantaggi per le persone con diabete di tipo 1 sono evidenti, con la serenità supplementare di un compagno di viaggio che resta invisibile e affidabile per tre mesi consecutivi, 24 ore su 24, giorno e notte.

Tra gli eventi più complessi da gestire nel diabete ci sono, infatti, gli imprevisti e repentini abbassamenti o risalite della glicemia, una preoccupazione costante per le persone con diabete di tipo 1: alimentazione, attività sportiva, variazioni nello stile di vita, rappresentano fattori che possono essere tenuti sotto controllo grazie al monitoraggio continuo della glicemia.

“La misurazione in continuo della glicemia offre una visione completa del profilo glicemico permettendo al paziente e al medico di ottimizzare il controllo più facilmente – sottolinea Bruttomesso -. Da un recente studio condotto in Italia su circa 7.000 pazienti in terapia con microinfusore per la somministrazione sottocutanea continua di insulina è emerso che i pazienti che utilizzano il sensore per il monitoraggio in continuo della glicemia hanno un valore di emoglobina glicosilata e una frequenza di ipoglicemie severe inferiore rispetto a chi non utilizza il sensore – afferma la specialista – , aspetti che intervengono in modo efficace sulla qualità di vita del paziente e sulla prevenzione delle complicanze”.

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Codici errore Animas Vibe

Il microinfusore Animas Vibe permette di leggere direttamente le glicemie rilevate dal sensore Dexcom, ma quali sono e cosa significano i vari simboli di errore che può visualizzare?

Animas Vibe Descrizione Dexcom
animas_1Non c’è alcuna sessione CGM attiva.semaforo
animas_1Negli ultimi 30 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_1
animas_3Negli ultimi 30–60 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_2
animas_4Negli ultimi 60–90 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_3
animas_5Negli ultimi 90–120 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_4
animas_6Errore sensore 0. Attendere 15 minuti e quindi immettere almeno un valore del test capillare glicemico nella pompa per eseguire la ricalibrazione.goccia_1
animas_7Errore sensore 1. Attendere 1 ora e quindi immettere almeno un valore del test capillare glicemico nella pompa per eseguire la ricalibrazione.goccia_2
animas_8Valori test automonitoraggio glicemico necessari per la calibrazione.goccia
animas_9Al momento non è possibile visualizzare una lettura CGM.punti_di_domanda
animas_10Negli ultimi 5 minuti, non c’è stata alcuna comunicazione
tra la pompa e il trasmettitore.
antenna
animas_11La lettura CGM più recente è risultata superiore a 400 mg/dL.hi
animas_12La lettura CGM più recente è risultata inferiore a 40 mg/dL.low

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Libre, Glimp e notifiche di scansione

Vi abbiamo già parlato della possibilità di visualizzare le glicemie da remoto del Freestyle Libre tramite Glimp e Dropbox (qui l’articolo completo). Oggi vi diamo un’altra novità: potete ricevere una notifica ogni qualvolta viene effettuata una scansione.

Volete sapere come? Ce lo spiega Massimo Molla.

1- Dropbox

Da PC collegarsi al proprio account DropBox e selezionare dall’elenco a sinistra “Eventi”

rss_1

Cliccare sull’icona evidenziata con “Iscriviti ai feed delle modifiche”; comparirà la seguente schermata:

rss_2

Cliccare sul pulsante “copia negli appunti”.

Ciò fatto, inviate una mail a tutti quei dispositivi Android che vorrete utilizzare in remoto, incollando il testo appena copiato.

2- RSS Feeder

Installare RSS Feeder (io ho trovato/provato questo ma ve ne sono altri da provare).

Scaricare e installare l’applicazione sui dispositivi che si intende utilizzare da remoto.

Aprire l’app e selezionare “Add/Remove RSS Feed”

rss_3

Selezionare “FEED” e copiare il link ricevuto via mail nel campo “Keywords or Url”

rss_4

Visualizzare la sezione “FONTE”;
Togliere la spunta a “RSSFeeder FB Updates”;
Mettere la spunta a “DropBox event feed – ...”.

rss_5

A questo punto non resta che personalizzare, andando su Impostazioni/Sincronizzazione e Impostazioni/Notifiche:
– il tempo di aggiornamento
– il suono  di notifica con o senza vibrazione
– il flash
– la cancellazione dei vari eventi giornalieri

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Intervista al Dott. Riccardo Schiaffini

schiaffiniAbbiamo intervistato il Dott. Riccardo Schiaffini, Dirigente Medico I Livello- Endocrinologia e Diabetologia presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma. Con nostra grande soddisfazione considera il nostro sito “ben centrato” e ci spiega inizialmente l’incidenza che, secondo lui, ha l’utilizzo dei sensori sulla gestione quotidiana, e poi a lungo termine, del diabete.

“L’uso continuo dei sensori incide notevolmente sul controllo glicometabolico e sulla gestione dell’andamento glicemico domiciliare. Via via che i pazienti assumono familiarità con i sensori e con le informazioni provenienti dal cgm, riescono in modo adeguato ad intervenire sulle glicemie evitando ipo e iperglicemie.”

Nei vari forum virtuali, che in qualche modo sono ormai proiezione di quello che succede nella vita reale, si discute molto sulla “dipendenza” (ci passi il termine) o ansia che possono creare i sensori e ancora di più il controllo da remoto delle glicemie del bambino. D’altro canto molti ritengono che proprio il sensore dà loro molta più tranquillità. Per esperienza, lei cosa consiglierebbe a un genitore?

Ovviamente alla base di tutto, quando si propongono specifiche tecnologie, c’è la selezione del paziente e della famiglia. Non “tutto” va bene per “tutti”. In linea generale consiglio sempre di utilizzare il cgm e le potenzialità del monitoraggio in remoto: la letteratura ci conforta in questo, perché è dimostrata l’efficacia sulla qualità della vita e sulle ansie genitoriali.

Immagino che questo dipenda anche dall’età del bambino o no?

L’età è un parametro fondamentale: nei bambini prescolari il ricorso a monitoraggio da remoto è direi risolutivo sotto diversi aspetti. Sia di ordine esclusivamente medico, che socio-psicologico.

Conosce il sistema Nightscout?

Lo conosco molto bene. Da tempo. Ne sono venuto a conoscenza dalla letteratura scientifica specifica sull’argomento.

Tra i genitori del vostro centro ce ne sono che utilizzano questo sistema di controllo a distanza? Loro cosa ne pensano?

Ce ne sono diversi. Ed il feedback è assolutamente e quasi unanimamente positivo.

Secondo lei fino a che età sarebbe meglio usare questi sistemi? Potrebbero forse, con il passare degli anni, rendere il bambino meno autonomo?

Lo trovo assolutamente indispensabile per l’età prescolare e molto utile anche per l’età scolare (elementari). Dalle scuole medie in poi, in effetti, è necessario ridiscutere direttamente con il ragazzo/a con diabete circa l’opportunità di uso di questi sistemi di monitoraggio da remoto. La fascia adolescenziale si giova forse di più di sistemi di telemedicina auto-gestiti.

Quale abbinamento consiglierebbe? Per es. Libre-OmniPod/ Dexcom-Animas Vibe  (a parte Enlite che si collega solo a Medtronic). Anche questo dipende dall’età del bambino?

Animas Vibe/Dexcom e Medtronic g640 sono i due sistemi integrati che più si adattano alle esigenze delle famiglie con bambini più piccoli. Negli adolescenti e nelle fasce d’età più evolute può essere abbinato un sistema Csii (OmniPod o Combo) ad un Cgm dexcom. L’uso di Libre va oltre queste strette ipotesi di abbinamento poiché ritengo sia un sistema che prescinde dall’uso dei microinfusori e che ben si adatta anche alla terapia con mdi  (terapia insulinica multiiniettiva)

Ci può anticipare qualche ultima novità in arrivo nel campo dei sensori e microinfusori?

Le novità più vicine probabilmente riguardano il nuovo sistema Cgm Dexcom g5, più accurato e di avanguardia per quanto riguarda proprio il monitoraggio da remoto. Non nell’immediato futuro ci sono poi i sistemi Closed loop che già sembrano estremamente promettenti.

Lei è tra i medici che hanno partecipato al trial di Bardonecchia a settembre di questo anno. Ci può raccontare qualcosa su questa esperienza e sui risultati ottenuti?

Sui risultati ottenuti, purtroppo, ancora non posso sbilanciarmi. Di sicuro, durante le ore notturne, in assenza di sfide legate ad alimentazione ed attività ludico-sportive, il pancreas artificiale sembra essere estremamente efficace sia in termini di riduzione delle ipoglicemie, sia per il controllo delle iperglicemie. Più complessa la gestione delle ore diurne. L’esperienza di Bardonecchia è stata veramente notevole e di grande spessore scientifico ed umano. Come sapete è stato il primo studio pediatrico in Italia e siamo confidenti di poter dare seguito a questa prima, positiva esperienza.

Quali saranno i passi successivi da compiere in relazione al pancreas artificiale?

Con l’evoluzione delle tecnologie si assisterà nei prossimi anni ad un miglioramento dei sistemi e ad un affinamento degli algoritmi usati. L’idea più allettante è di utilizzare nei bambini un pancreas artificiale anche nel setting routinario-domiciliare.

Immagino che sia ancora difficile fare previsioni sui tempi.  Ma forse lei ha qualche idea in più sui tempi necessari per l’introduzione di questo strumento?

Sono ottimista. Tempi molto brevi!

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Le tre briscole

Non tutti gli esordienti sanno che nel loro mazzo ci sono Asso, Tre e Re di briscola. Pronti per essere pescati.

Cara mamma e caro papà esordienti,
mi chiamo Fabrizio e sono papà di una bimba che ha il diabete dall’età di quasi 17 mesi.
In passato, leggendo i vari post dei genitori che scrivevano di un figlio che aveva esordito poco tempo prima, ho sempre risposto “al volo”. Ma, data la possibiltà offertami da DeeBee.it e dato che le cose che vorrei dire a questi genitori sono invariabilmente le stesse, ho deciso di scrivere qui una pagina indelebile a futura memoria di tutti i genitori esordienti. Siccome il mio “taglio mentale” è molto incline alle cose pratiche, vado subito al dunque, senza troppe smancerie :)

Cosa voglio dirti? Perchè scrivo?
Ti scrivo perchè sovente mi è capitato di parlare con genitori che non avevano la minima idea che esistessero metodi per somministrare l’insulina alternativi alle iniezioni. Che non sapevano che esiste la possibilità di diminuire drasticamente il numero di misurazioni capillari, chiamate anche “pic” (cioè bucare il polpastrello per misurare la glicemia della goccia di sangue prelevata dal dito). Che non sapevano della possibilità di conoscere in ogni istante la glicemia del bimbo sul proprio orologio, anche se il bimbo è lontano (dai nonni, a scuola, in gita…).
Ritengo che la Conoscenza sia alla base di una migliore gestione del diabete: è quindi bene sapere tutto ciò che segue poiché, qualora tu ti senta pronto a “domare” il diabete di tuo figlio con metodi innovativi e (a mio avviso) molto meno traumatici della classica terapia “penna + glucometro”, potrai chiedere maggiori informazioni al tuo diabetologo al fine di intraprendere una nuova strada che ti condurrà ad una diversa gestione del diabete.

Il mio esordio
Nella iella, posso dire di essere stato molto fortunato, perchè sino ad ora, malgrado tanti mesi con il diabete, mia figlia non ha MAI visto una siringa, nè una penna ed ha sempre fatto “pochi” pic: questo grazie al fatto che sin dal primo giorno ci è stata offerta la possibilità di utilizzare il sensore, il microinfusore e, subito dopo, un sistema di condivisione dei dati (Nightscout e, dal 2018, anche Yagi) ossia tris di carte vincenti che io chiamo asso, tre e re di briscola.

Da quando mi sono affacciato a questo “dolce” mondo ho letto tantissime opinioni, alcune delle quali mi trovano in completo disaccordo: «il microinfusore non si mette sui bambini piccoli»; «il microinfusore non dev’essere messo all’esordio perché altrimenti non si impara a fare l’insulina con le iniezioni»; «non è lecito pretendere il sensore fino a quando il diabetologo non ve lo propone»; «un genitore deve prima metabolizzare la malattia: non serve dirgli ora che esistono questi sistemi»; «monitorare a distanza la glicemia è come il “grande fratello” e limita la libertà del figlio»…
Potrei andare avanti ancora un bel po’. Tutto ciò è lontano anni luce dal mio credo e dalla mia esperienza.

Comunque, pur ritenendo che tutto sia altamente soggettivo, sono altrettanto convinto che ogni genitore debba almeno sapere che esistono questi strumenti per avere in mano tutto il mazzo di carte e ponderare, insieme ad un medico illuminato, quale carta sia la migliore per il suo gioco.

In conclusione…
Ricorda che la tecnologia, allo stato attuale, ti consente di: non fare più nessuna iniezione, fare molti meno pic, sapere in ogni momento la glicemia di tuo figlio ovunque tu sia. Senza limiti di età.

Se pensi che questo articolo ti abbia fatto scoprire cose nuove ed interessanti, condividilo con gli altri genitori: magari anche loro apprenderanno informazioni utili come hai fatto tu. Inoltre, se desideri parlare con me e/o con TANTI altri genitori che già usano le tre briscole, ci trovi nel gruppo Facebook di DeeBee Italia: iscriviti!

Fabrizio, un papà T3*

* “T3” è uno dei soprannomi che indicano un genitore di figlio diabetico (magari non lo sapevi ancora, ma sarebbe normale! Il diabete è tutto un mondo da scoprire…)

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Conosci tutte le funzionalità del tuo Nightscout?

Vi capita di guardare il vostro pebble o la vostra pagina Nightscout e chiedervi cosa significano quei numeri o quelle icone? Sapete come sfruttare al meglio tutte le potenzialità offerte dalla funzione careportal?

Vediamole insieme!

Menù impostazioni

Oltre alle impostazioni generali, questo menù consente di scegliere quali allarmi attivare e cosa vogliamo visualizzare nella nostra pagina Nightscout.

setting_1

setting_2

 

Editor dei profili

Per poter utilizzare i vari plugin è indispensabile inserire i parametri personali nell’editor dei profili.

editor_1

editor_2

 

Ed ora che abbiamo impostato tutti i parametri e scelto i plugin da visualizzare, come faccio ad utilizzarli? Semplice: dal menù somministrazione scegliete cosa volete inserire (ad esempio i carboidrati ingeriti, l’insulina erogata, il cambio cannula e molto altro) e poi salvate inviando il modulo.

somministrazione

Ed ecco cosa visualizzerete nel vostro pebble e nella vostra pagina Nightscout.

Pebble

(nightscout v0.8.1)pebble_1bis

Nightscout (versione 0.8.1)

nightscout_pagina1

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
©Riproduzione riservata
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Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Nightscout: domande e risposte

Cos’è Nightscout?

Nightscout è un progetto open source gratuito e fai da te, che permette di visualizzare da remoto il livello di glucosio rilevato da un sensore CGM (Dexcom G4, Dexcom G5, Medtronic Enlite o FreeStyle Libre).

Come funziona?

Nightscout è un sistema non invasivo: il sensore continua a lavorare come sempre, cioè leggendo il livello di glucosio di chi indossa lo indossa.

  • Dexcom G4: al ricevitore viene collegato uno smartphone con l’app Nightscout che ne legge le glicemie oppure, in alternativa, un circuito esterno (xDrip o Parakeet) funge da secondo ricevitore e capta le glicemie trasmesse;
  • Enlite: un circuito esterno ricevitore capta le glicemie;
  • Libre: uno smartphone NFC funge da lettore.

In ogni caso, le glicemie rilevate vengono trasmesse su Internet; tali valori sono quindi visualizzabili da un qualsiasi dispositivo connesso al web.

Nightscout è un’app?

Anche, ma non solo: è un ecosistema di strumenti informatici quali app, server in the cloud e database server.

Posso installare Nightscout sul mio smartphone e poi funziona tutto?

No, occorre creare anche le strutture MongoDB e Azure (o equivalenti). Iscriviti al nostro gruppo ufficiale Nightscout Italia per ulteriori informazioni.

Nightscout funziona con Apple?

Per trasmettere le glicemie del sensore occorre uno smartphone Android. Ad eccezione del Dexcom G5 per cui è necessario un dispositivo Apple.
Per ricevere le glicemie va bene qualsiasi tipo di smartphone di ultima generazione (e non solo, vedi sopra)

Nightscout è gratuito?

Sì, il sistema Nightscout è un progetto open e gratuito. Ovviamente, per farlo funzionare servono uno smartphone (o alcuni componenti da assemblare) e un sensore: quest’ultimo è prescrivibile dal Diabetologo oppure acquistabile privatamente.

Cosa occorre per realizzare Nightscout?

  • Dexcom G4: è necessario uno smartphone che supporti la tecnologia OTG e relativo cavo mediante il quale collegare lo smartphone al ricevitore Dexcom; oppure, in assenza del ricevitore, è possibile costruire un device,chiamato xDrip, in grado di intercettare i dati inviati dal sensore, condividendoli poi via bluetooth con smartphone che si occuperà di spedire su Internet le glicemie rilevate.
  • Dexcom G5: è necessario condividere le glicemie mediante l’apposita funzione presente nell’app dedicata, chiamata Dexcom G5 Mobile.
  • Enlite Veo: necessaria la costruzione di un interfaccia hardware, chiamata mmCommander, che capta le glicemie dal microinfusore Medtronic. Questa interfaccia condivide (mediante un cavo OTG) i dati captati dandoli in pasto ad uno smartphone, che si occuperà di spedire su Internet le glicemie rilevate.
  • Enlite 640G: è necessario uno smartphone che supporti la tecnologia OTG e relativo cavo mediante il quale collegare lo smartphone al glucometro Bayer Contour Link USB.
  • FreeStyle Libre: è necessario uno smartphone che supporti la tecnologia NFC.

Accessori molto utili possono essere:

Dove trovo la guida per l’installazione?

Puoi scaricare gratuitamente la guida fai da te di DeeBee.it, che ti guiderà passo passo.

Se hai domande, dubbi o problemi di configurazione del tuo Nightscout personale, puoi inoltre scrivere nel gruppo ufficiale italiano.

Non utilizzo nessun sensore, come posso fare per procurarmelo?

E’ necessaria la richiesta del diabetologo e l’accettazione della fornitura da parte dell’ASL. Per quanto riguarda Dexcom è possibile l’acquisto anche privatamente.

Ma alla fine, cosa deve restare con mio figlio? E cosa con me?

Con tuo figlio

Per Dexcom G4

– Sensore, trasmettitore e ricevitore Dexcom
– Smartphone OTG
– Cavetto
guscio per racchiudere il tutto (opzionale e raccomandato)

oppure, sempre per Dexcom G4

– Sensore, trasmettitore Dexcom
xDrip
– Smartphone
– guscio per racchiudere il tutto (opzionale e raccomandato, come xMelrose)

oppure, per Dexcom G5

– Smartphone con app Dexcom G5 Mobile

oppure, per Enlite Medtronic

– Sensore, trasmettitore Enlite
– mmCommander o glucometro Bayer Contour Link USB
– Smartphone
– guscio per racchiudere mmCommander (opzionale e raccomandato)

oppure, per Libre

– Smartphone NCF

Con te

Un device che ti permetta di navigare in Internet ed abbia un browser

oppure

Uno smartwatch con accesso ad Internet

Cosa significano quei numeri sul mio Pebble?

(Nightscout v0.7)

pebble legenda

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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Glicemia del Libre? Anche in remoto!

Aggiornamento: grazie a Glimp è ora possibile dotare il Libre di allarmi, in caso di ipo o iper. E’ sufficiente scaricare l’ultima versione. Raccomandiamo l’utilizzo di GlimBee 2.

Per i possessori dei FreeStyle Libre è arrivata una novità che DeeBee Italia è felice di offrirvi in anteprima. Da oggi è infatti possibile visualizzare le glicemie in remoto, grazie all’app per Android Glimp che, connettendosi ad internet, condivide le letture con più dispositivi Android.

Come fare? È sufficiente compiere i seguenti passi, che ci illustra di seguito papà Massimo Molla.

GLIMP

Scarica l’ultima versione dell’app Glimp in uno smartphone Android (3.0 o successivo) dotato di lettore NFC.

Una volta installata ricordati di attivare NFC.

glimp_foto1

Dopo di che esegui Glimp ed effettua la scansione: se tutto funziona vedrai il valore glicemico come da foto:

foto_2glimp

DROPBOX

Ora installa l’app Dropbox.

Una volta avviato Dropbox registra un nuovo account toccando REGISTRATI.

foto_3glimp

Compila i campi e poi tocca CREA ACCOUNT.

foto_4glimp

Leggi le condizioni tocca ACCETTO.

foto_5glimp

Salta le configurazioni successive. Seleziona NON ORA.

foto_6glimp   foto_7glimp

Puoi chiudere Dropbox.

CONFIGURAZIONE DI GLIMP

Apri nuovamente Glimp e seleziona OPZIONI

foto_8glimp

Seleziona MONITORAGGIO REMOTO DELLA GLICEMIA

Screenshot_20161116-110411-picsay

Clicca su CONNETTI I TUOI DISPOSITIVI AL TUO ACCOUNT DROPBOX

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Consenti all’app Glimp di utilizzare Dropbox. Chiudi e riavvia Glimp.

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Ora installa, allo stesso modo, Dropbox e Glimp sui dipositivi (smartphone o tablet) che utilizzerai per visualizzare il grafico e la glicemia da remoto.

Mantieni le stesse impostazioni e dopo ogni lettura effettuata dal telefono con NCF, dopo pochi minuti, i dispositivi remoti aggiorneranno la visualizzazione in GLIMP.

glimp_fine

Se vuoi ricevere una notifica ogni volta che da remoto qualcuno (la maestra, tuo figlio, la nonna…) effettua una scansione, segui anche quest’altra interessante guida.
Per sfruttare tutte le potenzialità di Glimp, consulta il manuale ufficiale.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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