Il crollo delle complicanze del diabete di tipo 1

Ultimamente ho visto una slide, presentata in questi giorni all’EASD 2019 (European Association for the Study of Diabetes) di Barcellona, nella quale uno studio ceco dimostra come il sensore migliori di molto la glicata. Ho letto anche commenti autorevoli che si chiedevano con cautela se, visti questi dati, non si potesse anche evincere che, forse, il sensore è lo strumento più importante (persino più del micro) per avere un grafico glicemico dalle curve sexy e invitanti.
Non so se è successo solo al sottoscritto o anche ad altri, ma a me tutto ciò sa molto di uovo di colombo.

Che si usi la penna o il microinfusore, con un sensore
la glicata scende di quasi un punto (fonte: EASD 2019)

L’ASSO: IL SENSORE

Ricordo il 2015 come il periodo in cui la mia nuova vita da T3 imberbe inondava il vecchio Fabrizio, quello che per passione e professione era “esperto di coding” e che, ai tempi della laurea, aveva deciso di cimentarsi all’Università di Informatica in ogni corso  che riguardasse l’intelligenza artificiale, le reti neurali, la teoria dei giochi, la ricerca operativa; in pratica, tutti ambiti che studiano un sistema con gli approcci e le strategie informatiche utili a raggiungere un obiettivo con il miglior rapporto costi/benefici.
Fu proprio in quel periodo, dopo aver mangiato per un anno pane, sabbia e insulina, dopo essermi immerso con tutti i panni di “padre con figlia diabetica” in questo nuovo mondo prosciugato di cellule beta, forte della mia formazione analitica e votata al pratico, che scrissi una lettera aperta, “Le tre briscole“. In quell’articolo (che qualcuno si ricorderà) sostenevo che nel mazzo ci sono 3 briscole, che sta a noi pescare e giocare: Asso, Tre e Re. La più forte, incontrastata, l’Asso da 11 punti, per il mio modesto parere è da sempre il sensore. Il Tre di briscola, la carta da 10 punti, è il microinfusore. E, a ruota, il Re, i cui 4 punti sono rappresentati dalla visione a distanza della glicemia.

È MEGLIO GUIDARE CON UN GINOCCHIO O BENDATI?

In fin dei conti ce lo racconta anche la logica di base. Proviamo a pensare alla curva glicemia come una strada delimitato da due muri: 70 e 180. Ora immaginiamo di essere su quella strada, al volante di una vettura, che direzioniamo di volta in volta per non andare a sbattere sui muri laterali del 70 e del 180. Fin qui, tutto facile.

Ora vi faccio una domanda: se vi legassi una mano dietro alla schiena o se vi chiedessi di girare il volante col ginocchio, andreste a sbattere? Probabilmente no… Se lo facessero a me, credo che doserei la velocità con l’acceleratore in modo da darmi tempo di girare col ginocchio.
Vi faccio un’altra domanda: se invece vi bendassi mentre guidate e vi facessi dare un’occhiatina alla strada ogni tanto, andreste a sbattere? Io dico di sì.

Ora torniamo nella nostra strada glicemica.

Come facciamo a “girare il volante” per cambiare il verso della curva del grafico?

Ovviamente dosando l’insulina che immettiamo. E questo possiamo farlo in due modi: con un microinfusore o con una penna. Alcuni pazienti dicono che gestire il diabete con quest’ultima sia come guidare con un ginocchio, ma su questo non sono tutti concordi. Poco male: in entrambi i modi si riesce a stare sulla strada.

E come facciamo a “vedere la strada”?

Anche qui abbiamo due modi: con un sensore (e la vedremo in ogni momento, cioè senza benda) oppure con un glucometro (e cioè con un’occhiatina). È quindi una conclusione oggettiva, frutto della logica spicciola, che con il solo glucometro si andrà a “sbattere” in ipo e in iper con molta, molta, molta più facilità.

SEMPRE PIÙ BRISCOLE!

In realtà, e per fortuna nostra, il mondo evolve, la scienza e la tecnologia sono in pieno tumulto. E, in soli 4 anni, si sono aggiunte altre due briscole che possiamo giocarci: il cavallo e il fante. Ossia: il PA (Pancreas Artificiale) e i boli remoti (questa briscola è utile per i T3, cioè noi genitori di bimbi diabetici). Obiettivamente, l’ordine delle briscole a questo punto, nel 2019, per qualcuno potrebbe anche essere cambiato e, magari, il Re diventare il Pancreas Artificiale (non può andare più su perché, per costruirlo, servono un sensore e un microinfusore!). Ma, tornando a monte, per me l’unico e incontrastato Asso del mazzo è il sensore. Leggere commenti di luminari quasi sbigottiti sulla questione, sulla scoperta dell’uovo di colombo, lascia sbigottito anche me, umile utilizzatore, oltre che loro…

IL CROLLO DELLE COMPLICANZE

Quindi, invece di quel grafico di Colombo, voglio lasciarvi con un altro grafico, che a me piace molto di più e che, permettetemi di dire, è molto meno scontato e molto più rincuorante. Questo grafico arriva dalla conferenza TCOYD (Taking Control of Your Diabetes) del North Carolina e ci dice che, dalla fine degli anni ’70, i 30 anni successivi sono stati costellati da enormi passi avanti nella gestione del diabete e le complicanze si sono ridotte drasticamente. Grazie al passaggio dalla siringa di vetro alle siringhe monouso, alle penne, ai primi microinfusori, a insuline più veloci, a una maggiore consapevolezza sulla gestione dei carboidrati e chi più ne ha più ne metta (vi consiglio questo libro, se volete approfondire: Diabete e Tecnologia).

REX vs DEX

Non soffermiamoci sulle complicanze del diabete, andiamo oltre: questi grafici ci ricordano che complicanze come perdita della vista e amputazioni sono state quasi azzerate. Che la nefropatia, che porta alla dialisi, si è ridotta dell’85% (semplificando: dove nel 1978 c’erano 10 dializzati, nel 2009 ce n’è solo più uno). Tutto ciò, in un’era in cui l’Asso di briscola era quasi un miraggio, se pensate che proprio durante la fine dello scorso decennio erano ancora in corso i test dei dinosauri Dexcom Seven Plus e FreeStyle Navigator.

CONCLUSIONI

Io non ho il diabete, però ho una figlia con il diabete. Quindi non pensiate che io legga parole come “amputazione” a cuor leggero; il groppo imperversa, la vista trema… Ma faccio uno sforzo (grande) per compiere un passo indietro e guardare il problema negli occhi e nel suo insieme, in modo analitico. Pensate agli strumenti che abbiamo oggi: NESSUNA delle briscole era uno strumento di massa in uso all’inizio dello studio. Poi, durante quel trentennio hanno fatto capolino i primi microinfusori (e stop). Avete presente quando al tuo avversario capitano in mano tutte le briscole e a voi arriva solo ‘na briscoletta (come direbbe il mio amico Andrea de Roma): è molto più difficile fare 61 e vincere la mano! Scommetto che anche voi, come me, vorreste essere l’altro, quello con tutte le carte vincenti.
Vi piace vincere facile? Bongi Bongi Bo Bo Bo!

Ok. Non è “vincere facile”, lo ammetto. Ma è vincere. Sensore, micro, telemedicina, calcolo dei carboidrati, insuline velocissime, basali che si adattano sul trend glicemico (PA), e tanto altro. Sì, anche io aspetto la cura con il cuore in mano ma noi, oggi, la partita possiamo giocarcela, alla grande.

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Melissa, elefantina colorata

Ieri sera Melissa a cena voleva assolutamente ascoltare la canzone “dell’elefante tutto colorato” che le avevano fatto sentire in classe. Io non avevo idea di chi fosse… Così sono andato su YouTube e ho cercato “elefante colori”.

– Papà, papà, eccolo! È lui!

Sapevo che Elmer era una star, lo conoscevo di fama, ma non sapevo chi fosse esattamente. Ed eccolo lì, Elmer, l’elefante colorato come un arcobaleno.
Così ho fatto play e le parole della canzone mi hanno incrinato il cuore e mi hanno conquistato subito. Perché come Elmer, Melissa è una trascinatrice. Ma, proprio come lui, anche lei si sente diversa, come un elefante colorato da arcobaleno, invece che grigio. Allora, sono dovuto correre a comprare il libro.

E stasera, la fiaba prima della nanna sarà… Elmer!
“Elmer diverso, diverso sei tu. E proprio per questo ci piaci di più…”

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Server Dexcom offline: come continuare a vedere le glicemie da lontano

Pochi giorni fa abbiamo assistito a un disservizio dei server Dexcom che ha provocato scompiglio tra i T3 della community (i genitori di figli affetti di da diabete e, più in genere, i caregiver). La conseguenza di questa interruzione temporanea dell’accesso online ha comportato l’impossibilità di monitorare le glicemie da remoto.

COME OVVIARE AL PROBLEMA: TEAMVIEWER

Come tanti nostri assidui lettori già sanno, oltre alla trasmissione delle glicemie attraverso il cloud ufficiale Dexcom, per la condivisione remota dei valori glicemici esistono sistemi alternativi, quali Yagi di DeeBee.it e Nightscout.

Oggi, però, vogliamo presentarvi un’alternativa. È una soluzione tampone immediata, utile soprattutto in circostanze come quelle presentatesi domenica, da utilizzarsi per poter dare “un’occhiatina” alla glicemia quando i valori non arrivano più sui nostri cellulari. Insomma, è proprio quella che fa per noi!
L’app di cui parliamo si chiama TeamViewer, e il suo scopo è quello di mostrare in lontananza il display di un telefono, come se questo fosse nelle nostre mani.

A sinistra, il master che riceve le glicemie del Dexcom.
A destra il telefono del genitore, che può essere usato in lontananza per visualizzare e comandare il master.

COSA INSTALLARE

La soluzione di per sé è concettualmente semplice (però, diamo credito a chi l’ha creata: la realizzazione è tutt’altro che banale!) e consiste di due moduli:

  1. Un’app che spedisce le videate del telefono in tempo reale (e in movimento);
  2. Una seconda app che riceve le videate e le visualizza.

Un enorme pro di TeamViewer è portato dal suo team di sviluppo, che ha creato questa piattaforma per innumerevoli sistemi operativi. Cioè, oltre ad Android e Apple, si potrà usare anche con Windows, Mac e addirittura Windows Mobile e BlackBerry! E, tutto ciò, ricordando che è gratuito per un utilizzo non commerciale. Chapeau.

L’APP CHE SPEDISCE/1: QUICKSUPPORT

Sul master occorre installare l’app che permette di condividere le videate dello smartphone, che si chiama TeamViewer QuickSupport. È disponibile sia per Android che per dispositivi Apple. C’è però una differenza sostanziale tra le due piattaforme: prima della sessione di condivisione da parte di QuickSupport, è necessario che chi possiede il master, acconsenta estemporaneamente alla connessione del dispositivo remoto. Ciò significa che ogni inizio connessione dovrà essere autorizzata da chi fisicamente ha con sé il telefono master.

L’APP CHE SPEDISCE/2: HOST

A risolvere questo nodo ci pensa una seconda app, dedicata sempre alla spedizione, da installare sempre sul master (in alternativa a QuickSupport), che si chiama TeamViewer Host. A causa delle policy più stringenti dei device della mela morsicata, questa app è disponibile solo per dispositivi Android. In sostanza, grazie a Host, chi desidera può connettersi in qualsiasi istante e in modo sicuro al telefono master (previo inserimento di email e password), perfino se questo ha il display spento. Mela morsicata ma, questa volta, anche mani…

L’APP CHE RICEVE: REMOTE CONTROL

Il realtà, definire il ricevente come “app” è riduttivo (e formalmente sbagliato). Difatti, per visualizzare la schermata del master, si può usare un’app come anche un browser.

Per una consultazione in mobilità, noi abbiamo testato con successo TeamViewer Remote Control, ossia l’app per la ricezione dello schermo del master, installabile sia su dispositivi Apple che Android.

SICUREZZA DEL SISTEMA

La connessione è sicura poiché, per ogni accesso relativo a un dispositivo non censito prima, riceveremo dai server di TeamViewer un’email che avvisa della nuova connessione e ci richiede l’autorizzazione a procedere. Inoltre, oltre all’utilizzo di una password, è possibile abilitare l’autenticazione a due fattori.

Come ci ricorda il sito: “Le connessioni di TeamViewer avvengono attraverso canali completamente sicuri, basati sul RSA Public-/Private Key Exchange a 2048 bit e crittrografia AES 256 bit. Questa tecnologia è la stessa impiegata dal protocollo https/SSL ed è considerata estremamente sicura secondo gli standard attuali. L’autenticazione a due fattori offre un ulteriore livello di sicurezza per proteggere gli account TeamViewer da accessi non autorizzati. In abbinamento al controllo dell’accesso attraverso la whitelist, TeamViewer consente all’utente di soddisfare le direttive HIPAA e PCI. Con l’autenticazione a due fattori, che si aggiunge al nome utente e password, per effettuare il login a un account TeamViewer occorre un codice generato su un dispositivo mobile. Un apposito algoritmo genera il codice password con scadenza a tempo, utilizzabile una sola volta”.

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Sistema integrato Medtrum A6 TouchCare®

La mia esperienza con Medtrum A6 TouchCare® è stata semplicemente commovente. Giorni di utilizzo 40 (al momento della stesura di questo pezzo). Premetto che prima di questo sistema ho utilizzato il microinfusore Cellnovo con sensore Dexcom G5 per 2 anni e mezzo. Trovo il sistema Medtrum A6 TouchCare® nel suo insieme (micro + sensore) preciso, affidabile, comodo e molto user friendly. Se dovessi mettere in elenco le caratteristiche che mi hanno stupito positivamente del sistema, sicuramente le dettaglierei così…

Nota. L’articolo, scritto da Maria Lorenza Dalle Pezze, lettrice di DeeBee.it a cui vanno i nostri ringraziamenti, riporta dati oggettivi insieme a impressioni soggettive. Le considerazione finali sono da ritenersi a carattere personale dell’autrice.

MICROINFUSORE
  • Caricamento della cartuccia semplice e veloce, pare non avere problemi di bolle o di occlusione; almeno, per me è stato così fino ad ora.
  • Inserimento manuale e assolutamente indolore (e io il dolore lo sento!): dopo aver collegato la nuova patch serbatoio (monouso che si sostituisce ogni 3 giorni, ovvero 72 ore + 8 ore) alla pompa riutilizzabile, si fissa con l’adesivo il microinfusore al corpo e si spinge il pulsante che inserisce l’ago. Questo inserimento è risultato per me praticamente indolore, decisamente meno fastidioso del sistema utilizzato nella mia precedente esperienza di microinfusore Cellnovo che aveva un ago in teflon inserito tramite un insertore. L’ago di Medtrum è in metallo, lungo 5 mm (32G).
  • Il cerotto del microinfusore è molto resistente. Forse io non sono il miglior tester perché ho la pelle molto secca e sudo davvero poco, ma non ho mai avuto necessità di rinforzarlo, neanche durante il running, la bicicletta o la piscina. Trovo invece meno saldo il cerotto biadesivo che unisce la pompa (la parte colorata che si riutilizza) al cerotto della patch serbatoio che a volte si stacca un po’. Nessun problema circa la sicurezza della tenuta del microinfusore, che rimane ancora saldamente incollato al corpo, ma non è bello da vedere e si ha anche la sensazione che si possa staccare da un momento all’altro. In questi casi è comunque stato sufficiente attaccarlo con del nastro trasparente (tipo Fixomull Trasparent). Faccio anche presente che il passaggio del fissaggio con il biadesivo non è, al momento, presente sul manuale ma è importante e lo si trova anche nei video ufficiali di Medtrum. Metto un immagine per cercare di spiegarmi.Il nastro biadesivo va posizionato sulla pompa

Il nastro biadesivo permette alla pompa di attaccarsi al cerotto bianco della patch serbatoio.

  • Calcolatore di bolo. Inserendo i carboidrati che si intendono assumere, questa funzione calcola la quantità di insulina necessaria in base al rapporto insulina/carboidrati impostato. È anche possibile inserire manualmente la glicemia che verrà, se necessario, utilizzata nel calcolare la quantità di insulina dovuta se la glicemia è al di sopra o al di sotto del target impostato per una determinata fascia oraria, utilizzando il fattore di correzione settato (ad esempio se si è impostato un target glicemico compreso tra 90 e 110, il calcolatore di bolo aggiungerà insulina al calcolo se la glicemia inserita è maggiore di 110, oppure la toglierà se è minore di 90) . Il calcolatore di bolo tiene in considerazione l’insulina ancora attiva da un precedente bolo e la sottrae a quella suggerita in caso di bolo di correzione, mentre i carboidrati inseriti sono sempre considerati nella loro totalità. Il bolo può essere normale, esteso oppure combo. Infine è anche possibile somministrare un bolo manuale, cioè senza utilizzare il calcolatore.
  • Allarmi sonori, vibrazione e volume: Il microinfusore è dotato di allarme acustico e anche di vibrazione che intervengono solo nei casi di allarmi che impongono il cambio set (ad esempio ostruzione, scadenza della pompa comprese le 8 ore oltre le 72), ma anche quando il microinfusore sospende in automatico la basale per prevista ipoglicemia. Questi allarmi non sono molto forti e non sono silenziabili o disattivabili. Personalmente fatico a sentirli, il che può essere pregio o difetto a seconda delle situazioni, cioè in ufficio non disturba ma neanche si sente in situazioni di rumore medio tipo passeggiando in città. Anche la vibrazione non è forte e personalmente non sempre la sento, ma dipende anche da dove è posizionato il micro. Il PDM, invece suona o vibra in caso di avviso o allarme e ripete il suono o la vibrazione fino a quando non si dà l’ok alla lettura della notifica. Il volume del PDM non è modificabile e personalmente lo trovo assolutamente poco invadente e questa è una caratteristica che apprezzo molto. Per avere avvisi e allarmi a volume alto è necessario impostare un buon volume sul proprio smartphone grazie all’app collegata (di cui scriverò più avanti).
  • L’estetica non è la più elegante in circolazione, ma nulla vieta di abbellire il microinfusore con stickers!

  • Il microinfusore è resistente alle immersioni con certificazione IPX8 (2,5 m, 60 min).Omnipod a sinistra – Medtrum a destra

IL PDM

Il PDM (Personal Diabetes Management – Gestore Personale del Diabete) è il palmare che permette di impostare tutte le preferenze del Microinfusore e del Sensore e di dare gli input dispositivi, attraverso il touch screen a colori intuitivo e molto reattivo al touch.
Anche il PDM mi ha subito colpito per le sue caratteristiche di facilità di utilizzo, piccole dimensioni, ottima risoluzione dello schermo e durata della batteria.

Facilità di utilizzo: il PDM presenta una schermata principale che visualizza la situazione del momento:

Una volta sbloccato il PDM, questa schermata viene aggiornata con anche l’icona di EasyLoop (sospensione automatica della basale – l’icona grigia a sinistra) e  l’icona che indica quanto manca alla successiva calibrazione (l’icona rossa a destra).

E poi scorrendo con il dito si accede:

  • a sinistra al menu a icone
  • in basso al riepilogo degli avvisi/allarmi attivi
  • a destra al riepilogo di stato

  • in alto al menu veloce per attivare un bolo utilizzando il calcolatore di bolo, inserire una calibrazione attivare/disattivare l’audio o la vibrazione del PDM e regolare la luminosità

Caratteristiche

  • Piccole dimensioni: il PDM misura 76,2 x 48,4 x 9,375 mm, schermo da 2,4 pollici, peso 42,4 g.
  • La custodia in gomma antiscivolo è fornita e in genere di colore abbinato con il microinfusore ed è, a mio avviso, indispensabile soprattutto per la funzione antiscivolo. Lo schermo è in plastica.
  • Risoluzione dello schermo: davvero ottima, anche sotto il pieno sole del mezzogiorno estivo si riescono a leggere chiaramente tutti i dati. L’illuminazione è comunque regolabile.
  • Batteria: il PDM è alimentato con una batteria Li-Po integrata da 3,8 V che dura in carica, secondo il manuale, circa una settimana. In realtà difficilmente dura una settimana ma sicuramente almeno 4-5 giorni, poi chiaramente dipende anche da alcuni fattori di utilizzo ed impostazioni come la frequenza di utilizzo del PDM, dall’illuminazione e la durata di retroilluminazione impostata, ecc. Vengono forniti alimentatore e cavo di ricarica, che comunque sono microUSB standard.
  • Comunicazione: il PDM interagisce con il microinfusore e il sensore tramite comunicazione wireless in RF, dichiarata comunicazione a 10 metri con il trasmettitore e a 4 con il microinfusore. Dall’esperienza posso dire che la comunicazione è ottima e anche in caso di perdita di segnale per distanza o barriera (acqua), la comunicazione viene ripresa davvero molto velocemente una volta riavvicinati, cioè al massimo nell’arco di alcuni minuti.

Il sensore Medtrum A6 ha caratteristiche molto simili al sensore A7 di cui DeeBee.it ha già parlato e da cui differisce soprattutto per la durata (7 giorni, anziché 14) e per il fatto che il trasmettitore debba essere ricaricato ad ogni cambio.


Il sensore A6 è integrato con il microinfusore quindi comunica direttamente ed possibile attivare la tecnologia EasyLoop con sospensione automatica della basale in caso di previsione di ipoglicemia.

CARATTERISTICHE DEL SENSORE

  • durata 7 giorni (poi va sostituito);
  • necessita di due ore di riscaldamento;
  • richiede una calibrazione ogni 12 ore (due al giorno);
  • rilevazioni glicemiche ogni 2 minuti;
  • precisione dichiarata MARD 9%;
  • applicazione praticamente indolore, estremamente semplice e possibile anche con una sola mano.

CARATTERISTICHE DEL TRASMETTITORE

  • le dimensioni sono identiche a quelle del trasmettitore S7;
  • dura un anno, ma va ricaricato ogni volta che si sostituisce il sensore attraverso una stazione di ricarica e si ricarica completamente in circa 15-20 minuti;
  • subacqueo, con certificazione IPX8 ovvero resiste a 2,5 metri di profondità per 60 minuti;
  • comunicazione wireless con il PDM fino a 10 metri (dichiarati).

TECNOLOGIA EASYLOOP

La tecnologia EasyLoop è attiva quando microinfusore e sensore sono entrambi on line, ovvero quando comunicano con il PDM. È possibile settare il tempo di attivazione della sospensione della basale rispetto a quando il sensore prevede che la glicemia raggiunga il limite basso impostato e si può impostare anche la velocità di discesa. La sospensione della basale viene attivata quando entrambe le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • il valore della glicemia da sensore è uguale o inferiore a 70 mg/dl oltre il limite di sospensione minimo;
  • il valore della glicemia da sensore previsto è in discesa o entro 15 mg/dl oltre il limite di sospensione minimo nel periodo di tempo stabilito, con tasso di variazione negativo.

Un esempio pratico per meglio comprendere: se io ho impostato il limite di sospensione minimo a 70 mg/dl e il tempo di previsione di raggiungimento del minimo in 30 minuti, la tecnologia EasyLoop sospenderà la basale se la mia glicemia al momento è minore di 140 mg/dl e il sensore prevede che potrebbe raggiungere i 70 mg/dl entro 30 minuti.
La sospensione della basale sarà attiva da un minimo di 30 minuti ad un massimo di 2 ore e la somministrazione della basale riprenderà in autonomia qualora vengano soddisfatte entrambe queste condizioni:

  • il valore della glicemia da sensore è superiore di almeno 15 mg/dl rispetto al limite di sospensione minimo;
  • il valore di glicemia da sensore prevista è superiore di almeno 30 mg/dl rispetto al limite di sospensione minimo nell’arco di 30 minuti.

Nel caso preso come esempio, per la ripresa della basale è necessario che la glicemia attuale sia di almeno 85 mg/dl e sia prevista una glicemia di almeno 100 mg/dl nell’arco di mezz’ora.

Il sensore dispone anche di analoghi avvisi predittivi per il raggiungimento del limite alto di glicemia impostato nell’arco di tempo settato, che al momento non ha alcun effetto automatico sulla somministrazione dell’insulina.

Personalmente sono molto entusiasta della precisione e dell’affidabilità del sensore e di conseguenza della tecnologia EasyLoop che sicuramente ha migliorato di molto la mia qualità di vita di giorno e di notte.

Nel grafico, la linea rossa tratteggiata indica le sospensioni automatiche della basale che, come si vede dall’andamento in verde, hanno mantenuto la glicemia in range, evitando ipoglicemie.

Nel periodo di utilizzo i sensori sono sempre durati i 7 giorni previsti con valori molto allineati dall’inizio alla fine; fanno eccezione solo un paio di sensori, ma il problema sembra essere stato il sito di inserimento (in entrambi i casi il gluteo, che in effetti non è indicato sul manuale come sito adatto per gli adulti, mentre lo è per i bambini).

APP EASYTOUCH

L’Applicazione EasyTouch, disponibile per Android e per Apple, è in sola visualizzazione e riproduce quanto visibile sul PDM, ovvero non è possibile impostare alcun parametro per microinfusore o sensore (né calibrare, effettuare boli o modificare la basale). I dati real time sull’applicazione sono quindi visibili solo se il telefono comunica con il PDM (in altre parole, l’app non riceve i dati direttamente dal sensore o dal microinfusore).

Le informazioni riportate dall’app sono molto esaustive: in una schermata riepiloga agevolmente i dati di microinfusore e sensore, quali glicemia attuale con freccia di tendenza, basale attiva, insulina residua, eventuali boli estesi/combo attivi, durata residua del sensore e del microinfusore, insulina residua nella pompa, ora e quantità dell’ultimo bolo, totale unità basale e bolo giornaliero fino a quel momento, eventuale sospensione per minimo previsto.

Nell’app si possono settare gli avvisi sonori o di sola vibrazione di glicemia bassa/alta e i relativi predittivi. È presente anche una sezione statistiche in real time o con dati storici, ben dettagliata. L’app è altresì necessaria per inviare i dati al portale on line Medtrum EasyView, utile alla consultazione e condivisione dei dati.
Nota per i genitori e i caregiver: è disponibile anche l’app per i follower.

PORTALE EASYVIEW

EasyView è un portale on line per la visualizzazione e condivisione dei dati. E’ realizzato molto bene, con possibilità di accedere a diverse reportistiche e dati di sintesi.


Sicuramente il plus di questo portale è che integra in un’unica schermata tutti i dati di sensore e microinfusore (boli, basale, basale temporanea, sospensioni), i carboidrati registrati ed eventuali inserimenti di dati relativi all’esercizio fisico, alla malattia o note libere. Trovo questa funzionalità veramente eccellente perché permette uno scambio con il medico davvero a 360 gradi. Per il team diabetologico è inoltre attivo il portale è EasyView Pro.

L’azienda dichiara che a breve ci sarà anche l’integrazione con Diasend.

SPECIFICHE TECNICHE DEL MICROINFUSORE

(Fonte: manuale operativo)

Modello microinfusore: MD-114-012
Modello patch Serbatoio: MD-1N-011
Dimensioni: 56,5 mm x 33,3 mm x 13,3 mm
Peso: 21,5 g (senza insulina)
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ +40° C
Intervallo dell’umidità relativa d’esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: *10 °C ∼+55 °C
Intervallo dell’umidita relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Classificazione: alimentazione interna, parti applicate di tipo BF, funzionamento continuo
Batteria: Alimentato da due batterie a bottone (1,5 V)
Distanza di comunicazione wireless: 4 m
Resistenza all’acqua: certificazione IPX8 (2,5 m, 60 min)
Garanzia limitata del Microinfusore: 1 anno
Durata della Patch Serbatoio: 2 anni
Metodo di sterilizzazione della Patch Serbatoio: Mediante ossido di etilene
Volume del serbatoio: 200 U
Intervallo del tasso basale: 0,00 ∼ 10 U/h (incremento: 0,05 U/h)
Intervallo del bolo: 0,05 ∼ 25 U/h (incremento: 0,05 o 0,1 U)
Tasso di erogazione del bolo: 0,05 U/2 s
Massima pressione di infusione e soglia di pressione di occlusione: 15 psi
Tempo massimo prima dell’allarme di occlusione:
Erogazione basale (0,1 U/h): < 30 h
Erogazione basale (1 U/h): < 3 h
Erogazione bolo (3 U a 1,5 U/min):<120 s
Volume del bolo dopo la risoluzione dell’occlusione: < 3 U
Precisione dell’erogazione:
Basale: +/- 5% (a tassi: 0,1 ∼ 10 U/h)
Bolo: +/- 5% (per tutti i valori impostati: 0,05 ∼ 25 U)
Risultati del test di precisione (ciclo di test: 29 h, tasso di erogazione: 1,0 U/H, errore medio: 0.40%):

Nota: II Microinfusore potrebbe non riuscire a raggiungere l’accuratezza della summenzionata misurazione in determinate circostanze quali l’esercizio intenso o eventuali condizioni di funzionamento anomalo.

SPECIFICHE TECNICHE DEL PDM

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-FM-008
Dimensioni: 76,2 x 48,4 x 9,375 mm
Peso: 42,4 g
Schermo: 2,4 ponies
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ 40° C
Intervallo dell’umidita relativa d&#39;esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: -10 ∼ +55° C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Classificazione: Alimentazione interna, funzionamento continuo
Batteria: Batteria Litio-ione-polimero integrata da 3,8 V
Alimentazione: 5,0 V CC, 1,0A
Autonomia della batteria: Una settimana circa se completamente carica
Archiviazione dati: Archivia automaticamente i dati degli ultimi 90 giorni
Distanza di comunicazione wireless: 10 m con il Trasmettitore, 4 m con il microinfusore
Tipo di allarme: Visivo, acustico, vibratorio
Volume: 52,3 dB(A) misurato a 1 m di distanza
Garanzia limitata: 4 anni
Resistenza all’acqua e alla polvere: IP22

SPECIFICHE TECNICHE DEL TRASMETTOTIRE

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-TY-012
Dimensioni: 36,1 mm x 19,4 mm x 12 mm
Peso: 4,8 g
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ +40° C
Intervallo dell’umidità relativa d’esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: +10° C ∼ + 55° C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Batteria: Batteria litio-ione-polimero integrata da 3,7 V
Resistenza all’acqua: certificazione IPXS (2,5 m, 60 min)
Classificazione: Apparecchiatura di tipo BF, funzionamento continuo
Archiviazione dati: Archivia automaticamente i dati degli ultimi 14 giorni
Distanza di comunicazione wireless: 10 m
Garanzia limitata: 1 anno

SPECIFICHE TECNICHE DEL SENSORE

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-N-006 (EasySense A6)

Intervallo della temperatura di conservazione: +2 °C ∼ +30 °C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo glicemico: 40-400 mg/dl
Metodo di sterilizzazione: Per irraggiamento
Vita utile del Sensore: Fino a 7 giorni

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Io, T3

In gergo, un T3 è il genitore di un bambino affetto da diabete.
Questi sono i pensieri di un papà T3. Semplicemente.

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Glicemia su smartwatch Samsung: come fare

Riceviamo nel gruppo della community DeeBee e pubblichiamo su DeeBee.it questa mini guida, scritta da un papà T3, Ezio Principato, che ci spiega come fare per visualizzare la glicemia sul quadrante di un orologio Samsung Active.

Ecco i passi da seguire:
1. Installate xDrip+ sul proprio smartphone
2. Installate Wearable Widgets scaricabile dall’app store

3. Lanciate l’app Wearable Widgets e selezionate il widget xDrip+. Così facendo, avete detto al telefono che volete poter visualizzare il widget di xDrip+ non soltanto sul telefono ma anche sull’orologio.

4. Lanciate il software Galaxy Wearable (di solito già installato su tutti i nuovi telefoni Galaxy).

5. Ricercate, sul Galaxy Store, Wearable Widgets” e installatelo. A questo punto, Wearable Widgets sarà installato anche sull’orologio.

6. Sul vostro orologio, aprite l’app Wearable Widgets: così facendo, comparirà il widget di xDrip+ sul display dell’orologio e, quindi, la glicemia!

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Il nuovo libro dei diabetologi italiani

Basta leggere il titolo per capire che è un libro che ci interessa molto. “Diabete e tecnologia“, a cura della Prof.ssa Ivana Rabbone, edito da Edizioni Minerva Medica, racchiude in 120 pagine l’evoluzione della tecnologia applicata al diabete. 46 firme di vari esperti dei più disparati centri diabetologici d’Italia hanno dato vita a un volume che mancava, una panoramica completa dei molteplici aspetti che la patologia coinvolge. Da un percorso diacronico che racconta il passaggio “Dalle siringhe ai dispositivi iniettivi”, si passa alla “Tecnologia e nutrizione”, o alla “Tecnologia applicata allo sport e diabete” per arrivare alla telemedicina e alle prospettive del Pancreas Artificiale.

La pubblicazione, pensata prevalentemente per i professionisti del settore, delinea tuttavia un caleidoscopio di spunti e riflessioni che offrono un approccio adatto anche al paziente. Oggi un diabetologo si trova inevitabilmente a dover conoscere e gestire tecnologie sempre più avanzate. E un buon diabetologo ha la necessità di aggiornarsi in continuazione, perché le stesse tecnologie crescono e cambiano sempre più in fretta. D’altro canto, il libro è anche fonte di informazioni, novità e – perché no – ispirazione per i pazienti o le loro famiglie. Pregi e limiti dei vari sensori glicemici, il rovescio della medaglia nell’uso dei microinfusori (“i microinfusori maggiormente sostituiti sono quelli più evoluti dal punto di vista tecnologico”), la limitazione della tecnica dei CHO (conteggio dei carboidrati), tecnologia nelle categorie più fragili: neonati e adolescenti, i vantaggi e svantaggi della telemedicina, sono solo alcuni degli argomenti trattati.

Accanto alle tematiche “ufficiali”, c’è un capitolo che ci riguarda molto da vicino. “Analisi del fenomeno Nightscout e la ricaduta sulla pratica clinica” di D.Iafusco, S.Confetto, A.Piscopo, A.Chianese, A.Zanfardino, A.Troncone ripercorre tutte le tappe del percorso, fermandosi ovviamente all’Italia dove: “Il movimento dei Nightscout ha preso via in una data ben precisa: 1 ottobre 2015, giorno in cui viene creato da un piccolo gruppo di genitori della community, il sito internet www.deebee.it”. Oltre al lavoro dei nightscouters per la diffusione del sistema di monitoraggio da remoto (all’epoca sembrava una fanta-idea), gli autori elencano il grande lavoro a 360° dei volontari di DeeBee Italia nelle varie campagne civili definite “molto interessanti” come la petizione per la parità di accesso al sensore glicemico, la mappa delle “scuole diabetiche”, la mozione in Senato per la regolamentazione delle norme per la somministrazione dell’insulina a scuola. Una realtà che

“ha fatto sì che coagulasse intorno ai volontari assenso e positività di molte componenti, non solo famiglie di pazienti con diabete, ma anche di pediatri, personale sanitario e personaggi famosi”

Leggendo il volume si ha la netta sensazione che, rispetto a qualche anno fa, il rapporto diabete-tecnologia stia cambiando in tutti gli attori che la patologia coinvolge. Gli stessi pazienti, i loro familiari, le varie figure intermedie (psicologi, nutrizionisti o infermieri) e in primis i diabetologi sono parte attiva non solo nella diffusione della tecnologica, ma anche nella sua evoluzione. Tanto veloce, da rendere alcune pagine del libro (finito di stampare a dicembre del 2018) già superate, come previsto nella prefazione dalla stessa curatrice del volume, Prof.ssa Ivana Rabbone.

Chi legge probabilmente lo sa molto bene: il diabete ha molteplici facce. E questa caratteristica rende ardua la stesura di un libro di questo genere! Nondimeno, l’autore è riuscito ad aggregare in modo armonico i vari aspetti della patologia e i team di diabetologi che hanno prestato le loro penne.

INDICE CAPITOLI
  • La terapia multiiniettiva: dalle siringhe ai dispositivi iniettivi – F. Cerutti, M. Trada, M. G. Ignaccolo
  • Terapia con microinfusore: ad ogni paziente il suo dispositivo verso la personalizzazione – R. Schiaffini
  • Dal monitoraggio glicemico capillare alla determinazione del glucosio interstiziale: per quanto servirà ancora bucare le dita? – G. Frontino, A. Rigamonti, C. Bonura, V. Favalli, E. Tirelli, R. Di Tonno, F. Meschi, R. Bonfanti
  • Microinfusore e sensore verso l’automatismo: sistemi (s)combinati, combinati e ibridi – A. Scaramuzza, D. Tinti
  • Il pancreas artificiale – D. Bruttomesso, F. Boscari, S. Del Favero, S. Galasso, R. Visentin, A. Avogaro, C. Cobelli
  • Il rovescio della medaglia: i problemi della tecnologia – N. Minuto, G. d’Annunzio, M. Bassi, C. Rebora, A. Parodi
  • Analisi del fenomeno Nightscout e la ricaduta sulla pratica clinica – D. Iafusco, S. Confetto, A. Piscopo, A. Chianese, A. Zanfardino, A. Troncone
  • Tecnologia e nutrizione – C. Maffeis, M. Marigliano
  • Tecnologia applicata allo sport e diabete – F. Lombardo, G. Salzano
  • Tecnologia e categorie fragili – D. Tinti, I. Rabbone, G. Grassi
  • Telemedicina e analisi dei dati: semplificazione o complicazione della pratica clinica? – S. Toni, A. Pulcina, L. Lenzi, F. Barni, E. Casalini, E. Corsini, M. Guasti, B. Piccini
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Glucagone nasale

Dopo tanti tentativi e attese, arriva finalmente il cosiddetto “glucagone nasale”. La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato BAQSIMI™ (glucagon): si tratta di una polvere nasale, per ora l’unica disponibile ed approvata per il trattamento delle ipoglicemie gravi.

A cosa serve il glucagone

Era da tempo che si cercava un modo alternativo per somministrare il glucagone, una soluzione sicura ed efficace per evitare così la ricostituzione necessaria per il Glucagen Hypokit e la sua successiva iniezione. Il glucagone è un ormone naturale che, come l’insulina, è prodotto nel pancreas, ma ha l’effetto opposto: aumenta rapidamente il livello del glucosio nel sangue. Nelle persone affette da diabete tipo 1 la naturale risposta dell’immissione di glucagone nel sangue è compromessa e può rendersi necessaria la somministrazione esterna. Fino ad ora il kit in commercio, immancabile in tutte le “case diabetiche”, comprendeva un contenitore di glucagone in polvere che dev’essere ricomposto con la fiala di soluzione sterile in dotazione: questo perché la formulazione già miscelata rischierebbe di essere troppo instabile e perdere efficacia nel tempo. Con Baqsimi tutto questo non sarà necessario.

Caratteristiche e costo

Lilly ha acquistato Baqsimi da Locemia Solutions nel 2015. Il farmaco è stato approvato per i pazienti dai 4 anni di età, si presenta pronto all’uso in forma di spray secco, in una unica dose fissa di 3mg e non è necessario conservarlo in ambiente refrigerato (basta che sia tenuto al di sotto di 30° C).

Sicuramente il nuovo farmaco, che per ora presenta un costo davvero proibitivo (circa 250€ a flacone, al cambio attuale), porterà una piccola rivoluzione nella vita di chi è affetto da diabete.

Il trattamento con il glucagone nasale è stato a lungo discusso, principalmente per la sua efficacia in casi di eventuale congestione nasale. Nei pazienti che hanno partecipato al trial è risultato che Baqsimi ha avuto un’efficacia paragonabile al glucagone iniettabile e il comune raffreddore con congestione nasale non ha compromesso l’assorbimento del nuovo glucagone in spray.

La commercializzazione in Italia

Per il suo arrivo in Italia si aspetta ovviamente l’approvazione dell’EMA, l’Agenzia Europea per i Medicinali. I tempi si prospettano brevi e la novità sicuramente agevolerà in modo particolare i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole, dove la conservazione e la somministrazione del glucagone resta un argomento molto discusso e, purtroppo, a discrezione degli istituti.

Nel frattempo, ecco il foglietto illustrativo di questo portentoso glucagone, disponibile per il download.

Download “Foglietto illustrativo Baqsimi (in inglese)” baqsimi-uspi_deebee_download.pdf – Scaricato 137 volte – 2 MB

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YagiClock: cos’è e come richiedere la “sveglia glicemica” da tavolo

Visto il successo dell'iniziativa, vi raccontiamo YagiClock: a cosa serve, quali sono le sue funzioni, come riceverla e come fare l'upgrade con versioni sempre più evolute e intelligenti della "sveglia glicemica" marchiata DeeBee.it
Cos’è YagiClock

È la sveglia creata al 100% per DeeBee, da Fabrizio Casellato, sia nella foggia e sia nel software che la governa. Oltre all’ora corrente, come un comune orologio da tavolo, è in grado di mostrare la glicemia di un qualsiasi sensore glicemico in tempo reale, anche a distanza e di suonare in caso di ipo o iperglicemia.

Con quali sensori funziona?

YagiClock funziona con tutte le marche e modelli (FreeStyle Libre, Dexcom G6, G5 e G4, Medtronic 670G, 640G e Veo, Eversense, Medtrum, ecc.), con o senza Nightscout. Per i meno informatici, al posto di Nightscout si può usare il sistema Yagi (a eccezione di Veo e Medtrum S7), creato da DeeBee Italia, senza possedere nessuna nozione tecnica: in pratica, “lo installi e va”.

Vi consigliamo di navigare nei link sopra riportati, per capire esattamente in che modo il vostro sensore può spedire le glicemie in lontananza e sulla YagiClock (ad esempio, chi ha Dexcom potrà utilizzare l’app xDrip+Yagi, chi ha Libre dovrà munirsi di un dispositivo che legge le glicemie in tempo reale 24/24, chi ha Medtronic dovrà collegare un cellulare al glucometro).

Quante versioni di YagiClock ci sono?

Esistono 2 tipi di YagiClock, uguali nel funzionamento ma molto diverse dal punto di vista estetico:

  1. Il modello BASIC, di colore è nero.
  2. Il modello TOP. I colori del modello TOP sono: arancione, bianco, rosso, fucsia, viola, blu, giallo, verde e nero.

Come faccio a richiedere la mia YagiClock?

Per ricevere YagiClock è sufficiente un’offerta. Mandateci un’email a: richieste@deebee.it e vi daremo tutte le indicazioni.
Quando vi spediremo la YagiClock, vi forniremo il codice di tracciabilità e saprete in ogni istante dove si trova il vostro pacco.
Un cavetto microUSB è incluso.

Posso aggiornare la YagiClock quando esce un nuovo software con più funzionalità?

Sì. Per farlo è sufficiente seguire una semplice procedura, collegando la YagiClock al cavetto USB.

YagiClock funziona senza essere attaccata alla presa?

Sì, ma per poco meno di un’ora! La sveglia dev’essere collegata a una fonte di corrente (presa USB, trasformatore del telefono, PC, ecc.), poiché è fornita di una batteria tampone, che le consente di non spegnersi durante eventuali blackout di corrente.

Serve il WiFi per ottenere le glicemie?

Sì, per ricevere le glicemie YagiClock si deve connettere a Internet. E per farlo utilizza la rete WiFi.

Ci sono gli allarmi?

Sì, YagiClock può suonare in caso di ipo o iperglicemia. Qui trovate le semplici istruzioni per impostare le soglie e gli allarmi.

Serve per forza Nightscout o occorre seguire procedure complesse?

No. E non è necessario neppure creare Nightscout per vedere la glicemia e i valori capillari (ossia le calibrazioni). Se siete interessati a visualizzare anche i boli, allora – per ora – serve Nightscout.

Quale progetto finanzierò se richiedo YagiClock a DeeBee Italia?
Il ricavato viene come sempre investito totalmente nelle iniziative di DeeBee. Ovviamente, donazioni più grandi sono molto ben accette (ringraziamo di cuore tutti i donatori che fino ad oggi, ognuno secondo le proprie possibilità, ha già sostenuto i nostri progetti).  Per esempio: oltre a qualsiasi previsione, nell’ambito della nostra campagna “Basta una Goccia”, abbiamo iniziato per il secondo anno consecutivo la fornitura del materiale necessario per la glicata da dito per tutti i bambini seguiti al Policlinico Umberto I di Roma  e… a breve inizieremo altrove. Quindi AIUTATECI! E se conoscete qualcuno che potrebbe essere interessato a questo progetto, passate parola.

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