Non solo glicata: la deviazione standard

All’inizio degli anni ’70 un team di ricercatori, dopo aver isolato una frazione emoglobinica di alcuni soggetti diabetici, si rese conto che la sua concentrazione nel sangue era più alta dei valori standard. Con questa scoperta i tre scienziati, L.A. Trivelli, H.M.Ranney e H.T.Lai, posero le basi per la ricerca che mise a disposizione degli medici diabetologi un efficace strumento: l’emoglobina glicata (HbA1c o, semplicemente, glicata).
Si dovettero però aspettare ben vent’anni prima che venisse accertata la correlazione tra questo valore e le complicanze microvascolari. Sempre negli anni ’90, l’emoglobina glicata divenne il metro principale per la valutazione del buon compenso glicemico.

Fu il dottor Ilr B. Hirsch, direttore del Centro di Cura del Diabete presso il Washington University Medical Center, a sottolineare nel 2005 come la semplice media glicemica (e dunque l’emoglobina glicata) non fosse un parametro sufficiente a confermare una buona gestione della malattia; era essenziale accostare all’HbA1c un altro parametro: la deviazione standard.

DEVIAZIONE STANDARD

Premessa: non ci addentreremo nei meandri delle definizioni matematiche, che lasciamo ai più curiosi, bensì cercheremo di capire a cosa serve. La deviazione standard (chiamata anche variabilità glicemica, o SD dall’inglese Standard Deviation), rappresenta la frequenza e l’ampiezza delle oscillazioni glicemiche intorno alla media. Da questa definizione si evince che a parità di emoglobina glicata possono corrispondere valori di SD molto diversi.

Esempio

Prendiamo due amici, Vanessa e Andrea, la cui media glicemica è di 150, ma:
A) Vanessa con una glicemia che nel tempo oscilla tra 140 a 160;
B) Andrea con una glicemia che nel tempo oscilla tra 50 a 250.

Se ci soffermiamo un attimo sulle considerazioni del dottor Hirsch, è in effetti intuibile che Vanessa, pur avendo i due amici la stessa media, presenti una compensazione molto migliore di Andrea. Oppure, utilizzando la SD, possiamo dire che:
Vanessa è meglio compensata perché ha una SD più bassa di Andrea.

In altre parole, pur avendo la medesima glicata, nel caso di Andrea non vi è un buon compenso poiché l’HbA1c è frutto di una media tra molte ipoglicemie e iperglicemie.

IL CALCOLO DELLA DEVIAZIONE STANDARD

A differenza della glicata che, pur essendo la cartina tornasole della media glicemica degli ultimi mesi (l’arco di vita di un globulo rosso è di 120 giorni), esprime un valore reale, la deviazione standard è invece il frutto di un’equazione matematica.

La variabilità glicemica viene calcolata con più affidabilità da chi possiede un sistema di monitoraggio continuo della glicemia, ma è possibile ottenere un valore indicativo anche per chi, sguarnito di CGM, utilizza il solo glucometro. Esistono allo scopo svariati calcolatori online; in aggiunta, esistono servizi orientati al diabete grazie a quali, previo scarico dei dati di sensore e/o glucometro, è possibile ottenere la deviazione standard: uno tra i più famosi e utilizzati è Diasend.
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VALUTARE LA DEVIAZIONE STANDARD

Una volta ottenuta la deviazione standard, come facciamo a sapere se è accettabile o meno?

Sempre secondo il dottor Hirsch il compenso glicemico, per definirsi buon compenso, deve generare una deviazione standard pari al massimo ad un terzo della media glicemica. 

BUON COMPENSO

SD <= [media glicemica] / 3

Nell’esempio di Vanessa e Andrea, la cui glicemia media era di 150 mg/dl, possiamo dire che Vanessa, la cui deviazione standard è minore o uguale a 50 mg/dl, è ben compensata.

Buona glicata a tutti!
Ma non solo.

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Conta dei carboidrati

Non sono molto lontani i tempi in cui un paziente diabetico era “costretto” a mangiare sempre la stessa quantità di carboidrati e, di conseguenza, fare la stessa dose fissa di insulina ad ogni pasto. Il principio di questa dieta rigida e pianificata fu messo in discussione quando nel 1994 l’American Diabetes Association (ADA) propose un nuovo approccio terapeutico sotto il nome di MNT – Medical Nutrition Therapy (Terapia Medica Nutrizionale). In altre parole, si abbandonava il concetto della dieta ferrea e il programma dietetico basato sulla liste di scambio degli alimenti, e si introduceva l’idea di adeguare la terapia alle abitudini alimentari e allo stile di vita del paziente.
Con l’aiuto fondamentale di un diabetologo e di un nutrizionista, seguendo alcune regole empiriche che servono come punto di partenza, il conteggio dei carboidrati (in inglese CHO counting) permette di definire, con una certa precisione, la dose di insulina necessaria per metabolizzare i carboidrati presenti in un determinato alimento. Questa tecnica, che richiede un continuo processo di regolazione e riadattamento, porta indubbiamente effetti positivi sulla qualità della vita e benefici psicologici per il paziente.

Dopo il training, effettuato da un team composto da diabetologi, infermieri, nutrizionisti e dietisti (come da posizione ufficiale dell’ADA) il paziente sarà in grado di conoscere il quantitativo di carboidrati contenuto in ogni alimento e con quanta insulina “coprirlo” senza innalzare troppo la glicemia postprandiale, con un occhio di riguardo a ciò che influisce sull’assorbimento di insulina e carboidrati.

In questa sezione abbiamo raccolto il materiale utile per un primo approccio al conteggio dei carboidrati. Le informazioni riportate non sostituiscono i corsi e i training effettuati da diabetologi e nutrizionisti.

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Diabete a scuola: guide utili

L’inserimento a scuola dei bambini con diabete è sempre stato per noi oggetto di grande interesse (vedi mappa scuole). Ecco perché abbiamo cercato di raccogliere una serie di guide utili. Dalla “semplice” correzione di una ipoglicemia, al Documento Strategico che definisce in modo chiaro “chi deve fare cosa”. Questo documento, frutto di un lavoro comune delle Associazioni di volontariato (AGD Italia), Ministero della Salute e Ministero dell’Istruzione, dell’Università della Ricerca e i vari referenti regionali, prevede il coinvolgimento della figura apicale presente nella scuola: il dirigente scolastico. È proprio lui che deve ricevere dalla famiglia la segnalazione del caso di diabete e il relativo Piano Individuale di Trattamento diabetologico.

Se sei in possesso di altre guide “semplici e veloci”, mandale via email all’indirizzo info@deebee.it; sarà nostra cura aggiungerle in questa pagina.

downloadDocumento strategico per l'inserimento del bambino con diabete nella scuola
downloadRiconoscere e trattare ipo e iper
downloadRiconoscere le iperglicemie - opuscolo
downloadCorrezione ipoglicemia nei bimbi
downloadDomande e risposte per gli insegnanti
downloadEducazione fisica a scuola
downloadGestione dei pasti a scuola.
Tabella personalizzabile.
downloadGlicemie da sensore: cosa fare e quando.
Tabella personalizzabile.
downloadSpiegare il diabete ai bambini:
Coco torna a scuola
downloadLibro: 10 storie 100 bambini 1000 maestre
downloadAccordi regionali, regione per regione

 

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Nuovo protocollo: glucagone per ipoglicemie moderate

L’episodio di vomito, soprattutto in presenza di insulina in circolo (la cosiddetta IOB, Insulin On Board) è uno degli eventi più temuti dai genitori di un bambino diabetico.
Se chi utilizza il microinfusore può correre ai ripari almeno in parte, stoppando l’erogazione di insulina basale, la cosa si fa più spinosa per chi utilizza le penne e fa quindi uso dell’insulina lenta.

Il problema principale è che, in caso di vomito, il bambino non riesce ad assumere alimenti per via orale, pertanto anche la semplice somministrazione di zucchero risulta spesso impraticabile. Se fino a poco tempo fa l’unica soluzione era il ricovero in pronto soccorso, oggi ci viene in aiuto un innovativo protocollo che, in caso di ipoglicemia lieve-moderata in corso di vomito, prevede la somministrazione di glucagone in piccole dosi*.

Questa situazione si può verificare soprattutto durante gli episodi di gastroenterite in cui il bambino vomita oppure si rifiuta di assumere qualsiasi cibo liquido o solido per bocca

siringa glucagone

La “mini dose” di glucagone viene somministrata con una semplice siringa per insulina, quindi vi consigliamo di averne sempre una a portata di mano. Può sembrare paradossale o banale, ma spesso ciò che manca è proprio la classica siringa usa e getta per insulina, complici microinfusori e penne che la rendono illusoriamente superflua.

✓ L’iniezione può essere praticata per via sottocutanea o intramuscolare
✓  Non è rilevante il sito d’iniezione
✓ Il glucagone ricostituito è instabile, va quindi buttato dopo qualche ora
✓ Prima di utilizzare questo protocollo, chiedi al tuo diabetologo di fiducia

Nella seguente tabella riportiamo le “mini dosi” di glucagone (Glucagen Hypokit 1mg) da somministrare, in relazione all’età del bambino. Qualora la glicemia non raggiunga livelli soddisfacenti, una seconda dose di pari entità potrà essere somministrata dopo 1 ora dalla prima iniezione.

regole glucagone

Il protocollo viene già insegnato nei migliori centri pediatrici italiani, tra i quali l’ospedale Regina Margherita di Torino e, come ogni novità degna di nota, è stato anche postato nel gruppo ufficiale di DeeBee.it.
Ringraziamo la dott.ssa Ivana Rabbone per la condivisione e la supervisione.

*Brink S, Joel D, Laffel L, Lee WWR, Olsen B, Phelan H, Hanas R. Sick day management in children and adolescents with diabetes. Pediatric Diabetes 2014; 15, S20:193–202
*Haymond MW1, Schreiner B. Mini-dose glucagon rescue for hypoglycemia in children with type 1 diabetes. Diabetes Care. 2001 Apr;24(4):643-5

CALCOLATORE ONLINE

EtàDose di glucagone

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Nightscout: lunga vita alla batteria!

Uno dei problemi più frequenti per chi utilizza Nightscout è l’esigua durata della batteria dello smartphone che funge da uploader. Il motivo è semplice: tramite il cavo OTG, il cellulare alimenta anche il ricevitore Dexcom. Seguendo alcuni accorgimenti, possiamo però prolungare di qualche ora la durata della batteria dello smartphone.

Vediamoli insieme.

1- Innanzitutto è essenziale che prima di collegarlo allo smartphone il ricevitore Dexcom sia completamente carico. Se Nightscout non viene utilizzato nella fascia notturna, è buona norma attaccare il ricevitore alla presa elettrica ogni notte. In alternativa, è consigliabile utilizzare un secondo dispositivo dal duplice beneficio: batteria del ricevitore sempre carica e Nightscout 24 ore su 24!

2- Modificare le impostazioni dell’app Google Play Store presente sullo smartphone in modo che non aggiorni automaticamente le applicazioni installate:

Eseguire l’app Google Play Store
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Andare sulle impostazioni playstore_impostazioni2

Disabilitare gli aggiornamenti automatici
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3- Disattivare tutti i suoni e le vibrazioni nelle impostazioni dello smartphone.
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4- Impostare la luminosità dello schermo al minimo.
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5- Impostare lo spegnimento dello schermo al minimo tempo consentito.
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6- Se si sta utilizzando una connessione dati, disattivare il WiFi.
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7- Se non è stato collegato uno smartwatch al telefono, disattivare il Bluetooth.
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8- Disabilitare le notifiche delle app.

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9- Disabilitare la sincronizzazione degli account presenti sullo smartphone, andando sulle impostazioni del telefono, sezione Account.disatt1

Da qui, disabilitare la sincronizzazione dei dati per ogni app presente nell’elenco, cliccando sul disco verde e togliendo la spunta ad ogni voce che comparirà sullo schermo.disatt2

10- Minore è la potenza del segnale per la trasmissione dati o del WiFi e maggiore sarà il consumo della batteria. Quindi è buona norma accertarsi di scegliere l’operatore telefonico che offre maggior copertura nella zona.

11- Se dopo tutti gli accorgimenti suggeriti la durata della batteria risultasse ancora esigua, controllare se ci sono app attive ma non necessarie (che incidono sul consumo) e procedere alla loro disinstallazione: è sufficiente andare sulle impostazioni dello smartphone e cercare la voce ‘uso batteria’. Verrà visualizzata la lista delle app con le diverse percentuali di utilizzo della batteria: eliminare quindi le app desiderate.
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Microinfusi con stile

Si fa presto a dire “micro”. Il punto è che malgrado il microinfusore si sia rimpicciolito di parecchio dal primo prototipo, non lo è ancora così tanto dal dispensare ogni suo utilizzatore dalla ricerca della custodia più adatta.storia microinfusori

Lo sanno bene i genitori dei bimbi microinfusi e in particolare quelli dei più piccini che, in linea di massima, non portano indumenti con tasche e cinture.  E prima che il micro-amico diventi un antipatico intruso, ecco alcune soluzioni:

1. Marsupi
2. Fasce
3. Bretelle
4. Tasche
5. Clip
6. Fai da te

Marsupi

Particolarmente indicati per i bambini, i marsupi permettono di portare comodamente il microinfusore e di sbizzarrirsi con fantasie e tessuti per ogni gusto.

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In commercio se ne trovano di vari tipi, in diversi tessuti e modalità di chiusura. Alcuni hanno anche una finestra trasparente per poter utilizzare il microinfusore senza doverlo estrarre. Tutti i marsupi pensati per portare i microinfusori sono dotati sul retro di un’asola dove viene inserito il “tubicino” collegato al cerotto.

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Fasce

Le fasce elastiche, solitamente in Lycra sono versatili e comode, grazie alla loro morbidezza e alle diverse posizioni in cui possono essere usate.

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Adatte sia a bambini che ad adulti, possono essere portate in diversi punti (fianchi, braccio o coscia) soddisfacendo anche le esigenze di chi vuole rendere “quasi invisibile” il microinfusore. Come per i marsupi, esistono anche fasce con finestra trasparente.

Per sapere come confezionarle è sufficiente seguire le istruzioni di Katia De Luca

  • Fascia braccio con finestra trasparente.

 

Bretelle
bretelle

Questa soluzione è stata proposta nel gruppo Facebook da mamma Vittoria Lenti, ideata per suo figlio. Portato in questo modo il microinfusore è inaccessibile al bambino (evitando così somministrazioni accidentali) e permette assoluta libertà nei movimenti. Rende inoltre il dispositivo “invisibile” e protetto dagli urti.

Per sapere come confezionarlo è sufficiente seguire le istruzioni di Vittoria

Tasche

Versatili e invisibili, le tasche in tessuto vengono cucite all’interno dei diversi capi di vestiario oppure agganciate a cinture o reggiseni.  Possono essere chiuse col velcro o con una semplice clip e personalizzate secondo il gusto di ognuno. Vista la difficoltà nel “raggiungere” il dispositivo racchiuso nella tasca, questa soluzione è particolarmente indicata per i microinfusori con telecomando.

  • Tasca semplice con clip.

Clip

Tutti i microinfusori in commercio sono dotati di una particolare clip che consente l’aggancio a pantaloni o cinture. E’ una comoda soluzione per avere tutto a portata di mano e viene usata principalmente dagli adulti.

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Fai da te

Bretelle fai-da-te

  • Procurati una fascia lunga di nastro Gro grain e un pezzo di velcro; per il Gro grain ti serviranno tre parti: una pari alla circonferenza del petto e due parti uguali tali da essere bloccate sulla fascia relativa alla circonferenza, da davanti a dietro per non far cadere il tutto.

Fasce fai-da-te

  • Acquista un pezzo di lycra in un negozio di tessuti e taglia un rettangolo lungo poco più del giro vita e largo tre volte l'altezza del microinfusore.

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Come non scordare l’iniezione di insulina

Insulina sì, insulina no? Quante volte capita di non ricordarci se abbiamo fatto o no l’insulina. Quel gesto, entrato nella routine quotidiana, talvolta si rivela “invisibile” alla memoria.

Da un sondaggio effettuato della casa farmaceutica Novo Nordisk in otto paesi (coinvolti 1.200 medici e 1.530 pazienti con diabete tipo 1 e 2) è emerso che quasi un terzo dei pazienti salta almeno un’iniezione al mese. Ovviamente il motivo principale non è la semplice dimenticanza, ma anche quella non è da sottovalutare.

Noi di DeeBee Italia, da sempre impegnati a far conoscere il più possibile gli aspetti pratici nella gestione del diabete, abbiamo raccolto alcune informazioni su prodotti nati per aiutare anche i più distratti utilizzatori di penne da insulina.

Insulcheck

È un dispositivo adatto sia per le penne usa e getta sia per le ricaricabili e dà la possibilità di visualizzare il tempo trascorso dall’ultimo utilizzo della penna.

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Questo piccolo congegno viene fissato nella parte posteriore della penna, dove si caricano le unità. Il timer parte ogni volta che la penna viene utilizzata erogando l’insulina. Esistono sette modelli, secondo il tipo di penna: Flexpen, Solostar, Kwikpen, Clickstar, Luxura, Novopen3, Novopen4. È alimentato da una batteria sostituibile, che rende così il dispositivo duraturo nel tempo.

Insulcheck, commercializzato da Harmonium Pharma, è reperibile in farmacia al costo di circa 30,00€

Timesulin

Questo cappuccio, disponibile in tre modelli, è compatibile solo con alcune penne preriempite usa e getta:
– Penna da insulina SOLOSTAR (Sanofi), compatibile con i modelli Lantus e Apidra
– Penna da insulina KWIKPEN (Lilly), compatibile con Humalog, Humalog 50/50 e Humalog 75/25
– Penna da insulina FLEXPEN (Novo Nordisk), compatibile con i modelli NovoRapid, Levemir, Victoza, Novolog, Novolog Mix 70/30 e Protaphane HG (ge). Il dispositivo non funziona con la Novo Pen 3 e 4. 

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È sufficiente sostituire con Timesulin il normale cappuccio della penna da insulina. Ogni volta che il tappo si estrae per più di 8 secondi, il timer si azzera (questi secondi permettono di poter, eventualmente, controllare il livello di insulina senza che il timer si azzeri).  Il dispositivo, che ha una batteria della durata di circa 12 mesi, si trova in farmacia o direttamente da Microlink e costa 39,90 €.

Penna ricaricabile Echo Novo Nordisk

È una penna ricaricabile in versione digitale, commercializzata da Novo Nordisk e compatibile solo con le cartucce (Penfill) prodotte dalla casa farmaceutica multinazionale danese, come Novorapid, Novomix o Levemir.

NovoPen

La rivoluzionaria penna indica sia il tempo trascorso dall’ultima iniezione, sia il totale delle unità di insulina erogate.

Le batterie sostituibili rendono la penna di lunga durata. Si può richiedere a Novo Nordisk che la fornisce gratuitamente, oppure acquistarla on-line al costo di circa 110,00€.

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Nightscout con Dexcom, Medtronic e Libre: facciamo chiarezza

In molti ci chiedono come fare per visualizzare le glicemie in remoto (ossia “da lontano”) tramite Nightscout e cosa serve per poterlo realizzare. Utilizzando diversi sensori e dispositivi, anche le risposte sono molteplici. Di seguito per ognuno indicheremo cosa serve e come poter attivare la propria pagina Nightscout.

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1. Dexcom G4 con ricevitore
2. Dexcom G4 senza ricevitore (con xDrip)
3. FreeStyle Libre
4. Medtronic Veo
5. Medtronic 640G
6. Gli smartwatch

Dexcom G4 con ricevitore

Per inviare le glicemie a distanza è necessario collegare il ricevitore Dexcom G4 ad uno smartphone  Android con supporto OTG tramite il relativo cavo.
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Quando avrai a disposizione sia il cavo che lo smartphone dovrai configurare la tua pagina Nightscout. La guida, semplicissima e da seguire passo passo, è depositata nel gruppo ufficiale Facebook Nightscout Italia. Potrai poi visualizzare le glicemie da qualsiasi smartphone (Android e iOS),  pc, tablet e smartwatch.

xDrip – Dexcom G4 senza ricevitore

Se non possiedi il ricevitore Dexcom, in quanto le glicemie vengono lette direttamente dal microinfusore, puoi optare per l’xDrip. E’ una soluzione gratuita fai-da-te, progettata da Stephen Black, che consente la lettura delle glicemie dal sensore ed il successivo invio, tramite l’applicazione dedicata xDrip, ad uno smartphone Android.

xDrip in un Tic Tac

Chiunque può dunque scaricare la guida e fabbricarne uno scegliendo poi fra le diverse soluzioni di assemblaggio (xMelrosexItaly o contenendolo nella classica confezione di Tic Tac).
Dopo aver costruito il proprio ricevitore fai-da-te, per inviare le glicemie in remoto, è necessario configurare la pagina Nightscout seguendo l’apposita guida. Alla fine della configurazione si otterrà l’indirizzo web da inserire nell’app xDrip.  Anche in questo caso sarà poi possibile visualizzare le glicemie da qualsiasi smartphone (Android e iOS),  pc, tablet e smartwatch.

FreeStyle Libre

Hai a disposizione il sensore FreeStyle Libre e vuoi vedere le glicemie a distanza da qualsiasi dispositivo? Quel che ti serve è uno smartphone Android dotato di lettore NFC (qui ne trovi alcuni) in cui installare l’applicazione Glimp.

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Effettuando la lettura del sensore con lo smartphone in cui hai installato l’app, avrai la possibilità di inviare le glicemie alla tua pagina Nightscout (anche in questo caso da configurare). Trovi la guida depositata nella sezione files del gruppo Facebook italiano ufficiale. Una volta completato il tutto, ad ogni scansione tramite smartphone, la pagina verrà aggiornata. Anche in questo caso potrai visualizzare le glicemie da qualsiasi altro smartphone accedendo alla tua pagina web tramite il browser (Android e iOS) oppure da pc, tablet e smartwatch.

Medtronic Veo

Anche per gli utilizzatori di microinfusori Medtronic Veo, collegato a sensore Enlite, è possibile inviare le glicemie a distanza tramite Nightscout.

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Per attivarlo è necessario costruire un dispositivo fai-da-te chiamato MMCommander. Ti servirà anche uno smartphone Android con supporto OTG e il relativo cavo.  Questo sistema non è compatibile con tutti i tipi di microinfusori Medtronic; troverai quelli adatti nella guida passo passo depositata nel gruppo Facebook.
Come per i precedenti dispositivi, dopo aver effettuato la configurazione della pagina Nightscout, potrai visualizzare le glicemie in remoto da qualsiasi smartphone  (Android e iOS) pc, tablet e smartwatch.

Medtronic 640G

Per il microinfusore Minimed 640G, la configurazione di Nightscout si è resa più facile. A differenza della versione precedente infatti, non è necessaria la costruzione di alcun dispositivo.

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Ciò che serve è semplicemente uno smartphone Android con supporto OTG, il relativo cavo e un glucometro ContourNext Link 2.4 USB. Trovi la guida passo passo nel gruppo Facebook Nightscout ufficiale italiano, di DeeBee.it.

Impostazioni smartwatch

In questo caso le configurazioni possono variare secondo il sistema operativo e dello smartwatch a tua disposizione .

  • puoi collegare la tua pagina Nightscout ad un Pebble tramite la sua applicazione, disponibile sia per Android che per iOS

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  • per collegare la tua pagina Nightscout ad uno smartwatch Android dovrai installare due applicazioni:  Android Wear – che ti permetterà di connettere lo smartwatch al tuo telefono tramite una seconda applicazione, Nightwatch. In quest’ultima devi inserire l’indirizzo della tua pagina Nightscout e poi selezionare il relativo quadrante (o watchface, in inglese) nell’orologio.

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  • se invece possiedi un Apple Watch ti basterà installare myBG, inserire la tua pagina Nightscout e selezionare il quadrante relativo.

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Correzioni notturne della glicemia. Come posso fare per dormire di più?

Uno dei grossi pregi di Nightscout è quello di essere un sistema aperto. Grazie a questa peculiarità, unita alla passione di genitori particolarmente illuminati, Nightscout è interfacciabile con molte app da questi create e rese disponibili in modo del tutto gratuito; l’ulteriore valore aggiunto che ne deriva è virtualmente infinito.

Di seguito vi spieghiamo come sfruttare al meglio una delle funzionalità offerte da Nightwatch, che è tra le app afferenti al suddetto ecosistema: la funzionalità di Snooze Alert.

In cosa consiste lo Snooze Alert?
Questa funzione consente di spegnere gli allarmi di Nightscout per un tempo definito, compatibilmente con il persistere di un determinato evento, terminato il quale l’allarme cesserà di essere “attivo ma dormiente”.

“Ok: non ho capito niente”
Molto bene… ho riletto quello che ho scritto: neppure io riesco a capirlo. Meglio spiegarlo con un esempio di vita vissuta…
Supponete che vostro figlio stia dormendo. Il Dexcom suona: 200 di glicemia! Insulina residua (IOB) assente, l’orologio segna le 2.00 di notte. Cosa fare? Beh, ovvio: si corregge. E poi? Poi si aspetta…

Anzi: si aspettava. Perché grazie alla funzione Snooze Alert è possibile dire allo smartphone che suoni, svegliandoci, solo se (per esempio) “tra 2 ore la glicemia non è scesa sotto i 170”. I vantaggi sono notevoli perché, invece di vegliare sino a quando la curva scenderà sotto il valore desiderato, sarà l’app Nightwatch a vegliare per noi!

La funzione di Snooze Alert è inoltre utilizzabile non soltanto snoozando l’allarme quando suona (come avviene per una radiosveglia, per esempio, dicendole: “Fammi dormire ancora 10 minuti… CLICK!”) ma anche a comando in qualsiasi momento della giornata. Se ad esempio mi aspetto che tra 1 ora la glicemia sia sotto i 150 e non lo è, invece di fissare inebetito la curva come un suricato, posso dire all’app: “Se tra un’ora non è sotto 150, suona!”. A tutto vantaggio della nostra salute mentale.

Tutto ciò è bellissimo ma, come si fa?
1. Naviga sulla pagina di Nightwatch con il tuo smartphone personale (Occhio! Non con lo smartphone collegato al Dexcom) e clicca sul link indicato: segui le indicazioni e l’app verrà installata automaticamente.
PS: la versione riportata in figura è la 2.0.3a; probabilmente quella che vedrai tu avrà un numero più alto: scarica quella col numero più alto.
Nightwatch

2. Apri Nightscout dal tuo smartphone, tocca l’icona del menù e poi naviga su settings

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3. Inserisci la stringa di connessione relativa al tuo indirizzo Nightscout ed imposta le soglie di ipo e iper secondo le tue preferenze

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4. Torna al menù principale e tocca Snooze Alert
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5. Qui, quando vorrai (per esempio dopo una correzione) potrai dire a Nightscout di suonare dopo un tempo da te scelto e solo se la glicemia sarà ancora fuori dal rangeScreenshot_2015-11-03-06-52-49

E, come sempre, in alto i nostri Pebble!

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Glicata e glicemia media – Tabella di conversione

La media glicemica degli ultimi 3 mesi e la glicata sono strettamente correlate.
In che modo? Scoprilo con questa semplice tabella creata dal nostro gruppo facebook.

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