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SCiO e DietSensor: scanner molecolare e bilancia bluetooth per la prima volta insieme in Italia (seconda parte)

DeeBee.it ha messo alla prova per voi il tanto atteso scanner molecolare, in abbinamento con la suite DietSensor, la bilancia bluetooth che promette di trasformarsi nel perfetto coach nutrizionale, anche per chi è diabetico.

Leggi la prima parte qui

BODY FAT

Beh. Tanto per cominciare, nessuno rida dei risultati!
A cosa serve questa sezione? A misurare la massa magra e la massa grassa di una persona. Almeno, questo è l’intento… Vediamo ora se e come funziona.

Nel mio fervido (ingenuo?) immaginario ero convinto di puntarmi lo scanner addosso e stop. Ma la realtà, si sa, è un po’ più complicata della fantasia, e infatti l’app, prima di procedere oltre, mi fa alcune domande: età, altezza e peso.

Inserisco i dati richiesti e, seguendo le istruzioni, mi punto sul bicipite lo scanner molecolare. L’app mi restituisce questo risultato: sono a cavallo tra il valore ideale e quello della media: 22% (meglio di un pugno in un occhio!).

PAIN RELIEVERS

Un’altra sezione particolarmente curiosa si rivela essere quella dedicata alla legione di medicinali che abbiamo in casa tutti noi: pastiglie, pasticche, compresse e pillole senza scatola da oggi non saranno più anonimi bottoncini bianchi su un tavolo ma avranno il loro nome, grazie a SCiO. O almeno… forse!

Vediamo come si comporta il nostro dispositivo delle meraviglie nell’identificazione del principio attivo di un paio di scatole che ho in casa: Ascriptin (acido acetilsalicilico) e Tachipirina (paracetamolo).

Prendo una pastiglia di Ascriptin 500mg, la infilo nel “tappo” magnetico di SCiO e effettuo la scansione.

Il risultato è un po’ deludente: SCiO non riconosce la pastiglia. Rieffettuo la scansione ma, di nuovo, fa cilecca.

É il turno della pastiglia di Tachipirina. Quindi, estraggo l’Ascriptin, inserisco la compressa di paracetamolo ed effettuo una nuova analisi, sperando in maggior fortuna.

E così è! Questa volta SCiO ci prende in pieno e il responso viene visualizzato correttamente sullo schermo del mio smartphone.

MINI APPLETS

Questo strumento, a differenza delle applet standard, permette di progettare in autonomia un numero infinito di funzioni create ad-hoc (chiamate mini applets) utili per differenziare tra loro determinati materiali sulla base delle precedenti scansioni effettuate dall’utente. In sostanza,  puntando lo scanner su alcuni materiali e dicendo a SCiO di che materiale si tratta, l’app apprende le differenze tra le superfici scansionate in una sorta di training. E, se in un secondo momento si analizza uno dei materiali che l’app “ha appreso” nel training iniziale, allora sarà in grado di riconoscerlo.

Ma facciamo un esempio pratico, che probabilmente rende meglio l’idea.

Ho dapprima puntato SCiO verso la scocca in metallo del mio notebook. L’ho fatto per tre volte, perchè l’app mi ha suggerito che più è lungo l’apprendimento e meglio la mini applet funzionerà. E, difatti, come potete notare, sullo schermo del mio smartphone sono comparse tre curve di colore azzurro. Queste curve vagamente sinusoidali rappresentano l’impronta cromatica del mio notebook. Una cosa che mi ha stupito è stata la forte somiglianza di tutte e tre le curve: questo, mi suggerisce che lo scanner sembra funzionare bene.

Dopodiché, ho effettuato lo stesso processo, ma puntando SCiO verso un foglio di carta, le cui impronte cromatiche rilevate solo quelle riportate nel successivo grafico, in colore viola.

Balza subito all’occhio come il foglio e la scocca, uno assorbente l’altro riflettente, uno bianco l’altro scuro, presentino due impronte cromatiche assolutamente differenti.

Una volta terminato il training di apprendimento, ho quindi messo alla prova la mia mini applet: riuscirà l’app a capire se sto puntando un foglio o il mio pc? Proviamo!

Ho preso SCiO, gli ho fatto analizzare il case metallico del mio computer e, effettivamente, l’app ha riconosciuto con successo che si trattava del mio PC e non del foglio di carta! Forte!

Nel prossimo articolo parlaremo di DietSensor, la bilancia bluetooth abbinata a SCiO.

Leggi la prima parte

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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Friggitrici ad aria e glicemie

Riceviamo e pubblichiamo la domanda di E.C. che chiede informazioni sulle friggitrici ad aria

Buongiorno,
sono la mamma di un bambino di 10 anni, diabetico da 3. Vorrei chiederLe se l’uso della friggitrice ad aria potrebbe rendere più facile la gestione delle pietanze che prevedono la frittura. Grazie


LA DIETISTA RISPONDE

Esistono due tipi di friggitrice ad aria:
– friggitrice ad aria, nella quale il calore necessario per la frittura è veicolato dall’olio (che non entra comunque in contatto con l’alimento);
– friggitrice ad aria calda, nella quale il calore è veicolato dall’aria stessa In entrambi i casi, é il calore a permettere la frittura.
Normalmente, gli alimenti fritti hanno un effetto iperglicemizzante per due motivi:
– i carboidrati contenuti nella farina/pane/semola con cui viene preparata la pastella;
– i lipidi contenuti nell’olio/burro, che vengono prontamente assorbiti dall’alimento grazie al calore
Di conseguenza, grazie alle friggitrici ad aria è possibile eliminare il fattore lipidi. Ma, nel caso in cui l’alimento che decidiamo di friggere ad aria sia un alimento surgelato già pronto per essere consumato (i classici bastoncini di pesce, ad esempio), esso è giá fritto con l’utilizzo di lipidi.
È, inoltre, importante ricordare che il calore favorisce la gelatinizzazione dell’amido della panatura, velocizzando l’assorbimento dei carboidrati in essa contenuti. La gelatinizzazione, infatti, allarga le maglie della struttura cristallina dell’amido, favorendone, così, l’accesso agli enzimi digestivi. Cresce, in questo modo, l’indice glicemico dell’alimento in questione.
In conclusione, la friggitrice ad aria permette di ottenere un alimento fritto senza uso di lipidi, aumentando, tuttavia, l’indice glicemico dell’alimento in questione.

Dott.ssa Claudia Maffoni

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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Arriva l’app di DeeBee.it per Android!

Le funzioni principali del sito raccolte in un'unica comoda applicazione per gli smartphone col robottino verde.

Era nell’aria da qualche tempo e, finalmente, siamo arrivati alla prima pubblicazione dell’app DeeBee.it, disponibile in versione ufficiale sul Play Store di Google.

Scopo di questa nuova piattaforma è quello di avere a portata di dito e immediatamente fruibili in un unico contenitore le funzioni e i calcolatori più utilizzati sul sito di DeeBee.it. Conoscere la tabella nutrizionale di un alimento o il suo contenuto in carboidrati non è mai stato così facile. Oppure, calcolare la quantità di zucchero raccomandata per uscire da uno stato ipoglicemico, o conoscere in anticipo la propria glicata e molto altro ancora.

È uno strumento nuovo e dinamico: tutte le prossime funzioni, uniche e da noi concepite, sviluppate e atte a semplificare la vita delle persone con diabete e dei loro familiari, andranno ad arricchire il menù dell’app che, quindi, nel tempo diverrà sempre più completo e variegato.

DeeBee.it, quindi, da oggi è anche un’app gratuita, frutto del lavoro, delle intuizioni e dei suggerimenti dei nostri lettori e dei membri del nostro gruppo Facebook protetto, che gestiscono il diabete quotidianamente. Non resta che scaricarla!

I nostri canali ufficiali

L’app è l’ultima arrivata nella suite di strumenti gratuiti e senza pubblicità che DeeBee Italia mette in campo per divulgare l’informazione libera sul diabete, e si va ad aggiungere al gruppo Facebook protetto, alla pagina Facebook pubblica, all’account Twitter, alla bacheca di Instagram e alla Newsletter.

Siete dei veri navigatori 2.0? Allora, potete usare anche il nostro QR-Code! Enjoy.

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Calcolatore di carboidrati (CHO)

Scegli l’alimento e il numero di grammi, per conoscerne la quantità in carboidrati (CHO).

Calcolatore CHO - DeeBee.it
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Quanti grammi?

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Ecco tutte le risposte alle domande pratiche più frequenti

«Aiuto! Il mio microinfusore ha smesso di funzionare! Sono diventato intollerante al cerotto del sensore! Mio figlio ha mangiato tre biscotti “nuovi”, come conto i carboidrati? Devo somministrare il glucagone ma non so come fare! Quanto GlucoDeeBee devo somministrare per correggere l’ipo?»

Certo, se uno si facesse insieme tutte queste domande, sarebbe la persona più sfortunata dell’universo! Ma chi di noi non si è mai posto uno dei quesiti appena letti? Abbiamo quindi raccolto in un unico contenitore di veloce consultazione le risposte alle domande pratiche più frequenti, per offrire a tutti una fruizione più immediata. Eccolo.

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L’app DID Plus e i corsi gratuiti di calcolo dei carboidrati

Sbarca finalmente sul Play Store di Google il Diario Interattivo del Diabete (DID Plus), noto prodotto dell’azienda italiana METEDA, specializzata nello sviluppo e diffusione di software e device medicali dedicati al diabete. Fino a poco tempo fa l’app era prerogativa di chi usava un sistema iOS. Attualmente, per scelte strategiche dell’azienda di Cupertino, questa applicazione non è più presente nello Store Apple.

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Ciò che rende particolarmente interessante questa app e che ha convinto DeeBee.it a divulgare l’evento, è l’approccio che METEDA ha utilizzato: pratico e tangibile, proprio come piace a noi. Difatti, a differenza della concorrenza, l’azienda non si è limitata a rendere disponibile l’app sullo store di Big G, ma ha deciso di calarsi in modo efficace nel quotidiano delle persone affette da diabete, organizzando veri e propri corsi via web, atti non solo a una formazione per il miglior utilizzo dell’app, ma anche a dare delle indicazioni per la miglior gestione del diabete e della conta dei carboidrati.
Per questo motivo, a partire dal prossimo evento, su DeeBee.it troverete il calendario ufficiale dei corsi disponibili.

“Abbiamo deciso di ospitare 50 pazienti per volta perché a fine corso lo specialista, diabetologo o nutrizionista, risponde via chat alle varie domande e dubbi dei partecipanti, e quindi un numero superiore di persone sarebbe stato difficile da gestire” dice Marco Vespasiani, responsabile marketing dell’azienda. “Visto la grande richiesta per il primo appuntamento del 25 febbraio, stiamo lavorando per organizzare altri appuntamenti per le persone che ne fanno richiesta, diversificando gli orari e i giorni della settimana. Il calendario ufficiale aggiornato verrà pubblicato di volta in volta sul sito DeeBee.it e le persone che hanno scaricato DID Plus e sono interessate, possono iscriversi ai corsi compilando un apposito modulo”.

UN PO’ DI STORIA

Il progetto ha le radici nel lontano 1997, quando gli smartphone e le app erano ancora strumenti da macchina del futuro. “Circa 10 anni fa il progetto DID fu stato sviluppato solo per iOS in un’ottica prettamente di telemedicina. Infatti esclusivamente il medico aveva la facoltà di impostare il bolo suggerito e i dati venivano raccolti nella cartella clinica informatizzata (MyStar Connect)” specifica Vespasiani.
Ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi e l’app rimase comunque uno strumento di nicchia. Con gli input di medici e pazienti che ne avevano compreso le potenzialità, DID fu successivamente risviluppata solo per il sistema iOS, riscontrando grande interesse e diventando una delle più apprezzate.

2 did

“In questa ultima versione, l’opzione ‘bolo’ è sbloccata: il paziente, sotto consiglio e supervisione del proprio diabetologo, lo può fare ora anche in autonomia. Se lo desidera, il paziente può attivare anche il collegamento in telemedicina con il proprio diabetologo e con l’aiuto di DID può calcolare il bolo di insulina in base a fattori personalizzati che permettono al sistema di suggerire la dose insulinica” ci racconta il manager, che specifica a questo punto la necessità dei corsi on line: “Si tratta sempre di un device medicale e abbiamo pensato di affiancare i pazienti con dei corsi; non solo quindi una guida tecnica di come si usa l’app, ma un vero e proprio percorso di conoscenza, per non usare alla cieca questo strumento”.

3 DID

Nella versione appena lanciata, il paziente insulinodipendente ha la possibilità di memorizzare una serie di informazioni utili alla gestione della patologia: dalla glicemia all’attività fisica svolta (specificando la disciplina e il tempo di esercizio), dalle malattie in corso che possono influire sulla glicemia, alle scelte alimentari. La ricerca dell’alimento e della attività si può fare anche usando il microfono del proprio smartphone e, come per gli altri prodotti METEDA, il database fotografico delle varie porzioni degli alimenti, rende il calcolo ancora più intuitivo.

DID Plus è un software regolato dalla normativa dei dispositivi medici ed è certificato in Classe IIa, quindi non può essere usato in autonomia da minori. Il genitore che ha le necessità di usare l’app per i proprio figlio, può registrarsi con i propri dati, e usarla seguendo i rapporti di calcolo indicati dal diabetologo.

Si ricorda che per la registrazione al corso è necessario:

  • usare il sistema Android
  • scaricare  l’app DID Plus
  • l’indirizzo e-mail per iscriversi al corso deve essere lo stesso usato per la registrazione sull’app.

Per iscriversi ai prossimi corsi basta compilare il seguente modulo:

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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Diabete: l’ultima frontiera è il bolo in lontananza

Con l'app Pumpcontrol è sufficiente spedire un SMS al microinfusore e lui, in automatico, farà il bolo.

Attenzione! Questo articolo parla di sistemi open source, quindi ufficialmente non avallati e sconsigliati dai diabetologi, poiché privi dell’approvazione FDA e potenzialmente pericolosi. Prima di usare i sistemi open di seguito descritti chiedete al vostro diabetologo di fiducia.
DeeBee declina ogni responsabilità per un uso scorretto dell’articolo, che è mero riporto o approfondimento di quanto esposto sul sito androidaps.readthedocs.io

Abbiamo notato un forte interesse suscitato da un post pubblicato sul nostro gruppo Facebook, pertanto riteniamo utile fare seguito alle tante domande pervenute dalla community, con un articolo il più possibile completo, che spiega come fare il bolo a distanza “in automatico”, cioè senza la necessità che “dall’altra parte” ci sia qualcuno a manovrare il microinfusore. Ovviamente, il tutto soltanto ai fini informativi e con il benestare del proprio diabetologo.

Come scrivemmo un annetto fa, il 2020 sarebbe stato l’anno del Pancreas Artificiale commerciale che, dopo un’attesa durata anni, è andato a colmare in parte il divario con i sistemi di Pancreas Artificiale open source. Difatti, dopo Medtronic 670G, sono arrivati in Italia il Medtronic 780G e, soprattutto, il performante Contro-IQ di Tandem. “In parte”, dicevamo, poiché i sistemi non ufficiali sono intrinsecamente sempre un passo avanti, consentendo svariate impostazioni e strategie atte al controllo glicemico attualmente assenti nei cugini forniti dalle ASL.

Il bolo remoto

In questo articolo, però, vogliamo puntare i riflettori su un altro aspetto che è oggi prerogativa esclusiva dei sistemi open source: la possibilità di somministrare insulina comandando il microinfusore mediante un SMS. Sebbene questa pratica sia poco conosciuta in patria, sono centinaia i caregiver che ricorrono a questa funzione nel mondo.

Il bolo remoto offre ai caregiver un grado di libertà inimmaginabile prima del suo avvento

Concettualmente, il sistema con cui questo avviene è abbastanza semplice. Oggi difatti un buon numero di microinfusori possiedono il Bluetooth e possono essere collegati a dispositivi esterni, proprio mediante questo protocollo. Lo sforzo della “community informatica diabetica” è stato quello di riuscire a comandare il microinfusore con uno smartphone, cosa che è riuscita a Milos Kozak il quale per primo si interfacciò con il suo microinfusore, comandandolo dal telefono con un’app Android. Da quel momento in poi, i microinfusori negli anni si sono susseguiti e, oggi, i modelli comandati dall’app sono:

  • Dana RS
  • Dana R
  • Roche Accu-Chek Insight
  • Roche Accu-Chek Combo
  • Omnipod Eros – NB: il modello Dash no!
  • Alcuni vecchi modelli Medtronic

La guida presente in questo articolo utilizzerà il microinfusore Roche Accu-Chek Insight che (insieme ai Dana) è in assoluto il più facile da comandare  distanza. Nel caso foste interessati invece a:

«Io ho un altro modello di microinfusore»

Se avete un microinfusore diverso da quelli sopraelencati…

  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 640G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 670G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 780G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Tandem? No, e non ne è prevista l’integrazione neppure in futuro.
  • Posso fare il bolo via SMS con Accu-Chek Solo? Per ora no! In futuro forse.
  • Posso fare il bolo via SMS con altri microinfusori? Per ora no, ma se il vostro micro ha il Bluetooth, potrebbe essere un candidato per i prossimi sviluppi!

Se siete interessati al bolo remoto, sappiate che non ci sono alternative valide a quelle presentate in questo articolo: ogni altra app, marca o modello di microinfusore non è utilizzabile per lo scopo. In questo caso, il consiglio è quello di confrontarvi con il diabetologo di fiducia per capire come sopperire a questa mancanza.

Come si fa a fare il bolo via SMS?

L’app per Android di cui parliamo si chiama Pumpcontrol ed è parte integrante del sistema AndroidAPS che, oltre al bolo remoto, può fare tanto altro (tra cui il Pancreas Artificiale). Ma ciò esula dall’argomento “bolo in lontananza” e quindi lo affronteremo in altra sede (una delle quali è la nostra community italiana, presso cui troverete tanti utilizzatori felici e le risposte a tutte le vostre domande!)

Se un caregiver fosse interessato a questa utilissima funzione di bolo in lontananza, vi diciamo subito che il modo in cui tutto ciò funziona è così riassumibile:

  1. Un telefono, che chiamiamo “master”, dev’essere vicino alla persona che porta il microinfusore (massima distanza: 6 metri);
  2. Il caregiver spedisce l’SMS al telefono master, per esempio “fai un bolo di tot unità”;
  3. Il telefono master si collega al microinfusore, dicendogli di fare il bolo;
  4. E alla fine spedisce un SMS di risposta ai caregiver: “Ho fatto il bolo!”.

Volendo, i passi sopra descritti sono anche visionabili da Nightscout, che vi consigliamo vivamente di creare per avere sempre sotto controllo la totalità delle azioni intraprese ai fini terapeutici (ma lo tralasceremo in questa breve trattazione).

Pumpcontrol

AndroidAPS è un’app per Android, tuttavia non è scaricabile dal Play Store. Di essa esistono varie versioni, delle quali a noi interessa soltanto Pumpcontrol, cioè quella che consente di effettuare il bolo a distanza, che è gratuita e pronta all’uso. La trovate qui.

Quindi, scegliete uno smartphone da lasciare al microinfuso e su di esso installate l’apk. Questo telefono, come detto, viene chiamato master. Nulla vieta che il telefono sia lo stesso su cui già eventualmente si ricevono le glicemie di un sensore. Per esempio si possono installare insieme sia l’app Dexcom G6 sia AndroidAPS.

Raccomandiamo di scaricare con il telefono master una delle versioni più recenti di “app-pumpcontrol-release…apk”. Qualora non la vedeste, toccate prima “Assets”. Se, ancora, non trovaste quanto qui descritto, allora attivate la “visione desktop” dalle impostazioni del browser del telefono e soltanto dopo scaricate l’apk.

Nota. Le ultime versioni di AndroidAPS necessitano di un telefono equipaggiato con Android 7+.

Una volta lanciato Pumpcontrol, eseguitela toccando “Apri”.

Entrerete nella Configurazione Guidata. Da notare che, a differenza di tante altre nel settore, questa app è in italiano (grazie al prezioso lavoro di traduzione di Marco Perrone, del gruppo AndroidAPS Italia).

Toccate “Avanti” e procedete sino al bottone “Chiedi l’autorizzazione”, che dovrete pigiare.

Toccate “Consenti”.

E andate avanti. Qualora comparissero altri bottoni analoghi, pigiateli e proseguite…

Arrivati a questo punto, toccate OK. Poi riavviate il telefono e riaprite l’app Pumpcontrol.

Poiché questo telefono verrà utilizzato per comandare il microinfusore, una password sarebbe molto utile! Difatti, a questo punto dovrete inventarne una: questa chiave segreta sarà necessaria per questioni di sicurezza.

Scegliete “mg/dL” e ogni altro parametro a voi congeniale (per esempio le soglie 70 e 180 più in là).

Ciò fatto, vi verranno chieste l’API Secret e il link di Nightscout. Qualora voi non usaste Nightscout, potrete saltare questo passo toccando “Avanti” senza inserire nulla.

Inserite il nome della persona che porta il microinfusore.

Ciò fatto, selezionate la fascia di età. Questo passaggio è molto importante poiché in base a ciò l’app imposterà alcuni blocchi di sicurezza. Per esempio, selezionando “Bambino”, non sarà possibile effettuare boli remoti più grandi di 3 unità. Selezionando “Adolescente”, invece, la soglia si alzerà e così via (fate riferimento alla guida ufficiale per ogni ulteriore dettaglio).

Selezionate la tipologia di insulina (solitamente è sufficiente selezionare la prima opzione e, comunque, questa scelta è irrilevante ai fini della funzione di bolo remoto).

Selezionate la fonte del dato glicemico. Potrebbe essere per esempio Nightscout, come in figura. Nel caso non aveste un sensore non importa: potete scegliere “xDrip” (irrilevante ai fini della funzione di bolo remoto).

La videata successiva è dedicata al profilo basale. Potrete selezionare:

  • “Profilo NS”: se usate Nightscout. In tale caso dovrete impostare tutte le fasce basali direttamente dalla vostra pagina;
  • “Profilo locale”: se non usate Nightscout. In tal caso dovrete impostare tutte le fasce basali nel passo successivo.

I valori seguenti sono irrilevanti ai fini della funzione di bolo remoto, tuttavia devono essere inseriti per poter iniziare ad usare l’app. Ecco come potrebbero essere:

L’unica eccezione, importantissima, è relativa alle fasce basali, che dovranno essere impostate secondo la terapia del paziente prescritta dal diabetologo (vedi esempio in foto). Questo perché non disponendo più del telecomando ufficiale, sarà il telefono a impostare le fasce basali del microinfusore.

Toccate su SALVA e poi ATTIVA PROFILO e infine OK e ancora OK. Poi Avanti.

Selezionate il vostro modello di microinfusore, poi toccate “CONFIGURAZIONE MICRO” e seguite le istruzioni utili a collegarlo al telefono (cioè ad accoppiarlo, effettuando il pairing, come spiegato nel paragrafo successivo).

Il Pairing, ossia come collegare il microinfusore al telefono master

Ora dobbiamo creare il collegamento Bluetooth tra il microinfusore e il master e, per farlo, ci riferiremo alla guida ufficiale di AndroidAPS, di cui riportiamo le immagini e i passi principali. Per ulteriori dettagli, fate riferimento ad essa.

Il microinfusore deve essere collegato ad un solo dispositivo alla volta. Perciò, se in precedenza è stato utilizzato il telecomando Insight ufficiale, è necessario rimuoverlo dall’elenco dei dispositivi accoppiati. Per farlo, dal menù del microinfusore, andate su:
Menu > Impostazioni > Comunicazione > Rimuovi dispositivo

Attenzione: prima di usare l’app Pumpcontrol è necessario disassociare il telecomando originale dal microinfusore: da questo momento in avanti, il telefono diventa a tutti gli effetti il solo e unico telecomando! Spegnete e mettete in un cassetto quello ufficiale, che non serve più…

Ora, prendete di nuovo il telefono master e, nell’app Pumpcontrol, dal menù “Configurazione strutturale” selezionate “Accu-Chek Insight”.

Toccate l’ingranaggio per aprire le impostazioni di Insight.

Nelle impostazioni, toccate il pulsante “Insight pairing” nella parte superiore dello schermo. Comparirà un elenco di tutti i dispositivi bluetooth nelle vicinanze (in basso a sinistra).

Prendete il microinfusore, e andate su:
Menu > Impostazioni > Comunicazione > Aggiungi dispositivo.
Il microinfusore visualizzerà la seguente schermata (in basso a destra) che mostra un numero di serie.

Tornate al telefono, toccate il numero di serie del microinfusore nell’elenco dei dispositivi Bluetooth.
Poi toccate “Accoppia” per confermare.

Sia il microinfusore che il telefono visualizzeranno un codice. Verificate che i codici siano gli stessi su entrambi i dispositivi e confermate, sia sul microinfusore che sul telefono.

Ecco fatto! Datevi una pacca sulla spalla per aver accoppiato con successo il vostro microinfusore con AndroidAPS.

Per verificare che tutto sia a posto, tornate al menù “Configurazione strutturale” di AndroidAPS e toccate l’ingranaggio di Insight, per entrare nelle impostazioni del microinfusore. Quindi toccate Insight Pairing.
Si vedranno alcune informazioni relative microinfusore:

Nota: Non ci sarà un collegamento permanente tra la pompa e il telefono. Il collegamento sarà stabilito solo se necessario (ad es. impostazione della velocità basale temporanea, bolo, lettura della storia della pompa…). Altrimenti la batteria del telefono e la pompa si scaricherebbero troppo velocemente. Ma questa è una cosa tecnica, che a voi non interesserà.

Una volta fatto, se compare la videata di “Rilevamento sensibilità”. lasciate l’impostazione proposta e toccate, finalmente, FINE.

Abilitare il bolo remoto sul telefono MASTER

Dalla home dell’app Pumpcontrol, toccate “Configurazione strutturale”.

Scorrete in basso e abilitate “Comunicazioni SMS”. Poi, toccate l’ingranaggio che compare di fianco.

Attiva “Consenti comandi remoti” e inserisci il numero di telefono di chi volete sia abilitato a comandare il microinfusore a distanza. Questa è un’opzione molto importante! Se non inserirete i numeri di telefono, non potrete pilotare il microinfusore.

Ricordate di inserire anche i prefissi “+39” e di separare tutti i numeri di telefono con il punto e virgola!

Noi di DeeBee siamo orgogliosi e contenti di aver dato il nostro contributo proprio nella scrittura di una serie di controlli inerenti la sicurezza, che è per noi LA PREROGATIVA NECESSARIA al buon funzionamento dei boli a distanza.

Abilitare l’app Pumpcontrol a ricevere gli SMS

Potrebbe accadere che dopo il primo avvio, sul telefono master compaia questo messaggio:

In tal caso, l’app vi sta dicendo che non può analizzare gli SMS ricevuti sul telefono. Per cui dovrete abilitarla, seguendo i seguenti passi.

Toccate “Richiesta”. Poi, dalle impostazioni del telefono, accedete all’elenco delle app installate. Toccate “Pumpcontrol”.

Toccate “Autorizzazioni”.

E abilitate l’opzione relativa agli SMS.

Abilitazione dei telefoni follower

Non resta che abilitare i telefoni dei seguaci (detti follower) da cui verranno spediti i comandi per effettuare i boli via SMS!

Dalla videata corrente, toccate “PIN aggiuntivo a fine token” e inserite un PIN segreto da voi inventato. Per esempio: “100”.

Date l’ok e poi toccate “Configurazione Autenticatore”. Verrà mostrata questa immagine quadrata (che si chiama QR-Code).


Ora posate per un attimo il telefono master…
E prendete il telefono del careviger che farà i boli via SMS.

Sul quest’ultimo telefono, installate l’app “Google Authenticator”, cercandola sul Play Store.

Non appena finita l’installazione, sul vostro telefono comparirà l’icona in figura:

Toccate l’icona per aprire l’applicazione e poi “Scansiona un codice QR”.

Nel successivo messaggio di sicurezza, concedete il permesso.

Ora, con il telefono del seguace, inquadrate il QR-Code che è mostrato nel telefono master, simile a questo:

Sul telefono comparirà un codice numerico a 6 cifre. Copiatelo nel telefono master, aggiungendo in coda il codice segreto che avevate scelto (che nell’esempio di sopra era “100”), come mostrato in foto:

Se avete fatto tutto correttamente, di fianco apparirà scritto OK.

Questo procedimento sarà da rifare su ogni telefono che vorrà comandare il microinfusore a distanza (nel caso di più persone che devono gestire il paziente).

Molto bene. Arrivati a questo punto non resterà che fare qualche prova. Il nostro consiglio è quello di staccare la cannula del micro dal set, ed effettuare alcuni boli a vuoto, inviando qualche SMS dal telefono del seguace al telefono master.
Per esempio: BOLUS 0.5 per fare mezza unità (a vuoto).

Effettuiamo i primi boli

Attenzione: ricordate che prima di usare l’app Pumpcontrol è necessario disassociare il telecomando originale dal microinfusore: da questo momento in avanti, il telefono diventa a tutti gli effetti il solo e unico telecomando!

Iniziamo con il differenziare le modalità di esecuzione del bolo, che potrà essere:

  • Un bolo effettuato in presenza, con il telefono master: in questo caso, il telefono funzionerà proprio come se fosse il telecomando ufficiale  del microinfusore;
  • Un bolo effettuato via SMS: in questo caso, invece, il telefono verrà pilotato da lontano e alla ricezione del comando, si collegherà ai micro per effettuare il bolo.

Un bolo non esclude l’altro, per cui potrete fare un bolo da remoto e magari, un’ora dopo, fare un altro bolo in presenza del paziente, questa volta tenendo in mano direttamente il telefono master.

Bolo dal telefono master, stile “telecomando”

Effettuare il bolo dal telefono è davvero intuitivo. Dalla schermata principale di Pumpcontrol:

  1. Pigiate “INSULINA”
  2. Inserite le unità da erogare
  3. Toccate OK
  4. Il bolo verrà erogato
Bolo remoto

Ma la vera, succulenta, novità riguarda la possibilità di effettuare il bolo via SMS.

Se dovrete effettuare un bolo remoto (per esempio 1 unità):

    • Spedite un SMS dal vostro telefono al telefono master, con scritto: “BOLUS 1”
    • Dopo pochi secondi riceverete un SMS in risposta che vi chiederà di rispondere con un codice di sicurezza
    • Rispondete, spedendo al telefono master un SMS con il codice segreto (tra pochissimo, nel paragrafo successivo, spiegheremo come ottenere il codice segreto)
  • Quando il bolo remoto sarà stato erogato riceverete il preziosissimo SMS di conferma.

Qual è il codice segreto per fare il bolo?

Il codice segreto per effettuare il bolo non è sempre lo stesso, ma cambia ogni volta, e potrete conoscerlo soltanto voi. Per capirci, il meccanismo è lo stesso utilizzato da molte banche, quando si fa un bonifico online. Ossia si apre un’app (oppure si utilizza “una chiavetta”, chiamata token), che fornisce un codice segreto usa e getta.

Nel nostro caso, il caregiver che spedisce l’SMS dovrà, per ogni bolo fatto:

  1. Aprire sul suo telefono l’app “Authenticator”
  2. Copiare il codice, facendo seguire al PIN segreto che si era scelto dopo avere installato l’app Pumpcontrol (nel nostro esempio di sopra era “100”).
  3. Rispondere all’SMS di conferma con il codice appena descritto.

Forse una foto rende più di mille parole. Eccola:

Comandi remoti oltre al bolo: basale temporanea e tanto altro!

Oltre al bolo scoprirete presto che questo sistema si presta molto bene a un sacco di altri comandi. Potrete infatti interrompere la basale da remoto, o modificarla per un tempo predefinito, potrete chiedere al microinfusore quanta insulina residua resta, qual è la sua carica residua e tante, tante, tante altre cose! Potrete persino farvi spedire un SMS in caso di ipoglicemia!

Inoltre, se qualcosa non vi convincerà negli SMS ricevuti dal master, DeeBee ha progettato i comandi “SMS STOP” e “SMS DISABLE” per bloccare qualsiasi comando remoto. Per una sicurezza ancora maggiore!

Ecco qui la lista completa dei comandi!

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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Riponiamo in verticale la pesa-carboidrati delle meraviglie

I nostri lettori ci stupiscono sempre. Anche quando non si tratta di tecnologie all’ultimo grido o tematiche strettamente legate alla gestione del diabete. Ne è una testimonianza questa lettera di Giancarlo C. che, arrivata in redazione, ci ha fatto da guida per realizzare il relativo tutorial fotografico:

Non c’è che dire: la bilancia pesa-carboidrati Silvercrest di Lidl è davvero superprecisa, e dopo aver aggiunto la lista dei cho, è diventata anche molto più comoda da usare. Al punto da farle guadagnare ufficialmente sul ripiano della cucina il posto di fianco al Bimby. Posto che, a dirla tutta, era già occupato ed è stato soffiato ad una “vecchia” bilancia. Tutti felici e contenti, quindi (a parte il povero utensile pensionato anzitempo)? No! Perché la vecchia bilancia, quando non utilizzata, poteva essere appesa comodamente alla barra della cucina senza occupare spazio. Quella della Lidl, invece, no. Allora ho provato a dotarla di un ulteriore mirabolante (si fa per dire!) funzione.

LA POSIZIONE VERTICALE

Tempo impiegato: 15 minuti.

Materiale necessario:

  • 1 pinza
  • 25 cm di filo di ferro (spessore 1mm)
  • Dremel/trapano a mano.

0_occorrente

Procedimento

Prendete il trapano (o meglio ancora il Dremel) e praticate 2 fori che attraversino i due angoli del retro della bilancia, con un’inclinazione di 30 gradi, come mostrato in figura.

1_trapano_bilancia_lid2l

Ora fate passare le due estremità del filo di ferro attraverso i fori appena praticati, sagomate il filo secondo la foggia a voi più congeniale (noi l’abbiamo semplicemente curvato, facendogli seguire il bordo del piano in vetro della bilancia) e ripiegate le due estremità su loro stesse creando un “ricciolo”, in modo da ancorarle alla bilancia stessa. Eliminate il filo in eccesso con le due cesoie poste alla base della pinza.

2_fildiferro_bilancia

Ora, non vi resta che appendere comodamente la vostra splendida bilancia, riponendola in modo che occupi il minor spazio possibile.

3_appesa1

4_appesa2

Attenzione! Ci sarebbe anche un metodo molto più veloce per appendere la bilancia in posizione verticale. Basterebbe legare un cordino al gambo del piatto: purtroppo, però, in questo modo l’intero peso della bilancia grava sulla struttura atta a pesare gli alimenti: condizione che a lungo andare può lesionare la bilancia: non fatelo!

Ringraziamo Giancarlo C. per la condivisione, il diabete non è solo tecnologia e glicemie, ma tanto altro. E’ quotidianità. Se anche tu hai un’idea utile e vuoi condividerla con noi, scrivici su info@deebee.it

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Diabete in emergenza

Convivere con il diabete significa a volte dover affrontare situazioni di emergenza che è bene riuscire a gestire nel migliore dei modi e senza essere colti in contropiede.

Troppa insulina, troppo poca, un banale incidente, il microinfusore che fa capricci o semplicemente situazioni insolite da gestire. La lista sarebbe infinita ma, più che sui motivi, questa volta ci siamo concentrati sul cosa fare in circostanze che richiedono un intervento immediato. Con la supervisione e l’avallo di alcuni dei migliori diabetologi italiani, abbiamo redatto una serie di procedure da seguire per rendere il nostro intervento più efficace e incisivo, nel più breve tempo possibile.

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Gestione quotidiana del diabete: ecco le “Guide Facili”

DeeBee Italia ha raccolto una serie di guide utili e di rapida consultazione. Come trattare l’iperglicemia? Come preparare il glucosio liquido ad un prezzo irrisorio? Come impostare un buon diario alimentare? Questo e tanto altro ancora.

Se sei in possesso di altre guide “semplici e veloci”, mandale via email all’indirizzo info@deebee.it; sarà nostra cura aggiungerle in questa pagina.

downloadRiconoscere le iperglicemie - opuscolo
downloadCorrezione ipoglicemia: regola del 15
downloadGlucoDeeBee, il glucosio liquido fatto in casa
downloadTabella conversione glicata
downloadLa scuola: guide utili
downloadConteggio dei carboidrati: guide utili

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