Tutti gli articoli di Irida DeeBee.it

Staminali: stop al diabete nei roditori per sei mesi

174 giorni, quasi sei mesi di stop al diabete. Anche se il diabete è quello dei topi, i risultati raggiunti da un team di ricercatori della Harvard University, guidati dal biologo Doug Melton, vengono considerati molto promettenti.

Era ottobre del 2014 quando sulla prestigiosa rivista Cell venivano pubblicati i risultati della ricerca condotta dal team americano che, dopo quasi dieci anni di studio, è riuscito a generare in vitro cellule beta pancreatiche umane. Trattate con un cocktail di sostanze chimiche, le cellule umane staminali pluripotenti (HPSC) sono state trasformate in cellule beta, pressoché uguali a quelle sane, in grado di secernere insulina e tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue. Per la ricerca sono stati utilizzati aggregati cellulari con un diametro di 100-200 micron, ognuno contenente alcune centinaia di cellule, successivamente differenziati e sottoposti a numerosi test. A fronte del processo di selezione si è arrivato all’identificazione di un protocollo che, con l’utilizzo di 11 molecole di diverso tipo, ha portato quindi all’ottenimento in vitro di cellule che “si comportano” come cellule beta. Doug Melton, il biologo che ha guidato la ricerca, ritiene che per rendere pienamente “operative” le cellule immature ci vogliano fino a tre mesi.

Il passo successivo è stato quello di impiantare queste cellule, racchiuse in micro-capsule, nell’addome di topi diabetici da laboratorio. Per ottimizzare i risultati è stato scelto un ceppo di roditori con un sistema immunitario molto resistente. Le capsule, indispensabili per evitare l’attacco da parte del sistema immunitario, sono state realizzate in collaborazione con il team del bioingegnere Daniel Anderson del MIT (Massachusetts Institute of Technology). E’ stato utilizzato l’alginato modificato, una sostanza ricavata da una varietà di alghe brune, che ha reso possibile l’alimentazione delle cellule con ossigeno, ma soprattutto, ha permesso allo zucchero e all’insulina di fluire tra il corpo e le cellule. Tra le 800 varianti di alginato create dai ricercatori, è stato individuato il triazolo-tiomorfolina biossido (TMTD), il “meno riconoscibile” dal sistema immunitario.

Nei risultati definitivi della ricerca, pubblicati recentemente su Nature, si legge che il sistema immunitario dei topi non ha reagito alle nuove cellule impiantate e che dopo i 174 giorni di attività (tanto è durata l’osservazione in laboratorio) le capsule rimosse contenevano ancora cellule vitali produttrici di insulina.

La prossima sfida sarà quella di replicare questi risultati e verificare se questo tipo di trattamento, che funziona nei topi diabetici, funzionerà anche negli esseri umani. Secondo una nota dell’ Istituto di Ricerca sul Diabete (Diabetes Research Institute – DRI) dell’Ospedale San Raffaele, “considerate le esperienze collezionate da altri gruppi con prodotti a base di cellule staminali embrionali umane, le beta cellule descritte dal gruppo di Harvard probabilmente non potranno essere testate negli esseri umani prima di 4-8 anni”.

 

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Vacanze in compagnia

Preparandosi alla vacanza, il diabetico sapeva che sarebbe stata dura andare al mare, ma mai avrebbe immaginato di dover riscrivere la divina commedia…
Ore 8.00
Sveglia.
Qualche secondo per ricordarsi l’identità e… di corsa a bere! Queste maledette ipo…
Ah no! Fortunatamente questa volta è soltanto il caldo!
8.15
Il diabetico fa mente locale: è felice per la giornata al mare, la prima della stagione, il primo contatto con la sabbia calda, il vento che leggero accarezza le linee del corpo, il sale che piano si asciuga sulla pelle..
Sono mesi che il diabetico pensa a questo giorno e finalmente è qui, tutto suo.
8.30
Vaga per la casa felice, quando una triste e densa nebbia entra da sotto la porta e riempie la casa… ma come è possibile!?!
Il primo giorno di mare e già c’è brutto tempo?!?
8.35
Dopo aver imprecato e sbraitato, il diabetico nota che fuori c’è un sole che neanche in Botwsana, e si arrende alla dura realtà: la prima ipo della mattina è arrivata.
8.45
Per risolvere, il nostro eroe ha già mangiato di tutto, compresa mezza anguria che si erano portati da casa… il pentimento però arriva presto: solo dopo aver finito l’impepata di cozze si rende conto che il primo bagno potrà farlo verso le 16.00
9.00
E’ l’ora dei bagagli da spiaggia. Si si, i bagagli, non la borsa!
1°: zainetto con le solite poche cose: telo da bagno, occhiali da sole, infradito, cappello di paglia, mazzo di carte, pallone da calcio, racchettoni e bocce.
2°: borsa di Mary Poppins per il kit da diabetico al mare:
acqua, tanta
Ghiaccio, tanto
Succhi di frutta, tanti
Cibo, tanto
Bustine di zucchero (comprese quelle aperte degli anni passati), tantissimo.
11.35
Bagagli finiti!
Qualche amico è svenuto in macchina, distrutto dal sole già cocente.
Altri sono arrivati al mare durante l’impepata di cozze e si stanno preparando al pranzo, qualcuno è tornato a dormire ed ha rinunciato alla giornata.
11.40
Si parte!
Disposizione in macchina: amico alla guida, il diabetico al lato passeggero.
Due amici legati sopra il portabagagli perché dietro lo spazio è per il kit da spiaggia!
11.50
Arrivo in spiaggia: 10 ombrelloni sono già stati posizionati, ma la compagnia starà stretta potendone usare solo due. I restanti otto servono a fare ombra al bagaglio del diabetico! “l’insulina non si può scaldare, il micro ha bisogno di spazio, l’acqua serve fresca per eventuali iper, i succhi di frutta caldi fanno male, lo zucchero potrebbe sciogliersi!”
11.55
Mentre gli amici lottano e giocano in acqua, il diabetico si appresta a maledire l’ipo mattutina e tutto il cibo che è ancora nello stomaco.
14.00
Controllo della glicemia fatto, micro staccato, (dove cavolo è il tappo? Venti minuti persi a cercarlo), penne sistemate un po’ più all’ombra, un sorso d’acqua, un sorso di succo di frutta e finalmente si può correre in acqua! Il diabetico urla felice agli amici per avvisarli del suo arrivo…. peccato per gli amici che sono già da un po’ stesi a prendere il sole!
14.05
Bagno fatto in solitaria e un po’ tristemente, maledicendo gli amici, il diabete, le ipo, le iper e il vecchietto che continua a fissare il cerotto del microinfusore.
Il diabetico decide di andare a stendersi con gli amici ma il vecchietto lo segue, vuole sapere se la radiolina prende anche al mare e che punteggio sta facendo l’Inter e se Facchetti ha segnato..
14.30
Dopo aver abbandonato le speranze di spiegare al nonnetto che NON vuole consigli sul castello di sabbia che sta costruendo, un bambino tira il filo del micro pensando sia un gioco divertente.
14.35
Verde dalla rabbia riesce a scrollarsi via i disturbatori e si sistema in modo da avere metà corpo al sole e la metà col micro all’ombra, possibilmente con lo stesso dentro la borsa frigo,ma attento a non metterlo a diretto contatto col ghiaccio.
Chiude gli occhi e sogna un mondo in cui l’abbronzatura a pois (dovuta al cerotto del micro) sia di moda.
15.00
Movimenti esagerati lo avvisano che è giunta l’ora del pranzo.
Tutti si sistemano all’ombra e cosi fa anche il diabetico, peccato per la schiena al sole, ma l’importante è che l’insulina sia all’ombra..insistente odio verso i privilegi dell’insulina!
15.30
Al tipico abbiocco dopo pranzo segue l’ancora più tipica ipo.
Il diabetico mangia tutto ciò che trova: il proprio cibo, il cibo degli amici, quello del vicino di ombrellone, i gelati del chiosco, quello del bambino in fila davanti a lui e il cocco di “CoccoBbbelloooooo!”.
19.00
E’ già ora di andare via. Mentre tutti sono già pronti per affrontare il viaggio verso casa il diabetico passa circa un ora a ripulire il glucometro dalla sabbia.
Alleggerito dai bagagli, (visto che tutto è stato mangiato durante l’ipo), il diabetico viene caricato dei vari ombrelloni. Tanto lui è abituato a portare bagagli pesanti!
Ustionato, accaldato, appesantito e ovviamente in iper da rimbalzo.
Il diabetico va a casa provato ma comunque felice.
Gli amici e il mare sono un rimedio che alleviano i problemi a tutto.

Francesca Loddo e Francesco Maggioni

Ti è piaciuto questo articolo?
Clicca qui
per leggere altri bellissimi articoli della rubrica "Vivere il diabete"!

Vuoi raccontarci tu una storia? Spediscicela qui: info@deebee.it
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Presidente FDG a DeeBee.it: “Restano i problemi nella somministrazione dell’insulina a scuola”

Ha occupato titoli e pagine di vari giornali nazionali e locali il piano di intervento promosso dalla SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) assieme al Coordinamento tra Associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete (AGDI) e all’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO).  Questo piano prende spunto da un altro documento di indirizzo del 2013 – redatto dal  Coordinamento delle Associazioni assieme ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione – e delinea le principali indicazioni su “chi deve fare cosa a scuola e quando lo deve fare”, anzi su “chi dovrebbe fare cosa a scuola e quando lo dovrebbe fare”. Il condizionale è d’obbligo visto che fino ad ora il documento di indirizzo è stato percepito ufficialmente solo dalle Regioni Abruzzo, Umbria, Calabria, Sardegna e Sicilia. Tanto più che, non essendo una legge, ma un semplice documento di indirizzo, non sancisce assolutamente l’obbligo per il personale scolastico di somministrare farmaci o misurare la glicemia. Tutto resta come prima, su base volontaria e a discrezione di ogni insegnante o assistente.

Per capire meglio la situazione abbiamo interpellato il Presidente Nazionale della Federazione Diabete Giovanile Antonio Cabras. Solo qualche settimana fa lui ha indirizzato una lettera al Ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini. Anche nel commento rilasciato appositamente per DeeBee, il presidente Cabras ci ribadisce il concetto e la richiesta della Federazione da lui guidata: delle politiche sanitarie del paese se ne deve occupare prima di tutto il Servizio Sanitario Nazionale.

“L’assistenza e la somministrazione dei farmaci agli alunni portatori di patologie croniche in ambito scolastico sono un problema complicato e di difficile soluzione. Le diverse circolari ministeriali in questi anni non hanno avuto esito positivo. Si conta che gli alunni diabetici nel nostro Paese siano circa 12.000. Nonostante gli sforzi per educarli ad essere autonomi e gestire correttamente il diabete, si riscontrano ancora molti problemi nella determinazione della glicemia e nella somministrazione dell’insulina. Affinché siano assicurate condizioni migliori occorre anche una corretta alimentazione nelle mense scolastiche, oltre che un controllo del pasto consumato dall’alunno; inoltre un adeguato svolgimento dell’attività fisica a scuola, costituendo questa parte integrante della terapia; ancora la gestione di eventuali crisi ipoglicemiche. Anche se il docente assolve pienamente ai suoi doveri, oltre che di insegnamento, di controllo di eventuali campanelli d’allarme, queste funzioni sono competenze del SSN, nato per tutelare la salute e non per soddisfare il prestigio di molti.
Il nostro Ministro della Pubblica Istruzione ha pensato bene di costituire un Comitato Paritetico Nazionale per le malattie croniche e la somministrazione dei farmaci a scuola, composto da rappresentanti del Ministero della Salute del MIUR, da Esperti, ecc…, che ha recentemente prodotto un documento sugli “Aspetti organizzativi e procedurali nella somministrazione dei farmaci per la continuità terapeutica e la gestione delle emergenze“. Il risultato in buona sostanza è che gli interventi previsti per i diabetici, gli asmatici, gli epilettici, vengano eseguiti in forma volontaria dal personale scolastico previa formazione, eludendo le norme di legge in materia art. 348 c.p. Certamente la corretta formazione del personale scolastico è la via attraverso cui si creano le condizioni per una serena e sicura vita scolastica sia per gli operatori scolastici stessi, che per l’alunno con diabete e la famiglia. Ciò non esaudisce i problemi e le necessità che si possono verificare, soprattutto là dove l’alunno non ha un’età sufficiente per operare autonomamente. La Federazione Nazionale Diabete Giovanile vorrebbe che in primo luogo fosse il SSN a guidare la salute delle persone, in questo caso degli alunni con diabete in ambito scolastico, e a guidare tutte le politiche sanitarie del Paese”

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Nessun posto è un buon posto

È quel breve momento dove posizioni la plastica fredda e blu sulla pelle. È il caricatore dell’agocanula del micro… E non so come spiegarlo ma in quel momento, prima di premere i due bottoncini che inietteranno l’ago, mi soffermo e penso: “farò questo per il resto della mia vita”. A 70 anni Ilenia dovrà ancora fare questo… Magari ci saranno nuove tecnologie, magari utopisticamente parlando esisterà anche una cura ma adesso… Non mi resta altro che premere il ” grilletto” e sparare quell’ago che mi indolenzisce e che mi ricorda ogni secondo “tu sei diabetica”. E no, non lo sono perché sono grassa o perché ho mangiato troppi dolci a 22 mesi di vita. Lo sono perché lo sono. Perché poteva essere chiunque e son stata io. E la normalità cos’è? Oggi mi sento così… Oggi il diabete mi pesa più di altri giorni e quasi mi viene da piangere dallo sconforto. La gente vede quel bottoncino bianco sulla pancia e mi chiede ” cos’è “? ” fa male”? Certo che fa male. Fa male avere il diabete, a volte fisicamente e a volte moralmente… Mio padre prima mi ha chiesto “perché cammini male?” (avevo messo la nuova canula sopra il gluteo e gli davo tempo di adattarsi al mio corpo), ” perché ho cambiato canula papà ” e lui ” ahn.. Forse non è un buon posto?” ” papà… Nessun posto è un buon posto”.
Forse la faccio più drammatica di quanto sembra, c’è gente che sta sempre peggio di me ma c’è gente che sta anche meglio di me. Ogni giorno è una lotta. L’ho sempre saputo… Sono una combattente… Non vincente perché non sono così presuntuosa… Ma combattente sì. Guerriera. E lo siete anche tutti voi.

Ilenia Nocerino

Ti è piaciuto questo articolo?
Clicca qui
per leggere altri bellissimi articoli della rubrica "Vivere il diabete"!

Vuoi raccontarci tu una storia? Spediscicela qui: info@deebee.it
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Ultimo giorno

Sono nuovo qua, ancora non riesco a capire bene cosa succede e chi sono queste persone che si aggirano intorno a me. Da qualche giorno non sto più a casa mia e ora dovrò restare qui per parecchio. Fermo, senza stancarmi mai. Per fortuna la maggior parte del tempo resto nascosto, coperto e riparato da tutto e da tutti. Una volta ogni tanto qualcuno si affaccia, mi scruta da vicino e poi se ne va.

C’è una giovane donna bionda, occhi grandi pieni di notte. Quando sta vicino a me, sorride sempre però. Ha dei denti perfetti, l’unica cosa che sembra aver portato dal suo passato che io non conosco. Spesso la sento parlare di là con la voce rotta dal pianto, qualche volta sussurra numeri, non so perché. C’è anche un uomo che vedo più spesso, da vicino. I suoi occhi blu ornati da lunghe ciglia e rughe recenti, mi mettono in imbarazzo. Sembra che voglia trafiggermi. Armeggia con dei pulsanti colorati fischiettando ritornelli da bambini. Ha mani affusolate, sempre in movimento. Quando sento i loro passi allontanarsi, mi sento sollevato. E torno al mio lavoro.

Ingoio numeri, per 24 ore al giorno, tutti i giorni. Mi piace molto stare in movimento, le grida dei bambini, l’altalena, i pattini, il sole che filtra fino a me. Quando arriva il buio divento malinconico. Le stelle sul soffitto sono finte, i passi vicino a me, una danza incomprensibile. Ci sono notti di abbandono e altre passate in compagnia, una lunga attesa dell’alba. Eccola, è arrivata, questa volta striata di rosa. Forse è un buon segno. Oggi non voglio pensare, oggi lavoro e basta. Ho sempre sognato di essere un contapassi, sempre libero all’aria aperta; invece sono un sensore, un sensore glicemico. E questa è la mia ultima giornata di vita.

Irida Cami

Ti è piaciuto questo articolo?
Clicca qui
per leggere altri bellissimi articoli della rubrica "Vivere il diabete"!

Vuoi raccontarci tu una storia? Spediscicela qui: info@deebee.it
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Si rivolge al ‘Dottor Google’ una persona con diabete su cinque

E’ il diabete (di Tipo 1 e 2) la patologia che registra la maggior parte delle consultazioni su Google in tema di salute. Il web viene consultato dal 21% degli intervistati prima del medico di famiglia (preferito solo da 9%), mentre il 61% si affida comunque al proprio diabetologo.

Sono questi solo alcuni dei dati emersi durante la presentazione a Roma — alla quale DeeBee Italia, sempre in prima linea nella divulgazione online, non poteva mancare — della rilevazione Diabetes Web Report 2015, condotta su 505 persone con diabete attraverso la somministrazione di questionario on line e 810 medici di diverse specializzazioni che trattano il diabete. Questi ultimi non sempre frenano l’utilizzo di internet per cercare informazioni: per quasi 6 diabetologi su 10 può essere utile, ma ritengono sempre indispensabile il sostegno di uno specialista. Gli stessi medici dichiarano che durante la visita capita che 1 persona con diabete su 6 riporti le informazioni cercate e ottenute su Internet. Infatti dai dati presentati emerge che 4 persone con diabete su 10 navigano da 1 a 3 ore al giorno. Attraverso i questionari si è riuscito ad avere un profilo abbastanza definito della persona con diabete che utilizza internet: prevalentemente di sesso femminile, dai 31 ai 60 anni, con un titolo di studio superiore, per lo più lavoratrice dipendente, con diabete da più di 10 anni nel 21% dei casi e da più di 20 anni nel 31,9%. Quasi la metà degli utilizzatori intervistati (50%) cerca prodotti per la cura, 49% informazioni sull’alimentazione, 48% su stile di vita in generale e 35% cerca informazioni sulle associazioni.

Secondo Ketty Vaccaro, presidente del Diabetes Web Observatory Group e responsabile settore Welfare del Censis, “sulle soluzioni autogestite potrebbe avere un peso anche la difficoltà economica di molti italiani ad accedere alle cure sanitarie”. “Non sempre – conclude Vaccaro – chi si informa su internet ha gli strumenti critici per una decodifica. Può essere emotivamente coinvolto e dare ascolto alle spiegazioni più preoccupanti relative ai propri sintomi, passando dalla lettura delle informazioni, all’autodiagnosi e perfino all’autoterapia”.

Uno dei punti discussi quindi resta la diffusione delle informazioni sul diabete attraverso i social media. Spesso i social fanno per lo più da amplificatori delle informazioni dei news-media “più tradizionali” che ancora oggi hanno più capacità di raggiungere gli utenti. Ma non raramente sono proprio i social quelli che anticipano e diffondono le informazioni prima ancora dei canali tradizionali, non solo on line, ma anche televisione e stampa, diventando veri artefici della notizia.

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Insulina faster-acting in arrivo

Non è stato svelato ancora il nome ufficiale della nuova insulina aspart “faster-acting” per la quale Novo Nordisk ha già chiesto l’approvazione alla commercializzazione. Il 4 dicembre 2015 la multinazionale farmaceutica con sede a Bagsværd in Danimarca ha annunciato di aver presentato richiesta di approvazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dopo soli cinque giorni, anche alla Food and Drug Administration (FDA).

Il vice presidente esecutivo e direttore scientifico di Novo Nordisk, Mads Krogsgaard Thomsen, sostiene che la richiesta di approvazione dell’insulina aspart “faster-acting” è un passo avanti nell’aiutare le persone con il diabete a migliorare il loro controllo glicemico post prandiale. “I trial dimostrano che la nuova insulina aiuta nel migliorare le glicemie postprandiali e può portare a un’ulteriore diminuzione dell’emoglobina glicata e maggiore flessibilità rispetto a Novorapid”.

Le due richieste di autorizzazione si basano proprio sui risultati dei trial clinici che hanno coinvolto 2100 pazienti affetti da diabete di tipo 1 e 2. Durante le quattro differenti prove è stato dimostrato che le persone trattate con questa nuova insulina ad azione più veloce hanno raggiunto un migliore controllo post-prandiale rispetto alla classica NovoRapid e una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA 1c) pari a quelli trattati con Novorapid.

insulina_fast

Secondo i dati presentati a settembre del 2015 a Stoccolma al Congresso Europeo di Diabetologia (European Association for the Study of Diabetes, EASD) la nuova insulina raggiunge il 50% del picco dopo 20 minuti dall’iniezione (12 minuti prima della classica Novorapid) e dopo 55 minuti raggiunge il suo picco massimo (contro 82 minuti della Novorapid classica). La nuova formulazione, realizzata grazie all’aggiunta di due eccipienti, sembra assicurare un assorbimento anticipato, rendendo la nuova insulina più efficace sia per l’utilizzo con le penne sia con i microinfusori.

 

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

INPS: nuove linee guida

Commissione che vai, valutazione che trovi. Fino a poco tempo fa, per alcune Commissioni INPS un bambino affetto da diabete mellito tipo 1 anche a sei o sette anni non aveva bisogno di essere assistito continuamente dai genitori. Per altri bisognava dimostrare, documenti e grafici alla mano, l’esistenza delle ipoglicemie o delle complicanze. Ma c’erano anche Commissioni che hanno riconosciuto, per i ragazzi diabetici, la necessità di assistenza fino al compimento della maggiore età.

Nel tentativo di rendere omogenei i giudizi delle varie Commissioni Mediche Territoriali dell’INPS, il Dott. Massimo Piccioni – Presidente della Commissione Medica Superiore dello stesso istituto e docente di Medicina Legale all’Università Cattolica di Roma – ha richiesto in pratica la sospensione delle visite di revisione, un vero tormento per la famiglie e, non di rado, anche per gli stessi bambini. Con un documento ufficiale dal titolo “La valutazione a fini di invalidità civile e handicap del minore affetto da diabete mellito tipo 1: Linee guida”, si chiede il riconoscimento automatico di tutte le prestazioni previste dalla Legge 104 (la normativa che prevede l’assistenza alle persone in difficoltà ed ai loro parenti).

Il documento, nella sua prima parte, è strettamente di natura clinica con l’esposizione completa della patologia, la descrizione dei sintomi, le complicanze e le terapia. Dopo aver menzionato il forte impatto della malattia sulle famiglie e sulla vita del bambino, si arriva alla conclusione tanto attesa e sperata:

La Commissione Medica Superiore ritiene che per i minori affetti da diabete mellito tipo 1, si debba:
1. riconoscere in ogni caso la sussistenza di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, ai fini dello status di “minore invalido” e del conseguente diritto all’indennità di frequenza;
2. riconoscere in ogni caso la sussistenza della condizione di handicap con connotazione di gravità, con previsione di revisione al raggiungimento dell’età adulta.

Le Commissioni Mediche, quindi, sono ora vivamente consigliate (per non dire obbligate) a seguire le linee innovative di questo documento che non vede il riconoscimento delle prestazioni previste dalla Legge 104 come un favore ma, finalmente, come un diritto delle famiglie con bambini affetti da diabete mellito tipo 1.

Non sappiamo ancora se realmente chi aveva in programma la revisione in questo periodo sia stato esonerato dalla fatidica visita. Fatecelo sapere!

download2  Linee Guida INPS

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Intervista alla Dott.ssa Ivana Rabbone

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Ivana Rabbone, medico pediatra presso il Centro di Diabetologia Pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Inizierei dal momento forse più incisivo e traumatico: l’esordio. L’aspetto emozionale immagino che sia simile per tutti i genitori. Quello che abbiamo notato di diverso è l’approccio alla tecnologia sia da parte dei genitori sia dei vari centri e medici. Ci sono dei protocolli da seguire in questi casi o ogni medico giudica secondo la singola situazione, secondo il bambino o i genitori che si trova davanti? Per dirla in altre parole :gestione da subito con sensori e micro o meglio prima penne e glucometro?

“Sicuramente all’esordio è importante che il diabetologo scelga sulla base della singola situazione, tenendo presente il delicato momento in cui il paziente e la sua famiglia si trovano. Le famiglie all’esordio non sempre sono pronte per affrontare troppi nuovi argomenti. L’unica eccezione può essere rappresentata dai bambini molto piccoli in cui l’età fa la differenza per la scelta della tecnologia che risulta essere necessaria (ma anche in questo caso ci possono essere delle eccezioni). Bisogna anche considerare che l’uso avanzato della tecnologia va gestito nei Centri diabetologici di riferimento e quindi con esperienza nell’utilizzo della stessa”.

Ci sono tempi da rispettare nell’eventuale passaggio?

“Dipende dalla preparazione anche emotiva del paziente e della famiglia. Spesso la fretta non dà buoni risultati”.

Secondo Lei, come incide sulla gestione quotidiana e poi a lungo termine l’utilizzo dei sensori? Parlo sia di sensori a monitoraggio continuo sia di Libre, che in questo si differenzia.

“Il monitoraggio glicemico in continuo (Dexcom o Enlite) rappresenta un valore aggiunto per la terapia sia con microinfusore che con penne. La possibilità di conoscere i trend e soprattutto di avere allarmi può dare utili indicazioni per gestire la terapia oltreché essere fondamentale per avvisare in caso di ipo o iperglicemie. Utilissimo nella gestione dei bambini piccoli in particolare in età pre-scolare. Libre è un’altra cosa, non è un monitoraggio in continuo in real time ma un “sensometro”. Non dà allarmi. Poco utile nei bambini piccoli tranne per l’unico vantaggio di togliere un po’ di glicemie (ma non tutte), mentre può essere molto utile negli adolescenti che non vogliono fare i controlli della glicemia capillare e che quindi in altro modo non si controllerebbero. In questi pazienti il vantaggio risulta essere enorme”.

Nei vari forum virtuali, che in qualche modo sono ormai proiezione di quello che succede nella vita reale, si discute molto sulla “dipendenza” (mi passi il termine) o ansia che possono creare i sensori e ancora di più il controllo da remoto delle glicemie del bambino. D’altro canto, molti ritengono che proprio il sensore dia loro molta più tranquillità. Per esperienza, lei cosa consiglierebbe a un genitore?

“Ad un genitore di bambino piccolo consiglio l’utilizzo del sensore. Nei bambini più grandi lo consiglio sulla base dell’indicazione clinica e della motivazione anche del paziente a portarlo”.

Conosce il sistema Nightscout? Cosa ne pensa? 

“Utile e geniale sistema di monitoraggio in remoto. Tuttavia credo che tutti i sistemi in remoto approvati da organismi di controllo siano più affidabili e sicuri soprattutto per la loro divulgazione, rispetto ai sistemi fai da te per quanto geniali. Non sempre tutti i frequentatori del Web sono in grado di discriminare e poi operare in maniera sicura sul proprio figlio”.

Tra i genitori del vostro centro ce ne sono che utilizzano questo sistema di controllo a distanza? Loro cosa ne pensano?

“Sì, già molti pazienti e si trovano bene. Tuttavia consiglio loro sempre di valutare e decidere sempre in funzione della sicurezza del proprio bambino”.

Fino a che età, secondo lei, sarebbe meglio usare questi sistemi? Potrebbe forse, con il passare degli anni, rendere il bambino meno autonomo?

“Saranno i bambini stessi a deciderlo e dipenderà dall’intelligenza dei genitori accettare di essere meno intrusivi possibile pur mantenendo la supervisione”.

Quale abbinamento consiglierebbe? Per es. Libre-Omnipod/ Dexcom- Animas Vibe (a parte Enlite che si collega solo a Medtronic). Anche questo dipende dall’età del bambino?

“Sì e dalla situazione singola”.

Ci può anticipare qualche ultima novità in arrivo nel campo dei sensori e microinfusori?

“Sensori sempre più affidabili e accurati (G5 e G6), miniaturizzati (google sensor) e impiantabili (senseonic) per non parlare poi del pancreas artificiale”.

Lei era tra i medici che hanno partecipato al trial di Bardonecchia a settembre di quest’anno. Ci può raccontare qualcosa su questa esperienza e sui risultati ottenuti?

“Ottimi risultati per quanto attiene la fattibilità anche su bambini piccoli (5-9 anni) e la sicurezza. Riduzione significativa delle ipoglicemie e buon controllo delle iperglicemie soprattutto nel periodo notturno”.

Quali saranno i passi successivi relativi al pancreas artificiale?

“Sperimentazione nei bambini at home nel periodo notturno”.

Immagino che sia ancora difficile fare previsioni sui tempi. Ma forse Lei ha qualche idea in più sui tempi necessari per l’introduzione di questo strumento?

“Sicuramente nei prossimi 3 anni avremo delle belle sorprese”.

©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!