Diabete: l’ultima frontiera è il bolo in lontananza

Con l'app Pumpcontrol è sufficiente spedire un SMS al microinfusore e lui, in automatico, farà il bolo.

Attenzione! Questo articolo parla di sistemi open source, quindi ufficialmente non avallati e sconsigliati dai diabetologi, poiché privi dell’approvazione FDA e potenzialmente pericolosi. Prima di usare i sistemi open di seguito descritti chiedete al vostro diabetologo di fiducia.
DeeBee declina ogni responsabilità per un uso scorretto dell’articolo, che è mero riporto o approfondimento di quanto esposto sul sito androidaps.readthedocs.io

Abbiamo notato un forte interesse suscitato da un post pubblicato sul nostro gruppo Facebook, pertanto riteniamo utile fare seguito alle tante domande pervenute dalla community, con un articolo il più possibile completo, che spiega come fare il bolo a distanza “in automatico”, cioè senza la necessità che “dall’altra parte” ci sia qualcuno a manovrare il microinfusore. Ovviamente, il tutto soltanto ai fini informativi e con il benestare del proprio diabetologo.

Come scrivemmo un annetto fa, il 2020 sarebbe stato l’anno del Pancreas Artificiale commerciale che, dopo un’attesa durata anni, è andato a colmare in parte il divario con i sistemi di Pancreas Artificiale open source. Difatti, dopo Medtronic 670G, sono arrivati in Italia il Medtronic 780G e, soprattutto, il performante Contro-IQ di Tandem. “In parte”, dicevamo, poiché i sistemi non ufficiali sono intrinsecamente sempre un passo avanti, consentendo svariate impostazioni e strategie atte al controllo glicemico attualmente assenti nei cugini forniti dalle ASL.

Il bolo remoto

In questo articolo, però, vogliamo puntare i riflettori su un altro aspetto che è oggi prerogativa esclusiva dei sistemi open source: la possibilità di somministrare insulina comandando il microinfusore mediante un SMS. Sebbene questa pratica sia poco conosciuta in patria, sono centinaia i caregiver che ricorrono a questa funzione nel mondo.

Il bolo remoto offre ai caregiver un grado di libertà inimmaginabile prima del suo avvento

Concettualmente, il sistema con cui questo avviene è abbastanza semplice. Oggi difatti un buon numero di microinfusori possiedono il Bluetooth e possono essere collegati a dispositivi esterni, proprio mediante questo protocollo. Lo sforzo della “community informatica diabetica” è stato quello di riuscire a comandare il microinfusore con uno smartphone, cosa che è riuscita a Milos Kozak il quale per primo si interfacciò con il suo microinfusore, comandandolo dal telefono con un’app Android. Da quel momento in poi, i microinfusori negli anni si sono susseguiti e, oggi, i modelli comandati dall’app sono:

  • Dana RS
  • Dana R
  • Roche Accu-Chek Insight
  • Roche Accu-Chek Combo
  • Omnipod Eros – NB: il modello Dash no!
  • Alcuni vecchi modelli Medtronic

La guida presente in questo articolo utilizzerà il microinfusore Roche Accu-Chek Insight che (insieme ai Dana) è in assoluto il più facile da comandare  distanza. Nel caso foste interessati invece a:

«Io ho un altro modello di microinfusore»

Se avete un microinfusore diverso da quelli sopraelencati…

  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 640G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 670G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 780G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Tandem? No, e non ne è prevista l’integrazione neppure in futuro.
  • Posso fare il bolo via SMS con Accu-Chek Solo? Per ora no! In futuro forse.
  • Posso fare il bolo via SMS con altri microinfusori? Per ora no, ma se il vostro micro ha il Bluetooth, potrebbe essere un candidato per i prossimi sviluppi!

Se siete interessati al bolo remoto, sappiate che non ci sono alternative valide a quelle presentate in questo articolo: ogni altra app, marca o modello di microinfusore non è utilizzabile per lo scopo. In questo caso, il consiglio è quello di confrontarvi con il diabetologo di fiducia per capire come sopperire a questa mancanza.

Come si fa a fare il bolo via SMS?

L’app per Android di cui parliamo si chiama Pumpcontrol ed è parte integrante del sistema AndroidAPS che, oltre al bolo remoto, può fare tanto altro (tra cui il Pancreas Artificiale). Ma ciò esula dall’argomento “bolo in lontananza” e quindi lo affronteremo in altra sede (una delle quali è la nostra community italiana, presso cui troverete tanti utilizzatori felici e le risposte a tutte le vostre domande!)

Se un caregiver fosse interessato a questa utilissima funzione di bolo in lontananza, vi diciamo subito che il modo in cui tutto ciò funziona è così riassumibile:

  1. Un telefono, che chiamiamo “master”, dev’essere vicino alla persona che porta il microinfusore (massima distanza: 6 metri);
  2. Il caregiver spedisce l’SMS al telefono master, per esempio “fai un bolo di tot unità”;
  3. Il telefono master si collega al microinfusore, dicendogli di fare il bolo;
  4. E alla fine spedisce un SMS di risposta ai caregiver: “Ho fatto il bolo!”.

Volendo, i passi sopra descritti sono anche visionabili da Nightscout, che vi consigliamo vivamente di creare per avere sempre sotto controllo la totalità delle azioni intraprese ai fini terapeutici (ma lo tralasceremo in questa breve trattazione).

Pumpcontrol

AndroidAPS è un’app per Android, tuttavia non è scaricabile dal Play Store. Di essa esistono varie versioni, delle quali a noi interessa soltanto Pumpcontrol, cioè quella che consente di effettuare il bolo a distanza, che è gratuita e pronta all’uso. La trovate qui.

Quindi, scegliete uno smartphone da lasciare al microinfuso e su di esso installate l’apk. Questo telefono, come detto, viene chiamato master. Nulla vieta che il telefono sia lo stesso su cui già eventualmente si ricevono le glicemie di un sensore. Per esempio si possono installare insieme sia l’app Dexcom G6 sia AndroidAPS.

Raccomandiamo di scaricare con il telefono master una delle versioni più recenti di “app-pumpcontrol-release…apk”. Qualora non la vedeste, toccate prima “Assets”. Se, ancora, non trovaste quanto qui descritto, allora attivate la “visione desktop” dalle impostazioni del browser del telefono e soltanto dopo scaricate l’apk.

Nota. Le ultime versioni di AndroidAPS necessitano di un telefono equipaggiato con Android 7+.

Una volta lanciato Pumpcontrol, eseguitela toccando “Apri”.

Entrerete nella Configurazione Guidata. Da notare che, a differenza di tante altre nel settore, questa app è in italiano (grazie al prezioso lavoro di traduzione di Marco Perrone, del gruppo AndroidAPS Italia).

Toccate “Avanti” e procedete sino al bottone “Chiedi l’autorizzazione”, che dovrete pigiare.

Toccate “Consenti”.

E andate avanti. Qualora comparissero altri bottoni analoghi, pigiateli e proseguite…

Arrivati a questo punto, toccate OK. Poi riavviate il telefono e riaprite l’app Pumpcontrol.

Poiché questo telefono verrà utilizzato per comandare il microinfusore, una password sarebbe molto utile! Difatti, a questo punto dovrete inventarne una: questa chiave segreta sarà necessaria per questioni di sicurezza.

Scegliete “mg/dL” e ogni altro parametro a voi congeniale (per esempio le soglie 70 e 180 più in là).

Ciò fatto, vi verranno chieste l’API Secret e il link di Nightscout. Qualora voi non usaste Nightscout, potrete saltare questo passo toccando “Avanti” senza inserire nulla.

Inserite il nome della persona che porta il microinfusore.

Ciò fatto, selezionate la fascia di età. Questo passaggio è molto importante poiché in base a ciò l’app imposterà alcuni blocchi di sicurezza. Per esempio, selezionando “Bambino”, non sarà possibile effettuare boli remoti più grandi di 3 unità. Selezionando “Adolescente”, invece, la soglia si alzerà e così via (fate riferimento alla guida ufficiale per ogni ulteriore dettaglio).

Selezionate la tipologia di insulina (solitamente è sufficiente selezionare la prima opzione e, comunque, questa scelta è irrilevante ai fini della funzione di bolo remoto).

Selezionate la fonte del dato glicemico. Potrebbe essere per esempio Nightscout, come in figura. Nel caso non aveste un sensore non importa: potete scegliere “xDrip” (irrilevante ai fini della funzione di bolo remoto).

La videata successiva è dedicata al profilo basale. Potrete selezionare:

  • “Profilo NS”: se usate Nightscout. In tale caso dovrete impostare tutte le fasce basali direttamente dalla vostra pagina;
  • “Profilo locale”: se non usate Nightscout. In tal caso dovrete impostare tutte le fasce basali nel passo successivo.

I valori seguenti sono irrilevanti ai fini della funzione di bolo remoto, tuttavia devono essere inseriti per poter iniziare ad usare l’app. Ecco come potrebbero essere:

L’unica eccezione, importantissima, è relativa alle fasce basali, che dovranno essere impostate secondo la terapia del paziente prescritta dal diabetologo (vedi esempio in foto). Questo perché non disponendo più del telecomando ufficiale, sarà il telefono a impostare le fasce basali del microinfusore.

Toccate su SALVA e poi ATTIVA PROFILO e infine OK e ancora OK. Poi Avanti.

Selezionate il vostro modello di microinfusore, poi toccate “CONFIGURAZIONE MICRO” e seguite le istruzioni utili a collegarlo al telefono (cioè ad accoppiarlo, effettuando il pairing, come spiegato nel paragrafo successivo).

Il Pairing, ossia come collegare il microinfusore al telefono master

Ora dobbiamo creare il collegamento Bluetooth tra il microinfusore e il master e, per farlo, ci riferiremo alla guida ufficiale di AndroidAPS, di cui riportiamo le immagini e i passi principali. Per ulteriori dettagli, fate riferimento ad essa.

Il microinfusore deve essere collegato ad un solo dispositivo alla volta. Perciò, se in precedenza è stato utilizzato il telecomando Insight ufficiale, è necessario rimuoverlo dall’elenco dei dispositivi accoppiati. Per farlo, dal menù del microinfusore, andate su:
Menu > Impostazioni > Comunicazione > Rimuovi dispositivo

Attenzione: prima di usare l’app Pumpcontrol è necessario disassociare il telecomando originale dal microinfusore: da questo momento in avanti, il telefono diventa a tutti gli effetti il solo e unico telecomando! Spegnete e mettete in un cassetto quello ufficiale, che non serve più…

Ora, prendete di nuovo il telefono master e, nell’app Pumpcontrol, dal menù “Configurazione strutturale” selezionate “Accu-Chek Insight”.

Toccate l’ingranaggio per aprire le impostazioni di Insight.

Nelle impostazioni, toccate il pulsante “Insight pairing” nella parte superiore dello schermo. Comparirà un elenco di tutti i dispositivi bluetooth nelle vicinanze (in basso a sinistra).

Prendete il microinfusore, e andate su:
Menu > Impostazioni > Comunicazione > Aggiungi dispositivo.
Il microinfusore visualizzerà la seguente schermata (in basso a destra) che mostra un numero di serie.

Tornate al telefono, toccate il numero di serie del microinfusore nell’elenco dei dispositivi Bluetooth.
Poi toccate “Accoppia” per confermare.

Sia il microinfusore che il telefono visualizzeranno un codice. Verificate che i codici siano gli stessi su entrambi i dispositivi e confermate, sia sul microinfusore che sul telefono.

Ecco fatto! Datevi una pacca sulla spalla per aver accoppiato con successo il vostro microinfusore con AndroidAPS.

Per verificare che tutto sia a posto, tornate al menù “Configurazione strutturale” di AndroidAPS e toccate l’ingranaggio di Insight, per entrare nelle impostazioni del microinfusore. Quindi toccate Insight Pairing.
Si vedranno alcune informazioni relative microinfusore:

Nota: Non ci sarà un collegamento permanente tra la pompa e il telefono. Il collegamento sarà stabilito solo se necessario (ad es. impostazione della velocità basale temporanea, bolo, lettura della storia della pompa…). Altrimenti la batteria del telefono e la pompa si scaricherebbero troppo velocemente. Ma questa è una cosa tecnica, che a voi non interesserà.

Una volta fatto, se compare la videata di “Rilevamento sensibilità”. lasciate l’impostazione proposta e toccate, finalmente, FINE.

Abilitare il bolo remoto sul telefono MASTER

Dalla home dell’app Pumpcontrol, toccate “Configurazione strutturale”.

Scorrete in basso e abilitate “Comunicazioni SMS”. Poi, toccate l’ingranaggio che compare di fianco.

Attiva “Consenti comandi remoti” e inserisci il numero di telefono di chi volete sia abilitato a comandare il microinfusore a distanza. Questa è un’opzione molto importante! Se non inserirete i numeri di telefono, non potrete pilotare il microinfusore.

Ricordate di inserire anche i prefissi “+39” e di separare tutti i numeri di telefono con il punto e virgola!

Noi di DeeBee siamo orgogliosi e contenti di aver dato il nostro contributo proprio nella scrittura di una serie di controlli inerenti la sicurezza, che è per noi LA PREROGATIVA NECESSARIA al buon funzionamento dei boli a distanza.

Abilitare l’app Pumpcontrol a ricevere gli SMS

Potrebbe accadere che dopo il primo avvio, sul telefono master compaia questo messaggio:

In tal caso, l’app vi sta dicendo che non può analizzare gli SMS ricevuti sul telefono. Per cui dovrete abilitarla, seguendo i seguenti passi.

Toccate “Richiesta”. Poi, dalle impostazioni del telefono, accedete all’elenco delle app installate. Toccate “Pumpcontrol”.

Toccate “Autorizzazioni”.

E abilitate l’opzione relativa agli SMS.

Abilitazione dei telefoni follower

Non resta che abilitare i telefoni dei seguaci (detti follower) da cui verranno spediti i comandi per effettuare i boli via SMS!

Dalla videata corrente, toccate “PIN aggiuntivo a fine token” e inserite un PIN segreto da voi inventato. Per esempio: “100”.

Date l’ok e poi toccate “Configurazione Autenticatore”. Verrà mostrata questa immagine quadrata (che si chiama QR-Code).


Ora posate per un attimo il telefono master…
E prendete il telefono del careviger che farà i boli via SMS.

Sul quest’ultimo telefono, installate l’app “Google Authenticator”, cercandola sul Play Store.

Non appena finita l’installazione, sul vostro telefono comparirà l’icona in figura:

Toccate l’icona per aprire l’applicazione e poi “Scansiona un codice QR”.

Nel successivo messaggio di sicurezza, concedete il permesso.

Ora, con il telefono del seguace, inquadrate il QR-Code che è mostrato nel telefono master, simile a questo:

Sul telefono comparirà un codice numerico a 6 cifre. Copiatelo nel telefono master, aggiungendo in coda il codice segreto che avevate scelto (che nell’esempio di sopra era “100”), come mostrato in foto:

Se avete fatto tutto correttamente, di fianco apparirà scritto OK.

Questo procedimento sarà da rifare su ogni telefono che vorrà comandare il microinfusore a distanza (nel caso di più persone che devono gestire il paziente).

Molto bene. Arrivati a questo punto non resterà che fare qualche prova. Il nostro consiglio è quello di staccare la cannula del micro dal set, ed effettuare alcuni boli a vuoto, inviando qualche SMS dal telefono del seguace al telefono master.
Per esempio: BOLUS 0.5 per fare mezza unità (a vuoto).

Effettuiamo i primi boli

Attenzione: ricordate che prima di usare l’app Pumpcontrol è necessario disassociare il telecomando originale dal microinfusore: da questo momento in avanti, il telefono diventa a tutti gli effetti il solo e unico telecomando!

Iniziamo con il differenziare le modalità di esecuzione del bolo, che potrà essere:

  • Un bolo effettuato in presenza, con il telefono master: in questo caso, il telefono funzionerà proprio come se fosse il telecomando ufficiale  del microinfusore;
  • Un bolo effettuato via SMS: in questo caso, invece, il telefono verrà pilotato da lontano e alla ricezione del comando, si collegherà ai micro per effettuare il bolo.

Un bolo non esclude l’altro, per cui potrete fare un bolo da remoto e magari, un’ora dopo, fare un altro bolo in presenza del paziente, questa volta tenendo in mano direttamente il telefono master.

Bolo dal telefono master, stile “telecomando”

Effettuare il bolo dal telefono è davvero intuitivo. Dalla schermata principale di Pumpcontrol:

  1. Pigiate “INSULINA”
  2. Inserite le unità da erogare
  3. Toccate OK
  4. Il bolo verrà erogato
Bolo remoto

Ma la vera, succulenta, novità riguarda la possibilità di effettuare il bolo via SMS.

Se dovrete effettuare un bolo remoto (per esempio 1 unità):

    • Spedite un SMS dal vostro telefono al telefono master, con scritto: “BOLUS 1”
    • Dopo pochi secondi riceverete un SMS in risposta che vi chiederà di rispondere con un codice di sicurezza
    • Rispondete, spedendo al telefono master un SMS con il codice segreto (tra pochissimo, nel paragrafo successivo, spiegheremo come ottenere il codice segreto)
  • Quando il bolo remoto sarà stato erogato riceverete il preziosissimo SMS di conferma.

Qual è il codice segreto per fare il bolo?

Il codice segreto per effettuare il bolo non è sempre lo stesso, ma cambia ogni volta, e potrete conoscerlo soltanto voi. Per capirci, il meccanismo è lo stesso utilizzato da molte banche, quando si fa un bonifico online. Ossia si apre un’app (oppure si utilizza “una chiavetta”, chiamata token), che fornisce un codice segreto usa e getta.

Nel nostro caso, il caregiver che spedisce l’SMS dovrà, per ogni bolo fatto:

  1. Aprire sul suo telefono l’app “Authenticator”
  2. Copiare il codice, facendo seguire al PIN segreto che si era scelto dopo avere installato l’app Pumpcontrol (nel nostro esempio di sopra era “100”).
  3. Rispondere all’SMS di conferma con il codice appena descritto.

Forse una foto rende più di mille parole. Eccola:

Comandi remoti oltre al bolo: basale temporanea e tanto altro!

Oltre al bolo scoprirete presto che questo sistema si presta molto bene a un sacco di altri comandi. Potrete infatti interrompere la basale da remoto, o modificarla per un tempo predefinito, potrete chiedere al microinfusore quanta insulina residua resta, qual è la sua carica residua e tante, tante, tante altre cose! Potrete persino farvi spedire un SMS in caso di ipoglicemia!

Inoltre, se qualcosa non vi convincerà negli SMS ricevuti dal master, DeeBee ha progettato i comandi “SMS STOP” e “SMS DISABLE” per bloccare qualsiasi comando remoto. Per una sicurezza ancora maggiore!

Ecco qui la lista completa dei comandi!

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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A6 TouchCare: il nuovo sistema integrato che fa parlare di sé

Previene le ipoglicemie come Medtronic 640G, si applica come OmniPod e promette la precisione del Dexcom G5

E’ nata da poco l’azienda cinese Medtrum che tra qualche settimana farà irruzione nel mercato europeo dei dispositivi per il diabete con l’innovativo sistema A6 TouchCare System, unico nel suo genere. Una sorta di cavallino rampante asiatico che vanta grossi investitori come il Fondo Sequoia, il prestigioso capital venture che ha in parte finanziato Google, Apple e YouTube.

Il nuovo sistema, già provvisto di marchio di approvazione CE, non solo racchiude le caratteristiche dei dispositivi più avanzati attualmente in uso, ma è stato ulteriormente arricchito e migliorato in ogni singolo aspetto. Ma andiamo per ordine:

A6 TouchCare System è  composto da un microinfusore senza catetere (P6 EasyPatch  simile a OmniPod) e un sensore (S6 EasySense – affine a Dexcom G5). I due dispositivi sono integrati in un unico sistema dotato di funzionalità di pancreas artificiale come la PLGS (Predictive Low Glucose Suspend), ovvero sospensione automatica della basale in predizione di glicemia in discesa e riavvio automatico una volta raggiunta una soglia di sicurezza. In questo ricorda il  Sistema Integrato MiniMed™ 640G.

A6 system_biagio

P6 EasyPatch

La patch pump contiene un serbatoio da 200 unità d’insulina e, diversamente dal suo predecessore OmniPod, ha un tasto laterale per poter dispensare il bolo anche senza il dispositivo di controllo remoto (PDM). E’ certificata come waterproof IPX8 e resistente all’acqua per 60 minuti fino a 2.5 m di profondità.  Risulta più leggera, più sottile e leggermente più larga del suo cugino svizzero.

Dimensioni
P6 EasyPatch: 56.5 mm x 33.3 mm x 13.3 mm
OmniPod: 52 mm x 39 mm x 14.5 mm

Peso
P6 EasyPatch: 21.5 g senza insulina
OmniPod: 25 g senza insulina

p6 patch2_biagio

La patch pump è composta da due elementi:

  • la pump base (sotto a destra): è riutilizzabile e contiene tutta la parte elettronica e le impostazioni collegate al PDM del microinfusore;
  • un reservoire patch (sotto a sinistra): è usa e getta (ogni 3 giorni va sostituito) e contiene la fiala d’insulina, l’ago, l’avvisatore acustico e la batteria.

cerotto

S6 EasySense

Il sistema CGM per il monitoraggio continuo del glucosio si chiama S6 EasySense e possiede lo stesso MARD al 9% di Dexcom G5. Risulta essere così tra i più precisi in commercio, ma con un costo inferiore del 40%.
E’ composto da un sensore usa e getta a inserzione automatica, con una durata garantita di 7 giorni, e da un trasmettitore riutilizzabile; quest’ultimo garantito per un anno. A differenza degli altri sensori in commercio, le letture del S6 EasySense vengono effettuate ogni 2 minuti, per un totale di 720 giornaliere. Inoltre il trasmettitore comunica tramite wireless o bluetooth con il PDM (distanza fino a 10 metri) e l’app EasyTouch installata in uno smartphone. Il sensore memorizza fino a 15 giorni di dati, quindi nessuna lettura viene persa in caso di lontananza dai dispositivi abbinati. Come gli altri sensori in circolazione visualizza fino a sette diversi livelli di trend indicati con frecce (orizzontale stabile, 45° per discese o salite lente, una/due frecce verticali per discese o salite rapide). Resiste all’acqua fino a 2.5 metri per 60 minuti.

Dimensioni
S6 EasySense:
  36,1 mm x 19,4mm x 12 mm
Dexcom G5:  38,1 mm x 22,86mm x  12,7 mm

cgm_medtrum

PDM

È il dispositivo di controllo remoto wireless per la gestione sia della pompa d’insulina sia del CGM e serve per la somministrazione dei boli, la programmazione di basali e la visualizzazione dei dati del sensore. Comunica con il trasmettitore CGM fino a una distanza di 10 metri e con la patch pump fino a 4 metri.

Dimensioni:  80 mm x 50 mm  x 18.55 mm
Peso: 43 g
Schermo: 1.8 pollici

pdm

EasyTouch mobile app

Tramite l’app EasyTouch mobile è possibile connettere  sia il microinfusore che il sensore CGM ad uno smartphone utilizzando la connessione bluetooth. Non è tuttavia stato ancora precisato se l’app sarà disponibile sia per iOS che per Android. I dati saranno poi pubblicati su internet, tramite piattaforma cloud rendendo possibile quindi la visualizzazione a distanza dei valori glicemici e le varie somministrazioni di insulina da medici e familiari.

app_medtrum

Medtrum ha inoltre depositato una serie di brevetti tra i quali spicca un’idea interessante ed ambiziosa, certo non facile da realizzare per via delle molteplici variabili e problematiche. Si tratta di un ago d’inserzione unico per l’applicazione della cannula del microinfusore e del filamento del sensore.

brevetto

download2 Manuale in inglese

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Cellnovo: il nuovo microinfusore ibrido entra nel mercato italiano

Dall’11 febbraio nel mercato italiano dei microinfusori è entrato Cellnovo, un nuovo dispositivo che porta lo stesso nome dell’azienda britannica che lo produce.

pompa_cellnovo

Il dispositivo è composto da due parti distinte:

  1. L’unità principale adesiva, priva di schermo e dalle dimensioni ridotte che ospita la pompa e la relativa insulina;
  2. Il set con catetere tradizionale, anch’esso adesivo, la cui cannula può essere scelta da 6 mm o da 9 mm, secondo le esigenze di ognuno.

Una particolarità e una nota di colore.
L’unità principale ospita al suo interno un sensore di movimento che rileva costantemente l’esercizio fisico svolto durante la giornata. Inoltre, il design, il cui profilo è piatto con i contorni stondati, strizza l’occhio al glamour e permette l’applicazione di stickers personalizzati.
Per quanto riguarda le prestazioni in acqua, Cellnovo è completamente impermeabile e resiste fino a un’ora a un metro di profondità.

Grazie alla natura ibrida di questo innovativo dispositivo, la pompa di insulina si può scollegare agevolmente e non si getta il terzo giorno dell’utilizzo, diversamente da quanto avviene per il “cugino” OmniPod. È difatti sufficiente sostituire la parte interna dell’unità principale, ricaricarla nell’apposita base e riapplicarla successivamente. Proprio in virtù di questa alternanza, il kit è composto da due patch pump dotate di batterie ricaricabili.

glucometro_cellnovo

Il dispositivo viene gestito attraverso un palmare le cui peculiarità non deludono le aspettative dei più esigenti: è dotato di touch-screen a colori e glucometro integrato. Inoltre, grazie alla caratteristica unica di ospitare una microSIM, può ricevere i dati del microinfusore tramite wireless per trasmetterli successivamente nel portale Cellnovo, dove sono consultabili anche in tempo reale sia dai medici sia dai familiari, consentendo così il monitoraggio di boli e basali.
Ultima, ma non meno importante, caratteristica rilevante è la presenza di un dizionario alimentare completo, che manda così in pensione l’uso di altre app di questo tipo.

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POD2, l’invenzione tutta italiana per salvaguardare OmniPod

Gianluca Ferrari è uno di quei padri che si è messo attivamente in gioco per migliorare la vita dei propri figli. Anche quando questa si presenta complicata dal diabete, diagnosticato al suo Lorenzo a soli due anni e mezzo.

Gianluca, che lavora nel mondo della finanza e degli investimenti, ha inventato il POD2, una soluzione ingegnosa che vale la pena conoscere. Anche se la sua professione è completamente estranea al disegno tecnico, negli ultimi anni gli stampi e i calchi sono stati il suo “chiodo fisso”. La ricerca dei tipi di legno e resine, le forme modificate in continuazione, i prototipi provati in condizioni diverse, hanno portato alla nascita del POD2, ovvero “POD al quadrato”, che lo stesso inventore ci illustra:

virgolette-aperteA giugno 2003, all’età di 2 anni e mezzo, a nostro figlio Lorenzo fu diagnosticato il diabete di tipo 1. Da quel momento, io e mia moglie Silvia ci siamo imposti di vivere questa notizia con forza, determinazione, incoraggiando Lorenzo a convivere con Mr. D. Dopo tanti anni di terapia multiniettiva, a luglio del 2009, finalmente riuscimmo ad utilizzare il microinfusore OmniPod. Da quel giorno la vita di Lorenzo  cambiò in meglio, migliorando sia dal punto di vista psicologico che medico. La glicata da 8,2  passò, dopo soli 3 mesi, a 7. Lorenzo fu talmente felice ed entusiasta che inventò il suo nickname, “Lollopod”, suggerito anche dall’amico Biagio. Facendo molto sport quotidiano come MTB, DownHill, calcio, tennis e nuoto e svolgendo una vita normale, pensai a qualcosa per proteggere la chiocciola OmniPod dal sudore, dai colpi e da tutto ciò che poteva danneggiarlo e quindi sostituirlo nel bel mezzo di una cena, pranzo o attività sportiva. Inizialmente acquistai prodotti presenti in commercio, come bande elastiche o cerotti specifici; in entrambi i casi non eravamo soddisfatti. La banda faceva sudare moltissimo la pelle e, una volta tolta, OmniPod si staccava; mentre i cerotti, oltre a coprire la luce della cannula, non erano così resistenti all’acqua e al sudore.  Pensai a qualcosa di professionale immaginando una piccola corazza, e dopo molteplici studi e ricerche fatte sul campo utilizzando diversi tipi di plastiche, di elastici e di disegni, e testandolo sulla pelle di Lollopod e di altri atleti, trovai  la soluzione.

Lollopod pod2

POD2, che offre una totale protezione di OmniPod, perché è resistente all’acqua, ai colpi, alle vibrazioni, alla luce solare e al sudore. Il POD2 si installa in qualsiasi momento e si può staccare non appena si finisce lo sport o qualsiasi altra attività, è lavabile è anallergico, è testato da 4 anni da Lollopod. È completamente Made in Italy, e costruito interamente a mano.

POD2 Ruota

In questi giorni stiamo testando sia la cover per il Libre e a breve anche per il Dexcom G5 in quanto i distributori sono molto interessati alla protezione dei loro prodotti .
Un ringraziamento speciale va al nostro amico Paolo Bramati, fotografo professionista, che ci ha supportato in questa bellissima iniziativa.

Gianluca, Silvia e Lollopodvirgolette-chiuse

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

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Microinfusi con stile

Si fa presto a dire “micro”. Il punto è che malgrado il microinfusore si sia rimpicciolito di parecchio dal primo prototipo, non lo è ancora così tanto dal dispensare ogni suo utilizzatore dalla ricerca della custodia più adatta.storia microinfusori

Lo sanno bene i genitori dei bimbi microinfusi e in particolare quelli dei più piccini che, in linea di massima, non portano indumenti con tasche e cinture.  E prima che il micro-amico diventi un antipatico intruso, ecco alcune soluzioni:

1. Marsupi
2. Fasce
3. Bretelle
4. Tasche
5. Clip
6. Fai da te

Marsupi

Particolarmente indicati per i bambini, i marsupi permettono di portare comodamente il microinfusore e di sbizzarrirsi con fantasie e tessuti per ogni gusto.

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In commercio se ne trovano di vari tipi, in diversi tessuti e modalità di chiusura. Alcuni hanno anche una finestra trasparente per poter utilizzare il microinfusore senza doverlo estrarre. Tutti i marsupi pensati per portare i microinfusori sono dotati sul retro di un’asola dove viene inserito il “tubicino” collegato al cerotto.

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Fasce

Le fasce elastiche, solitamente in Lycra sono versatili e comode, grazie alla loro morbidezza e alle diverse posizioni in cui possono essere usate.

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Adatte sia a bambini che ad adulti, possono essere portate in diversi punti (fianchi, braccio o coscia) soddisfacendo anche le esigenze di chi vuole rendere “quasi invisibile” il microinfusore. Come per i marsupi, esistono anche fasce con finestra trasparente.

Per sapere come confezionarle è sufficiente seguire le istruzioni di Katia De Luca

  • Fascia braccio con finestra trasparente.

 

Bretelle
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Questa soluzione è stata proposta nel gruppo Facebook da mamma Vittoria Lenti, ideata per suo figlio. Portato in questo modo il microinfusore è inaccessibile al bambino (evitando così somministrazioni accidentali) e permette assoluta libertà nei movimenti. Rende inoltre il dispositivo “invisibile” e protetto dagli urti.

Per sapere come confezionarlo è sufficiente seguire le istruzioni di Vittoria

Tasche

Versatili e invisibili, le tasche in tessuto vengono cucite all’interno dei diversi capi di vestiario oppure agganciate a cinture o reggiseni.  Possono essere chiuse col velcro o con una semplice clip e personalizzate secondo il gusto di ognuno. Vista la difficoltà nel “raggiungere” il dispositivo racchiuso nella tasca, questa soluzione è particolarmente indicata per i microinfusori con telecomando.

  • Tasca semplice con clip.

Clip

Tutti i microinfusori in commercio sono dotati di una particolare clip che consente l’aggancio a pantaloni o cinture. E’ una comoda soluzione per avere tutto a portata di mano e viene usata principalmente dagli adulti.

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Fai da te

Bretelle fai-da-te

  • Procurati una fascia lunga di nastro Gro grain e un pezzo di velcro; per il Gro grain ti serviranno tre parti: una pari alla circonferenza del petto e due parti uguali tali da essere bloccate sulla fascia relativa alla circonferenza, da davanti a dietro per non far cadere il tutto.

Fasce fai-da-te

  • Acquista un pezzo di lycra in un negozio di tessuti e taglia un rettangolo lungo poco più del giro vita e largo tre volte l'altezza del microinfusore.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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OmniPod

OmniPod è costituito da due soli elementi: il POD e il PDM.

POD
Contiene serbatoio di insulina, cannula morbida, ausilio di inserimento, pompa e batterie quindi non è necessario un set di infusione separato come nella terapia con microinfusore convenzionale. E’ dotato di inserimento automatico della cannula morbida lunga 9 mm che si inserisce in 0.005 secondi con un angolo obliquo (profondità di 6.5 mm). Il Pod può essere riempito con la quantità di insulina individuale necessaria per 3 giorni. Il volume di riempimento minimo è di 85 unità, quello massimo di 200 unità di insulina.

Il PDM
Pod e PDM comunicano tramite un  collegamento via radio 1 a 1. Devono essere in collegamento solo quando vengono effettuate modifiche, ad es. l’erogazione di un bolo. E’ dotato di suggeritore di bolo che sulla base del valore glicemico corrente, dei carboidrati inseriti e dell’insulina ancora attiva nell’organismo, ma anche di altri parametri,  calcola e suggerisce il bolo da erogare. Oltre agli allarmi di sicurezza automatici, si possono impostare anche tutta una serie di altri avvisi e promemoria. Di possono impostare fino a 7 profili basale in incrementi di 30 minuti.

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Animas Vibe: come limitare le bolle

Svariate volte mi hanno chiesto lumi sul metodo che adotto per limitare le bolle presenti nelle cartucce d’insulina; ho quindi deciso di scrivere qui i passi che compio io per eliminare quanta più aria possibile dalle siringhe, sempre tenendo presente che questi non sono stati indicati in alcun modo da medici, ma dall’esperienza quotidiana di tante persone, dalle quali ho preso spunto nel tempo.

Qualcuno mi ha detto che tenendo l’insulina per troppi giorni a contatto con la plastica,  questa si deteriora (io non ho mai notato nulla di problematico in tal senso). Ma i più invece non hanno sollevato questo effetto collaterale. Tant’è che, ponendo il quesito alla diabetologa che segue mia figlia Melissa, questa non ha sollevato problematiche, se non quella di preparare le cartucce non più di 3-4 per volta.

Passi e dosi che indicherò sono tarate su mia figlia di 20 mesi.
Un’accortezza essenziale, oltre a quella di usare insulina a temperatura ambiente: in tutto il procedimento la siringa va tenuta sempre in verticale con l’apertura verso l’alto.

1) Prendere 3 o 4 set e prepararli per essere… riempiti

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2) Riepirli uno ad uno con queste accortezze…

– non aspirare con il “manico blu” presente nella confezione, bensì spingere dall’alto con una penna  biro

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– riempire la siringa con 2 ml di insulina
– battere con l’unghia (o con la penna biro) in modo deciso e ripetutamente facendo sì che che le bolle vadano verso l’alto
– svuotare completamente la siringa: in questo modo le bolle finiranno tutte dentro la cartuccia, in cima… e non ce ne preoccuperemo più!
– ripremere di nuovo la penna dall’alto verso il basso sino a riempire 2ml d’insulina
– picchiettare di nuovo energicamente la siringa e spingere il pistoncino con il “manico blu”, sino ad ottenere una siringa riempita con 0,95 ml (dose per una bimba di 20 mesi)

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– sfilare l’ago, rimuovere l’ago dalla cartuccia
– tappare la cartuccia col tappino e appoggiare su un piano, in verticale, la siringa

3) Dopo aver riempito 3 o 4 cartucce con i suddetti passi, riporle sempre in verticale in un astuccio (io uso il #papàncreas Container) in modo tale da farle “decantare”: così facendo, le microbolle che ancora sono presenti nella soluzione piano piano saliranno verso l’alto. Ve ne accorgerete quando sarà ora di stappare la siringa, poiché in cima sarà presente una depressione, che è proprio il frutto dell’unione delle microbolle

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4) Fare decantare (a temperatura ambiente in inverno o in frigo d’estate) la prima cartuccia almeno 1 giorno (le altre di conseguenza decanteranno 4gg, 7gg, …).

Al momento di effettuare il cambio-set (ogni 2 o 3gg a seconda della prescrizione medica -noi lo facciamo ogni 3gg-):
1) Prendere una cartuccia di quelle preparate nei punti sopra assicurandosi di mantenerla in verticale, sempre con il “beccuccio” verso l’alto e dare due colpetti con l’unghia
3)Sostituire la vecchia siringa del micro con la nuova (effettuando i classici passi del micro: riavvolgi, ecc…), il tutto tenendo il micro e cartuccia in verticale
4) Effettuare il riempi-set (primi 3 step…)

Ok. Ora potete sostituire il cerotto con il nuovo.
Un ulteriore accorgimento è quello di tenere il micro, nell’uso quotidiano, in verticale con il catetere che punta verso il basso: in tal modo le eventuali microbolle ancora presenti si addenseranno nella parte posteriore della cartuccia e non entreranno nel catetere.

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