DietSensor e SCiO – DeeBee in prima linea in Italia!

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DeeBee Italia è votata alla divulgazione della “tecnologia per il diabete” e non poteva quindi rimanere a guardare mentre stava per nascere una delle tecnologie forse più rivoluzionarie degli ultimi tempi! In quest’ottica, siamo strafelici di comunicarvi che DeeBee.it collaborerà con le startups Consumer Physics e DietSensor nel testare e nel recensire per l’Italia SCiO, lo scanner molecolare che promette di dirci la percentuale di carboidrati (oltre a grassi e proteine) degli alimenti, semplicemente “passando una mano su di essi”.

Non vediamo l’ora di mettere le mani su questo gioiello e di spremerlo a dovere. L’app, sia per iPhone che per Android, è attualmente in fase avanzata di sviluppo e prossima al rilascio. Diet Sensor ci ha comunicato in esclusiva che il lancio ufficiale avverrà verso la metà del 2016. Oltre ai 600.000 cibi provenienti da 50 paesi in 19 lingue già censiti e classificati in un ricchissimo database, la vera rivoluzione di Diet Sensor sta però proprio nello scanner molecolare, in grado di diventare lettore universale per qualsiasi cibo e di fornire la percentuale di carboidrati, grassi e proteine per ognuno di essi.

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In arrivo il sensore “highlander”

Se ne parla ormai da mesi ed è ora ufficiale la notizia: il sensore continuo di glicemia Senseonicsimpiantabile sottopelle, con durata certificata di 90 giornisarà presentato in Italia all’inizio del 2016.

Sensore

senseonics

Il sensore miniaturizzato Senseonics è progettato per misurare il glucosio nel fluido interstiziale per 90 giorni. A differenza dei sensori di glucosio attuali, il sensore Senseonics è destinato ad essere impiantato per via sottocutanea sulla parte superiore del braccio senza così avere parti sporgenti sulla pelle.

Trasmettitore

trasmettitore

Il trasmettitore Senseonics è progettato per interagire in modalità wireless con il sensore e l’applicazione per smartphone.

Indossato sul braccio, il piccolo trasmettitore è destinato ad alimentare in modalità wireless il sensore per attivare il processo di misurazione del glucosio. Il trasmettitore è progettato per ricevere i dati necessari dal sensore e per calcolare la concentrazione di glucosio. I valori glicemici verranno poi inviati dal trasmettitore ad uno smartphone via Bluetooth.

Applicazione per smartphone

app_sens

L’applicazione Senseonics è progettata per funzionare su uno smartphone per ricevere e visualizzare i dati del sensore di glucosio dal trasmettitore. Lo scopo è  fornire un facile accesso alle letture glicemiche in tempo reale senza appesantire l’utente con un altro dispositivo dedicato.

Oltre al valore glicemico attuale, l’applicazione  visualizza la velocità e la direzione della variazione glicemica, trend grafici, e avvisi per ipoglicemia o iperglicemia, inoltre memorizza i valori per ulteriori analisi e reporting.

Comunicato stampa ufficiale

Sensori miniaturizzati, dispositivi indossabili e chip che comunicano tra loro o con smartphone e smartwatch e possono migliorare la nostra vita. E’ il futuro della tecnologia applicata alla salute: il corpo umano si sta trasformando da elemento passivo a strumento attivo per l’autodiagnosi. Un esempio? Senseonics presenta il primo sensore al mondo che una volta posizionato nel braccio invia per 90 giorni consecutivi in modalità wireless i valori della glicemia a un dispositivo mobile, rendendo la vita di chi ha il diabete di tipo 1 più semplice e più serena.

Milano, 13 novembre – Smart e mini, ma con una durata maxi. Sarà presentato all’inizio del 2016 il primo sensore per il monitoraggio continuo della glicemia completamente impiantabile. Grazie a un trasmettitore indossabile e ad una App per smartphone è in grado di dare risposte accurate e in tempo reale per 90 giorni consecutivi senza essere mai sostituito. Due caratteristiche che promettono di dare un aiuto concreto a chi ha il diabete di tipo 1, 300mila persone in Italia, e vuole avere una vita attiva e serena, prevenendo i pericoli di crisi e picchi glicemici durante la vita quotidiana, lo sport, fuori casa o di notte.

Gli attuali sistemi di monitoraggio continuo della glicemia utilizzano sensori sottocutanei ugualmente sensibili ed efficaci, ma con una durata media di una settimana, al termine della quale devono essere rimossi e sostituiti. Il dispositivo CGM di Senseonics, azienda americana specializzata nello sviluppo e nella ricerca di sistemi innovativi per il monitoraggio della glicemia, è costituito da un sensore minuscolo -misura appena 3 millimetri per 16 – formato da una sottile capsula biocompatibile che racchiude un polimero fluorescente. La novità è duplice: l’utilizzo di una tecnologia innovativa per la rilevazione delle variazioni degli zuccheri e il sensore CGM con la più lunga performance al mondo.

Il dispositivo, che in Italia sarà commercializzato da Movi, è stato valutato in uno studio multicentrico (studio PRECISE – A Prospective, Multicenter Evaluation of the Accuracy of a Novel Continuous Implanted Glucose Sensor) che ne ha dimostrato l’accuratezza e l’attendibilità nel lungo termine: ottenuta, infatti, la certificazione CE per la durata di 90 giorni, sulla base delle prove condotte, la durata potrà essere estesa fino a 180 giorni. Il sensore dei record verrà presentato in Italia durante la IX Conferenza Internazionale ATTD, l’International Conference on Advanced Technologies & Treatments for Diabetes che si terrà a Milano a febbraio 2016.

Grazie ad una semplice procedura il sensore viene posizionato nella zona sottocutanea del braccio e viene “associato” ad un trasmettitore “indossabile” che trasforma in dati i segnali ricevuti dal sensore ogni cinque minuti per poi inviarli allo smartphone e allo smartwatch. Un’App dedicata (già sviluppata per Ios e Android) riceve e mostra i dati sia in forma di valori glicemici in tempo reale che aggregati sotto forma di curva glicemica, consentendo così un controllo efficace e costante dell’andamento degli zuccheri nell’organismo.

“Per fare un esempio semplice – spiega la dottoressa Daniela Bruttomesso, specialista in Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera di Padova – il controllo glicemico abituale da sangue capillare è una fotografia, una istantanea del valore glicemico in un dato momento della giornata. Il monitoraggio glicemico continuo è un film dell’andamento glicemico, di 1 o più giorni, che mostra non solo il valore ma anche la curva glicemica delle ore precedenti e il trend previsto. Inoltre, rispetto all’autocontrollo glicemico tradizionale, ovvero quello da sangue capillare – continua Bruttomesso – il monitoraggio in continuo è in grado di fornire informazioni più dettagliate sulle escursioni glicemiche postprandiali e sulle ipo o iperglicemie notturne. Infine i sistemi CGM possono essere programmati con allarmi di sicurezza personalizzabili – conclude la specialista – come segnali acustici, visivi o vibrazioni, che avvertono con un certo anticipo la persona con diabete che la glicemia sta per raggiungere la soglia di ipo-iperglicemia o che tale soglia di sicurezza è stata superata”.

Con il dispositivo CGM di senseonics, grazie a smartphone e smartwatch, i dati e gli andamenti glicemici vengono visualizzati e rappresentano una fonte preziosa per impostare al meglio la terapia insulinica in ogni condizione. I vantaggi per le persone con diabete di tipo 1 sono evidenti, con la serenità supplementare di un compagno di viaggio che resta invisibile e affidabile per tre mesi consecutivi, 24 ore su 24, giorno e notte.

Tra gli eventi più complessi da gestire nel diabete ci sono, infatti, gli imprevisti e repentini abbassamenti o risalite della glicemia, una preoccupazione costante per le persone con diabete di tipo 1: alimentazione, attività sportiva, variazioni nello stile di vita, rappresentano fattori che possono essere tenuti sotto controllo grazie al monitoraggio continuo della glicemia.

“La misurazione in continuo della glicemia offre una visione completa del profilo glicemico permettendo al paziente e al medico di ottimizzare il controllo più facilmente – sottolinea Bruttomesso -. Da un recente studio condotto in Italia su circa 7.000 pazienti in terapia con microinfusore per la somministrazione sottocutanea continua di insulina è emerso che i pazienti che utilizzano il sensore per il monitoraggio in continuo della glicemia hanno un valore di emoglobina glicosilata e una frequenza di ipoglicemie severe inferiore rispetto a chi non utilizza il sensore – afferma la specialista – , aspetti che intervengono in modo efficace sulla qualità di vita del paziente e sulla prevenzione delle complicanze”.

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Animas Vibe: come limitare le bolle

Svariate volte mi hanno chiesto lumi sul metodo che adotto per limitare le bolle presenti nelle cartucce d’insulina; ho quindi deciso di scrivere qui i passi che compio io per eliminare quanta più aria possibile dalle siringhe, sempre tenendo presente che questi non sono stati indicati in alcun modo da medici, ma dall’esperienza quotidiana di tante persone, dalle quali ho preso spunto nel tempo.

Qualcuno mi ha detto che tenendo l’insulina per troppi giorni a contatto con la plastica,  questa si deteriora (io non ho mai notato nulla di problematico in tal senso). Ma i più invece non hanno sollevato questo effetto collaterale. Tant’è che, ponendo il quesito alla diabetologa che segue mia figlia Melissa, questa non ha sollevato problematiche, se non quella di preparare le cartucce non più di 3-4 per volta.

Passi e dosi che indicherò sono tarate su mia figlia di 20 mesi.
Un’accortezza essenziale, oltre a quella di usare insulina a temperatura ambiente: in tutto il procedimento la siringa va tenuta sempre in verticale con l’apertura verso l’alto.

1) Prendere 3 o 4 set e prepararli per essere… riempiti

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2) Riepirli uno ad uno con queste accortezze…

– non aspirare con il “manico blu” presente nella confezione, bensì spingere dall’alto con una penna  biro

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– riempire la siringa con 2 ml di insulina
– battere con l’unghia (o con la penna biro) in modo deciso e ripetutamente facendo sì che che le bolle vadano verso l’alto
– svuotare completamente la siringa: in questo modo le bolle finiranno tutte dentro la cartuccia, in cima… e non ce ne preoccuperemo più!
– ripremere di nuovo la penna dall’alto verso il basso sino a riempire 2ml d’insulina
– picchiettare di nuovo energicamente la siringa e spingere il pistoncino con il “manico blu”, sino ad ottenere una siringa riempita con 0,95 ml (dose per una bimba di 20 mesi)

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– sfilare l’ago, rimuovere l’ago dalla cartuccia
– tappare la cartuccia col tappino e appoggiare su un piano, in verticale, la siringa

3) Dopo aver riempito 3 o 4 cartucce con i suddetti passi, riporle sempre in verticale in un astuccio (io uso il #papàncreas Container) in modo tale da farle “decantare”: così facendo, le microbolle che ancora sono presenti nella soluzione piano piano saliranno verso l’alto. Ve ne accorgerete quando sarà ora di stappare la siringa, poiché in cima sarà presente una depressione, che è proprio il frutto dell’unione delle microbolle

portaserbatoiPapàncreas Container

4) Fare decantare (a temperatura ambiente in inverno o in frigo d’estate) la prima cartuccia almeno 1 giorno (le altre di conseguenza decanteranno 4gg, 7gg, …).

Al momento di effettuare il cambio-set (ogni 2 o 3gg a seconda della prescrizione medica -noi lo facciamo ogni 3gg-):
1) Prendere una cartuccia di quelle preparate nei punti sopra assicurandosi di mantenerla in verticale, sempre con il “beccuccio” verso l’alto e dare due colpetti con l’unghia
3)Sostituire la vecchia siringa del micro con la nuova (effettuando i classici passi del micro: riavvolgi, ecc…), il tutto tenendo il micro e cartuccia in verticale
4) Effettuare il riempi-set (primi 3 step…)

Ok. Ora potete sostituire il cerotto con il nuovo.
Un ulteriore accorgimento è quello di tenere il micro, nell’uso quotidiano, in verticale con il catetere che punta verso il basso: in tal modo le eventuali microbolle ancora presenti si addenseranno nella parte posteriore della cartuccia e non entreranno nel catetere.

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Consigli per la calibrazione del Dexcom

Cos’è il raw data?
È quel numero che corrisponde alla misura che il sensore ha, ma che senza le calibrazioni non sa dire a che glicemia corrisponda. È visibile utilizzando Nightscout.

Come lavora l’algoritmo del Dexcom?
Il Dexcom lavora sulle ultime 6 calibrazioni inserite, quindi subito dopo il cambio del sensore è bene approfittare di ogni momento utile alla calibrazione al fine di ottenere quanto prima valori attendibili.

Se per errore viene inserita una calibrazione con un valore errato, questa “interferirà” negativamente sul valore calcolato dal Dexcom, sino a quando non verranno effettuate altre 6 calibrazioni, che faranno così “dimenticare” al Dexcom quella errata.

Consigli per la calibrazione:

  • calibrare possibilmente tra valori 90/200;
  • calibrare con glicemia stabile;
  • utilizzare sempre lo stesso glucometro ed accertarsi della sua affidabilità;
  • se si utilizza Nightscout e non si ha un occhio allenato ai raw data (ossia i dati non filtrati), è preferibile controllare la glicemia nei momenti in cui i dati fanno meno rumore (clean o light);
  • la richiesta di un valore di calibrazione da parte del ricevitore Dexcom non va necessariamente evasa immediatamente: in caso di oscillazioni delle glicemie rilevate, è preferibile aspettare che il valore si stabilizzi prima di inserire la nuova lettura. Per ovviare a questo inconveniente si può calibrare 3 volte al giorno, invece che due;
  • evitare troppe calibrazioni: tendono a sfasare il Dexcom (a meno ché non si sia inserito un valore errato). In questo caso è consigliabile effettuare le calibrazioni anche ogni 2/3 ore per eliminare il valore errato.
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