Si rivolge al ‘Dottor Google’ una persona con diabete su cinque

E’ il diabete (di Tipo 1 e 2) la patologia che registra la maggior parte delle consultazioni su Google in tema di salute. Il web viene consultato dal 21% degli intervistati prima del medico di famiglia (preferito solo da 9%), mentre il 61% si affida comunque al proprio diabetologo.

Sono questi solo alcuni dei dati emersi durante la presentazione a Roma — alla quale DeeBee Italia, sempre in prima linea nella divulgazione online, non poteva mancare — della rilevazione Diabetes Web Report 2015, condotta su 505 persone con diabete attraverso la somministrazione di questionario on line e 810 medici di diverse specializzazioni che trattano il diabete. Questi ultimi non sempre frenano l’utilizzo di internet per cercare informazioni: per quasi 6 diabetologi su 10 può essere utile, ma ritengono sempre indispensabile il sostegno di uno specialista. Gli stessi medici dichiarano che durante la visita capita che 1 persona con diabete su 6 riporti le informazioni cercate e ottenute su Internet. Infatti dai dati presentati emerge che 4 persone con diabete su 10 navigano da 1 a 3 ore al giorno. Attraverso i questionari si è riuscito ad avere un profilo abbastanza definito della persona con diabete che utilizza internet: prevalentemente di sesso femminile, dai 31 ai 60 anni, con un titolo di studio superiore, per lo più lavoratrice dipendente, con diabete da più di 10 anni nel 21% dei casi e da più di 20 anni nel 31,9%. Quasi la metà degli utilizzatori intervistati (50%) cerca prodotti per la cura, 49% informazioni sull’alimentazione, 48% su stile di vita in generale e 35% cerca informazioni sulle associazioni.

Secondo Ketty Vaccaro, presidente del Diabetes Web Observatory Group e responsabile settore Welfare del Censis, “sulle soluzioni autogestite potrebbe avere un peso anche la difficoltà economica di molti italiani ad accedere alle cure sanitarie”. “Non sempre – conclude Vaccaro – chi si informa su internet ha gli strumenti critici per una decodifica. Può essere emotivamente coinvolto e dare ascolto alle spiegazioni più preoccupanti relative ai propri sintomi, passando dalla lettura delle informazioni, all’autodiagnosi e perfino all’autoterapia”.

Uno dei punti discussi quindi resta la diffusione delle informazioni sul diabete attraverso i social media. Spesso i social fanno per lo più da amplificatori delle informazioni dei news-media “più tradizionali” che ancora oggi hanno più capacità di raggiungere gli utenti. Ma non raramente sono proprio i social quelli che anticipano e diffondono le informazioni prima ancora dei canali tradizionali, non solo on line, ma anche televisione e stampa, diventando veri artefici della notizia.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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Insulina faster-acting in arrivo

Non è stato svelato ancora il nome ufficiale della nuova insulina aspart “faster-acting” per la quale Novo Nordisk ha già chiesto l’approvazione alla commercializzazione. Il 4 dicembre 2015 la multinazionale farmaceutica con sede a Bagsværd in Danimarca ha annunciato di aver presentato richiesta di approvazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dopo soli cinque giorni, anche alla Food and Drug Administration (FDA).

Il vice presidente esecutivo e direttore scientifico di Novo Nordisk, Mads Krogsgaard Thomsen, sostiene che la richiesta di approvazione dell’insulina aspart “faster-acting” è un passo avanti nell’aiutare le persone con il diabete a migliorare il loro controllo glicemico post prandiale. “I trial dimostrano che la nuova insulina aiuta nel migliorare le glicemie postprandiali e può portare a un’ulteriore diminuzione dell’emoglobina glicata e maggiore flessibilità rispetto a Novorapid”.

Le due richieste di autorizzazione si basano proprio sui risultati dei trial clinici che hanno coinvolto 2100 pazienti affetti da diabete di tipo 1 e 2. Durante le quattro differenti prove è stato dimostrato che le persone trattate con questa nuova insulina ad azione più veloce hanno raggiunto un migliore controllo post-prandiale rispetto alla classica NovoRapid e una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA 1c) pari a quelli trattati con Novorapid.

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Secondo i dati presentati a settembre del 2015 a Stoccolma al Congresso Europeo di Diabetologia (European Association for the Study of Diabetes, EASD) la nuova insulina raggiunge il 50% del picco dopo 20 minuti dall’iniezione (12 minuti prima della classica Novorapid) e dopo 55 minuti raggiunge il suo picco massimo (contro 82 minuti della Novorapid classica). La nuova formulazione, realizzata grazie all’aggiunta di due eccipienti, sembra assicurare un assorbimento anticipato, rendendo la nuova insulina più efficace sia per l’utilizzo con le penne sia con i microinfusori.

 

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Le app che contano!

Quotidianamente ci ritroviamo a contare i carboidrati degli alimenti più disparati e spesso può succedere di non sapere che pesci pigliare! Alimenti nuovi ed imprevisti possono metterci in difficoltà ed in quest’arduo compito ci vengono in aiuto diverse app. Ecco le più usate!

Se utilizzi un’altra applicazione indicacela tra i commenti!

Dizionario alimentare Meteda

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In questa applicazione sono inseriti più di 1000 alimenti e grazie alle foto delle porzioni puoi individuare facilmente la quantità corrispondente a ciò che mangerai. Dizionario alimentare è disponibile sia per sistema Android che iOS.

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Insulin & Food

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Disponibile sia per smartphone che per iPhone, Insulin&Food è un’applicazione studiata appositamente per i diabetici. Oltre a contenere un vasto database, completo di foto e valori nutrizionali, visualizza l’indice glicemico e permette l’inserimento dei rapporti insulina/carboidrati, indicando poi i dosaggi in ogni alimento selezionato.

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Insulin&Food consente di visualizzare il riepilogo dei vari alimenti selezionati (non sostituisce il calcolatore di bolo) e dà la possibilità di inserire alimenti nuovi creando così un database completamente personalizzato. Applicazione a pagamento.

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Conta con il leone

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Conta con il leone è un’app che riprende l’omonimo  libro dell’Ospedale Sacco di Milano creata in primis per i bambini e gli adolescenti con diabete di tipo 1, ma utilissimo anche per gli adulti. E’ disponibile la versione sia per Android che per iOS, è ricca di immagini e suggerisce i tipi di bolo da utilizzare con il microinfusore per le varie tipologie di alimenti.

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FatSecret

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FatSecret contiene al suo interno una ricchissima lista di alimenti, suddivisa anche per marchi e consente la ricerca dei vari prodotti anche tramite scansione del codice a barre.  Per ogni alimento indica la quantità di carboidrati, grassi, proteine, quantità selezionabili a peso ed a porzione.
Disponibile sia per Android che per iOS

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MyFitnessPal

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Sia per Android che per iOS, questa applicazione contiene al suo interno uno dei database più ricchi (circa 5 milioni di alimenti), personalizzabili e selezionabili anche tramite codice a barre. Dà la possibilità di inserire le proprie ricette calcolandone poi i vari nutrienti ed indica con grafici semplici ed intuitivi la percentuale di carboidrati, grassi e proteine ingerite nel pasto.

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Valori Nutrizionali

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La app “Valori nutrizionali”, per Windows Phone, include 7000 alimenti (di varie marche) per i quali si possono visualizzare le tabelle nutrizionali complete (calorie, proteine, carboidrati, grassi, fibre, sodio, potassio) e il grafico della ripartizione delle calorie.

Il calcolo si può fare non solo sulla quantità standard di 100 gr di alimento, ma anche specificando la porzione o la grammatura. Inoltre si possono sommare i valori di più alimenti.

 

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LibreLink: l’app ufficiale per FreeStyle Libre

Arriverà in Italia entro il 2016 LibreLinkl’applicazione ufficiale lanciata in Svezia da Abbott. La nuova app ufficiale permette a uno smartphone dotato di lettore NFC, di leggere direttamente le glicemie rilevate dal sensore FreeStyle Libre, senza dover più utilizzare il lettore convenzionale.

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Sviluppata da AirStrip, LibreLink consente l’attivazione del sensore  FreeStyle Libre e la visualizzazione delle glicemie per i 14 giorni di utilizzo. Avvicinando il retro dello smartphone al sensore verrà immediatamente mostrata la lettura, il grafico delle 8 ore e la freccia di tendenza, con una grafica moderna ed intuitiva.
Una delle particolarità che la distingue, per esempio dalla nuova applicazione sviluppata per il Dexcom G5, è che per effettuare una lettura non è necessario aprire l’app dal telefono, che però dovrà essere sbloccato (la glicemia verrà visualizzata sullo schermo dello smartphone dopo aver eseguito la scansione).

È possibile usare contemporaneamente l’app LibreLink e il lettore FreeStyle Libre: basta attivare il sensore con il lettore e poi eseguire entro 60 minuti la scansione dello stesso sensore con lo smartphone.

librelink3LibreLink  potrebbe consentire un risparmio economico, in quanto non sarebbe più indispensabile l’acquisto del lettore convenzionale. Se non fosse che seguendo la politica di assistenza in caso di sensori difettosi, Abbott richiede le glicemie di confronto tramite il glucometro integrato nel lettore originale, che quindi dovrà  inevitabilmente accompagnare l’utilizzatore.

Manuale utente (in inglese)
Guida rapida (in inglese)
Scheda Informativa (in inglese)

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Come i ricercatori ripristineranno la produzione di insulina

Iniettando miliardi di cellule immunitarie nel corpo aumenta la produzione di insulina, evitando la necessità di iniezioni giornaliere

La fine delle iniezioni quotidiane per chi soffre di diabete potrebbe essere in vista dopo che dei ricercatori  hanno dimostrato che è possibile ripristinare la produzione di insulina per un massimo di un anno, stimolando il sistema immunitario.

Centinaia di migliaia di persone soffrono di diabete di tipo 1 ed hanno la necessità di somministrare diverse iniezioni al giorno per mantenere la glicemia sotto controllo.

Le persone sane hanno miliardi di cellule chiamate “T-reg”, che proteggono le cellule che producono insulina dal sistema immunitario, ma le persone che soffrono di diabete di tipo 1 non ne hanno abbastanza.

“L’intervento T-reg libera le persone come me dalla routine quotidiana della terapia insulinica e dalla costante paura delle  complicazione”
Mary Rooney, paziente diabete tipo 1

Ora i ricercatori della University of California e Yale hanno dimostrato che le cellule T regolatorie “possono essere estratte dal corpo, aumentate di 1,500 volte  in laboratorio e infuse di nuovo nel sangue per ripristinarne la normale funzionalità.

Un test iniziale su 14 persone ha dimostrato che la terapia è sicura, e può durare fino a un anno.

“Questo potrebbe essere una svolta”, ha detto il dottor Jeffrey Bluestone, Professore di Endocrinologia e Metabolismo presso l’Università della California, San Francisco (UCSF). “Utilizzando T-reg al sistema immunitario viene rieducato, potremmo essere veramente in grado di cambiare il corso della malattia. Ci aspettiamo che T-reg diventi in futuro una parte importante della terapia del diabete”

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Non solo può  interrompere la necessità di somministrazioni regolari di insulina, ma impedisce alla malattia di progredire, e quindi preserva da future complicanze.

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, il sistema immunitario di solito difende contro le infezioni, ma nel diabete di tipo 1 il processo si inceppa e così  invece di combattere agenti esterni, attacca le cellule del proprio corpo.

In questa nuova procedura, medici hanno prelevato del sangue  contenente circa dai due ai quattro milioni di cellule ‘T-reg’ da 14 pazienti di età compresa tra i 18 ei 43 anni, a cui era stato recentemente diagnosticato il diabete di tipo 1. Le loro cellule ‘T-reg’ sono state separate dalle altre cellule e replicate a mezzo di coltura, prima di essere infuse nuovamente nel sangue.

La psicologa infantile Mary Rooney, 39 anni, a cui è stato diagnosticato il diabete tipo 1 nel 2011, è stata la prima partecipante al test e ha detto che la terapia l’ha resa libera dalle iniezioni quotidiane.

Il team di ricercatori afferma  che il trattamento T-Reg è promettente anche per trattamenti di altre malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide e il lupus, e anche come terapie per le malattie cardiovascolari, malattie neurologiche e l’obesità.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine.

Tratto da “The Telegraph – 25 novembre 2015

 

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DietSensor e SCiO – DeeBee in prima linea in Italia!

Flash

DeeBee Italia è votata alla divulgazione della “tecnologia per il diabete” e non poteva quindi rimanere a guardare mentre stava per nascere una delle tecnologie forse più rivoluzionarie degli ultimi tempi! In quest’ottica, siamo strafelici di comunicarvi che DeeBee.it collaborerà con le startups Consumer Physics e DietSensor nel testare e nel recensire per l’Italia SCiO, lo scanner molecolare che promette di dirci la percentuale di carboidrati (oltre a grassi e proteine) degli alimenti, semplicemente “passando una mano su di essi”.

Non vediamo l’ora di mettere le mani su questo gioiello e di spremerlo a dovere. L’app, sia per iPhone che per Android, è attualmente in fase avanzata di sviluppo e prossima al rilascio. Diet Sensor ci ha comunicato in esclusiva che il lancio ufficiale avverrà verso la metà del 2016. Oltre ai 600.000 cibi provenienti da 50 paesi in 19 lingue già censiti e classificati in un ricchissimo database, la vera rivoluzione di Diet Sensor sta però proprio nello scanner molecolare, in grado di diventare lettore universale per qualsiasi cibo e di fornire la percentuale di carboidrati, grassi e proteine per ognuno di essi.

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In arrivo il sensore “highlander”

Se ne parla ormai da mesi ed è ora ufficiale la notizia: il sensore continuo di glicemia Senseonicsimpiantabile sottopelle, con durata certificata di 90 giornisarà presentato in Italia all’inizio del 2016.

Sensore

senseonics

Il sensore miniaturizzato Senseonics è progettato per misurare il glucosio nel fluido interstiziale per 90 giorni. A differenza dei sensori di glucosio attuali, il sensore Senseonics è destinato ad essere impiantato per via sottocutanea sulla parte superiore del braccio senza così avere parti sporgenti sulla pelle.

Trasmettitore

trasmettitore

Il trasmettitore Senseonics è progettato per interagire in modalità wireless con il sensore e l’applicazione per smartphone.

Indossato sul braccio, il piccolo trasmettitore è destinato ad alimentare in modalità wireless il sensore per attivare il processo di misurazione del glucosio. Il trasmettitore è progettato per ricevere i dati necessari dal sensore e per calcolare la concentrazione di glucosio. I valori glicemici verranno poi inviati dal trasmettitore ad uno smartphone via Bluetooth.

Applicazione per smartphone

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L’applicazione Senseonics è progettata per funzionare su uno smartphone per ricevere e visualizzare i dati del sensore di glucosio dal trasmettitore. Lo scopo è  fornire un facile accesso alle letture glicemiche in tempo reale senza appesantire l’utente con un altro dispositivo dedicato.

Oltre al valore glicemico attuale, l’applicazione  visualizza la velocità e la direzione della variazione glicemica, trend grafici, e avvisi per ipoglicemia o iperglicemia, inoltre memorizza i valori per ulteriori analisi e reporting.

Comunicato stampa ufficiale

Sensori miniaturizzati, dispositivi indossabili e chip che comunicano tra loro o con smartphone e smartwatch e possono migliorare la nostra vita. E’ il futuro della tecnologia applicata alla salute: il corpo umano si sta trasformando da elemento passivo a strumento attivo per l’autodiagnosi. Un esempio? Senseonics presenta il primo sensore al mondo che una volta posizionato nel braccio invia per 90 giorni consecutivi in modalità wireless i valori della glicemia a un dispositivo mobile, rendendo la vita di chi ha il diabete di tipo 1 più semplice e più serena.

Milano, 13 novembre – Smart e mini, ma con una durata maxi. Sarà presentato all’inizio del 2016 il primo sensore per il monitoraggio continuo della glicemia completamente impiantabile. Grazie a un trasmettitore indossabile e ad una App per smartphone è in grado di dare risposte accurate e in tempo reale per 90 giorni consecutivi senza essere mai sostituito. Due caratteristiche che promettono di dare un aiuto concreto a chi ha il diabete di tipo 1, 300mila persone in Italia, e vuole avere una vita attiva e serena, prevenendo i pericoli di crisi e picchi glicemici durante la vita quotidiana, lo sport, fuori casa o di notte.

Gli attuali sistemi di monitoraggio continuo della glicemia utilizzano sensori sottocutanei ugualmente sensibili ed efficaci, ma con una durata media di una settimana, al termine della quale devono essere rimossi e sostituiti. Il dispositivo CGM di Senseonics, azienda americana specializzata nello sviluppo e nella ricerca di sistemi innovativi per il monitoraggio della glicemia, è costituito da un sensore minuscolo -misura appena 3 millimetri per 16 – formato da una sottile capsula biocompatibile che racchiude un polimero fluorescente. La novità è duplice: l’utilizzo di una tecnologia innovativa per la rilevazione delle variazioni degli zuccheri e il sensore CGM con la più lunga performance al mondo.

Il dispositivo, che in Italia sarà commercializzato da Movi, è stato valutato in uno studio multicentrico (studio PRECISE – A Prospective, Multicenter Evaluation of the Accuracy of a Novel Continuous Implanted Glucose Sensor) che ne ha dimostrato l’accuratezza e l’attendibilità nel lungo termine: ottenuta, infatti, la certificazione CE per la durata di 90 giorni, sulla base delle prove condotte, la durata potrà essere estesa fino a 180 giorni. Il sensore dei record verrà presentato in Italia durante la IX Conferenza Internazionale ATTD, l’International Conference on Advanced Technologies & Treatments for Diabetes che si terrà a Milano a febbraio 2016.

Grazie ad una semplice procedura il sensore viene posizionato nella zona sottocutanea del braccio e viene “associato” ad un trasmettitore “indossabile” che trasforma in dati i segnali ricevuti dal sensore ogni cinque minuti per poi inviarli allo smartphone e allo smartwatch. Un’App dedicata (già sviluppata per Ios e Android) riceve e mostra i dati sia in forma di valori glicemici in tempo reale che aggregati sotto forma di curva glicemica, consentendo così un controllo efficace e costante dell’andamento degli zuccheri nell’organismo.

“Per fare un esempio semplice – spiega la dottoressa Daniela Bruttomesso, specialista in Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera di Padova – il controllo glicemico abituale da sangue capillare è una fotografia, una istantanea del valore glicemico in un dato momento della giornata. Il monitoraggio glicemico continuo è un film dell’andamento glicemico, di 1 o più giorni, che mostra non solo il valore ma anche la curva glicemica delle ore precedenti e il trend previsto. Inoltre, rispetto all’autocontrollo glicemico tradizionale, ovvero quello da sangue capillare – continua Bruttomesso – il monitoraggio in continuo è in grado di fornire informazioni più dettagliate sulle escursioni glicemiche postprandiali e sulle ipo o iperglicemie notturne. Infine i sistemi CGM possono essere programmati con allarmi di sicurezza personalizzabili – conclude la specialista – come segnali acustici, visivi o vibrazioni, che avvertono con un certo anticipo la persona con diabete che la glicemia sta per raggiungere la soglia di ipo-iperglicemia o che tale soglia di sicurezza è stata superata”.

Con il dispositivo CGM di senseonics, grazie a smartphone e smartwatch, i dati e gli andamenti glicemici vengono visualizzati e rappresentano una fonte preziosa per impostare al meglio la terapia insulinica in ogni condizione. I vantaggi per le persone con diabete di tipo 1 sono evidenti, con la serenità supplementare di un compagno di viaggio che resta invisibile e affidabile per tre mesi consecutivi, 24 ore su 24, giorno e notte.

Tra gli eventi più complessi da gestire nel diabete ci sono, infatti, gli imprevisti e repentini abbassamenti o risalite della glicemia, una preoccupazione costante per le persone con diabete di tipo 1: alimentazione, attività sportiva, variazioni nello stile di vita, rappresentano fattori che possono essere tenuti sotto controllo grazie al monitoraggio continuo della glicemia.

“La misurazione in continuo della glicemia offre una visione completa del profilo glicemico permettendo al paziente e al medico di ottimizzare il controllo più facilmente – sottolinea Bruttomesso -. Da un recente studio condotto in Italia su circa 7.000 pazienti in terapia con microinfusore per la somministrazione sottocutanea continua di insulina è emerso che i pazienti che utilizzano il sensore per il monitoraggio in continuo della glicemia hanno un valore di emoglobina glicosilata e una frequenza di ipoglicemie severe inferiore rispetto a chi non utilizza il sensore – afferma la specialista – , aspetti che intervengono in modo efficace sulla qualità di vita del paziente e sulla prevenzione delle complicanze”.

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Mappa delle Scuole

Nido, Materna, Elementari, Medie, Superiori. 
Dove sono? E, soprattutto, come sono?

Tuo figlio ha il diabete e devi scegliere un istituto? Consulta la mappa e leggi le opinioni di chi ci è già stato!
Oppure, insegni in un istituto, hai già gestito scolari diabetici e vuoi dircelo?
O, ancora, tuo figlio già frequenta e vuoi inserire la tua opinione sull’istituto? Puoi farlo qui, scrivendo la tua esperienza o, ad esempio, specificare se usa il microinfusore o le penne, se ha il sensore o meno,  e/o quanto le insegnanti si sono rese disponibili.

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Animas Vibe: come limitare le bolle

Svariate volte mi hanno chiesto lumi sul metodo che adotto per limitare le bolle presenti nelle cartucce d’insulina; ho quindi deciso di scrivere qui i passi che compio io per eliminare quanta più aria possibile dalle siringhe, sempre tenendo presente che questi non sono stati indicati in alcun modo da medici, ma dall’esperienza quotidiana di tante persone, dalle quali ho preso spunto nel tempo.

Qualcuno mi ha detto che tenendo l’insulina per troppi giorni a contatto con la plastica,  questa si deteriora (io non ho mai notato nulla di problematico in tal senso). Ma i più invece non hanno sollevato questo effetto collaterale. Tant’è che, ponendo il quesito alla diabetologa che segue mia figlia Melissa, questa non ha sollevato problematiche, se non quella di preparare le cartucce non più di 3-4 per volta.

Passi e dosi che indicherò sono tarate su mia figlia di 20 mesi.
Un’accortezza essenziale, oltre a quella di usare insulina a temperatura ambiente: in tutto il procedimento la siringa va tenuta sempre in verticale con l’apertura verso l’alto.

1) Prendere 3 o 4 set e prepararli per essere… riempiti

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2) Riepirli uno ad uno con queste accortezze…

– non aspirare con il “manico blu” presente nella confezione, bensì spingere dall’alto con una penna  biro

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– riempire la siringa con 2 ml di insulina
– battere con l’unghia (o con la penna biro) in modo deciso e ripetutamente facendo sì che che le bolle vadano verso l’alto
– svuotare completamente la siringa: in questo modo le bolle finiranno tutte dentro la cartuccia, in cima… e non ce ne preoccuperemo più!
– ripremere di nuovo la penna dall’alto verso il basso sino a riempire 2ml d’insulina
– picchiettare di nuovo energicamente la siringa e spingere il pistoncino con il “manico blu”, sino ad ottenere una siringa riempita con 0,95 ml (dose per una bimba di 20 mesi)

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– sfilare l’ago, rimuovere l’ago dalla cartuccia
– tappare la cartuccia col tappino e appoggiare su un piano, in verticale, la siringa

3) Dopo aver riempito 3 o 4 cartucce con i suddetti passi, riporle sempre in verticale in un astuccio (io uso il #papàncreas Container) in modo tale da farle “decantare”: così facendo, le microbolle che ancora sono presenti nella soluzione piano piano saliranno verso l’alto. Ve ne accorgerete quando sarà ora di stappare la siringa, poiché in cima sarà presente una depressione, che è proprio il frutto dell’unione delle microbolle

portaserbatoiPapàncreas Container

4) Fare decantare (a temperatura ambiente in inverno o in frigo d’estate) la prima cartuccia almeno 1 giorno (le altre di conseguenza decanteranno 4gg, 7gg, …).

Al momento di effettuare il cambio-set (ogni 2 o 3gg a seconda della prescrizione medica -noi lo facciamo ogni 3gg-):
1) Prendere una cartuccia di quelle preparate nei punti sopra assicurandosi di mantenerla in verticale, sempre con il “beccuccio” verso l’alto e dare due colpetti con l’unghia
3)Sostituire la vecchia siringa del micro con la nuova (effettuando i classici passi del micro: riavvolgi, ecc…), il tutto tenendo il micro e cartuccia in verticale
4) Effettuare il riempi-set (primi 3 step…)

Ok. Ora potete sostituire il cerotto con il nuovo.
Un ulteriore accorgimento è quello di tenere il micro, nell’uso quotidiano, in verticale con il catetere che punta verso il basso: in tal modo le eventuali microbolle ancora presenti si addenseranno nella parte posteriore della cartuccia e non entreranno nel catetere.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
©Riproduzione riservata
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Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
Enjoy!

Consigli per la calibrazione del Dexcom

Cos’è il raw data?
È quel numero che corrisponde alla misura che il sensore ha, ma che senza le calibrazioni non sa dire a che glicemia corrisponda. È visibile utilizzando Nightscout.

Come lavora l’algoritmo del Dexcom?
Il Dexcom lavora sulle ultime 6 calibrazioni inserite, quindi subito dopo il cambio del sensore è bene approfittare di ogni momento utile alla calibrazione al fine di ottenere quanto prima valori attendibili.

Se per errore viene inserita una calibrazione con un valore errato, questa “interferirà” negativamente sul valore calcolato dal Dexcom, sino a quando non verranno effettuate altre 6 calibrazioni, che faranno così “dimenticare” al Dexcom quella errata.

Consigli per la calibrazione:

  • calibrare possibilmente tra valori 90/200;
  • calibrare con glicemia stabile;
  • utilizzare sempre lo stesso glucometro ed accertarsi della sua affidabilità;
  • se si utilizza Nightscout e non si ha un occhio allenato ai raw data (ossia i dati non filtrati), è preferibile controllare la glicemia nei momenti in cui i dati fanno meno rumore (clean o light);
  • la richiesta di un valore di calibrazione da parte del ricevitore Dexcom non va necessariamente evasa immediatamente: in caso di oscillazioni delle glicemie rilevate, è preferibile aspettare che il valore si stabilizzi prima di inserire la nuova lettura. Per ovviare a questo inconveniente si può calibrare 3 volte al giorno, invece che due;
  • evitare troppe calibrazioni: tendono a sfasare il Dexcom (a meno ché non si sia inserito un valore errato). In questo caso è consigliabile effettuare le calibrazioni anche ogni 2/3 ore per eliminare il valore errato.

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