«Se lavoro solo alcuni giorni della settimana, di quanti giorni di permesso retribuito ho diritto al mese?»

Ci è voluto il ricorso di un dipendente delle Poste Italiane e una sentenza rivoluzionaria della Cassazione per dare una risposta a questa domanda, legata al part-time verticale. Questo tipo di contratto prevede un’attività lavorativa svolta a tempo pieno ma solo in certi giorni della settimana o del mese. Allora quanti giorni di permesso spettano al dipendente?

Il caso, sul quale la Corte Suprema si è espressa con la sentenza n. 22925 depositata il 29 settembre 2017, ha riguardato il padre di una bambina alla quale era stato riconosciuto l’handicap grave. Al passaggio dal rapporto di lavoro full-time a part-time verticale (lavorando quattro giorni a settimana), S.B. si è visto decurtare i tre giorni di permesso retribuiti riconosciuti dall’art. 33, comma 3 della L. 104/92 in favore dei lavoratori dipendenti che assistono un congiunto affetto da handicap grave. Senza darsi per vinto, ha intrapreso un’azione giudiziaria arrivando fino all’ultimo grado di giudizio, per riavere i suoi tre giorni di permesso, invece dei due concessi dal datore di lavoro. Quest’ultimo aveva riproporzionato i giorni di permesso in base alla percentuale del rapporto part-time.

Appare ragionevole distinguere l’ipotesi in cui la prestazione di lavoro part time sia articolata sulla base di un orario settimanale che comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario, da quello in cui comporti una prestazione per un numero di giornate di lavoro inferiori, o addirittura limitata solo ad alcuni periodi nell’anno e riconoscere, solo nel primo caso, stante la pregnanza degli interessi coinvolti e l’esigenza di effettività di tutela del disabile, il diritto alla integrale fruizione dei permessi in oggetto” hanno sentenziato gli Ermellini, i giudici della Cassazione chiamati spesso così per il particolare abbigliamento che in occasioni solenni prevede la toga rossa con bordo di pelliccia di ermellino.

Abbiamo chiesto all’Avv. M. Laura Chiofalo di spiegarci meglio la novità e la portata della sentenza: “L’importanza di tale pronuncia deriva dalla valutazione comparativa degli interessi delle parti, effettuata dalla Suprema Corte attraverso un iter argomentativo di notevole interesse. Infatti, nel provvedimento in questione, si legge testualmente che : “ In tema di lavoro a tempo parziale verticale, nel regime di cui al d. lgs. n. 61 del 2000, nel bilanciamento fra il diritto del lavoratore all’integrale fruizione dei permessi ex art. 33. Comma 3, L104/92, fondato sulla finalità socio – assistenziale dell’istituto e sul rilievo costituzionale degli interessi protetti, e quello del datore di lavoro di non vedere irragionevolmente sacrificate le sue contrapposte esigenze, il criterio per l’applicabilità del riproporzionamento ex art. 4, lett. b), del d. lgs. cit., va rinvenuto nella modalità di articolazione dell’orario di lavoro, sicchè la fruizione dei permessi va integralmente riconosciuta solo nel caso di prestazione resa su base settimanale per un numero di ore supeiore al 50% di quello ordinario.” Pertanto, nel bilanciamento degli interessi in gioco, prevale, secondo la Suprema Corte, l’interesse, costituzionalmente rilevante ex art. 32 Cost., alla tutela della salute psico-fisica del disabile, rispetto all’interesse, contrapposto, del datore di lavoro all’organizzazione dell’azienda anche sotto il profilo della modulazione dell’orario della prestazione lavorativa di ciascun dipendente, purchè, in ogni caso, l’orario di lavoro
sia pari, complessivamente, almeno al 50% di quello ordinario.

Se l’azienda non dovesse applicare questi parametri cosa bisognerebbe fare?
La fattispecie sottoposta all’esame della Suprema Corte si riferisce ad un caso specifico, non espressamente disciplinato da alcuna norma di legge. Manca, in sostanza, un’espressa previsione legislativa che tenga conto del passaggio dal rapporto di lavoro full time a quello part time. Da qui nasce, sostanzialmente, la totale discrezionalità della scelta dei giorni da concedere a tale titolo da parte del datore di lavoro. Qualora non vengano riconosciuti i 3 giorni di permessi mensili, occorre, necessariamente, previa richiesta stragiudiziale non accolta dalla parte datoriale, rivolgersi al Giudice del Lavoro del Tribunale competente per territorio, al fine di chiedere l’accertamento del diritto nonché la condanna del datore di lavoro al risarcimento dei danni non patrimoniali in favore del dipendente per effetto dell’illegittimo riproporzionamento dei giorni di permesso concessi.

– Lo stesso principio dovrebbe, in teoria, valere anche per il congedo straordinario per gravi motivi familiari?
Sì, i medesimi principi, certamente, valgono anche per il congedo straordinario di cui all’art. 42, comma 5, del d. lgs. n. 151/2001, così come correttamente evidenziato, non solo nel capo n. 6.2 della sentenza in esame, ma anche dalla Corte cost. nella sentenza n. 213/2016, laddove, nell’affrontare la questione relativa alla disparità di trattamento tra il coniuge ed il convivente more uxorio nella concessione dei permessi ex L.104/92, è stato ribadito, espressamente, che “Risulta, pertanto, evidente che l’interesse primario cui è preposta la norma in questione – come già affermato da questa Corte con riferimento al congedo straordinario di cui al d.lgs. n. 151 del 2001 – è quello di «assicurare in via prioritaria la continuità nelle cure e nell’assistenza del disabile che si realizzino in ambito familiare, indipendentemente dall’età e dalla condizione del figlio dell’assistito”.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

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Veneto: dal primo agosto FreeStyle Libre direttamente in farmacia

"Più Libre per tutti!". Ma comprate strisce e lancette.
Se capitate in una farmacia in qualche città del Veneto non stupitevi se tra i mille prodotti troverete anche FreeStyle Libre, il sistema flash di monitoraggio del glucosio. Dal primo agosto, qualche mese dopo la delibera regionale che ne autorizzava l’uso a carico del Sistema Sanitario Nazionale, il dispositivo viene fornito direttamente nelle farmacie. Il Veneto diventa così la prima regione italiana in assoluto ad adottare questo sistema di distribuzione.

L’iter che il paziente deve seguire prevede pochi passaggi e per di più informatizzati. Il diabetologo di un centro pubblico o accreditato esegue la prescrizione attraverso l’applicativo WebCare Diabete, una piattaforma ad hoc fornita da Federfarma Veneto a Regione e Usl, e creata proprio per la gestione delle prescrizioni e la successiva distribuzione di tutti i dispositivi per il monitoraggio della glicemia. Usando questo strumento i pazienti affetti da diabete e residenti nel Veneto possono ritirare la fornitura prescritta direttamente in farmacia, senza dover passare volta per volta dal medico di medicina generale.

Secondo i dati forniti dalla Regione Veneto il sistema FreeStyle Libre potrebbe essere usato da circa 5.600 persone, 1.100 dei quali bambini e adolescenti fino ai 17 anni.

Di fronte alla fornitura di 26 sensori all’anno della casa Abbott, ecco le quantità prescrivibili dei presidi classici:

  • per tutti i pazienti dai 4 ai 17 anni e per i pazienti adulti in terapia con microinfusore sono dispensate 100 strisce/mese per i primi 2 mesi di terapia e 50 strisce al mese a regime per il proseguimento della terapia, nonché 200 lancette all’anno.
  • per i pazienti adulti in terapia multiiniettiva (ossia con la classica “penna”), che effettuano abitualmente 5 o più iniezioni di insulina al giorno, sono 300 strisce e 200 lancette all’anno.

Il sistema FreeStyle Libre non è approvato per prendere decisioni terapeutiche: prima della somministrazione dell’insulina, sia con il microinfusore sia con le penne, occorre quindi una misurazione capillare. Facendo un rapido calcolo però, a tutti i diabetici sarà dispensata poco più di una lancetta pungidito ogni due giorni. Inoltre,  se ai minorenni e ai microinfusi saranno dispensate circa tre strisce reattive ogni due giorni, gli altri diabetici dovranno fare i conti con meno di una striscia al giorno.

Download “Testo integrale della delibera” Testo-integrale-della-Delibera-n-303-2017.pdf – Scaricato 18 volte – 125 KB


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Apple strizza l’occhio al Dexcom G5 (e si dimentica di FreeStyle Libre)

Attenzione. Questo articolo è obsoleto e risale a giugno 2017. Da allora, Apple ha fatto molti passi avanti, rendendo la lettura di FreeStyle Libre fruibile anche sui dispositivi della mela morsicata.

Sarà il nome FreeStyle, che sa di free, libero, o sarà forse perché Dexcom, a differenza del bottone smart di casa Abbott è molto utilizzato negli Stati Uniti, sta di fatto che le ultime notizie giunte da Cupertino riguardanti ciò che sta a cuore a tutti noi (vale a dire il mondo dell’hi-tech dedicato al diabete) fanno intendere proprio una precisa preferenza.

Facciamo un piccolo passo indietro per spiegare brevemente in cosa differiscono Dexcom G5 e FreeStyle Libre.

Dexcom G5 è un sensore che, applicato in specifiche zone del corpo, legge in continuo la glicemia (ogni 5 minuti, allertando anche il paziente in caso di ipo e iperglicemia). La glicemia rilevata viene trasferita via Bluetooth all’iPhone, che la mostra sul display del telefono. La sua estrema precisione rende Dexcom G5 l’unico sul mercato approvato dal FDA come strumento idoneo a prendere decisioni terapeutiche, in alternativa al glucometro.

FreeStyle Libre, invece, pur essendo applicato sul corpo come il Dexcom, fornisce la glicemia soltanto nel momento in cui vicino ad esso vengono passati il lettore ufficiale Abbott oppure uno smartphone Android, che “leggono” il valore per mezzo della tecnologia NFC (Near Field Communication, che in italiano sarebbe appunto “Comunicazione in prossimità“).

Un device ideale sarebbe quindi quello universale e “multisensore”, capace cioè di interrogare e mostrare sul display sia le glicemie del Dexcom G5 mediante Bluetooth e sia quelle del FreeStyle Libre via NFC.

Apple e FreeStyle Libre

È di questi giorni la notizia che Apple ha in previsione il rilascio della nuova versione del sistema operativo, la iOS 11. Tra le sue funzioni primitive esposte ai programmatori (le cosiddette API) ve ne sono alcune nuove, interessanti e che permettono ad applicazioni terze l’utilizzo del lettore NFC del telefono. Questa apertura, quindi, sembrerebbe portare nella giusta direzione: la possibile creazione di un’app per la lettura del Libre basata proprio su queste nuove funzioni.
Leggendo però più attentamente la notizia, secondo quanto dice l’articolo, iOS 11 permetterà la lettura di un formato di dati standardizzato, chiamato NDEF, che non è quello utilizzato da Libre. Il prodotto di punta della Abbott utilizza invece lo standard binario. A chi non è del settore il concetto potrebbe risultare un po’ ostico. Facendo un parallelo linguistico, è come se iPhone fosse in grado di leggere ed interpretare soltanto le parole contenute in un classico vocabolario della lingua italiana e, quando da Libre arriva la frase “la glicemia è centocinquantasette”, il melafonino non riesce a capirla perché, a pensarci bene, la parola “centocinquantasette” sul vocabolario non la troverete.

Apple e Dexcom G5

Sempre di questi giorni è anche un’altra notizia:  con l’avvento a breve del nuovo aggiornamento watchOS 4 per Apple Watch, sarà possibile vedere la glicemia al polso senza la necessità di avere con sé anche l’iPhone.
Anche in DeeBee ci stiamo muovendo in una direzione simile, ma sul versante Android: siamo in fase di test, che speriamo conducano ad un risultato positivo tale da permetterci di leggere la glicemia direttamente sullo smartwatch, spedendola anche in remoto.

Conclusioni

Sicuramente la lettura del Dexcom G5 direttamente sull’orologio dona un piccolo grado di libertà in più anche se, a onor del vero, quasi ogni persona ha ormai lo smartphone sempre con sè e quindi questa funzione non è così indispensabile…
Sul versante Abbott, invece, Apple ha deciso di rendere finalmente utilizzabile il comparto NFC del telefono. Visto il cambio di direzione intrapreso, la speranza è che in un futuro prossimo questo venga aperto del tutto, permettendo agli sviluppatori di creare un’app per la lettura del Libre con iPhone, ad oggi impossibile. Come già avviene ormai da tempo con Android, donando al Libre nuove funzioni e potenzialità.

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MiniMed™640G in aereo: avviso di sicurezza da Medtronic

«Abbiamo come priorità la completa e puntuale informazione sui nostri dispositivi e servizi» Medtronic.

Pubblichiamo un avviso di sicurezza urgente, diramato da Medtronic
Fonte: Ministero della Salute


Medtronic Italia S.p.A .
Via Varesina, 162
20156 Milano
Tel. +39 02 241371
Fax +39 02 241381

Raccomandata A.R.

Milano, 25 maggio 2017

URGENTE AVVISO DI SICUREZZA
Microinfusore per insulina MiniMed™640G
Temporanea perdita della funzionalità dei tasti

Gentile Cliente,

con la presente comunicazione vi informiamo in merito ad una rara e momentanea condizione nella quale i tasti del microinfusore per l’insulina MiniMed™640G possono bloccarsi temporaneamente e perdere la propria funzionalità. Questa è un’azione informativa e agli utilizzatori non viene richiesta la restituzione o la sostituzione del microinfusore. Vi chiediamo di prendere nota delle importanti informazioni riportate di seguito in modo da comprendere quando tale situazione potrebbe verificarsi e come può essere gestita. Medtronic ha identificato che la vostra struttura ha in gestione uno o più microinfusori MiniMed 640G e poiché non ha accesso ai dati dei vostri utilizzatori finali vi chiede di informarli tramite l’allegata lettera per l’utilizzatore.

Quali sono le cause della temporanea perdita della funzionalità dei tasti?

In caso di un rapido aumento o diminuzione della pressione atmosferica dell’ambiente circostante il dispositivo, è possibile che i tasti del microinfusore MiniMed 640G perdano temporaneamente la propria funzionalità. Questo è più probabile che avvenga durante i viaggi in aereo, nella fase di decollo o atterraggio. Se questo avviene, nella maggior parte dei casi l’utilizzatore può anche non accorgersene poiché il microinfusore ripristinerà la funzionalità dei tasti da solo.

Come può l’utilizzatore individuare se questo accade al proprio microinfusore ?

Durante questa situazione temporanea è possibile che un tasto risulti troppo difficile da premere o possa apparire come premuto e bloccato in tale posizione.

• Se l’utilizzatore riscontra che i tasti sono difficili da premere, il microinfusore continuerà ad erogare l’insulina basale. L’utilizzatore può non essere in grado di programmare un bolo o sospendere l’erogazione di insulina poiché non è temporaneamente possibile premere i tasti, ma questa condizione si risolverà da sola solitamente entro 30 minuti.

• Se un tasto risulta premuto e bloccato in tale posizione, dopo tre (3) minuti, il microinfusore visualizza l’allarme “tasto bloccato” che sospende l’erogazione di insulina (inclusa l’insulina basale). Poiché i tasti hanno perso temporaneamente la funzionalità è possibile che l’utilizzatore non riesca a cancellare l’allarme. Nella rara condizione in cui questa situazione perduri oltre dieci (10) minuti, il microinfusore emetterà una segnalazione acustica a sirena.

Una volta visualizzato l’allarme e sospesa l’erogazione di insulina, non sarà possibile per l’utilizzatore programmare un bolo o riprendere l’erogazione di insulina fino a quando l’allarme non viene cancellato.

Cosa deve fare l’utilizzatore se questo accade al proprio microinfusore ?

Nel caso in cui gli utilizzatori verifichino questa condizione dei tasti e desiderino risolverla immediatamente per erogare un bolo o cancellare l’allarme, devono rimuovere il tappo dello scomparto della batteria del microinfusore e successivamente riapplicarlo.

Nota bene: Gli utilizzatori devono avere a disposizione una nuova batteria AA nel caso il microinfusore ne richieda l’inserimento.

Cosa dovete fare se necessitate di ulteriori informazioni ?

Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento vi invitiamo a consultare l’appendice con le domande e risposte allegata alla comunicazione per l’utilizzatore o a contattare il servizio di assistenza tecnica MiniMed Care al numero verde 800 601122 attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

Nota: Solo i microinfusori MiniMed serie 600 sono interessati dal presente avviso di sicurezza.

Medtronic Italia ha informato le Autorità Competenti italiane relativamente ai contenuti di questa comunicazione.

Medtronic si impegna costantemente per garantire la sicurezza degli utilizzatori e ha come priorità la completa e puntuale informazione sui propri dispositivi e servizi. Vi ringraziamo sinceramente per il tempo e l’attenzione dedicati a questa importante comunicazione. Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimenti vi invitiamo a contattare il servizio di assistenza tecnica MiniMed Care (numero verde 800 601122 – fax 02 24138210 – e­mail: assistenzadiabete@medtronic.com).

L’occasione ci è gradita per porgere i nostri migliori saluti.

Dott. Francesco Conti
Direttore Relazioni Istituzionali

Scarica il Comunicato Ufficiale comprensivo di appendice con le domande e risposte:

Download “Appendice Domande e Risposte e Comunicato Medtronic” Comunicato_Medtronic_by_DeeBee.it_.pdf – Scaricato 13 volte – 118 KB

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YpsoPump, il nuovo microinfusore leggero e con cartucce preriempite

L'ultimo arrivato in casa Ypsomed promette buone prestazioni ad un prezzo molto competitivo.

Molto spesso Ypsomed viene associato al suo prodotto di punta, il microinfusore senza fili OmniPod, un dispositivo composto solamente da un serbatoio patch e un “telecomando”, il Personal Diabetes Manager (PDM). Ma, durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, in programma dal 17 al 20 maggio a Napoli, la casa svizzera lancia in Italia un nuovo prodotto, YpsoPump, entrando così nel mercato dei microinfusori tradizionali. L’ultimo arrivato in casa Ypsomed, già in uso in Germania, Olanda, Regno Unito e nella Repubblica Ceca, a breve farà il suo ingresso anche nel mercato scandinavo, spagnolo e quello indiano.

I COSTI
Ciò che distingue questo microinfusore dagli altri è, in primis, il costo contenuto: gli esperti di Ypsomed promettono al Servizio Nazionale Sanitario di poter “ottimizzare del 30-70% l’uso delle risorse”. L’obiettivo è di arrivare perfino a triplicare le possibilità per un paziente di accedere alla terapia insulinica con microinfusore, che in Italia è ancora poco diffusa se confrontata con gli altri paesi (tra le 300 mila persone affette da diabete di tipo 1 nel Belpaese, i micronfusi sono solo il 4-5%, contro i quasi 40% di quelli americani). In rete abbiamo trovato in vendita il nuovo microinfusore a 3.600 Euro, un prezzo molto inferiore dei suoi simili prodotti da altre case.
  

LE SPECIFICHE

La prima impressione che abbiamo avuto è stata quella di trovarci davanti a un prodotto con un design accattivante, minimale ma evoluto, in linea con le tendenze del mercato che si evolve.
YpsoPump, progettato nel segno della semplicità e della leggerezza, pesa solo 83 grammi, batteria e cartuccia incluse (viene alimentato da una pila AAA). Le misure ridotte (7,8 cm × 4,6 cm × 1,6 cm), il set d’infusione che ruota liberamente di 360°, l’interfaccia touch, l’uso delle cartucce preriempite NovoRapid PumpCart da 160 U che possono essere cambiate seguendo una procedura semplicissima, unite alla possibilità di portarlo sott’acqua per un’ora fino a un metro di profondità, sono dettagli che lo rendono ideale per chi predilige la praticità. Ha due profili di basali, i classici tre tipi di boli (standard, esteso e combinato), ma manca del suggeritore di bolo. È stato pensato anche per i non vedenti: difatti senza guardare, si può premere tante volte quanti “scatti” d’insulina di desidera fare e, una volta impartito il comando, il microinfusore vibrerà tante volte quante volte si è premuto il tasto per ulteriore conferma, per poi erogare la quantità desiderata. Ognuno può impostare lo “scatto” secondo le proprie necessità. Lo “scatto” (o step) minimo è di 0,1 unità, ma si ha la possibilità di impostarlo anche a mezza, una o due unità.

I set d’infusione Mylife Orbitmicro hanno il cerotto color carne e la cannula da 31 gauge di calibro, che la rende la più sottile attualmente in circolazione. La lunghezza delle cannule è di 5,5 o 8,5 mm ed il catetere è disponibile in quattro lunghezze: 45, 60, 75 e 105 cm.
Le specifiche, soprattutto se correlate ai costi, sono molto interessanti. Non ci resta che attendere le impressioni dei primi utilizzatori.
I VIDEO

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Fiasp®, l’insulina che ha messo la freccia

Insulina Fiasp®: l'ultrarapida ancora più rapida arriva in Europa.

Si inizia dalla Germania. È lì che Novo Nordisk lancia per l’Europa Fiasp® (fast-acting insulin aspart), l’insulina ad azione ultrarapida di nuova generazione. Il 10 gennaio di quest’anno, la multinazionale danese leader nei prodotti per il trattamento del diabete, aveva ottenuto l’approvazione della Commissione Europea per la commercializzazione del prodotto nei 28 stati membri. La nuova insulina prandiale, già in uso in Canada da fine marzo, è attualmente autorizzata per il trattamento dei soli pazienti adulti; in Europa sia per terapia in multiiniettiva, sia per quella con microinfusore (diverso è lo scenario in Canada dove l’approvazione comprende solo la somministrazione con le penne o siringhe).

Il nuovo prodotto, da somministrare per via sottocutanea, viene commercializzato in:

  • Penne preriempite (FlexTouch) con incrementi minimi da 1 unità e da usare con aghi NovoFine Plus, NovoFine o NovoTwist.
  • Cartucce di soluzione iniettabile (Penfill), progettate per essere usate con i dispositivi per la somministrazione di insulina di Novo Nordisk e aghi per iniezione NovoFine Plus, NovoFine o NovoTwist.
  • Soluzione iniettabile in flaconcino da usare con siringhe per insulina.

Ne avevamo parlato quasi un anno e mezzo fa, quando ancora il nome era top secret e le aspettative molto alte. Fiasp® ha una formulazione più veloce rispetto alle sue “cugine” NovoRapid e Humalog, vantaggio che si potrebbe tradurre in un miglior controllo della glicemia postprandiale e quindi in una gestione più semplificata della patologia.

ANCORA PIÙ VELOCE

L’aggiunta di due nuovi eccipienti, Nicotinamide (vitamina B3) per aumentare la velocità di assorbimento, e Arginina cloridrato, un amminoacido utile per ridurre la resistenza insulinica, renderebbero la risposta dell’organismo più simile a quella fisiologica di un soggetto sano. Secondo l’azienda farmaceutica che la produce, Fiasp® ha il pregio di permettere un regime flessibile: somministrazioni anche fino a 2 minuti prima dell’inizio del pasto per arrivare anche a 20 minuti dopo il pasto senza compromettere il buon controllo glicemico. Il suo picco di effetto ipoglicemizzante è stato ottenuto tra 1 e 3 ore dopo l’iniezione. Facendo un paragone con NovoRapid, la nuova insulina “è entrata in circolo circa 4 minuti dopo la somministrazione. La comparsa dell’insulina è stata quindi due volte più rapida; il tempo per raggiungere la concentrazione massima (pari al 50%) è stato 9 minuti più breve; la quantità di insulina disponibile è stata di quattro volte superiore durante i primi 15 minuti e due volte superiore durante i primi 30 minuti”.

Nei pazienti che usano il microinfusore “l’insorgenza dell’esposizione (tempo per raggiungere la concentrazione massima) è stata 26 minuti più breve con Fiasp rispetto a NovoRapid e ha determinato una quantità circa tre volte superiore di insulina disponibile durante i primi 30 minuti”.

LE TESTIMONIANZE

Secondo le testimonianze di alcuni pazienti che hanno partecipato nei vari trial, il nuovo prodotto presenta invece qualche problema di assorbimento e necessita comunque di dosi aumentate. La stessa vitamina B3 viene considerata responsabile di questo abbassamento di sensibilità all’insulina. Altri pazienti la ritengono perfetta se usata per le correzioni di iperglicemie. C’è poi anche chi, dopo averla utilizzata, l’ha ritenuta difficile da dosare, per via della maggior velocità d’azione, soprattutto in relazione alla gestione degli alimenti con basso indice glicemico (digeriti e assorbiti più lentamente dall’organismo) o, ancora, dai pazienti che presentano una digestione fisiologicamente più lenta.

Una cosa è sicura: malgrado il notevole passo avanti nella gestione del diabete, Fiasp® non è ancora l’insulina che si aspettava per il perfezionamento del pancreas artificiale.

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Nightscout oltre le nuvole

Ha trovato un modo molto particolare per ricordare la sua più lunga passeggiata spaziale fuori dalla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, l’astronauta americano Aaron Wallace. Una volta rientrato a bordo, durante un collegamento trasmesso in diretta sul profilo FB della Stazione, ha raccontato che durante le ore passate fuori, il pensiero principale era rivolto a suo figlio Adam di sette anni, da tre affetto da diabete mellito tipo 1.

A testimoniarlo le foto scattate durante la passeggiata spaziale, durata ben sette ore, durante le quali le glicemie di Adam hanno registrato una forte impennata. Questo rappresenta il record di controllo di glicemie da remoto in termini di distanza. Prima di rientrare a casa l’astronauta ha in programma un’ultima attività extraveicolare per predisporre la Stazione all’attracco delle future capsule.

iss

La Stazione Spaziale Internazionale, mantenuta in orbita  tra 330 km e i 435 km di altitudine, in viaggio a velocità media di 27 600 km/h, è abitata dal due novembre 2000. In questi anni a bordo si sono alternati equipaggi di diverse nazionalità, composti da due fino a sei astronauti. Dovrebbe restare in funzione fino al 2024, data prevista per il raggiungimento degli obiettivi scientifici, per poi essere smantellata, distrutta o riutilizzata parzialmente.

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Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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Vuoi parlare con le migliaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda! Nel nostro gruppo affrontiamo ogni tematica inerente il diabete (non solo tecnologia ma anche leggi, sport, alimentazione, accettazione, gestione quotidiana, L104, ecc., sia per adulti che per bambini).
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Glimp & GlimBee: arriva la community ufficiale

A partire da oggi, Glimp e GlimBee hanno il loro gruppo ufficiale Facebook. Sia Glimp, l’app esclusiva per gli smartphone del famoso robottino verde, e sia GlimBee, il progetto open source dedicato alla fruizione delle funzioni CGM, sono due prodotti gratuiti Made in Italy. Il loro connubio ha portato a uno straordinario ampliamento delle capacità del sistema di monitoraggio flash FreeStyle Libre con nuove, esaltanti funzioni.

Il nuovo gruppo internazionale nasce come contenitore unico dove i membri possono fare domande, dare risposte, segnalare eventuali bug e proporre successivi sviluppi.

COSA OFFRONO GLIMP E GLIMBEE

Delle molte funzioni, quelle più apprezzate tra gli utilizzatori di Glimp e GlimBee sono:

  • Gli allarmi. In caso di valori glicemici fuori dal range prefissato, il sistema avverte con un segnale acustico.
  • La calibrazione. Le glicemie rilevate dal sensore possono essere ritarate e calibrate mediante misurazioni capillari. Glimp consente l’inserimento nel suo database delle glicemie rilevate con il glucometro. Proprio queste glicemie, reiterate nel tempo, andranno a correggere i valori rilevati dal sensore.
  • La visione remota. I valori glicemici possono essere trasmessi in remoto e quindi essere visti da lontano.
  • Nightscout. Oltre alle visione remota, il sistema è integrabile in Nightscout, donando al FreeStyle Libre un ventaglio di nuove funzioni pressoché illimitato (visione della glicemia sullo smartwatch al polso, protocollo IFTTT per l’interazione con sistemi compatibili – ad esempio: “Mandami un messaggio se la glicemia scende sotto un certo valore” -, sezione statistiche ricca di report dettagliati e così via).
  • La lettura del Libre. Oltre al lettore ufficiale Abbott, con Glimp il sensore può essere letto in qualsiasi momento usando lo smartphone o, in alternativa, anche semplicemente avvicinando lo smartwatch.

Il nuovo gruppo Facebook internazionale, Glimp CTapp & GlimBee – Official Group by DeeBee.it, si aggiunge a quello ufficiale Nightscout Italia by DeeBee.it in cui si parla principalmente di tecnologia al servizio del diabete, senza tralasciare però tanti altri aspetti della patologia.

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L’app DID Plus e i corsi gratuiti di calcolo dei carboidrati

Sbarca finalmente sul Play Store di Google il Diario Interattivo del Diabete (DID Plus), noto prodotto dell’azienda italiana METEDA, specializzata nello sviluppo e diffusione di software e device medicali dedicati al diabete. Fino a poco tempo fa l’app era prerogativa di chi usava un sistema iOS. Attualmente, per scelte strategiche dell’azienda di Cupertino, questa applicazione non è più presente nello Store Apple.

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Ciò che rende particolarmente interessante questa app e che ha convinto DeeBee.it a divulgare l’evento, è l’approccio che METEDA ha utilizzato: pratico e tangibile, proprio come piace a noi. Difatti, a differenza della concorrenza, l’azienda non si è limitata a rendere disponibile l’app sullo store di Big G, ma ha deciso di calarsi in modo efficace nel quotidiano delle persone affette da diabete, organizzando veri e propri corsi via web, atti non solo a una formazione per il miglior utilizzo dell’app, ma anche a dare delle indicazioni per la miglior gestione del diabete e della conta dei carboidrati.
Per questo motivo, a partire dal prossimo evento, su DeeBee.it troverete il calendario ufficiale dei corsi disponibili.

“Abbiamo deciso di ospitare 50 pazienti per volta perché a fine corso lo specialista, diabetologo o nutrizionista, risponde via chat alle varie domande e dubbi dei partecipanti, e quindi un numero superiore di persone sarebbe stato difficile da gestire” dice Marco Vespasiani, responsabile marketing dell’azienda. “Visto la grande richiesta per il primo appuntamento del 25 febbraio, stiamo lavorando per organizzare altri appuntamenti per le persone che ne fanno richiesta, diversificando gli orari e i giorni della settimana. Il calendario ufficiale aggiornato verrà pubblicato di volta in volta sul sito DeeBee.it e le persone che hanno scaricato DID Plus e sono interessate, possono iscriversi ai corsi compilando un apposito modulo”.

UN PO’ DI STORIA

Il progetto ha le radici nel lontano 1997, quando gli smartphone e le app erano ancora strumenti da macchina del futuro. “Circa 10 anni fa il progetto DID fu stato sviluppato solo per iOS in un’ottica prettamente di telemedicina. Infatti esclusivamente il medico aveva la facoltà di impostare il bolo suggerito e i dati venivano raccolti nella cartella clinica informatizzata (MyStar Connect)” specifica Vespasiani.
Ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi e l’app rimase comunque uno strumento di nicchia. Con gli input di medici e pazienti che ne avevano compreso le potenzialità, DID fu successivamente risviluppata solo per il sistema iOS, riscontrando grande interesse e diventando una delle più apprezzate.

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“In questa ultima versione, l’opzione ‘bolo’ è sbloccata: il paziente, sotto consiglio e supervisione del proprio diabetologo, lo può fare ora anche in autonomia. Se lo desidera, il paziente può attivare anche il collegamento in telemedicina con il proprio diabetologo e con l’aiuto di DID può calcolare il bolo di insulina in base a fattori personalizzati che permettono al sistema di suggerire la dose insulinica” ci racconta il manager, che specifica a questo punto la necessità dei corsi on line: “Si tratta sempre di un device medicale e abbiamo pensato di affiancare i pazienti con dei corsi; non solo quindi una guida tecnica di come si usa l’app, ma un vero e proprio percorso di conoscenza, per non usare alla cieca questo strumento”.

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Nella versione appena lanciata, il paziente insulinodipendente ha la possibilità di memorizzare una serie di informazioni utili alla gestione della patologia: dalla glicemia all’attività fisica svolta (specificando la disciplina e il tempo di esercizio), dalle malattie in corso che possono influire sulla glicemia, alle scelte alimentari. La ricerca dell’alimento e della attività si può fare anche usando il microfono del proprio smartphone e, come per gli altri prodotti METEDA, il database fotografico delle varie porzioni degli alimenti, rende il calcolo ancora più intuitivo.

DID Plus è un software regolato dalla normativa dei dispositivi medici ed è certificato in Classe IIa, quindi non può essere usato in autonomia da minori. Il genitore che ha le necessità di usare l’app per i proprio figlio, può registrarsi con i propri dati, e usarla seguendo i rapporti di calcolo indicati dal diabetologo.

Si ricorda che per la registrazione al corso è necessario:

  • usare il sistema Android
  • scaricare  l’app DID Plus
  • l’indirizzo e-mail per iscriversi al corso deve essere lo stesso usato per la registrazione sull’app.

Per iscriversi ai prossimi corsi basta compilare il seguente modulo:

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Cagliari: «La burocrazia condanna mio figlio a continue iniezioni»

C’è un bimbo di nove anni in Sardegna che il 6 febbraio, insieme alla sua mamma, dovrebbe andare nell’ospedale di Cagliari, non per un controllo di routine dal suo diabetologo e neanche per mettere il microinfusore, ma per restituirlo. Non è che non lo vuole, anzi. È da quattro mesi che lo usa e non se ne vuole separare. Ma la regole sono regole e diventano molto pesanti e anche assurde quando vengono applicate male, come in questo caso.

“Abbiamo iniziato il periodo di prova con OmniPod il 5 ottobre del 2016. Ci siamo trovati bene da subito, malgrado le difficoltà che comporta, come per tutti, il primo periodo del passaggio dalla terapia multiiniettiva a quella con microinfusore” racconta Nicoletta, la mamma che da mesi sta lottando contro la burocrazia. I due mesi di prova sono volati in fretta, ma non altrettanto in fretta si sono spostate le carte da un ufficio all’altro. A novembre del 2016 è stata presentata la richiesta del diabetologo per la fornitura definitiva e da allora le pratiche sono rimaste ferme nell’Ospedale San Giuseppe di Isili.

Il microinfusore che usa suo figlio, l’OmniPod, è composto da due elementi. Il Pod, un piccolo serbatoio di insulina che si porta attaccato al corpo e si cambia ogni tre giorni, e il PDM (Personal Diabetes Manager), telecomando che serve per gestire l’infusione, la sospensione, le basali e tutto quello che la terapia richiede. “L’azienda che fornisce il dispositivo ci è venuta incontro allungando di altri due mesi il periodo di prova, lasciandoci il PDM per un totale di quattro mesi, ma non sono bastati”.

Il dispositivo che gestisce il sistema di microinfusione ha un costo di circa 1.300 euro. E per poterlo avere in dotazione per un quadriennio, sembra che manchi un codice identificativo. Quindi la concessione è sospesa.

“Se non fosse da piangere, sarebbe una commedia dell’assurdo” dice Nicoletta. “Io ho appena ritirato la fornitura trimestrale dei Pod. Ma devo andare in ospedale lunedì (6 febbraio, ndr) per riconsegnare il telecomando che abbiamo in prova. Quello in dotazione non è arrivato e non so quando e se arriverà. È come essere usciti da una concessionaria solo con le gomme perché la macchina non te la danno”.

Poco dopo il 6 febbraio i bambini che dovrebbero consegnare il telecomando dei loro microinfusori diventeranno due, e dopo ancora tre e così via man mano che finisce il periodo di prova. Saranno i bambini che avranno visto svanire un piccolo scorcio di libertà e quegli attimi di spensieratezza ritrovata senza dover più fare continue iniezioni.

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