Nuovo glucagone spray nasale Baqsimi: acquisto e utilizzo (con video)

L’arrivo in Italia del glucagone nasale Baqsimi non è stato  come si sperava. Il flaconcino nella scatola gialla per ora non è mutuabile, ma è possibile acquistarlo con la ricetta bianca. In attesa della decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco sull’eventuale regime di rimborsabilità, il costo di 140,29€ per ora resta a carico del paziente.

Molte famiglie, principalmente quelle con bambini piccoli che a settembre dovranno tornare a scuola, lo hanno già acquistato. Un semplice spray (che non richiede neanche aggiustamenti in base all’età del paziente) al posto di una vera e propria iniezione, facilita sicuramente la collaborazione di insegnanti che hanno alunni e studenti affetti da diabete. Inoltre non è necessario conservarlo in frigo, ma in temperature al di sotto dei 30° e dura due anni. La polvere contenuta nel flaconcino monouso  viene somministrata in un’unica narice ed entra in circolo senza bisogno di essere aspirata; d’altronde sarebbe un’azione impossibile per una persona in ipoglicemia grave. Il farmaco funziona alla perfezione quindi anche in caso di naso otturato.

 

 

 

 

 

 

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

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Migrazione di Nightscout su Atlas

Come chi usa Nightscout già sa, i valori rilevati dal suo sensore glicemico vengono salvate in una “nuvola” online. Ciò che però non tutti sanno è che dietro questa nuvola si cela un servizio gratuito, che nella realtà salva tutte le informazioni su un database. Però, purtroppo, una notizia recente ha gettato la community #wearenotwaiting nello scompiglio: L’add-on mLab MongoDB, a cui è demandato questo compito, verrà rimosso da tutte le app Heroku entro pochi mesi.

Però, niente panico! La community sta già lavorando a possibili soluzioni (sempre gratuite) e, in quest’ottica, vi proponiamo una guida, che risolve il problema migrando i valori glicemici, i trattamenti e tutte le altre strutture, verso il servizio di database cloud chiamato MongoDB Atlas.

Questo è un articolo tecnico che si rivolge a chi ha già dimestichezza nel setup di Nightscout

Innanzitutto, affinché il processo che presentiamo in questo articolo giunga a buon fine, è necessario utilizzare un’unica sessione. Ossia, in altre parole, è opportuno seguire questa guida dal’inizio alla fine, usando un solo browser (che sia Edge, Firefox, Chrome, Safari, o quello che vi piace di più).

Per eseguire le istruzioni presentate nella guida, utilizzate un PC, non uno smartphone.

Iniziamo.

Prima di tutto, assicurati di avere installato Nightscout versione 13:

Crea un’utenza su https://account.mongodb.com/account/register

Compila TUTTI i campi e accetta mettendo la spunta su “I accept”…

Naviga su: https://cloud.mongodb.com/v2#/preferences/organizations

E clicca sul bottone “Create New Organization”

Scrivi “nightscout-for-xdrip”, seleziona la colonna “MongoDB Atlas” e clicca sul bottone “Next”

Clicca su “Create Organization”

Clicca su “New Project”

Scrivi “nightscout-xdrip”

Ora clicca su “Next” e poi “Create Project”.

Apri una nuova finestra e naviga su: dashboard.heroku.com/apps

Nel caso in cui ti vengano richieste utente e password, inserisci quelle di Heroku che ti eri salvato quando hai creato tempo fa la tua nuvola Nightscout.

Clicca sul nome della tua nuvola

Clicca su mLab MongoDB

Torna nella finestra “Cluster” e clicca sull’icona a forma di ingranaggio, in alto

Scorri la pagina fino al fondo e clicca su “Connect to mLab”

Clicca su “Authorize”

Clicca su Configure Migration

Clicca su “Create or Select target Project”.

Seleziona il progetto “nightscout-xdrip”

Poi clicca sul bottone “Confirm Project and Continue” e poi su “Import Database Users And Continue”.

Poi metti la spunta su “Allow all IP addresses…” e clicca su “Allow All And Continue”

Clicca sulla freccetta in figura

E seleziona “Create most equivalent new cluster”

Scorri in fondo e cliccate su “Confirm target and continue”

Di fianco a “Target Cluster” compariranno delle freccette circolari. Significa che c’è un processo in corso. Attendi circa 4 MINUTI.

Dopo 4 minuti compariranno questi simboli riportati in figura:

Tutto OK! Procediamo… Clicca su “Confirm Source and Target”

Clicca su “Confirm and Continue”.

Ora, IMPORTANTE: metti la spunta.
Poi clicca sul bottone “Skip Test Run”

Clicca su “Confirm Connectivity”

Importante: Cliccando sul bottone “Copy”, copierai negli appunti l’indirizzo del tuo nuovo fiammante database!

Sarà scritto più o meno così:

Incolla questo indirizzo su Word, Notepad, email, o simile. Un posto, in pratica, dove potrai reperirlo facilmente, perché a breve ti servirà di nuovo. Chiamiamolo “INDIRIZZO ATLAS“, per gli amici…

Poi clicca su “Confirm And Continue”

Poi di nuovo “Confirm And Continue”.
Ricorda che il processo è irreversibile. NON POTRAI PIU’ TORNARE INDIETRO. Per cui, se sei sicuro dei passi compiuti sino ad ora e sei disposto a proseguire, metti la spunta su “I undestand that…” e clicca su “Begin Migration”.

Attendi un paio di minuti

Dopodiché, il bottone “Start Using Atlas si attiverà”. Cliccalo.

Clicca su “I’m Done”

Metti le due spunte e clicca su “Confirm And Close”

Torna sulla finestra Heroku e clicca su “Settings”

Cliccate su “Reveal Config Vars”

Scorri fino a “MongoDB URI”. C’è una scritta che inizia con “mongodb://heroku…”. Seleziona questa scritta e copiala.

Annota anche questa nuova scritta su Word, Notepad, email o affini. Chiamialolo, “VECCHIO INDIRIZZO“, per gli amici…

Prendi una parte del “VECCHIO INDIRIZZO” e copiala nell’ “INDIRIZZO ATLAS”, sostituendo la scritta <password>, come mostrato in figura:

Scorri ora le variabili fino in fondo e arriva alla scritta “KEY”

Lì, al posto di “KEY” scrivi questo:

MONGO_CONNECTION

E, al posto di “VALUE”, incolla l'”INDIRIZZO ATLAS” che hai opportunamente modificato poco fa.
Adesso, dove prima era scritto “VALUE”,  ci sarà la scritta che inizia con mongodb+srv://heroku...

Premi il bottone “ADD”.

Ora naviga sul tuo sito Nightscout e attendi il prossimo valore glicemico che, se hai fatto tutto correttamente, verrà mostrato correttamente!

Fine.

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EDropletNFC, l’app per Android che riavvia il sensore FreeStyle Libre 1

Un tempo le pratiche, talvolta non ufficiali, di riavvio del sensore e controllo in continuo della glicemia erano prerogative della concorrenza. Oggi, invece, anche il mondo di FreeStyle Libre è destinato a compiere gli stessi passi. Sembrerebbe quasi che ci sia dietro il Karma. In realtà invece, tutto ciò è opera di alcuni programmatori, che mettono a disposizione i loro talenti per la community.

La procedura che stiamo per presentarvi serve a “riavviare” il sensore glicemico FreeStyle Libre 1. Ovviamente, noi di DeeBee.it ne scoraggiamo l’utilizzo in quanto questo dispositivo è testato e garantito per un uso di 14 giorni, passati i quali il “bottone bianco” va buttato e sostituito con un altro, previo pagamento di 59,90€ (a meno di forniture ASL). Tuttavia, è notizia certa la nascita di un’app in grado di resuscitare il sensore, facendolo durare anche ben oltre le canoniche due settimane e, in quanto sito di divulgazione di tecnologie a tema diabete, è nostro compito parlarne. Ricordatevi, come al solito, di confrontarvi con il vostro diabetologo e, soltanto a fronte di un suo parere favorevole, di utilizzare app non autorizzate dagli organi preposti. Cogliamo anche l’occasione per ribadire che queste pratiche non posso essere utilizzate per prendere decisioni terapeutiche.

Guida al riavvio del FreeStyle Libre 1

di Marco Pareschi

Scarichiamo l’app EDropletNFC da qui.

Piccola premessa, per poter funzionare bisogna verificare che il proprio telefono supporti il protocollo NFC, cosa che oramai quasi tutti gli ultimi prodotti supportano.

Come dichiarato dalla sviluppatore la funzionalità del prodotto dipende dal telefono stesso, non è detto che qualora il vostro telefono supporti tale funzionalità il software funzioni correttamente.

Tuttavia, è disponibile un elenco di telefoni testati dallo sviluppatore in continuo aggiornamento.

Personalmente ho testato il prodotto sul mio Huawei P30 Pro e funziona bene.

Bene… Avviamo l’app:


Ci troveremo questa schermata.
Clicchiamo sulla prima voce READ.
Ed avviciniamo il telefono al sensore: dovrebbe fare due vibrazioni abbastanza vicine (con la prima sente il sensore, con la seconda ha letto i dati).

Vi dovrebbe restituire questo schermata:

Qui trovate tutti i dati del vostro sensore.
La voce Age indica da quanto tempo è attivo il sensore in minuti, ore e giorni.
I dati sopra sono i dati identificativi del sensore a livello hardware per cui poco ci interessano.
Ci dice che nel mio caso il sensore è ancora attivo e che è possibile passare alla fase 2 il “Re-INIT”.
A questo punto clicchiamo sul secondo pulsante Re-INIT
E si presenterà questa schermata:

Qui in pratica ci dice che abbiamo riportato il sensore allo stato originario in fase di pre attivazione, come fosse nuovo.

Da questo punto in poi, la mia esperienza è solo legata all’App LibreLink. Se invece utilizzate solo il lettore FreeStyle, da questo status basta leggere il sensore con il lettore ed automaticamente dovrebbe vedervelo come uno nuovo ed avviarlo.
Se provate invece da app LibreLink, vi darà un errore di lettura.
Nessun problema: questo capita perché l’app salva sul telefono l’ID del vostro sensore e riconosce che quel sensore è già stato utilizzato e non ce lo fa riavviare.

A questo punto clicchiamo sulla pulsante ACTIVATE
In questo modo forziamo il sensore a riavviarsi, e come si vede nelle schermata ci dice: “Wait 60 minute for warmup” ovvero “Attendi che il sensore si riscaldi per 60 minuti”.

Atteso questo tempo, potremmo leggere nuovamente il sensore anche dalla nostra App LibreLink ma, come vedrete, il sensore non avrà i classici 14 giorni rimanenti, ma solo quelli rimasti dall’ultima lettura in quanto, come ho detto prima, sul telefono vengono salvati i dati del vostro sensore e l’App se lo ricorda!

Ma non demordiamo, poiché a tutto ciò possiamo porre rimedio, cancellando la memoria all’app. Per fare ciò, basta andare su impostazioni del telefono, alla voce App

Di nuovo voce App

Selezioniamo LibreLink

Selezioniamo Memoria

E per ultimo selezioniamo Cancella Dati

Riavviamo ora l’app LibreLink sul telefono.

Dato che poco fa abbiamo cancellato la memoria dell’app, questa ci chiederà di entrare nuovamente nel nostro account Abbott LibreLink ed il sensore verrà di nuovo letto per tutta la sua durata.
ATTENZIONE: facendo così, ovviamente perderete tutti i dati presenti sull’APP e lo storico delle scansioni, ma nessun problema, le potrete tranquillamente ritrovare all’interno del vostro account online.

Per ogni dubbio, sarà sempre a disposizione anche il manuale di EDropletNFC.

Spero di esservi stato utile!! A presto!!

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Arriva GlucoMen Day CGM, il sensore glicemico green

Un po' Libre e un po' Dexcom, ha tutte le carte in regola per competere con gli altri big.
In casa DeeBee, che non era chiusa per il lockdown, è arrivato GlucoMen Day® CGM della Menarini, il nuovo promettente dispositivo che si affaccia senza timore nel panorama dei sensori glicemici a monitoraggio continuo. Come da tradizione lo proveremo sia in solitaria sia in parallelo con altri sensori per capire meglio le peculiarità del prodotto.
Abbiamo ricevuto un kit completo che, diversamente da quasi tutti gli altri prodotti simili, contiene in gran parte componenti riutilizzabili e di lunga durata.

Il kit

Vederlo durante l’illustrazione video che ci è stata fatta o sulla carta è un conto. Averlo tra le mani e renderci conti delle dimensioni e caratteristiche esterne del sensore, è altra cosa.

Il kit contiene:

  • Una scatola con due sensori, due cerotti di rinforzo e due salviette per detergere la pelle e migliorare la tenuta.
  • Un glucometro GlucoMen e le relative strisce reattive, utili per le calibrazioni giornaliere, che possono essere trasferite automaticamente via Bluetooth al cellulare che funge da ricevitore. Per ogni sensore c’è una scatola da 25 strisce inclusa (e questo non è un dettaglio trascurabile dato che sovente a fronte della prescrizione di un sensore, le ASL diminuiscono drasticamente le strisce prescritte!)
  • Due trasmettitori ricaricabili, la base di ricarica, il cavetto e l’applicatore.
Trasmettitore rivoluzionario

I trasmettitori del GlucoMen Day® CGM sono dotati di una batteria al litio e sono garantiti per cinque anni. Ebbene sì: sono ricaricabili! Per darvi un’idea visiva del suo volume, l’abbiamo messo a confronto con i trasmettitori di altre marche.

Come potete notare, le dimensioni del nuovo arrivato in Casa Menarini sono un ibrido tra il Dexcom G6 (spessore simile ma più corto) e il FreeStyle Libre (larghezza simile ma più spesso).

Ai pazienti vengono fornite due unità in modo che al cambio sensore si potrà avere sempre pronto un trasmettitore carico. Per avere una ricarica completa, che dura comunque oltre ai 14 giorni della vita del sensore, ci vogliono mediamente quattro ore.

Applicatore

Il sistema GlucoMen Day® CGM è nato nel segno del riuso e del rispetto per l’ambiente. I sensori si inseriscono con un apposito applicatore che, come i trasmettitori, è garantito per ben cinque anni. Ha la forma che ricorda quella di un mouse di ultima generazione, oggetto molto familiare e che permette l’applicazione del sensore in autonomia anche in punti difficili. La casa produttrice specifica che il sensore deve essere portato sull’addome, anche se non è controindicato l’uso in altri siti.

Una volta inserito il sensore, resta da gettare soltanto questo componente di plastica.

La grande novità del sistema è la mancanza di un ago guida: il filamento di platino si inserisce sottocute senza “aiuto” evitando così danni ai tessuti e permettendo un riscaldamento di soli 55 minuti per il sensore. La tecnologia usata è quella della misurazione elettrochimica attraverso biosensore. Sebbene questa soluzione preveda ancora la presenza di un filamento sottocute, gli studi clinici che Menarini ci ha illustrato, grafici alla mano, garantiscono un inserimento senza traumi e quasi del tutto indolore.

👉 Novità! Se vuoi scoprire tutte le novità, parlare con chi già usa GlucoMen Day, sciogliere i tuoi dubbi ed essere sempre aggiornato, iscriviti gratuitamente al gruppo italiano dedicato a GlucoMen Day.

Sensori

I sensori GlucoMen Day® CGM hanno una durata di 14 giorni e necessitano di una calibrazione al giorno (tranne il primo giorno di inserimento che di calibrazioni ne servono due). Il MARD dichiarato è 9,9% ed è approvato per pazienti dai 6 anni, per le donne in gravidanza e per i pazienti critici e in dialisi.

Altra peculiarità del sensore consiste nel fatto che il filamento viene innestato nel sottocute non in perpendicolare (come per esempio avviene con FreeStyle Libre), ma a 35° poiché “una maggiore lunghezza consente di analizzare una quantità maggiore di liquido interstiziale e ottenere misurazioni più accurate“.

GlucoMen Day® CGM della Menarini non ha un proprio ricevitore, è sufficiente un cellulare compatibile con l’app proprietaria per avere i valori glicemici che vengono rilevati ogni minuto, le frecce di tendenza, il grafico e i vari report.

L’app, disponibile per Android e iOS, permette la personalizzazione dei vari allarmi, inclusi quelli predittivi. L’unico allarme impossibile da silenziare o ignorare è quello di glucosio molto basso (da 54 mg/dL in giù).

I dati sono condivisibili in tempo reale attraverso un cloud certificato e per l’analisi dei dati è possibile usare  GlucoLog e Diasend.

Prospettive

La domanda che ormai accompagna l’uscita di ogni nuovo device è: integrato con cosa? Quindi, l’abbiamo girata a Menarini…

GlucoMen Day® CGM della Menarini sarà a breve integrato con una  nuova patch pump e precisamente con Eoflow. L’accordo tra le due aziende fa ben sperare che i ritardi, dovuti all’emergenza Covid-19, non spostino l’uscita microinfusore dopo il 2021. Non nascondiamo la trepidante attesa per un prodotto che potrebbe dare un nuovo impulso al settore delle patch, insieme a Omnipod e Solo.

Inoltre, dopo l’estate si prevede la conclusione di un accordo con FitBit che porterà al polso dei pazienti e i loro follower le glicemie rilevate dal GlucoMen Day® CGM.

Insomma tanti elementi che, complice anche il prezzo molto contenuto del dispositivo, rendono questo nuovo sensore una gran bella novità.

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FreeStyle Libre 2, già prescrivibile in Campania

Dopo una lunga attesa sono arrivati anche in Italia “i bottoncini bianchi parlanti” o meglio i sensori FreeStyle Libre2, dotati di allarmi.  Li avete conosciuti in queste pagine del sito per via dei vari test comparativi eseguiti dai nostri collaboratori durante gli ultimi mesi e ora i sensori sono acquistabili dal sito della casa produttrice che “sta lavorando con tutte le altre autorità sanitarie per garantire l’inserimento nelle procedure di acquisto regionali”.

Ad oggi, il FreeStyle Libre 2 è prescrivibile nella sola regione Campania dove, dal 22 aprile il sensore della nuova generazione, è stato incluso nella procedura di acquisto. 

Attualmente in Italia non sono in vendita i lettori per FreeStyle 2 e quindi gli utenti dovranno usare gli smartphone per attivare e usare i sensori con l’apposita app LibreLink.

Come avevamo precedentemente scritto, le due generazioni di sensori si differenziano per:

  • la modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth)

  • la presenza degli allarmi

Le letture del sensore quindi avvengono ogni minuto, ma per sapere l’esatto valore del glucosio bisogna scansionare.

In caso di allarmi non confermati di perdita del segnale, di glicemie sopra o sotto il range impostato, il cellulare abbinato al sensore continua a ripetere l’allarme ogni cinque minuti fino a quando si esegue una scansione che permette di avere il valore dello zucchero nel sangue.

Gli allarmi, i valori rilevati con la scansione e i report possono essere condivisi con altri cellulari collegati con il master attraverso l’app LibreLinkUp.

  • Il MARD (Mean Absolute Relative Deviation – l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). La versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza; secondo il produttore, usando l’app FreeStyle Libre Link, raggiunge un MARD del 9,2% (contro 9% complessivo dichiarato per Dexcom G6, 9,4% di Eversense e 8,7% dichiarati per Guardian Sensor 3 che, tuttavia, raggiunge questa accuratezza solo sul braccio per pazienti dai 14 anni con tre-quattro calibrazioni al giorno; accuratezza che scende al 9,6% in caso di sole due calibrazioni giornaliere).

 

Il sensore non è approvato per prendere decisioni terapeutiche e la stessa casa farmaceutica consiglia: “Il test tramite puntura del dito con un misuratore della glicemia è necessario quando i livelli di glucosio variano rapidamente, laddove i livelli di glucosio nel fluido interstiziale possono non riflettere accuratamente i livelli glicemici oppure se il sistema rileva un’ipoglicemia o un’imminente ipoglicemia o quando i sintomi non corrispondono alle letture del sistema”.

Chi fino ad ora ha usato FreeStyle 1 con l’aggiunta di dispositivi intermedi come MiaoMiao, BluCon o Bubble potrà liberarsene ed avere glicemie continue sul cellulare o smartwatch usando solo ed esclusivamente il sensore FreeStyle Libre 2?

La risposta è no. Per poter avere le glicemie continue serviranno ancora i vari piccoli lettori da applicare sopra al nuovo sensore di casa Abbott. Per ora non ci sono previsioni e notizie su eventuali progetti ufficiali in tal senso.

Esistono tuttavia delle procedure non ufficiali che eliminerebbero la necessità del MiaoMiao o simili, permettendo quindi di ricevere i valori glicemici sul telefono senza dover strisciare il lettore sul sensore; ma per motivi legali, il cosiddetto patching della app è fortemente contrastato dalla casa madre e deve comunque essere realizzato in autonomia dall’utente.

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Il Pancreas Artificiale AndroidAPS… funziona!

Questa è l’esperienza promettente (e concreta) di Marco Perrone, paziente e precursore italiano.
Oltre ad essere un amante della tecnologia impiegata in ambito diabetico, Marco amministra con passione, insieme ad Elena Romito, il gruppo dedicato al Pancreas Artificiale fai-da-te AndroidAPS, punto di riferimento in Italia per chiunque voglia conoscere e provare il progetto, già adottato nel mondo da migliaia di pazienti.

Ho voluto creare questa presentazione principalmente con due finalità.
✔️ La prima è fornire in italiano, tramite la mia esperienza diretta, una prima e contenuta panoramica della struttura di AndroidAPS, delle sue funzioni e del suo utilizzo.
✔️ La seconda è condividere i risultati ottenuti utilizzando questo sistema di pancreas artificiale open source.

Utilizzo AndroidAPS dal 2019 e all’inizio non è stato così immediato comprenderne il funzionamento; la documentazione è ampia e bisogna approcciarsi a un modo completamente nuovo e innovativo di gestire il diabete di tipo 1. Le slide, che non sostituiscono in alcun modo la documentazione ufficiale, sono strutturate per fornire un primo “contatto” con il sistema, in relazione alla vita di un paziente diabetico e al suo vissuto, anche clinico. Cosa è AndroidAPS? Cosa serve per iniziare? Si continua con le considerazioni sulla sicurezza, l’interfaccia dell’app e la sua configurazione iniziale, gli algoritmi utilizzati e il loro funzionamento, i pro e i contro del sistema. Si termina con le considerazioni finali tramite il confronto dei risultati ottenuti con quattro diverse terapie nel corso di quasi 20 anni. Chiunque abbia voglia di saperne di più è invitato a documentarsi tramite i canali ufficiali del progetto, linkati all’interno della presentazione.

Marco Perrone

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Yagi, il sistema pronto all’uso per monitorare la glicemia da lontano, mette l’orologio!

Ultimi ritocchi per la nuova integrazione di Yagi nella watch face Glance per orologi FitBit.

Negli ultimi mesi ho ricevuto più volte questa domanda: “Ma posso vedere le glicemie di Yagi sull’orologio?”. In effetti no, non si poteva. Notando il reiterarsi della domanda nel tempo, ho impiegato le mie ore libere mettendomi al lavoro su questa nuova funzionalità, sempre gratuita nello stile DeeBee: poter vedere la glicemia di Yagi sull’orologio (collegabile sia a Apple che ad Android) senza nessun tipo di setup. Ebbene, da oggi chi vuole può farlo, anche adesso, utilizzando la nuova versione della watch face Glance per FitBit, già scaricabile e utilizzabile in versione di test.

Clicca qui per scaricare
la watch face Glance per FitBit
(versione di test)

Multiglicemia

Come i nostri lettori già sanno, una delle caratteristiche che rendono Yagi unico, consiste nella sua predisposizione per la “multiglicemia” , grazie a cui il sistema può supportare fino a 4 curve, che possono attingere – dalla stessa nuvola – ognuna una glicemia diversa.

In altre parole, potete spedire e convogliare nello stesso account Yagi fino a 4 curve glicemiche, relative a 4 sensori diversi (anche in marca e modello, volendo). E, all’altro capo di questo filo glicemico immaginario, potrete collegare fino a 4 sveglie glicemiche YagiClock, che mostreranno ognuna la glicemia di un singolo sensore. Anzi, a dirla tutta, potrete collegare tutte le sveglie che vorrete, dicendogli di mostrare la glicemia del sensore desiderato per un massimo di 4 sensori. Per esempio, io ho iniziato con una YagiClock in camera da letto. Poi mia moglie, innamorata della sveglietta, me ne ha chieste altre due: una è nel salotto e l’altra sul mobiletto del bagno, per un totale di 3 sveglie che mostrano la glicemia dello stesso sensore. Senza contare le altre tre che ho nello studio, collegate di volta in volta a sensori differenti, sparsi per l’Italia!

Sempre nell’ottica della versatilità, grazie a questo nuovo sviluppo in fase di test avanzato, potrete visualizzare sullo stesso quadrante del vostro FitBit le glicemie di due persone diverse afferenti alla stessa nuvola Yagi.

Nello stesso orologio visualizza la glicemia di un Medtronic 670G (sistema Yagi) e di un Dexcom G6 (server Dexcom)

Inoltre, grazie al nuovo sviluppo di Glance (progetto gratuito fondato da Ryan Mason per cui ho innestato Yagi) potremo far coesistere anche sistemi di condivisione diversi relativi a più sensori! Per esempio, di una persona che usa Dexcom con Nightscout e l’altra che usa Libre e MiaoMiao con Yagi (come nella foto).

Un backup contro il buio glicemico

Ma ce dell’altro: senza dover installare nessun’app sul follower (Android o Apple che sia) potrete anche decidere di avere la glicemia di uno stesso sensore che viene trasmessa in 2 modi diversi, in modo tale da non rimanere mai “al buio glicemico”. Ad esempio, potrete trasmettere la glicemia di un Dexcom G4, con una singola app che fa da master, ai follower Android e Apple, sia su Yagi che su Nightscout.

Insomma, tante novità, che andranno via via a chiarirsi, mediante i membri della community DeeBee – che utilizzeranno tutto ciò – e le loro domande, con le relative risposte.

Come iniziare

Potrebbe sembrare tutto molto difficile, ma in realtà è tutto molto facile. Infatti, è sufficiente:

  1. Installare l’app Android che preleva le glicemie dal sensore e le spara su Yagi;
  2. Installare il quadrate sul proprio FitBit (Ionic, Versa, Versa 2)
  3. Accedere sul portale Yagi e copiare il proprio Yagi Code;
  4. Incollare lo Yagi Code nelle impostazioni dell’orologio…
  5. … che subito mostrerà la glicemia del sensore, ovunque voi siate (sia che l’orologio sia collegato a un telefono Android che Apple)

In alto i nostri smartwatch!

Fabrizio Casellato

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Nuove tecnologie per il diabete: «Noi penalizzati perché siamo sardi»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Angela Sanna, affetta da diabete di tipo 1 e residente in Sardegna.

Uno dei tanti problemi nella vita di un diabetico riscontrato con la sanità pubblica: La mancanza della prescrizione dei dispositivi innovativi.

La Regione Sardegna, nel 2017, ha aderito alla convenzione stipulata dalla Regione Piemonte per la fornitura di microinfusori per insulina (e di tutti i sistemi di monitoraggio in continuo). La Regione Piemonte, e altre regioni interessate che avevano stipulato tale convenzione hanno poi provveduto a stipulare un nuovo contratto “ponte” con le aziende fornitrici, che offrivano prodotti più tecnologici e innovativi, la Sardegna invece è rimasta ferma.

Si…. ferma. Sarebbe bastata una deroga (così come hanno fatto le altre regioni) o un nuovo contratto.

I microinfusori forniti dalla Regione Sardegna ai diabetici sardi sono rimasti, ad oggi, maggio 2020, quelli vecchi proposti nel 2017, ormai obsoleti, superati da dispositivi tecnologicamente più avanzati, e oltretutto se dobbiamo dirla tutta anche in numero insufficiente, troppo poche infatti le concessioni, e visto l’alto tasso di diabetici sardi, senza parole….. 😰

Diabetici che non possono essere penalizzati solo ed esclusivamente perché sardi.

Noi diabetici sardi abbiamo il diritto come tutti i diabetici italiani di curarci al meglio, con dispositivi evoluti, oggi disponibili e prescrivibili, dispositivi che talvolta si discostano di pochissimo rispetto al costo di quelli ormai obsoleti (vedi il Medtronic 640G, unico prescrivibile con il microinfusore successivo prodotto della stessa azienda Medtronic 670G) e proposti nella vecchia convenzione.

Inoltre come tutta la tecnologia a breve avremo dispositivi ancora più evoluti, come il 780G sempre della Medtronic, il prodotto top del periodo, più innovativo, il top proprio nella gestione del diabete e che potrà essere di grande aiuto nella gestione di esso e nella prevenzione delle complicanze di questa subdola malattia.

Perché si, chi non lo vive non lo sa ma avere un microinfusore per la maggior parte di noi diabetici significa rivivere, riavere una vita, con sacrificio, ma rivivere, perché avere un microinfusore significa comunque gestire al meglio il diabete con tanto impegno, studio dei vari fattori che influenzano l’andamento glicemico con il microinfusore ma, un diabetico microinfuso è per la maggior parte delle volte un diabetico, che con l’aiuto del diabetologo e del referente dell’apparecchio che utilizza, attento e che si cura di se stesso per non avere complicanze e non ricadere un domani sul servizio sanitario nazionale come persona invalida.

Quindi: noi diabetici sardi chiediamo agli Assessori, alle Associazione che dicono di lavorare per la nostra tutela, un aiuto …… aiutateci nella lotta per ciò che farà stare bene noi pazienti. bene oggi e domani.

Aiutateci per avere dispositivi di nuova generazione che ci permetterebbero di vivere più a lungo sereni, senza complicanze, senza nessun costo futuro per la sanità pubblica.

Angela Sanna

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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YpsoPump, microinfusore piccolo ma grande

In attesa del Pancreas Artificiale, è prevista per fine anno l'integrazione con il sensore glicemico Dexcom G6.

È prodotto da Ypsomed e vi spoileriamo subito il finale: ci piace. Perché riesce a racchiudere in sé molte delle caratteristiche di punta dei concorrenti. E lo sa fare in un modo molto elegante.

PICCOLO È BELLO

Innanzitutto, visto che questo articolo è nato al contrario, partiamo da un aspetto troppo spesso relegato in seconda pagina, ossia dalle dimensioni: le sue misure ridotte (7,8 cm × 4,6 cm × 1,6 cm) gli consentono di avere un volume che è meno della metà di uno dei diretti concorrenti, il Medtronic 670G, il tutto in 83 grammi, insulina e batteria incluse! Il che lo rende perfetto non soltanto per chi vuole un dispositivo discreto, ma anche per i più piccoli. Se pensate che il Tandem t:slim X2 sia piccolo, rifatevi gli occhi:

PIT-STOP DA MONOPOSTO

Un’altra caratteristica rara, ma molto comoda e apprezzata tra chi ha la possibilità di usufruirne, consiste nella possibilità di utilizzare cartucce d’insulina (NovoRapid PumpCart da 160 U) già preriempite. Grazie a questo sistema le bolle d’aria all’interno del catetere si riducono praticamente a zero, come avviene già con il più famoso Roche Accu-Chek Insight: provare per credere.

Per i più esigenti,  esiste la possibilità di impiegare anche cartucce vuote, da riempirsi con altri tipi d’insulina. Questa doppia possibilità rende YpsoPump unico nel suo genere (l’animo DIY ha registrato pazienti che hanno usato cartucce YpsoPump vuote nel microinfusore Insight, tuttavia questa è una pratica non ufficiale e quindi pericolosa).

IL PANCREAS ARTIFICIALE

Partiamo da un assunto piratesco che, fino ad oggi, non è mai stato disatteso:

Se un microinfusore ha un’interfaccia Bluetooth, allora è il candidato ideale per essere trasformato Pancreas Artificiale con sistemi open source come AndroidAPS

Quindi, dato che YpsoPump ricade in questa categoria, allora ha i numeri per diventare PA.

Tuttavia, senza la reale necessità di addentrarci un questi terreni osteggiati dalla comunità medica, vi diamo una buona notizia: nella tabella di marcia di Ypsomed, la pompa YpsoPump diventerà presto Pancreas Artificiale. Difatti, essendo questo un sistema smarphone-centrico, la sua agile interfaccia si presta a implementazioni veloci e potenti: è già in progettazione l’app ufficiale equipaggiata dell’algoritmo di Pancreas Artificiale chiamato Dexcom TypeZero, che piloterà il microinfusore permettendogli di infondere in modo intelligente l’insulina. Il tutto, interfacciandosi con il migliore dei sensori glicemici oggi sulla piazza: il Dexcom G6.

Ypsomed ci fa sapere che gli obiettivi della società restano ambiziosi:

La scelta è stata, già più di un anno e mezzo fa, di collaborare con JDRF per fornire una pompa interoperabile tramite un percorso autorizzato dai regolatori, ritenuto più sicuro e trasparente rispetto ad “aprire” la pompa al controllo esterno. Attendiamo quindi con ansia la registrazione di algoritmi ACE, secondo JDRF open protocol; a quel punto sarà possibile “aprire” il microinfusore ad applicazioni terze approvate, attraverso la mylife APP, essendo la nostra pompa già oggi Bluetooth Low Energy compliant.

Uno dei più grossi limiti percepiti da utilizzatori e medici è consistito fino ad oggi nel non poter fare interagire un sensore con questo microinfusore. Ed è quindi questa la strada intrapresa da Ypsomed: la disponibilità del primo step del percorso mylife Loop, ovvero l’integrazione su mylife App di Dexcom G6 avverrà a partire da fine anno.

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Il Pancreas Artificiale parla anche un po’ italiano

In questi giorni ci siamo dedicati attivamente allo sviluppo del Pancreas Artificiale AndroidAPS.

Siamo convinti che questo strumento sia così importante che abbiamo ritenuto utile dare un supporto economico tangibile per la ricerca sul Pancreas Artificiale. Prima sovvenzionando le sperimentazioni ufficiali, e poi contribuendo anche allo sviluppo di promettenti soluzioni alternative, quale pensiamo essere AndroidAPS.

Siamo così entusiasti di questo strumento delle meraviglie (che DeeBee.it reputa pietra miliare nella gestione del diabete) che abbiamo messo a disposizione successivamente anche le nostre competenze tecniche, con passione e dedizione. Insomma, come si dice: ci siamo voluti “sporcare le mani” e metterci del nostro, aggiungendo anche un po’ di Italia al codice sorgente del progetto!
Abbiamo avuto tanti ritorni da questa esperienza: dal punto di vista umano, perché ci ha consentito di interagire a stretto contatto con chi ha creato tutto questo; dal punto di vista pratico, perché adesso possiamo usare il Pancreas Artificiale con alcuni ulteriori strumenti che ci aiutano ancora di più; dal punto di vista formativo, perché abbiamo appreso nuove tecniche di condivisione open source; dal punto di vista conoscitivo, perché aprire il cofano del Pancreas Artificiale, e “girare le viti”, regala un tipo di conoscenza da un punto di vista squisitamente inusuale e quasi unico.

BOLO PASTO

Dato che consideriamo il reparto di gestione remota del microinfusore estremamente utile per i genitori di un bambino affetto da diabete, e visto che ne siamo fan sfegatati, abbiamo iniziato con l’aggiunta di alcune funzioni che permettono di variare in remoto il target temporaneo del Pancreas Artificiale (“PA” per gli amici).

In sostanza, è ora possibile indicare che tipo di bolo si sta effettuando.
Nell’immagine, che rappresenta la merenda mattutina di un bambino T1, si vede che fino a prima del bolo, il Pancreas Artificiale considerava l’abbassamento glicemico come qualcosa da contrastare  e, quindi, effettuava un abbassamento della basale (linea blu “-100%”). Però, nel momento in cui abbiamo dichiarato il bolo come “di tipo pasto”, il PA ha prontamente rialzato la basale.

Tecnicamente, con un bolo che preannuncia un pasto a breve, il comando impartito via SMS, oltre a somministrare l’insulina, ha abbassato la soglia di *t*arget *t*emporaneo (“TT”, in breve) a 90 md/dl per 45 minuti (la riga grigia dentro il rettangolo).

L’SMS inviato al micro è stato: BOLUS 1.70 MEAL (cioè, “Fai un bolo da 1.70 unità in previsione di un pasto” – meal, che in inglese significa pasto -).

TARGET TEMPORANEI

In realtà, è possibile anche slegare il target temporaneo dal bolo, azionandolo ancora prima, per un effetto più pronunciato. E difatti, per ottenere questo effetto, abbiamo anche pensato all’introduzione di un nuovo comando: “TARGET”, seguito da una di queste tre parole:

  • “MEAL”, che indica un pasto;
  • “ACTIVITY”, che indica che si sta per fare sport;
  • “HYPO”, che indica uno stato di ipoglicemia.

I tre comandi possono essere impartiti per dire al micro: “Abbassa il target perché sto per mangiare” (già visto più su), oppure “Alza il target perché sono in ipo o perché sto per fare attività fisica”.

Per esempio, quando il bambino fa attività sportiva, sarà utile inviare al microinfusore questo SMS: TARGET ACTIVITY
In questo modo, il suo Pancreas Artificlae lavorerà mantenendo una glicemia un po’ più alta (poiché ci penserà l’attività fisica ad abbassarla…).

Ci sono poi due ulteriori comandi equivalenti: TARGET STOP o TARGET CANCEL che consentono di ripristinare il target glicemico standard.

BOLI RAVVICINATI

L’altra funzione che abbiamo implementato permette di abbassare la soglia temporale tra un bolo remoto e l’altro, che fino alla versione precedente di AAPS era bloccata a 15 minuti per questioni di sicurezza. Questo consente una gestione anche di boli molto ravvicinati durante i pasti (utile in caso di bimbi per i quali non si sa mai quanto mangeranno).

Difatti, può capitare sovente a pranzo, per esempio quando il bambino T1 è in mensa a scuola o a pranzo dai nonni, di comandare un bolo iniziale e poi, via via che egli decida di mangiare altro, aggiungere ulteriori boli in corsa. Questo non sarebbe possibile se dovessimo aspettare ogni volta 15 minuti tra un bolo e il successivo.
Tuttavia, per accorciare questa soglia di 15 minuti (portandola fino a 3 minuti), è necessario inserire in AndroidAPS due numeri telefonici “trusted” (ossia sicuri). A questi due contatti (mamma e papà, solitamente) l’app manderà una notifica di bolo avvenuto. In questo modo, se mamma farà un bolo remoto, riceveranno l’SMS di notifica sia mamma che papà, e viceversa. Questo meccanismo permette di monitorare in tempo reale e in sicurezza ogni azione (boli, basali, target, ecc.).

DISABILITAZIONE REMOTA

L’ultimo nuovo comando a cui abbiamo pensato consente di bloccare la gestione in lontananza del microinfusore. Questo, sempre per garantire ai genitori massimo controllo e massima sicurezza. Se, difatti, il caregiver noterà segnalazioni anomale, potrà bloccare ogni attività remota, in qualsiasi momento e da qualunque luogo (anche privo di connessione Internet) semplicemente mandando all’app questo SMS:

SMS DISABLE, oppure SMS STOP

“GESTIONE REMOTA”, CIOE’?

Quando scriviamo “mandare un SMS al microinfusore”,  il concetto potrebbe risultare un po’ annebbiato per qualche genitore che ci segue da poco.

Proveremo a spiegarlo qui, nel modo più semplice possibile…

Grazie alla tenacia di alcune persone, precursori geniali, determinati microinfusori possono essere pilotati non soltanto dal loro telecomando ufficiale, ma anche in altri modi. Queste modalità non non ufficialmente riconosciute e, anzi, talvolta sono osteggiate a gran voce dalla comunità scientifica, in quanto simili approcci liberano i microinfusori dai paletti imposti dai costruttori o dagli organi di vigilanza. E, capirete bene, un uso scriteriato di tutto questo porterebbe a risultati inattesi. Per cui, come scriviamo sempre, prima di adottare ogni soluzione relativa alla vostra terapia, rivolgetevi al vostro diabetologo. Inoltre, come riportano i precursori di cui sopra: “Questi progetti sono ai soli fini sperimentali: non utilizzateli per altri fini che non siano quelli di studio”.

A seconda delle soluzioni adottate, è possibile creare un PA sperimentale con i vecchi microinfusori Medtronic, oppure con Omnipod, Accu-Chek e altri modelli.

A livello concettuale, lo schema pratico è molto semplice:

  1. Il sensore comunica la glicemia all’app sul telefono,
  2. L’algoritmo dell’app sul telefono fa i suoi ragionamenti,
  3. L’app sul telefono comanda il microinfusore, che somministra l’insulina;
  4. Volendo (opzionale), il tutto è comandabile tramite l’orologio.

Questi passi si reiterano all’infinito, 24 ore su 24. Ed ecco spiegato molto brevemente il Pancreas Artificiale.

Il passo successivo del ragionamento – molto utile per un caregiver – è: “Se ho un’app sul telefono che comanda il micro (punto 3), posso mandare un SMS all’app dicendole in che modo comandare il micro?”. Detto, fatto… E, ora, grazie a questa portentosa app, chiamata AndroidAPS, tutto questo è possibile (da fare, ripetiamo, ai soli fini sperimentali, non terapeutici).

CONCLUSIONI

Se è vero che “tutti per uno e uno per tutti”, ci viene da pensare agli amministratori del gruppo italiano dedicato al Pancreas Artificiale: Marco Perrone ha tradotto l’app in italiano, Elena Romito sta traducendo la guida online (work in progress!) e per finire, un terzo ha aperto il cofano.
DeeBee non sta mai a guardare

Siamo davvero contenti di averci potuto mettere anche un po’ di Italia e di DeeBee, perché è un progetto che reputiamo a pieno titolo con le carte in regola per entrare nella Storia del Diabete!

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