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Cellnovo: il nuovo microinfusore ibrido entra nel mercato italiano

Dall’11 febbraio nel mercato italiano dei microinfusori è entrato Cellnovo, un nuovo dispositivo che porta lo stesso nome dell’azienda britannica che lo produce.

pompa_cellnovo

Il dispositivo è composto da due parti distinte:

  1. L’unità principale adesiva, priva di schermo e dalle dimensioni ridotte che ospita la pompa e la relativa insulina;
  2. Il set con catetere tradizionale, anch’esso adesivo, la cui cannula può essere scelta da 6 mm o da 9 mm, secondo le esigenze di ognuno.

Una particolarità e una nota di colore.
L’unità principale ospita al suo interno un sensore di movimento che rileva costantemente l’esercizio fisico svolto durante la giornata. Inoltre, il design, il cui profilo è piatto con i contorni stondati, strizza l’occhio al glamour e permette l’applicazione di stickers personalizzati.
Per quanto riguarda le prestazioni in acqua, Cellnovo è completamente impermeabile e resiste fino a un’ora a un metro di profondità.

Grazie alla natura ibrida di questo innovativo dispositivo, la pompa di insulina si può scollegare agevolmente e non si getta il terzo giorno dell’utilizzo, diversamente da quanto avviene per il “cugino” OmniPod. È difatti sufficiente sostituire la parte interna dell’unità principale, ricaricarla nell’apposita base e riapplicarla successivamente. Proprio in virtù di questa alternanza, il kit è composto da due patch pump dotate di batterie ricaricabili.

glucometro_cellnovo

Il dispositivo viene gestito attraverso un palmare le cui peculiarità non deludono le aspettative dei più esigenti: è dotato di touch-screen a colori e glucometro integrato. Inoltre, grazie alla caratteristica unica di ospitare una microSIM, può ricevere i dati del microinfusore tramite wireless per trasmetterli successivamente nel portale Cellnovo, dove sono consultabili anche in tempo reale sia dai medici sia dai familiari, consentendo così il monitoraggio di boli e basali.
Ultima, ma non meno importante, caratteristica rilevante è la presenza di un dizionario alimentare completo, che manda così in pensione l’uso di altre app di questo tipo.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

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POD2, l’invenzione tutta italiana per salvaguardare OmniPod

Gianluca Ferrari è uno di quei padri che si è messo attivamente in gioco per migliorare la vita dei propri figli. Anche quando questa si presenta complicata dal diabete, diagnosticato al suo Lorenzo a soli due anni e mezzo.

Gianluca, che lavora nel mondo della finanza e degli investimenti, ha inventato il POD2, una soluzione ingegnosa che vale la pena conoscere. Anche se la sua professione è completamente estranea al disegno tecnico, negli ultimi anni gli stampi e i calchi sono stati il suo “chiodo fisso”. La ricerca dei tipi di legno e resine, le forme modificate in continuazione, i prototipi provati in condizioni diverse, hanno portato alla nascita del POD2, ovvero “POD al quadrato”, che lo stesso inventore ci illustra:

virgolette-aperteA giugno 2003, all’età di 2 anni e mezzo, a nostro figlio Lorenzo fu diagnosticato il diabete di tipo 1. Da quel momento, io e mia moglie Silvia ci siamo imposti di vivere questa notizia con forza, determinazione, incoraggiando Lorenzo a convivere con Mr. D. Dopo tanti anni di terapia multiniettiva, a luglio del 2009, finalmente riuscimmo ad utilizzare il microinfusore OmniPod. Da quel giorno la vita di Lorenzo  cambiò in meglio, migliorando sia dal punto di vista psicologico che medico. La glicata da 8,2  passò, dopo soli 3 mesi, a 7. Lorenzo fu talmente felice ed entusiasta che inventò il suo nickname, “Lollopod”, suggerito anche dall’amico Biagio. Facendo molto sport quotidiano come MTB, DownHill, calcio, tennis e nuoto e svolgendo una vita normale, pensai a qualcosa per proteggere la chiocciola OmniPod dal sudore, dai colpi e da tutto ciò che poteva danneggiarlo e quindi sostituirlo nel bel mezzo di una cena, pranzo o attività sportiva. Inizialmente acquistai prodotti presenti in commercio, come bande elastiche o cerotti specifici; in entrambi i casi non eravamo soddisfatti. La banda faceva sudare moltissimo la pelle e, una volta tolta, OmniPod si staccava; mentre i cerotti, oltre a coprire la luce della cannula, non erano così resistenti all’acqua e al sudore.  Pensai a qualcosa di professionale immaginando una piccola corazza, e dopo molteplici studi e ricerche fatte sul campo utilizzando diversi tipi di plastiche, di elastici e di disegni, e testandolo sulla pelle di Lollopod e di altri atleti, trovai  la soluzione.

Lollopod pod2

POD2, che offre una totale protezione di OmniPod, perché è resistente all’acqua, ai colpi, alle vibrazioni, alla luce solare e al sudore. Il POD2 si installa in qualsiasi momento e si può staccare non appena si finisce lo sport o qualsiasi altra attività, è lavabile è anallergico, è testato da 4 anni da Lollopod. È completamente Made in Italy, e costruito interamente a mano.

POD2 Ruota

In questi giorni stiamo testando sia la cover per il Libre e a breve anche per il Dexcom G5 in quanto i distributori sono molto interessati alla protezione dei loro prodotti .
Un ringraziamento speciale va al nostro amico Paolo Bramati, fotografo professionista, che ci ha supportato in questa bellissima iniziativa.

Gianluca, Silvia e Lollopodvirgolette-chiuse

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Microinfusi con stile

Si fa presto a dire “micro”. Il punto è che malgrado il microinfusore si sia rimpicciolito di parecchio dal primo prototipo, non lo è ancora così tanto dal dispensare ogni suo utilizzatore dalla ricerca della custodia più adatta.storia microinfusori

Lo sanno bene i genitori dei bimbi microinfusi e in particolare quelli dei più piccini che, in linea di massima, non portano indumenti con tasche e cinture.  E prima che il micro-amico diventi un antipatico intruso, ecco alcune soluzioni:

1. Marsupi
2. Fasce
3. Bretelle
4. Tasche
5. Clip
6. Fai da te

Marsupi

Particolarmente indicati per i bambini, i marsupi permettono di portare comodamente il microinfusore e di sbizzarrirsi con fantasie e tessuti per ogni gusto.

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In commercio se ne trovano di vari tipi, in diversi tessuti e modalità di chiusura. Alcuni hanno anche una finestra trasparente per poter utilizzare il microinfusore senza doverlo estrarre. Tutti i marsupi pensati per portare i microinfusori sono dotati sul retro di un’asola dove viene inserito il “tubicino” collegato al cerotto.

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Fasce

Le fasce elastiche, solitamente in Lycra sono versatili e comode, grazie alla loro morbidezza e alle diverse posizioni in cui possono essere usate.

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Adatte sia a bambini che ad adulti, possono essere portate in diversi punti (fianchi, braccio o coscia) soddisfacendo anche le esigenze di chi vuole rendere “quasi invisibile” il microinfusore. Come per i marsupi, esistono anche fasce con finestra trasparente.

Per sapere come confezionarle è sufficiente seguire le istruzioni di Katia De Luca

  • Fascia braccio con finestra trasparente.

 

Bretelle
bretelle

Questa soluzione è stata proposta nel gruppo Facebook da mamma Vittoria Lenti, ideata per suo figlio. Portato in questo modo il microinfusore è inaccessibile al bambino (evitando così somministrazioni accidentali) e permette assoluta libertà nei movimenti. Rende inoltre il dispositivo “invisibile” e protetto dagli urti.

Per sapere come confezionarlo è sufficiente seguire le istruzioni di Vittoria

Tasche

Versatili e invisibili, le tasche in tessuto vengono cucite all’interno dei diversi capi di vestiario oppure agganciate a cinture o reggiseni.  Possono essere chiuse col velcro o con una semplice clip e personalizzate secondo il gusto di ognuno. Vista la difficoltà nel “raggiungere” il dispositivo racchiuso nella tasca, questa soluzione è particolarmente indicata per i microinfusori con telecomando.

  • Tasca semplice con clip.

Clip

Tutti i microinfusori in commercio sono dotati di una particolare clip che consente l’aggancio a pantaloni o cinture. E’ una comoda soluzione per avere tutto a portata di mano e viene usata principalmente dagli adulti.

clip

Fai da te

Bretelle fai-da-te

  • Procurati una fascia lunga di nastro Gro grain e un pezzo di velcro; per il Gro grain ti serviranno tre parti: una pari alla circonferenza del petto e due parti uguali tali da essere bloccate sulla fascia relativa alla circonferenza, da davanti a dietro per non far cadere il tutto.

Fasce fai-da-te

  • Acquista un pezzo di lycra in un negozio di tessuti e taglia un rettangolo lungo poco più del giro vita e largo tre volte l'altezza del microinfusore.

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Medtronic MiniMed Connect: la prima recensione

Si chiama MiniMed Connect il sistema ufficiale di Medtronic per il monitoraggio a distanza delle glicemie rilevate dal sensore Enlite. Grazie ad un piccolo uploader, i dati letti dal microinfusore vengono inviati ogni cinque minuti tramite bluetooth all’applicazione installata sullo smartphone. MiniMed Connect funziona con il microinfusore MiniMed 530g o un MiniMed paradigm Revel ed è già in vendita negli Stati Uniti al costo di 99$, a breve dovrebbe essere disponibile anche in altri paesi.

minimed-connect

Nel giugno del 2015 la Medtronic annunciava l’approvazione di questo sistema da parte della Food and Drug Amministration. Qualche mese dopo, nel dicembre dello stesso anno, nel sito Healthline è stata pubblicata la prima recensione firmata dal giornalista statunitense Mike Hoskins.  

Grazie a Medtronic, il trentaseienne affetto da diabete 1 dall’età di cinque anni, ha testato il nuovo sistema MiniMed Connect confrontandolo anche con il Dexcom Share.

Pro di Mike Hoskins:

  • Design: esteticamente molto gradevole, schermo nero con sfondo bianco o colorato, caratteri facili da leggere. Il valore CGM cambia colore in base alla glicemia (arancione per alta, rosso per la bassa, e blu/verde se nel range).
  • L’insulina attiva: l’indicazione della IOB (insulina a bordo) è un enorme vantaggio. Il valore è indicato appena sotto il valore CGM.
  • Scorrimento Touchscreen: si può toccare il grafico del trend in qualsiasi punto per vedere il valore glicemico. E’ possibile scorrere indietro la storia dei dati del CGM come nello schermo del micro, vedere l’attuale tendenza, impostare la visuale a 3/6/12 oppure 24 ore.
  • Avvisi di testo: è possibile impostare  messaggi di testo da inviare ai propri cari e agli operatori sanitari in caso di iper o ipo.
  • Setup: molto semplice e diretto.
  • Ancora più dati:  premendo l’icona nell’angolo in alto a sinistra, si ottengono dati aggiuntivi direttamente dal micro, come la durata della batteria dell’uploader, la vita del sensore e la quantità di insulina rimanente nel serbatoio.
  • Promemoria calibrazione: in alto a destra della schermata dell’applicazione, è possibile impostare un promemoria per ricordare la calibrazione del CGM. Un cerchio si riempie a poco a poco man mano che si avvicina il momento impostato.
  • Durata della batteria: il piccolo dispositivo uploader va caricato per una/due ore al giorno e la connessione non si arresta durante la carica.  Sembra inoltre che non consumi molto la batteria, né del dispositivo mobile né del microinfusore stesso.

app_med

Contro di Mike Hoskins:

  • Uploader: è leggero e non eccessivamente oneroso da portare in giro. E’ stato concepito per essere agganciato ad un portachiavi o addirittura al passante della cintura (collegandolo con una clip), ma questo potrebbe essere scomodo per molti (specialmente quelli che non portano con sé chiavi).  Medtronic afferma che sta lavorando su un guscio per permettere di trasportare insieme uploader e micro.
  • Solo iPhone e iPod Touch: Secondo quanto dichiarato da Medtronic sarebbe in arrivo una versione per Android, ma fino ad allora tutto ciò che possiamo fare è aspettare.
  • Non completa nella condivisione dei dati: l’applicazione non consente un facile accesso da remoto in quanto è necessario eseguire il login su CareLink. Sarebbe più semplice se l’applicazione Connect potesse essere scaricata e visualizzata facilmente da un genitore, coniuge, infermiera della scuola, o il medico, senza necessità quindi di login per accedere ai dati.
  • Segnale debole: I regolari avvisi di disconnessione dell’app Connect sono dovuti soprattutto alla “debolezza” del sistema Enlite. La maggior parte del tempo tali avvisi si verificano anche se l’uploader ed iPod erano uno accanto all’altro e veniva indossato sia il microinfusore che il sensore.
  • Dati sensore Enlite: Basandomi sull’esperienza di tre sensori posizionati su punti diversi dell corpo, il CGM Enlite è risultato molto impreciso per gran parte del tempo, con frequenti perdite di segnale. Questo naturalmente è un difetto fondamentale che limita il potenziale di MiniMed Connect, sistema che si basa proprio su quei dati.
    Per la recensione è stato utilizzato il Medtronic 530G.

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Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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Intervista alla Dott.ssa Ivana Rabbone

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Ivana Rabbone, medico pediatra presso il Centro di Diabetologia Pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Inizierei dal momento forse più incisivo e traumatico: l’esordio. L’aspetto emozionale immagino che sia simile per tutti i genitori. Quello che abbiamo notato di diverso è l’approccio alla tecnologia sia da parte dei genitori sia dei vari centri e medici. Ci sono dei protocolli da seguire in questi casi o ogni medico giudica secondo la singola situazione, secondo il bambino o i genitori che si trova davanti? Per dirla in altre parole :gestione da subito con sensori e micro o meglio prima penne e glucometro?

“Sicuramente all’esordio è importante che il diabetologo scelga sulla base della singola situazione, tenendo presente il delicato momento in cui il paziente e la sua famiglia si trovano. Le famiglie all’esordio non sempre sono pronte per affrontare troppi nuovi argomenti. L’unica eccezione può essere rappresentata dai bambini molto piccoli in cui l’età fa la differenza per la scelta della tecnologia che risulta essere necessaria (ma anche in questo caso ci possono essere delle eccezioni). Bisogna anche considerare che l’uso avanzato della tecnologia va gestito nei Centri diabetologici di riferimento e quindi con esperienza nell’utilizzo della stessa”.

Ci sono tempi da rispettare nell’eventuale passaggio?

“Dipende dalla preparazione anche emotiva del paziente e della famiglia. Spesso la fretta non dà buoni risultati”.

Secondo Lei, come incide sulla gestione quotidiana e poi a lungo termine l’utilizzo dei sensori? Parlo sia di sensori a monitoraggio continuo sia di Libre, che in questo si differenzia.

“Il monitoraggio glicemico in continuo (Dexcom o Enlite) rappresenta un valore aggiunto per la terapia sia con microinfusore che con penne. La possibilità di conoscere i trend e soprattutto di avere allarmi può dare utili indicazioni per gestire la terapia oltreché essere fondamentale per avvisare in caso di ipo o iperglicemie. Utilissimo nella gestione dei bambini piccoli in particolare in età pre-scolare. Libre è un’altra cosa, non è un monitoraggio in continuo in real time ma un “sensometro”. Non dà allarmi. Poco utile nei bambini piccoli tranne per l’unico vantaggio di togliere un po’ di glicemie (ma non tutte), mentre può essere molto utile negli adolescenti che non vogliono fare i controlli della glicemia capillare e che quindi in altro modo non si controllerebbero. In questi pazienti il vantaggio risulta essere enorme”.

Nei vari forum virtuali, che in qualche modo sono ormai proiezione di quello che succede nella vita reale, si discute molto sulla “dipendenza” (mi passi il termine) o ansia che possono creare i sensori e ancora di più il controllo da remoto delle glicemie del bambino. D’altro canto, molti ritengono che proprio il sensore dia loro molta più tranquillità. Per esperienza, lei cosa consiglierebbe a un genitore?

“Ad un genitore di bambino piccolo consiglio l’utilizzo del sensore. Nei bambini più grandi lo consiglio sulla base dell’indicazione clinica e della motivazione anche del paziente a portarlo”.

Conosce il sistema Nightscout? Cosa ne pensa? 

“Utile e geniale sistema di monitoraggio in remoto. Tuttavia credo che tutti i sistemi in remoto approvati da organismi di controllo siano più affidabili e sicuri soprattutto per la loro divulgazione, rispetto ai sistemi fai da te per quanto geniali. Non sempre tutti i frequentatori del Web sono in grado di discriminare e poi operare in maniera sicura sul proprio figlio”.

Tra i genitori del vostro centro ce ne sono che utilizzano questo sistema di controllo a distanza? Loro cosa ne pensano?

“Sì, già molti pazienti e si trovano bene. Tuttavia consiglio loro sempre di valutare e decidere sempre in funzione della sicurezza del proprio bambino”.

Fino a che età, secondo lei, sarebbe meglio usare questi sistemi? Potrebbe forse, con il passare degli anni, rendere il bambino meno autonomo?

“Saranno i bambini stessi a deciderlo e dipenderà dall’intelligenza dei genitori accettare di essere meno intrusivi possibile pur mantenendo la supervisione”.

Quale abbinamento consiglierebbe? Per es. Libre-Omnipod/ Dexcom- Animas Vibe (a parte Enlite che si collega solo a Medtronic). Anche questo dipende dall’età del bambino?

“Sì e dalla situazione singola”.

Ci può anticipare qualche ultima novità in arrivo nel campo dei sensori e microinfusori?

“Sensori sempre più affidabili e accurati (G5 e G6), miniaturizzati (google sensor) e impiantabili (senseonic) per non parlare poi del pancreas artificiale”.

Lei era tra i medici che hanno partecipato al trial di Bardonecchia a settembre di quest’anno. Ci può raccontare qualcosa su questa esperienza e sui risultati ottenuti?

“Ottimi risultati per quanto attiene la fattibilità anche su bambini piccoli (5-9 anni) e la sicurezza. Riduzione significativa delle ipoglicemie e buon controllo delle iperglicemie soprattutto nel periodo notturno”.

Quali saranno i passi successivi relativi al pancreas artificiale?

“Sperimentazione nei bambini at home nel periodo notturno”.

Immagino che sia ancora difficile fare previsioni sui tempi. Ma forse Lei ha qualche idea in più sui tempi necessari per l’introduzione di questo strumento?

“Sicuramente nei prossimi 3 anni avremo delle belle sorprese”.

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Nightscout in arrivo per Medtronic 640 G!

Ottima notizia per gli utilizzatori del Medtronic 640G con sensore Enlite che vorrebbero la possibilità di visualizzare le glicemie in remoto tramite Nightscout: il primo prototipo funziona su pc e speriamo che a breve venga messo a punto e reso disponibile anche per smartphone!

A differenza del Nightscout per i microinfusori Medtronic Veo, questa volta non saranno necessari circuiti particolari, ma un semplice glucometro Bayer NextLink 2.4 da collegare tramite cavo usb ad un dispositivo che invierà le glicemie rilevate al sito e al polso.

Attendiamo gli sviluppi! Nel frattempo potete leggere la novità dal blog del membro della community UK.

640G

 

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Codici errore Animas Vibe

Il microinfusore Animas Vibe permette di leggere direttamente le glicemie rilevate dal sensore Dexcom, ma quali sono e cosa significano i vari simboli di errore che può visualizzare?

Animas Vibe Descrizione Dexcom
animas_1Non c’è alcuna sessione CGM attiva.semaforo
animas_1Negli ultimi 30 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_1
animas_3Negli ultimi 30–60 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_2
animas_4Negli ultimi 60–90 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_3
animas_5Negli ultimi 90–120 minuti è stato inserito un sensore.
Letture CGM non disponibili.
torta_4
animas_6Errore sensore 0. Attendere 15 minuti e quindi immettere almeno un valore del test capillare glicemico nella pompa per eseguire la ricalibrazione.goccia_1
animas_7Errore sensore 1. Attendere 1 ora e quindi immettere almeno un valore del test capillare glicemico nella pompa per eseguire la ricalibrazione.goccia_2
animas_8Valori test automonitoraggio glicemico necessari per la calibrazione.goccia
animas_9Al momento non è possibile visualizzare una lettura CGM.punti_di_domanda
animas_10Negli ultimi 5 minuti, non c’è stata alcuna comunicazione
tra la pompa e il trasmettitore.
antenna
animas_11La lettura CGM più recente è risultata superiore a 400 mg/dL.hi
animas_12La lettura CGM più recente è risultata inferiore a 40 mg/dL.low

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Intervista al Dott. Riccardo Schiaffini

schiaffiniAbbiamo intervistato il Dott. Riccardo Schiaffini, Dirigente Medico I Livello- Endocrinologia e Diabetologia presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma. Con nostra grande soddisfazione considera il nostro sito “ben centrato” e ci spiega inizialmente l’incidenza che, secondo lui, ha l’utilizzo dei sensori sulla gestione quotidiana, e poi a lungo termine, del diabete.

“L’uso continuo dei sensori incide notevolmente sul controllo glicometabolico e sulla gestione dell’andamento glicemico domiciliare. Via via che i pazienti assumono familiarità con i sensori e con le informazioni provenienti dal cgm, riescono in modo adeguato ad intervenire sulle glicemie evitando ipo e iperglicemie.”

Nei vari forum virtuali, che in qualche modo sono ormai proiezione di quello che succede nella vita reale, si discute molto sulla “dipendenza” (ci passi il termine) o ansia che possono creare i sensori e ancora di più il controllo da remoto delle glicemie del bambino. D’altro canto molti ritengono che proprio il sensore dà loro molta più tranquillità. Per esperienza, lei cosa consiglierebbe a un genitore?

Ovviamente alla base di tutto, quando si propongono specifiche tecnologie, c’è la selezione del paziente e della famiglia. Non “tutto” va bene per “tutti”. In linea generale consiglio sempre di utilizzare il cgm e le potenzialità del monitoraggio in remoto: la letteratura ci conforta in questo, perché è dimostrata l’efficacia sulla qualità della vita e sulle ansie genitoriali.

Immagino che questo dipenda anche dall’età del bambino o no?

L’età è un parametro fondamentale: nei bambini prescolari il ricorso a monitoraggio da remoto è direi risolutivo sotto diversi aspetti. Sia di ordine esclusivamente medico, che socio-psicologico.

Conosce il sistema Nightscout?

Lo conosco molto bene. Da tempo. Ne sono venuto a conoscenza dalla letteratura scientifica specifica sull’argomento.

Tra i genitori del vostro centro ce ne sono che utilizzano questo sistema di controllo a distanza? Loro cosa ne pensano?

Ce ne sono diversi. Ed il feedback è assolutamente e quasi unanimamente positivo.

Secondo lei fino a che età sarebbe meglio usare questi sistemi? Potrebbero forse, con il passare degli anni, rendere il bambino meno autonomo?

Lo trovo assolutamente indispensabile per l’età prescolare e molto utile anche per l’età scolare (elementari). Dalle scuole medie in poi, in effetti, è necessario ridiscutere direttamente con il ragazzo/a con diabete circa l’opportunità di uso di questi sistemi di monitoraggio da remoto. La fascia adolescenziale si giova forse di più di sistemi di telemedicina auto-gestiti.

Quale abbinamento consiglierebbe? Per es. Libre-OmniPod/ Dexcom-Animas Vibe  (a parte Enlite che si collega solo a Medtronic). Anche questo dipende dall’età del bambino?

Animas Vibe/Dexcom e Medtronic g640 sono i due sistemi integrati che più si adattano alle esigenze delle famiglie con bambini più piccoli. Negli adolescenti e nelle fasce d’età più evolute può essere abbinato un sistema Csii (OmniPod o Combo) ad un Cgm dexcom. L’uso di Libre va oltre queste strette ipotesi di abbinamento poiché ritengo sia un sistema che prescinde dall’uso dei microinfusori e che ben si adatta anche alla terapia con mdi  (terapia insulinica multiiniettiva)

Ci può anticipare qualche ultima novità in arrivo nel campo dei sensori e microinfusori?

Le novità più vicine probabilmente riguardano il nuovo sistema Cgm Dexcom g5, più accurato e di avanguardia per quanto riguarda proprio il monitoraggio da remoto. Non nell’immediato futuro ci sono poi i sistemi Closed loop che già sembrano estremamente promettenti.

Lei è tra i medici che hanno partecipato al trial di Bardonecchia a settembre di questo anno. Ci può raccontare qualcosa su questa esperienza e sui risultati ottenuti?

Sui risultati ottenuti, purtroppo, ancora non posso sbilanciarmi. Di sicuro, durante le ore notturne, in assenza di sfide legate ad alimentazione ed attività ludico-sportive, il pancreas artificiale sembra essere estremamente efficace sia in termini di riduzione delle ipoglicemie, sia per il controllo delle iperglicemie. Più complessa la gestione delle ore diurne. L’esperienza di Bardonecchia è stata veramente notevole e di grande spessore scientifico ed umano. Come sapete è stato il primo studio pediatrico in Italia e siamo confidenti di poter dare seguito a questa prima, positiva esperienza.

Quali saranno i passi successivi da compiere in relazione al pancreas artificiale?

Con l’evoluzione delle tecnologie si assisterà nei prossimi anni ad un miglioramento dei sistemi e ad un affinamento degli algoritmi usati. L’idea più allettante è di utilizzare nei bambini un pancreas artificiale anche nel setting routinario-domiciliare.

Immagino che sia ancora difficile fare previsioni sui tempi.  Ma forse lei ha qualche idea in più sui tempi necessari per l’introduzione di questo strumento?

Sono ottimista. Tempi molto brevi!

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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Le tre briscole

Non tutti gli esordienti sanno che nel loro mazzo ci sono Asso, Tre e Re di briscola. Pronti per essere pescati.

Cara mamma e caro papà esordienti,
mi chiamo Fabrizio e sono papà di una bimba che ha il diabete dall’età di quasi 17 mesi.
In passato, leggendo i vari post dei genitori che scrivevano di un figlio che aveva esordito poco tempo prima, ho sempre risposto “al volo”. Ma, data la possibiltà offertami da DeeBee.it e dato che le cose che vorrei dire a questi genitori sono invariabilmente le stesse, ho deciso di scrivere qui una pagina indelebile a futura memoria di tutti i genitori esordienti. Siccome il mio “taglio mentale” è molto incline alle cose pratiche, vado subito al dunque, senza troppe smancerie :)

Cosa voglio dirti? Perchè scrivo?
Ti scrivo perchè sovente mi è capitato di parlare con genitori che non avevano la minima idea che esistessero metodi per somministrare l’insulina alternativi alle iniezioni. Che non sapevano che esiste la possibilità di diminuire drasticamente il numero di misurazioni capillari, chiamate anche “pic” (cioè bucare il polpastrello per misurare la glicemia della goccia di sangue prelevata dal dito). Che non sapevano della possibilità di conoscere in ogni istante la glicemia del bimbo sul proprio orologio, anche se il bimbo è lontano (dai nonni, a scuola, in gita…).
Ritengo che la Conoscenza sia alla base di una migliore gestione del diabete: è quindi bene sapere tutto ciò che segue poiché, qualora tu ti senta pronto a “domare” il diabete di tuo figlio con metodi innovativi e (a mio avviso) molto meno traumatici della classica terapia “penna + glucometro”, potrai chiedere maggiori informazioni al tuo diabetologo al fine di intraprendere una nuova strada che ti condurrà ad una diversa gestione del diabete.

Il mio esordio
Nella iella, posso dire di essere stato molto fortunato, perchè sino ad ora, malgrado tanti mesi con il diabete, mia figlia non ha MAI visto una siringa, nè una penna ed ha sempre fatto “pochi” pic: questo grazie al fatto che sin dal primo giorno ci è stata offerta la possibilità di utilizzare il sensore, il microinfusore e, subito dopo, un sistema di condivisione dei dati (Nightscout e, dal 2018, anche Yagi) ossia tris di carte vincenti che io chiamo asso, tre e re di briscola.

Da quando mi sono affacciato a questo “dolce” mondo ho letto tantissime opinioni, alcune delle quali mi trovano in completo disaccordo: «il microinfusore non si mette sui bambini piccoli»; «il microinfusore non dev’essere messo all’esordio perché altrimenti non si impara a fare l’insulina con le iniezioni»; «non è lecito pretendere il sensore fino a quando il diabetologo non ve lo propone»; «un genitore deve prima metabolizzare la malattia: non serve dirgli ora che esistono questi sistemi»; «monitorare a distanza la glicemia è come il “grande fratello” e limita la libertà del figlio»…
Potrei andare avanti ancora un bel po’. Tutto ciò è lontano anni luce dal mio credo e dalla mia esperienza.

Comunque, pur ritenendo che tutto sia altamente soggettivo, sono altrettanto convinto che ogni genitore debba almeno sapere che esistono questi strumenti per avere in mano tutto il mazzo di carte e ponderare, insieme ad un medico illuminato, quale carta sia la migliore per il suo gioco.

In conclusione…
Ricorda che la tecnologia, allo stato attuale, ti consente di: non fare più nessuna iniezione, fare molti meno pic, sapere in ogni momento la glicemia di tuo figlio ovunque tu sia. Senza limiti di età.

Se pensi che questo articolo ti abbia fatto scoprire cose nuove ed interessanti, condividilo con gli altri genitori: magari anche loro apprenderanno informazioni utili come hai fatto tu. Inoltre, se desideri parlare con me e/o con TANTI altri genitori che già usano le tre briscole, ci trovi nel gruppo Facebook di DeeBee Italia: iscriviti!

Fabrizio, un papà T3*

* “T3” è uno dei soprannomi che indicano un genitore di figlio diabetico (magari non lo sapevi ancora, ma sarebbe normale! Il diabete è tutto un mondo da scoprire…)

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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OmniPod

OmniPod è costituito da due soli elementi: il POD e il PDM.

POD
Contiene serbatoio di insulina, cannula morbida, ausilio di inserimento, pompa e batterie quindi non è necessario un set di infusione separato come nella terapia con microinfusore convenzionale. E’ dotato di inserimento automatico della cannula morbida lunga 9 mm che si inserisce in 0.005 secondi con un angolo obliquo (profondità di 6.5 mm). Il Pod può essere riempito con la quantità di insulina individuale necessaria per 3 giorni. Il volume di riempimento minimo è di 85 unità, quello massimo di 200 unità di insulina.

Il PDM
Pod e PDM comunicano tramite un  collegamento via radio 1 a 1. Devono essere in collegamento solo quando vengono effettuate modifiche, ad es. l’erogazione di un bolo. E’ dotato di suggeritore di bolo che sulla base del valore glicemico corrente, dei carboidrati inseriti e dell’insulina ancora attiva nell’organismo, ma anche di altri parametri,  calcola e suggerisce il bolo da erogare. Oltre agli allarmi di sicurezza automatici, si possono impostare anche tutta una serie di altri avvisi e promemoria. Di possono impostare fino a 7 profili basale in incrementi di 30 minuti.

pod_pdm

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